IMPIANTI DI
PRODUZIONE
DELL’ENERGIA
ELETTRICA
Alcune domande impianti di produzione dell’energia elettrica
Dimensionamento pozzo piezometrico (Fv Thoma)
Controllo reazione nucleare (Problema della dinamica)
Camera di combustione (Δt, V, Vg come si ricava e unità di misura)
Protezione carichi squilibrati
Eccitatrice ponte misto (con dimostrazione di Vecc)
Dimensionamento batterie
Condotta forzata (fino al calcolo di S1 e S2)
Fondazioni (vibrazioni)
Camera di combustione (Vg)
Economia: sostituzione centrale termoelettrica con H2O fluente, bacino, serbatoio
Quando conviene costruire un impianto di pompaggio
Dimensionamento impianto ad acqua fluente (afflussi, deflussi e taglia)
Perdite di passo
Volume sviluppato da 1kg di combustibile
Relè a minima impedenza
Precipitatore elettrostatico
Condensatore
Problema del dispacciamento economico
Eccitatrice brushless
Eccitatrice statica
Collegamenti tipici delle centrali elettriche (ad un interruttore e mezzo, sbarra di translazione)
Fabbisogno elettrico (metodo diretto e indiretto)
Protezione terra statore
LA PIANIFICAZIONE DEI SISTEMI ELETTRICI DI POTENZA
Introduzione
L’obiettivo della pianificazione di un sistema elettrico è la scelta del piano, sviluppato nel tempo, relativo
all’ubicazione ed installazione di impianti di caratteristiche convenienti per la produzione, trasmissione e
distribuzione di energia elettrica, in quantità adeguata ai fabbisogni della richiesta ed in modo che il loro
soddisfacimento sia ottenuto al minor costo.
La determinazione del piano di sviluppo del sistema elettrico è un problema complesso, perché coinvolge un
numero enorme di parametri tecnici ed economici. I problemi di pianificazione possono essere catalogati in
problemi di pianificazione strategica ed operativa.
La pianificazione strategica
Riguarda il panorama energetico nella sua globalità ed ha come riferimenti il sistema tecnico-socio-economico nel
quale vanno calate le varie scelte (solitamente scelte politiche tipo incentivi). Le scelte possono riguardare le fonti
di approvvigionamento e la regolazione dei consumi in senso lato, agendo sia sulle leve economiche e sia sociali.
La pianificazione operativa (quella di interesse per gli ingegneri)
La pianificazione operativa si occupa di due classi di problemi:
1. l’espansione del sistema, che stabilisce dove e quando reperire nuove risorse per l’espansione dei sistemi
di generazione, trasmissione o distribuzione;
2. la gestione dell’energia, che include la gestione del parco dei componenti (piani di manutenzione,
gestione tariffe e contratti,…) e le attività di dispacciamento.
La pianificazione a lungo termine della produzione (espansione del sistema)
La previsione del carico
La previsione del carico elettrico nei tempi futuri è il primo, fondamentale, passo della pianificazione. Gli obiettivi
della previsione del carico, rispetto ad un determinato intervallo di tempo, sono:
la richiesta di energia;
la punta di massima potenza.
In generale una previsione può essere fatta in due modi: direttamente se la variabile da prevedere è autonoma,
oppure indirettamente se le variazioni della grandezza da prevedere trovano spiegazione nella variazione di altri
elementi.
In passato valeva la legge del “raddoppio del carico ogni dieci anni”, per cui si usavano metodi diretti basati sui
dati della serie storica pregressa, del tipo:
(1 )
= +
dove: energia richiesta all’anno
= energia richiesta all’anno iniziale
= tasso di incremento medio annuo
=
Ricavata supponendo inizialmente costante l’incremento medio di nell’unità di tempo, in valore relativo:
=
Si ha che l’energia cresce indefinitamente, si aggiunge allora un termine che permetta di giungere a saturazione:
= − => + = ∙ =
− Integrando e ponendo si ha:
=
= 1+
Nella prima fase dello sviluppo della curva logistica ricavata, il termine
può essere trascurato rispetto a :
1 =
In realtà per i carichi la situazione è mista, ovvero la previsione non può essere fatta solo direttamente.
Nella previsione del fabbisogno di energia si utilizzano due filosofie diverse:
l’analisi di regressione econometrica;
l’analisi del consumo dell’utenza.
L’analisi di regressione econometrica correla le serie storiche delle vendite di energia con diversi indicatori
macroeconomici, come ad esempio il prodotto nazionale lordo annuo ( ):
= ∙
dove: è il fattore di elasticità
=
Per la valutazione del fabbisogno dei vari settori produttivi si associa al rispettivo contributo alla formazione del
PIL (valore aggiunto), l’intensità elettrica, cioè la quantità di elettricità ( consumata in ciascun settore per
ℎ)
una unità di valore aggiunto (euro). Questo metodo è quello più largamente impiegato per la previsione
dell’energia.
L’analisi del consumo dell’utenza tende a prevedere il fabbisogno di energia indagando la futura tipologia di
consumi. In questa categoria rientrano vari metodi, tra cui quello della saturazione degli apparecchi utilizzatori,
solitamente utilizzato per le previsioni nel settore residenziale. In questo metodo si determina il numero di utenti
in possesso di una determinata apparecchiatura elettrica e l’energia annuale impiegata da quel tipo di impianto.
La previsione viene fatta sulla base del numero di tali apparecchiature previste per il futuro e sulle variazioni
dell’uso annuale di quest’ultime.
L’utilità di questi metodi dipende dalla reperibilità dei dati, dalla tipologia di utenti e dal grado di approssimazione
richiesto. Possono essere anche applicati metodi ibridi che associano tra loro i metodi citati.
La previsione della punta massima di potenza
L’energia elettrica deve essere, istante per istante, prodotta e trasferita agli utilizzatori in quantità pari a quella da
essi assorbita istante per istante, aumentata delle perdite nel sistema di alimentazione. Gli impianti di
produzione, trasmissione, trasformazione e distribuzione, che occorre avere disponibili in un dato intervallo di
tempo, devono essere pertanto dimensionati in relazione alla massima potenza che può essere richiesta ai
rispettivi punti di consegna durante l’intervallo stesso.
A questo proposito sono spesso utilizzati i diagrammi di durata del carico.
Compito della produzione sarà dunque quello di mettere a disposizione,
istante per istante, nel modo più economico, le potenze richieste dal carico
seguendo il diagramma a sinistra.
Struttura ottimale di un parco di produzione elettrica per un sistema verticalmente integrato
Si consideri che tutti i gruppi di generazione siano di tipo termoelettrico e facciano capo alla stessa sbarra, da cui
è derivato tutto il carico. Per la valutazione delle quote di potenza
installata da attribuire ai diversi tipi di impianti si può procedere
come segue:
1) Con riferimento alla curva di durata del carico, si costruisce
il diagramma di durata della produzione ordinando le
diverse potenze fornite dagli impianti in maniera
decrescente rispetto alle rispettive durate di utilizzazione (si
inscrivono i rettangoli della e della durata di ogni
ℎ
impianto) in modo che le aree dei due diagrammi siano
uguali.
2) Si definiscono, per le diverse categorie di impianti, le funzioni di costo:
) )
= + = ℎ( = ℎ(
dove: costo di installazione o di investimento fisso annuo (costo fisso annuo specifico)
K = €/kW
costo di produzione medio annuo (costo specifico medio dell’energia prodotta nell’anno)
= €/kWh
In relazione al combustibile:
< < > >
3) Per stabilire i diversi tipi di potenza da installare per coprire il diagramma di durata del carico, bisogna
trovare i valori di queste potenze che ottimizzano (minimo) il costo totale annuale di produzione:
( )= ) ) )
, , + ℎ( + + ℎ( + + ℎ(
con i vincoli: + + = ; > 0; > 0; > 0.
Tenendo conto del primo vincolo si può applicare il metodo dei moltiplicatori di Lagrange:
( )= ( )− ( )
, , , , , − − −
Risolvendo il sistema si ricava:
− −
) )
ℎ( = ; ℎ( + =
− −
Quindi attraverso si determinano i valori ottimali di .
ℎ( ) , ,
Lo stesso calcolo di ottimizzazione si può effettuare attraverso la procedura grafica:
Nel caso di sistema di produzione composto anche da impianti idroelettrici il discorso è più complesso. Un
metodo per affrontare il problema è quello di considerare un sistema puramente termoelettrico di riferimento
nel quale si effettuano le sostituzioni più convenienti di impianti idroelettrici:
a) Impianti ad acqua fluente
L’energia disponibile andrà a collocarsi, onde evitare sfiori, alla base dei diagrammi giornalieri. Le
caratteristiche dell’impianto ad acqua fluente sono le seguenti:
producibilità media ;
potenza massima , di cui solo una quota garantita durante l’anno;
≤
costo annuo (praticamente solo costi fissi).
Si avrà così che l’energia sostituirà altrettanta energia termoelettrica che sarebbe stata prodotta da
impianti di base ad un costo unitario e si potrà ottenere un risparmio .
Si potrà evitare l’installazione di impianti termoelettrici di base per una potenza pari a al costo annuo
unitario fisso e si potrà ottenere un risparmio .
Se è maggiore di allora sarà ridotta la durata di utilizzazione di altri impianti per una potenza
, fino a richiedere eventualmente la sostituzione di una parte di questi con una quota di
− ∆
impianti intermedi, per una produzione di una energia . Allora da una parte avremo un risparmio
∆
ma da un'altra le spese annue .
∆ + ∆ ∆ + ∆
Si ha perciò che la sostituzione avverrà solamente se la somma delle spese annue risulta inferiore a quella
dei risparmi, ovvero se:
+ ∆ + ∆ ≤ + + ∆ + ∆
b) Impianti a bacino di modulazione giornaliera
Un impianto dotato di un bacino di capacità tale da riportare integralmente l’energia dalle ore di basso
carico a quelle di carico elevato ha un’utilizzazione di durata ridotta della potenza massima e pertanto si
colloca nelle zone intermedie e di punta del diagramma di durata del carico.
Si avrà così che l’energia sostituirà altrettanta energia termoelettrica che sarebbe stata prodotta da
impianti intermedi ad un costo unitario e si potrà ottenere un risparmio .
Si potrà evitare l’installazione di impianti termoelettrici intermedi per una potenza pari a al costo
annuo unitario fisso e si potrà ottenere un risparmio .
Se è maggiore di allora sarà ridotta la durata di utilizzazione di altri impianti per una potenza
, fino a richiedere eventualmente la sostituzione di una parte di questi con una quota di
− ∆
impianti di punta, per una produzione di una energia . Allora da una parte avremo un risparmio
∆
ma da un'altra le spese annue .
∆ + ∆ ∆ + ∆
Si ha perciò che la sostituzione avverrà solamente se la somma delle spese annue risulta inferiore a quella
dei risparmi, ovvero se:
+ ∆ + ∆ ≤ + + ∆ + ∆
c) Impianti a serbatoio
Se l’impianto dotato di serbatoio ha una capacità adeguata in relazione al volume degli apporti e al loro
andamento nel tempo, tale da riportare nei periodi dei massimi carichi tutta l’energia disponibile,
converrà sostituire questa energia a quella prodotta con costi più elevati nelle zone di punta.
Si avrà così che l’energia sostituirà altrettanta energia termoelettrica che sarebbe stata prodotta da
impianti di punta ad un costo unitario e si potrà ottenere un risparmio .
Si potrà evitare l’installazione di impianti termoelettrici di punta per una potenza pari a al costo
annuo unitario fisso e si potrà ottenere un risparmio .
Si ha perciò che la sostituzione avverrà solamente se la somma delle spese annue risulta inferiore a quella
dei risparmi, ovvero se:
≤ +
La pianificazione a breve termine della produzione (gestione del sistema)
Con il termine pianificazione a breve termine si individua l’operazione di dispacciamento, ovvero la ripartizione
del carico totale di una rete tra i vari generatori idroelettrici, termoelettrici e termonucleari in servizio in un
determinato arco di tempo. Lo scopo di tale ripartizione è quello di rendere minimo il costo di produzione
dell’energia elettrica nel rispetto del mantenimento della sicurezza e della qualità del servizio.
Caratteristiche delle unità termiche
Nell’analisi dei problemi associati ad una gestione economica di un sistema elettrico è di fondamentale
importanza l’insieme delle caratteristiche di efficienza del complesso turbina-alternatore. Un’importante
( )
caratteristica è quella ingresso/uscita di un generico gruppo o di un intera centrale, consumo specifico, la
quale stabilisce la relazione fra l’energia oraria del combustibile in ingresso al sistema in esame e la
/ℎ
potenza elettrica netta in uscita dal generatore elettrico , considerata quest’ultima al netto della potenza
consumata da tutti i servizi ausiliari dell’unità. Allora il consumo specifico assume l’andamento di figura.
( )
La si può rappresentare con buona approssimazione anche con una polinomiale:
( )= + + + /ℎ
Per cui quando si utilizza un combustibile di costo , il costo orario di produzione in funzione
€/kCal €/h
della potenza netta prodotta risulta:
( )= ( )=
∙ + + + €/h
Allora assume l’andamento di figura dove indica il costo fisso dovuto agli oneri di ammortamento del capitale
mentre indica il costo del combustibile. Perciò come si vede per tutte le potenze diverse da si avrà un
rendimento peggiore a causa dell’aumento di .
Si definisce il costo incrementale di produzione o costo incrementale, la derivata del costo orario rispetto alla
potenza. Questo corrisponde al costo orario per la prodizione di un ulteriore per un’ora:
∆
= = = +2 +3
∆
Il problema del dispacciamento economico
Si consideri il caso della determinazione ottimale delle potenze che i generatori termoelettrici in servizio erogano
in ogni istante, supponendo nota e costante la domanda di energia nel periodo considerato e già risolto il
problema della scelta delle unità.
Con unità termiche connesse ad un unico nodo dal quale è prelevata la potenza (nella situazione di figura) il
problema del dispacciamento può essere espresso come segue:
Dove con si è indicata la funzione di costo totale, mentre la seconda è la condizione di vincolo esterno che
rappresenta il bilancio della potenza nel periodo in esame.
Si tratta di risolvere un problema di ottimizzazione vincolato, e si usa il metodo dei moltiplicatori di Lagrange:
( )
, ,…, , = + Φ
che porta all’identificazione di quale punto comune di lavoro delle varie unità.
Questa metodologia è detta degli uguali costi incrementali perché la soluzione del sistema risulta:
∆ = =
∆
Soluzione che poteva essere ricavata anche graficamente.
Si può dire che in generale converrà spostare il carico dai gruppi con maggiore costo incrementale a quelli con
minore costo incrementale, fino a quando non si sia raggiunta la situazione di uguaglianza dei costi incrementali.
Considerando ora anche i vincoli operativi di ogni unità il problema diventa:
È possibile ora estendere il metodo di Lagrange al caso di vincoli espressi da disequazioni mediante le condizioni
di Kuhn-Tucker. La soluzione del problema è ancora unica e la Lagrangiana diventa:
e le condizioni di Kuhn-Tucker sono le seguenti: ( ) ( )+ ( ),
Si consideri ora il caso relativo a due unità di produzione. La funzione obiettivo è il
, =
vincono imposto dal carico è il limiti delle centrali sono:
− − = 0,
( )= − ≤0
_
( )= − ≤0
_
( )= − ≤0
_
( )= − ≤0
_
La Lagrangiana risulta allora:
( )+ ( )+ ( )+ ( )+
= , + + + + = − − − +
_
− + − + −
_ _ _
e le condizioni di Kuhn-Tucker sono le seguenti:
( )−
= − + =0
( )−
= − + =0
= − − =0
− ≤0
_
− ≤0
_
− ≤0
_
− ≤0
_
− =0 ≥0
_
− =0 ≥0
_
− =0 ≥0
_
− =0 ≥0
_
Si distinguono allora 4 casi:
Caso 1
La soluzione ottima si verifica per e compresi tra i rispettivi limiti:
Caso 2
La soluzione ottima richiede (il primo impianto è sfruttato al min.) e compreso nei propri limiti:
= _
Caso 3
La soluzione ottima richiede e compreso nei propri limiti:
= _
Caso 4
Entrambe e sono ai limiti e la condizione di disuguaglianza è verificata: e sono diversi da zero e
indeterminati. Se per esempio la soluzione ottimale richiede e :
= =
_ _
e i valori ne risulterebbero indeterminati (2 equazione 3 incognite).
, ,
Ridefinendo il costo incrementale dell’unità secondo la:
Si ottiene:
Come conseguenza si può affermare che i costi incrementali della generazione devono essere fra loro uguali, a
patto di estendere tale denominazione alle quantità dipendenti dalle rispettive potenze e , cioè,
_ _
estendendo il procedimento dei moltiplicatori di Lagrange con le condizioni di Kuhn e Tucker.
TIPOLOGIA DELLE CENTRALI ELETTRICHE
Introduzione
Le centrali che attualmente contribuiscono in modo significativo alla produzione di energia elettrica possono
essere classificate
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Appunti sistemati di conversione statica dell'energia elettrica
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Appunti ed esercizi modulo 2 Sistemi di produzione e conversione dell'energia elettrica