Psicoanalisi
Psicoanalisi è una disciplina fondata da Freud, un metodo di indagine dell’inconscio e un metodo terapeutico. Comprende un complesso di teorie psicologiche e psicopatologiche. Sviluppata sulla base della clinica, Freud ipotizzava lo sviluppo normale osservando i pazienti. Dagli anni '80 in poi, ci si è dedicati all’infant research.
Aree di studio
- Sviluppo della mente e influenza delle esperienze precoci sugli stati mentali adulti
- Natura e ruolo dei fenomeni mentali inconsci
- Teoria e pratica del trattamento psicoanalitico, del transfert e controtransfert
Ipotesi della clinica attuali
La maggior parte dell’attività mentale è inconscia. La mente funziona sulla base di poli conflittuali. Le modalità relazionali con gli altri sono modellate dalle nostre esperienze precoci. Lo sviluppo della personalità implica un apprendimento della regolazione degli affetti e delle emozioni e anche che si passi da uno stato di dipendenza dalla figura di attaccamento all’interdipendenza.
Sigmund Freud
Il pensiero di Freud non è costante e attraversa diverse fasi. Inizialmente era neurologo ed era ritenuto un esperto di paralisi infantile. Ha formulato una teoria chiamata “Il progetto” (1885). Decise poi di dedicarsi alla clinica lavorando in un ospedale dove conobbe l’isteria, malattia con sintomi che simulano un disturbo neurologico come convulsioni da epilessia e paralisi degli arti, ma senza riscontri fisici nei nervi.
Il caso di Anna O.
Freud fu consultato da Breuer sul caso di Anna O., che presentava due personalità: una triste, cosciente e normale; l'altra agitata, maleducata e con allucinazioni di serpenti neri. Sotto ipnosi, Anna provava sollievo. Alla morte del padre, le due personalità si distinsero del tutto e si alternavano. Freud scoprì che facendo raccontare ad Anna, sotto ipnosi, le circostanze in cui si era manifestato il sintomo per la prima volta, questo scompariva al risveglio.
Charcot e l'isteria
Charcot definì l'abreazione come la scarica dell’emozione. La causa dell’isteria è il trauma che aumenta l’autosuggestionabilità. Quando i pazienti erano in stato ipnotico, manifestavano sintomi di isteria, suggerendo un nesso. Charcot fu il primo a ipotizzare la natura psicogena dell’isteria, rifiutando l'ipotesi della natura sessuale dell’isteria. L’evento traumatico accumula una forte emozione che, non potendo essere scaricata, causa sintomi simbolicamente connessi al trauma. Grazie all’ipnosi, è possibile recuperare il ricordo, rendere cosciente l’evento e scaricare l’emozione.
Studi sull'isteria
Nel 1896, Freud pubblicò “Studi sull’isteria”, ipotizzando una seduzione infantile da parte di figure significative, quindi di natura sessuale. Dopo questi studi, Freud abbandonò l’ipnosi perché la ritenne non sicura. Il metodo doveva essere rapido, sicuro e non spiacevole per il paziente. L'ipnosi non era una tecnica sicura perché non tutti i soggetti erano ipnotizzabili e i risultati non erano sempre duraturi. Inoltre, l’ipnosi poteva creare dipendenza con il terapeuta e problemi di sentimenti amorevoli verso i terapeuti. Freud allora iniziò a utilizzare il metodo della pressione sul capo, chiedendo al paziente di raccontare ciò che gli veniva in mente, chiamandolo associazioni libere, eliminando in seguito la pressione sul capo.
Determinismo e libere associazioni
Il determinismo afferma che non c’è nulla di casuale; vi possono essere significati nelle associazioni, nei sintomi, ma anche nei lapsus, atti mancati e nei sogni. Le libere associazioni sono accompagnate dallo stato mentale del terapista detto attenzione fluttuante, cioè ascolta senza focalizzarsi su qualcosa in particolare. Questo metodo permette di accedere sia al desiderio inconscio del paziente, sia ai meccanismi di difesa della censura che lo nascondono.
Classificazione delle nevrosi
- Nevrosi attuali: disfunzioni sessuali, non interessano disturbi psicologici
- Psiconevrosi: la causa è il conflitto tra il desiderio e il resto della psiche e la mancata scarica dell’affetto che accompagna il desiderio - Isteria - Nevrosi ossessiva: l’affetto derivato dal trauma infantile e non scaricato viene spostato su un’idea più accettabile (falso nesso) - Psicosi allucinatoria: il desiderio sessuale proibito viene rimosso totalmente assieme a tutti gli affetti connessi, costringendo così a ripudiare anche una parte di realtà; il paziente ha allucinazioni che riguardano l’affetto nascosto (schizofrenia) - Paranoia: l’idea incompatibile viene proiettata sugli altri
Innovazione di questa classificazione: non descrive solo i sintomi, ma li collega alla storia dei pazienti e quindi la terapia deve essere una ricostruzione; la causa è un evento traumatico realmente accaduto.
Problemi della teoria del trauma sessuale infantile
Esistono dubbi che i ricordi non siano di eventi realmente accaduti, ma di desideri. Freud quindi tenta in terapia di esplorare le fantasie del paziente prodotte durante le libere associazioni.
Principi alla base del funzionamento psichico
Principio di costanza
La funzione del sistema nervoso è scaricare energia per mantenere l’eccitazione più bassa possibile.
Determinismo psichico
Ogni accadimento è connesso a ciò che lo ha preceduto (associazione).
Inconscio
Non è mai conoscibile; si possono conoscere cose che vi derivano, mediate, ma non il reale contenuto.
Interpretazione dei sogni
Nel 1889, Freud descrive che il significato dei sogni deve essere ricostruito coi pazienti, non esistono simboli universali. Il sogno è un modello per capire come lavora l’inconscio. Infatti, per Freud c’è continuità tra disturbo e normalità. Il sogno gratifica un desiderio inconscio, poiché la forza della censura, che opera sull’inconscio, si allenta. Il desiderio è però camuffato, perché altrimenti vedere rappresentato il desiderio proibito farebbe svegliare il soggetto (sogno guardiano del sonno).
Meccanismi di trasformazione del sogno
- Condensazione: un’immagine del sogno rappresenta diverse cose, diverse catene associative.
- Spostamento: allusione, opera per trasformare qualcosa di importante in irrilevante, una cosa rappresenta qualcos’altro (cavallo che mi schiaccia → padre aggressivo).
- Raffigurabilità/rappresentazione: il sogno trasforma pensieri in immagini.
- Elaborazione secondaria: quando il soggetto sta per svegliarsi e quando racconta il sogno trasforma l’assurdo in qualcosa di coerente.
Ogni funzione mentale è riconducibile a un conflitto tra due elementi contrapposti. Nel sogno c’è una tripla regressione: da coscienza a inconscio, da presente a passato, da linguaggio verbale a immagini.
La metapsicologia
Le teorie formulate da Freud riguardano un aspetto economico, un aspetto dinamico e uno topico.
Punto di vista economico
Fonte dell’energia psichica è il corpo, energia innata biologica. Deriva dal concetto di energia in fisica. L’energia deve essere scaricata e questo è accompagnato da soddisfazione, piacere. L’accumulo è accompagnato da frustrazione. L’oggetto è qualcosa (di variabile) che permette all’energia di scaricarsi. L’energia può investire e disinvestire il suo oggetto. Ci sono sempre due elementi:
- 1° teoria dell’energia → libido e pulsione di autoconservazione (sopravvivenza della specie e dell’individuo)
- 2° teoria dell’energia → libido (sessualità) e aggressività
- 3° teoria → istinto di vita e di morte. Freud considererà poi solo la libido nello studio del bambino
Motivazioni e pulsioni
La mente è un apparato per scaricare stimoli esterni o interni. Freud si sofferma su questi ultimi perché quelli esterni si possono evitare. Nel bambino si ha una situazione di totale espressione dei bisogni (pulsioni). L’oggetto di gratificazione è il seno materno. Dopo la prima gratificazione si forma un’immagine mestica. Il ricordo ha identità percettiva con l’evento. La gratificazione allucinatoria (ricordo) non soddisfa però la fame e il bambino va incontro alla disillusione, che lo porterà a riconoscere l’altra persona passando per la frustrazione.
Teoria dello sviluppo e fasi psicosessuali
Fonte pulsionale = corpo; nel bambino piccolo si tratta di pezzi di corpo diversi per ogni fase e si pongono al centro della vita affettiva. L’oggetto della pulsione è l’oggetto più variabile. All’inizio la pulsione non investe l’oggetto → narcisismo primario. Ci sono solo pulsioni parziali, indipendenti. Il processo evolutivo della libido fa sì che essa possa investire l’oggetto. Gli impulsi della libido possono essere soddisfatti, repressi (meccanismi di difesa), trasformati o sublimati (resi accettabili). La nevrosi è dovuta a una fissazione in una determinata fase dello sviluppo o a una regressione da una fase più avanzata a una precedente. Il processo evolutivo è quindi lineare e se si blocca o si torna indietro si crea patologia. La sequenza evolutiva è determinata filogeneticamente.
- Fase orale: il bambino utilizza la bocca per interagire e conoscere il mondo.
- Fase anale: si manifesta la dualità tra essere attivi e passivi.
- Fase fallica: le pulsioni parziali pregenitali orale e anale confluiscono negli organi genitali. Complesso edipico: la paura di castrazione e la fantasia sessuale dipende dall’andamento delle fasi precedenti. Alla fine del complesso edipico si instaura l’identificazione con le proibizioni e i doveri paterni (per il bambino maschio); si forma così il super-io.
- Fase di latenza: il bambino è concentrato sul cognitivo e la pulsione sessuale passa in secondo piano, fino alla pubertà. L’energia viene deviata verso altri scopi e oggetti socialmente accettati. Meccanismo di difesa: formazione reattiva, si crea un comportamento opposto al desiderio libidico (pudore).
Il punto di vista topico
(dove avvengono i processi mentali)
Due metafore spaziali
- Prima topica: inconscio (Inc), preconscio (Pre-cs) e conscio (Cs). Principi che regolano il funzionamento della mente: piacere-dispiacere vs principio di realtà (rimandare la gratificazione). Processo primario: l’energia libera investe i processi mentali per la gratificazione immediata. Non c’è mutua contraddizione nell’inconscio (non ci sono dubbi e certezze, è tutto vago). Spostamento e condensazione (meccanismi del sogno). Manca il senso di tempo. La realtà esterna può essere uguale alla realtà interna e a questa si sostituisce. Processo secondario: energia legata (deve aspettare). Il principio di realtà è legato allo sviluppo delle funzioni dell’Io.
- Seconda topica, chiamata anche modello strutturale → Es, Io, Superio. Es = inconscio. Io = affonda nell’Es (è in parte inconscio) ma ha anche una parte affiorante nel preconscio e conscio. Superio = parte conscio e parte inconscio. La prima e la seconda topica non corrispondono perfettamente. L’Io si differenzia dall’Es in un secondo momento; vi vige il PdR (Principio di Realtà); ha tre padroni: richieste dell’Es, richieste della realtà esterna e del Superio; è importante l’angoscia, cioè il segnale che attiva l’Io e quindi i meccanismi di difesa. Il Superio è l’istanza morale, è in gran parte inconscio; deriva la sua energia dall’Es; è problematico quando è arcaico, cioè ha richieste non legate alla realtà o troppo punitivo.
Punto di vista dinamico
Conflitto → tra desideri incompatibili, tra forze interne come pulsioni; si arriva alla fine al conflitto tra pulsioni di vita e di morte; tra le istanze Es-Io-Superio. Lo sviluppo dell’uomo è lo stesso nella normalità e nella patologia, ma in questo caso la persona si fissa ad una fase precoce o regredisce. La progressione è da inconscio a coscienza, da Es a Io, da principio di piacere a principio di realtà, da processo primario a processo secondario.
Narcisismo
Alla nascita il bambino è in uno stato narcisistico, la libido è investita sull’Io del bambino, solo dopo imparerà a investirla sull’oggetto. All’inizio della vita il mondo esterno non esiste perché non è investito dalla libido; ciò significa onnipotenza per il bambino (vigono principio del piacere e processo primario). Subentra poi un oggetto su cui viene investita la libido (oggetto analitico, su cui poggia la libido, oggetto d’amore, significativo; mamma e papà). Subentra poi un oggetto fuori dalla famiglia, omosessuale (migliore amico dello stesso sesso). Alla fine la libido è investita su un oggetto eterosessuale. Si contrappongono sempre una scelta narcisistica e una scelta oggettuale. Anche la scelta di un oggetto omosessuale è una scelta narcisistica. Esiste anche un narcisismo secondario, in cui la libido oggettuale viene ritirata e reinvestita sull’Io, che così acquisisce energia e ciò è la causa di allucinazioni e delirio di grandezza.
Angoscia nello sviluppo e meccanismi di difesa
- Trauma della nascita
- Separazione dalla madre
- Perdita dell’amore della madre, che è riconosciuta come oggetto separato da sé
- Castrazione
- Paura di perdita dell’amore del Superio (figura genitoriale interiorizzata)
Transfert
Il rapporto con l’analista è possibile se egli è investito dalla libido → transfert. Aspetto essenziale della terapia, perché l’analista interpreta quello che il paziente prova per lui in base a ciò che lo stesso gli ha raccontato dei suoi oggetti significativi. Il paziente in questo modo rende presente il passato. Oggi gli analisti pensano che il transfert si realizzi in ogni relazione significativa.
Melanie Klein
Klein è la figura più contrastata in ambito psicoanalitico. Il conflitto più famoso è quello con Anna Freud. La vita della Klein è costellata di grandi lutti e la sua teoria dà grande importanza alla depressione. Gli oppositori le rimproveravano di non aver studiato medicina. Conosce la psicoanalisi a Budapest, dove è in analisi da Ferenczi. Viene poi avviata all’analisi dei bambini da Ahbram a Berlino. Durante il nazismo si rifugia a Londra, dove si trova anche Anna Freud, che ha la stessa esperienza di analisi dei bambini. La società inglese trova affascinanti le teorie della Klein. Quando arriva Anna, si ha una contrapposizione totale tra le due autrici.
Tecnica del gioco
La Klein usa la tecnica del gioco con i bambini, tutt’ora usata. In esso i bambini riproducono fantasie, desideri, esperienze. Fanno ciò che gli adulti fanno con le libere associazioni, esprimono l’inconscio. Si analizzano anche i disegni dei bambini. Secondo la Klein, il bambino nel gioco mette in atto il transfert, che può essere sia positivo che negativo. Klein psicologa dell’Es, mette in risalto il transfert negativo. Contrappone mondo interno (psiche) e mondo esterno (realtà). Il gioco è anche un modo per esplorare e maneggiare il mondo interno, che nel bambino disturbato è maneggiato da angosce. Nel gioco, il bambino rielabora i propri conflitti interni.
La tecnica del gioco
Settin di 50 minuti, cinque volte a settimana. Ogni bambino ha una sua scatola di giochi, li usa solo lui, non deve contenere giochi con significati prestabiliti. Sono inoltre piccoli perché la Klein pensa che sia più facile per i bambini usarli. La Klein riformula le pulsioni nei termini di due emozioni fondamentali: amore e odio.
Le discussioni controverse
Per Anna Freud, i bambini piccoli non erano analizzabili perché l’Io non era sviluppato a sufficienza per gestire le interpretazioni dell’analista; bisogna allora adottare un approccio pedagogico. I bambini piccoli inoltre non avevano ancora disinvestito sufficientemente i genitori per poter attuare il transfert sull’analista. Per la Klein, i bambini sono analizzabili attraverso il gioco; il bambino assegna un ruolo al terapeuta. Per Anna Freud, i bambini devono essere aiutati a rafforzare il proprio Io e Superio. Per la Klein, invece, ciò che conta è la rappresentazione interna del genitore. Spesso sono rappresentati in modo alterno, scisso o del tutto ideali, buoni, o come figure persecutorie cattive. Questo meccanismo di scissione si trova molto spesso nei pazienti disturbati. Per la Klein, l’educazione non è il compito dell’analista (come per Anna). Le divergenze tra la Klein e la Freud sono anche teoriche, non solo tecniche. Per la Klein, la mente disturbata è dominata da terrori profondi di tipo psicotico, bisogna perciò fare interpretazioni profonde che riguardano la sessualità e l’aggressività del bambino. Per Anna, la mente è stabile, strutturata: le interpretazioni sono dalla superficie in giù, vicine alla coscienza, cioè l’opposto non partono dall’inconscio.
Diatriba sulla formazione del Superio
Un’altra diatriba riguarda la formazione del Superio. Anna ritiene, come il padre, che si formi dall’interiorizzazione della figura genitoriale; il bambino sotto i 4-5 anni ha un Superio debole o non ce l’ha. La Klein, invece, ha visto nel gioco fantasie su genitori interiorizzati, perciò secondo lei già nel bambino piccolo c’è un Superio arcaico; il ruolo dell’analisi è analizzare il Superio (mentre Anna vuole rafforzarlo come l’Io). Sostiene quindi che il Superio esiste già.
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