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Appunti Psicologia dello sviluppo 2

Appunti di psicologia dello sviluppo basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni della prof. Prino dell’università degli Studi di Torino - Unito, facoltà di Scienze della formazione, Corso di laurea in scienze della formazione primaria. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Psicologia dello sviluppo docente Prof. L. Prino

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La teoria della mente

Grande approccio nato negli anni 80 del 1900.

- Si pensa a ragionare su come pensano gli esseri umani (noi stessi)

Teorie dette ingenue o intuitive poichè tutti li applichiamo essendo fondamentali per attribuire un

senso,un'intenzione al comportamento dell'altro

punto di arrivo: consapevolezza che l'altro può avere credenze diverse dalle nostre.

Viene costruita sia con riferimento a sé stessi (sentimenti ecc) che a gli altri

Lo sviluppo della teoria della mente

Il bambino costruisce la propria conoscenza del mondo psicologico, arriva a comprendere sé

stesso e gli altri

Capire : - Intenzioni;Credenze ;Desideri; Motivazioni

Teoria su come funzionano gli esseri umani in quanto diversi dagli oggetti inanimati

Schema del ragionamento desiderio - credenza

da cosa possono essere mossi i comportamenti?

da uno stato fisiologico che fa nascere un desiderio

stato fisiologico > desiderio > comportamento che soddisfi il desiderio > reazione che è congruente

in base se il desiderio è soddisfatto o no

I desideri possono nascere anche da emozioni che proviamo

sia nel caso di stati fisiologici che emotivi le azioni sono uguali

desideri = motore del nostro comportamento

compaiono già nel linguaggio dei bambini ‘Io voglio, lui vuole’

Catena legata alle rappresentazioni mentali ovvero credenze -> nascono da ciò che vediamo, dalle

percezioni,sensazioni

ciò che pensiamo -> motore del nostro comportamento

ognuno dei 2 spingono a dei comportamenti

termini che rimandano a queste dimensioni compaiono più avanti nei discorsi dei bambini ‘penso

che’

- Il desiderio è uno stato mentale più semplice della credenza. Quando dico “lui vuole una

mela”, attribuisco all’altra persona uno stato interno diretto verso un oggetto esterno

(desiderare qualcosa). Al contrario, quando dico “lui pensa che questa sia una mela”,

attribuisco all’altro uno stato interno che incorpora la rappresentazione di una mela ossia gli

attribuisco una metarappresentazione (richiede meno capacità)

credenza: stato mentale + complesso, metarappresentazione della rappresentazione dell’altro

. I bambini di 2 anni possiedono una psicologia del desiderio, che:

- interpreta le azioni sulla basa dei desideri

- spiega le reazioni emotive congruentemente al fatto che i desideri siano stati o meno

soddisfatti

sfera del volere già presente; in un primo momento tendono a vedere i loro desideri negli altri

ma presto comprendono la diversità dei desideri (Welman)

Verso i 3 anni i bambini padroneggiano una più complessa psicologia della credenza-desiderio,

grazie alla quale:

- sono in grado di prevedere che le azioni di una persona saranno guidate non solo dai suoi

desideri, ma anche dalle sue credenze

- e che tali credenze possono essere sia vere che false :

credenze vere -> corrispondono all’effettivo stato per come il bambino le percepisce; false -> non

corrisponde alla realtà percepita dal bambino

- In un primo momento vengono prese in considerazione solo le credenze vere ossia quelle

che rispecchiano l’effettivo stato di cose nella realtà

- = rispecchiano la percezione del bambino

solo in un secondo momento comprendo le credenze false

come faccio a capire che il bambino ha appreso le false credenze?

-Esperimento classico con cui si verifica la comprensione della falsa credenza: Al b. si presenta uno

scenario con 2 bambole, Sally e Anna, che insieme nascondono una biglia in un cesto. Dopo,

all’insaputa di Sally, Anna sposta l’oggetto in una scatola. Sally ritorna in scena e il b. deve dire dove

Sally cercherà la biglia. -> la cercherà nel cestino perché non c’era xk non aveva visto lo

spostamento

La falsa credenza

3 anni: Sally cercherà la biglia nella scatola, dove effettivamente si trova e non dove l’ha vista

nascondere

Il b è incapace di rappresentare le credenze altrui quando sono diverse dalla realtà

4 : il b che comprende la falsa c. di Sally indicherà il cesto e non il luogo in cui si trova realmente

I b. che non conoscono le false credenze pensano di aver sempre saputo tutto

Un importante cambiamento avviene con la comprensione della falsa credenza,intorno ai 4-5 anni

Lo sviluppo della teoria della mente

- Quando si distingue la realtà dalla credenza siamo sicuri che ci sia una differenziazione tra

stato di cose effettivo e rappresentazione mentale (differenziare rappresentazione e realtà)

- La prestazione in questo compito permette di concludere se vi sia o meno una teoria della

mente che include una rappresentazione

alla formulazione la teoria della mente ha avuto molto successo, sottolineano che il deficit

cognitivo (difficoltà nell’usare la teoria della mente)sia una caratteristica del disturbo delle spettro

autistico (difficoltà a rappresentarsi come funziona la mente umana)

oggi visione più complessa, deficit solo secondario

Precursori della teoria della mente nello sviluppo precoce:

. Gioco simbolico (diventa sempre più complesso) nel secondo anno di vita. Capacità di

rappresentare una realtà diversa da quella percepita.

- i b. sostituiscono un oggetto con un altro (una banana diventa la cornetta di un telefono),

attribuiscono x finta della caretteristiche agli oggetti (l’orsacchiotto di peluche ha mal di

pancia), immaginano qualcosa in assenza (fanno finta di bere da una tazza che in realtà è

vuota)

- Intenzione comunicativa dichiarativa alla fine del primo anno di vita. Il b intende influenzare

lo stato mentale dell’altro relativamente a qualche evento esterno (in particolare il provare

interesse per qualcosa o il condividere un’esperienza)

L’utilizzo dei gesti è una tappa fondamentale dello sviluppo

gesto di indicare -> perché vuole chiedere qualcosa ( funzione richiestiva)

Gesto con funzione dichiarativa -> per mostrare cosa mi interessa e per far sì che tu possa

guardare la mia stessa cosa. Scopo di modificare lo stato mentale dell’altro, condividerlo e richiede

una capacità enorme.

Lo sviluppo della teoria della mente non si esaurisce, ma prosegue raggiungendo mete più elevate

con la comprensione delle false credenze di secondo ordine -> consentono di cogliere l’ironia e il

sarcasmo

a 4-5 anni i b. iniziano a padroneggiare le false credenze di primo ordine

La teoria etologica

Disciplina che ha influenzato la psicologia

teoria evoluzionista

Etologia: studio del comportamento di una specie nel suo ambiente naturale

fa propria la prospettiva evoluzionista

Ha influenzato -> Psicologia evoluzionista (studia la psicologia umana): rintraccia le origini della

psicologia umana nell’adattamento all’ambiente dei nostri antenati

- Etologia ha fornito i principali fondamenti teorici per la prospettiva evoluzionista

- Pone l’essere umano in un contesto più ampio: il mondo animale

Inizio: ricerche nel 1930 di K. Loren e N. Tinbergen

Animali: organismi attivi che vivono in una particolare nicchia ecologica(ambiente naturale di vita, in

cui la specie cresce e vive)

Influenza su psicologia evoluzionista:

- osservazione naturalistica

- considerazione delle basi biologiche

influenza biologia e caratteristiche umane dall’altro

salienza data all’osservazione in ambiente naturale

imprinting -> lorenz, ambiente naturale

influenza nel metodo di studio (osservazione) -> diventa nuovamente fondamentale

idea di descrivere per ogni comportamento a cosa serve

caratteristiche dell’ambiente e interne dell’animale che danno il via a un determinato

comportamento

la psicologia -> comportamentismo assoluta influenza dell ambiente

influenza importante nel contesto storico: sottolinenano la dimensione biologica ovvero innata che

interagisce con l’ambiente

Etologia

- Studio del comportamento animale in condizioni naturali per identificare il complesso di

comportamenti tipici di una specie (etogramma: descrizione completa di una determinata

specie animale) prima di sottoporli a indagini sperimentali per studiarne le cause immediate

Concetti base- etologia

- comportamento innato specie- specifico

- Prospettiva evoluzionista

- Predisposizione ad apprendere

- Metodologia etologica

comportamento innato specie- specifico: ogni specie ha un comp. che si riscontra in tutti gli

animali della sottospecie

(tutti gli spinarelli mostrano la difesa del territorio; i ragni -> ragnatela ecc)

sono comportamenti innati a base biologica tramandati di generazione in generazione che

si conservano perché sono adattivi

Comportamenti innati specie-specifici

- Sono essenzialmente gli stessi in tutti i membri di una specie

- Sono ereditari

- Sono adattivi

Un comportamento è innato se:

1. Presenta una forma stereotipata in più individui di una specie;

2. È presente senza che vi sia stata una importante esperienza precedente di apprendimento 3. È

universale per la specie

4. Una volta stabilito, rimane relativamente slegato dall’esperienza e dall’apprendimento

Specie-specifici: hanno luogo in tutti i membri della specie o perlomeno in un particolare

sottogruppo

Due tipi di comportamenti innati sono particolarmente importanti per gli uomini:

- l Riflessi (sono semplicissimi pattern di risposte motorie, sociali che si attivano dopo un

determinato stimolo ambientale; innati

- Coordinazioni ereditarie (azioni a schema fisso/modale -> immobilità dei comportamenti) ->

rispetto ai riflessi pattern di risposte + complesse, si attiva dopo una particolare condizione/

stimolo

Coordinazione ereditaria:( valore adattivo)

- Complesso comportamento innato che favorisce la sopravvivenza della specie

- Sequenza geneticamente programmata di azioni motorie coordinate che ha origine nel

sistema nervoso centrale da meccanismi ereditari specifici

- Suscitata da uno stimolo segnale

(difesa territoriale dello spinarello maschio, fenomeno dell’imprinting, costruire ragnatele per i ragni

ecc)

oggi si preferisce definire gli schemi modali poichè possono almeno parzialmente modificarsi sulla

base delle caratteristiche dell’ambiente

Riflessi e coordinazioni hanno significato evolutivo

Accento sul comportamento innato non significa che gli etologi non ritengono importante

l’apprendimento

- È necessario descrivere e capire il comportamento innato prima di studiare come venga

modificato dall’ambiente

- Comportamento visto come un intreccio di componenti innate e apprese

Prospettiva evoluzionistica

- Evoluzione implica un cambiamento filogenetico (cambiamenti dei comportamenti meno

adattivi nel corso della storia, in virtù di favorire l’adattamento all’ambiente naturale)

- Ogni specie è una soluzione data ad uno dei molti problemi posti dall’ambiente (evitare i

predatori, trovare cibo, riprodursi)

lotta per la sopravvivenza, selezione naturale

Il corso dello sviluppo di un individuo segue uno schema che è stato acquisito dalla specie in

quanto ne facilitava la sopravvivenza

Nuovi comportamenti nacquero attraverso variazioni genetiche naturali o mutazioni

- Comportamenti con esito favorevole diventano maggiormente diffusi e frequenti e viceversa

Predisposizione ad apprendere

. Controllo biologico anche nella predisposizione verso certi tipi di apprendimento

. Le specie differiscono non solo per il prodotto della filogenesi ma anche per:

- Aspetti del comportamento che sono modificabili

- Tipi di apprendimento che hanno luogo più facilmente

- Meccanismi di apprendimento

(Skinner ad esempio afferma che alcune specie imparano di più con il condizionamento operante)

Comprende:

. Periodi di sensibilità ( periodo sensibile prima definito periodo critico)

- Periodi specifici in cui gli animali sono biologicamente pronti a imparare un nuovo

comportamento (comp. particolarmente modificabile, malleabile

- In essi l’animale è particolarmente sensibile a certi stimoli e ha dei comportamenti

suscettibili alla modificazione

Konrad Lorenz e le oche ….. :

- Imprinting (fenomeno importante che consente all’animale di attivare la coordinazione del

comportamento e porta il piccolo a riconoscersi nella stessa specie)

si interroga sulle caratteristiche specifiche che devo avere lo stimolo segnale

Imprinting:

- comportamento che porta a seguire la madre: coordinazione ereditaria

- oggetto a cui si applica tale comportamento: acquisito tramite esperienza

. deve possedere alcune caratteristiche minime per attivare la reazione del cucciolo

Lorenz parla di periodo critico: ciò che accade in questo periodo è irreversibile

negli anni successivi gli etologi parlano di periodo sensibile poichè tutto non è così rigido e

strutturato nel quale l’animale è predisposto ad un certo apprendimento

anche fuori dal questo periodo qualcosa può cambiare

teoria dell’attaccamento: esiste un periodo preciso per attaccarsi alla persona che si prende cura

del neonato ( b predisposto a costruire la relazione con il …)

Metodologia etologica:

1. Osservazione naturalistica (condotta in ambiente naturale)

2. Sperimentazione in laboratorio (per comprendere se il comp. è innato o appreso)

- Studio di deprivazione -> sono condotti in laboratorio in cui all’animale viene privato

l’apprendimento attraverso l’esperienza

nasce in ambito dinamico, intorno al 1950 dalle considerazioni di Bowlby, iniziatore ed il

principale teorico di riferimento.

si trova a lavorare con soggetti disadattati, status economico basso,abbandono ecc

osserva la salienze dell’essere allontanati dalla madre

la minaccia di separazione dalla madare ha delle reazioni nelbambino

nota che i b mettono in atto comportamenti simili a quekli attuati dalle mamme

precedentemente (raccontnao infanzia simile)

studi prima sull’elaborazione del lutto (perdita persona cara) non solo sui bambini ma

anche su donne anziane che rimandgno vedove

alontanamento forzato

somiglianze tra lutto e allontanamento figura di riferifemento nell’infanzia

ospedalizzazione dei bambini: venivano ricoverati dal soli senza i genitori

- Elaborata e proposta da J. Bowlby

- Riferimento a concetti tratti da: teorie evoluzionistiche, studi etologici, teoria dei

sistemi, cibernetica

- Linea di osservazione congiunta sulla relazione tra bambino e adulto di

riferimento,evita una dimensione centrata sul singolo o sui suoi vissuti interni

- Approccio etologico allo sviluppo della personalità (Bowlby, Ainsworth, 1990)

approccio psicodinamico di bowlby

interazione tra bambino e caregiver

influenza della prospettiva ecologica soprattutto per il metodo di studio,

J. Bowlby (anni ’50 -’70)-> periodo caratterizzato dalla nascita dell’interesse sui bambini

Enfatizza l’importanza, per lo sviluppo del bambino, di un legame intimo e duraturo con una

persona specifica che si prenda cura di lui;

– Legame universale

– Derivazione biologico-evoluzionistica

sottolinea che la tendenza all’attaccamento è universale, sono predisposti (tendenza innata

poichè si osserva in tutti i b. indipendentemente dal contesto storico - ambientale) alla

relazione con cui si prende cura di lui

relazione fondamentale che aumenta la sopravvivenza del b.

teoria dell’attaccamento

- Eventi di vita: elementi fondamentali nella costruzione del mondo interno della

persona, della personalità ( il loro studio è necessario per comprendere lo sviluppo)

. Legame di attaccamento: particolare relazione affettiva con una specifica figura di

riferimento che si prende cura di lui

. Questo rapporto fungerà da modello per le successive relazioni intime che il piccolo

stabilirà con altre persone

-> Concezione dell’individuo come essere-in-relazione, fin dalle prime fasi di vita

il b fin da subito è in relazione con chi si prende cura di lui, non è mai isolato dal suo

caregiver, lo sviluppo prende avvio all’interno della relazione

Il contesto

- Constatazione degli effetti della carenza affettiva nella prima infanzia -> scoperta

dell’importanza della relazione tra bambino e adulto

- osservazione di Renè Spitz (1887-1974) sui neonati in orfanotrofio : sintomi di depressione

ANACLITICA O SINDROME DA OSPEDALIZZAZIONE PARZIALE (oltre i 5 mesi i sintomi sono

irreversibili)

- alla Tavistock Clinic lavoro di Bowlby con Robertson sull’esperienza di separazione nel

bambino ospedalizzato: A two year old goes to hospital , seguono una bambina di due anni

ricoverata in ospedale senza il genitore, dimostrandone il disagio della bambina

Spitz + si prolunga la permanenza + si prolungano i sintomi

Le origini della teoria

- Hip che vi sia disposizione innata a costruire legame di attaccamento: dall’etologia

(metodo comparativo)

- Esperimenti dei coniugi Harlow con piccoli di macaco Rhesus. Cuccioli cresciuti in una

gabbia con 2 sostituti materni: il primo, in metallo, possedeva un dispensatore di cibo,

mentre l’altro era fatto di un tessuto morbido, ma non dispensava cibo

l’animale sta con quello di metallo solo per nutrirsi poi sta con il sostituto ricoperto di stoffa

(studio base)

effetto a lungo termine della privazione , incapacità di relazionarsi con i suoi pari

studia altri cuccioli cresciuti solo con sostituti materni

- ricadute su interazioni sociali

-

- Ipotesi che vi sia disposizione innata a costruire legame di attaccamento: dall’etologia

(metodo comparativo)

-

- Capacità di stabilire relazioni intime, significative e stabili: fondata sul bisogno di

contatto fisico e vicinanza

- motivazione primaria ( = innata, una delle spinte principali della natura umana,

derivante dal patrimonio genetico)

. Differenza da approccio psicoanalitico classico

- legame con la madre frutto di spinta motivazionale secondaria (nasce solo quando il

piccolo, dopo aver visto soddisfatti i suoi bisogni fisiologici, investe sulla madre come

oggetto di pulsioni libidiche: ‘’ l’amore nasca dal bisogno, soddisfatto, di cibo ’’ , Freud

1938

Periodo sensibile per la costruzione del legame di attaccamento nell’uomo:

primo anno di vita – periodo privilegiato durante cui l’individuo è maggiormente predisposto

a costruire il legame di attaccamento

Monotropismo:il bambino si lega soltanto con la madre; pensiero poi abbandonato

Attaccamenti multipli il b instaura legami con più persone

Distinguere tra:

- legame o relazione di attaccamento

- Comportamento di attaccamento

- Sistema comportamentale di attaccamento

Il legame, o relazione, di attaccamento

Aspetto specifico della relazione (tra adulto e bambino) connesso con il mantenimento e la

regolazione della sicurezza e della protezione

Si può parlare di Buona relazione di attaccamento quando vi sono tre caratteristiche:

– Ricerca di vicinanza come condizione per sentirsi a proprio agio

– Base sicura:certezza di trovare nell’altra persona un punto di riferimento stabile

– Protesta per la separazione dalla figura di attaccamento

Attaccamento aspetto specifico legato al sentirsi protetti,sicuri.

Il comportamento di attaccamento

«Per comportamento di attaccamento si intende qualsiasi forma di comportamento che

porta una persona al raggiungimento o al mantenimento della vicinanza con un altro

individuo differenziato e preferito, considerato in genere come più forte e/o più esperto.

Anche se particolarmente evidente nella prima infanzia, il comportamento di attaccamento

caratterizza l’essere umano dalla culla alla tomba» Bowlby 1979; trad. it. 1982, 136

In prima infanzia i comportamenti di attaccamento sono più facili da osservare. (Pianto ecc)

poi diventano sempre più complesse

Il comportamento di attaccamento

Innescato dalla separazione o dalla minaccia di separazione dalla FDA

Inibito per mezzo della vicinanza

- Può variare dal semplice essere in vista, alla vicinanza fisica senza contatto

accompagnata da parole di conforto, all’ essere abbracciati e coccolati

– Distanza ottimale dipende da vari fattori: età, stato di benessere o malessere, ambiente in

cui si trova il b , atteggiamento della madre, loro storia relazionale

Il comportamento di attaccamento

Nel bambino è rappresentato da:

– Comportamenti di segnalazione per ottenere l’avvicinamento dell’ adulto :sorriso,

vocalizzazione pianto alzare le braccia verso il caregiver

– Comportamenti di avvicinamento e mantenimento del contatto come aggrapparsi seguire

o raggiungere il genitore

Componente innata dei comportamenti di attaccamento

B suppone l’esistenza di sistemi che regola l’att

Il sistema di attaccamento ciò che regola il sistema di att del bambino

L’attaccamento è un sistema attivato da condizioni di disagio, sia endogeno ( come ad es.,

una malattia) , sia esogeno (derivante dall’ambiente circostante).

Implica la sperimentazione di potenti emozioni:

– Paura e collera per la lontananza dell’adulto

– Tristezza; disperazione; distacco emozionale

– Benessere e sicurezza se la FDA è vicina (conforto,gioia, sicurezza)

mette in atto o interrompono l’att in base alla situazione (concetto preso dalla cibernetica)

Il sistema comportamentale o motivazionale di attaccamento

È uno dei sistemi che motivano e regolano il comportamento,

- obiettivo esterno: spingere alla ricerca di vicinanza alla figura di att

- Obiettivo interno: indirizzare alla ricerca di sicurezza

Il comportamento del bambino è regolato da vari sistemi di controllo, tra cui i sistemi:

– di attaccamento

– di esplorazione

Questi due sistemi sono tra loro antagonisti:

– L’alternarsi dei due sistemi è collegato al sentimento di sicurezza provato in un dato

contesto e momento

Il sistema comportamentale di attaccamento

Dispositivo che regola costantemente e dinamicamente l’equilibrio e il bilanciamento tra

attaccamento e esplorazione

- bIlanciamento adeguato: situazione di relativa protezione, si sperimenta un senso,

principalmente inconsapevole, di sicurezza

quando prevale l’esplorazione è difficile chiedere attenzioni durante il periodo delle difficoltà


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AUTORE

mary.ris

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8 mesi fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze della formazione primaria (laurea a ciclo unico - 4 anni)
SSD:
Docente: Prino Laura
Università: Torino - Unito
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher mary.ris di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia dello sviluppo e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Torino - Unito o del prof Prino Laura.

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