Il sistema somatosensoriale
Tatto = senso di contatto; gli altri sensi permettono di percepire oggetti che non sono direttamente a contatto con proprio corpo, ma in una posizione più o meno lontana nello spazio; nel tatto invece si ha una percezione di stretta correlazione dell’oggetto col corpo. Il tatto è un senso che provoca una immediata reazione comportamentale; non c’è il tempo di monitorare l’informazione che ci arriva.
Nel caso di persone cieche che non possono integrare l’informazione visiva con quella tattile sono state create tecnologie che permettono di trasformare le immagini in stimoli tattili proiettati sulla schiena del soggetto ed in questo modo riescono a dare una attribuzione distale allo stimolo, cosa che il tatto dei normovedenti non fa.
Anche se non sembra o non ci facciamo caso il tatto è un senso importante in ogni nostra attività; anche quando semplicemente camminiamo su superfici diverse il corpo si adatta ad essa e si comporta in modo adeguato. Gran parte di questi effetti viene processato dal cervello in modo automatico.
L’alterazione della sensazione tattile può essere sopperita dalle informazioni visive, ma ciò occupa tutte le risorse attentive, che perciò non possono essere allocate su un altro stimolo (per es. uditivo).
L’informazione tattile è importante anche nel cibo che viene ingerito, essendo la percezione del cibo multisensoriale.
Importanza sociale e sviluppo del tatto
Un altro aspetto importante del tatto è la sua caratteristica di socialità. Già a 6 settimane dal concepimento l’embrione è in grado di percepire stimoli tattili. Ciò dimostra che il tatto è un senso importante per le relazioni sociali e per la sopravvivenza. Il tatto è quindi il primo senso che si sviluppa e ciò condiziona la capacità di percepire gli stimoli dopo la nascita.
Caso di I.W. soggetto che non ha la capacità di percepire gli stimoli tattili; 19 anni; lesione a fibre tattili e propriocettive, non alle fibre nocicettive e termiche.
Le moderne interfacce strumentali che traducono informazioni visive in tattile (per i ciechi) utilizzano come superficie di proiezione la lingua, poiché lì la densità dei recettori tattili è maggiore. Sono utilizzati soprattutto per ripristinare le funzioni vestibolari (equilibrio).
Gli studi degli anni 60-70 hanno il difetto di studiare poco gli aspetti cognitivi centrali, ma solo la fisiologia periferica del tatto. Inoltre erano fatti indipendentemente da altre modalità sensoriali. In realtà ciò che noi elaboriamo non arriva mai da un’unica modalità sensoriale, ma dalla loro interazione. Si è visto che anche le aree primarie di ciascun senso (per es. V1) rispondono a stimoli presentati in altre modalità. Nelle società moderne il tatto sta progressivamente perdendo importanza nelle relazioni sociali e ciò sembra produrre diverse patologie (per es. innalzamento di stress).
Effetto re Mida
Esperimento in ristorante: i camerieri erano istruiti a toccare o meno i clienti nel momento in cui chiedevano il conto. Il 50% dei clienti che venivano toccati davano mance più consistenti. Se si chiedeva loro se si ricordavano di essere stati toccati o meno, dicevano di non ricordarsi, non aver prestato attenzione. Un contatto di natura sociale, seppur involontario, ha grandi effetti sul comportamento.
Sembra che il tatto sia il senso più efficace per scatenare emozioni. Il senso del tatto ha presentato difficoltà di studio e carenza di vocaboli.
La pelle è l’organo di senso più esteso. Il tatto fornisce informazioni anche da parti non direttamente visibili del corpo e ciò permette di controllarlo tramite la reazione comportamentale. L’informazione tattile è sempre presente, non può essere bloccata (come quella visiva se chiudo gli occhi).
Natura spaziale del tatto
Quando si percepisce uno stimolo sul proprio corpo (per es. una zanzara sul braccio) è necessario localizzare dove si trova nello spazio. Si ha anche la capacità di localizzare la sorgente di uno stimolo tattile che colpisce il proprio corpo.
Distinzione tra tatto attivo e passivo
Il tatto passivo è una risposta a uno stimolo che nella maggioranza dei casi è di tipo sociale ed emozionale.
Tatto sociale o interpersonale
Nuova tipologia di fibre afferenti; tra le fibre C, che conducono il segnale dolorifico, c’è una sottocategoria di fibre che risponde a stimoli passivi sul proprio corpo che hanno velocità pari a quella di una carezza; queste fibre si trovano su parti del corpo che vengono normalmente toccate nelle interazioni sociali; questa informazione è percepita come piacevole e elaborata dalla corteccia orbitofrontale che è deputata all’elaborazione del piacere; questo segnale è condotto più lentamente ed è indipendente dalle altre sensazioni tattili.
Adattamenti del cervello al tatto
Il cervello si adatta all’uso che delle parti del corpo si fa: per es. le tecnologie che prevedono l’invio di SMS o la tecnologia touch sono accompagnate da un’estensione nel cervello della parte delle dita interessate. Oppure il cervello si è adattato a rispondere alle sensazioni di vibrazione del cellulare, mentre una volta le stesse vibrazioni erano scartate, non portate alla coscienza.
Tatto discriminativo e piacevole
Tatto discriminativo (riconoscimento oggetti) e tatto piacevole (contatto anche non percepito coscientemente che predispone le persone ad essere più socievoli). Le fibre che percepiscono il tatto sociale e interpersonale si concentrano in parti del corpo che non sono preposte al tatto discriminativo.
La visione ha maggiore risoluzione spaziale del tatto, ma questo ha maggiore risoluzione dell’udito. Il tatto ha maggiore risoluzione temporale della visione, ma l’udito la ha maggiore del tatto.
Acuità tattile e sensibilità
Acuità tattile: capacità di discriminare due stimoli molto vicini tra loro. La sensibilità tattile è influenzata dagli ormoni, che ne sono a loro volta influenzati. In alcuni casi questi sono meccanismi evolutisi per la sopravvivenza.
Leggi della Gestalt nel tatto
Organizzazione della stimolazione.
Il sistema somatosensoriale utilizza recettori diversi per diverse sensazioni: sensibilità somatiche meccanocettive, sensibilità termica, sensibilità dolorifica. I recettori superficiali permettono di percepire stimoli in modo fine; recettori più profondi permettono sensazioni di natura pressoria.
Recettori tattili
Terminazioni nervose libere, rilevano stimoli superficiali e profondi; corpuscoli di Meissner, conducono l’impulso più velocemente, o meglio il primo segnale che arriva è quello localizzato vicino al cervello, sono tipici della cute senza peli.
Sir Henry Head: ha per primo definito la rappresentazione corporea e ha per primo studiato i fasci di fibre che conducono il segnale tattile dalla periferia al cervello.
I corpuscoli di Meissner hanno un campo recettivo molto piccolo, mentre quello dei corpuscoli di Pacini è molto grande, ma le informazioni di questi recettori viaggiano parallelamente, permettendo così la discriminazione. I corpuscoli di Meissner rispondono subito alla stimolazione e altrettanto velocemente smettono, hanno cioè rapido adattamento, mentre i recettori a lento adattamento, come le terminazioni di Ruffini, continuano a rispondere per tutta la durata dello stimolo. Anche il recettore a lento adattamento però ad un certo punto smette di rispondere.
Recettori di natura chinestetica: legati ai muscoli e permettono di identificare lo stimolo nello spazio.
Ci sono sensazioni (come per es. il bagnato) che sono un miscuglio di sensazioni tattili, per cui non vengono percepite se non sono stimolati contemporaneamente i recettori del movimento e i recettori termici.
Fibre A sono mieliniche e la velocità di conduzione dipende dal diametro. Le fibre C sono amieliniche.
Sistemi di conduzione tattile
Sistema dorsale-lemniscale: il segnale è condotto a livello delle colonne dorsali del midollo spinale, decussano nel lemnisco mediale e raggiungono il talamo; permette la percezione delle sensazioni propriocettive e tattili fini.
Sistema antero-laterale: le fibre decussano subito, sensibilità dolorifica e termica e tattile grossolana.
Area S1: contiene la rappresentazione completa del corpo; la rappresentazione è in funzione di quanto la parte del corpo è innervata. Area S2: direttamente collegata a S1; contiene una rappresentazione del corpo, ma si attiva bilateralmente per stimolazioni unilaterali.
Aree coinvolte nella rappresentazione delle sensazioni
- Corteccia prefrontale anteriore
- Peririnale (emozioni)
- Insula
- Somatosensoriale
- Parietale posteriore superiore e inferiore
- Giro fusiforme (rappresentazione del proprio volto e riconoscimento volti anche in modalità tattile)
Appartenenza corporea
Relazione mente/corpo oggi: come il cervello regola il corpo, lo percepisce, lo sente proprio. Le sensazioni corporee possono essere proiettate su oggetti esterni; la rappresentazione corporea è plastica e adattabile.
Illusione della mano artificiale: una parete divide la mano del soggetto (che egli non può vedere) da una mano finta che egli vede come originarsi dal proprio corpo. Lo sperimentatore stimola contemporaneamente entrambe le mani. Dopo circa 15 minuti il soggetto riporta che le sensazioni di stimolazione originano dall’arto artificiale. Se il soggetto è bendato continua a percepire stimolazione sul proprio corpo.
Drift propriocettivo: anche se chiudiamo gli occhi sappiamo sempre dov’è il nostro corpo nello spazio. Generalmente il soggetto è abbastanza accurato se gli si chiede, ad occhi chiusi, di indicare con una mano dov’è l’altra, ma se gli è stata indotta l’illusione che il proprio corpo è un altro (arto artificiale) il soggetto indica di percepire il proprio corpo in corrispondenza della mano finta.
Risposta di conduttanza cutanea a stimoli minacciosi: dopo aver indotto l’illusione, se si minaccia l’arto artificiale si ha la stessa risposta automatica.
L’illusione è prodotta anche se la stimolazione non è tattile, ma fatta con un puntatore laser o se gli arti finti non hanno dimensioni reali (sono per es. molto lunghi), anche se è più moderata.
Pazienti con deformazione fisica delle dimensioni del corpo hanno una rappresentazione mentale del proprio corpo disorganizzata, che si modifica dopo l’operazione di elongamento, diventando più organizzata.
Illusione in base a dove il proprio corpo potrebbe essere nello spazio. Minaccia dell’arto artificiale dopo l’illusione: si attivano nel cervello l’insula e la corteccia del cingolo.
Anche il movimento verso un target è influenzato dall’illusione.
In assenza di visione si produce illusione se lo sperimentatore tocca la mano del paziente e contemporaneamente, col dito del paziente, la mano artificiale. Il soggetto riferisce che sta toccando la sua mano.
In molte condizioni patologiche ci sono distorsioni della percezione del corpo (schizofrenia, lesioni cerebrali, anoressia e bulimia, epilessia) che si accompagnano a difetti di termoregolazione corporea. Allo stesso modo quando si induce un’illusione si ha decremento di temperatura dell’arto reale dello stesso lato dell’illusione.
Legame a doppia via tra termoregolazione e senso di appartenenza del corpo. Attivazione corteccia premotoria e aree parietali in risposta a modificazioni corporee (illusione) e anche dell’insula.
Se si induce l’illusione sul volto, si sposta in avanti il punto in cui riconosco il volto come quello di un altro.
Rappresentazione corporea
La corteccia somatosensoriale primaria è divisa in base alle parti del corpo che rappresenta (Homunculus); è una mappa di basso livello. Nel cervello ci sono più rappresentazioni del corpo. Ci sono anche mappe di più alto livello, di natura più cognitiva che sensoriale, perciò non possono essere riportate con un disegno; sono supramodali; riguardano aspetti semantici, culturali, estetici: ci dicono come il corpo dovrebbe essere o non essere.
Super stimolo: stimolo che produce una risposta che è funzione lineare dello stimolo (per esempio risposta maggiore per stimoli più grandi). Si è ipotizzato che la percezione della bellezza, in particolare del corpo umano, dipenda da super stimoli: per esempio si percepiscono come più belli i corpi più curvilinei rispetto a corpi più spigolosi. Può però essere che la predilezione per le linee curve derivi dal tatto; fin dall’esperienza prenatale infatti si è in contatto con ambienti e oggetti curvi e morbidi (ambiente intrauterino, seno).
Schema corporeo = rappresentazione della posizione del corpo nello spazio; è costantemente aggiornato durante il movimento; generalmente non entra costantemente nella consapevolezza; è usato per l’organizzazione del movimento nello spazio.
Immagine corporea = rappresentazione visiva cosciente del modo in cui il corpo appare dall’esterno, in genere da una posizione di fronte. A volte è diversa dall’immagine di sé che si ha dallo specchio e ciò può generare sentimenti di inadeguatezza.
La differenza tra schema e immagine corporea è ambigua, perciò più spesso si parla di rappresentazione corporea con specificazione rispetto all’aspetto che si considera. Lo schema corporeo è codificato spazialmente (corpo in 3D nello spazio; integra informazioni tattili e...
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