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Criteri di testualità

Testo → occorrenza comunicativa che soddisfa 7 condizioni di testualità.

Concetti

1. Coesione → riguarda il modo in cui i componenti, le parole, sono collegate tra di loro. Esse vengono a dipendere una dall’altra grazie a forme e convenzioni grammaticali, ecco perché la coesione si fonda su dipendenze grammaticali. Nella coesione fanno parte tutte le funzioni che si possono utilizzare per segnalare una relazione fra gli elementi del testo di superficie.

2. Coerenza → riguarda le funzioni in base a cui le componenti del mondo testuale, concetti e relazioni, sono reciprocamente accessibili e rilevanti. Un testo non produce da sé un senso ma lo fa attraverso le conoscenze testuali e le conoscenze memorizzate dagli utenti. Le relazioni che ne fanno parte sono gli anelli di congiunzione fra i concetti che si presentano assieme nel mondo testuale.

3. Intenzionalità → si riferisce all’atteggiamento del producente testuale che vuole formare un testo coesivo e coerente capace di soddisfare le sue intenzioni, ovvero di divulgare conoscenze e raggiungere il fine specifico di un progetto.

4. Accettabilità → atteggiamento del ricevente ad attendersi un testo coesivo e coerente che sia utile o rilevante per assumere conoscenze o per avviare la cooperazione ad un progetto. Questo può avvenire attraverso l’inferenziazione. Quando si aggiunge il proprio sapere al fine di ricostruire un mondo testuale.

5. Informatività → misura in cui gli elementi testuali sono attesi/inattesi, noti/ignoti – incerti.

6. Situazionalità → riguarda quei fattori che rendono un testo rilevante per una situazione comunicativa.

7. Intertestualità → fattori che fanno dipendere l’utilizzazione di un testo dalla conoscenza di uno o più testi già accettati in precedenza.

Le tipologie testuali

Le tradizionali partizioni retoriche del discorso prosastico possono essere intese come designazioni di macroatti linguistici, ovvero possono essere intese come etichette di generi maggiori che comprendono sottospecie suddivisibili ulteriormente. Le categorizzazioni tradizionali sono utilizzabili in quanto sono costruite su un procedimento empirico generale per cui il parlante riconosce un determinato testo come appartenente a un tipo o genere. Tale procedimento consiste nel mettere in relazione temi con caratteri formali tipici. Il rapporto che si crea fra elementi di contenuto ed elementi dell’espressione organizzati convenzionalmente a partire da una o più funzioni socialmente riconosciute e in vista di scopi viene denominato genere testuale e sono classi terminali di una tassonomia.

L’impiego tipologico delle specificazioni può valere per attributi legati alla destinazione, alla sede, all’occasione del testo in oggetto e intesi come caratterizzazioni di stile. Nel campo dell’educazione linguistica si è affermata una classificazione che, a partire da un criterio tipologico di tipo funzionale, distingue i testi in relazione al tipo di atto linguistico dominante.

Si possono individuare 3 tipologie testuali:

  • Descrizione
  • Narrazione
  • Argomentazione

Le diverse tipologie sono correlate a processi di tipo cognitivo differenti, ossia a diversi modelli di rappresentazione, organizzazione e memorizzazione della conoscenza, i cosiddetti pattern globali. I pattern globali più ricorrenti nei testi descrittivi sono i frames – cornici che racchiudono conoscenze comuni su un concetto centrale, nei testi narrativi invece, gli schemi sono i pattern che racchiudono avvenimenti o situazioni in sequenze ordinate fondate sulla prossimità temporale o sulla casualità; infine nei testi argomentativi i pattern globali sono i plans – progetti che racchiudono avvenimenti o situazioni che portano a un fine premeditato.

La selezione e attivazione degli schemi cognitivi risultano centrali nel processo di comprensione e produzione testuale poiché sono connesse al processo di interpretazione e/o elaborazione di un testo in modo appropriato.

Descrizione

Nasce dall’osservazione della realtà, nella sua forma elementare consiste nella riproduzione della realtà. Schwarze ha concepito una definizione nella quale il testo narrativo consiste in un testo o atto linguistico per cui il problema del riferimento alla realtà si pone nel modo più elementare. In tale ottica “descrittivo” equivale a “dichiarativo”.

Tipi di testo descrittivi in relazione ai contenuti:

  • Descriptio loci → topografia – descrizioni di un luogo o natura
  • Descriptio personae → descrizione di una persona
  • Descrizioni di oggetti – animali ecc.
  • Descrizioni di circostanze relative ad eventi
  • Quadro – tableau → messa in scena di avvenimenti
  • Ecfrasis → descrizioni di manufatti o opere d’arte

Secondo Riffaterre invece viene considerato il testo descrittivo letterario come una catena di variazioni formali di un unico significato che sarebbe il nucleo generativo del testo.

Caratteristiche/condizioni degli enunciati:

  • Riguardo agli oggetti/argomenti del discorso si predicano stati e qualità, prevalgono i modi di essere statici.
  • C’è una prevalenza dell’enumerazione e dell’elenco perché le proprietà attribuite agli oggetti eccedono il numero degli oggetti stessi.

Caratteri sintattici:

  • Enunciati onnitemporali → uso verbi del presente.
  • Enunciati durativi → uso di verbi con valore imperfettivo.
  • Enunciati nominali presenti nella condizione.

Altre caratteristiche: presenza di indicatori spaziali e deittici di luogo. Per descrizioni costituite dal succedersi di azioni si usa il termine rappresentazione di azione, cioè un insieme di enunciati dichiarativi che complessivamente decompongono un’azione, subordinabili cioè ad un singolo enunciato più astratto ancora di azione.

In base all’opposizione soggettivo/oggettivo possiamo distinguere due tipi di descrizioni:

Descrizione impressionistica o soggettiva:

  • È il risultato di un'osservazione personale, l’organizzazione del contenuto è a discrezione del soggetto enunciante.
  • Può essere a dominante emotiva o conativa:
    • Dominante emotiva: il testo descrittivo è finalizzato all’espressione del personale punto di vista o della propria emotività.
    • Dominante conativa: il testo descrittivo viene finalizzato a suscitare nel lettore una certa valutazione dell’oggetto.

Descrizione oggettiva o tecnica:

  • È il risultato di un’osservazione oggettiva.
  • La validità dei suoi asserti può essere controllata dall’esterno.
  • Non contiene riferimenti al mittente o al destinatario.
  • Non presenta elementi linguistici con funzione emotiva.
  • Il linguaggio è generalmente molto preciso se non tecnico specialistico.

Spesso la comunicazione linguistica si appoggia a mezzi di rappresentazione grafica non verbali: diagrammi, grafici, illustrazioni, figure, fotografie ecc. La varietà di lingua impegnata è uno dei sottocodici tecnici definibili secondo l’ambito a cui appartiene l’argomento trattato. Le descrizioni che accompagnano e commentano le figure seguono l’ordino topologico degli oggetti e dei particolari raffigurati. Le indicazioni relative possono avere come base deittico sia gli oggetti stessi, sia l’ambito spaziale compreso nelle, e costruito dalla figura, sia chi riguarda.

Narrazione

L’atto linguistico del narrare è comunicazione di avvenimenti. Alla base della narrazione vi sono enunciati che registrano azioni o processi. A dare inizio agli studi narratologici sono stati gli etnografi impegnati a individuare invariabili e leggi di composizione nel firmamento di miti e fiabe popolari. Segre affermava che la narrazione si orienta verso l’artificialità e infine verso l’arte, quando la comunicazione riguarda fatti inventati o quando non sussiste una finalità immediata e la narrazione viene ritagliata dal contesto pragmatico e si struttura in forma autonoma.

Caratteristiche di un testo narrativo:

  • Propri della narrazione sono predicati di azioni o processo, la caratteristica della narrazione è infatti la dinamicità.
  • La comunicazione di un avvenimento rimanda alla dimensione temporale e anche spaziale dell’evento. Ogni fatto si svolge nel tempo ed è ambientato nello spazio.
  • Caratteristiche linguistiche: presenza dei deittici temporali, prevalenza del passato nei tempi verbali oppure uso del presente storico.

La narrazione può avere un ordine cronologico o artificiale:

  • Ordine cronologico: Naturale successione dei fatti nel tempo, scandita da un inizio, uno svolgimento e una fine. Prevale nella narrazione oggettiva, a dominante referenziale.
  • Ordine artificiale: Il testo narrativo può cominciare dalla fine e risalire fino all’inizio (prolessi). Il testo narrativo si può interrompere per raccontare fatti accaduti in precedenza (flashback).

Le caratterizzazioni della narrazione dipendono dalle distinzioni che riguardano non solo le figure empiriche dei partecipanti alla comunicazione ma specialmente i ruoli discorsivi riconoscibili nell’organizzazione degli enunciati. Determinate per il tipo di enunciazione è la scelta del mezzo e del canale: in relazione a questi le forme in cui si manifesta l’atto del narrare possono subire modifiche. Determinante è pure la scelta del modo e della fondamentale distinzione fra mimesi e diegesi.

Tipi di testo narrativo:

  • Se adottiamo come chiave di lettura il riscontro di fatti e avvenimenti in successione cronologica abbiamo a che fare con: biografie, cronache, memorie.
  • Nel settore del riporto o registrazioni di fatti visti o vissuti o comunque presentati nel loro svolgersi abbiamo: corrispondenze giornalistiche di inviati speciali, radiocronache, ricostruzioni di fatti a scopo giudiziari, registrazioni delle deposizioni testimoniali.
  • Se adottiamo come chiave di lettura il riconoscimento di raccontare come azione ludica senza la preoccupazione di essere fedele alla realtà abbiamo: fiabe, favole, leggende, aneddoti, scherzo.
  • Testi predittivi: testi nel quale il tempo dell’enunciazione e tempo dell’avvenimento sono distinti. Ne fanno parte: profezie, proverbi, aforismi, motti.

Argomentazione

Il locutore mette in gioco un ragionamento e lo sostiene con argomenti. In questa tipologia rientrano testi che attuano procedimenti argomentali, ovvero tutte le specie di discorsi che contengono ragionamenti variamente strutturati.

Tipi di testi argomentativi:

  • Logico deduttivo: testo argomentativo che dal generale passa al particolare. Il principale procedimento argomentativo è il sillogismo formato da: premessa maggiore (generale), premessa minore (caso specifico), conclusione (deduzione). Nella retorica, discorso che ha per oggetto non delle verità assolute, ma delle opinioni o delle verità contingenti, il procedimento logico deduttivo è l’entimema, ovvero una forma di sillogismo abbreviato in cui una o entrambe le premesse sono implicite e una o entrambe le premesse sono verosimili e non necessariamente e universalmente vere.
  • Logico induttivo: testo argomentativo che dal particolare passa al generale. Il principale procedimento logico induttivo è l’esempio, testo che ricorre ad un fatto particolare, reale o inventato purché verosimile, che può essere generalizzato.

Struttura del testo argomentativo:

  • Presentazione del problema (premessa)
  • Enunciazione della tesi da dimostrare
  • Argomenti (prove) a sostegno della tesi
  • Eventuale antitesi da confutare
  • Eventuali argomenti a sfavore
  • Confutazione degli argomenti a sfavore
  • Conclusione che ribadisce la ragionevolezza delle tesi

Tecniche argomentative:

  • Ricorrere ad argomenti pratici: esempi, aneddoti, dati di realtà
  • Ricorrere ad argomenti logici che mettono in evidenza i rapporti causali tra gli argomenti addotti e la tesi da dimostrare
  • Ricorrere ad argomenti di autorità: un parere autorevole di un esperto genera un effetto psicologico di verità
  • Ricorrere ad argomenti pragmatici: argomenti che mettono in evidenza gli effetti concreti positivi della tesi sostenuta

Caratteristiche di un testo argomentativo:

  • Coinvolgimento del destinatario
  • Presenza esplicita del mittente
  • Presenza di relazioni connettivali di tipo argomentativo

Distinzione tipi di testo

Quando bisogna interpretare o redigere un testo per un uso ben preciso o per desiderare di comunicare i nostri pensieri, dobbiamo classificare il testo che leggiamo o produciamo. Il significato, e quindi il contenuto più profondo di un testo è il risultato di ciò che vi ha messo l’autore e di ciò che vi trova e vi mette il lettore, secondo il suo sapere, le sue attese e i suoi obiettivi. Per cogliere il carattere del singolo testo dobbiamo guardare specificatamente l’atteggiamento comunicativo che l’autore assume trattando un certo tema, pensando a come deve e può recepirlo il lettore. Quindi il criterio fondamentale che guida chi redige un testo è quello di renderli adatti al tipo di ricezione che deve farne il lettore. Mentre il lettore a sua volta interpreta i testi muovendosi su una scala di posizioni che va da un massimo di adesione a un massimo di libertà rispetto alle intenzioni dell’autore.

Quindi ci possono essere due tipi di testo: testi composti con parole e costruzioni rigide che non devono lasciare margini di incertezza nell’interpretazione, e testi in cui prevalgono parole e costruzioni elastiche dove il lettore è libero di interpretare. In questo modo si arriva a costruire quel ricco campionario di testi che si chiama tipologia di testi.

Questo modello:

  • Accoglie tutti i tipi di testo che si incontrano in una determinata cultura. Ex: testi giuridici → leggi, atti, norme. Testi scientifici → testi con una terminologia scientifica e dettagliata.
  • Accoglie i vari atteggiamenti comunicativi di autore e lettore rispecchiando la vera vita del testo in quanto non si rifà solo alle intenzioni dell’autore ma all’effetto che il testo produce sul lettore.
  • Introduce come unico criterio per classificare i testi, il modo rigido o elastico di utilizzare la lingua. Questo criterio segnala che le differenze vanno osservate direttamente sulla lingua del testo. Questa operazione ci permette di cogliere il significato dei testi, per come li ha consegnati l’autore e per come essi parlano a noi.

Poiché il principio che può rendere più rigido o più elastico un testo è il vincolo, più o meno forte, posto alla loro interpretazione, i testi si possono dividere in 3 categorie:

1. Testi molto vincolanti (molto rigidi)

  • Testi scientifici: descrizioni o definizioni formalizzate, specialmente se di materia che consente il trattamento quantitativo dei dati.
  • Testi normativi: leggi, decreti, regolamenti e altri testi assimilabili (atti amministrativi, giudiziari, notarili, contratti e simili).
  • Testi tecnico-operativi: istruzioni per l’uso o per eseguire operazioni.

2. Testi mediamente vincolanti (non molto rigidi)

  • Testi espositivi: trattati, manuali di studio, saggi, enciclopedie, relazioni, lettere d’affari, memorie forensi e altro genere.
  • Testi informativi: opere divulgative e di informazione corrente, testi giornalistici, corrispondenza familiare e tra amici.

3. Testi poco vincolanti (molto elastici)

  • Testi d’arte o letterari: opere con finalità d’arte o che assumono forme artistiche per altri fini.

Ci sono dei fenomeni che possono dare rigidità o elasticità al tessuto linguistico:

Rigido Elastico
VERBO: Secondo il significato comune non lascia spazio a integrazioni libere del lettore: rigidità interpretativa. Con il significato assoluto richiede un’interpretazione personale da parte del lettore.
RIPETIZIONE DI UN TERMINE: Viene utilizzata per indicare senza possibili equivoci uno stesso referente. Ricorso a sinonimi e perifrasi per indicare lo stesso referente, perché vuol farci vedere quell’oggetto sotto diverse luci.
INIZIO DI UN ENUNCIATO CON "E" o "MA": Richiedono al lettore di rintracciare l’intero blocco di discorso da riagganciare con quello che si sta per dire. PUNTO FERMO SOLO ALLA CONCLUSIONE: Che stacca una coda da quella frase per creare l’effetto sorpresa alla fine di quel segmento.

Tecniche espressive

L’atto della comunicazione è dato dall’interazione tra un mittente, che ha un senso, cioè un intentio dicendi globale, che è un insieme di semantica (ciò che vuole dire) e pragmatica (perché lo vuole dire), e la realizza in un testo, ed un destinatario che riceve e decodifica il testo risalendo al senso. Il destinatario coglierà il senso linguistico se ha in comune col mittente il codice, ma potrà intendere diversamente il fine comunicativo e ricostruire dal testo un senso diverso da quello presente nella mente del locutore. Quindi uno stesso testo può acquistare significati diversi, in certe situazioni anche contraddittorie.

Alla base di ogni teoria della comunicazione è il concetto che una cosa è il testo e una cosa è il senso, il quale oscilla tra il polo del mittente, cioè l’intenzione di colui che parla, e il polo del destinatario, cioè di che cosa intende colui che ascolta. Dunque lo stesso senso può mediarsi in testi diversi e lo stesso testo può avere sensi diversi. Il testo è sempre in funzione del senso, esso infatti è uno dei molti specchi.

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-FIL-LET/12 Linguistica italiana

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher martyxangel92 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Tecniche espressive dell'ìtaliano e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Cattolica del "Sacro Cuore" o del prof Gilardoni Silvia.
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