Storia della musica - I modulo
Spotify: Andrea Stefano Malvano
Esame: due temi scritti e un esame orale facoltativo (libro + dispense + ascolto)
Decalogo musicale tecnico: dieci termini fondamentali
- Timbro: proprietà del suono che identifica le differenze tra le varie fonti sonore (es. differenze tra clarinetto/pianoforte). Questo accade al diverso modo in cui si collocano i diversi suoni armonici nell’aria.
- Variazione: riproposizione di un'idea musicale in cui essa subisce modifiche, più o meno profonde, rispetto alla sua forma originaria. Es. l’accompagnamento è rimasto uguale, ma cambia la rapidità della mano destra (la melodia).
Composizione: Benjamin Britten, ‘A Young Person’s Guide to the Orchestra’, che si basa sul tema di Henri Purcell, grande iniziatore della musica inglese. Il pezzo di Britten presenta una diversa variazione dal tema originale di Purcell.
- Prima variazione: flauti
- Seconda variazione: oboi
- Terza variazione: clarinetto
- Quarta variazione: fagotto
- Quinta variazione: violino
- Sesta variazione: viole
- Settima variazione: violoncello
- Ottava variazione: contrabbasso
- Nona variazione: arpa
- Decima variazione: corno
- Undicesima variazione: trombone e tuba
- Dodicesima variazione: percussioni
Le serie di variazioni si chiudono con una fuga, successivamente alla quale si riprende il tema.
‘Variazioni K.265’ -> W.A. Mozart, prima variazione: cambiamento sul piano melodico; seconda variazione: cambiamento sul piano delle ‘dissonanze’; terza variazione; quarta variazione: cambiamento di pause (‘zoppicante’).
[orchestra: legni, ottoni, archi, percussioni]
- Melodia: successione di note/suoni nel tempo, uno dopo l'altro; essa è capace di esprimere un senso compiuto; ha un inizio e una fine.
- Armonia: contrario della melodia, è una combinazione di più suoni che produce accordi (successione di accordi). Gli accordi possono essere consonanti, definibili 'piacevoli all'ascolto', dissonanti, definiti 'bruschi'; si tratta di una successione verticale.
- Tonalità: organizzazione delle note, poste in maniera tale da creare una dipendenza attorno a una nota definita tonica (brano in Re maggiore = nota tonica Re); si crea una scala tonica, sopratonica, sottodominante, dominante, sopradominante, sensibile; su ogni gradino della scala si può costruire un accordo; esistono tonalità maggiore e tonalità minore.
- Ritmo: proprietà della musica che indica la durata dei suoni; fattore abbastanza moderno (non si sa nell'antichità quanto durassero le note); nel periodo barocco, il ritmo era completamente affidato al clavicembalo, antenato del pianoforte -> veniva definito 'basso continuo', cioè che suonava dando una base solida al brano; questo concetto di ritmo si evolve con il 'Boléro' di Ravel, mediante tamburello che, per tutto il brano, tiene il tempo; ora, lo strumento più comune nel tenere il ritmo è la batteria.
- Tempo: movimento più o meno rapido a cui l'esecutore si deve attenere per suonare un brano (esempio: allegro/adagio/allegro); nell'opera, si tratta di una suddivisione in quattro movimenti, quindi quattro tempi diversi; misura del tempo dal 1800 -> metronomo (velocità).
- Tema: frase melodica che ha un ruolo strutturale nell'articolazione formale di un brano; ha la capacità di generare altre melodie; da un tema se ne può generare un altro, infatti in una composizione ci possono essere più temi; è quell'idea che rimane impressa e che si tende 'a canticchiare'; nella musica pop, di solito si trova nel ritornello; in esso sono comprese melodia, armonia e ritmo.
- Extramusicalità: una musica non cantata, in grado di rimandare a qualcosa di estraneo alla musica; qualcosa che rimanda alla 'natura', ad esempio alle emozioni; si ottiene attraverso l'analogia (esempio: di Vivaldi/'Carnevale degli animali'/'Così parlò Zarathustra').
- Polifonia: sovrapposizione simultanea di più melodie diverse (più strumenti e più voci insieme); la più diffusa è la polifonia a quattro parti.
- Forma: architettura di un brano, cioè la struttura che definisce le varie sezioni di cui è composto (esempio: sezione A/ sezione B/ sezione A' -> uguale ad A ma con qualche differenza).
Il barocco musicale
A livello musicale, si colloca tra il 1600 e il 1700 (più verso questo periodo). Concetto che nasce da Leibniz e dalle Monadi, ovvero case a due piani dove, al pianoterra sono presenti cinque finestre, come i cinque sensi; dall'esterno, arrivano delle forze date dalle esperienze, che generano vibrazioni che vengono trasmesse al piano superiore, dove non ci sono finestre; le vibrazioni si ripiegano quindi su sé stesse. Quest'idea della 'piega' la si ritrova in quasi tutta l'arte barocca ('Estasi' di Santa Teresa di Bernini). La musica di questo periodo non è mai lineare, soprattutto in ambito tedesco ('Fantasia in Do minore'). La tendenza di queste pieghe tende all'infinito, nonostante la piega sia in sé finita. A questo si collega il concetto di labirinto, che viene visto come infinito e composto da pieghe. In musica, nel Barocco si ritrova l'idea di labirinto, ad esempio, nei passaggi solistici che risultano come percorsi complessi che fanno 'perdere l'orientamento'. Lo stesso vale per la polifonia che si sviluppa in questo periodo, e anche per quanto riguarda l'armonia, spesso ambigua.
Altro concetto, il gioco degli specchi, che nella reggia barocca era sempre presente con dei saloni composti interamente da specchi; in musica, questa idea è frequente con corrispondenza tra posti di due voci. Ad esempio, nella fuga con gli ingressi sfasati degli strumenti. Il concetto di finito e infinito porta a Dio, colonna portante del Barocco -> in musica, si vede nell'espressione delle emozioni (nel Barocco, c'è un solo stato emotivo, il cosiddetto 'affetto'). Spesso le composizioni sono monotematiche ed hanno lo scopo di esprimere un concetto teorico. Non solo trascendentale, ma 'scientificità' della musica: c'è necessità di trovare nella musica regole di fisica e matematica. Ad esempio, per studiare l'armonia ci si basa sulla fisica, prendendo la serie di armonici (dall'accordo maggiore si ricavano gli armonici). Non è lo stesso per gli accordi minori, non esistevano ancora.
In questo periodo si sviluppa il concetto di tonalità (armonia, melodia, forma). Problema analizzato e teorizzato in questo periodo. Si parte dal pensiero di Pitagora e dal mito per cui, dal luogo in cui lavoravano i fabbri, uscivano delle note che erano in rapporto matematico tra loro, e le spranghe producevano note diverse a seconda della loro lunghezza. Così, costruisce il 'monocordo', cercando di riprodurre quelle note su una corda, piuttosto che su una spranga. Cerca sul 'monocordo' una nota, muove il ponticello e cerca la nota immediatamente sopra, a metà della corda. Però è un assunto teorico sbagliato, come quello di tonalità: per ottenere i vari modi di accordare lo strumento si modificano leggermente i valori trovati da Pitagora.
Il sistema produttivo, nel periodo Barocco, si eseguiva a corte: solitamente si aveva un musicista fisso, stipendiato, che componeva, pur rimanendo a livello 'familiare' nella corte. Nel 1700, sorgono le prime sale d'ascolto, per le quali si acquistavano biglietti: questo porta alla nascita del concetto di competizione, di 'marketing'. In Italia, si aveva ancora il sistema antico; solo dopo anni si arriva alle sale d'ascolto. Eccezione: l'Ospedale della Pietà, dove le orfane venivano indirizzate alla musica. I teatri erano più luoghi di intrattenimento: a dominare erano i grandi cantanti che, spesso, avevano ruoli fissi e voci acute, che era la caratteristica che colpiva di più. In particolare, la voce dei 'castrati', che nasce da una visione distorta di una pagina della Bibbia. Una lettera di San Paolo, interpretata come 'le donne non possono cantare'. Si comincia ad utilizzare il coro di bambini e poi si passa ai castrati. Tra i più famosi: Severino e Farinelli.
L'extramusicalità diventa elemento elaborato, e accade soprattutto in ambito francese (all'interno di una triade europea di stili, insieme al barocco italiano e tedesco). Il barocco imita la Natura, imitazione migliorativa, eliminando tutte le caratteristiche negative di questa, solo la perfezione: dunque non la natura tale e quale, ma andando a mirare al potenziale della natura, traducendolo in musica. Questo interesse si incontra soprattutto nel repertorio clavicembalistico, strumento a tastiera più diffuso in quel periodo: il più importante compositore di pezzi clavicembalistici è François Couperin, caratteristico per la sua eleganza, presente anche nel suo repertorio. Ogni suo brano presenta nomi ricollegabili alla natura ('papillon'; 'l'anguille'; 'les abeilles'; 'la ténébreuse', etc.). Questa imitazione della natura si prolunga a Rameau, al quale si aggiunge una nota umoristica ('la poulle' -> la gallina, etc.).
Un compositore italiano che assimila questa ricerca di imitazione della natura è Antonio Vivaldi: nato e cresciuto a Venezia che, in quel periodo, era una città, per quanto sfarzosa, era dominata dalla peste e vittima dei saccheggi, soprattutto dei turchi (città dal punto di vista militare ed economico molto debole); la maggior parte della musica strumentale di quel periodo passa dagli ospedali, luoghi in cui si formavano piccole orchestre, e dalle chiese, soprattutto San Marco che, grazie alla sua pianta a croce, presenta un'acustica notevole (infatti si sperimentò la divisione in gruppi di musicisti che si disponevano nei vari bracci della chiesa -> distribuzione nello spazio dei musicisti). Vivaldi si forma sotto la guida del padre e, per poter salire la scala sociale, prende i voti, seguendo la carriera da sacerdote (venne definito 'prete rosso', a causa dei suoi capelli); iniziando a celebrare la messa, ogni domenica abbandonava l'altare, con la scusa di avere l'asma (in realtà, non aveva sbatti); a causa di ciò, venne esonerato e gli venne assegnato il compito di occuparsi dell'educazione musicale all'interno dell'Ospedale della Pietà; inizia anche a viaggiare per il mondo e, a Mantova, incontra Anna Giraud, cantante, con la quale ha una storia (anche qui usa il jolly dell'asma quando venne convocato dal Vaticano). In Europa, la sua popolarità si diffonde a Parigi e, soprattutto, a Vienna, dove poi morì; oggi, le sue partiture sono conservate a Torino, alla Biblioteca Nazionale Universitaria, nelle raccolte 'Foà' e 'Giordano' (sono conservate in questa città in quanto, dopo la morte di Vivaldi, le partiture passarono al fratello, che le vendette a nobili Durazzo che si divisero il fondo, metà del quale finì, appunto, alla Biblioteca; Vivaldi rimase praticamente sconosciuto fino alla prima metà del '900, che venne riscoperto grazie ad un musicologo).
Vivaldi è il massimo rappresentante del 'concerto' (concerto inteso come genere musicale, significato del quale può derivare o da 'cum-certare', ovvero lottare insieme, o da 'conserere', ovvero mettere insieme) il concerto è una composizione musicale per più strumentisti in cui uno o più, intervengono come solisti, mentre gli altri agiscono come gruppo) che, nel suo repertorio, presenta caratteristiche simili in ogni brano: caratteristica del concerto è il dialogo, la conversazione, organizzato secondo tre principi:
- La 'tecnica alternativa' (il concerto, formato da tre movimenti, che si continuano ad alternare -> momenti in cui suona tutta l'orchestra, il tutto, ovvero i momenti solistici, i soli, in cui suonano due violini + basso continui, ovvero il concertino);
- La polarizzazione, ovvero le parti solistiche sono più importanti secondo due gerarchie (professionale e sociale; nel tutto suonavano anche i principianti, mentre nei soli suonavano solo i professionisti);
- La ripetizione, di alcuni modelli ritmico-melodici, che può prendere forma secondo tre modalità -> la progressione, in cui le battute sono tutte uguali ma discendono verso il basso o verso l'alto; gli effetti di eco, ripetizione di una stessa idea ma attenuata; i ritornelli, ovvero quando suonano i tutti si sente sempre lo stesso tema (con i soli si sente materiale nuovo).
I concerti solistici presentano un violino solista.
Composizioni= 'Le Quattro Stagioni' (1725), che fanno parte dell'insieme 'Il Cimento (ovvero 'mediazione') dell'Armonia e delle Invenzioni'. Questo cimento è rappresentato dalle Stagioni, ognuna delle quali è costituita da:
- Sonetti, ovvero una 'descrizione' della stagione di riferimento
- Analogia visiva e sonora
- Miglioramento della natura, vista come portatrice di gioia
- Gestualità
La Primavera
I° movimento (allegro)
- Inizio associato al primo verso del sonetto, al quale associa la prima sezione musicale.
- Sezione A: si ritrovano gli effetti di eco (la prima frase forte, la seconda forte); suona il tutto; (sonetto: giunt'è la primavera).
- Sezione B: analogia sonora col mondo degli uccellini (sonetto: canto degli augelli), attraverso il 'trillo' del violino; suona il solo.
- Sezione A': ritornello.
- Sezione C: è un 'tutti' in cui quindi si presenta del materiale nuovo; i violini, accompagnati dal clavicembalo, presentano una gestualità, in quanto ricordano o il vento o un ruscello e presentano un movimento ripetitivo; (sonetto: e i fonti, allo spiral de' zeffiretti con dolce mormorio scorrono intanto).
- Sezione A': ritornello.
- Sezione D: dialogo tra acuti e gravi, i quali costituiscono i 'tremoli', che ricordano il temporale, che però non spaventa -> natura 'sempre bella'; alternanza tra tutti e soli; (sonetto: vengon' coprendo l'aer di nero amanto lampi e tuoni ad annuntiarla eletti).
- Sezione A': ritornello.
- Sezione E: (sonetto: indi tacendo questi, gli augelletti tornan di nuovo al lor canoro incanto), suonano i soli -> ‘dopo il temporale, tornano gli uccellini e riprendono il loro canto’.
- Sezione A': ritornello.
II° movimento (adagio)
Tema del violino solo, che segue una melodia acuta; ritmo sincopato, dato dalla viola; idea simile al 'trillo', dovuto dal primo e secondo violino. Vivaldi vuole rappresentare una danza pastorale; alternanza tra soli e tutti. -> in primo piano si ode il primo violino che descrive il sonno del capraro; la viola solista riprende il respiro del fido cane lì a lato; sensazione di grande pace e tranquillità;
III° movimento (allegro)
Sezione A: danza pastorale; tutti, in eco -> annuncio dell’arrivo de
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Appunti presi a lezione di Storia della musica
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Appunti presi a lezione di Storia Contemporanea (primo anno, prof. B. Maida)
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Storia della musica - appunti
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Appunti Storia dell'architettura I