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STORIA CONTEMPORANEA

ESAME: _ sapere concetti “”imparati”” al liceo (recuperare TUTTO).

_ favorisce chi segue le lezioni, domandando agli appelli se si è frequentanti

o non frequentanti.

_ caccia chi disturba (diocan).

_ non chiede molte date, ma chiede di periodizzare.

(libro consigliato: Edward Carr, ‘Sei lezioni sulla storia’)

Non ci sarà il 13 maggio.

Ognuna di queste storie corrisponde ad un grande tema della storia:

1) Immagine= una donna in Trafalgar Square, un secolo fa, aprile 1919; questa

donna si chiama Eglantyne Jebb, e protesta con altre donne per il blocco navale

che aveva prodotto la morte di almento 700.000 civile->esse protestano contro

la morte di civili (e soprattutto bambini) anche dopo la fine della guerra, in

Germania; hanno in mano un manifesto con sopra una foto di un bambino che

sta morendo di fame (con la scritta ‘Starving Baby’), ovvero uno dei tantissimi

bambini morti di fame durante questo periodo (i figli dei ‘nemici’); durante la

prima guerra mondiale i civili sono stati ampiamente coinvolti, quasi tutti

mobilitati, e che ha spostato tantissimo le popolazioni (dopo la WWI crollano

quattro regni: Ottomano, Austro-Ungarico, Germanico e Russo), facendo nascere

i ‘profughi’ (nel 1926, vengono calcolati 26.000.000 di profughi)-> la Società

delle Nazioni crea l’Alto Commissariato dei Profughi, con alla guida il norvegese

Nansen, esploratore in Siberia, nel Polo Nord, in Groelandia, e gli venne

Fridtjof

assegnato anche il Nobel per la Pace, per i suoi ‘compiti’ umanitari; la croce

rossa gli chiede di occuparsi di un altro ‘compito’ umanitario, ovvero l’aiuto nei

confronti delle persone a rischio di morte a causa della fame (parte degli aiuti

vengono dall’America, parte dell’aiuto arriva con il ‘passaporto Nansen’, ovvero

persone che pur non avendo un passaporto potevano spostarsi; per i bambini di

una certa regione russa, che soffrivano particolarmente la carestia, arriva in

aiuto Eglantyne Jebb, fondando ‘Save the Children’ insieme ad altre donne, per

mandarli in altri paesi per sfamarli, due/tre mesi per poi tornare dalle famiglie.

(dallo ‘Starving Baby’ al bambino siriano morto sulla spiaggia). Prima grande

domanda: di cosa si occupa la storia? Del rapporto tra passato e presente e

dalle loro diverse relazioni.

2) 27 aprile 1340=un frate, frate Francesco che appartiene all’ordine dei

predicatori, che parte da Napoli, con il ruolo di cappellano del re Roberto

D’Angiò, per recarsi a Venezia per parlare col Doge, mandato dal re Edoardo III

d’Inghilterra, per convincerlo di appoggiare il re inglese, in conflitto col re Filippo

D’Alois, che causò la guerra dei Cent’anni; gli fa un discorso dicendogli che

esistono tre modi per non far scoppiare la guerra: un duello tra i due re; che

Filippo di Francia dimostri davvero di essere un re, esponendosi a ‘leoni affamati

perché non attaccavano un vero re’, oppure che dimostri di essere davvero un

re col miracolo della guarigione dei malati, in quanto nella tradizione i re

avevano il dono di guarire gli ammalati (per esempio, quelli di epilessia, o la

scrofola, malattia molto diffusa. Uno storico si è occupato del rapporto tra

regalità e riti mistici, facendo notare come molti storici non indirizzino mai

l’argomento; a lui interessava il rapporto tra la politica e il misticismo, in un

momento in cui la popolazione che non aveva ancora avuta la ‘laicizzazione

politica’ (il re deve salire al potere solo se voluto dal popolo, e non perché si

riteneva possessore di un dono divino); questo storico aggiunge un elemento

nuovo nella visione storica, ovvero la mentalità delle persone, che la storia non

sia fatta solo dai sovrani, ma anche il potere che il popolo gli attribuiva. La

difficoltà sta nel recuperare le fonti su tali argomenti. Alla centro della storia non

ci sono dei fatti, ma delle domande (cosa si fonda nella mentalità delle

persone). Nome dello storico: Marc Bloch.

3) Dora Bruder, la sua storia compare su un giornale nel 1941, ovvero ‘cercasi

ragazza, Dora Bruder, 5 anni, m. 1,55, viso ovale, occhi grigio-marrone,

cappotto sportivo giallo, pullover bordeaux, gonna e cappello blu, scarpe

sportive marrone. Rivolgersi ai sigg. Bruder’. Nasce a Parigi da immigrati ebrei,

Hernest, di origine austriaca, e Cecile, di origine ungherese. Il 14 dicembre

1941, Dora scappa dall’Istituto Santo Cuore di Maria, dove è stata iscritta nel

giugno del 1940 (invasione tedesca di Parigi). Dopo quell’annuncio, nell’aprile

del ’42, Dora torna a casa dopo quattro mesi e il 18 settembre del ’42, sale con

suo padre su un treno che la porta ad Auschwitz, dove morirà. La persona

(Patrick Modiano, non storico ma scrittore, che scrive un libro di letteratura) che

ha cercato di ricostruire la sua storia partì da quella traccia piccolissima

dell’annuncio, per cercare tutto ciò rapportato a questa storia; ha cercato anche

di ricostruire la città, stratificando Parigi dal quartiere dove abitavano i genitori

(boulevard Ornano)->territorio come fonte come stratificazione dei periodi

storici. Egli scrive che ci vuole tempo ‘per riportare alla luce ciò che è stato

cancellato’ e dice che per ricostruire la storia bisogna tenere in considerazione

le ‘fugaci intuizioni’, un lavoro lento->la storia è anche ‘immaginazione’, in

quanto ciò che non si può vedere, bisogna immaginarselo. Egli da una buona

lezione sulla ricostruzione storica e la ricerca delle fonti, e il rapporto tra

biografia (dello storico, che aggiunge i suoi valori) e l’autobiografia.

MARC BLOCH

[GUARDARE LE INTRODUZIONI, SE LE SALTI TI BOCCIO PORCODIO.]

Nasce a Lione nel 1886, di origine ebraica (anche se non praticante, ma rivendica il

suo essere ebreo di fronte all’antisemitismo). Due dimensioni importanti:

consapevolezza del periodo in cui vive (seconda guerra mondiale) e il patriottismo

(sentirsi prima di tutto francese). Egli combatte nella prima guerra mondiale e,

successivamente, nel 1921 diventa professore universitario e, nel 1924, scrive uno

dei libri più importanti della storiografia, ovvero ‘I Re Taumaturgici’, in quanto

introduce il tema della mentalità collettiva. Successivamente conosce un altro

storico, Fièvre, con il quale fonda una rivista, ‘Les Annales’, che mette al centro

delle questioni nuove sulla storiografica [come: 1) il rapporto tra la storia e le altre

scienze, come l’antropologia, la sociologia, la psicologia, etc. (interdisciplinarità); il

passaggio dalla storia dei fatti alla storia delle strutture, dei problemi (al centro

della storia ci sono le domande, i perché sono accaduti i fatti, e non i fatti in sé; 3)

tutti diventano soggetti storici, non solo le classi sociali più alte o i sovrani; 4) la

messa in discussione delle fonti (tutto diventa fonte, dipende dalla domanda che si

vuole porre)-> prima del ‘900, questa cosa non si poneva]. Dopo gli ‘Annales’,

continua a fare lo storico ‘medievista’, ovvero si specializza sulla storia medievale.

Nel 1940, quando scoppia la guerra, si arruola nell’esercito e, con l’occupazione

tedesca, la nazione francese si divide in due (la repubblica di Vichy->antisemiti;

parte di Resistenza); viene cacciato dall’insegnamento e, nel ’42, entra nella

Resistenza (con figura principale-> Charles De Gaulle). Viene arrestato e nel giugno

del ’44, viene fucilato. Per quanto egli fosse un uomo conosciuto e avesse delle

amicizie internazionali, decide di non scappare. L’ “apologia alla storia o mestiere

di storico” (questa parte non è un sottotitolo, ma fa parte del titolo in sé) viene

pubblicato postumo, in quanto venne fucilato prima della sua conclusione-> da

questo titolo in quanto Bloch voleva 1) da un lato, definire il metodo storico, come

si fa storia all’interno di un momento, ovvero la guerra, che ha cambiato tutti i

paradigmi con cui i cittadini avevano vissuto fino a quel momento (‘la storia ci ha

ingannati?’); 2) vuole scrivere un libro in cui descrive gli ‘strumenti’ che uno storico

deve avere per poter fare storia; 3) porre la grande domanda che si faceva

sull’utilità della storia (se la storia ci ha tradito, che utilità ha essa?)-> il libro

comincia con la domanda di un bambino (ovvero, suo figlio): ‘papà, spiegami a

cosa serve la storia’ -> il libro rappresenta la risposta. Tre risposte: 1) lo storico

deve ricostruire anche ‘il soffio di poesia della storia’, ovvero la necessità di

immaginare il passato per ricostruirlo e raccontarlo in modo che tutti riescano a

comprenderlo; 2) la storia risponde ad un desiderio di conoscenza, quindi deve

avere ‘le carte in regola’, ovvero un metodo che sia scientifico; 3) ‘la storia aiuta a

giudicare il nostro operare’.

CHE COS’E’ LA STORIA?

_ Edward Carr = ‘la storia è un continuo processo di interazione fra lo storico e i

fatti storici, un dialogo senza fine tra presente e passato.” -> la materia della storia

sono i fatti; uno dei protagonisti della storia è lo storico, perché lo storico muta.

_ Marc Bloch = ‘la storia è la scienza degli uomini nel tempo’

In comune: 1) gli uomini come oggetto di storia (ma se fossero solo gli uomini a

definire la storia, allora anche la sociologia sarebbe storia); 2) il tempo come

rapporto tra continuità e mutamento (se la storia fosse solo tempo, allora non

sarebbe diversa dalla geologia); 3) tema delle periodizzazioni->il tempo non è il

tempo oggettivo (dell’orologio), ma il tempo della storia (es. quando si parla di

‘900, si dovrebbe parlare di 100 anni, ma in realtà lo si fa sempre iniziare dalla

prima guerra mondiale e lo si fa terminare quasi sempre al 1989);

CHE COS’E’ UN FATTO STORICO?

(qual è il senso del fatto?) La storia non è un processo di accumulazione, ma di

selezione (raccoglie fatti, per selezionarli). Edward Carr diceva che ‘l’accuratezza

per un storico è un dovere, non una virtù’, che lo storico raccolga tutte le

testimonianze per studiare un certo periodo è fondamentale, ma segue un

processo di selezione.

Quand’è che un fatto diventa storico? -> il fatto non è storico perché è avvenuto,

ma lo storico ha fatto un processo di interpretazione del fatto. (il passato è

immutabile, la storia cambia sempre; se la storia fosse il passato, sarebbe solo una

raccolta di fatti, molti dei quali inutili). Storia è interpretazione, dando risposte a ciò

che è accaduto, si occupa principalmente del ‘perché?’. Il fatto diventa storico,

perché noi decidiamo che lo diventi. Il fatto storico riesce a raccontare qualcosa,

anche e soprattutto attraverso le tracce. (i fatti storici sono diversi dai semplici

fatti, che lo diventano a seconda dell’interpretazione che si da ad una traccia).

RAPPORTO PRESENTE E PASSATO

E’ un rapporto che continua ad intrecciarsi-> da un lato, il presente è il riflesso del

passato; il passato, nel presente, è estremamente utile, ci aiuta a capire; dall’altro,

si può partire dal presente per capire il passato (il presente è lo storico, in quanto

cerca le tracce e si pone le domande); l’interpretazione del passato nasce dal

bisogno di capire il presente. La storia non è una scienza esatta, in quanto non

riproduce i fatti che sono avvenuti, ma, allo stesso tempo, come le altre scienze

osserva solo una porzione. Lo storico, se si trovasse al centro di un fatto storico,

avrebbe testimonianza di una piccola percentuale dell’evento; infatti, lo storico,

con la sua conoscenza indiretta, riesce ad avere una conoscenza più complessiva,

grazie alle diverse tracce ottenute (e, quindi, di diversi punti di vista). Lo storico si

trova di fronte alla storia ogni volta che si trova di fronte ad una traccia (la storia è

una conoscenza per via di tracce). Per capire la storia, bisogna capire che

attraverso le tracce, lo storico non riproduce gli eventi, ma li ricostruisce. Il ruolo

dell’immaginazione, di fronte ad una traccia, è fondamentale nello storico. La storia

di basa sulla ricostruzione, non sulla riproduzione. Il punto centrale è che lo storico

si occupa di storia, ovvero di interpretazione del passato, ricostruendo ciò che è

accaduto e reinterpretarlo.

TRACCIA (testimonianza) ->termine che evidenzia il modo di ricercare ciò che è

stato passato in passato.

TESTIMONIANZE VOLONTARIE E TESTIMONIANZE INVOLONTARIE

1.

_ Testimonianze volontarie: (lapide, statua, agiografia->ovvero la vita dei santi)

qualcosa che ha il compito di ricordare un certo evento.

_ Testimonianze involontarie: qualcosa che parla di un certo evento, ma il cui scopo

non era quello di ricordare un certo evento, non sono state pensate per essere tracce

(questo non vuol dire che esse siano più attendibili)

2.

I documenti ‘non parlano da soli’, bisogna saperli interrogare, se no risultano inutili.

3.

Tutto può essere una potenziale fonte, se risponde ad una domanda. L’allargamento

delle fonti provoca la multidisciplinarità e l’interdisciplinarità (ovvero l’allargamento

della considerazione disciplinare).

IL PROBLEMA DELLE FONTI

Se un documento è falso, come ci si comporta? -> il problema della falsità dei

documenti si basa sul grado di tale falsità. Alcuni sono documenti falsi volontari, altri

sono involontari. Volontari = (es. la donazione di Costantino)

Quando si affrontano le fonti, non bisogna solo interrogarci su ciò che si vuole sapere,

ma bisogna adottare un metodo critico. Quest’ultimo di deve dotare di alcuni principi

fondamentali: 1) comparazione tra le fonti, perché le fonti devono essere comparate

con fonti simili per capire il grado di certezza-> la comparazione NON c’entra con

l’oggettività e con la verità, ma con la verosimiglianza, che è ciò che interessa allo

storico (ovvero ciò che si avvicina più alla realtà e che quindi la ricostruisce); 2)

verifica della coerenza con la società che ha prodotto la fonte (anacronismo); 3) critica

filologica del documento, cioè un documento deve essere sempre analizzato nella sua

parte interna (cioè il contenuto) e nella sua parte esterna (ovvero la sua materialità).

CONCEZIONE POSITIVISTA DELLA STORIA-> (positivismo = pensiero filosofico che

metteva al centro di tutto la capacità creativa dell’uomo e il dominio della realtà)

assolutismo della realtà; al centro di questa concezione di storia c’erano i fatti.

COS’E’ UNA PERIODIZZAZIONE?

Due teorie:

1) Concezione realistica: ovvero la periodizzazione sta nella realtà; la storia è fatta

da momenti di rottura/di svolta segnata da date. Ci può essere però una sola

data nel periodizzare. E’ un’estremizzazione di un pensiero positivista.

2) Concezione relativista: la periodizzazione è ‘un male necessario’. Di fronte alla

necessità di dare un senso didattico alla realtà, si è costretti a dare una

periodizzazione; si vede la realtà come un continuo. Questa concezione non

vede una data giusta in sé, perché la data è solo un punto di riferimento

‘’artificiale’’. Questa è l’estremizzazione di un pensiero relativista.

Qual è quella giusta tra le due?

“Possiamo dire che una periodizzazione serve a rendere intellegibile e decifrabile un

momento storico. Riconoscendo e determinando la successione di momenti ed epoche

in una stessa civiltà o diverse civiltà nella storia dell’umanità.” Una periodizzazione

non è del tutto una convenzione e non è del tutto una realtà.

OBIEZIONI (sulla divisione della storia in antica, medievale, moderna e

contemporanea): 1) divisione esclusivamente occidentalocentrica/europacentrica; 2)

divisione che nasce nelle università ed è riflesso delle discipline all’interno di esse

QUAND’E’ CHE INIZIA UN’EPOCA E NE FINISCE UN’ALTRA?

(Le conseguenze di un determinato fatto risultano un cambio rispetto all’epoca

precedente) Basta un elemento per determinare un passaggio da un epoca all’altra.

Le periodizzazione sono delle necessità, ma sono anche parte della realtà

(caratterizzata da ‘eventi inaugurali’).

Per periodizzare bisogna indicare la ‘data d’inizio’ e la ‘la data di fine’ di un evento.

PERIODIZZAZIONE DELLA STORIA CONTEMPORANEA

Problema: la storia contemporanea è residuale nel suo tempo;

Quando inizia? Possibilità: 1) inizia quando quei grandi fenomeni che cambiano l’idea

che c’è in quel mondo (le tre rivoluzioni) ->1815; 2) inizia nei primi anni del ‘900; 3)

intorno anni ’70 dell’800, con fenomeni come l’imperialismo e la seconda rivoluzione

industriale.

‘La storia contemporanea inizia quando iniziano a manifestarsi i problemi che sono

oggi rilevanti’ (J. Barraclough, ‘Guida alla storia contemporanea’).

Il ‘900 è stato definito in molti modi diversi:

_ ‘il secolo dei genicidi’

_ ‘il secolo delle guerre’

_ ‘il secolo delle ciminiere’ (per indicare come lo sviluppo delle fabbriche abbia

segnato profondamente il secolo)

_ ‘il secolo delle donne’ (emancipazione)

Etc.

Elemento che caratterizza tutti questi aspetti e che li unisce è il fatto che tutti siano

fondati sulle MASSE (‘secolo delle masse’)

SOCIETA’ DI MASSA

Massa/e = qualcosa di

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-STO/04 Storia contemporanea

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher CGattons di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia contemporanea e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Torino o del prof Maida Bruno Luca.
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