Microeconomia
NB legenda → costi fissi FC, fix costs; costi variabili VC, variable costs; costi totali TC, total costs; costi marginali (MC, marginal costs); costi medi (AC, average costs o ATC, average total costs); costo fisso medio (AFC, average fixed cost); costo variabile medio (AVC, average variable cost); prodotto marginale del lavoro (MPL, marginal product of labor); prodotto medio del lavoro (APL, average product of labor); ricavo marginale (MR, marginal revenue); ricavo marginale del prodotto del lavoro (MRPL, marginal revenue product of labor); surplus del consumatore (CS, consumer surplus); surplus del produttore (PS, producer surplus); tasso marginale di sostituzione (MRS, marginal rate of substitution); tasso marginale di trasformazione (MRT, marginal rate of transformation)
Breve summit di ricapitolazione
Costo-opportunità: costo a cui si rinuncia in favore di un bene.
La curva di domanda
La curva che illustra la quantità di beni che un consumatore (individuale) o i consumatori (di mercato) è/sono disposto/i ad acquistare a differenti livelli di prezzo - disponibilità a pagare.
Come può essere?
- Diretta: domanda di un bene derivante dal desiderio (si veda poi il concetto di utilità) dei compratori di consumare direttamente il bene stesso.
- Derivata: domanda di un bene derivante dalla produzione e vendita di altri beni.
Legge della domanda: è la relazione inversa che lega prezzo e quantità domandata di un bene, quando tutti gli altri fattori che influenzano la domanda sono tenuti costanti. Qd= Q(P)
La curva di offerta
È la curva che illustra la quantità di beni che un’impresa (individuale) o gruppo di imprese (di mercato) è/sono disposto/i a vendere a differenti livelli di prezzo.
Legge dell’offerta: è la relazione diretta che lega prezzo e quantità offerta di un bene, quando tutti gli altri fattori che influenzano l’offerta sono tenuti costanti. Qs=Q(P)
Situazione di equilibrio
- Equilibrio: Il punto in corrispondenza del quale il prezzo di mercato non tende a variare fin tanto che le variabili esogene restano costanti.
- Eccesso di offerta: Una situazione in cui la quantità offerta a un determinato prezzo supera la quantità domandata.
- Eccesso di domanda: Una situazione in cui la quantità domandata a un determinato prezzo supera la quantità offerta.
Gli spostamenti della curva di domanda o di offerta sono determinati dalle variabili: prezzi, quantità prodotta ecc.
La curva di domanda si sposta a seguito di variazioni diverse da quella del prezzo → Se la disponibilità dei consumatori ad acquistare il bene aumenta, la curva di domanda si sposta verso destra. Se la disponibilità dei consumatori ad acquistare il bene diminuisce, la curva di domanda si sposta verso sinistra.
NB: spostamento della curva non è il movimento lungo la curva!
Un movimento lungo la curva di domanda di un bene può essere provocato solo da una variazione del prezzo del bene. La variazione di qualunque altro fattore che incida sulla disponibilità dei consumatori a pagare per il bene si traduce in uno spostamento della curva di domanda.
Un movimento lungo la curva di offerta di un bene può essere provocato solo da una variazione del prezzo del bene. La variazione di qualunque altro fattore che incida sulla disponibilità dei produttori ad offrire il bene si traduce in uno spostamento della curva di offerta.
La curva di offerta si sposta quando i fattori diversi dal prezzo variano. Se, a parità di prezzo, la disponibilità dei produttori a vendere il bene aumenta, la curva di offerta si sposta verso destra. Se, a parità di prezzo, la disponibilità dei produttori a vendere il bene diminuisce, la curva di offerta si sposta verso sinistra.
L'elasticità
- Rispetto al prezzo: Misura la sensibilità della quantità domandata/offerta al prezzo. Corrisponde alla variazione percentuale della quantità domandata/offerta (Q) determinata dalla variazione del prezzo (P) di un punto percentuale (a parità di tutti gli altri fattori che incidono sulla domanda).
- Rispetto al reddito: Misura la sensibilità della quantità domandata al reddito. Corrisponde al rapporto tra la variazione percentuale della quantità domandata e la variazione percentuale del reddito (mantenendo costante il prezzo e tutti gli altri fattori da cui dipende la domanda).
- Elasticità incrociata della domanda rispetto al prezzo: il rapporto tra la variazione percentuale della quantità domandata di un bene e la variazione percentuale del prezzo di un altro bene.
NB: Elasticità e pendenza sono diversi
- La pendenza è il rapporto tra le variazioni assolute della quantità e del prezzo (ΔQ/ΔP).
- L’elasticità è il rapporto tra le variazioni relative (o percentuali) della quantità e del prezzo.
ΣQ,P = (ΔQ/Q) = (ΔQ/ΔP)(P/Q)(ΔP/P)
Preferenze del consumatore
Come si comporta di fronte alle diverse combinazioni di beni e servizi?
Il paniere deve essere acquistabile a costo 0, il budget è illimitato perciò il prezzo non è una variabile da considerare e si valutano le preferenze di desiderabilità del consumatore. In questo modo si studiano le combinazioni di beni e soprattutto, quando essi sono transitivi, cioè si valuta la coerenza nelle scelte. Es. bene A, B e E. Se A > B e B > E allora A > E.
Preferenze del consumatore: dati due panieri qualsiasi, forniscono delle indicazioni sulla desiderabilità dell’uno rispetto all’altro, ipotizzando che i panieri siano acquistabili a costo zero.
Sulla base di quali ipotesi agisce?
- Completezza
- Transitività
- Non sazietà
NB: Tenere in conto l’assunzione di razionalità dell’individuo. Principio dell’utilità.
Alla base della costruzione della curva di domanda c’è il: la funzione di U è una maniera alternativa di rappresentare le preferenze del consumatore. Si assegna un numero (NB: non prezzo), è un concetto ordinale la cui funzione aiuta a definire le ipotesi di preferenza e transitività: si misura il livello di soddisfacimento del consumatore.
Es. cibo: più consumo e meglio è, perché la mia utilità risponde alle logiche di sazietà. La funzione di utilità assegna un numero a ciascun paniere in modo tale che se il paniere A è preferito al paniere B, il numero assegnato ad A è maggiore (o uguale) di quello assegnato a B. L’utilità è un concetto ordinale: la grandezza del numero che la funzione assegna di per sé non ha alcun significato. La funzione di utilità preserva le proprietà fondamentali delle preferenze.
Funzione di utilità
È una funzione che misura il livello di soddisfazione che un consumatore trae da qualsiasi paniere di beni e servizi.
Utilità marginale: il saggio a cui l’utilità totale varia a seguito di un incremento nel livello del consumo.
NB: Nello studio del comportamento del consumatore si ragiona “al margine”.
Rapporto tra utilità totale e quella marginale
Principio dell’utilità marginale decrescente: oltre un certo limite, all’aumentare del consumo di un bene l’utilità dello stesso inizia a diminuire.
L’utilità marginale può essere positiva o negativa (in relazione all’andamento della curva di utilità totale). L’utilità totale è una somma crescente, cioè una somma di valori positivi ed è necessariamente crescente.
Il ragionamento al margine è diverso, perché si valuta la positività dell’utilità aggiuntiva, essa in genere è negativa, con un andamento decrescente, dopo una certa soglia l’utilità diventa negativa per quella unità aggiuntiva e le successive. A quel punto anche l’utilità totale inizia a diminuire per conseguenza dei valori negativi...
Utilità marginale per ciascun bene: è uguale al tasso al quale l’utilità totale cambia all’aumentare del consumo di quel bene, mantenendo costanti i livelli di consumo degli altri beni.
MUx = ΔU/Δx (y è mantenuto costante)
MUy = ΔU/Δy (x è mantenuto costante)
NB: Utilità sull’asse delle ordinate.
Slides → costruzione della curva di utilità numero 9-10. Utilità marginale per ciascun bene: in un paniere si osserva come varia l’utilità totale al variare solamente della q e dell’utilità di un bene.
In caso di beni multipli → saggio marginale di sostituzione (SMS)
Il saggio marginale di sostituzione misura la disponibilità di un consumatore a sostituire un bene con un altro mantenendo lo stesso livello di soddisfazione.
È il tasso al quale il consumatore è disposto a rinunciare a un bene per avere una quantità aggiuntiva dell’altro bene, mantenendo l’utilità costante.
In un grafico in cui siano riportate sull’asse orizzontale la quantità del bene x e sull’asse verticale la quantità del bene y, il saggio marginale di sostituzione di x per y, denotato con MRSx,y, in ogni punto è pari alla pendenza della curva di indifferenza cambiata di segno:
MRSx,y = -Δy/Δx (per un dato livello di utilità)
Esso si può anche esprimere come rapporto tra le utilità marginali:
MRSx,y = -MUx/MUy
Che cosa è la curva di indifferenza?
Curva di indifferenza: una curva che unisce un insieme di panieri di consumo che danno al consumatore lo stesso livello di soddisfazione (utilità).
Quali sono le proprietà delle curve di indifferenza?
- Pendenza negativa (in generale)
- Un solo bene per curva
- Non si intersecano
Vedi slide 13 per le diverse tipologie.
La curva di indifferenza unisce una serie di beni di consumo che danno al consumatore lo stesso livello di utilità, ed esse hanno una serie di proprietà. Ad esempio, la pendenza è negativa (che è data dalla tangente di ognuno dei punti presi in considerazione), le curve di indifferenza non si intersecano tra loro, più alta è la quantità di beni contenuti nel paniere e maggiore è il livello di sazietà (perciò anche l’utilità).
La variazione delle curve ed il passaggio da un punto ad un altro avviene con la rinuncia ad un bene, per averne più quantità di un altro → il saggio marginale di sostituzione analizza il tasso al quale un consumatore è disposto a rinunciare per avere una quantità in più di un altro bene, ad unità costante.
In questo senso non si altera l’utilità totale.
Studiare come il consumatore effettua la sua scelta → il vincolo di bilancio
Vincolo di bilancio: è l’insieme dei panieri che il consumatore può acquistare con un reddito limitato.
Linea di bilancio: è l’insieme dei panieri che il consumatore è in grado di acquistare se spende tutto il suo reddito disponibile.
Equazione retta → I = PxQx + PyQy
Variazioni della linea di bilancio: molteplici, si possono variare i prezzi o il R, e si osservano le conseguenze.
Se si varia il R aumentandolo, il vincolo di bilancio si sposta in parallelo, perciò si possono avere più panieri, (o più risparmio) → Se R aumenta il vincolo si sposta a destra (verso l’alto)
R può anche diminuire e in questo caso il vincolo si sposta a sinistra (e verso il basso).
NB: In entrambi i casi la pendenza resta invariata.
Se si apportano delle variazioni ai prezzi allora cambia la pendenza della retta di bilancio e cambiano anche le quantità e le opportunità di acquisto.
Con un certo tipo di vincolo di bilancio, la cui utilità tende molto verso l’alto, la soluzione d’ottimo è quella d’angolo.
Come compiere la scelta ottimale?
Il consumatore sceglie il paniere che rappresenta il punto di tangenza tra la curva di indifferenza e la retta del vincolo di bilancio, poiché qualunque paniere sotto la linea di bilancio è accessibile ma non soddisfa a pieno le sue esigenze, mentre quelli superiori non sono accessibili. NB: vedi slide 16.
La pendenza della linea è data da BL = -1/2.
Nel punto di ottimo → MRSx,y = Px/Py
Il problema della scelta intertemporale
Il problema della scelta intertemporale si pone quando la dotazione di un individuo è costituita da un R di primo periodo (I1) e uno di secondo periodo (I2) e il consumatore deve scegliere come distribuire il consumo tra i due periodi, C1 e C2.
Nel problema di scelta intertemporale il vincolo di bilancio (intertemporale) è dato da:
C1 + C2 / (1+r) = I1 + I2 / (1+r) dove r è il tasso di interesse.
La somma fra i consumi presenti e il valore attuale dei consumi futuri deve essere uguale alla somma tra reddito presente e valore attuale del reddito futuro.
NB: si cerca di considerare un margine d’errore, anche se minimo.
La curva di domanda del bene x è derivata dal diagramma di scelta ottima al variare del prezzo del bene x, ed è inclinata negativamente (se Px diminuisce, la domanda di x aumenta).
Quando il prezzo del bene x diminuisce:
- Effetto sostituzione (ES): è dato dalla quantità addizionale di x che il consumatore domanda per raggiungere il medesimo livello di utilità ed è sempre negativo.
- Al diminuire del prezzo del bene x, il potere d’acquisto del consumatore aumenta. Ciò è detto effetto reddito.
- Effetto reddito (ER) può essere positivo (bene normale) o negativo (bene inferiore).
Rappresentazione grafica a slide 20 →
Quando il prezzo del bene x diminuisce:
- l’effetto sostituzione (ES) porta a una riduzione della quantità domandata di y da yA a yB
- l’effetto reddito (ER) porta a un aumento della quantità domandata di y da yB a yC
- l’effetto totale (ET) non è perciò quantificabile a priori (qui la quantità domandata di y diminuisce).
Effetto di sostituzione: è legato alla riduzione della quantità a seguito di un aumento di prezzo ed è diverso dall’effetto di reddito, che fa riferimento al potere d’acquisto ed a come varia a seconda del prezzo.
Surplus del consumatore
Triangolo nato dallo scarto/differenza tra il prezzo di mercato e il prezzo che io sono disposto a pagare per un certo bene.
Il surplus del consumatore è il beneficio economico netto derivante dall’acquisto, ovvero l’ammontare massimo che si è disposti a spendere meno l’ammontare effettivamente speso.
L’area sotto la curva di domanda e sopra il prezzo fornisce una misura del surplus del consumatore.
In soldoni, è la misura del risparmio che si ottiene quando il prezzo di mercato è inferiore rispetto al prezzo che si sarebbe pagato. Il surplus aumenta se il prezzo di mercato si riduce e viceversa.
NB: ammontare massimo – ammontare effettivamente speso.
La curva di domanda di mercato è la somma orizzontale delle curve di domanda dei singoli consumatori. In altre parole, la domanda di mercato si ottiene sommando le quantità domandate dai singoli consumatori in corrispondenza di ciascun prezzo e rappresentando questa quantità totale per tutti i possibili livelli di prezzo.
Le risorse produttive
Come il lavoro, gli impianti, le materie prime, che le imprese usano per produrre beni e servizi, sono detti input o fattori di produzione.
Il volume di beni e servizi che un’impresa produce è detto output. La produzione trasforma gli input in output. La tecnologia determina la quantità di output che è possibile ottenere da una data combinazione di input.
Funzione di produzione: relazione che dimostra la quantità massima di output che un’impresa può produrre date le quantità di input. Q= f(L,K)
Efficienza o inefficienza tecnologica → efficienza: massimo output con l’input disponibile vs inefficienza: output inferiore rispetto a quello possibile.
Grafico Q ed L, slide 5 → come varia la Q al variare di L (lavoro) → sulla curva si dimostra che tutti i punti (su di essa NB) sono punti di efficienza. Di conseguenza i punti sotto la curva sono inefficienti e dovranno mettere in atto delle politiche di incentivazione per migliorare la propria situazione.
NB: Studi dimostrano che una maggiore competizione aiuta a migliorare l’efficienza. Però attenzione alle eccezioni: alcune volte investire per migliorare la produzione non conviene economicamente, ad esempio correggere le perdite degli acquedotti.
Funzione di produzione con un solo input
Le funzioni di produzione che dipendono da un solo input sono definite funzioni del prodotto totale → è simile a quella di utilità totale come andamento, cresce in modo repentino e quando arriva al punto massimo decresce. L’andamento può essere diviso in tre fasi: un tratto dove la produzione marginale cresce al crescere delle ore di lavoro (L < 12), un tratto in cui la produzione marginale è decrescente all’aumentare di L (12 < L < 24), e poi la funzione del prodotto totale diventa decrescente (L > 24).
Funzione del prodotto totale: funzione di produzione con un solo input, che mostra quanto il prodotto totale dipende dalla quantità di input impiegata.
Produttività marginale (di un fattore della produzione): variazione totale della quantità prodotta al variare del fattore produttivo considerato.
ΔQ/ΔL = ΔQ/ΔK
La produttività marginale di un fattore della produzione è la variazione totale della quantità prodotta al variare del fattore produttivo considerato.
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