MARKETING
LA COMPRENSIONE DEL COMPORTAMENTO DEL CLIENTE – CONCETTO DI
BISOGNO
Bisogno – condizione di malessere vissuta dall’individuo, rappresentata da assenza totale
o parziale di uno specifico bene che dà benessere. Ci sono due condizioni che danno
luogo a un malessere:
1) Carenze fisiologiche e/o biologiche legate all’individuo e comuni a tutti gli esseri umani
(bisogni innati)
2) Carenze derivanti dalla personalità, dall’esperienza, dalle condizioni ambientali e
sociali (bisogni acquisiti o psicologici)
Questioni etiche rispetto al ruolo del marketing
1) Tutti questi nuovi prodotti e marche corrispondono realmente a bisogni preesistenti?
2) Le imprese sosterrebbero delle spese di marketing così ingenti se i consumatori non si
lasciassero influenzare?
3) La crescita e lo sviluppo economico, che il marketing ritiene di favorire, sono utili nel
lungo periodo?
Teorie economiche
Esse prescindono da considerazioni circa la motivazione umana. Il ragionamento
economico parte dalla considerazione circa un sistema di preferenze che sono note e
stabili: eredità della economia politica. Il marketing deve però considerare il fattore della
motivazione, noi partiremo da un superamento del concetto tradizionale dell’uomo
economico, per trattare l’uomo reale, influenzabile anche dal punto di vista del
marketing.
Bisogni generici – Problema che il consumatore cerca di risolvere acquistando prodotti e
servizi
Bisogni derivati – sono risposte tecnologiche ad un bisogno generico e rappresentano
l’oggetto del desiderio del consumatore. Risposta tecnologica data da una certa società
in quanto il livello di sviluppo delle tecnologie è differente, per cui in determinate epoche
storiche ad uno stesso bisogno poteva essere data risposta alquanto differente.
Es: vi è bisogno di ascoltare musica, ma differenti sono le risposte che vengono maturate
dalle società circa le modalità per sodisfare questo bisogno – si passa dal grammofono
agli smartphone.
Approccio all’innovazione
Se noi ragioniamo in termini di bisogno generico siamo aperti in termini di modalità
per soddisfare questo bisogno. Per cui se facciamo riferimento al bisogno di
trasporto, esistono differenti modalità per far fronte al bisogno di muoversi, e nelle
differenti società viene elaborata una differente risposta.
Bisogni assoluti – Sentiti dall’individuo qualsiasi sia la
condizione altrui – saturabili
Bisogni relativi – Se soddisfatti conduce l’individuo a sentirsi
superiore agli altri. Es: comprare grande macchina. –
insaziabili
ma distinzione sottile perché ad esempio attività nel tempo
libero per alcuni bisogni relativi per altri assoluti.
→ Bisogni consapevoli e non consapevoli
classificazione in: bisogni consapevoli e non (latenti).
1 - opportunità sfruttate: l'azienda può aumentare portafoglio
clienti aumentando bisogni consapevoli oppure ampliare
portafoglio prodotti sfruttando bisogni latenti che in potenza
però diventeranno bisogni consapevoli. 4 – situazione particolarmente rischiosa per
l'azienda, che non conviene intraprendere.
Bisogni esistenziali – forniscono un’utilità per l’individuo collegata al funzionamento del
bene/servizio acquistato e consumato
Bisogni esperienziali – collegati all’esigenza dell’individuo di tenersi occupati o
interessati a qualcosa.
Nelle società ricche si assiste a un aumentare dei bisogni esperienziali.
LA COMPRENSIONE DEL COMPORTAMENTO DEL CLIENTE – MOTIVAZIONE
Motivazione - Energia che spinge l’individuo a mettere in atto un comportamento
finalizzato a un preciso obiettivo. Essa svolge due funzioni:
- Attiva i comportamenti – dando l’impulso
- Orienta i comportamenti – definendone direzione e tipologia
Distinguiamo:
Approccio comportamentista – la motivazione può essere studiata dal
comportamento, di apprendimento, in quanto si prescinde dai processi mentali.
Motivazione – spinta
Per i comportamentisti il concetto fondamentale è quello dell’apprendimento: il
comportamento dipenderebbe da ciò che si è fatto nel passato e dai risultati dei
comportamenti già messi in atto.
Approccio cognitivista – osserva il processo di rielaborazione delle informazioni, Che
conduce ad un certo comportamento. Motivazione - meta
Approccio comportamentista propone la teoria della riduzione delle pulsioni.
Ci sono bisogni fondamentali che danno luogo a specifiche pulsioni. Esse orientano i
comportamenti individuali. La motivazione è legata all’equilibrio delle pulsioni. Si parla
allora di omeostasi: meccanismo attraverso il quale un problema crea una pulsione,
grazie a cui l’attività che ne risulta mira a ristabilire l’equilibrio, sopprimendo le pulsioni.
Schema di riferimento: s (stimolo) -> R (risposta)
Secondo questo approccio è possibile spiegare alcune manovre che potremmo adottare
sulle variabili di marketing mix. Ad esempio, una politica di 3x2 può essere spiegata da
questa teoria, da questa promozione (stimolo) ci attendiamo una risposta rappresentata
dall’acquisto del terzo prodotto.
Teoria del comportamento motivato ad uno scopo
Si fonda sull’ipotesi che l’anticipazione o l’attesa del risultato sia il motore principale
nell’orientare la condotta di comportamento. Il risultato atteso servirebbe da stimolo
all’azione. Sussistono quindi delle variabili intermedie, di processi interni, che connettono
situazione di stimolo iniziale con la risposta osservabile.
S (stimolo) -> I (Variabile intermedia) -> R (risposta)
Teoria degli incentivi
L’individuo reagisce anche agli stimoli esterni.
Gli incentivi amplificano pulsioni iniziali e ne evocano delle nuove.
Comportamento regolato da un processo di valutazione costi - benefici
S (stimolo) -> I (Incentivi)-> R (risposta)
Teoria dell’attivazione
Questa teoria si basa sui limiti delle teorie precedenti, che non sono in grado di spiegare
alcuni comportamenti come la curiosità.
Si basa sull’hp che l’individuo abbia una sorta di una attività naturale, per cui al
meccanismo di ansia corrisponde l’interesse del soggetto a riportarsi in una condizione di
benessere.
Alla condizione di noia corrisponde la ricerca dell’individuo a una condizione di novità.
La motivazione può essere spiegata alla luce della scala dei bisogni di Maslow:
1. Bisogni primari
Bisogni fisiologici/ bisogni di sicurezza
2. Bisogni secondari
Appartenenza e stima
3. Bisogni terziari
Bisogni di autorealizzazione
Ricerchiamo la soddisfazione dei bisogni prioritari prima di passare alla categoria
successiva. Questi bisogni di ordine inferiore una volta soddisfatti lasciano spazio ai
bisogni della classe superiore, che iniziano a diventare motivanti e a influenzare il nostro
comportamento.
Prima situazione: perché siamo spinti ad acquistare cibo biologico?
1. È più buono/sicuro
2. Sostengo agricoltori locali
3. Scelta migliore per ambiente
Teoria del valore
Valore - La convinzione che un certo modello di comportamento sia migliore di un altro
Sistema di valori - insieme organizzato di convincimenti durevoli relativamente a
modelli di comportamento o di vita
Valori terminali - quali sono gli obiettivi da raggiungere? Es: felicità/saggezza
Valori strumentali - quali sono i comportamenti da porre in essere per raggiungere
valori terminali, comportarsi onestamente per raggiungere felicità
La teoria del valore consente di applicare tale concetto al processo di acquisto, e ciò
induce a trovare diverse tipologie di valore:
- Valore funzionale – utilità percepita di un’alternativa, derivante dalla sua capacità
di svolgere il proprio valore funzionale, utilitario o fisico
- Valore sociale – utilità di un’alternativa derivante dalla sua associazione a uno o più
gruppi sociali
- Valore epistemico – utilità di un’alternativa deriva dalla sua capacità di suscitare
curiosità e apportare novità
- Valore circostanziale – utilità percepita di un’alternativa derivante da una
situazione o da un contesto specifico nel quale si viene a trovare chi decide
- Valore emozionale – utilità percepita di un’alternativa derivante dalla sua capacità
di suscitare sensazioni o reazioni affettive.
Catena mezzi - fini
Strumento per capire come il consumatore sceglie i prodotti in funzione delle
conseguenze desiderate.
Rappresentazione della catena: si distinguono attributi tangibili, conseguenze
psicologiche e fisiologiche che dipendono dal comportamento di consumo consumatore e
poi si distinguono i valori strumentali e terminali.
Le considerazioni relative agli attributi saranno formulate rispetto al prodotto, mentre le
considerazioni sulle conseguenze e sui valori spostano la prospettiva rispetto al
consumatore.
Essa è impiegata in studi qualitativi per spiegare motivazioni di acquisto.
LA COMPRENSIONE DEL COMPORTAMENTO DEL CLIENTE - PROCESSO
DECISIONALE DI ACQUISTO
Fasi del processo:
1. momento in cui l’acquirente percepisce un bisogno
Il bisogno può essere innescato da stimolo interni (fame), esterni (pubblicità o discussione
online).
Ruolo del marketing: creazione di stimolo esterni, rappresentati da pubblicità o tramite
effetto del personale di vendita che agisce come soggetto influenzatore.
2. ricerca di informazioni
Se il bene è accessibile in termini di prezzi, si procede subito con l’acquisto. Se invece
non lo è il consumatore effettua ricerca di info:
- fonti commerciali – pubblicità, addetti alle vendite
- Pubbliche – Recensioni, associazioni di comunicazione
- Personali – rete di conoscenti
Il consumatore nel processo di scelta sostiene diversi costi.
L’insieme di questi costi può essere misurato dal tempo che il consumatore impegna
nell’acquisto.
Costi di ricerca
- Conoscere i mercati e delimitare insieme di opportunità (rispetto al mercato dei
prodotti succedanei)
Costi di percezione
- Identificare le caratteristiche dei beni nonché i termini di scambio
Costi di valutazione
- Valutare il grado di presenza delle caratteristiche percepite
La natura dei beni è un altro elemento da considerare, perché a seconda cambia la
ricerca.
Search good
- Caratteristiche del prodotto controllabili prima dell’acquisto (abiti, mobili,
giocattoli)
Experience good
-
Caratteristiche più importanti verificabili dopo l’acquisto (libri, farmaci, automobili e
computer)
Credence good
-
Caratteristiche più importanti verificabili dopo l’acquisto per costi di percezione elevati
(servizi professionali)
3. analisi delle alternative – in funzione delle caratteristiche specifiche del prodotto.
Queste sono intese come attributi, per cui un prodotto può essere scomposto in un
paniere di attributi, che identificherà il complesso delle caratteristiche di questo bene.
Queste caratteristiche-attributi possono essere oggetto di valutazione, e le valutazioni
differiscono da individuo a individuo. (es. ognuno dà importanza a un elemento diverso
dell’automobile: design, cilindrata…)
Per capire quale sarà la compagnia selezionata dal consumatore: Media ponderata
dell’attributo rispetto all'importanza e andremo a identificare la scelta
4. decisione di acquisto – consiste nella scelta della marca preferita. Questa fase può
essere influenzata dall’atteggiamento degli altri, perché possono porre in discussione la
nostra intenzione di acquisto. Inoltre, fattori situazionali possono cambiare le decisioni di
acquisto. Es la decisione è effettuata in un livello di prezzi, ma scopriamo che l’azienda
concorrente pratica uno sconto, per cui pongo in discussione la scelta iniziale.
5. comportamento post-acquisto – Ha la funzione di effettuare una valutazione su
aspettative e prestazioni percepite. Es. cliente soddisfatto potrà generare passaparola
positivo
In questa fase potrebbe esserci una situazione di dissonanza cognitiva. Essa interviene
nella fase post acquisto per porre questo dubbio
Es consumatore è felice del suo acquisto, ma decide comunque di guardare la marca
concorrente, e vede lati positivi di questa e lati negativi di quella che lui ha selezionato e
è insoddisfatto e a disagio.
Anche questa può essere corretta da meccanismi, in cui il consumatore viene persuaso
circa la bontà del proprio acquisto.
Situazione particolare è rappresentata dal ruolo giocato dal meccanismo delle percezioni.
La percezione incide su tre fasi:
Selezione delle info
- Comprensione delle info
- Memoria selettiva
-
La maniera in cui il cliente cercherà informazioni dipende da una serie di fattori:
Rischio
Esso è tra le variabili che incidono sulla percezione e deriva da una difficoltà di stima
circa le conseguenze derivanti dalla scelta da compiere.
Può presentare diverse nature:
Funzionale: quando gli attributi non corrispondono alle scelte
- Finanziario: prezzo elevato o spese di manutenzione
- Psicologico: acquisto di bene ma insoddisfazione
- Fisico: possibilità che il bene produca danno al consumatore
- Sociale: immagine negativa al gruppo di appartenenza
-
Elementi da considerare nel processo decisionale:
Coinvolgimento
- Fa riferimento a una situazione di risveglio vissuta dall’individuo riguardo ad
un’attività legata al consumo
Familiarità
- Esperienze precedenti di acquisto /informazioni raccolte
Competenza
- Conoscenza tecnica del prodotto
Paradosso dell’ignoranza: consumatore che conosce poco non tende ad approfondire.
Esso conduce a investire nella formazione della forza vendita in negozi specializzati.
Tipo di problem solving nel processo decisionale posti in essere dall’individuo:
1. Problem solving esteso
Prodotto nuovo rispetto ad una nuova categoria di prodotti (es: iPhone rispetto alla
categoria nuova degli smartphone)
2. Problem solving limitato
Prodotto nuovo rispetto ad una nota categoria di prodotti
3. Problem solving di routine
a. Processo abitudinario
b. Basso coinvolgimento sul piano emotivo
c. prezzo contenuto
Ogni transazione commerciale richiede che il cliente realizzi 3 tipi di azioni:
Acquisto – scelta del prodotto servizio
- Pagamento
- Utilizzo / consumo
-
Ci sono casi in cui utilizzatore / acquirente / pagante.
Caso in cui utilizzatore è diverso da acquirente E pagante
Famiglia monoreddito, solo padre lavora. Ci sono tre attori diversi, valore funzionale viene
attribuito dal bambino per uno scopo ludico, presenza di un acquirente che è la madre,
che attribuisce valore funzionale rispetto alla funzione educativa del gioco, padre formula
pensiero sul valore economico del bene in base alla propria disponibilità
Per marketing: variabili differenti del marketing mix, su cui il marketing dovrà lavorare
per influenzare tutti.
Altro elemento è rappresentato dal ciclo di vita della famiglia. In cui la famiglia ha reddito
disponibile differente a seconda degli stadi in cui viene a trovarsi: 1 formazione della
coppia e nascita dei figli, 2 crescita professionale dei coniugi, 3 indipendenza economica
dei figli, 4 dissoluzione del nucleo famigliare.
La disponibilità di reddito ha implicazioni sulla tipologia di spesa che può essere
effettuata.
Es 1 disponibilità più contenuta perché impegnata nell’acquisto della prima casa
2 acquisto della 2 casa reddito superiore
3 reddito della famiglia aumenta altra tipologia di acquisto
4 riduzione del reddito
Le riflessioni fanno riferimento a un modello di famiglia tradizionale e prescindono da
implicazioni della crisi economica.
Nucleo familiare e potere decisionale.
Donna ha potere decisionale riguardo alla spesa perché oggetto di valutazione della
donna.
Uomo prodotti come automobile o mutuo
Figli decisioni legate all’acquisto della vacanza
Il marketing deve pensare ad attività di comunicazione mirata ad ognuno.
Acquirente =/ utilizzatore e pagante gestione del
Ulteriore distinzione per il centro di acquisto è quella che osserva la
portafoglio titoli.
Situazione in cui acquirente è diverso da utilizzatore e pagante: se abbiamo disponibilità
di portafoglio la banca (soggetto acquirente) agisce in nome è per conto di un soggetto
intestatario del conto.
Situazione in cui soggetto pagante è diverso da utilizzatore e acquirente: polizza
indirizzata a infortuni sul lavoro. Essa è pagata dall’azienda ma soggetto utilizzatore e
acquirente è lavoratore in quanto intestatario della polizza.
LA COMPRENSIONE DEL COMPORTAMENTO DEL CLIENTE – CUSTOMER
RELATIONSHIP MANAGEMENT
La gestione del rapporto con il cliente è aspetto centrale per il marketing. A partire dagli
anni ’80 le imprese hanno monitorato grado di soddisfazione dei clienti e hanno
analizzato attitudini e livello di soddisfazione raggiunto dopo l’uso del prodotto.
In passato la misura più adeguata a misurare la soddisfazione era rappresentata dal
volume di vendita o dalla quota di mkt, oppure presenza/assenza di reclami. Ma si nota
una differenza sostanziale dalla qualità percepita dal venditore rispetto alla qualità attesa
dal consumatore. Se le attese non vengono soddisfatte da parte dell’impresa deriva un
processo di insoddisfazione e ne consegue la manifestazione di un reclamo.
La pratica del CRM risulta una pratica recente di costruzione di relazione 1 a 1 con i propri
clienti, di fronte a una moltitudine di clienti. L’attenzione da parte del CRM è indirizzata
verso i clienti pi&
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