28-10-2019
Comportamento di acquisto e comportamento di consumo sono la base di studio e lavoro del marketing
Comportamento d’acquisto: insieme di attività decisionali che conducono alla decisione di
acquistare un prodotto o servizio in un determinato luogo e in un determinato momento
Comportamento di consumo: attività che riguardano il consumo di un prodotto o un insieme di
prodotti o la fruizione di un servizio/i, anche integrati, quindi legate ai momenti che seguono
l’acquisto. Si cerca di indagare il consumo dei prodotti e servizi che seguono l’acquisto. I prodotti
solitamente si introducono in un processo (pratiche) di consumo ovvero rispondono a domande
come-quando-dove per ampliare il raggio d’azione.
Il marketing si occupa di generare valore per i consumatori.
Per quanto riguarda il comportamento di acquisto si sono succeduti nel tempo diversi modelli che hanno
investigato il comportamento del consumatore in diversi modi: modelli comportamentali (stimolo-risposta)
– acquisto; modelli cognitivi (6W) – acquisto; modelli esperienziali consumo.
Modelli comportamentali (stimolo-risposta) il consumatore viene sottoposto a stimoli di maketing
(marketing mix, fattori di contesti economici/sociali). Questi stimoli passano attraverso la scatola nera
o “black box” del consumatore ai quali engono attribuiti delle funzioni di risposta.
si pensa che il consumatore sia l’obiettivo di stimoli del marketing, il consumatore li riceve e reagisce
scegliendo il prodotto, brand, retailer o quanto e quando spendere. L’obiettivo diventa quello di
indagare queste risposte e in particolare partendo dal primo stadio non ci si interroga di quello che ha
in testa il consumatore, l’importante è che risponda.
Il passaggio successivo è quello di capire cos’ha in testa il consumatore, perché risponde in un determinato
modo – da lì passiamo ai modelli cognitivi.
il comportamento del consumatore è influenzato da fattori culturali, sociali, condizioni personali,
psicologici.
Nel momento in cui cresciamo apprendiamo il linguaggio e interagiamo con gli altri e apprendiamo in base
al loro comportamento. L’identità si forma all’interno nella cultura.
Il consumatore è nato e percepisce la realtà all’interno di un sistema di regole culturali, sociale, con una
propria identità, nei limiti di quella che è la nostra fisiologia. Più si diventa vecchi più questo sistema si
solidifica. Implicazioni:
Consumatori sono altamente adattivi e manipolabili i (dai media, pubblicità, da tutto quello che ci
o sta intorno), cioè che si adattano al contesto e ne subiscono l’influenza
I consumatori non sanno cosa vogliono, scelgono spesso per motivi di abitudine.
o
1 L’incertezza è una condizione presente in ogni processo di scelta
o
Modelli cognitivi (6W) WHAT WHO WHEN HOW WHERE WHY riguardano la comprensione di quello
che i consumatore fa, come si comporta. Tutti i modelli cognitivi tendono ad interpretare il processo di
scelta come caratterizzato da sforzo, aleatorietàà̀ e rischio:
– WHAT
Il cosa i consumatori acquistano. Vi sono diferenti modalità di classiicazione degli oggetti d’acquisto. In
base alle abitudini d’acquisto abbiamo:
Convenience goods = acquistano frequentemente dei prodotti verso i quali hanno poca incertezza e non
hanno voglia di spendere sforzi in termini di valutazione,
shopping goods = possono acquistare prodotti per i quali è necessario effettuare un minimo di
comparazione (es. vestiti)
Specialty goods= processo decisionale è molto lungo (es. acquisto di una casa). hanno caratteristiche
uniche o un’identificazione di marca per la quale i consumatori sono disposti ad effettuare sforzi
particolarmente elevati per acquistarli. Esempi includono le auto o le moto, le componenti stereo di
un’abitazione e gli abiti di lusso.
In base alla loro conoscenza (Consumer knowledge) abbiamo:
Search qualities = prodotti per i quali il consumatore non ha bisogno di provare per valutarli, può valutarli
prima dell’acquisto
experience qualities = Prodotti experience possono essere valutati solo dopo l’acquisto (es. servizi
turistici);
credence qualities.= non si possono valutare neanche in seguito all’acquisto (es. servizio offerto da un
dentista).
Anche in questo caso la tripartizione lascia intravvedere il fatto che questa divisione è basata sul grado di
incertezza connessa con la scelta di un determinato prodotto: verso i prodotti search c’è meno incertezza,
incertezza più alta è nei prodotti/servizi credence.
In ine, in base al coinvolgimento e problematicità:
Basso coinvolgimento (banali) = limitata percezione del rischio, basso valore unitario, interesse basso,
valutazione semplice, acquisto routinario...
Alto coinvolgimento (problematici) = elevata percezione del rischio, alto valore unitario, alto interesse,
acquisto complesso, sensibilità alla marca..
– WHEN?WHO?
Modello del processo di acquisto. Durante il processo di acquisto il consumatore può subire delle influenze,
che sono legate al fatto che lui è incerto, quindi prima che arrivi alla decisione la persona può essere
influenzata
Da un momento di incertezza devo arrivare in un momento di certezza. In questa fase ci sono diversi ruoli
e diverse persone che intervengono (farmaci per esempio intervengono il medico, il farmacista ecc).
– HOW
Modello di Assael. Riguarda il mettere in relazione la frequenza di acquisto e la ifferenzazione percepita tra
le marche. Anche in questo modello è il coinvolgimento che è più alto nei confronti dei prodotti verso cui il
consumatore è più incerto.
COMPORTAMENTO D’ACQUISTO COMPLESSO: il coinvolgimento del consumatore è elevato e le differenze
che questi percepisce tra le marche sono significative. Riguarda i beni costosi (ex. Auto, abbigliamento).
Problem solving esteso (Si raccolgono molte informazioni).
COMPORTAMENTO D’ACQUISTO PER RIDURRE LA DISSONANZA : alto coinvolgimento, beni ad alto valore, ad
acquisto saltuario e difficoltoso. Non si presta particolare attenzione alla differenza tra marche e questo
accelera il processo d’acquisto, basato su criteri come la convenienza di prezzo, di tempo, di localizzazione
del punto vendita. Molto importante la fase di post acquisto. Molte volte ci si affida al product placement e
si può rischiare la banalizzazione (soprattutto per la tecnologia).
COMPORTAMENTO D’ACQUISTO ABITUALE: coinvolgimento e differenze di marca sono bassi, la scelta
avviene in funzione della famigliarità del nome o del packaging (problem solving di routine/limitato).
Obiettivo: minimizzazione dei costi di approvvigionamento. Una leva vincente per i prodotti in
Classificazione di Assael delle tipologie di comportamento d'acquisto quest’area è la facile reperibilità (ex.
Distribuzione capillare, visibilità nei punti vendita). Ci illudiamo di conoscere i prodotti.
COMPORTAMENTO D’ACQUISTO VOLTO ALLA RICERCA DELLA VARIETÀ : Prodotti con basso livello di
coinvolgimento, ma con ricca scelta per l'offerta. Infatti, nonostante siano beni semplici, vengono attribuite
differenze significative alle marche e sono numerosi i confronti per ricercare qualcosa di nuovo. Nella
ricerca della varietà si ha la GDO che ha potere nel mettere i prodotti sugli scaffali.
2
È importante notare che tutti questi modelli si riferiscono al fatto che la scelta del consumatore viene
influenzata dal grado di incertezza, quindi dal fatto che il consumatore non abbia conoscenza e arrivano a
proporre suggerimenti su come il consumatore si può comportare. Strettamente connesso al concetto di
incertezza è quello di rischio -> Più l’acquisto e incerto più è alto il livello di rischio percepito. Il rischio può
avere diverse cause: economico; sociale; psicologico; fisico; di performance. I mezzi di riduzione del rischio
percepito sono: scelta di una marca <<raccomandata da altri>>, passaparola; fedeltà di marca;
reputazione di una marca; reputazione di un distributore; prove campioni omaggio; scelta di prodotti di
fascia alta.
Metodo principale per ridurre i rischi è il brand.
Le associazioni di una marca è tutto quello che associamo a un determinato brand. Le associazioni che
diamo a un brand vengono prese dalla nostra memoria. Ci sono diversi tipi di memoria: Memoria
sensoriale, consente giusto il tempo di percepire – memoria a breve termine, consente per esempio di
parlare in modo sensato, quindi è una memoria che ha una durata limitata nel tempo e numero di info
limitato – memoria a lungo termine -> tutti i marketing manager voglio arrivare perché infinita e non
decade mai.
DEF: Le marche sono delle associazioni che si formano nella memoria a lungo termine (es. Louis Viton ->
associazioni al brand: lusso, eleganza etc. LV costruisce il suo valore dalle associazioni che crea nella
mente e in particolare nella memoria a lungo termine del consumatore). Queste associazioni non sono tutte
uguali tra loro: alcuni di queste associazioni sono più forti di altre e alcune di queste sono più vicine di
altre. Il fatto che le mappe abbiano la capacità di formare degli insiemi di concetti da maggiore possibilità
di essere ricordate e di incidere poi sui comportamenti di consumo. Il comportamento di consumo, che è
caratterizzato da un’alta incertezza, che viene risolto in parte dalle marche, maggiore è la forza delle
marche in termini di numero di associazioni presenti, in termini di forza di queste associazioni rispetto alle
altre marche, maggiore è la possibilità che il consumatore all’interno di un processo decisionale pensi a
quel determinato brand.
Ci sono delle modalità attraverso cui si misura la forza delle associazioni. Queste modalità sono i test che
misurano la reazione dei tempi di risposta. Response time methods
WHY il motivo perché i consumatori scelgono il brand. Le associazioni della marca hanno anche
una gerarchia. Esempio di associazioni legati ad un soft drink per le donne: si parte dagli aspetti
fisici per arrivare ai valori.
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Laddering (CATENA MEZZI-FINI) è una tecnica di ricostruzione -> Se chiedo perché - vado su, da concreto
ad astratto, se chiedo come - vado giù
Le marche sono network di associazioni della memoria a lungo termine dei consumatori e hanno una
gerarchia -> ci sono delle associazioni che sono più legate al prodotto e quindi più concrete, e ci sono delle
associazioni più astratte.
Brand building: nella creazioni si può partire dal basso per andare verso l’alto oppure dall’alto e via via
connotare la mia marca di attributi e caratteristiche.
Esempi di prodotti che partono dal basso: private label che partono come dei prodotti senza marca,
nati nel 1976, la seconda fase è il cercare delle specificità: Costano di meno. Da qui si prova di
arricchire di significati proponendo per esempio la filiera qualità oppure inserisco i primi prezzi.
Terzo passaggio che si ha è che la marca si è quasi creata (prodotti bio, senza glutine etc.). Si sale
attribuendo al brand associazioni di tipo astratto.
Esempi di brand che nascono come idee. Per esempio Big Babol, Vivident. Le differenze tra i diversi
prodotti sono poche, big babol è per i giovani, vivident per salutisti etc. Anche i profumi partono da
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