Macroeconomia: studio degli aggregati economici
Microeconomia: studio dell'economia dal punto di vista individuale.
Macroeconomia
Campo di analisi: ambiente economico.
Fa parte del campo dell'economia politica ed esistono diverse scuole metodologiche e di pensiero, ognuna con una visione per questa analisi.
Due teorie principali
I. Teoria dell'economia generale (approccio dominante, ortodosso): teoria neoclassica.
I. Economista Walras.
Si sviluppa dal 1870 (grazie a Walras) e cerca di formulare una teoria generale che abbia come punto fondamentale il concetto di equilibrio e che utilizzi la logica della matematica (linguaggio matematico).
II. Approccio eterodosso (per distinguerlo da quello dominante).
Studia i fenomeni economici individuando leggi economiche generali che abbiano valore in qualsiasi contesto spaziale e temporale: leggi economiche universali.
Economisti principali: Schumpeter, Kalecki e Keynes.
Entrambi gli approcci partono da ipotesi di base volte a definire cos'è l'economia politica, qual è l'ambito che studia e come studia la realtà.
L'economia politica nasce come scienza autonoma a seguito della rivoluzione industriale inglese e della rivoluzione francese; nasce il sistema di produzione capitalistico che influisce sui caratteri dell'economia politica.
L'attività economica non è più naturale, dipendente dalla natura e non dall'uomo; i fattori produttivi diventano le macchine. Con la combinazione di lavoro e macchine si incrementa la produzione economica e si possono produrre beni che in natura non esistono.
L'uomo può intervenire sui vincoli naturali, nasce un'attività autonoma dell'uomo.
Economia politica: studio delle modalità di produzione e delle quantità prodotte.
Il fondatore dell'economia politica, Adam Smith, afferma che grazie alle rivoluzioni tecnologiche l'uomo non dipende più dalla natura: l'uomo è in grado di produrre quanto vuole.
Con la rivoluzione francese inoltre si afferma che ogni essere umano dispone di diritti inviolabili a prescindere dalla propria condizione sociale (rottura del controllo gerarchico per le caste del feudalesimo).
Libertà e uguaglianza tra gli uomini.
Conseguenza economica: l'attività lavorativa diventa libera (abolite le forme di coazione sul lavoro o rapporti di tipo schiavistico), dunque il lavoro deve essere remunerato in termini monetari.
Nasce il moderno scambio tra attività lavorativa e reddito: mercato del lavoro.
Queste sono le basi sulle quali nasce l'economia politica.
Il sistema capitalistico, con il lavoro manifatturiero e le nuove modalità di mercato del lavoro, produce un meccanismo di accumulazione.
Il valore delle merci alla fine del ciclo produttivo è maggiore rispetto al valore utilizzato per produrle (spese per la produzione delle merci).
Come nasce e come si evolve il processo di accumulazione? Su questa domanda si basa l'economia politica.
Economisti principali: Smith, Ricardo, Marx.
Approccio neoclassico
I. Sviluppano delle ipotesi partendo da una determinata cornice giuridico-sociale: sullo sfondo di queste ipotesi viene immaginata una società con uomini liberi, privi di forme di coercizione. L'uomo è libero di agire come crede all'interno di una cornice legislativa che ha fissato alcune regole (teoria liberista).
L'economia politica è studiata attraverso un'analisi microeconomica.
Prima ipotesi
Si studia il comportamento economico dell'individuo, agente economico.
Il centro dell'analisi è l'individuo come agente economico, non viene studiata la collettività.
La società viene definita come esito dei singoli comportamenti degli individui: società atomistica; gli atomi (individui) si combinano formando la materia (società).
Seconda ipotesi
La sfera economica dell'individuo che viene studiata dall'economia politica coincide con lo scambio economico solvibile.
Tre caratteristiche:
- Rivale.
- Scambio che avviene solo se entrambi i contraenti hanno una funzione di utilità.
Lo scambio economico deve essere come minimo uno scambio bilaterale (tra due individui).
A dà qualcosa a B e B dà qualcosa ad A: reciprocità.
L'oggetto di scambio è una merce.
Scambio tra una merce e il suo corrispettivo in valore (prezzo): scambio monetario.
L'economia politica non studia scambi unilaterali.
Lo scambio economico non dura nel tempo: è solvibile, si esaurisce nel momento stesso in cui avviene (quando si compra qualcosa, al momento del pagamento, la merce viene subito acquistata e lo scambio si conclude).
Lo scambio inoltre deve essere rivale: esclusività d'uso; si paga il prezzo della merce per comprare il diritto di proprietà su quella stessa merce.
Uno scambio economico libero può avvenire solo se la struttura giuridica presuppone il diritto di proprietà privata.
Non tutti i beni economici sono rivali; su alcuni non è possibile stabilire un diritto di proprietà privata, come ad esempio la luce dei lampioni sulla strada. Posso aver pagato le tasse per quella luce, ma non possiedo l'esclusività d'uso.
Beni pubblici: giustizia, sanità, istruzione, che anch'essi non sono rivali, come ad esempio l'aria.
Esistono poi beni liberi, che sono per tutti. Sono talmente abbondanti da non avere bisogno di instaurare un'esclusività d'uso: si accede a questi beni in modo gratuito, senza pagarne il prezzo.
I beni pubblici e quelli liberi non sono oggetto di analisi della microeconomia.
Terza ipotesi
L'esito dello scambio deve aumentare la funzione di utilità di entrambi i contraenti. Alla base degli scambi tra esseri umani vi è il comportamento razionale: gli agenti economici si differenziano uno dall'altro perché hanno preferenze e gusti diversi.
Comportamento razionale alla base dello scambio: l'uomo è portato a massimizzare la funzione di utilità, che però viene limitata dal fatto che esso è sottoposto a vincoli di bilancio, di risorse; ad esempio può non disporre del denaro sufficiente per acquistare il bene che potrebbe renderlo felice o servirgli.
Il consumatore dunque da un lato è limitato da un vincolo di bilancio; dal lato dell'offerta si tratta di un vincolo di natura tecnologica: si possono produrre solo merci tecnologicamente possibili.
Nella costruzione della curva di domanda e offerta il prezzo viene definito dal punto di incontro tra domanda e offerta: prezzo d'equilibrio (valore della merce).
Il prezzo dipende dalla scarsità o dall'abbondanza della merce.
3/11/16
Economia politica: disciplina che studia l'allocazione individuale ottimale di risorse scarse date a priori.
I numeri si riferiscono alle ipotesi:
- Tra individui.
- Scambio.
- Frutto del principio di razionalità massimizzata: gli individui compiono scambi per massimizzare la funzione di utilità.
- Le risorse derivano dalla terra e dalla capacità lavorativa umana.
- In funzione del livello domanda-offerta. Le risorse sono per definizione scarse nel mondo.
L'economia studia anche come i beni vengono distribuiti tra fini alternativi in base alle scelte economiche.
Conseguenze della prima definizione
1) Tutto ciò che ha a che fare con la sfera economica è riducibile ad uno scambio. La moneta e la tecnologia sono neutrali (servono solo per facilitare gli scambi economici), dunque l'economia politica studia un'economia reale: beni/servizi tangibili, tridimensionali, economia di scambio.
L'attività di produzione è diversa dall'attività di scambio: si può scambiare solo ciò che è stato prodotto o ciò che è stato venduto ma non ancora prodotto.
Ma la scelta ottimale di produzione può essere esito dell'attività di scambio: acquisto dei materiali per la produzione, assunzione dei lavoratori.
L'attività di produzione può essere esito dell'attività di scambio.
2) Gli agenti economici da un lato sono diversi perché hanno diversi gusti, ma dall'altro sono uguali perché agiscono secondo la stessa logica razionale (massimizzare il livello di utilità) e inoltre chi partecipa ad attività di scambio parte da un pari livello di opportunità.
Ideale tipo di società.
È ovvio poi che non tutti hanno la stessa libertà di scelta perché essa dipende dalle possibilità economiche, ma alla base tutti dovrebbero averla.
Due condizioni necessarie per la realizzazione della società economica ideale:
- Esseri umani dotati di razionalità strumentale massimizzata.
- Presenza di una flessibilità di prezzi, così che la legge della domanda e dell'offerta funzioni.
Tutti i beni rivali e solvibili dovrebbero essere sottoposti alla legge di mercato per raggiungere l'equilibrio ottimale (ad esempio le tariffe imposte dallo Stato non sono flessibili).
È vero che gli esseri umani, supponendo che esista una condizione giuridica che permetta loro una libertà di scelta, si trovano alla stessa condizione di partenza durante gli scambi?
Il produttore e il consumatore hanno pari possibilità di scelta rispetto a quanto produrre e consumare. Ma, mentre il produttore può scegliere di non produrre, il consumatore non può scegliere di non consumare, sennò muore (deve acquistare beni per poter vivere): la scelta del consumatore di lavorare è una scelta obbligata, ma libera.
Non c'è pari opportunità di scelta.
3) Se tutti gli individui agiscono secondo la stessa logica razionale allora per studiare come avviene lo scambio basta studiare un solo produttore o un solo consumatore, dato che possiedono tutti la stessa logica comportamentale: logica razionale.
Individuazione di un agente economico rappresentativo.
Con la sommatoria dei produttori si ottiene l'offerta aggregata della società.
Con la sommatoria dei consumatori si ottiene la domanda aggregata della società.
Approccio eterodosso
II. Si basa su alcuni postulati.
1) Qual è la razionalità che sta alla base delle scelte economiche
Teoria del comportamento economico: le scelte economiche vengono fatte in una condizione di incertezza.
Informazione imperfetta: gli individui non possiedono tutte le informazioni per fare una scelta di tipo ottimale. La scelta si distribuisce tra gli individui in modo asimmetrico: chi ha più informazioni, chi meno.
La razionalità massimizzata non è possibile e viene dunque sostituita con una razionalità procedurale: le scelte economiche dell'individuo si basano sulle esperienze accumulate rispetto alle scelte del passato.
La razionalità procedurale definisce procedure comportamentali efficaci sulla base delle esperienze del passato, inoltre se il comportamento adottato è soddisfacente si continua a seguirlo.
2) La storia passata conta
Non è possibile una teoria economica indipendente rispetto al contesto storico: l'economia non può formulare leggi assolute.
Le caratteristiche rilevanti di un periodo storico sono quelle del presente e dell'imminente futuro.
3) Individuazione delle funzioni economiche e dei gruppi socialmente rilevanti
8/11/16
Aspetti di contabilità nazionale, variabili che studiano la situazione economica.
PIL: Prodotto Interno Lordo, valore di mercato dei beni e dei servizi finali prodotti dalla forza lavoro e dagli altri fattori produttivi (ad esempio materie prime) forniti dai cittadini residenti, nel territorio preso in considerazione.
- Il PIL è un valore: insieme di beni e servizi espressi in valore monetario. Quantità × prezzo = valore.
- Mercato: luogo dove beni e servizi vengono scambiati economicamente, scambi solvibili.
- Finali: che trovano uno sbocco di realizzazione, che vengono scambiati economicamente.
Con il PIL si considerano normalmente solo le attività legali, perché anche la prostituzione e il traffico di droga producono PIL.
Istat: ufficio italiano adibito al calcolo del PIL.
Il PIL è un calcolo di stima. Si ha un calcolo reale quando si fanno censimenti decennali.
PIL: totale della ricchezza prodotta da un paese in un dato intervallo di tempo, solitamente un anno. È il valore delle merci e dei servizi prodotti.
Per produrre servono macchine che saranno soggette ad usura, perdono valore: ammortamento, costo di utilizzo delle macchine.
Le macchine sono il capitale fisso, consumo del capitale fisso.
Per calcolare il PIL si dovrebbe sottrarre l'ammortamento delle macchine, ottenendo così il prodotto nazionale netto. A quest'ultimo si sottraggono le imposte indirette, ottenendo così il reddito nazionale (Y).
Dato che PIL = quantità × prezzo finale, sul prezzo grava l'IVA, che aumenta il prezzo e di conseguenza anche il valore del PIL: si deve togliere l'imposta sul valore aggiunto.
PIL − ammortamento capitale fisso − imposte indirette = reddito nazionale (Y).
Il PIL è efficace per calcolare la ricchezza nazionale, ma non tiene conto dei possibili effetti collaterali negativi, ad esempio disboscamento, inquinamento, ecc., o di effetti esterni.
È un indicatore solo parziale, è una misura puramente quantitativa: ad esempio quando un terremoto fa crescere il PIL grazie alla costruzione di nuovi edifici, non tiene però conto dei danni ambientali e alle persone.
Il calcolo del reddito
Il calcolo del reddito può essere analizzato da due lati:
- Dal lato della distribuzione, come viene distribuito il PIL.
- Dal lato della produzione, variabili che consentono la produzione del PIL.
1. Come viene distribuita la ricchezza del PIL? Il PIL viene distribuito ai residenti del paese e al resto del mondo. Calcolare come si distribuisce il PIL, sommare le variabili distributive e si ottiene il PIL.
2. Calcolare il valore dei fattori produttivi di PIL e analizzare poi come si distribuiscono.
Il valore del PIL dal lato della distribuzione deve essere più o meno simile al valore dal lato della produzione: se la differenza è poca allora la stima è attendibile.
Variabili economiche che intervengono quando il PIL si distribuisce e si produce.
La ricchezza va ai fattori produttivi, o a chi li detiene.
Sono tre:
- Lavoro.
- Capitale.
- Terra.
La ricchezza è data dal reddito, il quale può essere di tre tipi, è composta da tre variabili:
A) Totale dei redditi derivanti dall'attività lavorativa.
B) Totale dei redditi derivanti dalla gestione di un'impresa.
C) Totale dei redditi derivanti dai diritti di proprietà.
Ricchezza prodotta e generata.
A è il salario.
B: si deve distinguere tra profitto e remunerazione del lavoro imprenditoriale.
Reddito extra, reddito da lavoro: va oltre il reddito del lavoro. Deriva dalla proprietà dell'impresa.
C: si deve distinguere tra interessi e rendita.
Interessi: deriva da attività finanziarie.
Rendita: deriva dalla proprietà.
Tutte e tre le variabili hanno alla base il diritto di proprietà:
- Proprietà personale: lavoro.
- Proprietà di un'azienda.
- Proprietà vera e propria.
16/11/16
Contabilità nazionale
Equazione fondamentale della macroeconomia: Y = C + I + G + X − M.
Y: Reddito nazionale (PIL).
C: Consumo.
I: Investimento.
G: Spesa pubblica (consumi + investimenti + retribuzioni).
X: Esportazioni.
M: Importazioni.
Saldo di tutte le relazioni commerciali e monetarie che avvengono tra un paese e il resto del mondo.
Vincolo della bilancia dei pagamenti.
Saldo della bilancia dei pagamenti: X − Z + M, dove X sono le esportazioni, Z sono le importazioni e M è il saldo movimenti capitale.
La bilancia dei pagamenti è in equilibrio quando il saldo complessivo è pari a 0: BP = 0.
La differenza tra X e Z definisce il conto delle partite correnti: (X − Z).
FOB: il valore dei beni importati ed esportati è chiamato flusso import-export contabilizzato alle dogane.
Quando la bilancia dei pagamenti è diversa da 0, non in equilibrio, può essere:
- Positiva: avanzo, BP > 0.
- Negativa: disavanzo (deficit).
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
-
Microeconomia - appunti
-
Appunti lezione Macroeconomia
-
Microeconomia e Macroeconomia - Appunti
-
Macroeconomia - Appunti