Capitolo 3: Modello della comunicazione audio-verbale
Analisi fonetica e IPA
Per sottoporre un messaggio linguistico ad un'analisi fonetica → rappresentazione delle unità sonore elementari. Per verificare le corrispondenze che si instaurano tra i diversi alfabeti (o stesso alfabeto usato da più lingue) → IPA-modello di Jakobson → comunicazione linguistica = scambio di info tra due individui appartenenti ad un stesso universo reale o concettuale.
Elementi della comunicazione
Referenti: elementi presenti nel contesto in cui si svolge la comunicazione. Messaggio: passaggio di info che transitano su un canale. Sorgente: dà inizio alla comunicazione. Destinatario: individuo ricevente - perché la comunicazione riesca è necessario che l'informazione contenuta nel messaggio sia codificata e decodificata secondo un codice condiviso dai due interlocutori.
Processo di comunicazione
- L'emittente manda un messaggio fatto di unità elementari associate a proprietà semantiche e suddivisibili in unità elementari sonore e il risultato dovrebbe essere la generazione di un significato (rappresentazione astratta).
- Produzione di unità elementari di tipo fonologico e la conversione avviene attingendo all'inventario e alle regole fonologiche.
- Il risultato è una stringa di fonemi che definiscono i morfemi individuati dalla prima articolazione del significante.
- Ultima conversione: operata da un processore fonetico, questa rappresentazione viene affidata ad un canale. Il continuum sonoro prodotto è condizionato da una serie di fattori psicologici e fisiologici specifici e risente dei vincoli dell'apparato fono-articolatorio del parlante.
Il messaggio così strutturato transita sul canale e giunge al destinatario, che disponendo dei codici necessario rigenera una rappresentazione fonologica e morfologica e ricostruisce il significato.
Punti di vista della fonetica e della fonologia
Fonetica: si occupa di studiare la struttura sonora del messaggio e il fondamento generale delle condizioni in cui avvengono la sua codifica, la sua trasmissione e la sua decodifica.
- Fonetica articolatoria: studia le produzioni linguistiche di un parlante al momento della loro codifica finale.
- Fonetica acustica: capta i segnali sonori che veicolano il messaggio nel corso del suo passaggio sul canale analizzandolo dal punto di vista della struttura fisica.
- Fonetica uditiva o percettiva: si pone dal punto di vista della ricezione da parte dell'ascoltatore e della prima codifica generale.
Fonologia: si occupa della categorizzazione delle unità sonore da parte del ricevente e del loro uso funzionale da parte dei parlanti di una lingua, all'aumentare del grado di astrattezza delle riflessioni che si fanno e delle semplificazioni sul piano della precisione di rappresentazione.
Descrizione del sistema sonoro di una lingua
Il sistema fonologico di una lingua può essere visto come un insieme di fonemi, la cui importanza è legata al loro distinto statuto e alla loro funzione caratteristica.
- Tassofoni: varianti combinatorie che si contrappongono a quelle libere. Cambiano in base a ciò che le circonda (ancora-andare/ il fonema 'n' non è lo stesso nelle due parole).
- Allofoni: varianti di uno stesso fonema dette libere (ogni parlante decide come utilizzarle es. dzucchero o tsucchero).
- Xenofoni: suoni che non appartengono al sistema sonoro patrimoniale di una lingua, ma che vi appaiono saltuariamente nella pronuncia di parole straniere introdotte nell'uso comune.
Inventario sonoro dell'italiano
Il sistema vocalico è soggetto a: riduzione di timbri distintivi in assenza di accento, formazione di dittonghi ascendenti, diffusione di contrasti tra dittonghi e iati. Il sistema consonantico presenta alcuni tassofoni e assimilazioni di sonorità che interessa l'alternarsi di [s] e [z] davanti a consonante. Sono poi diffusi i nessi di tipo /C(L/J)/ (con C=p,t,k,b,d,g,f,v,s; L=r,l; J=j,w); oppure nessi risultanti dalla formazione di parole composte /lr/ malridotto o /pn/ apnea. Sono presenti anche nessi di complessi in finale /rt/ sport. Non avendo l'italiano molte parole terminanti con consonanti ha adatto i prestiti stranieri con quest caratteristiche ristrutturandoli con l'aggiunta di una vocale finale (fiordo, rublo..). Nell'inventario sonoro dell'italiano è importante la distintività dell'accento lessicale, un accento di durata correlato a specifici profili di intensità e altezza. In italiano l'accento primario si trova nella maggior parte dei casi sulla penultima sillaba.
Fonosintassi
Cogeminazione (RF): è la manifestazione regolare di una geminazione post-lessicale, a confine tra due parole. (io e te → latino et). Lo standard prevede che il RF avvenga per 4 categorie di parole:
- Parole funzionali monosillabiche (a, da, su, tra, fra..).
- Forme monosillabiche forti (nom, agg, verb-me, te, se, chi...).
- Alcuni polisillabi parossitoni (qualche, come, dove).
- Tutti i polisillabi ossitoni (perché, poiché, chissà..).
Incontri vocalici: dialefe, sinalefe, crasi, elisione (pag.68).
Organizzazione sovrasegmentale
Fenomeni sovrasegmentali: stabiliscono le regole con cui da un flusso continuo di suoni sia possibile recuperare le informazioni sull'inizio e/o fine delle unità concatenate, siano esse prosodiche o con proprietà semantico-lessicali. La presenza nel messaggio di questi segnali facilita e rende meno ambigua la decodifica. I parametri fisici usati a tal fine sono durata, altezza, intensità e timbro. C'è una distinzione tra:
- Prominenza locale (accento più o meno esteso e più o meno involontario).
- Accento vero e proprio (funzionale e strutturale).
La prominenza può interessare una o più sillabe messe in rilievo più o meno involontariamente (più controllato quando realizza un enfasi o un contrasto; meno controllato quando si manifesta come riflesso di un altro fenomeno prosodico → tratto culminativo. L'accento è un fenomeno associato agli stessi correlati fisici di durata, movimento melodico, variazione di intensità e/o qualità ed è un evento controllato linguisticamente che contraddistingue una sillaba rispetto alle altre unità di riferimento.
Intonazione
Un primo fenomeno sovrasegmentale dotato di funzione distintiva in italiano (lingua ad accento libero) è quello dell'accento lessicale, una prominenza che collocata in una determinata posizione contribuisce a distinguere una stessa sequenza di suoni da altre identiche sul piano segmentale ma con significati diversi (àncora- ancòra). Una conseguenza della posizione dell'accento si manifesta sulla durata delle sillabe salienti che diventano in generale più lunghe rispetto a quelle non accentate.
Ossitoni: parole con accento sull'ultima sillaba (portò, tronche). Parossitoni: con accento sulla penultima (porto, piane). Proparossitoni: accento sulla terzultima (portano, sdrucciole).
L'italiano è una lingua ad accento mobile (veloce-velocità). Gli accenti hanno anche una funzione demarcativa che contribuisce alla segnalazione delle info relative alle giunture. In alcune lingue ad accento fisso una sillaba viene contrassegnata melodicamente per indicare l'inizio delle unità lessicali da ricercare nella catena fonica. Le sequenze di accenti definiscono il ritmo e condizionano l'intonazione. Quest'organizzazione melodica è molto più indipendente dall'intonazione nelle lingue tonali, in cui sono presenti toni o accenti tonali lessicali (livelli di altezza vincolati alla struttura fonologica della parola).
Intonazione: è un fenomeno prosodico mediante il quale le variazioni di altezza melodica presenti in un enunciato permettono di decodificare informazioni grammaticali sulla struttura. Nelle lingue non tonali anche in assenza di vincoli tonali locali è possibile che movimenti melodici siano usati in associazione a particolari schemi di strutturazione, per rispondere a proprietà semantiche generali e a necessità di costruzione sintattica, e di organizzazione informativa.
In italiano la modalità delle frasi è affidata all'intonazione:
- Intonazione assertiva: l'inquisitore percepisce una risposta alla sua domanda.
- Intonazione interrogativa: forte carica interrogativa associata a un evidente profilo melodico finale.
In italiano le domande possono classificarsi anche a seconda che si richieda un'informazione nuova (particelle interrogative: che, cosa, quando...?) → domande k; o una già disponibile, si chiede quindi di confermarla o negarla → domande si/no. Domande-coda: domande si/no la cui intonazione viene abbandonata in favore di un andamento discendente di tipo più assertivo e ripresa in fondo con l'aggiunta di una nuova clausola realmente interrogativa e talvolta costituita da un solo elemento lessicale (no? Vero?).
Domande alternative, intonazione esclamativa (!), sospensiva (…), continuativa (maggiore o minore), intonazione di eco: riguarda una clausola aggiuntiva che riprende all'incirca il profilo di una clausola precedente interrogativa totale reproduendo su un livello sostenuto (l'hai preso tu il giornale, Gianni?).
Intonazione di parentesi: può manifestarsi su clausole di commento o d'inciso (Gianni, che è uscito presto stamattina, ha preso il giornale → la clausola relativa descrittiva è intonata su un registro più grave rispetto al resto della frase).
Focalizzazione intonativa: attraverso questa, una stessa sequenza sintagmatica può presentare alcune parti messe in evidenza per rispondere a esigenze linguistiche diverse, di rilievo informativo o contrastivo del messaggio. Focalizzazione informativa e contrastiva vedi pag. 83.
Fonetica articolatoria
La produzione dei messaggi linguistici avviene attraverso un processo fono-articolatorio controllato da attività cerebrali e si innesta sulla respirazione. L'intercettazione dell'aria in transito nella laringe permette la fonazione, cioè la generazione della voce. L'aria sarà successivamente soggetta alla vibrazione delle corde vocali. L'ultima tappa del processo di generazione di suoni viene svolta dalle cavità orali e nasali che modificano le caratteristiche del flusso d'aria controllato dalla laringe mediante l'articolazione, la creazione di diverse configurazioni articolatorie che prod...
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