Letteratura inglese
Professoressa Enrica Villari
Università Ca’ Foscari Venezia
Anno accademico 2016-2017
Le ragioni dell’immaginazione e le regioni della realtà
Jane Austen, il romanticismo e la cultura del romanzo romantico
Lezione 1: 13/09/2016
Bridget Jones è uno dei tantissimi e più di successo adattamenti di Pride and Prejudice. I temi trattati sono gli stessi e le caratteristiche dei protagonisti sono reimmaginati in termini moderni con assoluta fedeltà.
Emma è un romanzo popolare, molto famoso per una caratteristica un po’ misteriosa. La protagonista è piuttosto eccentrica se paragonata a Elizabeth Bennet che è una figura femminile ribelle, un po’ maschile che si ribella alle regole un po’ rigide della società. Se Elizabeth è un personaggio chiaro da intendere e che mira all’indipendenza, emancipazione, autoaffermazione e che non si fa comandare, Emma è personaggio misterioso perché ha una mania bizzarra, quella di combinare matrimoni. Emma è una match maker, una combinatrice di matrimoni.
Emma non solo è una match maker, un personaggio misterioso, ma è una match maker che combina un sacco di guai poiché quello che Emma combina nella sua immaginazione, quello che immagina, raramente corrisponde alla realtà. Tra l’immaginazione di Emma e la realtà non c’è corrispondenza. Emma immagina e costruisce, è una imagist, vive della sua immaginazione e sovrappone la sua immaginazione alla realtà commettendo una serie di errori.
Questo tema è legato anche al Romanticismo che è quell’epoca della storia e della cultura d’Europa che fu da reazione alla cultura dei lumi, al razionalismo illuminista. Il Romanticismo è l’epoca dello scatenamento dell’immaginazione poetica. Quello che accomuna Emma al Romanticismo e che molti individuano come l’inizio dell’età moderna è la predominanza delle ragioni dell’immaginazione sulle ragioni del riconoscimento della realtà. Oltre che per ragioni storiche, il tema di Emma, la tendenza ad immaginare, è un tratto caratteristico della gioventù ma man mano che dalla gioventù si entra nell’età adulta si iniziano a fare delle scelte. L’immaginazione è il regno del possibile, si possono realizzare le cose più diverse; entrare nella realtà significa abbandonare le possibilità dell’immaginazione.
Tra i romanzi romantici il genere predominante è il romanzo di formazione, genere che narra come un giovane, attraverso una serie di esperienze, arrivi alla sua maturità. Il modello di romanzo di formazione è il Wilhelmeister di Goethe in cui un giovane sperimenta diverse possibilità per arrivare alla fine del romanzo alla scelta delle sua identità che chiude il cerchio delle possibilità offerte dalla giovinezza.
Il critico Franco Moretti ha scritto una serie di libri di cui uno “Il romanzo di formazione”. In questo libro, molto importante per la critica su Jane Austen, dice che tutti i suoi romanzi, che apparentemente sono storie private, scelte amorose, disavventure, sono romanzi di formazione perché sono la storia di come possibili scelte matrimoniali corrispondano a particolari scelte culturali e sociali. L’ingresso nella vita adulta significa decidere di essere qualcuno. Elizabeth Bennet e l’affermazione della sua indipendenza è l’affermazione della società borghese contro l’alta classe aristocratica. La scelta di Elizabeth e Darcy è una sorta di matrimonio ideale tra il meglio della cultura della nuova e vecchia Inghilterra. Franco Moretti sostiene che dietro queste avventure di scelte matrimoniali la struttura portante del romanzo di Jane Austen sia il romanzo di formazione.
Nell’immaginazione di Emma tutti gli accoppiamenti sono possibili, fino al momento in cui ci sarà una scelta unica, lei stessa si renderà protagonista di un match making. Una delle caratteristiche universali di Emma come personaggio è il suo essere irresistibile. I personaggi flat sono libreschi mentre i round character sono quelli che assomigliano agli esseri umani, a tutto tondo. I personaggi di Jane Austen sono round character.
Il match making è un’attività tipicamente femminile perché è legato alla riproduzione, un accoppiamento che ha a che fare con il proseguimento della vita. In genere le match maker sono signore dolci e vecchie che non si sono sposate e che vivono nell’immaginazione della felicità degli altri.
Il tema di Emma è insieme storico legato all’ epoca romantica e legato al motivo del romanzo di formazione di un giovane la cui immaginazione si deve restringere e ha dei caratteri di universalità che vanno oltre le altre epoche.
Emma è un personaggio kind, ha un cuore tenero, ha una straordinaria capacità di ammettere i suoi errori (I was wrong) che è fondamentale in un processo in cui bisogna formare la propria identità attraverso le proprie esperienze ed errori. Se dai propri errori si riesce ad imparare questi diventano fertili.
Il fatto che Emma immagini tanto è il segno della sua eccellenza, è un valore, però è nello stesso tempo una fonte di corruzione della sua formazione. L’eccesso d’immaginazione porta Emma a commettere errori e a fare delle ipotesi sbagliate. Se l’eccesso di immaginazione non viene tenuto sotto controllo può diventare una fonte di corruzione della persona. Jane Austen affronta criticamente un tema cruciale dell’epoca romantica, fino a che punto l’immaginazione è un bene.
Legame tra Emma e Robinson Crusoe
È una metafora un po’ ardita ma molto importante. Robinson Crusoe è il primo romanzo settecentesco. L’isola di Robinson diventa l’isola dell’immaginazione di Emma. Il genere del romanzo è il genere dominante della modernità ed è anche il genere che ha molte caratteristiche tipiche dell’età moderna.
La storia di Robinson è uscita fuori dal romanzo che la contiene. Alla fine del Settecento arriva Jane Austen che combina tutte le invenzioni che erano state proprie dei romanzieri del Settecento e inaugura una nuova stagione del romanzo. Emma è un romanzo che viene un secolo dopo Robinson Crusoe ed eredita il grande sapere della tradizione del Settecento ed inaugura la stagione del romanzo dell’Ottocento.
All’inizio dell’Ottocento vi sono due grandi romanzieri in Inghilterra, il maschio è Walter Scott e scrive il romanzo storico mentre la donna, Jane Austen, scrive il romanzo di costume e cultura. In Inghilterra durante l’epoca del Romanticismo, l’epoca dei grandi geni della poesia romantica, questi sono romanzieri contemporanei a Wordsworth, Coleridge e Byron.
Questo paragone, tratto comune tra Emma e Robinson, da un punto di vista tematico non è importante perché i due romanzi sono talmente diversi che questo aspetto comune è irrilevante ma è importante per definire la caratteristica del genere novel. L’isola di Robinson è diventata l’isola dell’immaginazione di Emma. Robinson sull’isola deserta passa talmente tanti anni solo che non deve mai fare i conti con nessun altro. Robinson si abitua ad esser il signore assoluto e totale della scena, non deve fare i conti con nessun altro.
Da un lato si compiace di raccontare di dover solo dominare la natura, suo unico nemico mentre per il resto non ha un interlocutore da tener in considerazione tanto è che quando salva la vita ad un naufrago nero deciderà di chiamarlo Venerdì, non curandosi di chiedergli il suo nome. Il suo punto di vista è quello dominante tanto che ha deciso di chiamarlo Friday.
Emma invece inaugura il suo match making stabilendo che Harriet Smith debba sposarsi con il Signor Elton non tenendo conto del fatto che Hariett abbia già un fidanzamento in corso. Emma abita in una piccola società con un certo numero di personaggi importanti, ben identificati. Ve ne è uno che oppone il suo modo di vedere a quello di Emma che con la sua immaginazione viaggia senza tener conto degli altri. La sua immaginazione è anch’essa un’isola perché quando immagina Emma è sola, isolata. È solo quando viene a patti con la vita che rompe la sfera della sua immaginazione.
La storia di Emma è la storia di una donna, giovane, bella e ricca, nata in condizione prospera, che non ha granché da fare. Vive con il padre, la madre è morta quando era giovane. La sorella Isabella vive a Londra con il marito e i figli. Tutto si svolge nel villaggio di Highbury.
Emma e Robinson dominano il mondo senza fare i conti con il mondo stesso perché Robinson l’ha perso quando è naufragato nell’isola mentre Emma ignora la realtà del mondo e se ne crea uno suo. Entrambi i romanzi sono caratterizzati dall’uguale importanza data all’io fortemente individualizzato (motivo per cui molti romanzi portano il nome del protagonista) e dal mondo.
Il romanzo è un genere non meno importante di quanto lo sia il genere poetico in cui vi è solo l’io e non il mondo. Il tema dell’immaginazione ai danni della realtà, la prevaricazione dell’io ai danni della realtà è possibile incontrarlo solo nel genere del romanzo. Non c’è romanzo che non sia bilanciato tra questi due poli portanti del genere romanzo. Questa è una delle regole, costanti formali del romanzo, senza di questo non si dà il romanzo. La compresenza tra io e mondo è una delle caratteristiche fondanti.
Cos’è un genere letterario?
Poesia, epica e teatro. Il linguaggio del teatro è quello della poesia ma ha codificazioni diverse. La poesia e il teatro sono generi che esistono da sempre. Se paragoniamo l’Ottocento inglese ed europeo con la letteratura britannica Early Modern di epoca elisabettiana vediamo che il teatro aveva una centralità che non ha più avuto come in tale epoca. Nell’epoca elisabettiana le tragedie venivano guardate non solo dalla regina ma dai frequentatori delle taverne per cui tutti godevano di questo fenomeno di arte popolare che era il teatro. Anche i romanzi dell’Ottocento erano voluti dai non-specialisti ed erano per cui fruibili a vari livelli.
Un genere letterario è fatto da una serie di regole. La caratteristica della poesia è che può essere narrativa o lirica, può contenere un racconto o semplicemente una riflessione di un io lirico non identificato. L’epica è un poema narrativo in versi, in genere è un racconto di formazione. L’Iliade racconta di come da una guerra tra due grandi civiltà nasca la cultura greca più moderna. L’epica è un racconto di una storia di una nazione e i protagonisti dell’epica sono personaggi non come Emma, perché sono determinanti nel corso della storia nazionale. Dal combattimento mortale di Ettore e Achille verrà determinata la vittoria di una parte sull’altra e la storia delle loro nazioni.
Il teatro è definito dalle regole di unità di luogo, tempo e azione. L’azione deve durare 24h e vi dev’essere unità d’azione e di luogo, non ci può essere una doppia trama come in Anna Karenina. L’epoca elisabettiana compie una rottura in queste regole, Shakespeare le infrange ed inventa un nuovo genere, la tragicommedia. La commedia trattava argomenti non tragici legati a personaggi bassi. Shakespeare inventa un genere nuovo.
Il sonetto è un sottogenere della poesia caratterizzato da regole ferree e fisse. Il sonetto è un ottimo esempio della fissità e di quanto ogni singola variazione possa essere significativa. Il sottogenere fu inventato in Italia dai poeti del tardo medioevo. È fatto di 14 versi in rima (baciata o alternata) divisi in due quartine e due terzine. Il sonetto tuttora è ancora vivo come forma letteraria. Esiste però una variazione della forma. Il canzoniere di Shakespeare mostra quanto una variazione della forma possa favorire un certo tipo di componimento poetico. L’innovazione della forma sta nell’essere costituita da tre quartine e una rhyming couplet finale. I sonetti di Shakespeare si chiudono con un distico finale di due versi in rima baciata. Questa innovazione che Shakespeare fa diventare canonica dà al sonetto una struttura logico-argomentativa, nel senso che nei sonetti vi è un andamento per suggestione di rime e quartine e una conclusione.
Lezione 2: 20/09/2016
La rottura di questa regola, variazione nella forma esterna (14 versi formati da due terzine e due quartine), è nata per permettere al sonetto di avere una struttura argomentativa. I generi letterari sono fatti di forme. Un genere letterario ad esempio è la poesia. Sono forme, i generi o sottogeneri letterari, che ritagliano un contenuto. Ci sono forme più o meno adatte a ritagliare un contenuto. Le forme hanno un rapporto necessario con le cose che raccontano.
L’epica, la poesia e il teatro erano generi letterari dell’antichità greca e latina. Se guardiamo il periodo Early Modern, il periodo Elisabettiano vediamo che il teatro occupa uno spazio enorme, lo spazio dell’epica si restringe, non si notano più poemi quali l’Iliade o l’Odissea ma i poemi cavallereschi. Il teatro sta diventando molto più importante come genere letterario. La poesia è poesia rappresentata, poesia narrativa, i sonetti (canzoniere Shakespeare). Vi sono state delle mutazioni rispetto all’antichità classica.
Il teatro shakespeariano modifica le regole teatrali, innova moltissimo, può non rispettare le unità di tempo, luogo e azione. Il teatro shakespeariano inventa nuovi sottogeneri, mescola la commedia e la tragedia perché la vita non separa il tragico dal comico; il comico e il tragico possono coesistere donde l’invenzione di Shakespeare della tragicommedia o le dark commedies in cui temi importanti sono uniti a temi più bassi. Negli interludi intervengono i servi subito dopo un evento tragico (vedi Macbeth dopo l’uccisione del re). Col passare del tempo i generi letterari hanno una loro elasticità, è vero che ci sono le convenzioni ma queste possono lievemente mutare per adattarsi a nuove esigenze di racconto.
Shakespeare voleva raccontare che la commedia e la tragedia non si presentavano separate, c’è un tentativo del teatro shakespeariano di essere più realistico, andare più close, vicino, vi è una minore distanza tra letteratura e reale. La nascita del romanzo non è un aggiustamento di vecchi generi che si adatta più o meno bene a rappresentare varie cose ma è un evento che corrisponde in un certo senso alla scomparsa dell’epica (Paradise Lost, è epica della storia di fondazione del cristianesimo che racconta la storia fondativa di una nazione). Milton era un puritano e Paradise Lost è il racconto di fondazione epica della cultura puritana. Il vero eroe del Paradise Lost è Satana.
I generi letterari sono flessibili e l’epica non scompare completamente. Il posto dell’epica è stato preso ampiamente dal romanzo e si capisce il passaggio del testimone perché l’epica racconta la storia eroica dei poemi eroici mentre il romanzo racconta storie non eroiche del quotidiano, racconta la cultura del mondo moderno. Il romanzo è un genere che non è sempre esistito, sì esisteva il romanzo picaresco o satirico ma erano forme diverse da quello che in inglese è il novel. Novel è un genere completamente nuovo, nato coevo al mondo moderno, che è il mondo moderno sull’onda della rivoluzione industriale dell’Ottocento, un mondo che cambia faccia geografica. Luoghi che erano stati piccoli centri urbani diventano spazi ampi e le campagne si restringono ma cambia anche la visione dell’individuo.
Citazione 1
La nascita del romanzo è un fenomeno europeo e mondiale ma se mettiamo il focus sull’Inghilterra vediamo che nasce all’inizio del Settecento dopo il secolo Seicento della Rivoluzione inglese, esperimento del Commonwealth e alla fine del Seicento questa nuova forma costituzionale che è la monarchia costituzionale. È una direzione della storia che va contro il potere assoluto del re. All’inizio del Settecento quando con la fine dell’era delle Rivoluzioni inglesi e l’inizio dell’epoca pacifica che inaugura la storia della monarchia costituzionale, nasce il novel. La nascita e il trionfo del novel non fu un aggiustamento tra innovazione e rispetto delle convenzioni formali, ma è una vera e propria rivoluzione.
L’autore della citazione è Giacomo De Benedetti, critico letterario italiano, studioso del genere romanzo. De Benedetti dice che una delle grandi opere dell’Alfieri è la sua vita e il modo in cui Alfieri scrive poesia è cambiato perché nel frattempo è nato il romanzo che ha anche cambiato il modo in cui si scrive poesia. Il nuovo genere è nato per l’esigenza di guardare in modo differente al mondo. Repubblica delle lettere: De Benedetti fa un parallelo tra storia della letteratura e storia. Con la fine dell’Ancien Regime e la nascita del mondo moderno si è democratizzato anche il mondo della letteratura oltre a quello sociale. L’avvenimento è il romanzo che è un nuovo metodo di esplorazione dell’uomo.
De Benedetti dice che il romanzo è un nuovo modo che l’uomo ha di guardare alla propria psicologia e al modo con cui guarda il mondo e che questo modo ha a che fare con il fatto che gli uomini non dialogano più con Dio o con la propria coscienza. Uno dei luoghi comuni della modernità latina sono le confessioni di Sant’Agostino dove il modello di confessione a Dio si mescola con il modello della confessione personale e autobiografica.
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