Immagini e società - II semestre
Esame
- Scritto (domande aperte)
- Orale (non integrativo)
Lezione introduttiva
La pandemia ha comportato un cambiamento dei comportamenti di tutti: come animali in cattività abbiamo radicalmente cambiato i nostri modi di fare.
Immagini e società si occupa di osservare la società attraverso:
- Produzione di immagini
- Approcci relazionali diversi (media)
Bisogna sviluppare un pensiero critico nei confronti della realtà:
- Acquisire consapevolezza sul rapporto e sulle differenze tra conoscenze scientifiche, immaginario e credenze del senso comune
- Analizzare come la realtà sociale è rappresentata e costruita
- Saper costruire strumenti (e form digitali) per raccogliere dati
Sono cambiati usi e consumi di oggetti culturali, tecnologici e piattaforme.
Cultura = nella società si riferisce spesso a fenomeni di manifestazione di un qualche tipo di conoscenza (musei, biblioteche…)
Bagaglio di conoscenze che ognuno ha a seconda del gruppo sociale di cui fa parte (es: “cultura scolastica”)
Meme = immagine, prodotto che dice qualcosa della nostra cultura
Un passo indietro
Domanda conoscitiva = quanti hanno Netflix? WhatsApp? Telegram?
Alcuni sono resistenti alle piattaforme per motivi ideologici
I social media sono solo una porzione delle piattaforme digitali
Internet è cambiato:
-
Fino al '99 = Information Society (Beniger, Castells)
- L’informazione veniva data attraverso i siti ed era potere
- Si comunicava attraverso blog e forum in cui le persone potevano scrivere (precursori dei social)
-
00-12 = Network/Connective Society (Castells, Wellman)
- Società di persone che possono scambiare opinioni in ambienti
- Democratizzazione dell'informazione
- Web partecipativo (dopo che ci si iscrive a un social)
-
13 = Platform Society (Van Dijck, Gillespie)
- Sfruttare le piattaforme partecipative per promuovere prodotti
- Appropriazione da parte delle Big Five delle pratiche di scambio di comunicazione per raggiungere finalità di tipo economico
Onda lunga = in pochi producono tanta informazione
Intorno al 2000-2020 si sviluppa sempre più la sorveglianza a scapito dell’anonimato
Lasciamo tracce sulla rete delle nostre abitudini e dei nostri interessi e la rete lo capisce
Non c’è più una cultura convergente (conoscenza partecipata) ma una cultura algoritmica (ogni schermo diventa un altro dispositivo)
Non è stato il Web a spingere i consumatori a condividere
Le persone sono evolute come consumatori insieme alle tecnologie
Prosumpion = production + consumption
La personalizzazione dei prodotti acquisisce sempre più importanza e nasce la voglia delle persone di partecipare alla produzione
Le tecnologie hanno dato la possibilità di esprimere giudizi in modo che le aziende possano migliorarsi
Piattaforme, algoritmi e dati
Società e tecnologie evolvono in contemporanea
- Innovatori = coloro che adottano per primi le nuove tecnologie
- Larg guards = un po' scettici prima di adottare un dispositivo (nonostante siano utili)
Oggi non possiamo fare a meno di Internet
Piattaforme
Piattaforma = dove le nostre attività si attuano, su cui possiamo soffermarci (esattamente come le piattaforme fisiche)
Le aziende che gestiscono le piattaforme hanno fatto perno su questa idea dell’usare nomi che evocano luoghi fisici, utili e senza i quali non potremmo svolgere le attività
- Infrastrutture tecnologiche articolate come interfaccia web più o meno semplici e intuitive da utilizzare (user-friendly)
- Si auto presentano come interfacce di match making e quindi favoriscono un’interazione sociale focalizzata su dinamiche di relazione o compravendita (per cui lo scambio è basato su transazione in cambio di beni o servizi)
Intercetta i bisogni sociali e su essi sviluppa dei business basati su transazione in cambio di beni/servizi
Ci sono due tipi di piattaforme (Van Dijk)
-
Piattaforme infrastrutturali = operano in maniera oligopolistica e permettono di svolgere diverse attività
- Le diverse piattaforme sono collegate tra loro e vengono definite addirittura “ecosistemi”
- I “Big Five” americani
- Alphabet-Google
- Amazon
- Apple
- Microsoft
- In Cina
- Alibaba
- Tencent
- Baidu
- Jingdong Mall
- Didi (uber cinese)
- Piattaforme di settore = permettono di svolgere servizi e attività circoscritti (es: acquistare un biglietto su Trenitalia)
Ormai si parla di platform monopoly capitalism
Sono aziende proprietarie di hardware e software sparse sul territorio
Platformization = esistono tre meccanismi attraverso cui le piattaforme modellano reciprocamente tecnologia, modelli economici e pratiche degli utenti:
- Datificazione = organizzazione dei contenuti ed esperienza degli utenti su cui si fonda l’architettura delle piattaforme
- Mercificazione
- Selezione
Tipologie di piattaforme
- Advertising platforms
- Estraggono informazioni sugli utenti, li analizzano e sfruttano i prodotti per vendere spazio pubblicitario = microadvertising
- Gli utenti non devono pagare perché alle piattaforme interessa solo la raccolta dei dati (per venderli agli inserzionisti)
- Modelli predittivi = raccolgono dati storici per fare previsioni sui comportamenti delle persone (es: Google, Facebook)
- Cloud platform
- Possiedono l’hardware e il software di aziende (che usano tecnologie digitali per archiviare o comunicare) e li affittano secondo necessità (es: Salesforce, Google Cloud, Amazon Web Services)
- Industrial platform
- Costruiscono hardware e software per trasformare la produzione tradizionale in processi connessi a Internet (che riducono i costi e trasformano i beni servizi) (es: GE, Siemens)
- Product platform
- Generano entrate utilizzando altre piattaforme per trasformare un bene tradizionale in un servizio e riscuotono su di esse canoni di affitto di abbonamento (es: Netflix, Spotify)
- Lean platform
- Tentano di ridurre al minimo la proprietà dei beni e di trarne profitto riducendo i costi (es: Airbnb, Uber)
Algoritmi
Il termine deriva da alcuni script di base dell’aritmetica nel sistema numerico indù-arabo del IX secolo
- Erano definiti ricette computazionali per ottenere un risultato specifico = un insieme di regole per risolvere un problema
- Istruzioni per risolvere un problema o completare un’attività seguendo un ordine sequenziale e pianificato
- Combinazione di un insieme di input per arrivare a un output desiderato sulla base di calcoli specifici
L’algoritmo organizza i dati in ordine di importanza e sceglie quello che potrebbe interessarci di più
Riorganizza quindi la realtà quotidiana caotica per noi
- Advertising
- Musica, video
- Motori di ricerca
- Smart car
- Image recognition
- Chatbots (per i consumer services)
- Traduzioni automatiche
- GPS
La nostra identità è in continuo mutamento
Ormai non è più definita ma viene continuamente modificata
Black box = metafora che include nel suo significato:
- Il ruolo delle persone rispetto al meccanismo oscuro di come le piattaforme funzionano
- Il rimando ai dispositivi in cui vengono memorizzati ed elaborati i dati
Diverse tipologie di dati
Big data = grande quantità di dati presenti sulle piattaforme che permettono di individuare fenomeni sociali
Caratteristiche:
- Immediatezza e velocità (non esistono tempi di latenza tra la pubblicazione e la disponibilità)
- Difformità (sono eterogenei = strutturati, semi strutturati, non strutturati)
- Univocità (classificarli in modo preciso senza confusione)
- Flessibilità (possono essere sfruttati per diversi scopi)
- Variabilità (subiscono oscillazioni legate ai trend del periodo)
- Complessità (provengono da diverse fonti che vanno abbinate, pulite e trasformate)
- Minuziosità (legata al livello di dettaglio che possono raggiungere)
- Relazionalità (pubblicati e condivisi negli ambienti social e che quindi portano interazione)
Altri tipi di dati:
- Transactional data
- Digital by product data
- Automated data, digital footprints (quando mi scrivo, uso il servizio e lascio tracce)
- Volunteered data, data fumes
- Dati degli utenti (su richiesta o estrazione)
- Contenuti prodotti dagli utenti (immissione volontaria) (quando pubblichiamo una foto su Instagram che non è obbligatorio)
I dati sono informazioni che qualcosa è successo
Non sono immateriali (Internet e i data center sono infrastrutture inquinanti che consumano molta elettricità)
Non si tratta di un processo naturale (i dati devono essere organizzati e standardizzati)
Capitalismo della sorveglianza = le grandi piattaforme raccolgono e sfruttano i dati degli utenti alimentando meccanismi nascosti e potenzialmente dannosi
Tutta la nostra vita viene da the ficcata e sfruttata per fini commerciali
Cambridge Analytica era un’applicazione in cui potevi accedere tramite Facebook e in questo modo ha ricavato i dati di molte persone
Ha venduto pubblicità sulla base dei dati di Facebook
Era la società di consulenza di Trump che quindi ha sfruttato i dati di Facebook per fare una campagna mirata
Identità algoritmiche = tutto ciò che abbiamo viene ricostruito sulla base dei dati
Sono l’esito delle vite datificate cioè di tipi ideali che vengono plasmati attraverso processi di categorizzazione opachi basati sui dati raccolti
Codice della cultura
Capitalismo della sorveglianza = ogni nostra azione lascia una traccia digitale che viene rimodulata e utilizzata per fare predizioni comportamentali
Le piattaforme vogliono estrarre sempre più valore dalla nostra vita quotidiana: fanno di tutto per mantenerci online e ricavare informazioni e profitti
Codice della cultura = impatto degli algoritmi sulla cultura (come la modificano)
Platform intervene = le loro affordances facilitano determinate azioni a scapito di altre e in questo modo indirettamente guidano i nostri comportamenti
La piattaforma decide arbitrariamente di cancellare alla nostra vita una parte di contenuti = l'outcome è il risultato non solo delle attività umane ma anche di processi computazionali algoritmici
Non sono neutrali le piattaforme
Una volta la cultura veniva fatta dagli altolocati che decidevano quali libri il popolo avrebbe letto, cosa avrebbe studiato, quali contenuti erano più importanti
Ora questo compito non è più affidato solo agli umani ma anche alle macchine = cultura algoritmica
I progetti di soggettificazione ci portano ad avere contenuti proposti da una macchina che cerca di seguire i nostri gusti
Le persone, i luoghi, gli oggetti e le idee vengono gerarchizzati
Ricorsività degli algoritmi = quando l’output di un processo computazionale diventa embedded nell’input della sua interazione
Input = quello che facciamo (su tutte le piattaforme)
Output = contenuto filtrato a seconda delle nostre abitudini
La cultura “feeds back”, ritorna a noi e produce nuove abitudini di pensiero, comportamenti ed espressioni che probabilmente non esisterebbero in loro assenza
Si parla di feedback loop
Filter bubble = rischio di segregazione ideologica dovuta ai suggerimenti algoritmici delle piattaforme
Confirmation bias = ascoltiamo solo i post che confermano le nostre idee (es: se ci sono articoli a favore o contro Trump, io leggerò solo quelle a favore perché lui mi piace)
In questo modo si creano echo chambers
Gli algoritmi sono artefatti della cultura in cui sono prodotti = gli algoritmi sono le persone
Black box = c’è una sorta di potere che viene esercitata sulle persone che vengono osservate perennemente e non possono osservare a loro volta i processi
C’è quindi una disparità di potere / antinomia e il fatto che le aziende cerchino sempre di aggirare le regole
L’algoritmo replica le disparità sociali
Es: Amazon nei quartieri più lontani non arriva
Le discriminazioni sociali sono dovute a un'asimmetria di potere
Algoritmi di oppressione = replicano il razzismo
Es: il jezebel (donna provocatoria, promiscua) associato alle donne “non bianche”
Se cerchi su google “why are black girls so…” escono aggettivi di jezebel nei suggerimenti
Se queste rappresentazioni culturali vengono fatte circolare aumentano gli stereotipi
Le macchine non hanno agency (capacità di ragionare e agire da sola) = hanno solo efficienza (anche le macchine che hanno intelligenza artificiale dipendono dagli uomini)
Meme
I meme come prodotti culturali user generated: come studiarli?
Tutti i giorni invadono la nostra quotidianità
Ne vediamo tantissimi, ne riceviamo e seguiamo pagine di meme
Sono considerati un intrattenimento effimero
Ma in realtà sono molto di più
Sono immagini mediali prese dagli utenti (UGC) molto importanti a livello sociologico
Meme = il termine è stato coniato da Richard Dawkins (un etologo britannico neodarwinista) nel 1976
Non studiava Internet ma ha coniato questo termine
Deriva dal greco mimema (=qualcosa che è imitato)
Il plurale è memi (non memes come in inglese)
È la più piccola unità culturale capace di trasmettersi da un individuo all’altro per copie e imitazioni
- “Il vero, invisibile DNA della società dell’informazione”
- “unità auto-propagantesi”
È un termine ombrello al quale può essere ricondotto ogni artefatto umano che abbia contribuito alla costruzione di cultura (modi di dire, mode, melodie, valori estetici…)
Anni 90 = inizio del WWW e dei primi forum / gruppi di discussione = qua circolano i primi meme perché si tratta di uno spazio partecipativo
Con il Web 2.0 si diffondono
Sono artefatti culturali generati dal basso con tecniche di imitazione / remix / mashup = cultura grassroots (descritta da Henry Jenkins)
“Know your meme” = un meme è un’unità teorica che rappresenta informazioni che passano da un cervello all’altro
Mode passeggere, scherzi, slogan e altri frammenti di cultura che nascono, crescono e alla fine sprofondano nell’oblio quando vengono superati da altri meme
Limor Shifman = “gruppo di oggetti digitali che condivide caratteristiche comuni in termini di contenuto, forma/posizione.
Non sono semplicemente testi ma pratiche create con consapevolezza reciproca e messe in circolazione, imitate/trasformate attraverso internet da molti utenti”
Sono importanti perché si diffondono molto velocemente (es: i meme sul Covid si sono diffusi più velocemente del virus stesso)
Non si tratta solo di “battute” sul Covid = svolgono funzioni di:
- Comunicazione
- Partecipazione politica
- Divertimento
- Comunità
Hanno una funzione molto importante per esprimere le proprie opinioni
C’è dietro una community di persone che condivide le stesse opinioni e gli stessi principi
Tutto ciò avviene su piattaforme che hanno affordances tali da permettere la circolazione di questi contenuti
Sono segni multimodali = artefatti sociali semiotici (si parte dal segno)
Vengono creati con un determinato intento e solo se viene compreso dalla comunità viene condiviso e diventa virale
Le sei P della viralità di Shifman
Viralità = messaggio che si propaga rapidamente tra le persone senza subire modifiche
- Positivity = le storie positive circolano più facilmente rispetto a quelle negative (meglio se umoristiche)
- Provocation of high-arousal emotions = quando proviamo emozioni siamo più propensi a condividere
- Packaging = prediligiamo contenuti...
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