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GRAND ENSABLE(grande insieme) causa della crisi delle BANLIEU e sono delle tipologie

residenziali proposte come opposto alla città storica, progettati come quartieri multifunzionali;

Grand Ensable, Banlieu à Paris

LA POLITIQUE DE LA VILLE Politiche con interventi mirati a: contrastare l’esclusione sociale e

favorire lo sviluppo economico e la competitività. Approccio Area-Based.

La politique de la ville era suddivisa in 4 fasi: anni ’80, 90-97, 98-2002 e 2003 in poi.

1° FASE anni ’80:

1981

 programma Developpement social des quartiers (DSQ) il quale pone al centro dell’attenzione sia i

QUARTIERI (luoghi) sia la VALORIZZAZIONE DELLE PERSONE (sviluppo sociale).

- INTERVENTI URBANISTICI + MISURE SOCIALI (mobilitazione degli abitanti stessi) =

DEVELOPPEMENTISME ovvero il risultato che in ogni benlieue c’è un potenziale umano e a partire da

questa ricchezza sociale, dovrebbe essere trovata una soluzione ai problemi delle zone difficili.

- PARTECIPAZIONE DEGLI ABITANTI e PARTNERSHIP

- Tramite un approccio ad Azione Integrata e Multisettoriale, si è sviluppato un programma di tipo

ZEP(zone d’èucation prioritaires), chiamato BAINLIEUES 89 che aveva come obiettivi:

1. Riqualificazione degli spazi pubblici

2. Dibattito sulla qualità urbana

3. Coniugazione di architettura e viabilità

4. 100 progetti in 6 anni

2° FASE 1990-1997:

1988

- Passggio dal DSQ al Développement Social Urbain (DSU) nel quale il quartiere comincia a non

essere più considerato la scala più pertinente d’intervento per affrontare tutti i problemi, e viene

considerato allora la scala di agglomerazione urbana.

- Per realizzare questo programma sono stati istituiti i CONTRATS DE LA VILLE per mettere in opera

interventi in cooperazione fra amministrazioni statali e locali.

Essi sono uno strumento programmatico con un arco temporale di 3 anni, i quali definiscono strategie

concrete e azioni di lotta contro l’esclusione sociale.

1990

- Costituzione del Ministère de la Ville

1991

- Loi d’orientation pour la Ville con l’obiettivo di promuovere l’integrazione sociale nelle

periferie attraverso un intervento nel settore abitativo; esso impose alle città con una popolazione

maggiore di 200.000 persone, la realizzazione all’interno del territorio di almeno un 20% di alloggi

sociali.

1992

- avvio del programma dei Grands projets urbains, per ristrutturare, attraverso demolizioni, 13

zone di diverse città francesi

3° FASE 1998-2002:

Periodo di RINNOVAMENTO URBANO

L’idea di fondo di questo periodo era di agire sui luoghi interessati con un rinnovamento dell’urbano che

seguiva le direttive dei grands projets de la Ville + aumento della mixité sociale

1999

 instaurazione del Piano governativo di rinnovamento urbano e di solidarietà che adotta come

assi d’intervento: occupazione e rivitalizzazione economica, alloggio, lotta verso esclusione sociale,

istruzione di base e rinnovo urbanistico.

Questo piano era centrato su 50 Grands projets de ville con l’obiettivo di: “rigenerare le aree svantaggiate

nello sviluppo metropolitano, dando a questi territori un valore economico.

2000

 Legge Solidarité et Renouvellement Urbain (SRU) il quale detta nuove regole per la pianificazione

territoriale, a livello sia comunale che di area vasta con:

- Costruzione di alloggi popolari

- Rafforzamento dei trasporti pubblici

4° FASE 2003:

si passa da Riqualificazione/Rigenerazione Urbana a Rinnovo/Renewal Urbano

La mixité sociale è al centro delle politiche e gli strumenti d’intervento sono la demolizione/rinnovo.

Obiettivo era di rimuovere gli elementi che contraddistinguessero l’uniformità sociale dei quartieri e aprirli

verso l’esterno tramite:

- Una migliore circolazione e scambio

- Una maggiore valorizzazione dei terreni

- Rendere chiari i confini tra pubblico e privato

- Rivitalizzare il commerci e i servizi locali

2006

 il comitato interministeriale lancia i Contrats Urbain de Cohésion Sociale (sostituiscono i contrats

de la Ville) che devono essere riferiti a un progetto per il territorio e contenere azioni a beneficio degli

abitanti.

6- Il caso del REGNO UNITO:

1° Fase 1968-79 :

si parte con lo URBAN PROGRAMME e si finisce con l’ascesa dei conservatori nel 1979.

in questi anni viene ad affrontarsi il problema delle INNER CITIES, in cui emerse l’impossibilità di affrontare

i problemi del degrado urbano esclusivamente in termini di miglioramento fisico. Inoltre in questo periodo

di tempo vennero sperimentate le prime iniziative Area-Based che impongono un superamento della logica

universalistica del welfare state.

Questa fase culmina con la pubblicazione del Libro bianco A policy for the inner city nel 1977, il quale, con

l’ascesa dei conservatori, non riesce ad influire sulle rpatiche a causa della contrarietà dei conservatori

successivamente insediati nel governo.

1° Problematica: INNER CITIES

- Vennero realizzate per la manodopera delle fabbriche nel XIX secolo

- Alta densità abitativa e bassa qualità delle costruzioni a basso costo

- Erano aree interne alla città, ma esterne da un punto di vista sociale ed economico

- Anni ‘50, ’60:

1. Elevata concentrazione di popolazione povera di bassa qualità

2. Abitazioni a bassa qualità

3. Progressiva chiusura attività commerciali

4. Disoccupazione

5. Criminalità e Vandalismo

- Le principali cause del declino furono la DEINDUSTRIALIZZAZIONE e PERDITA DI POPOLAZIONE e

MIX SOCIALE

- Anni ’70 Prime politiche Area BASED per contrastare il degrado

2° Fase 1979-1990:

Governo Margaret Thatcher (Conservatore) rigenerazione Property-led. Questi anni rappresentano un

periodo di forte discontinuità per le sperimentazioni avviate.

- Approccio economico di tipo Neo-Liberista dove l’idea di fondo era il riposizionamento della

città all’interno di flussi e mercati globali, migliorando le opportunità di crescita, tramite una

partnership pubblico-privato e l’istaurazione di una Società di Sviluppo Cooperativo, la Urban

Developement Corporation con la società chiamata “London Docklands Developement

Corporation (LDDC)” per il recupero del porto londinese.

- Altro fatto fondamentale di questo periodo è la riqualificazione degli anni ’80 a Newcastle Upon

Tyle; qui venne utlizzato un approccio PROPERTY-LED. Istaurazione della Societa di Sviluppo

Urbano chiama “Tyne and Wear Developement Corporation”. L’idea di fondo fu l’inserimento

di nuove attività commerciali che avrebbero automaticamente prodotto benefici alle

popolazioni locali.

3° Fase 1990-1997:

questo periodo inizia con il lancio del programma CITY CHALLANGE sotto il governo conservatore Major

con il programma CITY CHALLANGE e successivamente conseguito dal governo laburista, almeno fino ai

primi anni del nuovo secolo.

City Challenge stabilisce una modalità d’intervento destinata a durare nel tempo, basata su un approccio

olistico ovvero un modo integrato di far fronte al disagio urbano con l’obiettivo di rafforzare le economie

locali, integrando diversi fattori e basandosi sulla partnership con la partecipazione dei sui abitanti.

City Challenge 

a Newcastle West End (1991) Programma WestEndCityChallenge (WECC) con un

approccio “people-based” orientato alla popolazione, con l’obiettivo di creare nuovi posti di lavoro,

migliorare il livello d’istruzione, sostenere la formazione e opportunità d’impiego e ristrutturare le

abitazioni.

4° Fase 19972000:

Governo Tony Blair (Laburista) con il programma Urban Rennaisence Operazione culturale e politica.

Il rinascimento urbano è un’operazione politica e culturale che cerca d’invertire una tradizione consolidata,

caratterizzata dal decentramento della popolazione all’esterno degli agglomerati urbani e nelle new town.

Durante questo periodo nasce la New Deal for Communities (NDC) ovvero un programma che riduce la

scala del precedente City Challenge, con una durata decennale e un approccio integrato.

Nel 2000, il ruolo centrale era affidato ai governi locali, in contrasto con il precedente modello in cui il ruolo

centrale era dello stato. 

Sustainable Communities Nuovo programma per recuperare i quartieri svantaggiati con l’obiettivo di

attrarre conoscenza, servizi, imprese e nuove persone nel posto da recuperare.

7- Il caso ITALIANO:

in Italia non esiste una vera e propria politica urbana.

Si sono però sviluppati dei Programmi Urbani Complessi (PUC) nei quali si sono sviluppate delle “politiche

urbane integrate” che si possono suddividere in 2 famiglie:

1- RIQUALIFICAZIONE URBANA: (Programmi redatti dal ministero dei lavori pubblici, per interventi di

recupero urbano dei quartieri)

- Programmi Integrati d’Intervento

- Programmi di Riqualificazione Urbana

- Programmi di Recupero Urbano

- PRUSST

- Società di Trasformazione Urbana (STU)

2- RIGENERAZIONE URBANA: (Programmi che ricercano un più ampio grado d’integrazione

programmatica, tra settori d’intervento e con una pluralità di attori locali)

- Progetti Pilota Urbani

- Iniziativa europea URBAN I e II

- CONTRATTI DI QUARTIERE (QdC)

- URBAN Italia

Si analizzano i CONTRATTI DI QUARTIERE (QdC) per il loro sviluppo e per le politiche adottate.

I QdC sono appunto programmi finalizzati a rigenerare i quartieri degradati, a prevalente presenza di

edilizia residenziale pubblica, su base competitiva e secondo un approccio partecipativo.

Due fasi dei contratti di quartiere ovvero :

a- Contratti di Quartiere I – Sperimentazione

b- Contratti di Quartiere II – Consolidamento e Riconoscimento

I CdQ hanno :

- Un approccio area-based e integrato

- Competizione tra governi locali

- Nuove linne guida con integrazione, approccio partecipativo e partenariato pubblico/privato

CASO DI BORGO SANT’ELIA, CAGLIARI

(CITTA’ IN PERIFERIA) In italia non esiste una vera e propria politica urbana esplicita, come abbiamo potuto

vedere in Inghilterra e Francia, ma sono stati attuati dei piani e programmi che si possono avvicinare a

queste politiche sperimentate nel contesto europeo.

I programmi di riqualificazione/rigenerazione urbana italiana, vedonno nel quartiere il dispositivo per

creare un intreccio fisico, sociale ed economico in ambito urbano.

Alla fine degli anni 80 si sono formulati degli strumenti di riqualificazione/rigenerazione urbana che si

progetti locali e Reti di cooperazione in materia di politiche urbane.

La commissione però non avendo un mandato specifico nel settore della politica urbana, attiva delle

iniziative di sviluppo locale integrato come:

1- PROGETTI PILOTA URBANI

PROGRAMMI possono dividere in due famiglie: quelli AREA-BASED e quelli INTEGRATI, noti come

Programmi Complessi.

Il primo strumento significativo promosso in Italia, furono i Contratti di Quartiere (QdC), con l’obiettivo di

promuovere interventi area-based e integrati, destinati a quartieri pubblici in condizioni di grave degrado.

8. EUROPA e PIC URBAN I e II:

FONDI STRUTTURALI: I fondi strutturali sono strumenti finanziari gestiti dalla commissione europea per

rafforzare la coesione economica, sociale e territoriale riducendo il divario fra le regioni più avanzate e

quelle in ritardo di sviluppo.

Ci sono 5 obiettivi prioritari:

2- Promuovere lo sviluppo e l’adeguamento strutturale delle regioni il cui sviluppo è in ritardo

3- Riconvertire le regioni come bacini di occupazione

4- Combattere la disoccupazione di lunga durata

5- Facilitare l’inserimento professionale dei giovani

6- Promozione delle zone rurali

La commissione europea inoltre, a partire dagli anni ’90, ha sollecitato la diffusione di approcci innovativi

alle tematiche urbane agendo attraverso vari strumenti come: Documenti politici e di orientamento,

Sostegno finanziario a DI INIZIATIVA COMUNITARIA (PIC) URBAN I e II

L’Europa è un continente caratterizzato da un elevato grado di urbanizzazione.

Circa la metà della popolazione vive attualmente in aree urbane con più di 50 000 abitanti. Le città svolgono un ruolo

fondamentale nella vita sociale, economica e culturale dell’Europa. In quanto motori principali della crescita in

un’economia globale, le realtà urbane detengono la maggior parte della ricchezza, del sapere e della tecnologia.

Paradossalmente, le città europee soffrono nel contempo dei problemi più gravi che affliggono la società moderna: varie

forme di povertà, emarginazione economica e sociale, degrado dell’ambiente naturale e urbano, sovraffollamento,

criminalità, intolleranza e razzismo, perdita del sentimento di solidarietà.

sforzi che l’Unione europea sta compiendo per costruire un’Europa

La politica urbana si colloca pertanto al centro degli

forte, competitiva e sostenibile, mantenendo la coesione sociale. A tal fine, uno degli strumenti principali è costituito

dall’iniziativa comunitaria URBAN, attraverso cui l’Unione europea fornisce il proprio sostegno a vantaggio di aree

localizzate presso una settantina di realtà urbane nei quindici Stati membri.


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in Urbanistica e Pianificazione del territorio
SSD:
A.A.: 2016-2017

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher pippotunga di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Costruzione e Gestione di Politiche Pubbliche e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Iuav di Venezia - Iuav o del prof Gastaldi Francesco.

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