Gestione urbana: costruzione e gestione di politiche pubbliche
Governo del territorio
È l’esigenza di mettere in rete funzioni distinte e complementari dove il problema risulta essere la conciliazione di esigenze come la tutela, la riqualificazione, le trasformazioni e lo sviluppo. Le attività di planning non si riducono alla redazione di piani, ma consistono nella formazione di decisioni e nella progettazione di azioni di interesse collettivo, sotto la guida pubblica e tramite interazioni ben regolate tra attori pubblici e privati; in questo senso il governo del territorio non consiste soltanto negli atti amministrativi della pubblica istituzione che ha responsabilità dirette su un ambito spaziale delimitato, ma è l’esito di un processo di molti attori a molti livelli – un processo di governance territoriale – che implica complesse reti d’interazioni tra pubblico e privato.
Politiche pubbliche e politiche urbane
Cosa sono le politiche pubbliche?
- Una politica pubblica è un insieme di decisioni interrelate, prese da un attore pubblico o da un gruppo di attori, sulla selezione degli obiettivi e dei mezzi atti al loro raggiungimento.
- L’analisi delle politiche pubbliche si occupa di ciò che fanno o non fanno i governi, perché lo fanno e quali sono le conseguenze dei fatti. Le politiche non vengono mai fatte dai governi “da soli”, ma sono anche presenti: associazioni, sindacati, gruppi ecc.
- Una politica pubblica è la risposta a un problema percepito pubblico e non risulta essere un fatto oggettivo come le leggi, trattati e organizzazione, ma per poterla “vedere” è necessario ricostruire e interpretare vari elementi/indizi.
Politics o policy?
Politics si riferisce alla sfera della lotta per la conquista del potere e per la definizione degli orientamenti generali del governo. È la politica in generale, ovvero l’arte di governare.
Policy si riferisce alle misure per rispondere a uno specifico problema pubblico. Indica dunque gli indirizzi, le scelte concrete: politica politicante, azione. Il termine policy è libero da molte delle indesiderabili connotazioni collegate alla parola politica e a noi interessa occuparci di politiche pubbliche e quindi di policies.
Studiare le politiche pubbliche significa rivolgere una particolare attenzione agli effetti dell’azione pubblica sulla vita della gente. La differenza tra politics e policy non è la differenza tra politica e amministrazione, e l’aggettivo politica pubblica non è un rinvio al diritto pubblico. La politica determina politiche: politics policies. Una politica pubblica misura la sua consistenza/efficacia e basa la sua validità sulla capacità di mitigare un problema percepito come rilevante da un gruppo di cittadini.
- Si possono fare politiche anche senza nuove leggi, perché le politiche non sono leggi.
- La politica pubblica è un processo che parte da un problema e arriva a certi risultati.
C’è un continuo studio delle relazioni tra policies e problemi urbani; i piani, progetti e altri tipi d’interventi sulla città, sono infatti legati alle dinamiche più generali delle politiche urbane o urbanistiche.
Governance urbana e territoriale
La nozione di governance è strettamente legata a quella di government. Governance si riferisce alle diverse forme di interazione, accordo e coordinamento, che in un certo territorio si innescano fra soggetti pubblici e privati, al fine di definire costruire e attuare politiche di sviluppo. Government è l’istituzione che esercita il governo amministrativo.
Governance urbana
La governance che si analizza è la governance urbana, la quale riguarda le questioni relative al governo del territorio dei sistemi urbani e metropolitani, attraverso forme di azione territorializzata. La governance urbana riguarda lo sviluppo e la regolazione del territorio e include tutte le relazioni formali e informali, di natura verticale e orizzontale, che concorrono al perseguimento di tali obiettivi. La regolazione può essere fatta dallo stato, dal mercato e tramite l’affidamento a forme di cooperazione pubblico-privato.
La governance urbana è: “la capacità di integrare e di dare forma agli interessi locali, alle organizzazioni, ai gruppi sociali e infine la capacità di rappresentarli all’esterno, di sviluppare strategie più o meno unificate, in relazione al mercato, allo stato alle altre città e agli altri livelli di government.”
Una buona governance urbana è data da: sostenibilità, equità, trasparenza, responsabilità e sicurezza. Il termine governance è usato per indicare un cambiamento nelle forme di costruzione delle politiche e dell’azione collettiva e in genere indica la presenza di forme di coordinamento o di accordo tra attori con interessi diversi.
Approccio Area-Based: quartieri in crisi
Perché?
1950: Con il rapido processo di urbanizzazione del primo dopoguerra (anni ’50), si ebbe modo di assistere al periodo del “boom economico” dove interi distretti produttivi sorsero intorno alle città, richiedendo una grande quantità di mano d’opera poco qualificata; vennero inoltre costruiti enormi quartieri ex novo per dare accesso all’abitazione ai nuovi abitanti che arrivavano dalle città dell’epoca del boom economico. Per questo motivo, l’urbanistica dell’epoca, è stata considerata come una tecnica di cittadinanza – la politica dei quartieri era pensata come dispositivo di integrazione spaziale alla cittadinanza sociale.
In quel periodo, abitare in questi quartieri, veniva considerato come una promozione sociale: si abitava fuori città ma comunque si era dotati di una qualità di vita maggiore e presenza di infrastrutture moderne; si era vicini alle fabbriche.
1979: Con il passaggio d’epoca nel 1970, si assiste alla crisi epocale degli assetti produttivi esistenti, comportando così forti disagi urbani. La crisi del modello fordista, ha portato una crescente disoccupazione e una forte trasformazione del mercato del lavoro urbano. Inoltre, ci fu una revisione e riduzione del welfare state e parallelamente inizio il ciclo di degrado massiccio del patrimonio edilizio esistente dove si iniziano a vedere i primi fenomeni di disuguaglianza e di esclusione sociale.
Area-Based: Per risollevare queste problematiche, si sono attuate delle politiche con approccio Area-Based. L’approccio Area-Based, viene visto come motore di soluzione per contrastare il “disagio urbano”. Sono delle azioni che sono orientate a perseguire effetti di integrazione attraverso progetti che agiscono sia sulla dimensione fisica, sia sugli aspetti di fragilità economica e sociale dei quartieri in crisi. Queste azioni sono solitamente applicate a: quartieri in crisi, aree urbane dismesse e settori in centro città con popolazione immigrata.
Nell’approccio area-based, il quartiere viene visto come uno strumento e dispositivo per l’azione, il cui al suo interno si possono riconoscere tutti gli elementi da recuperare. (anni '70)
Esempi di contrasto al disagio urbano si possono vedere negli USA durante la fine degli anni ’60 con la 1ª Generazione di politiche di trasformazione urbana (Urban Renewal) in cui gli interventi che venivano realizzati, utilizzavano finanziamenti pubblici per demolire interi quartieri degradati per fare spazio ai nuovi; chiamato anche “Negro Removal” perché gli interventi penalizzavano le comunità più povere. (Es. Demolizione di Pruitt-Igoe a St. Louis, USA).
Quindi, l’approccio Area-Based prende in considerazione una piccola porzione di territorio, a livello locale, caratterizzato da fattori comuni, ove poter attuare alcune politiche pubbliche o urbane. La considerazione di un’area limitata, permette di riconoscere più facilmente: i punti di forza e punti di debolezza, le opportunità e le minacce ma anche le potenzialità che tale area possiede. Per il raggiungimento del fine di tale approccio, ovvero uno sviluppo economico e sociale, è necessario...