A L
PPUNTI DALLE EZIONI DI
F T A
ISICA ECNICA MBIENTALE
Prof. L. Laurenti
TRASMISSIONE DEL CALORE
Il calore viene definito nei corsi di Termodinamica come una forma di energia (Primo Principio) che transita
spontaneamente da un corpo a più elevata temperatura verso un corpo a più bassa temperatura (Secondo
Principio).
Attraverso una superficie il calore si trasmette da un corpo ad un altro. Condizione necessaria e sufficiente
affinché si verifichi uno scambio di calore é che esista una differenza di temperatura tra due corpi o tra i
punti di uno stesso corpo.
L’unità di misura del calore, indicato in genere con la lettera Q, è il Joule (simbolo J), un tempo si misurava
in calorie.
L'energia termica non è esattamente definibile, allora nella termotecnica si fa riferimento all'energia termica
nell'unità di tempo: potenza (watt) = J/s. Per le apparecchiature termotecniche (es caldaia) Q [J]: quantità di
calore dQ
Q → = q [w]: potenza termica (in analogia con potenza meccanica) o Flusso termico
d
L E MODALITÀ DI SCAMBIO TERMICO
Un qualsiasi processo di scambio termico può essere ricondotto ad una sovrapposizione di tre meccanismi
indipendenti: conduzione, convezione, irraggiamento.
1 : meccanismo attraverso il quale il calore si trasmette all'interno dei corpi continui ed è tipica
CONDUZIONE
dei solidi (per es. Sbarra metallica) Si ha quando le particelle del corpo sono in quiete
2 : si ha quando sono in presenza uno dell'altra una superficie solida e un fluido, che però devono
CONVEZIONE
essere in moto relativo e a differenza di temperatura. Non si può come meccanismo puro perchè ci vuole
movimento relativo e differenza di temperatura (per es. Il vento con le pareti esterne, acqua nel tubo,...) il
movimento del fluido può essere naturale (nasce per cause naturali , come la differenza di temperatura:
termosifone) o artificiale (indotto): ci si mette una macchina che induca il fluido a scorrere sulla superficie
(ventilatore per l'aria, pompe per l'acqua), allora si parla di convezione forzata.
3 : (meccanismo puro perchè ha bisogno solo di differenza di temperatura) meccanismo di
IRRAGGIAMENTO
scambio termico di corpi non a diretto contatto tra loro, ma che si vedono. Avviene grazie all'energia
raggiante e questo flusso di energia cresce con la temperatura. Per spiegare la natura di questa energia ci
sono 2 teorie
a) elettromagnetica: energia formata da onde elettromagnetiche che si propagano per traiettorie rettilinee a
velocità altissime
b)corpuscolare: l'energia raggiante è formata da uno sciame di corpuscoli energetici (fotoni che si propagano
per traiettorie rettilinee con velocità della luce nel vuoto). Ogni corpo emette energia, l'energia del primo
cade sul secondo e viceversa. Poiché i corpi sono dotati di proprietà di assorbimento una parte la assorbono,
un'altra la riflettono.
Per risolvere il problema di scambio di calore:
schematizzo il problema da un punto di vista geometrico (analizzo la geometria del sistema);
• facciamo ipotesi schematizzando il sistema;
• individuo le leggi fisiche (conduzione, convezione, irraggiamento) che descrivono il fenomeno;
• soluzioni;
• arrivati al risultato dobbiamo controllare la soluzione. Se non è ragionevole modifico le ipotesi e
• riprocedo.
Meccanismo adduttivo: conduzione + irraggiamento.
C : corpi i cui elementi sono in quiete.
ONDUZIONE
I risultati che vogliamo ottenere:
1. distribuzione all'interno del corpo in funzione del punto: distribuzione dal campo termico T. T= f(x,
y, z, τ). se distribuzione cambia nel tempo: regime variabile;
per un corpo bidimensionale T= f(x, y, τ)
per un corpo bidimensionale T= f(x, τ)
2. calcolare il flusso di calore attraverso una qualunque superficie all'interno del corpo.
R : tutto rimane immutato nel tempo ( le grandezze sono indipendenti dal tempo)
EGIME STAZIONARIO
: la temperatura è funzione del punto e del momento in cui vado a calcolare.
VARIABILE
P F (postulato perchè non è dimostrabile, è dimostrato indirettamente dai risultati)
OSTULATO DI OURIER
Studio della conduzione del calore: procedimento di J Fourier.
Se prendiamo una superficie piana infinita e immaginiamo che la temperatura di
una faccia sia fissa T e che anche l'altra: T sia fissa, ma diversa da T .
1 2 1
q procede dalla temperatura > a quella <
la superficie è ( tutti i punti stessa temperatura)
ISOTERMA
se la seconda superficie ha tutti i punti alla stessa temperatura sarà una seconda
superficie ISOTERMA
anche la superficie interna parallela alle 2 sarà isoterma. La direzione precisa del flusso
termico ( oltre a essere dalla T > a T< ) è perpendicolare. Il flusso può essere trattato come un
vettore e può essere scomposto nelle 2 componenti.
Zero perchè la temperatura è uguale quindi è per forza perpendicolare e
non può essere obliqua.
Fourier misurò la quantità di calore che si trasmetteva da T a T :
1 2
T1−T2
Q= S
s
Q è proporzionale alla superficie e direttamente proporzionale alla differenza di temperatura (T1 – T2) o ΔT
e lo spessore s si comporta in maniera inversamente proporzionale. Il calore dipende anche dalle
caratteristiche del materiale λ (natura del materiale).
Se stringo la lastra la quantità di calore diminuisce.
dT
dQ= dS d
Se diventa infinitesima:
ds dQ dT d dT
dS dQ=− dS
se divido primo e secondo membro per dτ. →
=
d ds d ds
flusso di calore che attraversa una qualunque superficie.
Perchè segno negativo:
q>0 derivata negativa q<0 il flusso di calore segue l'andamento.
(dT7ds)< 0 (dT/ds)>0 delle temp. Decrescenti
λ si definisce conducibilità o conduttività termica ( capacità che ha il corpo di lasciarsi attraversare da calore
in presenza di differenza di temperatura)
[ ]
[ ]
Qs Jm W
= = =
2
s T mK
m Ks
I valori più alti della conducibilità li hanno i solidi (in particolare i metalli)
vie di trasmissione del calore: vibrazione del reticolo cristallino;
elettroni liberi
Nel caso dei liquidi la conduzione dipende dalla mobilità delle particelle. Gli aeriformi hanno un valore di
conducibilità ancora più basso: la conduzione è un trasferimento di energia cinetica. A seconda dello stato del
fluido la probabilità di urto non è grande.
Bisogna calcolare il campo termico T. T= f(x, y, z, τ). e il flusso
Prendiamo un corpo generico e isoliamo un elementino qualsiasi che sarà
interessato da un flusso qualsiasi dq.
dq= dq + dq + dq
x y z
2 2 2
T T T
dq= dV
2 2 2
x y z
i due flussi non sono uguali in entrata e in uscita T
dqx=− dydz x
2
T T
dqxdx dydz dx
=− 2
x
x
2 2 2 2
T T T T
dqx= dydzdx dv dv dv
flusso totale : = = =
2 2 2 2
x x y z
condizione necessaria affinchè ci sia flusso d calore è che esista una differenza di temperatura.
[ ]
W Flusso generato da sorgenti di calore all'interno di un volume.
3
m
dqv = qv dv
2 2 2
T T T
dv calore presente all'interno di un corpo.
qdv
2 2 2
x y z
La somministrazione di energia interna determina un riscaldamento del tipo :
2 2 2
dT T T T
dvc dv il flusso di calore complessivo è eguagliato alla derivata
= qdv
2 2 2
dt x y z
dell'energia interna dQ
c=
dv si semplifica, divido tutto per λ, il calore specifico è: dt
diffusione termica
= c
2 2 2
qv T T T
qv 1 T
2
2 T T
equazione generale della conduzione
∇ ∇ =
2 2 2
x y z
1 T
2 T
se qv = 0 → E F
∇ = Q OURIER
T qv
2 T
se → E P
=0 ∇ =0 Q DI OISSON
T
2
se e qv=0 → E L (assenza di sorgenti)
=0 T
∇ =0 Q DI APLACE
La condizione iniziale è tipica dei problemi in regime variabile e non stazionario.
C → conoscere il campo termico allo stato iniziale
ONDIZIONE ITALIANA DEI PROBLEMI TERMICI
condizioni al contorno → il contorno è la superficie che delimita il corpo, le condizioni al contorno sono
l'insieme dei vincoli termici sulla superficie che delimita il corpo.
Condizioni al contorno di tipo 1: consiste nell'imporre un valore assegnato alla temperatura
sulla superficie limite, eventualmente funzione del tempo.
Condizioni al contorno di tipo 2: con il quale è imposto il valore del flusso termico per
unità di superficie sul contorno del sistema
Condizioni al contorno di tipo 3: le superfici sono a contatto con fluidi di temperatura nota.
Le condizioni al contorno sono la conoscenza di Tf1/Tf2 e K1/K2
K= coefficiente di scambio termico per x=0 Tf1, K1
per x=1 Tf2, K2
q= K1 S (Tf1 T')
q= K1 S (T'' Tf2)
Condizioni al contorno di tipo 4: (caso dell'isolante) continuità e uguaglianza dei flussi
termici nel passaggio da un corpo all'altro.
Esempio lastra piana omogenea condizioni al contorno di tipo 1
Condizioni al contorno: per x= 0 T= T1
per x=s T= T2
lastra piana omogenea. E' Un regime stazionario, non ci sono condizioni iniziali.
2
dT dT
→ prima integrazione
=0 =a
dx
2
dx seconda integrazione
T Ax× B
=
utilizzo le condizioni al contorno: per x= 0 T1=B T2−T1
A=
per x=s T2= A*s+B= A*s + T1 s
T2−T1
T xT1
= s
A
NDAMENTO DELLA TEMPERATURA T2−T1
dT
dQ=− dS q=− S
Flusso di calore: s
ds
T1−T2
q= S = T1−T2=cS T1−T2
s s
c= Conduttanza (rapporto tra spessore e superficie del corpo)
s
S S
T1−T2 T1−T2
q= 1
=
ri= resistenza interna o di conduzione
=
1 ri c s
c
parallelo con elettrica esempio
condizioni al contorno :
per x= 0 T= T1
per x= Σs T= T4
T1−T2
q= S flusso 1° strato
s1
1
il flusso del primo e secondo strato è = 0 perchè il regime è
stazionario e quello che entra deve essere uguale a quello che
esce. Se q è diverso vuol dire che c'è una differenza di
temperatura e il calore in eccesso rimane all'interno.
T2−T3
q= S flusso 2° strato
s2
2
T3−T4
q= S flusso 3° strato
s3
3
riscrivendo nella forma:
s1
q =T1−T2
S 1
s2
q =T2−T3
S 2
s3
q =T3−T4
S 3
s1 s2 s3
q =T1−T4
1 2 3
1
H = H = trasmittanza ( inverso somma resistenze)
q= H S 1 si 1
Tf1−Tf2 ∑
K1 i K2
Lastra piana composita con condizioni al contorno di primo tipo
T0−Tn
q=
s1
∑ 1
I l campo termico avrà un andamento lineare, cambierà la pendenza nei vari strati. Dove la conducibilità è
maggiore la pendenza è minore.
T0−Tn q Pendenza
s1 n
C
ASO CON SORGENTE INTERNA DI CALORE q P
2 EQ OISSON
T
∇ =0
2
d T qv
=0
2
dx 1 qv
T AxB
=
2
1 qv andamento parabolico
2
T x Ax B
=−
2
per x = 0 → T1= B 1 qv 2
T2= AsT1− s
per x = s → 2
T2−T1 1 qv 2
A= s
s 2
T2−T1 1 qv 1 qv T1−T2 1 qv
2
T x sxT1− x x− x x− s
= =T1−
s 2 2 s 2
il flusso di calore si calcola usando il postulato di Fourier
T1−T2 1 T1−T2 s
dT T1−T2 v 1 qv q= v x− qvs= v x−
q=− s Tf1 q q
=− − −q S 2 S 2
dx S 2
al centro della lastra le sorgenti non producono flusso
E
QUAZIONE DIFFERENZIALE DELLA CONDUZIONE PER COORDINATE CILINDRICHE
2 2 2
qv 1 T T T T qv 1 T
2 T che derivata
∇ = =
2 2 2
x Y Z
diffusività = c
2 2 2
T 1 T 1 T T qv 1 T
=
r r
2 2 2 2
r r r
se le 2 superfici sono isoterme anche quelle interne parallele alle 2 lo sono. La superficie cilindrica differisce
dalle altre solo per R. la temperatura varia al variare di R, per una struttura cilindrica, note le condizioni al
2
d T 1 dT
contorno: T = f ® ci interessa una sola coordinata monodimensionale, l'equazione diventa: =0
r d r
2
d r
; la temperatura non dipende né da né da z.
Campo termico:
dT
poniamo: e lo sostituiamo nell'equazione differenziale.
=u
dr
du u (eq. Diff. Da 2° a 1° ordine)
=0
dr r ur
differenz. Du prodotto risostituiamo a u la sua equazione: →
=A
ur=d
rduudr ur =0
=0
dT dr
∫ ∫
A dt= A
separiamo le variabili
=
dr r
sono note le temperature delle 2 facce: r= R1 T= T1
T A ln B T1= Aln R1 B
= r
r= R2 T= T2 T2= Aln R2B
R2
T2−T1= Aln B
sottraggo membro a membro :
R1
T2−T1
A=
Prima costante: R2
ln
R1
T2−T1
B=T1− ln R1
seconda costante R2
ln
R1
T2−T1 T2−T1
T ln rT1− ln R1
=
campo termico R2 R2
ln ln
R1 R1
T2−T1 r T2−T1 r
T ln ln
=T1 =T1−
R2 R1 R2 R1 campo termico della struttura cilindrica (non è più lineare
ln ln
R1 R1
come nella lastra piana, ma l'andamento è logaritmico.
Se è possibile ricavare il campo termico e il flusso, il problema della conduzione è
risolto, quindi calcoliamo il flusso:
dT il flusso termico procede in forma radiale
dq=− dS du dT T1−T2 1
q=− 2 2 r
r =
dT
q=− S du R2 r
T1T2 ln
dr
R1
la temperatura non varia, allora la temperatura entrante è uguale a quella uscente.
T1−T2 T1−T2 T1−T2
q= 2 = =
ln R2/ R1 ln R1 rc
R2/
2
ln R2 R1 T1−T2
/ q=
resistenza conduttiva.
rc= rc
2
Per ottenere il flusso termico più rapidamente integro l'equazione di Fourier: drr
dT dr ∫ ∫
q=− 2 r q 2 dT q 2 dT
integro per separazione di variabile =− =−
dr r
R2 T2−T1
q ln 2 q=−2
=− T2−T1
R1 ln R1
R2 /
se non avessi fatto l'integrale tra i due limiti R1 e R2 q ln T A
r =−2
S : per esempio superficie cilindrica circondata da un isolante
UPERFICI MULTISTRATO
esempio T1−T2 T1−T2
[ ] q=
W =
ln R2 R1 rc
= /
mK 2
T1−T2
q= ln R2/R1 ln R3/ R2
2 m 2 i
T1−T ' T '−T2 il flusso è sempre lo stesso, posso calcolare T'.
q=
ln R2/R1 ln R3/ R2
2 m 2
i
q= KS Tf1−Tp
superficie interna sistema dei flussi
q= K1 2 R1Tw−T1
T1−T2 T1 e T2 sono incognite
q= ln R2/ R1 ln R3/ R2
2 m 2 i
superficie esterna Tw > Ta
q= K1 2 R3T2−Ta
ln R2/ R1 ln R2
1 1
R3/
q =Tw−Ta
2 R1 K1 2 m 2 i 2 R3 K2
2 Tw−Ta
q= le condizioni al contorno sono del terzo tipo.
1 ln R2/ R1 ln R3/ R2 1
K1R1 m i K2R3
L' equazione è la stessa del flusso attraverso una lastra piana; allo spessore è sostituito il logaritmo dei raggi.
Possiamo fare un'applicazione: cambiamo lo spessore dell'isolante. Abbiamo 2 scambi: per conduzione e per
superficie. Lo spessore è R3 – R2, aumentando R3 la resistenza conduttiva logaritmica diminuisce e quella
superficiale aumenta. Note le temperature il flusso termico
2 Tw−Ta
q= ln R3/ R2 1
i K2R3
se non c'è isolante R3 ≡ R2
le resistenze hanno un andamento
logaritmico ma una aumenta e una
diminuisce.
Quello che ci interessa è la somma delle resistenze, studiando l'andamento dell'eventuale presenza di un
minimo.
1 1
ln R2
d 1
R3/ − =0
=0 2
R3 i
dR3 i K2R3 K2R 3
i 0,05 1
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