5 ottobre 2016 - Il luogo sorgivo della questione etica
Il problema etico nasce dal comportamento e nel momento in cui si sceglie cosa è giusto fare. Il mercato a volte sbaglia, ma è l’uomo in primis ad aver sbagliato. Si soddisfa una domanda nel momento in cui essa è solvibile, ossia solve un debito. Può essere soddisfatta col denaro, e senza il mercato non si può rispondere a ciò perché non vi è denaro. La funzione del mercato è quella di rispondere ad una domanda con una offerta e deve rispondere a una domanda solvibile. La concorrenza tra le imprese è rappresentata dal rapporto qualità – prezzo.
Mercato = luogo di incontro tra domanda e offerta, dove le offerte sono concorrenziali tra di loro. Scambio = è la logica fra domanda e offerta.
I bisogni umani non sono soddisfatti dalla logica di mercato (es. fame), infatti come disse Luigi Einaudi “Sul mercato si soddisfano domande, non bisogni”. Si conta che circa 5 milioni di persone in Italia non riescono a soddisfare i bisogni elementari: non vi sono prestiti e non vi è reddito per esse.
11 ottobre 2016 - Il meccanismo economico
I soldi dello Stato provengono dalle tasse e dai contribuenti che guadagnano fino a 150.000 euro lordi l’anno.
Esempio: un lavoratore medio prende 1000€ (il datore di lavoro ne spende 2300€ di cui 1300 vanno allo Stato).
Esempio: per 1000€ di benzina, si paga di essa il 55% in tasse.
4 soggetti e 3 mercati:
- Nuclei familiari: in economia si intende anche un singolo maschio o femmina che fa da entità di consumo.
- Imprese: microscopiche e macroscopiche, dunque d’ogni misura.
- Lo Stato: amministrazione centrale, Regioni, Comuni, Province, Città metropolitane. Non s’intende il continente europeo.
- Resto del mondo: tutta la restante parte del globo ad esclusione della determinata.
Per soggetto si intende un’entità che opera. I soggetti del meccanismo.
Il mercato è un luogo di incontro tra domanda e offerta, dove le offerte sono tra di loro in concorrenza. I mercati cambiano nel momento in cui in esso cambiano i beni e i servizi che vengono qui scambiati.
Il mercato dei beni e dei servizi: i partecipanti scambiano beni e servizi. Ad offrire i beni e i servizi sono le imprese o i risparmiatori, i quali domandano credito e le banche glielo offrono.
Il mercato del lavoro: vi è un’offerta di lavoro da parte dei lavoratori (sbagliato pensare che siano le imprese ad offrirlo, perché bensì è il lavoratore che vende il suo lavoro, mentre le imprese comprano il loro lavoro dando poi ad essi i loro stipendi).
I mercati finanziari: i prodotti scambiati sono prodotti e servizi finanziari come le azioni, i titoli, i derivati.
Alienazione è il male del capitalismo, un problema che nasce all’interno di questo scambio a causa della condizione del lavoratore.
Come funziona il mercato:
Ogni mercato si regge su uno scambio, se esso funziona, può funzionare tutto il resto, in caso contrario nulla può funzionare. I lavoratori vendono il loro lavoro, le imprese comprano il lavoro e con ciò danno in cambio alle famiglie il salario.
1^ parte meccanismo:
Sul mercato dei beni e dei servizi, le famiglie comprano col loro denaro beni e servizi dalle imprese. Quel denaro dato all’impresa è stato a sua volta preso da un’altra impresa e per l’azienda alla quale sto dando questo denaro rimarrà in parte un guadagno suo, in parte un guadagno di altri.
L’economia dipende da tutto questo meccanismo, ma può fallire nel caso non vi sia abbastanza reddito da parte delle persone, le quali dunque non potranno comprare. Una crisi economica non è mai data da un fattore solo, ma da una concatenazione di fattori, la quale parte dalla rottura del corretto meccanismo e funzionamento dell’economia.
Per funzionare bene c’è bisogno di dare lavoro alle persone, ma le imprese assumono nel momento in cui c’è bisogno di dipendenti e nel momento in cui è possibile retribuirli. Nel caso in cui non vi sia lavoro o lavoro flessibile si crea la precarietà.
La precarietà è un male per il mercato, poiché il lavoratore precario non consuma, e di conseguenza le imprese non producono più. Si installa un “circolo vizioso”, ossia un fatto negativo segue sempre un altro fatto negativo.
2^ parte meccanismo:
Le relazioni tra i diversi elementi
Stato >< Nuclei Familiari: I soldi vanno dalle famiglie allo Stato attraverso le tasse. Su quanti soldi prende lo stato dalle tasse dipende da quanto la persona guadagna. Con queste tasse lo Stato paga i servizi pubblici, dipendenti statali, l’esercito ecc… Quando lo Stato non ha più questi soldi a disposizione si indebita chiedendo i soldi ai cittadini. Lo Stato per chiedere dei soldi ai cittadini decide di emettere prodotti finanziari (certificati di credito, buoni ecc..) per ottenere da essi dei soldi. Questi soldi che dà il cittadino allo Stato sono soggetto ad interesse (come un normale prestito che una persona riceve dalla banca).
Decifit annuo in Italia: lo stato paga 80 miliardi di euro l’anno di interessi. La somma di tutti i debiti dello stato è il debito pubblico.
Esempio:
- Lo Stato ottiene 100 € dalle tasse dei cittadini
- Ne spende 120€
- Si raggiunge la situazione di decifit (è in debito di 20€)
- Per ottenere i soldi lo Stato mette all’asta dei certificati di credito aspettando che qualcuno li compri
- Alla scadenza lo Stato deve restituire il prestito.
Esempio reale: Lo stato ha fatto 600 miliardi di spese complessive (80 miliardi li ha spesi in interessi). Quando si crea un decifit, tale decifit si aggiunge ad uno già a sé precedente. Se dunque lo stato ha circa 80 miliardi di euro di debito l’anno da pagare.
12 ottobre 2016 - Disavanzo di bilancio
Disavanzo di bilancio: le uscite sono più delle entrate. Avanzo di bilancio: le entrate sono più delle uscite. Debito Pubblico: somma dei decifit degli anni precedenti.
Nel meccanismo dell’economia vi è una parte importante quale l’economia pubblica, la quale passa attraverso lo Stato. Entrate dello Stato: tasse. Uscite dello Stato: spesa pubblica. Se la prima parte del meccanismo è detta “economia di mercato”, si passa poi all’“economia finanziaria” e all’“economia internazionale”. Lo Stato chiede soldi in prestito e così facendo s’indebita.
BTP= buoni del tesoro pluriennali. Sono quelli che lo Stato mette in vendita e che una volta che il cittadino li compra, li riguadagnerà indietro con gli interessi. Lo Stato italiano ha oltre il 135 % del PIL annuale. La borsa non segue sempre l’andamento dell’impresa, a volte si verifica la cosiddetta “isteria collettiva” creandosi “l’effetto gregge”: gli speculatori più esperti vendono e tutti seguono ciò che devono dire questi ultimi.
I trasferimenti pubblici = corrispondono a quei soldi pubblici trasferiti dallo Stato (es. pensione). Lo stato acquista sul mercato dei beni e dei servizi (es. oggetti utili ai servizi pubblici) e i soldi da spendere per spesa pubblica proviene dai cittadini. Lo stato di suo non ha soldi, ogni suo possedimento è un patrimonio pubblico ricavato da precedenti prelievi fiscali. Nel caso di debito pubblico lo Stato fa investire i soldi in titoli pubblici. Se però ci sono pochi soldi, ci sono anche meno investimenti. Le spese dello Stato vengono ridotte a causa del debito pubblico. Tagliare la spesa pubblica è decisamente complesso.
Resto del mondo: importazioni ed esportazioni
Per calcolare le esportazioni di un paese si calcola quello che è il PIL. Il problema dell’importazione e dell’esportazione nel nostro paese sono che alcune merci sono prodotte senza rispettare i canoni internazionali. Dumping = mettere sul mercato un prodotto che ha dei prezzi di produzione illegali (ad esempio il lavoro minorile).
3^ parte del meccanismo:
Il commercio internazionale avviene tra paesi in via di sviluppo e viceversa. La questione dei “migranti economici” spiega il fatto che le persone sono spinte a emigrare per motivi economici. In Europa ogni stato fa ciò che vuole, ma essa ha anche da sé alzato delle barriere. Alcuni paesi in Africa che potenzialmente possono dare lavoro ai loro cittadini (fascia subsahariana), vediamo che essi non esportano i loro prodotti in quanto nei nostri stati vi sono dei dazi da pagare.
Prendendo spunto da una riflessione di Kant: “Il mondo è rotondo perché è solidale e tutti vi siamo partecipi allo stesso modo”.
Organismi internazionali: sono ad esempio ONU (organizzazione nazioni unite), WTO (World Trade Organization), ILO (International Labour Organization), FAO, WHO (World Health Organization). Molti settori e molti imprese vivono di esportazioni, senza di essere sarebbero fallite in pieno.
18 ottobre 2016 - L’etica descrittiva
L’etica descrittiva è colei che descrive comportamenti e valori conseguenti. Precisamente s’intende indicare dei comportamenti che si intende seguire e che sono universalmente accettabili. I comportamenti che essa prescrive sono visti come “il giusto da farsi”.
L’etica prescrittiva è colei che indica i comportamenti che bisognerebbe seguire in relazione a determinati valori. L’etica è libera, prescrive i comportamenti che bisognerebbe tenere in diverse situazioni ed è subordinata al meccanismo economico. Il suo valore è molto importante nell’ambito dell’economia, ma il rischio è di non comprendere in modo adeguato il meccanismo dell’economia e che risuono l’etica possa avere in essa.
L’economia di mercato italiana è l’economia di uno stato democratico e ha 8 regole fondamentali da seguire.
Quali sono le grandezze fondamentali in gioco?
Y = C + I + G + (X – M) PIL = consumo + investimenti + governo + (export – import)
Y = PIL, prodotto interno lordo, tutto ciò che concorre a creare la ricchezza del Paese. C = consumi, intendendo i consumi delle famiglie, delle imprese, dello Stato ecc.. Un consumo concorre a formare il PIL. La differenza tra il consumo e il capitale è che il consumo “si consuma” (temporaneo), mentre il capitale rimane (permanentemente esistente). I = investimenti, intesi come beni di pregio e non beni di consumo. (es. beni di rifugio) G = governo, ossia la spesa pubblica (il governo spende per esempio in opere pubbliche). In più esso acquista anche beni e servizi outsource (fonte esterna). X = export (esportazioni). In Italia è molto di più ciò che è esportato rispetto a ciò che importato poiché il nostro Paese ha una grande capacità di esportazione. Si parla del cosiddetto “made in Italy”. M = import (importazioni). Le importazioni sono minori delle esportazioni.
Il PIL misura la ricchezza di un Paese, ma non misura il benessere o la felicità di un Paese. Di per sé l’aumento del PIL è un fatto positivo.
Cosa succede al variare dei fattori soprastanti:
Y in date condizioni può crescere, se cresce C. il PIL cresce se crescono i consumi.
Primo caso:
Si può togliere un po’ di pressione fiscale abbassando gli stipendi, poiché in questo modo la gente ha meno possibilità di spendere e consuma meno.
Secondo caso:
Se si diminuiscono le tasse, lo stato ha meno introiti e così spende di meno. In questo modo diminuisce C, diminuisce la spesa pubblica e aumenta G. Y in date condizioni può crescere, se cresce I il PIL cresce se crescono gli investimenti.
Primo caso:
L’imprenditore investe dei soldi se ha ottenuto dei buoni profitti e ha ricavato dalle sue vendite (ricavo).
Secondo caso:
L’imprenditore investe pur non avendo guadagnato tanto prevedendo di vendere di più in un secondo momento. (es. immagazzinare dei materiali per usarli in un secondo momento).
Terzo caso:
Si prevede che il denaro “costi di meno”, ossia cambia il suo valore e il ricavo è per questo maggiore. (es. faccio un mutuo a tasso fisso quando costa di meno e poi guadagnerò dagli interessi ricavati dalla società in maniera complessiva).
Se circola tanta moneta, aumenta l’inflazione, aumentano i prezzi del consumo e diminuiscono quindi i consumi. Questo è la dimostrazione che basta modificare un solo meccanismo che si modifica tutto il resto.
Y in date condizioni cresce, se cresce G. Il PIL cresce se cresce il governo. G cresce perché il governo li prende dalle tasse o s’indebita (BOT) con i cittadini. Di guadagni patrimoniali il governo possiede 5% del PIL: strutture come palazzi ministeriali, stazioni ferroviarie, partecipazione in azienda.
Y in date condizioni può variare, se varia X. Se varia il PIL possono variare le esportazioni. Le esportazioni crescono quando le imprese hanno fatto una strategia di marketing che permette al prodotto di essere acquistato anche all’estero. Se la nostra valuta rafforza, il valore dell’euro aumenta rispetto al dollaro o alla sterlina. Nel commercio internazionale vengono imposti dei dazi.
Y in date condizioni può variare, se varia M. Il PIL può variare se variano le importazioni. Il governo ha potuto comprare più merci, più servizi, più prodotti e in questo modo si sono consentiti nuovi consumi nel nostro Paese, dunque anche un aumento di C. In alcuni settori, però, sono fallite le imprese italiane. Se invece di importare prodotti già pre-acquistati, ne vendiamo semilavorati o materie prime a prezzi inferiori, questo è un fatto positivo e il PIL andrà ad aumentare.
19 ottobre 2016 - Cuneo fiscale
Cuneo fiscale = ciò che l’azienda versa e ciò che poi il lavoratore percepisce. Si dice fiscale poiché questi soldi li prende lo Stato per pagare delle spese e per trattenerli in seguito per la pensione. Se diminuisce il cuneo fiscale, diminuiscono le entrate dello Stato.
Le regole fondamentali dei meccanismi dell’economia:
1 - Regola dell’interdipendenza fra le parti e il tutto:
L’economia è interdipendente, ossia dipende da altri elementi e segue dei meccanismi all’interno dei quali se anche solo una cosa varia, varia tutto. Si tiene poco conto dell’interdipendenza, poiché non si può tenere conto solo di essa singolarmente, ma devo rapportarla a diversi momenti nel tempo. Il rapporto tra scelte di natura politica ed economica e il consenso del popolo provocava sempre dei problemi. James Buchanan, politico statunitense, disse che durante le elezioni c’era sempre un periodo pre-elettorale in cui si allargava la spesa a causa della propaganda.
2 - Regola della fonte unica delle risorse:
Qualsiasi risorsa economica ha fonte solo nello scambio tra famiglie e imprese. Infatti ogni moneta ha solo un’ unica fonte che vediamo crearsi proprio nel rapporto tra le famiglie e le imprese. Stampare la moneta non consiste nel fare economia, ma è una riserva di valore che può servire e che può essere utilizzata al momento. Se la fonte unica sono le famiglie e le imprese, una prima politica fondamentale sarà quella di far funzionare e salvaguardare al meglio questa fonte.
3 - Regola della giusta imposta:
“Imposta” deriva dal verbo imporre (qualcuno ha potere coercitivo, ossia potere di obbligarti a fare qualcosa). La “giusta imposta” è quella tassa che non distrugge il funzionamento della fonte unica delle risorse. Se, ad esempio, manca il denaro, a causa della forte pressione fiscale, e non può funzionare una determinata imposta, essa rischia di “decadere” e ciò significa che non è una giusta imposta. L’IVA influisce molto sullo Stato e sui suoi introiti. Fisco = fiscus = “cesto”, posto in cui andavano a finire le tasse e i tributi. Il fisco deve essere “ragionevole” e giusto. Per calcolare il carico fiscale bisognerà considerare anche ciò che versa allo Stato in tasse e ciò che paga attraverso i suoi consumi.
4 - Regola della natura sussidiaria dell’aiuto prestato dallo Stato e della sua temporaneità:
Sussidiaria = subsidium afferre = “portare aiuto”. Una cosa sussidiaria porta aiuto SOLO temporaneamente, perché ognuno deve poi imparare a risolvere i suoi bisogni da solo. L’aiuto dello Stato deve esser sussidiario e temporaneo.
Esempio: una persona è disoccupata (involontariamente) e bisogna aiutarla perché essa trovi lavoro. Al disoccupato vengono proposti due lavori diversi che, nel caso fossero entrambi rifiutati, avrebbe dovuto rinunciare allo stipendio di sussidiarietà (per disoccupati). Se ne occupò anche il ministro laburista Tony Blair. PERO’ i paesi che hanno ricevuto più aiuti sono i paesi che si sono sviluppati di meno. Infatti succede esattamente come nell’educazione: se un figlio viene oppresso dai propri genitori non lo si aiuta, non imparerà mai da solo. Troppo aiuto può essere nocivo e portare lo Stato ad essere uno “stato minoritario”.
5 - Regola del deficit e del debito efficienti:
Guardo al caso di una famiglia: il suo...
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