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Romanticismo inglese e ruolo della poesia nella società dell'Ottocento

Il Romanticismo propone una concezione della poesia e del linguaggio come uno strumento di conoscenza, gnoseologico: è uno strumento di analisi profonda della realtà. Poesia come strumento per eccellenza di conoscenza della realtà e del mondo.

  • Questa visione del mondo è in contrasto con altre tendenze opposte a quelle romantiche, ovvero le tendenze maggioritarie che negavano questa volontà di attribuire una dignità conoscitiva al linguaggio poetico, opponendosi all'ideologia della poesia in ogni modo e tentando di squalificare l'ideologia del Romanticismo e porlo ai margini della cultura, tenerlo in una posizione minoritaria, ai margini.

Il Romanticismo è un movimento moderno: la Modernità, però, non è un blocco unico ma è complesso. Per capire i motivi che animano il movimento romantico è necessario introdurre la modernità, la sua nascita, i suoi sviluppi.

Premessa sulla modernità

Si sviluppa a partire dal 1400 e arriva al culmine del suo sviluppo nel 1600. Inizia con la data di invenzione della stampa a caratteri mobili, il 1455, ma in realtà non nasce proprio con una data precisa, nasce spontaneamente da tutta una serie di eventi. Tra il 1400 e il 1600, abbiamo quello che la critica definisce come la svolta epistemica: episteme = insieme di conoscenze, teorie, credenze, idee, pratiche, usi, costumi, pensieri che caratterizzano una determinata epoca storica, e che fondano i presupposti di questa epoca. È il fondamento ideologico e pratico di un'epoca.

  • La svolta epistemica è quindi un passaggio da una visione del mondo, dell'individuo, di una cultura, di Dio di un tipo, a una concezione di un altro tipo. Da uno stampo medioevale a uno stampo moderno: svolta del modo stesso in cui l'individuo vive la cultura del suo tempo.

Eventi cardine del cambiamento epocale

  • Invenzione della stampa a caratteri mobili: invenzione del secolo, che cambia completamente il mondo della cultura in maniera completa. Nel 1455 viene inventata e viene stampato il primo libro in versione integrale, la Bibbia di Gutenberg. La stampa cambia completamente il modo di rapportarsi alla cultura: la cultura diventa reperibile per molti. Nel Medioevo produrre un libro necessitava un costo e un tempo di produzione molto elevato, inoltre si potevano produrre limitati numeri di libri, perché venivano scritti manualmente uno per uno. Con la stampa, invece, i costi si abbattono, il tempo viene ridotto e la quantità di libri aumenta: i libri sono reperibili a più persone.
  • Diffusione illimitata delle idee: aspetto positivo per gli umanisti, ma negativo per chi aveva interesse a controllare e regolare l'influsso delle idee, ad esempio la Chiesa. In questa epoca iniziano infatti ad essere comuni i roghi dei libri: il libro più bruciato fu la Bibbia, che fino all'epoca moderna era riservata solo agli uomini di chiesa e che poi diventa accessibile per tutti. Nasce un vero e proprio indice dei libri proibiti, ed in cima c'era la Bibbia.
  • Altri libri accessibili a un gran numero di persone furono i classici: fino a questo periodo queste edizioni di classici filosofici e letterari erano chiuse nei monasteri o erano accessibili solo a chierici, università e pochissimi nobili. La maggiore circolazione di libri consentì l'accesso all'educazione ad un maggior numero di persone, soprattutto a un'intera classe sociale nuova, ovvero la borghesia, che acquisisce sempre maggiore importanza, fino a diventare la vera protagonista, la classe più forte, protagonista della modernità.
  • Con essa cambiano gli equilibri di potere in tutta Europa: da cultura in mano alla chiesa, a cultura in mano alla classe borghese.

Riforma di Lutero e altre riforme

  • Riforma Protestante: inizia con la figura di Martin Lutero, iniziatore della riforma. Aveva gettato le basi per un nuovo modo di concepire la spiritualità e il rapporto con Dio. Lutero segna l'inizio della riforma, ma non fu il primo riformatore. Egli non fu il primo ad accorgersi che il cristianesimo della chiesa di Roma non era coerente con quanto scritto nella Bibbia: altri prima di lui, nel Medioevo, avevano criticato la chiesa cattolica e se neerano distaccati.
  • Lutero non fu nemmeno il primo a tradurre la Bibbia in lingua volgare: ci sono altre traduzioni precedenti, risalenti alla fine del 1300. Ciò che lo distinse e lo rese il riformatore per eccellenza è il fatto di essere stato l'uomo giusto al momento giusto: ebbe la fortuna di dare il suo contributo come riformatore in un periodo in cui i tempi erano maturi per un cambiamento epocale, da un punto di vista ideologico, sociale e politico.
  • Lutero fu il primo riformatore ad avere la fortuna di operare nel periodo in cui era stata inventata la stampa, che diede grande eco alle sue idee: strumento per la diffusione della riforma protestante, che non sarebbe stata tale senza la stampa. Nel giro di pochissimi anni mezza Europa si convertì al Protestantesimo e venne poi frammentata in tante forme religiose diverse.
  • Le idee di Lutero circolano e riescono a raggiungere un vasto pubblico: questo era uno strumento molto più sicuro per il riformatore, poiché le sue idee circolavano senza mettere in pericolo la sua vita. Per ogni libro bruciato ne vengono prodotti altre mille: le idee non si possono più fermare.
  • 31 ottobre 1517: inizio della Riforma Protestante. Fino a questa data la chiesa d'Occidente era rimasta un blocco unico. Dal 1054 (anno dello scisma d'Oriente) al 1517 era riuscita a mantenere la sua unità. Lutero affigge le sue 95 tesi sulla porta del duomo di Wurttemberg: accusa la chiesa di Roma di aver tradito i principi di base del Cristianesimo. Lutero arriva a fare un atto così forte di rottura nei confronti della Chiesa. Egli era un monaco e lo rimase fino a che, con il progredire dei suoi studi, si rese conto che molte cose non quadravano nella chiesa di Roma.
  • Ciò che fa traboccare il vaso è la questione della vendita delle indulgenze in Germania da parte del monaco Tetzel, che era stato inviato dal Papa a vendere le indulgenze, a scambiare la salvezza con i soldi, per raccogliere i soldi per costruire la Basilica di San Pietro in Vaticano. Lutero rimane scandalizzato e scrive le tesi, che ottengono grande consenso da ogni strato della società, consenso che per la Chiesa divenne subito pericolosa.

Viene scomunicato nel 1520 con la bolla Exsurge Domine: gli vengono offerti 60 giorni di tempo per ritrattare, pena la scomunica. Nel 1521 l'imperatore Carlo V decide di indire una dieta a Worms, un'assemblea in cui i principi del sacro romano impero si riuniscono per discutere questa riforma. Lutero si rifiuta di ritrattare le sue idee e viene dichiarato eretico notorio: chiunque lo riconosce può ucciderlo a vista. Lutero dovrà quindi nascondersi. La riforma intanto si diffonde in tutta Europa e viene portata avanti da altri riformatori.

  • Tutti questi riformatori si oppongono e producono una traduzione della Bibbia nella loro lingua volgare. Calvino con la Bibbia di Ginevra, Zwingli con la Bibbia di Zurigo, la Bibbia in italiano...
  • Alla base c'è un passaggio da fides implicita a fede consapevole. Fides implicita = modalità di credere alla gente comune del Medioevo. Alla gente non veniva chiesto di comprendere la propria fede, l'individuo semplicemente credeva, non doveva capire tutto ciò che veniva detto in latino nelle varie messe, ma doveva semplicemente aderire in maniera cieca e infantile.

Con la Riforma tutto cambia: si parla di un rapporto personale con la fede. Nessuno può credere al posto di nessun altro: la fede è qualcosa per cui ciascun individuo deve lottare, e che ciascuno deve ricevere personalmente per se stesso. La fede deve essere qualcosa che nasce dal frutto di una riflessione, di uno studio personale, non viene imposta dall'esterno. Da qui si capisce l'importanza della traduzione della Bibbia: il popolo doveva essere in grado di capire. Per questo ciascun riformatore per prima cosa porta una nuova traduzione della Bibbia.

  • Rapporto con la fede legato al concetto di libero esame: uno dei capisaldi importanti della riforma, un rapporto diretto con il testo biblico e non più mediato da altri. Con la Riforma si assiste a una vera e propria crisi dell'autorità della Chiesa di Roma. La fede è legata ad una dimensione individuale, la Chiesa perde le redini di controllo sul mondo spirituale europeo.

Scisma anglicano e crisi dell'autorità politica

Altra frattura all'interno della Chiesa è quella in seguito allo scisma anglicano in Inghilterra, scisma di re Enrico VIII, incoronato nel 1509. Pur essendo responsabile dello scisma, era inizialmente un sovrano estremamente cattolico e alleato fedele della Chiesa. Nel 1509 sposa Caterina d'Aragona, figlia di Isabella di Castiglia e Ferdinando d'Aragona, sovrani campioni della cattolicità in Europa. Caterina d'Aragona era stata precedentemente la moglie del fratello di Enrico, Arturo, morto in giovane età. Dopo la sua morte, Enrico VIII sposa Caterina.

  • 1521: scrive un trattato in cui difende il Papa e la chiesa cattolica contro le accuse luterane. Venne anche insignito dal Papa con il titolo di difensore della fede.

Tutto cambia quando nel 1527, Enrico VIII chiede al Papa Clemente VII il divorzio dalla moglie. Il motivo di questo divorzio fu il fatto che Caterina, dopo anni di matrimonio, non era stata in grado di dargli un erede maschio al trono. L'unica figlia fu Maria I, ma era una figlia femmina. Enrico VIII si era invaghito di una dama, Anna Bolena, che pensava avrebbe potuto dargli un erede maschio per il trono: cerca di annullare il suo matrimonio, prendendo anche come pretesto il fatto che aveva sposato sua cognata, quindi il matrimonio era di per sé nullo, ma il Papa non accetta, poiché voleva rimanere fedele alla sua alleanza con la Spagna.

Enrico VIII, allora, rifiuta l'autorevolezza del papa e si nomina a capo della Chiesa Anglicana. In questo modo poté divorziare, anche senza il riconoscimento da parte del Papa, si sposa con Anna Bolena e ebbe anche altri benefici, tra cui quello di essere capo della chiesa (potere temporale e spirituale) e benefici anche dal punto di vista economico. Si appropria di tutti i beni della Chiesa in Inghilterra (proprietà terriere, ricchezze, tesori, soldi, beni culturali...).

  • La Chiesa risulta quindi frammentata in tantissimi pezzi.

Legata a questa crisi, tra il 1500 e 1600, vi fu anche una crisi dell'autorità politica per potere spirituale e temporale. Si verifica un po’ in tutta Europa. Molti principi tedeschi si convertono al Protestantesimo: usano questa conversione come pretesto per emanciparsi dall'autorità dell'imperatore, affermando la loro indipendenza spirituale e politica, e ottengono grandi benefici.

Da monarchia assoluta a monarchia parlamentare

Inghilterra: da Enrico VIII nasce quindi l'elaborazione di un modello sempre più lontano dalla monarchia assoluta fondata su diritto divino e sempre più monarchia parlamentare. Sempre maggiore importanza al concetto di rappresentanza: potere che viene non dall'alto, ma dal basso, non concentrato in una sola persona, il sovrano, ma in tante figure. Va in crisi il concetto di monarchia assoluta per diritto divino: non viene spazzato via in un momento, ma avviene in un lungo e sofferto periodo della storia inglese.

Non si impone subito il modello parlamentare: dopo Enrico VIII ci furono vari sovrani che seguirono la sua politica, ma anche altri che cercarono di riportare e ristabilire il cattolicesimo e l’assolutismo. Enrico VIII aveva imposto l'anglicanesimo in un bagno di sangue: non tutti erano disposti a seguirlo. Sua figlia, Maria I, che gli succedette, in un uguale bagno di sangue cerca di riportare il cattolicesimo in Inghilterra. Poi Elisabetta I, figlia di Enrico VIII e Anna Bolena, riprende la linea di governo del padre, e tutto procede in un'alternanza.

Fino al 1600: due sovrani, Giacomo I e Carlo I, cercano di stabilire la monarchia assoluta su modello francese. Questo tentativo non venne accolto positivamente dall’Inghilterra, pronta ad andare nella direzione opposta. Risponde con una guerra civile, o prima rivoluzione inglese. Questa rivoluzione termina con un atto simbolico: la decapitazione di Carlo I. Il re non era più il capo dello Stato.

  • Dopo Carlo I, ci furono ancora dei timidi tentativi di riportare cattolicesimo e assolutismo. Dopo aver giustiziato il re, vi fu un breve periodo di repubblica, la repubblica di Cromwell, di stampo calvinista. Era una vera e propria dittatura militare di stampo puritano (versione inglese della riforma di Calvino).

Non era un governo liberale, ma molto duro: gli ideali di Cromwell erano legati alla sua fede puritana. Fu una teocrazia, fondata sulla teologia calvinista. Fu un periodo molto cupo, furono aboliti i teatri, ridimensionato il mondo artistico in quanto aveva una visione negativa dell’arte come menzogna (finzione = menzogna, ideologia puritana). Morto Cromwell, muore anche il suo ideale nel 1660. Si instaura di nuovo la monarchia con Carlo II. Il suo successore, Giacomo II, era un sovrano che voleva riportare il cattolicesimo. Cerca di portare avanti un modello in cui tutte le confessioni avevano lo stesso potere: Parlamento e Chiesa di Inghilterra non erano d'accordo, ma sopportano questa situazione. Le figlie di Giacomo infatti erano protestanti, sposate con uomini protestanti, quindi non vedevano alcun pericolo. Ma Giacomo II ebbe un erede maschio.

Guglielmo d'Orange, marito di una delle figlie di Giacomo II e re dei Paesi Bassi, era preoccupato per questo successore di Giacomo II: se l'Inghilterra fosse diventata cattolica, i Paesi Bassi si sarebbero trovati in una posizione molto complicata, posti tra due esempi di cattolicesimo molto forti. In accordo con 7 politici inglesi, che vennero soprannominati "i sette immortali", decide di invadere l'Inghilterra per restaurare il potere del parlamento: Guglielmo non deve fare guerre importanti, perché ha l'appoggio di tutte le potenze. Tutti lo accolgono a braccia aperte e Giacomo II fugge in Francia. Guglielmo d'Orange e la figlia di Giacomo vengono nominati re e regina d'Inghilterra: questo periodo fu chiamato gloriosa rivoluzione, ovvero una rivoluzione senza spargimento di sangue.

  • Da questo avvenimento tutti i sovrani dovettero giurare fedeltà al Parlamento e alla Chiesa d'Inghilterra.

Con la modernità si assiste quindi ad una crisi spirituale e temporale: entra in crisi il concetto di sovranità assoluta, e vi fu una nuova concezione di potere politico.

Scoperte geografiche

  • Dalla fine del 1400 inizia il periodo delle grandi scoperte geografiche. Si investe nell'opera di Colombo, nel 1487 Diaz doppia il Capo di Buona Speranza, poi nel 1498 Vasco da Gama arriva in India. Nel 1500 Cabral approda in Brasile e poi seguirono tutte le altre scoperte, una dopo l'altra. Questa lunga serie di scoperte implicò la frantumazione di un universo che iniziava e finiva con l'Europa e il Mediterraneo.
  • L'Europa non è più il centro del mondo, non è il mondo intero né a livello geografico né a livello economico: i commerci si spostano dal Mediterraneo sulla tratta delle Americhe e delle Indie. Tutto cambia anche a livello culturale: con le scoperte si viene a contatto con culture altre dalla propria.
  • Durante il Medioevo le persone ritenevano la propria cultura come unica esistente: in Europa c'era una sola religione, un solo modo di governo, tutto era molto simile. Si passa da un mondo di stampo medioevale a un mondo nuovo, fatto di religioni diverse, costumi e usi diversi. Si scopre un mondo e un modo di vivere diverso dal proprio, che spesso si fa fatica a comprendere. L'Europa viene catapultata fuori dalla sua bolla, si trova in un mondo più ampio. Le scoperte incentivano i commerci, che furono fondamentali per la borghesia, che diventa sempre di più la classe sociale più importante, poiché aveva in mano questi commerci. La nobiltà, invece, inizia a vivere di rendita, declina nella sua importanza.

Rivoluzione scientifica

  • Anche per l'ambito della scienza c'è un crollo del principio di autorità. Da concezione di scienza di tipo medioevale, a tipo moderno. Nel medioevo c'era una concezione della scienza molto diversa: la scienza era un sapere di tipo contemplativo, non di ricerca.
  • Università e monasteri = unici luoghi della cultura, che dovevano conservare e ripetere il sapere passato. Un grande peso in questo ambito aveva la tradizione: era un sapere fondato sulla tradizione e sull'autorità dei grandi autori del passato. Era molto influenzato dalla teologia scolastica. Difficilmente si inseriva qualcosa di nuovo, era un sapere antico.
  • La scienza moderna non si fonda più su questo, ma sull'esperienza: non sapere teorico ma pratico, tratto dall'esperienza diretta, osservazione diretta del mondo e dei fenomeni. Non ripetizione delle autorità ma il nascente metodo scientifico: metodo rigoroso che prevedeva un percorso di osservazione, misurazione attraverso la tecnica e illustrazione metodica dei risultati attraverso un linguaggio oggettivo, ovvero quello matematico.

Misurazione: la nuova scienza stabilisce un'alleanza nuova con la tecnica. Nel Medioevo la scienza era un ambito filosofico, scollegato dalle arti meccaniche, considerate arti minori; la nuova scienza prende queste arti inferiori e le mette al centro. Agisce con la tecnica e si serve come base della sua attività di un notevole numero di strumenti. La tecnica doveva migliorare l'osservazione e doveva misurare in maniera oggettiva.

  • Invenzioni: cannocchiale, microscopio, termometro, barometro.
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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-LIN/10 Letteratura inglese

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher aeea11 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura inglese e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bergamo o del prof Taschini Audrey.
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