Il sistema economico
I soggetti che compongono un sistema economico sono raggruppati in tre grandi categorie:
Famiglie e individui
- Offrono lavoro (da cui traggono reddito)
- Domandano beni e servizi (consumatori)
- Investono il risparmio (differenza fra reddito e consumo)
Imprese
- Producono beni e servizi
Stato (centrale e enti periferici)
- Regola i rapporti fra i soggetti economici
- Produce beni e servizi (non destinati alla vendita)
- Effettua trasferimenti di reddito (imposte, sussidi, pensioni, ecc.)
- Attua manovre di politica economica (politica fiscale, politica industriale, ecc.)
L'impresa
L’impresa è l’organizzazione economica che produce beni e servizi destinati alla vendita. Tale caratteristica non è univoca dell’impresa, anche lo stato produce beni e servizi, ma la differenza è che qualora siano forniti dallo stato non sono destinati alla vendita.
La produzione consiste nella trasformazione di beni e servizi acquistati sul mercato (input) in altri beni e servizi ceduti sul mercato (output).
Ricavi
(Valore della produzione) – Valore dei prodotti o servizi ottenuti in un periodo (volume prodotto per i relativi prezzi unitari di vendita).
La differenza tra ricavi e fatturato sta nella parola periodo; i ricavi si riferiscono non all’intera vita dell’impresa, ma a un determinato periodo di tempo.
Costi
Valore dei fattori produttivi utilizzati in un periodo per ottenere i relativi prodotti o servizi (quantità di fattori produttivi per il relativo prezzo unitario di acquisto).
Profitto (utile)
Differenza fra i ricavi ed i costi in un periodo (perdita se negativa).
L'impresa nella teoria economica
La teoria economica convenzionale assume che l’obiettivo dell’impresa sia la massimizzazione del profitto. Nell’affermazione si sottintende che:
- Coloro i quali prendono le decisioni nell’impresa lo fanno nell’interesse dei proprietari il cui obiettivo è la massimizzazione del profitto.
Questa affermazione non vale in generale:
- Vi sono tipologie di imprese non orientate al profitto.
- Anche le imprese orientate al profitto tengono conto di diversi interessi oltre a quello dei proprietari.
Fabbisogno finanziario
Ogni attività di beni e servizi parte dall’acquisto di beni e servizi (che devo affrontare sempre). L’attività produttiva genera quindi un fabbisogno finanziario (capitale) derivante da:
- Necessità di acquisire beni durevoli necessari all’attività produttiva (immobili, impianti, macchine, ricerca e sviluppo, ecc.).
- Sfasamento temporale fra il sostenimento dei costi e il conseguimento dei ricavi (durata del processo produttivo e distributivo).
Copertura del fabbisogno finanziario
Il fabbisogno finanziario è coperto attraverso due tipologie di capitale:
Capitale di rischio
- Fornito dai soci
- Non è prefissata la restituzione (salvo recesso o cessazione dell’attività dell’impresa)
- La sua remunerazione è funzione dei risultati dell’impresa (se negativi il capitale può essere in tutto o in parte eroso)
Debito
- Banche o obbligazioni
- Sono prefissate le modalità di restituzione
- È prefissata la remunerazione (che è indipendente dai risultati dell’impresa)
L'impresa capitalistica (orientata al profitto)
Nell’impresa capitalistica la titolarità dell’impresa (proprietà) è attribuita a coloro i quali forniscono il capitale di rischio (soci).
Alla proprietà sono associate due prerogative:
- Il controllo (delle risorse dell’impresa)
- Il diritto al profitto dell’attività d’impresa
Impresa e ordinamento
L’attività delle imprese è fortemente influenzata dal contesto normativo:
- Normativa civilistica riguardante l’impresa
- Leggi e regolamenti relativi a specifici settori o produzioni
- Normativa fiscale relativa al reddito delle persone fisiche e giuridiche
Le forme giuridiche d'impresa
Per obbligo, affiancato al nome della società deve essere identificata sempre pubblicamente anche la forma giuridica corrispondente. Le diverse forme giuridiche d’impresa previste dal nostro Codice civile regolano le modalità attraverso le quali si attua:
- L’esercizio del controllo dell’impresa da parte dei proprietari (come i proprietari possono esercitare la loro prerogativa di controllare l’attività di impresa)
- La raccolta dei finanziamenti (il modo in cui l’impresa può raccogliere capitali dall’esterno)
- L'esercizio in comune dell’attività d’impresa nel caso delle società (regolare in che modo si esercita in comune l’attività di impresa)
- Le modalità di conferimento del capitale da parte dei soci e la ripartizione degli utili
- I rapporti fra la società, i soci ed i terzi
Impresa individuale
- Posseduta e gestita da un unico soggetto che è illimitatamente responsabile delle obbligazioni dell’impresa verso i terzi (molto utilizzata per attività artigianali)
Società di persone
- Posseduta e gestita da due o più persone
- I soci sono illimitatamente e solidalmente responsabili delle obbligazioni dell’impresa verso i terzi (ci deve essere un’elevata quantità di fiducia tra i soci, infatti spesso composte da familiari)
- La proprietà non può essere ceduta senza il consenso dei soci
Queste forme finora elencate sono le più semplici di impresa, ma hanno dei limiti: il fatto di avere la responsabilità da parte dei soci illimitata verso terzi, di conseguenza questo limita la dimensione del capitale investito (quindi in generale la dimensione della società). Vi è la possibilità ovviamente con certe limitazioni, di trasformare un’azienda cambiando forma giuridica, ovviamente sarà impossibile trasformare una società cooperativa in una di persone ecc.
Un’attività potrebbe richiedere grandi investimenti (come all’avvio di un’impresa) e investimenti rilevanti che nessun singolo o piccolo gruppo di persone si sentirebbe di investire totalmente in una singola attività. Quindi vi è la necessità di trovare un meccanismo che consenta alle imprese di raccogliere un’elevata quantità di capitali anche da una platea molto vasta di soci, a questo punto si devono anche trovare delle modalità per gestire una società con tanti soci (se a contribuire vi sono tanti soci, è evidente che poi non possiamo trovarci con un numero elevatissimo di persone a gestire la società in maniera assembleare).
Inoltre, va sottolineato che non sempre chi ha ingenti capitali da investire ha interesse a gestire l’impresa. Allora si sviluppano altre forme di impresa: (se prima parlavamo di persone che si mettevano in collaborazione, ora parliamo dell’unione di capitale).
Società di capitale
Va sottolineato che la società di capitale non è di per sé una forma giuridica, ma è una tipologia di forme giuridiche; nel caso italiano le forme sono diverse, la più diffusa è la SRL, SPA, SAPA (società a responsabilità limitata, società per azioni e società in accomandita per azioni).
- Responsabilità limitata dei soci al capitale sottoscritto (se l’impresa dovesse andare male, al più il socio ci rimette il capitale che ha investito e i terzi non possono rivalersi sul patrimonio personale dei soci)
- La società è un soggetto giuridico autonomo rispetto ai soci (quindi è la società che fa contratti verso terzi e che ne risponde, i soci sono soggetti diversi rispetto la società)
- Nelle società di capitali, i soci possono essere delle persone fisiche, ma anche delle società, basta che abbiano autonomia giuridica
- Le azioni possono essere liberamente scambiate (qualche statuto può prevedere che i soci non possano scambiare liberamente azioni senza il consenso degli altri soci)
- I diritti di proprietà sono attribuiti in proporzione alle azioni o quote possedute
- Vi è separazione fra proprietà e gestione (amministrazione)
Si utilizza una società per azioni solitamente quando la quantità di capitale investito è ingente, indipendentemente dal numero di soci. (Questo anche per la diversa forma in cui può raccogliere capitali.) Ovviamente anche con pochi soci posso fare una SRL, ovviamente rispetto alla società di persone ci sono svantaggi e vantaggi (responsabilità limitata, bilancio pubblico, come si raccolgono capitali, come si gestisce la società, ecc.)
Società cooperativa
La società cooperativa è la tipologia, la forma specifica è la società cooperativa a responsabilità limitata.
- La proprietà appartiene ai soci indipendentemente dal capitale versato da ogni socio (quindi spesso ogni socio versa lo stesso capitale)
- Lo scopo è mutualistico (non di lucro, es: cooperativa di pulizie, la Coop: lo scopo della società è quello di pareggio, se vi è un avanzo questo viene ripartito tra i soci in base agli acquisti), è la caratteristica principale che contraddistingue la società cooperativa da tutte le altre forme giuridiche
Quando la società cooperativa si scioglie e ci sono degli avanzi, questo viene dato ad un fondo che fa beneficenza, mentre nella SRL viene diviso tra i soci.
La governance delle società di capitale (SpA)
Nello schema in figura viene rappresentato lo schema governativo di una SpA, la quale è nata per distinguere soci da amministrazione.
L’assemblea dei soci è l’organo al quale partecipano tutti i soci, ovvero tutti coloro che hanno quote o azioni. Le azioni sono i titoli attraverso i quali la società per azioni raccoglie capitali. (A seconda del numero di azioni acquistate si ha una determinata quota.)
- All’assemblea dei soci possono partecipare tutti i soci della società, anche quelli con 1 azione (ovviamente il peso del voto sarà in relazione alle quote possedute).
- Per quello che riguarda il diritto di divisione dei profitti, questi sono strettamente connessi alle quote dei singoli soci (analogamente al diritto di voto), ovviamente se c’è un socio con la maggioranza (50% +1) avrà il peso assoluto sulle decisioni, ma non sui profitti.
Ci sono delle eccezioni, ad esempio nel caso di decisioni particolari che prevedano delle maggioranze qualificate (ad esempio i 2/3 dell’assemblea nelle modifiche allo statuto).
I soci di un’azienda possono essere migliaia, l’assemblea dei soci non può gestire la società, molti soci possono avere acquistato a scopo di investimento e non hanno capacità o interesse a gestire la società, ecc. Quindi va fatta la distinzione tra chi ha la proprietà, ovvero i soci, e chi gestisce la società; quindi, una delle decisioni più importanti dell’assemblea dei soci è nominare coloro i quali devono amministrare la proprietà, che nella società per azioni corrisponde al consiglio di amministrazione (CdA), molto meno numeroso rispetto all’assemblea dei soci, solitamente è composto da un numero dispari di persone: questo perché nel CdA una testa corrisponde a un voto. I consiglieri possono essere anche non soci. Proprio questa separazione tra amministrazione e soci, quindi il fatto che nel CdA vi possono essere persone non socie, comporta un necessario monitoraggio da parte dell’assemblea dei soci sul CdA (oltre il bilancio annuale).
A questo scopo l’ordinamento prevede il collegio sindacale, anch’esso nominato dai soci, composto da 3 membri con delle competenze particolari che devono essere iscritti all’albo di revisione dei conti, ovvero commercialisti (per legge). Il loro compito è controllare per conto dei soci, cosa fanno gli amministratori (questo perché spesso gli amministratori sono non soci); quindi il collegio sindacale può partecipare al consiglio di amministrazione, ovviamente senza diritto di voto; ogni 3 mesi devono fare delle verifiche di cassa della società e a fine anno, quando gli amministratori attraverso il bilancio faranno il resoconto dell’attività ai soci, il collegio sindacale farà una relazione ai soci per accertare che i numeri presentati siano corrispondenti alla situazione della società. Pur non avendo voto, il collegio sindacale a volte può censurare le proposte, sulla base della legittimità (se conforme o meno alla legge e allo statuto della società, ad esempio investire in settori diversi da quelli definiti nello statuto della società – ovviamente non fanno un controllo sul merito, ma solo sulla legittimità delle procedure utilizzate).
(La presenza o meno del collegio sindacale dipende dal numero di persone, dal tipo di società ecc. – ad esempio la S.R.L. molto spesso non lo ha.)
Quando parliamo di acquisto e vendita di azioni, bisogna distinguere tra il mercato primario, ovvero la prima volta in cui la società emette azioni o aumenta il capitale, quindi quando i soldi vanno dalle tasche degli investitori alle casse delle società; poi c’è il mercato secondario, ovvero la rivendita di azioni, che dal punto vista della società non vi è nessun flusso di capitali.
Anche un numero ristretto di persone come il CdA potrebbe gestire una società in una maniera non efficace, sarebbe problematico far reggere le sorti di una società da un organo collegiale. Allora sorge la necessità di individuare una persona con una serie di poteri delegati all’amministrazione della società in autonomia, l’amministratore delegato; ovviamente i poteri sono delegati, le deleghe conferite non sono sempre le stesse e dipendono dal consiglio di amministrazione; questo significa che per determinate decisioni o operazioni non delegate va richiamato il CdA.
Può capitare che ci siano più amministratori delegati, ma con deleghe differenti.
(Molto spesso nelle società di dimensioni non rilevante si può saltare il CdA, e l’assemblea dei soci nomina direttamente l’amministratore unico.)
Le attività e i gruppi al di sotto dell’amministratore delegato non sono normati da legge, dipende dalla società e dalle scelte dell’amministratore delegato; ci potrebbe essere una direzione, con i vari responsabili dei settori commerciali (come detto non è normato, dipende dalle scelte).
Qualunque società per poter avviare la propria attività ed esercitare l’attività di impresa, deve registrarsi ad un opportuno registro presso la camera di commercio.
Una società di capitale ha uno statuto, ovvero un insieme di norme che regolano l’attività della società; questo significa che le società di capitali devono costituirsi con un atto pubblico davanti ad un notaio, dove approveranno lo statuto societario. Lo statuto ha una forma abbastanza standard, ci sono dei campi normati; ovviamente i soci possono intervenire, e sempre nelle procedure consentite dal codice di civile possono personalizzare lo statuto.
Esempio statuto società Hyperlean
È uno spin-off dell’università, si occupa di un software che fa previsioni di costo su prodotti complessi.
- L’articolo 1 è sempre la denominazione, ovvero la ragione sociale.
- L’articolo 2 è l’oggetto, ovvero per cosa si costituisce la società ecc.
- L’articolo 3 è la sede.
- L’articolo 4 è la durata.
- L’articolo 5 è il capitale sociale (se la S.R.L. necessitava di un capitale minimo di 10 mila €, la S.R.L. semplificata necessità di minimo 1 € di capitale).
(Questi sono gli articoli abbastanza standard, poi i restanti sono personalizzabili.)
Arrivati a fine durata, si riunirà un’assemblea straordinaria e si rinnoverà lo statuto e in caso modificandolo. Qui i soci hanno deciso di essere abbastanza generici nell’amministrazione, per avere più libertà di scelta nel tempo.
Tutte queste informazioni di statuto, bilancio ecc. sono pubbliche per obblighi formativi e sono visualizzabili grazie alla camera di commercio. (In forma telematica, vi è un servizio chiamato Telemaco che fornisce, non gratuitamente queste informazioni – es: un bilancio costa 2.5 €, inoltre posso vedere le visure storiche ecc.)
Commentiamo statuto società cooperativa
L’articolo 1 è sempre la denominazione. L’articolo 2 e 3 sono invertiti rispetto lo statuto precedente, poi vi è la locazione uguale. Vediamo una differenza sui principi, se prima erano di guadagno ora sono di mutualità senza fini di lucro. Viene specificato lo scopo della società e come viene gestita la mutualità senza fini di lucro. Nella cooperativa i soci non sono puri apportatori di capitali, ma lavoratori stessi. Viene ribadito che i soci concorrono alla gestione dell’impresa, partecipando alla formazione degli organi sociali e alla definizione della struttura di direzione e conduzione dell’impresa. Viene specificato l’oggetto sociale, ovvero il perché l’impresa si costituisce. Il possibile avanzo in una società cooperativa può essere ridistribuito tra i soci (fino ad un certo limite), per il resto costituirà un capitale indivisibile da utilizzare per possibili investimenti.
Anche perché l’aumento di capitale nella cooperativa è molto complicato, questo perché tutte le teste contano per una, indipendentemente dal capitale portato, di conseguenz
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