Dispensa di tecnologie della formulazione dei prodotti alimentari 2021-22
+ domande d’esame (elenco completo da cui pesca le domande per l’esame)
Definizioni varie
ingrediente: sostanza che fa parte di una dispersione
prodotto alimentare: dispersione, il più delle volte complessa
Functional foods: alimenti con riconosciuti benefici salutistici, possono
promuovere fattori positivi, oppure essere preventivi di situazioni patologiche
naturali: carote con beta-carotene o pomodori ricchi in licopene
o Alimenti processati: arricchiti con componenti a buona funzionalità
o salutistica come yogurt arricchiti in calcio
Componenti isolati e integrati in altre formulazioni alimentari come
o isoflavoni da soia o betaglucani
Alimenti la cui biodisponibilità è stata modificata
o
functional ingredients: ingredienti che modificano o rendono stabili alcune
caratteristiche fisiche dell’alimento
Molti componenti naturalmente presenti nelle matrici alimentari possono
o avere un ruolo emulsionante, plasticizzante, lubrificante (come l’acqua in
una matrice alimentare), cambiare la viscosità…
Quando i carboidrati, i lipidi e le proteine non sono in grado di garantire la
o performance che voglio, aggiungo ingredienti e additivi funzionali->
funzionalità:
Colore e stabilità del colore
Flavour
Estensione della carne
Riduzione o sostituzione dei grassi
Stabilità delle emulsioni
Proprietà gelificanti
Aumento della texture
Controllo della sineresi
Attività dell’acqua
Congelamento / stabilità allo scongelamento
Promozione della salute
additivi e coadiuvanti tecnologici
sostanze che abitualmente non vengono consumate come alimenti in quanto
tali, ma vengono intenzionalmente aggiunte al prodotto alimentare con un
preciso scopo tecnologico
l’additivo è destinato a diventare direttamente o indirettamente un
o componente dell’alimento
devono essere presentati nell’etichetta dell’alimento con il loro E
number o il nome completo in quanto fanno parte della
formulazione dell’alimento o sono contenuti negli ingredienti
utilizzati per la preparazione.
il coadiuvante esplica la sua funzione solo durante la lavorazione o
o trasformazione e sussiste nel prodotto finito come residuo senza alcun
effetto tecnologico quindi è considerato assente nell’alimento
Novel food
categoria alimentare in cui rientrano gli alimenti che prima del 15 maggio 1997
non venivano consumati in modo significativo nella comunità europea, come ad
esempio gli insetti
Per poter mettere sul mercato un novel food (insetti, alghe, prodotti ottenuti con
nuove tecnologie come alte pressioni) bisogna chiedere un’autorizzazione alla
commissione europea e all’EFSA nel caso in cui l’alimento possa avere effetto
sulla salute
esempio è l’uso della nanocellulosa: potenziale novel additivo
beta-glucano extracellulare utilizzato da gluconobatteri
o polimero che ha potenzialità tecnologiche elevate perché ha un’elevata
o idrofobicità, cristallinità, capacità trattenere acqua, un’assenza di
tossicità e di allergenicità, una superficie esposta attiva e proprio per
questo può essere utilizzata come materiale di packaging ma anche
come agente inspessente, gelante, emulsificante oppure anche come
ingrediente nei prodotti carne come alternativa alle proteine animal
L’iter che è stato necessario seguire per ottenere l’autorizzazione
o all’emissione sul mercato parte dalla presentazione di un dossier tecnico
fino all’approvazione finale e tra questi due momenti possono passare
fino a 5 anni più il tempo necessario per far recepire agli stati
L'articolo 1 del Regolamento CE 258 del 1997 distingue 4 categorie di nuovi
prodotti e di nuovi ingredienti alimentari così composte:
a) prodotti e ingredienti alimentari con una struttura molecolare primaria
nuova o volutamente modificata
b) prodotti e ingredienti alimentari costituiti o isolati a partire da
microrganismi, funghi o alghe
c) prodotti e ingredienti alimentari costituiti da vegetali o isolati a partire da
vegetali e ingredienti alimentari isolati a partire da animali
d) prodotti e ingredienti alimentari sottoposti ad un processo di produzione
non generalmente utilizzato che comporta cambiamenti significativi del
valore nutritivo, del loro metabolismo o del tenore di sostanze indesiderabili
Ci sono anche i prodotti ottenuti con novel technologies
esiste una scala TRL che va da 1 a 9 e che dice il grado di avanzamento di una
tecnologia nuova:
1 è solo poco più che un’idea teorica
o 2 è una prima valutazione di fattibilità tecnologica
o 3 sono le sperimentazioni e le analisi che sviluppano il concetto
o in seguito si cresce fino a livelli più alti che escono dalla scala di
o laboratorio a quella pilota 5
6 si è al livello commerciale
o 7 al livello di fattibilità economica
o 8 si ha una definizione di fattibilità economica e il via libera regolatorio
o 9 si è alla fine del processo per cui la tecnologia è completamente
o commercializzabile sul mercato
Ci sono tecnologie novel che non sono tutte tanto avanzate:
le tecnologie ad alte pressioni che consentono di superare i vecchi sistemi di
trattamento termico di pastorizzazione sono molto avanzate (8) e già
ampiamente utilizzate al di fuori dell’Europa
Gli alimenti prodotti con queste nuove tecnologie non termiche per evitare
danni al prodotto dovranno sottoporsi a un iter di approvazione da parte
dell’EFSA per essere valutati per il grado di tossicità e di sicurezza del
consumatore quindi non si tratta solo di ingredienti ma anche di tecnologie
di processo che devono essere valutati prima di essere utilizzati
EFSA
L’EFSA è costituita da un panel di interni dedicati agli additivi e agli ingredienti
alimentari, ai materiali a contatto, enzimi, coadiuvanti e al packaging; si hanno
ruoli tecnologici specifici e la FAO si occupa della composizione degli alimenti
Nel caso degli additivi, l’EFSA ha un panel specifico, il Food and
o Flavourings, che valuta quelli nuovi e svolge continue rivalutazioni per
quelli già ammessi per il progresso scientifico e tecnologico in modo da
garantire la sicurezza del consumatore; l’EFSA ha il compito di
determinare l’ADI per ogni additivo considerando la valutazione del
rischio e la tossicità
Sistemi dispersi
I prodotti alimentari sono Sistemi dispersi/dispersione
sistema nel quale una sostanza (la fase dispersa) è distribuita in un’altra
sostanza (fase continua o disperdente)
Ciascuna fase può essere allo stato solido, liquido o gassoso
Emulsione: liquido-liquido
Schiuma: gas disperso nel liquido
Schiume solide: gas disperso nel solido
Gerarchia della struttura
Le proprietà macroscopiche di un prodotto dipendono dall’organizzazione
strutturale delle componenti nelle scale microscopiche:
Scala nanoscopica: struttura atomica
Scala molecolare: struttura molecolare
Scala mesoscopica: polimeri
Scala micro: sistema disperso visibile al microscopio ottico
Macroscala: visibile ad occhio nudo
Es. birra
un sistema bifasico, costituito da una fase liquida e una schiuma, che a
sua volta è una dispersione di un gas dentro una fase continua liquida
-> La schiuma è una dispersione instabile, ma la si desidera stabile: per
lavorare sulla stabilità è necessario non avere una visione solo
macroscopica, quindi come schiuma, ma soffermarsi sull'interfaccia gas-
liquido -> le proteine stabilizzano l’interfaccia e quindi permette la
stabilizzazione della schiuma
evitano la formazione di bolle di sproporzionamento
tipi di sistemi dispersi:
Dispersioni eterogenee (sospensioni): sistema molto complesso
Es. gelato, che è un’emulsione e una dispersione di un gas in un
liquido
Dispersioni colloidali
Soluzioni: soluto di piccolissime dimensioni omogeneamente disperso in
una fase disperdente
Colloidi/dispersione colloidale
particelle: 1-1000nm con grande area superficiale
sistema a due fasi, i cui la fase dispersa è finemente distribuita in quella
disperdente, e le due sostanze che costituiscono le due fasi sono
immiscibili
Suddivisione di Ostwald: dallo stato della fasi che costituiscono il sistema,
si suddividono le varie tipologie di sospensioni colloidali:
Alloy: lega - Slurry: melma, liquame
Emulsione
fine dispersione di un liquido in un secondo liquido immiscibile
Negli alimenti i 2 liquidi sono acqua e olio-> può essere acqua in olio,
oppure olio in acqua
Per stabilizzare un’emulsione (evitando quindi la coalescenza) occorre lavorare
sull’interfaccia tra le due fasi:-> emulsionanti: molecole anfifiliche che possono
legarsi ad acqua ed olio
Sol e gel
Soluzioni disperse in cui si ha formazione di un network di sostanza gelante,
proteine solitamente, che trattiene all'interno elevata qt di solvente
Sol:
colloide liquido in cui la fase continua è liquida, di solito acqua, mentre
la fase dispersa è solida, solitamente un polimero (proteine o
polisaccaridi)
Quando la struttura del sol si raffredda-> gelare: le fasi si invertono e
diventa un gel
Gel:
fase continua è il polimero, quella dispersa è l’acqua
struttura semisolida in cui il polimero gelante ha creato una rete
tridimensionale che contiene l’acqua;
sono termoreversibili: col calore si sciolgono e tornano come sol
Schiuma
fase gassosa dispersa in una fase continua liquida (piccole bolle di gas
disperse in un liquido)
L’azione meccanica (es. montare albumi a neve) causa l’apertura delle
proteine e la creazione di un reticolo che intrappola l’aria
Struttura: Distribuzione della glicoproteina a bolle:
Polisaccaridi idrofili orientati nello strato liquido
o Proteine idrofobiche nella bolla di gas
o
Se il prodotto viene scaldato, le proteine coagulano e viene espulsa
l'umidità-> schiuma diventa solida: meringhe, gelato, pane
Stabilità delle schiume: dispersione di gas in un liquido
stabilizzazione avviene a livello di interfaccia tra aria e liquido ->
introduzione di ingredienti che vanno a modificare la fase continua liquida
per fare stabilizzazione di tipo sterico
Queste stabilizzazioni, in base all'ingrediente utilizzato, portano a diverse
capacità della schiuma ->
foaming capacity: la capacità di formare la schiuma
foaming stability: persistenza della schiuma nel tempo
arricchiamo la fase continua con Idrolizzato di glutine: alta velocità di
avvicinamento e assorbimento -> alta capacità di formare schiuma =
minor stabilità
Aggiunta di albume d'uovo-> Le proteine sono più lente
nell'assorbimento -> minore capacità di formare schiuma ma più stabilità
arricchiamo fase continua contemporaneamente con Idrolizzato di glutine
+ albumine: alta capacità di formare schiuma ma anche stabilità data da
glutine + albumine
colloidi possono essere di 2 tipi:
Colloidi liofilici: Particelle liofiliche disperse nel solvente adatto
Ovvero sistema colloidale in cui la fase dispersa ha un’alta affinità
o con la fase continua-> sono molto stabili grazie alle grandi forze di
attrazione fra le due fasi
Sono sistemi reversibili, perché il sol può essere ricostituito
o semplicemente rimescolando con il mezzo disperdente
Se il mezzo disperdente è l'acqua, sono detti collodi idrofilici:
o ovvero particelle colloidale formate da molecole organiche
facilmente idratate che in presenza di acqua diventano solvatate
(forma in cui sono termodinamicamente stabili)
Es. gelatine, amido, proteine e alcuni polimeri in solventi organici
Colloidi liofobici: Particelle colloidali disperse nel solvente
Ovvero sistema colloidale in cui non c’è affinità tra la fase dispersa
o e quella disperdente-> a loro stabilità è data dalla presenza di
cariche superficiali che attraggono specie ioniche dell'acqua,
formando uno strato carico attorno alla particella
Sono irreversibili
o sono termodinamicamente instabili: se lo strato carico attorno alla
o particella viene rimosso (aggiungendo elettroliti) tendono a
coescere spontaneamente formando cristalli
Se il mezzo disperdente è l'acqua, sono detti idrofobici: particelle
o senza affinità per l'acqua
Es. oro, metalli
Per stabilizzare un sistema colloidale bisogna agire all'interfaccia:
Interfaccia
strato nanometrico che separa una fase dall’altra
Ne esistono di diversi tipi a seconda dello stato (solido, liquido o gassoso)
delle due fasi coinvolte
In che modo:
Agendo sull'entità dell'area di contatto tra le due fasi: la stabilità
aumenta all'aumentare dell'area di contatto
Es. emulsione acqua-olio-> aggregazione delle particelle e la separazione
delle due fasi: oiling-off
3 2
Dispersione 1: 20cm di olio di raggio 1 cm -> 3.6gocce= area 45,5cm
Dispersione 2: stessa qt di olio di raggio 0,1cm -> 5000 gocce= area di
2
625cm
--> Tra le 2 dispersioni quella più stabile è la seconda, che per
esempio può essere ottenuta mediante omogeneizzazione a partire
dalla prima dispersione
Agendo sulla tensione superficiale: minore è la tensione superficiale,
maggiore è la stabilità
Tensione superficiale: tensione meccanica coesione delle molecole nel sistema
colloidale all'interfaccia liquido-aria
forza per unità di lunghezza applicata parallelamente alla superficie per
controbilanciare la spinta verso l'interno
Teoria:
Le molecole all'interno e sulla superficie hanno comportamenti diversi:
All'interno del liquido, ogni molecola percepisce forze attrattive di uguale
forza da ogni direzione da parte delle molecole vicine -> forza risultante
= 0
Le molecole situate sulla superficie non sono circondate completamente
dalle molecole vicine e ciò causa squilibri nella forze: si sviluppa una
forza diretta all'interno del mezzo
-> per mantenere l'equilibrio è necessario compiere un lavoro contrario a
questa forza: tensione superficiale
Stesso principio per la tensione interfacciale, ma l'interfaccia è liquido - liquido:
forza per unità di lunghezza presente all'interfaccia tra due fasi immiscibili
La tensione interfacciale è minore di quella superficiale in quanto le forze
di attrazione tra due liquidi sono maggiori rispetto a quelle tra liquido e
gas, per cui si sviluppa una minore forza diretta verso l'interno del mezzo
Se le fasi liquide sono completamente miscibili, non esiste tensione
interfacciale
Per diminuire la tensione superficiale si utilizzano tensioattivi:
Molecole anfifiliche che agiscono abbassando la tensione superficiale
Costituzione:
Gruppo di teste polari (idrofila): può interagire fortemente con i
o solventi polari, come l'acqua
catena di idrocarburi non polare (idrofobica): può formare forti
o interazioni con solventi non polari, come l'olio
Meccanismo:
Si adsorbono alle interfacce, mediando tra due fasi poiché possono
formare forti interazioni con entrambe, abbassando dunque la tensione
superficiale
La diminuzione della tensione interfacciale diventa tanto più forte quanto
più i tensioattivi vengono adsorbiti all'interfaccia, finchè l'interfaccia non
sarà satura
Una volta saturata l'interfaccia, l'aggiunta di più tensioattivi non ridurrà
ulteriormente la TS
-> viene raggiunta concentrazione micellare critica CMC: concentrazione di
tensioattivo massima in corrispondenza e al di sopra della quale
nell'interno del volume della fase si formano le micelle di tensioattivo (per
minimizzare contatto tra le catene non polari ed il solvente polare)
Stabilità dei colloidi
Stabilità dei colloidi:
dipende dal bilancio fra le forze repulsive e quelle attrattive che esistono
tra le particelle colloidali quando esse si trovano in una condizione di
vicinanza spaziale:
Stabilità: particelle resistono alla coalescenza o all’aggregazione in
quanto possiedono una mutuale repulsione
Instabilità: si manifesta quando c’è poca o nessuna forza repulsiva tra le
molecole
Cosa avviene nei sistemi colloidali:
Le particelle sono in movimento: a causa del moto browniano o per
agitazione-> avvengono continue collisioni tra le molecole nel mezzo
disperdente
Dopo le collisioni il sistema può:
Rimanere stabile:
Formare aggregati: per effetto di forze di attrazione di van der walls
Flocculazione: è un primo step della coalescenza
o è una aggregazione di due o più gocce individuali che si fondono
a formare gocce più grosse grazie a legami interparticellari, che
però mantengono la loro individualità
Reversibile grazie al processo di deflocculazione
Coagulazione/coalescenza: l’aggregazione delle singole unità si traduce
in una fusione delle particelle più piccole in quelle grandi, quindi si ha la
creazione di una struttura non più distinguibile nelle sue unità
Irreversibile
E di conseguenza avviene separazione delle fasi:
Sedimentazione: se l'aggregato è più denso del mezzo continuo
Affioramento: se l'aggregato è meno denso del mezzo continuo
Meccanismi di stabilizzazione:
La stabilità può essere aumentata addizionando tensioattivi o polimeri al
sistema, questi agiscono sulle proprietà di interfaccia tra la fase dispersa e
la fase disperdente
Stabilizzazione elettr
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