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Istituzioni di diritto pubblico

Capitolo 1: Caratteri fondamentali del fenomeno giuridico

Istituzioni (institutiones) dal latino, ovvero i fondamenti, gli istituti giuridici fondamentali.

Diritto è un termine con più significati. Si può distinguere in 2 modi:

  • Diritto in senso oggettivo, che si riferisce a un insieme di regole poste, come il diritto pubblico, privato, penale, tributario, commerciale ecc. Ma lo vedremo più avanti.
  • Diritto in senso soggettivo, ovvero la posizione dal punto di vista giuridico dei rapporti giuridici di un soggetto, che può essere sia fisico che giuridico. Questo perché sia le persone fisiche sia quelle giuridiche si trovano all’interno di rapporti giuridici (es. entrambi possono acquistare dei beni). Il soggetto è titolare quindi di molteplici posizioni giuridiche soggettive, denominate così perché appunto riguardano il soggetto (noi, per esempio, che ci rapportiamo con altri soggetti sia fisici che giuridici).

Diritto in senso soggettivo: posizioni giuridiche soggettive. Le si dividono in 2:

  • Quelle di vantaggio, dove il soggetto ottiene un beneficio, un vantaggio, ed è destinatario di un bene o di un servizio.
  • Quelle di svantaggio invece, dove il soggetto è tenuto a dare o a fare qualcosa (o anche non fare e non dare). Si crea infatti una situazione di svantaggio per il soggetto.

!!! Noi spesso siamo titolari contemporaneamente di situazione giuridiche di vantaggio e di svantaggio !!!

Posizioni giuridiche di vantaggio

Le posizioni giuridiche di vantaggio sono 2 (e possiamo esserne titolari contemporaneamente):

  • Diritto soggettivo, ovvero quella posizione giuridica in cui il soggetto titolare riceve una tutela diretta (è il loro unico scopo) da parte della norma giuridica che lo prevede. Detto in altri termini, il diritto soggettivo è riconosciuto direttamente dalla norma, che ha proprio lo scopo di riconoscere quel diritto soggettivo. Il diritto soggettivo si distingue a sua volta in 2 tipologie:
    • Diritto soggettivo assoluto, che può essere vantato nei confronti di chiunque. Tuttavia, in determinate condizioni, l’autorità pubblica può espropriare un bene privato, laddove ci sia un interesse pubblico (scuola o ospedale sopra la tua proprietà; oppure se l’edificio è considerato pericolante, l’autorità può sgomberare l’edificio per incolumità pubblica - art. 42).
    • Diritto soggettivo relativo, che invece può essere vantato soltanto nei confronti di alcuni. È un diritto soggettivo come quello assoluto ma non può essere fatto valere nei confronti di chiunque. (Esempio: presto 100€, ma non ho il diritto soggettivo assoluto di richiedere i soldi).
  • Interesse legittimo, ovvero quella posizione giuridica in cui il soggetto titolare riceve una tutela indiretta da parte della norma giuridica che lo prevede, poiché la norma è finalizzata ad un altro scopo, ovvero quello di perseguire un interesse pubblico. (Esempio concorso pubblico: un interesse al quale la PA agisca legittimamente, ovvero quando rispetta la legge).

Posizioni giuridiche di svantaggio

Le posizioni giuridiche di svantaggio sono 2:

  • Doveri, cioè delle imposizioni finalizzate a soddisfare un interesse generale. (Esempio: i doveri costituzionali, come il dovere tributario - art. 53, per cui tutti devono pagare le tasse, che servono alle spese pubbliche).
  • Obblighi, ovvero imposizioni finalizzate a soddisfare un interesse particolare. (Esempio: obblighi contrattuali. Se vendo il mio PC, l’altra persona ha l’obbligo di pagarlo ed io ho l’obbligo di dargli il PC).

Pubblica amministrazione

La pubblica amministrazione (PA) è un apparato burocratico pubblico (costituita dagli enti pubblici, e quindi dai pubblici dipendenti) servente ad un interesse pubblico, in genere agli organi politici. Come agisce? Agisce in base a quello che stabilisce la legge. Il modo di agire del privato è diverso da quello di agire della PA, perché il privato persegue un interesse privato e può fare tutto quello che non è vietato dalla legge, mentre la PA deve necessariamente perseguire un interesse pubblico e deve fare solo quello che prevede la legge. Per seguire questo interesse pubblico, la PA deve seguire delle indicazioni, ovvero quelle delle leggi.

  • Esempio 1, concorso pubblico: il secondo arrivato, se ritiene che la PA non abbia agito legittimamente, può chiedere l’annullamento del concorso, poiché ha l’interesse (ha subito una lesione) legittimo (poiché la PA non ha seguito la legge, si è comportata in manieraillegittima).
  • Esempio 2, espropriazione terreno: se la PA vuole espropriarmi la proprietà, io ricevo l’avviso e subisco una lesione. Posso perciò contestare la PA per come ha esercitato questo potere (come, non il suo potere) poiché io ho un interesse e posso chiedere l’annullamento.

Nonostante ciò, non tutti possono contestare la PA: per farlo devi avere un interesse, giuridicamente qualificato.

Diritto in senso oggettivo

Il diritto in senso oggettivo è un insieme di regole che disciplinano i rapporti dei componenti di una collettività, in un determinato momento storico. Si fa riferimento al termine di “ordinamento giuridico”, ma ne parleremo in futuro. Il diritto pubblico si occupa di quelle regole che disciplinano i rapporti tra la libertà privata (ovvero i diritti del privato), e l’autorità pubblica (nel diritto pubblico vi rientra anche il diritto penale, ovvero quel diritto che si occupa di punire qualcuno che ha commesso un reato per garantire l’ordinato svolgimento della vita sociale, un interesse pubblico, e il diritto tributario, ovvero quell’insieme di regole che disciplinano il pagamento di tributi allo stato poiché appunto quei tributi servono a finanziare spese pubbliche, e l’agenzia delle entrate è un’autorità pubblica).

Abbiamo una pluralità di regole, come le regole morali (religiose), le regole sociali (es. cedere il posto ad un anziano sul tram), e molte altre.

La regola giuridica (o norma) è una regola posta da un’autorità pubblica i cui destinatari (in genere gli appartenenti ad una collettività) devono rispettare, perché ad essa riconoscono la idoneità a produrre effetti giuridici, la cosiddetta effettività (ne fanno parte le regole di condotta, anche assistite da sanzioni, ma non sempre).

Caratteristiche della norma giuridica

Le caratteristiche della norma giuridica sono 2:

  • Generalità, per la quale la norma giuridica non è diretta a un destinatario specifico, ma è diretta all’intera collettività o a parti omogenee della collettività (es. è vietato fumare, è diretta a tutti, non al singolo).
  • Astrattezza, per la quale la norma prevede situazioni individuate ipoteticamente, non realmente accadute (es. chi viene beccato fumare in aula, verrà punito - è una situazione astratta, futura, ipotetica).

La norma deve essere generale ed astratta perché coinvolge una pluralità di soggetti e non deve avvantaggiare o svantaggiare nessuno, deve essere una garanzia per i cittadini.

L’atto amministrativo è invece concreto e particolare.

Disposizione normativa e norma

La differenza tra disposizione normativa e norma è che:

  • Disposizione normativa è l’enunciato scritto, ovvero l’insieme di parole scritte nell’atto normativo.
  • Norma invece, è la regola da seguire che noi ricaviamo dalla disposizione mediante interpretazione giuridica.

L’interpretazione giuridica è importante perché ci consente di sapere qual è la regola che noi dobbiamo seguire. Troviamo una “scaletta da seguire”:

  • Interpretazione letterale, che troviamo connettendo tra di loro le parole all’interno della norma. Non sempre ci sarà un’interpretazione univoca, poiché all’interno possiamo trovare termini sconosciuti o polisemici, quindi non sempre basta.
  • Interpretazione della ratio (“razio”), ovvero dello scopo, dell’intenzione del legislatore. Ma come risalire alla ratio? Ci sono 2 modi:
    • Il primo metodo è di recuperare i lavori preparatori, ovvero tutta la discussione che ha preceduto l’approvazione di quella legge.
    • Nel caso non si riuscisse, si interpreta quella disposizione specifica alla luce della sua finalità, per esempio guardando il contesto in cui è inserita e capendo il suo obiettivo.
  • Interpretazione analogica, cioè vedere come in casi simili il legislatore ha disciplinato quella determinata disposizione (non nel diritto penale).
  • Interpretazione sistematica, come “ultima spiaggia”, ovvero come la norma si interpreta alla luce dei principi generali dell’ordinamento (si basa sui principi del nostro ordinamento - es. parità dei sessi).

Chi può interpretare le disposizioni?

Le disposizioni normative possono essere interpretate da diversi soggetti (esempio, anche noi), a seconda dei soggetti però, l’interpretazione può essere vincolante o non vincolante. I soggetti sono:

  • Il parlamento (organo legislativo, cioè che approva le leggi dello stato), che a volte approva delle leggi di interpretazione autentica, ovvero leggi che interpretano una disposizione di una legge precedente, dove il parlamento interpreta se stesso, una sua precedente disposizione. L’interpretazione autentica è vincolante? Sì, perché è contenuta in una legge e come tale dev’essere rispettata da tutti.
  • I giudici, che interpretano le disposizioni con le loro sentenze, tramite la giurisprudenza, ovvero tramite le decisioni dei magistrati. È vincolante? Sì, ma solo tra le parti interessate.
  • La PA, la cui interpretazione è vincolante per l’intestatario dell’atto amministrativo.
  • I privati, la cui interpretazione non è vincolante. Per privati ci riferiamo a giuristi professionisti, ovvero gli avvocati, e alla dottrina giuridica, ovvero soggetti qualificati che interpretano in libri e articoli le varie disposizioni.

!!! Le leggi sono SOLO dello stato e delle regioni (mai delle province, tranne Trento e Bolzano, e mai dei comuni) !!!

!!! Domanda sulle libertà personali e sul diritto amministrativo esce SEMPRE = STUDIARLE !!!

Destinatari della norma giuridica

Chi sono i destinatari della norma giuridica? Li distinguiamo in 2:

  • Persone fisiche, cioè ogni singolo essere umano che esiste in natura.
  • Persone giuridiche, che non esistono in natura ma sono una creazione del diritto per consentire a soggetti, anche collettività, di essere centro di imputazione di diritti e doveri.

Se per la persona fisica è possibile attribuirgli diritti o doveri, è diverso se una serie di persone decidono di mettersi insieme per svolgere un’attività (ludica o imprenditoriale che sia). Per questo il diritto ha creato la figura della persona giuridica, per consentire la creazione di rapporti giuridici.

Caratteristiche della persona fisica

La persona fisica può possedere 2 caratteristiche importanti:

  • Capacità giuridica, ovvero l’idoneità del soggetto di essere titolari di rapporti giuridici, e si acquista con la nascita.
  • Capacità di agire, ovvero la capacità del soggetto di porre in essere rapporti giuridici, di agire quindi, e si acquista con la maggiore età.

Esempio: il bambino appena nato può essere proprietario di una casa, ma non può venderla, perché non ha la capacità di agire.

Importanza della persona fisica nel diritto pubblico

Per il diritto pubblico la persona fisica ha una sua importanza, e la rileva sotto due aspetti:

  • Il cittadino, che non sempre è anche elettore, ed è uno degli elementi costitutivi dello stato (il popolo, che è composto da tutti i cittadini), a cui è destinata la maggior parte delle norme giuridiche.
  • L’elettore, che è sempre un cittadino, ma ne parleremo più avanti.

Cittadinanza statale

Come si diventa cittadini italiani?

  • Il modo più diffuso è lo ius sanguinis, ovvero diventa cittadino italiano il figlio (anche adottivo) di almeno un genitore italiano.
  • Un altro modo è lo ius soli, ovvero diventa cittadino americano colui che nasce sul suolo dello stato. In Italia non esiste, tuttavia è ammesso che una persona nata in Italia da genitori ignoti o apolidi (senza cittadinanza di alcuno stato), possa acquistare la cittadinanza italiana. È quindi uno ius soli affiancato da determinate condizioni.
  • Infine la cittadinanza italiana si può ottenere tramite richiesta, qualora ci fossero determinate condizioni:
    • Se si è sposati con un/a cittadino/a italiano/a.
    • Se si ha un ascendente italiano.
    • Se si è una persona apolide residente in modo stabile in Italia.
    • Se il presidente della repubblica concede la cittadinanza come “premio”.
  • Inoltre la cittadinanza si può perdere per rifiuto, quando si prende un’altra cittadinanza incompatibile con quella italiana, ovvero dove non è prevista la doppia cittadinanza.

Cittadinanza europea

Nasce con il trattato di Maastricht (1992) e si affianca alla cittadinanza di tutti gli stati membri dell’UE.

  • I cittadini europei hanno libertà di circolazione e di soggiorno in tutti gli stati membri dell’UE.
  • La cittadinanza europea riconosce l’elettorato attivo e l’elettorato passivo alle elezioni comunali e per il parlamento europeo nello stato membro in cui si risiede.
  • L’elettorato attivo è la capacità di votare. L’elettorato passivo è la capacità ad essere votato, e quindi candidato, e ci vogliono 25 anni.

Capitolo 2: Forme di stato e di governo

Quando parliamo dell’ordinamento statuale, ci riferiamo a tutti gli stati. Uno stato è sia un insieme di organi che esercitano un potere di supremazia nei confronti dei consociati, sia l’insieme delle persone e delle associazioni soggette al potere di supremazia, ma a cui viene riconosciuta autonomia o libertà. Gli elementi costitutivi irrinunciabili di un ordinamento statuale sono 3:

  • Sovranità, ovvero il supremo potere d’imperio, esercitato dagli organi dello stato sul popolo e sul territorio da cui deriva l’uso legittimo della forza. Questa sovranità è ereditaria, poiché non deriva da altri.
  • Popolo, ovvero una collettività, costituito da tutti i cittadini. Una parte di questo popolo costituisce il corpo elettorale.
  • Territorio, ovvero il luogo in cui lo stato esercita la propria sovranità. Per territorio si intende innanzitutto la terraferma, con confini stabiliti da trattati internazionali, il mare territoriale, e la piattaforma continentale, ovvero quello zoccolo continentale (il fondo marino) che procede a profondità costante fino a sprofondare negli abissi.

Per capire com’è fatta e come si è evoluta l’organizzazione statuale, facciamo riferimento a due concetti giuridici:

  • Concetto di forma di stato, ovvero il rapporto tra il potere pubblico (statuale) e la società civile (quindi il rapporto tra autorità pubblica e libertà). A seconda di come si colloca questo rapporto cambia la forma di stato. In altri termini, la forma di stato indica le finalità che uno stato vuole perseguire, e quindi i relativi valori che ispirano la sua azione. Troviamo:
    • Stato patrimoniale (dalla fine dell’impero romano fino alla fine del medioevo), ovvero una forma di stato molto embrionale, dove però manca un’organizzazione amministrativa stabile in grado di perseguire fini rivolti alla collettività.
    • Stato assoluto - o stato di polizia - (dal medioevo alla fine del 18esimo secolo), dove nasce un’idea interventista dello stato, che inizia a curare interessi generali ed a intervenire in modo più diretto nei singoli settori di attività sociali. Troviamo la figura del monarca il cui potere “deriva da dio”.
    • Stato liberale (dalla fine del 700 alla metà del 800), nato per abbattere le forme di stato assolute e per imporre alcuni limiti al monarca. È una forma di stato non interventista, poiché lo stato si preoccupava di difendere la collettività e il territorio da attacchi esterni (difesa militare) e di garantire la difesa interna (ordine pubblico). Non interveniva nel campo economico e sociale, non preoccupandosi dei bisogni sociali della società.
    • Stato totalitario, nato con l’obiettivo di sostituire lo stato liberale con una nuova organizzazione fondata sul potere di una figura (di un capo o di un organo) in grado di contenere e regolare i conflitti sociali, attraverso la negazione dei diritti di libertà e con un dominio del “capo” sulla società stessa.
    • Stato socialista (dal secondo dopoguerra), che nasce sotto l’influenza dell’unione sovietica e si sviluppa in molti paesi anche al di fuori del continente europeo.
    • Stato sociale, presente in Italia, dove la repubblica è impegnata ad intervenire per soddisfare i bisogni sociali (art. 3).

Troviamo inoltre una classificazione a seconda dell’autonomia territoriale:

  • Stato unitario, costituito da un unico popolo stanziato su un unico territorio e sottoposto ad un unico governo. Può essere accentrato o decentrato a seconda degli organi (se sono centrali o periferici).
  • Stato regionale, dove gli enti locali hanno autonomia amministrativa e legislativa.
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Scienze giuridiche IUS/09 Istituzioni di diritto pubblico

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher marco3vis di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Istituzioni di diritto pubblico e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano - Bicocca o del prof La Porta Salvatore.
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