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INTRODUZIONE DEL DIRITTO PUBBLICO E LE SUE FONTI

Definizione di DIRITTO PUBBLICO:

branca del diritto che si occupa dello studio delle norme che disciplinano e regolamentano

l’organizzazione ed il funzionamento dello Stato, delle istituzioni e degli enti pubblici, oltre ai

rapporti fra il cittadino e gli enti cui sia riconosciuto il particolare status appunto “di diritto

pubblico” Stato e le sue forme

Definizioni di STATO (focus del diritto pubblico):

È un ordinamento giuridico a fini generali , esercitante il potere sovrano su un dato

1

a) territorio, cui sono subordinati in modo necessario i soggetti ad esso appartenenti;

È una particolare forma storica di organizzazione del potere politico nata in Europa tra il

2

b) XV e il XVII secolo, che si caratterizza perché esercita il monopolio della forza legittima su

di un territorio su cui vive una popolazione e che si avvale di propri apparati amministrativi.

Elementi COMUNI di entrambe le definizioni:

• Territorio  sfera spaziale nella quale si esplica l’efficacia delle norme giuridiche. È

l’elemento costitutivo di tutti gli enti territoriali (comuni, provincia, regione…);

• I soggetti che lo vivono (popolo)  elemento plurisoggettività (insieme dei soggetti);

• Il potere sovrano (sovranità)  elemento + caratterizzante dello stato moderno.

Definizioni di SOVRANITA’:

S. ESTERNA  si riconduce al concetto di indipendenza. È sovrano quell’ordinamento che

a) non deriva la sua esistenza da un altro e che ha la capacità di escludere ingerenze esterne.

• Ordinamenti Giuridici esterni allo stato (extra-statali): altri stati, UE o altri o.g.

internazionali e sovranazionali.

1 Ordinamento giuridico che può perseguire qualsiasi finalità propria del gruppo umano di riferimento.

2 Tipo di potere sociale che esercita la sovranità per convincere i soggetti ad avere certi comportamenti.

S. INTERNA  si riconduce alla nozione di supremazia . È la capacità di porre comandi

3

b) giuridici vincolanti nei confronti di tutti i soggetti dell’ordinamento.

• Ordinamenti Giuridici interni allo stato (infra-statali): regioni, province, comuni,

formazioni sociali, ordinamenti religiosi.

Definizioni di FORMA DI STATO:

Dal punto di vista concettuale la forma di uno stato è:

- • l’insieme degli elementi esteriori che servono a cogliere l’essenza (piano

descrittivo);

• l’insieme delle finalità per le quali lo Stato stesso esiste (piano prescrittivo).

Come rapporto tra sovranità, popolo e territorio la forma di uno stato è:

- il modo attraverso il quale la sovranità si distribuisce personalmente e territorialmente,

 cioè si distribuisce rispetto gli altri due elementi, popolo (Tab. 1) e territorio (Tab. 2). a)

In base al Popolo:

a) Stato Autoritario  la sovranità è concentrata in un unico partito (Comunismo, Fascismo) o in un’unica

persona fisica (Stato Assoluto).

b) Stato Democratico  la sovranità è distribuita tendenzialmente su tutto il popolo (Italia Oggi).

Tabella - Esempi di forme di stato riferite al popolo

In base al Territorio:

a) Stato Federale  la sovranità è distribuita su 2 livelli territoriali diversi (Federazione + Singoli Stati).

Invece nella Confederazione di Stati i componenti restano titolari della sovranità.

b) Stato Unitario  la sovranità non è distribuita sul territorio, ma spetta a un unico livello di governo

(Stato Centrale) o di stato decentrato (Stato Regionale).

c) Tabella - Esempi di forme di stato riferite al territorio

Secondo la prospettiva storica la forma di uno stato può essere:

- individuata in relazione ai rapporti che, in un certo momento storico, esistono tra autorità

 e libertà, tra chi ha il potere e chi è soggetto a quel potere, tra governanti e governati,

considerando dunque l’insieme degli obiettivi, delle finalità impresse all’ordinamento

statale dalle forze politiche dominanti, fini che di solito sono scritti nelle Costituzioni.

EVOLUZIONE STORICA delle forme di stato:

3 Jean Bodin definiva la sovranità come potestà suprema sciolta dalle leggi.

Nel Medioevo il potere era organizzato secondo gli assetti dell’ordinamento feudale (o

 patrimoniale) , il quale non aveva i caratteri veri e propri dello stato. Infatti la sovranità non

4

era rispettata né dal punto di vista:

Esterno  non riescono ad affermare la propria indipendenza e ad evitare le

 interferenze di due grandi poteri esterni, impero e chiesa);

Interno  non riescono a stabilire la supremazia nei confronti della complessa varietà

 di soggetti (libere città, comunità religiose e corporazioni), che componevano la

società feudale, ai quali il re non riusciva a imporre un diritto uniforme, denominato

particolarismo giuridico.

Le trasformazioni economico-sociali che hanno condotto a mutamenti istituzionali moderni dopo la

 fase di stagnazione del medioevo sono da ricondurre a:

Ripartenza del commercio, delle economie su larga scala e dei trasporti;

 Nascita della polvere da sparo e sviluppo della tecnologia bellica (> possibilità di avere

 eserciti possenti e strutture difensive articolate);

Ricerca di risorse finanziarie necessarie da parte del sovrano per gestire tali cambiamenti 

 imposizione di tributi (nascono il fisco e i funzionari esattori).

Di fronte ad un tale mutamento (economico, sociale, bellico) fu necessario concentrare

maggiormente il potere in apparati che facevano capo al re, il quale diventò sovrano assoluto.

Nel XV e il XVII nasce quindi la prima forma moderna di stato (assoluto), basato su due

 caratteristiche: trascendente (divino) e dinastico. La finalità di questa forma di stato era

l’affermazione della propria potenza. Nonostante la sovranità massima dello stato, non

venne superato il particolarismo giuridico e per questo motivo venne definito anche stato

per ceti. Verso la parte finale della parabola (1600 e inizio 1700) dello stato assoluto nasce

lo stato di polizia, ovvero una forma particolare di sovranità assoluta illuminata che ha come

scopo il benessere dei sudditi, rispetto alla potenza e alla supremazia.

4 Rete di rapporti privatistici che reggevano tale ordinamento, in cui popolo e territorio erano patrimonio del

re. Non vi era distinzione tra diritto pubblico e privato.

Tale cambiamento non fu sufficiente a soddisfare le esigenze di una nuova classe sociale (borghesia)

 in un periodo storico di grande innovazione (rivoluzione industriale). Ciò determinò la fine, talvolta

violenta (Rivoluzione Francese) dello stato assoluto e l’avvento di una nuova forma di stato, lo Stato

Liberale di Diritto.

DICHIARAZIONE DEI DIRITTI DELL’UOMO E DEL CITTADINO (1789)!!!!!!!!!!!

 Lo stato liberale di diritto nacque alla fine del 1700 e andò in crisi solo all’inizio del XX

 secolo con l’avvento di nuove trasformazioni economico-sociali. La finalità perseguita dai

poteri pubblici era la garanzia dei diritti naturali individuali da tutelare nei confronti delle

ingerenze del monarca assoluto e dello Stato stesso. È uno stato monoclasse, in quanto solo

la borghesia è attiva politicamente ed essa chiedeva regole precise, chiare e uguali per tutti

(principio di uguaglianza ). Lo stato liberale di diritto opera attraverso vari strumenti nel

5

tentativo di limitare l’arbitrio dei titolari del potere pubblico:

Principio di legalità e il ruolo della legge: ogni atto dei pubblici poteri deve trovare

a. fondamento e limiti in una norma giuridica previamente adottata. È il diritto che crea

il potere e il titolare di esso è tale perché il potere gli viene attribuito sulla base delle

norme giuridiche che deve rispettare (principio della legittimazione del potere di

tipo legale-razionale). Il ruolo centrale della legge in tale forma di stato è

espressione della volontà generale e si basa su due somme di aspetti:

La generalità (applicabile a tutti i soggetti), l’astrattezza (estensione e

1. ripetizione nel tempo) e la giustiziabilità (giudizio e possibile annullamento

di atti viziati da parte di un giudice imparziale).

Essendo espressione della volontà generale, venne scelta la democrazia

2. rappresentativa (principio rappresentativo), ovvero i cittadini si esprimono

tramite intermediari in un Parlamento in cui una delle due Camere era

6

elettiva.

5 Si tratta di Uguaglianza Formale = tutti i soggetti sono uguali davanti alla legge e debbono essere trattati

allo stesso modo.

6 In questa forma di stato non si scelse la democrazia diretta in ragione del numero elevato dei cittadini.

Il limite della costruzione della nazione nello Stato liberale è il suffragio limitato e

sarà una delle cause di crisi agli inizi del 900 con l’avvento delle classi lavoratrici.

Nozione di Costituzione in senso moderno: Atto giuridico vincolante per tutti i

b. soggetti dell’ordinamento, che serve a garantire i diritti e costituisce il fondamento di

tutti i poteri. Le norme attributive di potere sono contenute nella costituzione (si

sviluppa principalmente in Francia e negli USA). Il potere che pone la costituzione si

chiama potere costituente; sulla costituzione si fondano i poteri costituiti limitati

dalle norme contenute in tale atto. Nello stato liberale di diritto il potere costituente

si manifesta in varie forme:

Elezione di un’assemblea costituente

 Concessione della costituzione da parte del monarca (costituzione ottriata).

Non sempre in quest’epoca la costituzione è riuscita ad imporsi sui poteri costituiti.

Il principio della separazione dei poteri: secondo il terzo principio le diverse

c. funzioni dello stato (legislativa, esecutiva, giurisdizionale) devono essere conferite a

organi o gruppi di organi diversi. Tale assetto è funzionale alla garanzia dei diritti e

reagisce al potere unico del sovrano assoluto. Alcune definizioni inserite in questo

principio:

Potere  prodotto dell’esercizio di una funzione da parte di un organo.

 Organo  insieme di uffici pubblici che svolge un’attività a rilevanza esterna.

 Uffici  insieme di mezzi personali e materiali organizzati per realizzare un

 determinato compito.

Funzione  attività preordinata ad un fine. 3 funzioni pubbliche:

 F. Legislativa = volta a predisporre norme giuridiche generali e

1. astratte ed era attribuita al parlamento

F. Esecutiva = volta a implementare la legge generale e astratta.

2. Funzione del governo.

F. Giurisdizionale = volta a implementare la legge riferita alle

3. controversie E svolta dalla magistratura, organo che mai riuscì ad

affiancarsi pienamente al potere esecutivo nello stato liberale di

diritto.

Principio di legalità + Principio di separazione dei poteri = Principio della tipicità

degli atti  i primi due hanno delineato il terzo, secondo il quale ogni atto ha una

forma tipica, in quanto prodotto a seguito di un certo procedimento e produttore di

effetti giuridici.

La crisi dello stato liberale di diritto è dovuta principalmente all’allargamento della

base sociale e all’estensione del suffragio conseguente. Ci sono inoltre 4

contraddizioni su cui si è basata questa forma di stato:

Quali diritti? E di chi?  pochi diritti garantiti e tutt’al più erano libertà

1. negative, ossia pretese di escludere ingerenze esterne nella sfera personale

dell’individuo perlopiù astratto e svincolato da qualsiasi contesto sociale.

Quale uguaglianza?  nonostante l’uguaglianza proclamata, le disuguaglianze

2. erano preservate a causa del non intervento pubblico nella sfera economica.

Quale nazione?  la partecipazione politica era basata sulla monoclasse

3. (espressione della volontà generale “di pochi”).

Quale costituzione?  difficoltà a livello politico di accettare i limiti posti

4. dalla costituzione; difficoltà a livello giuridico, in quanto risultavano

costituzioni flessibili, ovvero modificabili con leggi ordinarie.

L’affacciarsi sulla scena politica delle classi lavoratrici ha modificato il panorama ad inizio 900 e

 nacque lo stato pluriclasse, nel quale agiscono soggetti portatori di interessi diversi e contrapposti.

Lo scontro frontale tra lavoratori e proprietari ha creato tensioni sociali forti. Dopo la I GM, in alcuni

paesi, la tensione sfociò nel crollo dello stato liberale di diritto e nell’avvento di stati autoritari

7

prima, e totalitari poi. Tuttavia la soluzione al crollo dello stato liberale di diritto non è

rappresentata solo dagli stati autoritari  stato contemporaneo.

7 Lo stato autoritario rifiuta i caratteri dello stato liberale e riprende aspetti dello stato assoluto. Accentuando

in ideologia pervasiva il vivere sociale, lo stato diventa totalitario.

Lo stato contemporaneo è quella forma di stato che sottopone il potere delle maggioranze

 politiche alla Costituzione. Esso ha due finalità principali:

Mantenimento dell’unità dei poteri pubblici in un contesto pluralista;

1. Coesione sociale attraverso il perseguimento dell’uguaglianza sostanziale.

2.

Può essere definito come l’evoluzione dello stato liberale di diritto nel nuovo contesto di

trasformazioni economico-sociali. La diffusione di questa forma di stato “ideale” è avvenuta

attraverso vari cicli costituzionali (Tab. 3), eccezion fatta per alcuni paesi: stato socialista a

8

Cuba o in Cina, forme di stato islamico…

Ciclo Costituzionale post II GM: FRANCIA (1946), ITALIA (1948), GERMANIA (1949), INDIA (1950)

- Introduzione per Imitazione post decolonizzazione  molti stati Africani e estremo Oriente.

- Introduzione per Imitazione come processo di democratizzazione  molti paesi dell’America latina,

Europa centro-orientale, Tunisia dopo le Primavere Arabe.

- Introduzione eterodiretta (imposta dall’esterno)  Giappone, Bosnia, Kosovo, Iraq.

- Tabella - Processi ed esempi di cicli costituzionali

A livello definitorio inoltre si parla di Stato pluralista se ci si sofferma sulla sua base

sociale e sulle finalità perseguite dai poteri pubblici; Stato democratico, stato

costituzionale, stato sociale, stato decentrato se ci si riferisce agli strumenti giuridici

utilizzati.

Caratteristiche dello Stato Contemporaneo:

Stato Pluralista  si fa riferimento all’elemento plurisoggettività dell’ordinamento

9

 giuridico statale (dovuto all’allargamento del suffragio), per evidenziare che

esistono, e sono politicamente attivi, soggetti o gruppi di soggetti profondamente

diversi tra loro (diversità riconosciuta dall’ordinamento). La coesistenza pacifica dei

diversi soggetti del pluralismo si fa pressante e viene affrontata attraverso 4 tipi di

strumenti:

8 Per ciclo costituzionale si intende un periodo storico caratterizzato dalla produzione di Costituzioni che

presentano caratteri simili.

9 Il carattere pluralista si vede anche in molti articoli della Costituzione Italiana: pluralismo sociale (art. 2),

linguistico (art. 6), religioso (art. 8), sulla famiglia (art. 29), sulle organizzazioni dei lavoratori (art. 39) …

La previsione dei processi decisionali basati sul principio di maggioranza;

a. La sottrazione di alcune decisioni alla sfera delle maggioranze;

b. Il perseguimento della coesione sociale per mezzo della promozione

c. dell’uguaglianza sostanziale e del dialogo tra culture;

Il riconoscimento dell’autonomia delle comunità locali per le decisioni di

d. interesse locale.

Stato Democratico  esistenza di una tendenziale corrispondenza tra governanti e

 governati. Per definire uno stato democratico al 100% devono essere soddisfatte

queste 4 caratteristiche:

Principio di maggioranza nelle decisioni politiche;

1. Garanzie e rispetto per le minoranze politiche;

2. Libera concorrenza per il governo del paese con elezioni libere e parità di

3. condizioni in tema di campagna elettorale;

Controllo delle minoranze sull’operato della maggioranza.

4.

Nello stato democratico, quindi, la separazione dei poteri è differente rispetto allo

stato liberale ed è bipartita:

Circuito della decisione politica (potere legislativo ed esecutivo);

a. Circuito delle garanzie (potere giudiziario).

b.

Stato Costituzionale  forma di stato caratterizzata da una Costituzione:

 rigida , in quanto si pone al vertice del sistema delle fonti (anche la legge

- deve rispettare la costituzione);

garantita , in quanto la supremazia è assicurata per mezzo di appositi

- strumenti giuridici. Tali strumenti che fanno da garanti sono:

giustizia costituzionale = istituto che consente di eliminare le leggi

a. contrarie alla Costituzione. Si attua un controllo della

costituzionalità delle leggi.

revisione costituzionale = procedure di modifica della Costituzione

b. differenti e maggiormente vincolate rispetto al procedimento

legislativo ordinario (sono necessarie maggioranze più ampie della

maggioranza di governo)

Nel momento fondante dello Stato si ha un compromesso costituzionale tra le

diverse componenti della società pluralista, le quali si accordano sulle regole del

vivere insieme, su principi e valori condivisi e li sottoscrivono in una Costituzione

elevata al di sopra di tutto.

Stato Sociale  Per mantenere unita la società pluralista lo stato contemporaneo si

 avvale di politiche pubbliche volte a rimuovere le disuguaglianze economico-sociali

più evidenti. Infatti il fine di questa forma di stato risulta l’uguaglianza sostanziale,

ovvero il raggiungimento dell’uguaglianza formale attraverso la rimozione delle

differenze.

Stato Decentrato  Lo strumento della distribuzione di quote di potere decisionale,

 in favore di enti infra-statali, dà luogo ad una forma di stato decentrata

(riconoscimento dell’autonomia locale). Un esempio è determinato dall’Italia nel

secondo dopoguerra, la quale scelse la forma di stato regionale per due motivi:

10

Fronteggiare le differenze geografiche ed economiche esistenti;

a. Rispondere a concrete richieste di autonomia provenienti da aree insulari o

b. di confine (Sicilia, Alto Adige, Valle d’Aosta), ove si erano insediati governi

autonomi ancor prima dell’approvazione della Costituzione.

Lo stato regionale italiano si fonda su un regionalismo differenziato, obbligatorio,

esteso all’intero territorio (Articolo V) (Tab. 4). Nello specifico la costituzione

infatti prevede 2 tipi di regioni:

Statuto Speciale (Sicilia, Sardegna, Valle d’Aosta, Trentino-Alto Adige,

1. Friuli-Venezia Giulia) = sono previste apposite leggi costituzionali che ne

definiscono l’autonomia in termini più ampi (soprattutto legislativa e

finanziaria). ------- 1.a = Province Autonome (Trento e Bolzano)

10 Tuttavia l’attuazione completa è avvenuta soltanto negli anni 70, a causa di numerose difficoltà.

Statuto Ordinario (le altre 15 regioni).

2.

(1999 e 2001) Modifica e revisione dell’articolo V, che ha ulteriormente potenziato l’autonomia degli enti

territoriali (si parlò quasi di Federalismo):

- Legge cost. 1/1999  è stata riconosciuta alle regioni piena autonomia statutaria, anche per

quanto attiene alla forma di governo, attraverso la sottrazione degli statuti all’approvazione

parlamentare.

- Legge cost. 3/2001  delineate le competenze statali, quelle regionali e materie di competenza

concorrente. Tra quelle regionali sono state inserite: industria, commercio, turismo, urbanistica,

assistenza sociale

- Tabella - Modifica articolo V

Per quanto riguarda gli enti locali (comuni, province, città metropolitana ), la loro

11

autonomia consiste nel:

Adottare decisioni e norme autonome nell’ambito delle competenze ad essi

a. riconosciute dalla legge (statale o regionale).

(per i Comuni) Possedere il ruolo di detentore delle funzioni amministrative

b.

Per mantenere l’unità è stato applicato il principio di leale collaborazione, in base al

quale, quando lo stato interviene in materie che interferiscono con le competenze

regionali, deve farlo assicurando che le regioni siano coinvolte in tali decisioni. La

sede principale in cui avvengono queste negoziazioni è la conferenza stato-regioni-

autonomie locali.

Oltre lo stato: ordinamenti internazionali e sovranazionali

La limitazione della sovranità esterna ha causato una crisi dello stato contemporaneo e uno sviluppo

conseguente e quindi inarrestabile dell’ordinamento internazionale . Due cause principali si sono

12

affiancate alla prima:

Sviluppo delle comunicazioni (distanze accorciate);

a. Rafforzamento della pace e del benessere comune (oltre lo stato singolo) dopo la tragedia

b. delle 2 guerre mondiali (Tab 5).

11 La revisione costituzionale del 2001 ha aggiunto la città metropolitana tra gli enti locali.

12 Ordinamento giuridico il cui elemento plurisoggettività è rappresentato dagli stati.

1. SOCIETA’ DELLE NAZIONI (nasce dopo la I GM)  ha lo scopo di prevenire i conflitti armati e

garantire e promuovere il benessere dei popoli. Prototipo fallimentare dell’ONU.

2. ORGANIZZAZIONE DELLE NAZIONI UNITE (ONU) (nasce dopo la 2 GM)  ha lo scopo del

precedente ordinamento, ma posto in un ambiente basato da rapporti stabili tra stati, attraverso il

diritto internazionale pattizio. I trattati internazionali vincolano i vari stati a rispettare e

avvantaggiare interessi e obiettivi comuni. La sovranità residuale è rappresentata dalla scelta di

aderire o meno a questi strumenti internazionali.

1. Tabella - Primi paradigmi dell'ordine internazionale

Definizione di ORGANIZZAZIONE INTERNAZIONALE:

Enti dotati di personalità giuridica, creati dagli Stati tramite accordi di diritto internazionale. Esse si

dividono in due categorie: a carattere mondiale a carattere regionale (medesima area).

;

ONU (a carattere mondiale - politica)  organizzazione di tipo politico il cui compito è:

 Mantenere la pace e la sicurezza internazionale;

- Sviluppare relazioni amichevoli fra le nazioni, cooperando nelle controversie;

- Promozione del rispetto dei diritti umani;

- Promozione (per risolvere) delle questioni ambientali e della povertà.

-

L’ONU ha istituito vari enti (UNICEF, FAO, ICCP, UNHCR, UNESCO ) per coordinare

13

l’azione sui molteplici temi. L’organizzazione e il funzionamento dell’ONU è diviso in:

Assemblea Generale = riunione plenaria per discutere le linee generali di indirizzo

a. Consiglio di Sicurezza = organo esecutivo con 15 membri, di cui:

b. 5 a titolo permanente e con diritto di veto (Cina, Francia, Russia, GBR, USA)

- 10 eletti dall’assemblea con mandato biennale

- NB  meccanismo con diverse disparità causato dalla situazione post II GM

Consiglio economico e sociale = organo che coordina l’attività economica e sociale

c. dell’ONU, composto da 54 membri eletti con mandato triennale.

13 Gli enti dell’ ONU in sintesi:

UNICEF = fondo delle Nazioni Unite per l'infanzia

FAO = organizzazione per l'alimentazione e l'agricoltura

ICCP = partnership per i cambiamenti climatici

UNHCR = alto commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati

UNESCO = organizzazione delle Nazioni Unite per l'educazione, la scienza e la cultura

Segretariato = organismo che funge da motore alla macchina dell’ONU. Il segretario

d. generale (Ban Ki-moon – Corea del Sud – mandato quinquennale riconfermabile a

scadenza dicembre 2016) rappresenta l’intera organizzazione.

Corte Internazionale di Giustizia = organo arbitrale dell’ONU, composto da 15

e. giudici eletti dall’Assemblea Generale e dal Consiglio di Sicurezza, i quali

deliberano sulle controversie tra stati. Dal 2015, 123 paesi hanno aderito alla Corte

Penale Internazionale, la quale può agire d’ufficio per processare singoli individui

imputati dei crimini suddetti (di guerra o genocidio) e condannarli fino alla

detenzione. Questo per ovviare a tentativi di processi impari passati (Norimberga

1945).

FMI (Fondo Monetario Internazionale) (a carattere mondiale - economia)  organo

 specializzato delle Nazioni Unite, nato nel 1944 (accordo di Bretton Woods) con

l’obiettivo di promuovere la cooperazione monetaria internazionale e la stabilizzazione dei

cambi.

Banca Mondiale (a carattere mondiale - economia)  organo specializzato delle Nazioni

 Unite, nato in contemporanea al FMI con lo scopo di contribuire alla ripresa del sistema

produttivo dei paesi usciti dai conflitti o emergenti.

WTO (Organizzazione Mondiale del Commercio) (a carattere mondiale - economia) 

 ordinamento giuridico del commercio internazionale. Istituita nel 1995 sulla base del

GATT (1947), aveva gettato le basi per la liberalizzazione degli scambi commerciali

14

internazionali. Tutti gli stati membri partecipano e cooperano al funzionamento dei vari

organi: Conferenza dei Ministri = riunione biennale per la discussione delle linee guida;

a. Consiglio Generale = organo di vigilanza tra una conferenza dei ministri e l’altra per

b. quanto riguarda le politiche commerciali e le controversie;

Segretariato = attraverso il direttore generale che svolge compiti amministrativi.

c.

14 Accordo generale sulle tariffe doganali e sul commercio del 1947

OCSE (organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico) (a carattere

 regionale in estensione a livello mondiale – economia)  organizzazione che ha sostituito

l’OECE e che da 18 membri di una medesima area, ha esteso i propri confini inserendo

15

attualmente 34 membri. Gli obiettivi sono:

Promozione di alti livelli di crescita economica, compreso il livello di occupazione e

- di sostenibilità.

Promozione degli investimenti e della competitività.

- Promozione della stabilità finanziaria.

-

INTERPOL (a carattere mondiale – sicurezza)  rete collaborativa delle forze di polizia

 nazionali.

FIFA (a carattere mondiale – sport)  organizzazione delle manifestazioni sportive.

 MERCOSUR (a carattere regionale – economia)  organizzazione del mercato comune del

 Sud America. Grazie ad essa sono stati eliminati i dazi doganali interni ed è stata posta una

tariffa doganale comune versi i paesi terzi. I paesi del Sud America membri sono Argentina,

Brasile, Paraguay (sospeso nel 2012), Uruguay, Venezuela.

CARICOM (caribbean community) (a carattere regionale – economia)  integrazione dei

 mercati caraibici.

Comunità Andina (a carattere regionale – economia e politica)  progressiva integrazione

 politica ed economica dei paesi andini: Bolivia, Colombia, Equador e Perù (no Cile).

ASEAN (associazione delle nazioni del Sud-est asiatico) (a carattere regionale – economia

 e politica)  ha lo scopo di eliminare gradualmente le tariffe doganali tra i paesi membri

(Indonesia, Malesia, Filippine, Singapore, Tailandia, Brunei, Vietnam, Laos, Birmania,

Cambogia).

15 Organizzazione creata nel 1948 per amministrare il piano Marshall per la ricostruzione postbellica

dell’economia europea.

NAFTA (a carattere regionale – economia)  trattato di libero scambio commerciale tra

 Canada, USA e Messico.

UE (Unione Europea) (a carattere regionale)  ordinamento sovranazionale, i cui membri

 cooperano in maniera più stretta e meno occasionale. Organizzazione e livello di

cooperazione (Tab. 7-8-9) trasformatasi nel corso degli anni per mezzo di:

giurisprudenza della Corte di giustizia

a. primazia e rispetto del diritto europeo, operando come una vera e propria

- corte costituzionale.

modifiche apportate ai vari trattati (Tab. 6)

b.

Firm Entrata in Trattato Caratteristiche / Scopo

a Vigore CECA = comunità europea del Mettere in comune e sotto controllo europeo la

1951 1952 carbone e dell’acciaio produzione del carbone e dell’acciaio.

CEE = comunità economica Processo di integrazione europea soprattutto

1957 1958 europea (Trattato di Roma) economica e politica.

EURATOM = comunità europea

1957 1958 -

dell’energia atomica.

1965 1967 Trattato di Fusione -

Insieme al trattato successivo sa Maastricht sono

1986 1987 Atto Unico Europeo state ampliate le competenze originarie (+

politica estera, + difesa comune)

Istituzione dell’UE sulla base dei trattati

Maastricht (Trattato sull’Unione

1992 1993 preesistenti + moneta unica e cittadinanza

Europea) europea

1997 1999 Trattato di Amsterdam -

Ha assunto + potere decisionale al parlamento europeo

carattere Carta dei diritti fondamentali (eletto a suffragio universale e diretto dai

1999 vincolante nel dell’UE cittadini); > estensione del voto a maggioranza

2009 (Trattato qualificata

di Lisbona)

2001 2003 Trattato di Nizza -

Firm Entrata in Trattato Caratteristiche / Scopo

a Vigore

2004 Mai Ratificato Costituzione Europea -

Riprende il progetto precedente, escludendo

però l’uso dell’espressione “Costituzione”.

Tuttavia in esso sono distribuite le norme in due

atti:

2007 2009 Trattato di Lisbona - TUE = principi e norme fondamentali;

- TFUE = regole di funzionamento, disciplina

mercato interno.

Tabella - Modifiche ai trattati principali

Ann Paesi (28 membri)

o

1952 BELGIO, FRANCIA, GERMANIA, ITALIA, LUSSEMBURGO, PAESI BASSI

1973 DANIMARCA, IRLANDA, REGNO UNITO

1981 GRECIA

1986 PORTOGALLO, SPAGNA

1995 AUSTRIA, FINLANDIA, SVEZIA

2004 CIPRO, ESTONIA, LETTONIA, LITUANIA, MALTA, POLONIA, REP. CECA, SLOVACCHIA,

SLOVENIA, UNGHERIA

2007 BULGARIA, ROMANIA

2013 CROAZIA Tabella - Allargamento dell'UE

CONSIGLIO EUROPEO

PARLAMENTO CONSIGLIO DELL’UE COMMISSIONE

TRIBUNALE E CORTE COMITATO COMITATO DELLE

CORTE DI DEI ECONOMICO E REGIONI

BANCA EUROPEA PER AGENZIE BANCA CENTRALE

GLI INVESTIMENTI EUROPEA

Tabella - Principali Organi

Organo Caratteristiche

Consiglio Europeo - riunisce i capi di stato o di governo (+ ministri degli esteri e un membro della

commissione);

- in esso vengono periodicamente decise le linee di e priorità delle politiche

europee;

- istituzione informale (1974), ist. formale (1993 Maastricht), ist. dell’UE (2009

Lisbona)

Consiglio dell’UE (sede a - riunisce i ministri dei vari settori a seconda che si discuta in un certo ambito;

Strasburgo) - esso approva la legislazione europea (con il Parlamento) e coordina politiche

economiche;

- firma accordi tra UE e paesi terzi;

- approva il bilancio dell’unione;

- elabora politiche estere e di difesa comune;

Parlamento Europeo - unica istituzione direttamente rappresentativa (mandato 5 anni);

(sedi: Bruxelles, - esso approva la normativa europea (con il consiglio dell’UE);

Lussemburgo, - esso esercita funzioni di controllo sulle altre istituzioni europee.

Strasburgo)

Commissione UE - istituzione rappresentatrice dell’Unione (compresi i membri che fanno i suoi

interessi)

- essa vigila sull’applicazione del diritto europeo (con la Corte di giustizia);

- essa ha potere di iniziativa legislativa;

Corte di Giustizia - ha il compito di interpretare il diritto europeo per renderlo uniforme e

applicabile in tutti gli stati membri;

- essa ha funzioni di risoluzione delle controversie ed è composta da 1 giudice

per stato + 8 avvocati generali (mandato 6 anni).

Banca Centrale UE - istituzione competente a garantire, attraverso una politica monetaria comune,

la stabilità dei prezzi e del valore dell’euro.

Corte dei Conti - Verifica la regolarità dei bilanci dell’Unione Tabella - Focus su alcuni organi

I rapporti tra le istituzioni dell’UE generano una forma di governo nuova e atipica (molti

poteri in co-decisione e mancanza del potere giudiziario eccetto nelle controversie per l’anti-

Trust).

Il principale strumento operativo del Consiglio d’Europa è la Convenzione europea per la

salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali (CEDU – 1950 la firma;

1953 l’entrata in vigore), che consente, oltre che agli Stati, anche ai singoli individui di fare

ricorso contro uno Stato firmatario per violazione dei diritti in essa codificati. Organo

competente a giudicare è la Corte europea di diritti dell’uomo. Fuori dai confini

dell’Europa sono state siglate altri modelli di questo tipo:

Convenzione americana sui diritti umani (patto di San Josè di Costarica

- 1969)  sulla quale ha giurisdizione la Corte interamericana dei diritti

umani con sede a Costarica.

Carta africana dei diritti dell’uomo e dei popoli (entrata in vigore nel 1986)

-  garantita dal 2004 dalla Corte africana dei diritti dell’uomo e dei popoli

con sede ad Arusha (Tanzania).

L’interazione tra ordinamenti nazionali, sovranazionali e internazionali è sempre più

frequente (grazie alla Globalizzazione), con la conseguenza di rendere i singoli stati e i loro

ordinamenti, atomi di una molecola molto più grande e complessa.

Le fonti del diritto: considerazioni generali

Come si producono le regole giuridiche?

Definizioni di FONTE DEL DIRITTO (o fonte normativa):

Meccanismo che pone in essere regole giuridiche. Le fonti del diritto si suddividono in due parti:

FONTI DI PRODUZIONE  fonti che pongono in essere nuove regole di comportamento o

a) regole di organizzazione che tutti debbono osservare (es. legge che obbliga tutti a far pagare

una certa imposta); le FONTI SULLA PRODUZIONE giuridica, invece, sono i meccanismi

(organi e procedure) attraverso i quali producono le fonti di produzione (es. procedura di

approvazione e controllo di tale legge).

FONTI DI COGNIZIONE  supporti, solitamente scritti, per mezzo dei quali si rendono

b) conoscibili le fonti di produzione (es. raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica,

gazzetta ufficiale…).

NB le fonti normative, soprattutto nella complessità dello stato moderno, sono prodotte al di fuori

dell’ordinamento statale (crisi dello stato come “monopolista” della produzione delle regole giuridiche).

Definizione di ANTINOMIA:

Contraddizione normativa nel caso in cui una fonte contrasta una seconda fonte in ambito

concettuale o procedurale… C’è la necessità di risolvere le antinomie, attraverso dei CRITERI:

- Della GERARCHIA - Della COMPETENZA - Della

CRONOLOGIA

Criterio della Gerarchia (Tab. 10)  in un conflitto di fonti, prevale quella di ordine superiore,

ovvero con maggiore forza normativa . Se tale principio viene violato l’atto normativo inferiore

16

viene annullato. Gli effetti dell’annullamento sono retroattivi (eliminato fin dal momento in cui è

entrato in vigore). PRINCIPI

SUPREMI

FONTI

COSTITUZIONALI

FONTI PRIMARIE

Costituzione leggi

Leggi statali, regionali, atti del

governo, referendum

FONTI SECONDARIE

abrogativi

Regolamenti governativi, ministeriali,

regionali, enti locali

FONTI TERZIARIE

Tabella - Piramide delle fonti consuetudini

1.

Criterio della

Competenza  nel

conflitto tra le regole

poste da due fonti prevale la regola posta dalla fonte competente (es. una legge regionale che

invade la competenza di una legge statale è annullabile per violazione di tale principio).

Criterio Cronologico  nel conflitto tra le regole poste da due fonti (di = grado gerarchico e

2. = settore di competenza), prevale la regola + recente, abrogando quella precedente.

17

16 Capacità di produrre nuovo diritto, di innovare l’ordinamento giuridico creando nuove regole (forza

attiva), nonché la capacità di resistere all’innovazione portata da un atto diverso (forza passiva)

17 Si chiama abrogazione l’effetto che una norma successiva produce nei confronti di quella precedente,

purché siano di pari grado e competenza.


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DESCRIZIONE APPUNTO

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Integrativo (di blocco) per chi viene da triennali di altre facoltà e che quindi non possiedono tutti i requisiti.

Materiale Da cui la professoressa attinge e consigliato dalla docente:
Introduzione allo studio del diritto pubblico e delle sue fonti (Tania Groppi - Andrea Simoncini)
Giappichelli Editore - TORINO.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in economia del turismo
SSD:
A.A.: 2017-2018

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher gabrymacchia di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto pubblico e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Milano Bicocca - Unimib o del prof Degrassi Lidianna.

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