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Diritto ecclesiastico

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Diritto ecclesiastico vs diritto canonico

  • Il diritto ecclesiastico non è un diritto confessionale (non è cioè un diritto posto da una confessione religiosa, cioè la Chiesa Cattolica in questo caso).
  • Il diritto ecclesiastico è una branca del diritto dello stato, fondamentalmente del diritto pubblico dello stato.
  • Di cosa si occupa? Si occupa di regolamentare all'interno dell'ordinamento dello stato il fenomeno religioso. Lo stato decide come trattare l'aspetto della scelta religiosa, come trattare l'atteggiamento nei confronti della religione (si occupa della libertà religiosa, anche del caso dell'ateismo e in generale del modo in cui lo stato si rapporta a tutto questo).
  • Posto che l'Italia è uno stato laico, potremmo chiederci perché lo stato italiano, e in generale la maggior parte degli stati, ritenga di dover regolamentare il fenomeno religioso. La scelta religiosa quasi mai resta confinata nello spazio interno, nella coscienza del soggetto; l’esperienza religiosa è vissuta in gruppi. È un'esperienza collettiva.

Regolamentazione delle confessioni religiose

Dal 1984 si parla di confessioni religiose. Questa regolamentazione ha due prospettive:

  1. Prospettiva del limite → laicità negativa che cerca di neutralizzare.
  2. Prospettiva del riconoscimento → laicità positiva che riconosce.

L'esperienza del singolo ha caratteristiche peculiari che ci consentono di capire perché lo stato deve occuparsi del fenomeno religioso. È necessario perché questi gruppi sono gruppi a fini generali → le confessioni dettano regole su tutto, come lo stato. L'esperienza ci insegna che queste realtà però non confinano il loro intervento alla sfera religiosa, ma i loro fini riguardano i campi più disparati.

Esempi di influenze delle confessioni religiose

  • Le confessioni religiose dicono ai loro adeguati come mangiare, cosa possono mangiare, quando possono mangiare, come devono cucinare i cibi che vengono mangiati, ecc.
  • Le confessioni religiose dicono come vestirsi, impongono determinati comportamenti quando ritengono che questi abbiano una valenza etica o morale (i testimoni di Geova vietano di essere trasfusi oppure si rifiutano di svolgere il servizio militare).
  • Le confessioni religiose impongono alcuni sistemi di sepoltura.

L'importanza del riconoscimento religioso

L'esperienza ci insegna anche che la motivazione religiosa è una delle motivazioni più forti dell'individuo e meno gestibile → spinge gli individui ad azioni molto estreme, anche e spesso in violazione di norme dell'ordinamento. Lo stato non può disinteressarsi, perché le intersezioni sono molteplici e disinteressarsi negando in radice il riconoscimento di istanze di contenuto religioso vuol dire limitare la libertà religiosa. Lo stato ha a cuore il benessere dei suoi cittadini e decide di ampliare il più possibile gli spazi della libertà religiosa. Può inoltre costituire un fattore di promozione importante dell'individuo. Come se ne occupa? Le possibilità sono infinite.

Anche se si è tentato faticosamente di porre in essere dei modelli, la realtà sfugge sempre al modello. Ciò nonostante la dottrina ha tentato di porre delle classificazioni. Un criterio discretivo, di tipo formale, è stato usato in relazione alla forma scelta dal legislatore per regolare il fenomeno (solo leggi unilaterali, predisposte dallo stato o basta-- stati separatista, oppure fonte bilaterale, cioè ascoltare cosa hanno da dire i gruppi -- stato concordatario).

Un criterio di tipo sostanziale è la distinzione tra stato confessionista o stato laico: ce ne sono comunque molti tipi. Stato confessionale: impronta il suo ordinamento ai dettami di quella confessione mutuando i suoi principi da una o più confessioni. Stato laico: per definirlo bisogna cercare di aggiungere degli aggettivi perché dice tutto e dice niente. È uno stato in cui vige un sostanziale separatismo degli ordini (non c'è commistione tra ordine spirituale e ordine temporale). Lo stato rinuncia alla propria competenza in materia spirituale.

In entrambi i casi gli stati possono però essere sia separatisti che concordatari (lo stato dice di essere laico ma è concordatario). Come risponde l'Italia? Quale strada è stata scelta nel tempo per rispondere alle istanze dei singoli e dei gruppi? Il progetto costituzionale è un progetto ambizioso perché il nostro costituente vuole uno stato laico e concordatario. Il costituente è riuscito a realizzare il suo progetto?

Perché un ordinamento statale laico deve occuparsi del fenomeno religioso?

Lo fa perché la scelta religiosa viene molto spesso vissuta in modalità collettiva, ovvero perché spesso il singolo decide di vivere la sua vita religiosa raggruppandosi con altri. Sono ordinamenti a fini generali ovvero che si occupano di tutto, non c’è aspetto di cui non si occupino, tendono ad essere omnicomprensive. Propongono modelli inerenti ad ogni aspetto della vita.

Cenni storici: presenza della Chiesa cattolica e dello Stato pontificio in Italia

Tutte le vicende che attengono alla regolamentazione del fenomeno religioso sono state influenzate da rapporti di accomodamenti tra stato e chiesa. Nei primi anni fino all'arrivo al potere del partito fascista di amore se ne è visto poco nella forma sostanziale. Nella forma in realtà lo statuto Albertino nell'art. 1 prevedeva che la Chiesa Cattolica era la sola religione dello stato, mentre gli altri culti, qualora esistenti, erano tollerati (non si parla di libertà) conformemente alle leggi.

Se ci fermassimo unicamente a questa affermazione dedurremmo che si trattava di uno stato confessionista, ovvero di uno stato avente un’unica religione: quella cattolica, mentre gli altri culti erano solo tollerati (questo implicava una totale mancanza di libertà religiosa). Peccato che però in tutto il resto della normativa coeva (dal 1850) c'è un proliferare di normative di segno completamente diverso. Ci sono normative che di fatto contraddicono questo principio confessionistico.

Tante che lo statuto Albertino viene citato in collegamento non con uno stato confessionale ma ad uno stato liberale. L'Italia viene definito in dottrina come uno stato non confessionale ma liberale. Questo stato presentava però anche elementi di giurisdizionalismo (atteggiamento dello stato di supremazia nei confronti del fenomeno religioso che contraddice entrambe le teorie precedenti). Lo stato entra nell'ordine religioso d'imperio per il raggiungimento di propri fini.

Giurisdizionalismo e stato liberale

  • Esempio: sono di questi anni le leggi eversive dell'asse ecclesiastico (giurisdizionalismo in senso deteriore). Il legislatore ha tolto la personalità giuridica ad enti ecclesiastici che ha ritenuto non essere utili (enti che si occupavano di cura d'anime e di vita contemplativa) e ne incamera il patrimonio.
  • Perché stato liberale? È lo stato in cui si riteneva che le libertà fondamentali fossero tutelate soprattutto come libertà del singolo e c'è una particolare attenzione per la sfera individuale.
  • Esempio: codice penale (Zanardelli 1899): tutelava i credenti liberi di svolgere la propria scelta religiosa indipendentemente all'appartenenza confessionale.
  • Un altro esempio potrebbe essere il codice Pisanelli, rilevante per via del fatto che non riconobbe più gli effetti dei matrimoni religiosi. Ma cosa accadde? Tutti continuavano a sposarsi in chiesa → furono anni di grande confusione per via del fatto che per molti anni il matrimonio vero era quello cattolico e non civile.

Salto importante rispetto allo statuto libertino. Non si parla più di tolleranza, ma esiste un'eguaglianza. Di impronta opposta è il codice civile (1865) per il quale tutti i matrimoni religiosi sono irrilevanti (egualitaria e liberale ma verso il basso). I primi anni furono anni di grande confusione perché il concetto di matrimonio civile e non religioso faticò molto ad entrare nella testa dei cittadini.

Rivoluzione del 1870 e legge delle guarentigie

Tutti gli equilibri saltarono completamente nel 1870: presa di Roma (breccia di porta Pia) con lo scopo di ammettere lo stato pontificio all'Italia e voleva dire togliere il potere temporale al papa. Come lo stato italiano decise subito dopo di gestire i rapporti con la Santa sede? Emanò la legge delle guarentigie (13 maggio 1871).

Questa è una legge molto rispettosa della posizione del papa, trattato come se fosse un sovrano. È una legge particolarmente favorevole (pieno possesso e poteri). A due giorni dalla sua entrata in vigore Pio IX emette l'enciclica Ubi Nos nella quale dimostra la sua contrarietà allo stato italiano e alle guarentigie.

Il papa è contrario perché è diventato un cittadino sottoposto alla legge italiana. Non esercita più il potere temporale e si tratta di una legge unilaterale -- per questo non può accettare le guarentigie → Sta nella natura ontologica della Chiesa Cattolica porsi come autorità indipendente. Questa dualità di poteri è insita in tutti gli ordinamenti. Si chiedono quindi degli accordi definiti concordati. La natura di atto unilaterale contraddice questa teoria perché contraddice anche la presenza di un duplice potere negando la doppia indipendenza.

Reazione del papa e il non expedit

Quale la reazione del papa? Nel 1874 emise un'altra enciclica in cui intimo il non expedit, il non partecipare. Era il consiglio, molto caloroso, di astenersi completamente dalla vita politica (né eletti né elettori). Questo consiglio venne seguito solo in parte dai cattolici. Tant'è che nel 1919 fu formalmente superato il non expedit, sostanzialmente superato prima dal patto Gentiloni, perché si creò un nuovo partito, il partito popolare.

Fascismo e riconfessionalizzazione

Ci fu un evento molto più importante che rimise in gioco anche i rapporti tra stato e chiesa, cioè la prima guerra mondiale. Nei primi anni '20 i tempi erano maturi per l'ascesa del partito fascista, che prese il potere a metà degli anni '20 (1925), ma già prima la presenza di Mussolini si faceva molto sentire. Mussolini fu molto lungimirante in quegli anni e intelligente perché capì che era il momento giusto per sfruttare per i propri fini il proprio rapporto con i cattolici (ma Mussolini non era per niente cattolico).

Nei primi discorsi pubblici di Mussolini esce infatti una profonda figura anticlericale e anche il partito fascista nasce con un'impronta dichiaratamente anticlericale. Ma Mussolini capisce che non è quella la strada da portare avanti. Se voleva portare a casa qualcosa doveva portare dalla sua parte i cattolici e fare la pace con il papato concludendo quella che è stata definita la questione romana. Negli anni '20 iniziò quel periodo che venne definito come riconfessionalizzazione. Perché? Perché il principio confessionista visto schematizzando nell'art. 1 dello statuto Albertino era di fatto stato abbandonato. Con piccoli passi il legislatore cominciò a ricostruire i rapporti con la Chiesa Cattolica e a riconfessionalizzarsi.

Esempi di riconfessionalizzazione

  • Esempio: riforma Gentile della scuola (1923): riforma che prevede espressamente che la religione cattolica costituisce fondamento e coronamento di tutta l'istruzione pubblica.
  • Esempio: crocifissi in tutti gli edifici pubblici, nei tribunali, nelle aule scolastiche (mettere un crocifisso su un muro che appartiene allo stato, in cui si esercitano funzioni dello stato non vuole dire altro che creare un legame di appartenenza).
  • Esempio: la maggior parte delle feste religiose, in senso cattolico, divennero feste civili (retaggio che ancora ci portiamo dietro).

In questo clima di riconfessionalizzazione cosa fece Mussolini per arrivare al culmine della sua opera? Vennero stipulati i patti lateranensi. Mussolini fu colui che ricucì gli strappi creati dalla questione romana. Mussolini viene chiamato “uomo della provvidenza” perché considerato come colui che finalmente aveva ricucito gli strappi sanguinosi creati dalla questione romana e che finalmente aveva portato giustizia lì dove c’era solo iniquità e menzogna; la stipula dei patti lateranensi viene definita come la grande conciliazione.

Si trattò di una enorme conquista per la Chiesa che ottenne tutto quello che voleva e soprattutto ottenne le due cose che le interessavano di più, quelle due cose per le quali aveva rotto in maniera irrimediabile i rapporti con lo Stato: potere temporale e accordo bilaterale. Per capire ciò dobbiamo considerare più nel dettaglio il trattato lateranense. Il trattato lateranense è formato da 3 elementi di cui i più importanti sono il trattato e il concordato (mentre il trattato è ancora in vigore, il concordato è stato sostituito): di cosa si occupano?

Il concordato regolamentava le condizioni della Chiesa cattolica e riguardava lo status, i benefici e le garanzie di questa; il trattato invece regolamentava tutte le questioni patrimoniali tra le parti (che erano tantissime), ma soprattutto riconosceva e dunque creava uno stato temporale nuovo ovvero lo Stato Città del Vaticano, uno stato con un proprio territorio ecc. che nasce sulla base della volontà di due parti (una parte, lo stato, rinuncia).

Da ciò si capisce come la Chiesa abbia ottenuto quello che voleva: lo Stato Città del Vaticano era infatti uno stato piccolo, ma più che sufficiente in quanto al papa interessava non essere cittadino dello stato italiano e avere il potere temporale; allo stesso modo ha avuto anche un accordo bilaterale, il concordato; al papa viene riconosciuta l’originarietà della Chiesa cattolica, l’indipendenza in maniera così radicale da far sì che lo stato decida di sentire le sue ragioni prima di stipulare un atto che regola i rapporti e dunque di stipulare un accordo.

Questi sono i motivi essenziali che hanno fatto parlare di “pace religiosa”: al papa è stato riconosciuto quello che voleva, lo status di sovrano non sottoposto alla legge italiana. Non bisogna confondere la Chiesa cattolica e lo Stato Città del Vaticano che sono due cose ontologicamente diverse e nello stesso tempo bisogna ricordare che nella Costituzione si parla della prima: la differenza fondamentale è che il secondo è uno stato con un governo, un popolo e un territorio che non presenta nessuna peculiarità se non la forma di governo (monarchia assoluta), mentre la Chiesa Cattolica non è uno stato, ma una confessione religiosa (come la religione ebraica ecc.) che ha dei seguaci, ma non ha un territorio (i seguaci sono sparsi in tutto il mondo) e il cui governo corrisponde a quello di Città del Vaticano.

Dunque quello che unisce è un governo, un unico potere che lega e che è sia della Città del Vaticano che della Chiesa Cattolica che rimangono però separati. La Città del Vaticano si occupa infatti di questioni temporalissime come il sistema delle fognature, la moneta ecc. Questi patti lateranensi prevedevano moltissime cose. L’art. 1 del trattato è importantissimo e dice che la Chiesa Cattolica è la sola religione dello stato: non si lascia niente al caso e si specifica chiaramente cosa si vuol dire in quanto si dice che si considera ancora in vigore (“si riafferma la vigenza”) del principio confessionista contenuto nello Statuto Albertino per cui la religione cattolica apostolica romana si considera la sola religione dello stato.

Cosa fa questo articolo? Nello stesso tempo si distanzia e si riallaccia al passato: si riafferma il valore, ma c’è anche una specie di innovazione dell’efficacia della formula di questo; non ci si distanzia troppo, ma si afferma nello stesso tempo di essere in una nuova era. A questo punto si può dire che lo stato italiano è a tutti gli effetti uno stato confessionista con una religione.

Sottoscrizione dei Patti Lateranensi

Sottoscrizione Patti Lateranensi 11 febbraio 1929: importanza cruciale all'epoca -- mettere fine alla questione romana (presa violenta di Roma) e più in generale fine della guerra religiosa e inizio di un periodo caratterizzato da una pace religiosa. Il suo significato non finirà nel 1929 ma verrà portato vivo e vegeto negli anni fino alla commissione che diede vita alla carta costituzionale.

Tutti i padri costituenti tennero molto ben presente il significato di Patti come fine della guerra di religione e come punto di partenza per una nuova pace religiosa che nessuno intendeva mettere in discussione. Lo stato e la chiesa non litigavano più. I cattolici che erano la quasi totalità dei cittadini italiani potevano trovare un'integrazione fra sfera religiosa e sfera civile.

Mussolini viene ritenuto uomo della provvidenza. Art 1 trattato lateranense (Patti Lateranensi divisi in trattato e concordato): l'Italia riconosce e riafferma il principio consacrato nell'articolo 1 dello statuto Albertino per il quale la religione cattolica, apostolica romana è la sola religione dello stato. Le parti si sentono in dovere di riaffermare che quel principio che nessuno aveva applicato (principio di natura ora sostanziale, prima solo formale). Il principio ritroverà riconoscimenti anche in tutte le altre norme dell'ordinamento che lo renderanno vivo e importante.

Parte più importante è il Concordato che regola lo status della Chiesa Cattolica in Italia. Art. 5: aveva una portata pratica abbastanza irrilevante (sacerdoti e religiosi che venivano allontanati dalla chiesa), ma ha un valore simbolico molto elevato perché questi una volta allontanati non potevano assurgere nessuna carica pubblica e impieghi nel quale siano a diretto...

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Scienze giuridiche IUS/11 Diritto canonico e diritto ecclesiastico

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher chicca9329 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto ecclesiastico e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano - Bicocca o del prof Marchei Natascia.
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