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ZOOTECNIA

Anno soclastico 2021/2022

5 CFU

INDICE

Questo modulo si articola in due unità didattiche:

• la prima unità comprende concetti generali propedeutici alla zootecnia, la valutazione

morfologica e la valutazione funzionale;

• La seconda unità prevede la valutazione genetica degli animali di interesse zootecnico e

l’etnologia, che prevede la conoscenza delle principali razze italiane ed estere degli animali

domestici da reddito e da affezione.

PRIMA UNITA’

1. Pubertà degli animali domestici …………………………………………………….… 3

2. Gravidanza …………………………………………………………………………… 4

3. IPG e ICA ……………………………………………………………………………... 5

4. Categorie zootecniche ………..……………………………………………………

Resa al macello

5. ………………………………………………………………………

6. Zoognostica ………………………………………………………………………

7. Zoometria ………………………………………………………………………

8. Indici vari ………………………………………………………………………

9. Classificazioni ………………………………………………………………………

10. BCS- Body Condition Score

………………………………………………………………………

11. Mantelli ………………………………………………………………………

12. P del corpo 2

PRIMA UNITA’

1. PUBERTA’ NEGLI ANIMALI DOMESTICI

Con il termine PUBERTA’, si fa riferimento al raggiungimento della maturità sessuale, che nelle

femmine coincide con l’ovulazione mentre nei maschi con la capacità di poter produrre

spermatozoi.

Il raggiungimento della pubertà, oltre a essere strettamente collegato con la genetica

dell’individuo a cui si fa riferimento, dipende anche dalle condizioni ambientali. Con “condizioni

ambientali” ci riferiamo a tutti i fattori non genetici che agiscono su tale individuo. Ad esempio, ad

influenzare il raggiungimento di tale tappa nella vita di ogni individuo è l’alimentazione. In molti

casi, infatti, affinché si verifichi il raggiungimento della pubertà è necessario il raggiungimento di

un certo peso.

L’alimentazione non è l’unico fattore che grava su questo aspetto; anche se un individuo si

alimenta/viene alimentato in modo corretto, può verificarsi un ritardo nel raggiungimento della

maturità sessuale. Questo è il caso ad esempio delle malattie parassitarie, che da un punto di

vista statistico sono le più rilevanti in tal senso.

Nella tabella che segue troviamo informazioni circa il raggiungimento della pubertà negli animali

domestici (espressa in mesi). Femmine Maschi

Conigli 5 5

Cani di piccola 6-10 6-10

taglia

Cani di grossa 8-14 8-14

taglia

Gatti a pelo corto 6-8 6-8

Gatti a pelo lungo 20-24 20-24

Ovini 6-9 4-6

Caprini 5-7 4-6

Suini 4-7 4-8

Bovini Jersey 8-10 9-11

Bovini (da latte) 10-12 11-13

Bovini (da carne) 11-13 12-15

Cavalli 15-18 13-18

Asini 15-18 13-18

Bufalini 22-26 28-32

Come è possibile osservare nella tabella sopra, l’età del raggiungimento della pubertà è altamente

variabile nei cani in quanto le razze canine sono molto differenziate una dalle altre e quindi risulta

essere difficile trovare regole di carattere generale valide universalmente. 3

2. GRAVIDANZA

A differenza del sopraggiungere della maturità sessuale, la durata della gravidanza è molto più

precisa: è caratterizzata infatti solo da variazioni in termini di giorni e non di mesi come visto

sopra.

Nella tabella sottostante troviamo indicate la durata della gravidanza negli animali domestici

(espressa in mesi) Conigli 1

Cane 2

Gatto 2

Ovini 5

Caprini 5

Suini 3 mesi 3 settimane 3

giorni

Bovini 9 mesi

• 1 settimana per la

frisona

2 settimane per la

• bruna

Cavalli 11

Asini 12

Bufalini 10 mesi e mezzo

La gravidanza è strettamente collegata al miglioramento genetico.

Questo perché il miglioramento genetico non riguarda un solo individuo bensì i suoi discendenti e

quindi alla popolazione e quindi, per accelerare questo processo agendo sul fattore tempo, posso

incidere sulla gravidanza. (Altro fattore su cui devo ragionare in questi termini è la scelta dei

migliori riproduttori).

Infatti, a parità di alcune condizioni per avere un progresso genetico nel modo più rapido

possibile, devo fare quante più generazioni possibili nell’unità di tempo.

In questi termini, facciamo riferimento all’intervallo medio di generazione.

Con il termine “intervallo medio di generazione” si intende l’età media delle fattrici quando

partoriscono figli utili, ovvero che diventeranno riproduttori. Affinché il miglioramento genetico

avvenga nel minor tempo possibile, questo intervallo deve essere quanto più basso possibile,

deve tendere al suo valore minimo.

Dato che questo intervallo è calcolato come la somma dell’età alla pubertà e l’età alla gravidanza,

devo fare in modo che siano le femmine più giovani dell’allevamento ad essere coperte dai

maschi miglioratori.

Le manze in genere vengono coperte fra i 12 e i 15 mesi e quindi partoriscono a circa 2 anni (12

(pubertà)+9 (gravidanza)=21 mesi) . Usando i tori miglioratosi sulle manze, ogni due anni ho una

generazione e quindi in un intervallo di tempo di 10 anni ho 5 generazioni utili. Se invece copro

con i tori delle vacche che pluripare (che hanno partorito più volte e che quindi in genere

partoriscono una sola volta all’anno), in 10 anni avrò solo 3 parti invece di 5. 4

3.1. INCREMENTO PONDERALE GIORNALIERO (IPG)

L’incremento ponderale giornaliero rappresenta la velocità di accrescimento in un’unità di tempo

(un giorno).

L’unità di misura di questo parametro è Kg/al giorno o g/al giorno ed è uguale al rapporto fra la

variazione del peso dell’animale (peso finale-peso iniziale) e il tempo (giorno della pesata finale e

iniziale).

Ne deduciamo quindi che questo parametro non è un indice: per definizione un indice è un

numero puro ovvero un numero che nasce dal rapporto di due grandezze espresse nella stessa

unità di misura che dunque si semplificano fra di loro.

( − )

= ∗

*con il termine “tempo” facciamo riferimento alla differenza fra i due momenti in cui avviene la

pesata.

In termini generali, maggiore è l’IPG di un individuo, maggiore è l’efficienza di quest’ultimo.

Di solito per calcolare l’incremento ponderale giornaliero complessivo scelgo come momento

finale la macellazione mentre quello iniziale può essere o la nascita, in senso lato, o meglio ancora

lo svezzamento. Questo perché di solito l’IPG viene calcolato insieme all’ICA, indice che viene

calcolato sapendo quanto alimento viene assunto. Chiaramente, prima dello svezzamento, ovvero

quando un cucciolo viene ancora alimentato dalla madre, non si può sapere l’effettiva quantità di

alimento assunto. Differente è il discorso che riguarda lo svezzamento, ovvero quando l’animale

non prende più il latte e quindi non assume più l’alimento dalla mammella ma viene alimentato

solo ed esclusivamente dall’allevatore e quindi si sa il quantitativo esatto somministrato. Lo

stesso discorso non si ha però nel periodo misto dello svezzamento, quando l’animale assume sia

mangime che latte e quindi comunque assume una quota di alimento che non può essere

calcolata.

3.2. INDICE DI CONVERSIONE ALIMENTARE: ICA

quantità di mangime necessaria per ottenere un determinato incremento

L’ICA indica la

di peso vivo e si calcola, per un dato periodo di tempo, con la seguente formula:

= ( − )

Il reciproco dell’ICA (il suo inverso) permette di calcolare la RESA DEL MANGIME.

Individui efficienti hanno un IPG alto (che implica che l'animale che cresce velocemente) e un’ICA

basso che è sinonimo di indice di conversione alimentare vantaggioso.

La specie che ha il migliore ICA tra quelle che comunemente si possono trovare nei supermercati

sono i polli, che hanno la maggiore velocità di accrescimento ovvero un IPG molto elevato.

Nella zootecnica ci sono animali che crescono ancora più velocemente e che quindi possiedono

un’ICA ancora più basso (inferiore a 1) sono i pesci di allevamento come le trote. Biologicamente

sembrerebbe essere impossibile che questi animali crescono di più di quello che mangiano. Va

però considerato che il rapporto per calcolare l’ICA è tra l’alimento assunto ovvero mangime

secco, che normalmente ha un 12% di umidità, e il peso vivo dell’animale.

Gli animali che crescono velocemente depongono muscolo e non grasso. L’energia che compete

al muscolo è circa 10 volte inferiore a quella del grasso. Per trovare questo valore vanno

considerati due aspetti: l’energia che compete alla carne magra e quella del grasso (i grassi hanno

5

un’energia 2,2 volte superiore a carboidrati e proteine) e il rapporto di idratazione (il grasso è un

tessuto secco con un 15% di umidità mentre il muscolo è molto idratato con oltre l’80% di

acqua). Facendo 80/15 ottengo un valore di circa 4,5 che moltiplicato per quel 2,2 porta al valore

di 10 circa.

Se un animale depone muscolo cresce velocemente perché sostanzialmente depone acqua.

Quando cala la deposizione di muscolo a favore del grasso, l’animale viene abbattuto in quanto

grava in senso negativo sull’economia dell’azienda. Questo discorso non è applicabile, ad

esempio, nei suini utilizzati per la produzione del prosciutto di Parma e San Daniele che hanno un

valore economico notevole e quindi per questo tipo di prodotto non si guarda ICA e IPG ma si

rispetta il disciplinare che dice che il prosciutto deve avere un peso minimo e quindi l’animale

deve avere una certa taglia e un certo peso. Il prosciutto rifilato non deve pesare meno di 9 kg. 6

4. CATEGORIE ZOOTECNICHE

1. DEI SUINI PER LA RIPRODUZIONE

Suinetti Suini maschi o femmine dalla nascita allo

svezzamento. In questo periodo avviene al

castrazione (prima massimo seconda

settimana di vita) dei maschi salvo che siano

destinati alla riproduzione. Per la produzione

della carne si usano quindi femmine e

maschi castrati altrimenti la carne può

assumere sapori sgradevoli dovuti proprio

agli ormoni sessuali.

Scrofette e vertetti Suini rispettivamente di sesso femminile e

maschile dallo svezzamento al raggiunto

della maturità sessuale.

Scrofe e verri Suini maturi sessualmente (dopo la pubertà).

Per le scrofe non ha alcun peso il fatto che

abbiano partorito o meno.

1.1. DEI SUINI PER LA CARNE

Suino leggero Dai 90 ai 120 kg

Suino pesante Dai 160 kg in su

Lattoni Suini nell’età di commercializzazione (25-30

kg)

Magroni Suini con peso di 70 kg

L'allevamento del suino può essere distinto in ciclo aperto e chiuso.

Un allevamento si definisce aperto se ha come finalità la produzione di suinetti che vi

permangono fino al raggiungimento di circa 25-30 kg a circa 3 mesi di vita. In questi allevamenti

vengono quindi svolte le fasi di fecondazione delle scrofe da parte dei verri e l’allevamento dei

piccoli suinetti che, raggiunto il peso necessario, verranno inviati negli allevamenti da ingrasso.

Un allevamento si definisce chiuso quando i suinetti non vengono venduti a secondi allevamenti

ma vengono allevati fino al raggiungimento di circa 120kg o 160 kg e successivamente macellati

con destinazione, rispettivamente, consumo fresco o salumificio.

Nel momento in cui il suino è destinato all’ingrasso, distinguiamo il suino leggero e il suino

pesante. Non sono le razze che sono più leggere di altre, ma essenzialmente è una scelta

dell’allevamento e dell'imprenditore in funzione di IPG e ICA. Nel suino dopo i 100 kg, cala

considerevolmente la deposizione di muscoli e quindi non è più economico. Il suino pesante

arriva ai 160 kg perché essenzialmente è destinato alla produzione di prosciutto.

2. DEI BOVINI PER LA RIPRODUZIONE SOGGETTI MASCHI

Vitello Bovino maschio dalla nascita fino allo

svezzamento. Nella prima settimana di vita si

chiamano anche baliotti 7

Torello Bovino intero dallo svezzamento alla pubertà

(primo salto)

Toro Bovino maschio intero dopo la pubertà

(raggiungimento maturità sessuale).

2.1. DEI BOVINI PER LA RIPRODUZIONE SOGGETTI FEMMINE

Vitella Bovino femmina dalla nascita fino allo

svezzamento

Manetta Bovino femmina dallo svezzato al primo

calore (pubertà)

Manza Bovino femmina dalla pubertà al 1° parto

Giovenca Bovino femmina durante la prima gravidanza

Vacca primipara (dopo il primo parto la Bovino femmina dal primo al secondo parto

manza/giovenca prende il nome di vacca)

Vacca pluripara Bovino femmina dopo il secondo parto

2.2. DEI BOVINI PER LA CARNE O DA LAVORO MASCHI

Vitellone Qualsiasi bovino maschio destinato alla

macellazione ma che non ha ancora messo

nessun dente permanente (meno di 2 anni)

Manzo Qualsiasi bovino maschio destinato alla

macellazione che ha messo i primi denti

permanenti

Castrato Bovino maschio fino all’età adulta (fino ai 5

anni). L’animale si dice adulto quando ha la

“bocca fatta” ovvero quando ha cambiato

tutti i denti da latte in denti permanenti.

Questo avviene all’età di circa 5 anni

Bue Bovino maschio adulto (dai 5 anni, quando

ha già la “bocca fatta”)

Vitello a “carne bianca” Qualsiasi bovino destinato alla macellazione

che viene allevato per tutta la vita quasi

esclusivamente con latte artificiale

2.3. DEI BOVINI PER LA CARNE FEMMINE

Scottona Giovane bovina femmina destinata alla

macellazione che abbia meno di 16 mesi di

vita (almeno sotto i 2 anni- a due anni si

verifica il cambio dei primi incisivi mediali, i

piccozzi) o comunque che non abbia

partorito

3. DEGLI OVINI DA RIPRODUZIONE MASCHI

Agnello Qualsiasi ovino maschio dalla nascita fino alla pubertà

Ariete (montone) Qualsiasi ovino maschio utilizzato per la riproduzione dopo la pubertà 8

3.1. DEGLI OVINI FEMMINE

Agnella Qualsiasi ovino femmina dalla nascita fino alla pubertà

Pecora Qualsiasi ovino femmina utilizzato per la riproduzione dopo la pubertà

3.2. DEGLI OVINI DA CARNE Si ottiene mantenendo mantenendo

Agnello da latte Peso vivo 8-12 kg gli agnelli con la madre sino ad un’età

di 4-5 settimane: tutta la produzione

di latte della madre viene destinata

all’alimentazione dell’agnello.

Agnello pesante da latte Peso vivo 12-20 kg Si ottiene facendo proseguire

l’allattamento della nascita fino a 6-7

settimane, fino al raggiungimento di

un peso vivo intorno ai 15 kg.

Agnellone precoce o agnello Peso vivo 25-35 kg Produzione ottenibile più o meno

bianco precocemente con un’alimentazione a

elevato contenuto energetico.

Se l’ingrassamento dei maschi si

Castrato Oltre gli 8 mesi di età debba protrarre oltre gli 8 mesi di età,

intorno al 3-4 mese viene praticata la

castrazione.

3.3. DEI CAPRINI MASCHI

Capretto Qualsiasi caprino maschio dalla nascita fino alla pubertà

Becco (capro, caprone) Qualsiasi caprino maschio utilizzato per la riproduzione

dopo la pubertà

3.4. DEI CAPRINI FEMMINE

Capretta Qualsiasi caprino femmina dalla nascita fino

alla pubertà

Capra Qualsiasi caprino femmina destinata alla

riproduzione dopo la pubertà

4. DEGLI EQUINI MASCHI

Puledro Cavallo di sesso maschile dalla nascita fino

alla pubertà

Stallone Equino maschio intero utilizzato per la

riproduzione dopo la pubertà

Castrone Equino maschio castrato dopo la pubertà

4.1. DEGLI EQUINI FEMMINE 9

Puledra Cavallo di sesso femminile dalla nascita fino

alla pubertà

Giumenta Qualsiasi esemplare femmina di equino

ad

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Scienze agrarie e veterinarie AGR/17 Zootecnica generale e miglioramento genetico

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher unite.appunti di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Zootecnica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Teramo o del prof Pezzi Paolo.
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