Appunti di statistica aziendale
Formulazione del problema e individuazione dei quesiti
Manager -> formulazione del problema e individuazione dei quesiti a cui si chiede risposta.
Statistico -> traduzione dei quesiti manageriali in quesiti statistici.
Pianificazione ed esecuzione delle analisi statistiche con metodi statistici.
Interpretazione dei risultati (da statistici a manageriali):
- Soluzione del problema
- Nuova formulazione
Fonti dei dati
Le fonti dei dati possono essere interne all’azienda o esterne, come statistiche prodotte da soggetti pubblici (ISTAT) e privati (es. Nielsen).
Dato statistico: risultato di una misurazione su un’unità statistica appartenente a un collettivo o popolazione.
Statistiche: modo di presentare le informazioni contenute nei dati.
Metadato: descrive e definisce i dati, definisce unità statistiche, collettivo e variabili osservate.
Classificazione delle imprese
- Settoriale (codice ATECO)
- Dimensionale (es. numero addetti/fatturato)
- Territoriale (impresa/unità locale)
Le indagini campionarie
Popolazione obiettivo: a chi vogliamo siano generalizzate le informazioni rilevate sul campione? (È composta da tutte le unità potenzialmente osservabili e non necessariamente già esistenti). Può essere finita o infinita.
Lista di campionamento: è possibile etichettare tutti gli elementi che la compongono e non sempre coincide con la popolazione obiettivo, quindi si parla di popolazione di selezione (es. elenco telefonico).
In caso di mancata risposta
- Intracciabilità
- Rifiuto alla partecipazione all’indagine
Formazione del campione
Obiettivo: stimare alcuni parametri della popolazione.
Ricordiamo: Stima - Parametro = Errore campionario (che può essere stimato).
"Y" è la variabile casuale (v.c.) che rappresenta il carattere oggetto di studio sulla popolazione finita N.
"n" è la dimensione campionaria.
"f" = n/N è la frazione di campionamento.
"Θ" è il parametro da stimare.
"tn" (t pedice n) = f(Y1, Y2, …, Yn) è la stima della statistica calcolata sui valori osservati sul campione.
"Tn" (T pedice n) = f(Y1, Y2, …, YN) è lo stimatore della v.c.
Tipi di campionamento
- Campionamento casuale semplice (CCS): può essere con o senza reinserimento.
- Campionamento sistemico: garantisce la selezione delle unità in ogni parte della lista (perché sono ordinabili). Si seleziona a caso un numero J compreso tra 1 e K, dove K è il passo campionamento, K=int(N/n). L’unità J nella lista corrisponde alla prima unità estratta. Le n-1 unità rimanenti sono individuate ogni K unità seguendo l’ordine della lista. Esempio: N=1000, n=10, K= int(1000/10) = 100. 50° (primo numero estratto casualmente), gli altri nove numeri seguono K quindi avremo: 50°, 150°, 250°, …, 950°.
- Campionamento stratificato: si utilizza se esiste una correlazione tra le variabili Y e X. Y è la variabile di interesse/oggetto di studio, X è la variabile ausiliaria/di stratificazione (è nota su tutti gli elementi della popolazione, es. età/sesso). Obiettivo: avere strati più diversi tra loro ma omogenei al loro interno (piccola variabilità dentro lo strato, grande tra strati).
- Campionamento a grappoli: lista suddivisa in grappoli (es. edifici/famiglie/quartieri/classi). Si selezionano casualmente dei grappoli e si includono nel campione tutti gli elementi del grappolo. Vantaggio: facilità di selezione del campione.
- Campionamento a stadi: campionamento in più stadi/fasi. Unità di 1° stadio -> grappoli (es. comuni), Unità di 2° stadio ->
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