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Categorie:

- elementi con proprietà comuni: Categorizzazione contenuti serve per organizzare i

contenuti. Una volta ottenuti i contenuti, nella società dell’informazioni, le info sono

tante e vanno organizzate.

- Le categorie sono mentali, istintive

- Non sono necessariamente disgiunte, ovvero una info può appartenere a più categorie

(al contrario delle classi dove invece non si può appartenere a più classi)

- Eccezioni: contenuti che non rispettano determinate regole comuni e possono essere

gestite consapevolmente al di fuori delle regole comuni a cui sono sottoposti altri

contenuti e supporti che li trasportano

2) DEFINIZIONE ECM

Ci sono varie definizioni

AIIM: nel 2000 ha definito il termine di ECM la prima definizione. Questa def è stata

modificata e divulgata nel 2005.

Insieme di tecnologie per raccolta archiviazione gestione manutenzione e distribuzione di

contenuti e documenti di lavoro

- contenuti: fa riferimento a unità semantica trasportata

- documenti: tipo di supporto. Il documento è tipo supporto strutturato e valido nel

tempo

definizione 2010:

insieme di tecnologie diventa: insieme di strategie metodi e strumenti per raccolta,

archiviazione, gestione, manutenzione e distribuzione dei contenuti.

La differenza è nella considerazione che inizialmente si dava al Content Management una

valenza tecnologica., legata alle tecnologie di supporto. Ora si riconosce che il settore si deve

occupare di strategie e metodi, eventualmente supportati da strumenti tecnologici.

Assimilando queste definizioni nella pratica si evidenza che ECMS non è un closed system,

cioè un sistema chiuso a configurazione fissa ma fa riferimento a un termine complessivo che

racchiude la ricerca raccolta elaborazione e distribuzione dei contenuti.

Nella gestione dei documenti che li trasportano, eventualmente gestiti trasmessi prodotti

online attraverso web e servizi offerti, possibilità di produrre e archiviare in maniera

partecipata i contenuti e i supporti. La gestione delle base di dati in caso i contenuti vengono

da dati strutturati e in generale qualsiasi tipo di risorse online.

In questa def di Content Management è prevista possibilità di gestire Wf. Cosa che non sempre

avviene a causa della complessità della funzionalità dei Wf.

È necessario definire un comune sistema di riferimento che ha

- linee guida della gestione

- - che siano condivise dagli attori

- orientate a obbiettivi comuni

- in modo che i dati offerti siano utilizzabili, affidabile e consultabili e la loro

provenienza deve essere verificabile 41

Silvani Stefano – UTIU. Il presente materiale è stato realizzato a scopi didattici e ne è vietata la vendita, la riproduzione e qualsiasi

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a tal fine sono importanti i metadati:

ovvero dati che descrivono dati. Possono essere di diversi tipi

- amministrativi o gestionali

- struttura del documento

- possono essere descrittivi del file system (grandezza file, data creazione ecc.)

- possono essere descritti immagini o dati geospaziali (dati descrittivi delle immagini o

geospaziali, cioè info eterogenee collegati da una stessa coordinata geografica)

- i metadati possono descrivere anche un programma. Sono i commenti in testa al

sorgente. Commento generale, autori, restrizione sull’uso o modifica del programma.

Registro metadati:

- accompagna i metadati e indica le caratteristiche che devono avere le informazioni per

essere considerate autorevoli

- da una descrizione semantica di questi dati. Quindi definizione del loro significato,

attributi, eventuali definizioni in più lingue e relazioni tra diversi schemi di registri di

metadati

3) EVOLUZIONE STORICA

in prospettica storica, ECMS ha visto 3 fasi:

- integrazione dei dati : ECMS orientati e spinti da necessitò di integrazione dei dati

- poi integrazione di applicazioni (sistemi specifici)

- sistemi e componenti (partire da general purpose e poi aggiungere componenti a

mosaico)

1° fase: integrazione dei dati:

indotto evoluzione ECMS da disponibilità nuovi contenuti di vario genere, di tipo messaggio

(possibilità di gestire mail e conversazione estemporanee) e dalla produzione conseguente di

metadati. Sia automatici sia manuali. Sia riguardanti tempo d’uso dei documenti che i tempi di

modifica ecc.. le tecnologie di supporto al CM si evolvono verso la gestione e descrizione dei

dati.

- sono stati acquisiti poi nuovi filtri per analisi e recupero di dati,

- sviluppo di percorsi per la ricerca e nuove organizzazione delle info

- produzione tassonomie per categorizzazione dati

- reti semantiche, strutture più complesse per la strutturazione e produzione struttura

contenuti, anche con mappe mentali e altri tipi di rappresentazioni del pensiero

- ontologie: che sono rappresentazioni formalizzate di concetti, di loro relazioni e

insieme di regole per permettere ragionamenti automatizzati a partire dalla base

concettuale

2° fase: Integrazione delle applicazioni

si consideri il seguente esempio: gestione clienti:

farà uso gestione immagini per foto prodotti + copie degli ordini +copie lettere + immagini da

proporre ai clienti + immagini che riproducono oggetti inviati dai clienti.

La gestione di documenti a supporto, e gestione delle attività. consideriamo che sistema di

gestione relazioni con clienti o sistema per automatizzazione ordini, possono essere

controllate la varie sotto attività da svolgere mandando un messaggio per controllare il task

successivo e verificare la correttezza di ogni task. 42

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In caso invece di contabilità, si utilizzano sistemi ERP o sistemi di gestione di documenti DMS

(document management system) per documentazione da allegare ai dati contabili, possono

far uso anche di WfMS (work flow management system) o gestone di immagini.

Questo tipo di attività fanno uso di applicativi sistemi con finalità specifiche differenti.

Quindi integrazione necessaria di sistemi specifici

Internet ha aumentato accesso a sistemi differenti e quindi si richiede gestione accesso di

questo nuovo canale e gestione web content.

3° fase: sistemi a componenti

- entry level per ECMS: funzionalità di riferimento per ECMS

- ECMS sono ora disponibili in versione Open source -> modifica sorgente ed estensione

nuove funzionalità. Non necessariamente free.

- Standard sono scatenanti: includono HIPAA; SAS70 ecc..

LEZIONE N. 11: ARCHITETTURA DI UN ECMS

1) QUADRO D’INSIEME

elementi di confronto:

Internet + CMS = Web CMS

- Licenza

- Installazione:

of the shelf, sistema scaricato e istallato dove si decide.

o Self hosted, se scaricato e usato in casa;

§ hosted se ci si appoggia ad un altro fornitore

Funzionalità̀

-

- Ottimizzazione:

Compressione pagine

o Pulizia memoria da documenti e dati non più validi

o Controllo sessioni inattive

o Attivazione di sessioni temporizzate

o Search engine optimization

o

- Personalizzazione: rispetto alle esigenze dell’utente

- Sicurezza: dell’accesso, quindi copy right, privacy, ecc… protezione tecnologica da

accessi non desiderati o non autorizzati delle informazioni gestite

Schema di architettura di un CMS:

3 livelli. Al più basso abbiamo:

DRT: Document related tecnologies

componenti di gestione dei documenti

è vengono selezionati sulla base delle necessità dell’organizzazione. Integrati con

è struttura di middleware a cui accedono con interfaccia utente per accesso uniforme

semplificato e protetto che permette all’utente di vedere le info per le quali ha

clearance e previene da scorrette azioni.

Interfaccia utente permette di accedere ad una serie di servizi:

raccolta

gestione

gestione Wf 43

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archiviazione

collaborazione

distribuzione

2) RACCOLTA

attività principali di un ECMS:

Raccolta digitalizzando documenti cartacei.

è Ricercando in rete accedendo ad archivi per documenti già esistenti

è Produzione nuovi documenti (comprende modifica documenti esistenti)

è Destrutturazione dei contenuti (scomporre un contenuto complesso in elementi più

è semplici.)

Catalogazione (produzione di descrizioni sintetiche dei documenti e categorizzati per

è tema. Prodotte traduzioni, metadati, e tesauri – cioè strumenti di supporto)

Traduzione

è Gestione versioni

è Pubblicazione automatica dei documenti - offline

è 44

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3) GESTIONE

la gestione dei documenti eventualmente web (cioè o pagine web – articoli – pagine) o

documenti risorse offerti nella rete web. Accesso quindi ad altri documenti piuttosto che

offerta di file rappresentati da documenti piuttosto che pagine web.

- Gestione documenti/web

- Controllo in/out (numero di copie inviate, data, versione)

- Organizzazione (come sono gestiti i doc in archiviazione, in modo di accesso ecc)

- Controllo consistenza (“versioning” si occupa di questo: evitare che vi siano versioni

non congrue, differenti di documenti, che facciano riferimento allo stesso contenuto)

- Sintesi (gestione di sintesi attraverso funzione di Mash-up)

- Catalogazione (categorizzazione, ovvero raggruppamento tematico + descrizioni

sintetiche )

- Gestione dati formattati (dati provenienti da DBMS a supporto di questi documenti)

6) Gestione Workflow

- sequenza di attivazione

- attività modulate da esigenze e necessità (caso)

- verso scopo comune

esempio: realizzazione articolo.

Un redattore si occupa della redazione

Un editore ne verifica la correttezza

Revisione ulteriore da parte di web designer

Correttezza formato e gestibilità verificata dall’amministratore della piattaforma di CM

Se il supporto del contenuto passa la revisione, l’articolo può essere pubblicato.

o messo in coda di pubblicazione.

è Articolo pubblicato in data stabilita e pubblicato per consultazione interna e/o esterna

è e potrà in seguito anche essere coperto (cancellato)

Si richiede la definizione dei processi lavorativi. Si deve disporre di lista di attività

componibili nel flusso di lavoro. E questa lista non sempre è fornita da un sistema per la

gestione dei contenuti. Deve esserci possibilità di tracciare le attività (per avere sempre

controllo sullo status ed attivare attività seguenti) e memorizzare i risultati intermedi e finali

delle varie attività svolte. Anche la comunicazione deve essere tracciata, sia quella intermedia

tra i vari attori, sia i vari messaggi trasmessi dalle varie attività attivate.

Componenti specifiche di gestione dei processi lavorativi in un CMS sono molto rare!!

è Non sempre sono quindi incluse in queste piattaforme le componenti di gestione Wf. 45

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5) ARCHIVIAZIONE

può essere:

- temporanea:

contenuti a validità ridotta nel tempo. (mail, commenti in forum, messaggi di chat

ecc…).

- a lungo termine :

per documenti a contenuto/valore semantico permanente. In questo caso bisogna

proteggere questi documenti. Proteggerli da obsolescenza delle strutture fisiche.

Necessarie procedure di salvataggio e backup e protezione da accessi indesiderati e

danneggiamento tramite virus ecc… il salvataggio è una funzione necessaria sia per

backup dei dati sia per eventuale trasporto dei dati.

Manutenzione dati:

- conversione formati

- adozione standard per i formati (convertire i formati scegliendo formati standard) sia

per memorizzazione che descrizione

- migrazione nel tempo dei dati.

- Aggiornamento

tutto ciò richiede sovra-lavoro ma porta vantaggio in termini di affidabilità delle

è informazioni, per la loro pulizia e corretta gestione

6) COLLABORAZIONE

si riferisce al supporto di attività contemporanee di attori diversi. Attori che possono essere

interni ed esterni all’organizzazione.

Attori a funzioni specifiche o generiche (management Vs amministrazione).

-interattività: supporto di attività svolte contemporaneamente da più persone con lo stesso

scopo per raggiungere stesso obbiettivo.

- è supportata da interazione su archivi e documenti: gestione multiutenza o adozione di

organizzazione di documenti collaborativi che consentono condivisione dati e loro

manipolazione

strumenti per gestione della comunicazione (di ogni genere. Dalle lavagne condivise alla

condivisone dello schermo)

7) DISTRIBUZIONE (pubblicazione dei contenuti)

è un’attività complessa che interagisce con varie altre attività che riguardano la gestione dei

contenuti. Specificatamente:

gestione

è Archiviazione

è conservazione

è

distribuzione: moduli dedicati a questa attività devono avere interoperabilità sintattica e

semantica (scambio dati e intesa tra significati contenuti ) con tutti gli elementi del sistema di

gestione contenuti.

Intero sistema distributivo, ha come fattore positivo la molteplicità dei canali attraverso cui è

permessa la pubblicazione/distribuzione dati/contenuti. Canali che vengono gestiti con

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manipolazione.

protocolli differenti che portano i contenuti ad essere presentati su device che richiedono

presentazioni di tipo differente.

Architettura funzionale della componente di pubblicazione/distribuzione di un CMS

si prendono i contenuti dai moduli di gestione, archiviazione temporanea e permanente

(conservazione).

La risposta da parte del modulo di distribuzione può riguardare una richiesta su eventuale

formato del supporto del contenuto o risposta su avvenuta pubblicazione/diffusione

multicanale del contenuto.

Distribuzione avviene attraverso 3 fasi:

attraverso molteplici canali di pubblicazione che richiedono anche diversi protocolli dei

diversi canali. Eventuali provvedimenti di sicurezza per salvaguardare i dati.

1. trasformazione:

- controllo: deve essere sempre controllata.

- tracciamento: Le modifiche effettuate sui contenuti devono essere registrate. Sia

modifiche di contenuti sia modifiche sui supporti.

- Compressione

- Presentazione -> canali: la presentazione dipende dallo standard per il supporto di

trasmissione

2. Sicurezza:

- chiavi pubbliche: per evitare modifiche non richieste

- firma digitale (controllo del trasferimento dei dati)

- privatezza (protezione privacy) assistita anche da normative. Uso consentito e non

consentito dei dati.

- copyright

3. distribuzione:

ci sono vari canali di pubblicazione:

- rete

- EDI, XML (formati electronic data interchange; XML..)

- TV digitale

- CD, DVD

- Carta 47

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manipolazione. LEZ.12 - CLOUD COMPUTING (MODELLO)

Definizione:

modello per gestione risorse di calcolo ubique (risorse localizzate ovunque – non è rilevante

dove è localizzata la risorsa fisicamente). Si considerano tutti i device mobili.

La gestione delle risorse in questo modello è Conveniente (in termini economici).

L’utilizzo delle risorse sia a richiesta (da una parta l’utente del servizio cloud può fissare una

soglia di risorse da utilizzare e dall’altra le risorse sono valutate durante l’erogazione del

servizio). Le risorse devono inoltre essere fornite e rilasciate rapidamente. L’interazione del

richiedente col sistema/servizio deve essere minimizzata.

Calcolo ubiquo:

modello di calcolo eseguito/richiesto da qualsiasi device.

Ubiquità si riferisce all’indipendenza dalla localizzazione fisica delle risorse che effettuano il

calcolo e si riferisce al fatto che gli utenti che richiedono i servizi possono essere localizzate

ovunque. Anche le risorse di calcolo possono essere localizzate ovunque.

Altro elemento del calcolo ubiquo è il Formato. Le info devono essere scambiabili in una più

ampia varietà possibile di calcolo.

Strumenti di supporto per il calcolo ubiquo:

Internet

• Middleware avanzato (gestione automatica delle risorse)

• Sistemi operativi

• Interfacce utente (agili e facilmente riconosciute dai servizi di base)

• Reti (struttura dorsale. Efficienti, veloci, affidabili nel loro contributo)

• Protocolli mobile (ampiamente soddisfatti per includere ampia gamma di utenti

• potenziali dei servizi erogabili)

Sensori geo-localizzati (possibilità di accesso ai servizi da parte di umani e di sensori

• che automaticamente richiedono operazioni. Di questa categoria di utenti automatici

fanno parte i sensori geo-localizzati)

Sinonimi di calcolo ubiquo:

Calcolo pervasivo

• Intelligenza ambientale

• Everyware

Ulteriori definizioni di cloud computing

Scalabilità (le risorse disponibili sono più ampie della disponibilità di risorse fisiche

• grazie alla disponibilità di risorse virtuali)

Ottimizzazione uso risorse

• Business model (pagamento a uso e collaborazione)

• Risparmio (con questo modello si dispone di una vasta quantità di risorse superiore

• senza necessità di acquistarle fisicamente)

Usabilità

• Collezione risorse calcolo

Elementi cardine:

Virtualizzazione HW & SW

Controllo

Gestione erogazione servizi 48

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Locuzione marketing di cloud computing

Termine gergale

• No definizione tecnico- scientifica

• Calcolo distribuito

Locuzione informatica di cloud computing

Sistemi funzionanti tramite altri sistemi

• Indipendenti da locazione geografica

• Indipendenti da infrastruttura

Definizione attuale comprensiva

Estese concentrazioni

• Risorse virtuali

• Facilmente accessibili e usabili

• Sfruttate a richiesta

• Pagate in base all’uso

MODELLO CLOUD COMPUTING:

3 elementi:

Caratteristiche essenziali

• Modelli di servizio

• Classi di consumatori

Caratteristiche essenziali

Self-service a richiesta

• Accesso alla rete

• Raggruppamento risorse

• Elasticità rapida

• Misurazione servizi (perché pagati a consumo)

Self service a richiesta:

autonomia al cliente con cataloghi di servizi. 49

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accesso alla rete:

è possibile connettere più cloud tra loro tramite rete

Client leggero: effettua solo operazioni di richiesta. Poca quantità di calcolo

Client pesanti: erogano maggiore quantità di calcolo per ottenimento servizio

Client SW: browser, applicativi, client che sono diventati standard de facto.

Client Cloud: Client SW specifici per uso semplificato del servizio, forniti e sviluppati anche dai

fornitori stessi dei servizi

Raggruppamento Risorse

Memoria

• Archiviazione

• Elaborazione

• Larghezza di banda

• Condivisione

• Allocazione dinamica

• Gestione richieste

Elasticità rapida

Capacità fornite e rilasciate

• Automaticamente

• Secondo necessità

• Disponibilità illimitata

Misurazione servizi

Misurazione specifica servizio

• Controllo automatico

• Ottimizzazione uso

• Reporting

• 50

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manipolazione. hci = human computer interaction

App: mobile application

• SW applicativo per smartphone

• tablet

• device mobili

Usi Interfacce generiche

• Information retrieval

• e-mail

• Agenda, calendario

• Business management

• Servizi geo-referenziati

• 51

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manipolazione. LEZ.13 - CLOUD COMPUTING (SERVIZI)

TIPI DI SERVIZI EROGATI

Software as a Service

• Platform as a Service

• Infrastructure as a Service

• STorage as a Service

• Data as a Service

• Business Process as a Service

• Desktop as a Service

• Network as a Service

software as a service:

Uso applicazioni: questo tipo di servizio offre applicazioni end user (eventualmente

• multiutenza)

Applicazioni fornite: dal provider del servizio.

• Accesso da client: vari client possono accedervi. In genere nel modello di erogazione di

• servizi cloud è lasciata libertà di client. Quindi utente può collegarsi da un ampio

spettro di client (leggeri/pesanti/standard ecc)

No controllo infrastruttura: utente non ha controllo di infrastruttura sottostante. Ha

• solo controllo della app stessa.

Configurazione parziale

Esempi:

Email: gestione caselle posta elettronica.

• Google apps

• Desktop virtuali: gruppo lavoratori interattivi su stesso schermo

• Customer Relationship Management System: accesso a sistemi più complessi -> utente

• si trova davanti ad una app. per quanto sia complessa è comunque una app finita. 52

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Google Apps:

Servizio dedicato alle aziende

• Servizio che organizza risorse calcolo

• Permette collaborazione online: utilizzo interattivo delle risorse

• Attraverso (Via) cloud computing

• Integrano i servizi Google: offrono accesso di servizi google raggruppati per specificità

• Account personalizzati: forniti agli utente. Accesso differenziato.

• Ambiente amministratore: per definire tipo di utenti e caratteristiche utenti

Platform as a service

Sviluppo dell’utente: utente può sviluppare la sua app. senza acquisire proprie risorse

• di calcolo. E senza acquisire licenza per ambiente di sviluppo.

No controllo Infrastruttura: su cui è istallato l’ambiente di sviluppo

• Controllo applicazione: controllo ambiente di sviluppo

• Configurazione ambiente sviluppo: controllare la piattaforma che gli è stata offerta

Esempio:

DBMS: data base management system: all’utente è fornito il sistema di gestione di un

• DB

Server SW: utente può ad esempio sviluppare il proprio sito web o il proprio portale o

• istallare la propria app.

Strumenti sviluppo: sviluppo generale di applicazioni in linguaggi di vario genere

Infrastructure as a Service

Utente raccoglie risorse: a livello fisico. Utente seleziona e definisce le risorse che gli

• interessano e gli vengono presentati nel modello virtualizzato. Si può riferire a sistema

operativo/ file sistem o altro.

No controllo Infrastruttura: solo controllo parziale cioè accesso alla rete (firewall

• virtuale o controllo al sistema operativo offerto)

Controllo SO

Esempio:

Macchine virtuali

• Server HW: viene offerta una macchina virtuale su cui può istallare server SW di

• qualsiasi tipo (server web piuttosto che server per DBS eccc)

Sistema operativo: Fornito a pagamento a consumo e non in licenza d’uso

-> nota: i servizi si pagano a consumo, e non devi quindi pagare la licenza d’uso intera.

storage as a service

Ospitalità file system: ci sono vari casi. Sono molto utilizzati. Offrono un modello di

• organizzazione dei dati tipo file system accompagnato da possibilità di scegliere utenti

con cui condividere il versioning delle modifice effettuate sui dati/testi. 53

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Esempi:

Data as a service:

Accesso dati da applicazione

• Uso via mashup: vengono forniti applicativi chiamati mashup che sono applicazioni

• web per integrazione semplice di contenuti da fonti differenti. Usano API (app

programmin interface) che permettono all interfaccia mashup di selezionare/accedere

fonti, raccogliere dati necessarie e selezionarli per produrre delle sintesi. Sintesi che

puntano a produrre risultati arricchiti con valore aggiunto, che non necessariamente

era previsto nella fonte originaria. Sono interfaccie che permettono un servizio singolo

all’utente per accedere a interfacce differenziate ma attraverso un'unica interfaccia

utente.

Questi applicativi mashup hanno una complessità: richiedono utilizzo di connettori

standard per collegare i vari contenuti acceduti xk necessità è integrazione semplice

dei vari contenuti. Ma se da una parte questi applicativi di mashup facilitano

integrazione dei dati, d’altra parte non sono ancora definiti gli standard (strumenti)

per integrazione di dati differenti indipendentemente dal loro formato di

archiviazione. Quindi sono stati definiti abilitatori per convenzione dei contenuti.

Business processa s a service:

Accesso a funzionalità gestione Wf: gestione WF è attività rilevante dei sistemi

• informativi aziendali. Definiti servizi di business process che accedono a servizi per

organizzazione aziendali. Non si richiede una particolare esperienza informatica

No esperienza informatica

Network as a service:

Accesso a rete: inteso come la fornitura di servizio di accesso generico alla rete oppure

• Accesso a cloud diversi: integrazione a cloud complementari per altri tipo di servizi e

• risorse non disponibili

Software Defined Networking

• 54

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Software defined Networking:

Paradigma di architettura di rete: modello per organizzare gestione della rete basato

• su un punto vondamentale, ovvero

Livello controllo ≠ livello dati: livello gestione rete separato da livello dei dati

• Protocollo OpenFlow: presentato da Open networkin fundation nel febbraio 2011. È

• concetto di gestione rete standardizzato che permette una potenza notevole.

Separazione gestine della parte fisica di dati dalla parte di controllo/gestionale

permette all’utente di avere una potenza di risorse superiore alle risorse fisiche.

Standardizzato

• Potenza: viene fatto uso di API

Application Programming Interface (API)

Servizi valore aggiunto: integrati tramite API

• Indipendenza da HW: API per indipendenza da HW per versione virtualizzata di

• accesso alla rete. Versione immagine con potenza virtuale gestibile (larghezza di banda

maggiore di quella effettiva)

Gestione dinamica

• Qualità del Servizio: risulta essere superiore.

CLASSI DI CONSUMATORI (CHE POSSONO FAE RICHIESTA DEI SERVIZI CLOUD

COMPUTING)

Cloud Privato

• Cloud di comunità

• Cloud pubblico

• Cloud ibrido

Cloud privato

Uso Utilizzato da Singola organizzazione

• Molti utenti: che hanno lo stesso scopo: management

Proprietà gestione attivazione: possono essere

Organizzazione stessa

• Fornitore esterno

• Entrambi

Clud privato è difficile da gestire

Ambiente lavorativo virtuale offre nuova sfida organizzativa: sia se ci poniamo come gestori

delle risorse, ovvero offriamo risorse virtualizzate o ci poniamo solo come utente. In ogni caso

non siamo i diretti controllori della risorsa perché non lavoriamo sul nostro calcolatore fisico

ma lavoriamo su una risorsa alocalizzata ma avremo accesso al numero di risorse di cui

necessitiamo. Organizzazione si deve abituare ad un utilizzo diverso delle risorse. Ma il

miglioramente si ha in termini economici, non ci sono limiti di risorse. Si ha un alta richiesta

di sicurezza. Perché non siamo noi a controllare il sistema di calcolo e perché è più facile avere

a che fare con male intenzionati. 55

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Cloud di comunità:

Indirizzato a più società private che però hanno uno scopo abbastanza comune da avere

necessità delle stesse risorse.

Proprietà, gestione, attivazione

Può essere affidata ad alcune Organizzazioni della comunità

• Fornitore esterno: a cui è affidato il servizio. Se la comunità non possiede le

• competenze.

Oppure affidate a Entrambi

• 56

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Cloud pubblico:

federazione composta dai soggetti sotto

Uso Pubblico

Proprietà, gestione, attivazione

Imprenditori

• Università

• Pubblica Amministrazione

• Combinazione dei precedenti

Cloud ibrido:

Uso Infrastrutture eterogenee

Proprietà gestione attivazione

Privati

• Comunità di privati

• Organismi Pubblici

In questo caso a fronte dell’eterogeneità dell’uso e della possibilità di gestione da parte di

organismi differente è necessaria interoperabilità dei sistemi di gestione delle risorse.

Riferirsi a metodi e procedure standard permettere trasporto dati da e a qualunque locazione

fisica/virtuale, attraverso qualunque sistema di calcolo. Deve permettere trasferimento apps

da un cloud all’altro e da risorsa a l’altra. 57

Silvani Stefano – UTIU. Il presente materiale è stato realizzato a scopi didattici e ne è vietata la vendita, la riproduzione e qualsiasi

manipolazione. LEZIONE N.14: CLOUD COMPUTING (A CONFRONTO)

Vantaggi:

Condivisione risorse: permette uso coerente. Senza sapere quali sono le risorse

effettivamente necessarie. Questo modello sposta sul fornitore del servizio il compito di

selezionare le risorse necessarie secondo la qualità necessaria all’erogazione e la quantità per

l’impegno computazionale voluto dall’utente.

Questo modo di gestione favorisce l’economia di scala: favorita dalla virtualizzazione delle

risorse fisiche. Utente ha una visone differente. Si offrono risorse virtuali (potenza calcolo e

memoria + larghezza banda) tali risorse virtuali sono molto più potenti di quelle fisiche

ottenibili dal utentre.

Infrastruttura convergente:

selezionare e integrare risorse di calcolo non in dipendenza diretta della richiesta dell’utente

ma per soddisfare la sua esigenza. Utente richiede servizio o presenta problema che viene

risolto dal sistema, e il sistema selezione tipo/quantità necessaria risorse per soddisfare

problema. perciò si richiedono risorse fisiche + ambiente di gestione delle risorse. Tale tipo di

gestione non è fatto in maniera interattiva. L’ambiente deve essere automatizzato per

controllare e monitorare le risorse necessarie utilizzate in un dato istante dai servizi in atto

nel sistema cloud.

Esiste ambiente orchestrazione perché le risorse devono essere selezionate + descritto il loro

ruolo e coordinate insieme alle altre risorse -> quindi serve orchestrazione. 58

Silvani Stefano – UTIU. Il presente materiale è stato realizzato a scopi didattici e ne è vietata la vendita, la riproduzione e qualsiasi

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si hanno quindi soluzioni ottimizzate. La gestione è centralizzata sotto la gestione dello stesso

midleware. Il sistema di gestione del cloud provvede al coordinamento delle variabili in

campo. Le risorse sono usate al massimo, con vantaggio del fornitore dei servizi e vantaggio

economico dei clienti del servizio cloud.

orchestrazine: concetto basilare per il cloud. Le risorse (fisiche + SW + Servizi) vengono

selezionate, gli vengono assegnati i loro ruoli, si descrivono poi le modalità di selezione degli

attori in gioco e del loro ruolo e della conduzione dell’intera attività. la gestione riguarda come

i vari attori devono interagire durante svolgimento attività: questo permette di organizzare

sistemi più complessi

orchestrazione agisce a 3 livelli:

fisiche: è la macchina virtuale

• middleware: permettono erogazione risorse

• consumo: livello dei servizi dove utente interagisce con servizi.

• 59

Silvani Stefano – UTIU. Il presente materiale è stato realizzato a scopi didattici e ne è vietata la vendita, la riproduzione e qualsiasi

manipolazione.

Sintesi grafica dell’orchestrazione in cloud:

la configurazione è il livello a cui utente può intervenire a configurare il sistema ad un livello

specifico per quel dato servizio.

SUPPORTO CONCETTUALE:

- service oriented architecture (SOA)

- Grid Computing

- Utility computing

Service oriented architecture (SOA):

definito dall’OASIS. Consorzio USA no profit 5000 partecipanti. Si occupa di sviluppo di

standard legati a tecnologie di web services. Tecnologie sono usate per realizzare il paradigma

architetturale orientato ai servizi. 60

Silvani Stefano – UTIU. Il presente materiale è stato realizzato a scopi didattici e ne è vietata la vendita, la riproduzione e qualsiasi

manipolazione.

concetti della definizione di questo paradigma/modello (nota: non parliamo di tecnologia)

- le risorse possono essere alocalizzate e sotto gestori differenti.

- Possibilità di costruzione modello calcolo che fa riferimento a risorse gestite in

maniera differente.

- Strumento uniforme: le risorse devono essere presentate in maniera omogenea

orientata alla richiesta dell’utente. Non ci sono interfacce per accedere ai vari servizi,

ma accesso deve avere una sua prerichiesta.

i tempo di overload gestionale sono eccessivi.

I calcolatori sono gli attori che intervengono nella realizzazione del paradigma.

Calcolatori sono blandamente articolati. Ognuno conosce disponibilità delle risorse adiacenti

ma non ha controllo sull’esecuzione. No controllo gestionale su altre macchine. Ognuno

gestisce i servizi a cui è dedicato. 61

Silvani Stefano – UTIU. Il presente materiale è stato realizzato a scopi didattici e ne è vietata la vendita, la riproduzione e qualsiasi

manipolazione.

fornitore dispone risorse/applicazioni.

Si integrano le risorse per creare servizi di base. I servizi di base si mettono in cataloghi e si

compongono tra loro per avere servizi più complessi. L’integrazione dei servizi base per fare

servizi complessi è fatta tramite orchestrazione.

Grid Computing:

garantisce la qualità/afffidabilità del servizio, costituisce il modello cloud computing. 62

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fa riferimento a insieme di calcolatori (rete di calcolatori)

rete che indica collegamento topologico (link tra macchine) no collegamento geografico. No

velocità e altre caratteristiche tecniche.

Unità di calcolo sono tra loro raggiungibili e mantengono un collegamento debole. In questi

modelli architetturali si fa riferimento a elementi di calcolo tra loro vincolati da collegamenti

deboli. Anche grid computing fa riferimento ad un livello gestionale middleware per gestire

unità di calcolo necessarie per il processo di attualizzazione del servizio. Tale gestione, che

parte da unità di calcolo anche poco potenti arriva alla possibilità di sommare le capacità di

calcolo come se fosse un unico grande calcolatore.

Tanti servizi che doevono soddisfare richieste che vengono da locazioni non predefinite e

indipendenti dal tipo di erogazione del servizio. Utente effettua richiesta servizio e nel

modello si selezionano risorse calcolo che possono sostenere il tipo di servizio che viene

richiesto. Possono essere sempre selezionate risorse differenti. 63

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Utility computing:

disponibilità di risorse di calcolo da selezionare e raggruppare per un obbiettivo:

utility computing è fondamento della gestione delle risorse orientata ai servizi. Risorse

necessarie vengono di volta in volta selezionate per il servizio che le richiede.

Si richiede anche misura del servizio e della risorsa. Utility computing pacchettizza le risorse

necessarie e ne misura consumo. Per potere erogare servizi a costi iniziali bassi (perché non si

offre tutta la risorsa, ma solo una parte). È possibile anche erogazione in base a uso (necessità

dell’utente).

Compatibilità dei dati viene risorsa da questo tipo di gestione, che orientata, convergente

verso necessità di utente affinché ci sia interoperabilità (semantica) dei dati.

Anche applicativi devono essere compatibili – devono cioè permettere scambio di dati e

interpretare dati scambiati nello stesso modo. Le risorse sono virtualizzate nell’utility

computing quindi potenzialità di usufruire di risorse illimitate rette da una corrispondente

risorsa fisica limitata. Si permette quindi aumento risorse perché risorse virtuali possono

essere erogate in ammontare illimitato. 64

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svantaggi cloud computing:

erogazione servizio dipende da velocità del collegamento. (che puo essere fornito da gestore

diverso da quello del cloud)

Quality of Service (QoS) : protezione da accessi indesiderati e intralcio buona condotta del

servizio.

In cloud pubblico si è soggetti a rischi di accessi indesiderati. Possibili attacchi esterni da

hacker. Poiché accesso ai dati è mediato da gestore del servizio avremo una non completa

garanzia dell’uso che viene fatto dei dati e una assenza di garanzia tecnica dell’uso. 65

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virtualizzazione rende privacy più complessa e difesa da attacchi più debole.

LEZ.15 - COLLABORATIVE SOFTWARE

CARATTERISTICHE DI SUPPORTO

Supporto interattività: tecniche e metodi per conduzione attività da parte di più

• persone, condotte secondo obbiettivi condivisi, con partecipazione da postazione

eventualmente remota. Task in comune e task in relazione

ambiente di interattività: supporta attività individuale + attività svolta in collettività.

• Attività collettiva supporta e collettivizza quella individuale

studio individuale: deve essere sostenuto da questi ambienti

• studio comunità

il settore disciplinare che se ne occupa è il HCI (human computer interaction)

CSCV computer supported cooperative work – poi collaborative work – poi community work

complessità data da due aspetti:

è

1. tecnologico (quali nuove tencologie implementare)

2. sociale (quali sono i nuove metodi di lavoro di gruppo)

è indipendente la localizzazione dei collaboratori rispetto al problema della collaborazione 66

Silvani Stefano – UTIU. Il presente materiale è stato realizzato a scopi didattici e ne è vietata la vendita, la riproduzione e qualsiasi

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3 dimensioni:

1. interattività (tecniche e metodi)

2. coordinamento delle attività e delle persone

3. soluzione problemi (insieme di strumenti di supporto al decision making)

3 diversi tipi di interattività:

1. Conversazionale

2. Transazionale

3. Collaborativa

Interattività conversazionale

Attività di comunicazione per socializzare.

scopo creazione relazioni (ad esempio nei social network + chat room ecc. costituite

• senza uno scopo predefinito)

scambio informazioni (se viene specificato un tema/argomento/problema, la

• interattività può essere specializzata in interattività conversazionale giustificativa.

Rispetto al discorso che stiamo facendo. Possibilità di gestire conversazioni anche

complesse anche da postazioni remote

a-localizzazione

• multilingua (supporto multilingua di questi strumenti è fondamentale perché la de-

• localizzazione dei partecipanti della comunità necessità di supporti multilingua con

eventuali traduzioni)

Interattività transazionale

scopo alterare, creare relazioni (Esempio: commercio elettronico: quando smetto di

• consultare i cataloghi e mi accingo a comprare, cambio ruolo, divento partecipe di uno

dei gruppi riconosciuti dalla comunità di collaborazione)

scambio di entità (collaborazione a stesso testo, esempio: wikipedia. Quando

• modifico wikipedia cambio il mio ruolo e divento autore)

entità stabile (il mio contrubuto in quanto entità non viene modificato. Si modificano

• le relazioni tra le persone della comunità)

e.g. scambio di beni (aste: interattività tra più utenti)

• 67

Silvani Stefano – UTIU. Il presente materiale è stato realizzato a scopi didattici e ne è vietata la vendita, la riproduzione e qualsiasi

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Interattività collaborativa

scopo alterare, creare entità instabile (il mio contributo è nella modifica del

• documento. Il documento evolve. Interattività di tutti i partecipanti che modificano

successivamente, l’entità è instabile, si modifica continuamente. Il ruolo resta lo

stesso.)

integra risultati (applicativo deve aiutare a integrare i vari contributi verso l’artefatto

• collettivo. Si parla di scambi di idee per arrivare a un nuovo artefatto) deve modificarsi

la conoscenza tacita.

e.g. sviluppo idea, documento

• accettazione: possibilità di coordinare o gestire intera comunità. Quindi prima attività

• è l’accettazione dei nuovi membri e dei loro ruoli.

Assegnazione (assegnazione del ruolo ad un membro della comunità. Configurazione

• gruppi e loro diritti a svolgere determinate operazioni read/write ecc..)

interoperabilità componenti: siccome parliamo di ambienti integrati, che usano

• diverse componenti e anche componenti esterne. È necessario che tutto l’universo di

elementi SW siano sviluppate secondo comunicazioni spontanee tra vari elementi e

intesa nella classificazione del significato da dare alle informazioni.

gestione documentazione: tutti i documenti usati all’interno dell’applicazione. Sia

• documenti condivisi sia documenti di verbalizzazione.

piani lavoro: poiché stiamo parlando di coordinamento e management dobbiamo

• offrire possibilità di gestire piani di lavoro rispetto alle scadenze prefissate, sia per

svolgere in ordine le attività

tempi: possibilità di definire agende ed aggiornarle. Mandare messaggi, controllare se

• attività sono state svolte e avvisare le figure dei gruppi responsabili di questa gestione.

Soluzione problemi

e prendere decisioni

supporto a brainstorming: libera discussione secondo le logiche definite.

• (teleconferenze + forum + scambio messaggi + condivisione schermo

costruzione modelli: modelli di sistemi + o meno complessi

• modelli di simulazione: a fronte del modello definito, rappresentato è possibile

• vedere i possibili funzionamenti.

FUNZIONALITÀ:

si riferiscono agli strumenti esistenti. Al tipo di attività che possono svolgere questi strumenti.

4 categorie di funzionalità:

1. Comunicazione (scambio informativo semplice)

2. Conferenze (interattività dialettica)

3. Collaborazione (interattività operativa)

4. Coordinamento, management 68

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Strumenti per la Comunicazione

Ci sono molti strumenti a disposizione ma ciò non significa che questi siano da considerare i

migliori. Lo sturmento migliore è quello che più si adatta alle attività quotidiane dell’azienda.

È importante la certificazione di questi messaggi.

e-mail

• fax

• voice mail

• messaggistica istantanea

• telefono

strumenti per le Conferenze

conferenze sincrone (tutti i membri devono essere partecipi)

• conferenze asincrone (contrario del precedente)

• lavagne condivise (più persone alocalizzate possono disegnare/scrivere su stessa

• lavagna)

condivisione schermo

• forum

strumenti per la Collaborazione

condivisione applicazioni

• sistemi gestione conoscenza

• wiki

• web publishing

• document versioning

• document retention

• archiviazione documenti

• condivisione documenti

strumenti per il Coordinamento, management (gestione comunità)

gestione tempi, costi: è necessario definire il diagramma temporale delle attività

• (diagramma di Gant) gestione budget ecc..

gestione progetti

• WfMS

• social computing: poter coordinare una coversazione. Moderatori.

• enterprise bookmarking: agenda per organizzazione. Agenda globale.

• fogli elettronici online

• rappresentazioni diagrammatiche: esempio lavagne multimediali

Tipi di gruppo

In relazioni ai ruoli svolti e funzionalità

aperti: non ci sono specificità

• chiusi: ristretti

• aperti in lettura

• aperti in scrittura

• definizione diritti

• 69

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manipolazione. LEZ.16 - DAL DATO ALLA CONOSCENZA COLLETTIVA

Dato: Descrizione elementare codificata di un’entità, transazione o evento:

• Non si pone limiete al modo in cui si rappresenta il dato. Elementare è il minimo che

devo avere per codificare un evento.

Qualsiasi entità adatta all’elaborazione:

• in unione alla def precedente. Dato, quando elaborato permette di costituire qualcosa

di più complesso. Dato in opposizione all’elaborazione. Dato = elemento statico-

elaborazione = parte dinamica/attività

Informazione:

Insieme di dati significativi per ricevente:

• Quindi esiste un mittente e ricevente del dato. Il dato deve avere significato per il

ricevente. Se non si ha significato non si ha informazione.

Info è fatta da dati elaborati e raffinati

• Quindi dati con significato

è informazione ≈ dati + significato

è

questa definizione è maturata negli ultimi decenni.

Filosofia delle informazioni da seguente definizione:

1. I consiste di n dati, per n ≥ 1: un messaggio silente non trasmette informazione

2. dati ben-formati: proprietà rilevante. Perché dati devono avere una rappresentazione

3. fornisce novità: un messaggio ripetitivo non trasporta informazione.

4. dati significativi: significativi nella loro misurazione

5. è vera: informazione o il significato trasportato dal dato deve essere verificabile e

verificato come vero.

Altra definizione di informazione:

1. utile per ricevente: anche qui si considera la presenza di un ricevente.

2. fornisce novità

3. è vera

4. riguarda qualcosa

Un messaggio non porta informazione se:

- casuale

- di nessun interesse per il ricevente

- ripetizione

- falso 70

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credenza:

(un passo precedente alla conoscenza)

Idea

• Conforme a osservazione, esperienza: idea formulata a fronte di un esperimento o a

• fronte di affiancamento ad un mentore…

Inferenza o deduzione dell’idea: passaggio di ragionamento da osservazione a

• convinzione

Integra osservazione e ragionamento: idea che possiamo comunicare e legare

• all’osservazione

Conoscenza:

ci sono idee/definizioni diverse di conoscenza. È sempre ricercato il peso della verità

dell’informazione che va a costituire la conoscenza.

1° definizione:

Consapevolezza

Comprensione fatti, verità o informazioni

• risultati di esperienza, apprendimento

2° definizione:

Possesso di informazioni connesse

• valore singolo inferiore

3° definizione: definizione data da Dretske

Conoscenza = credenza vera e giustificata

Credenza/convinzione non è conoscenza se:

senza evidenza di verità

• senza sostegno razionale o dialettico

UN SISTEMA DI GESTIONE DELLA CONOSCENZA?

Wikipedia!

passaggio da conoscenza individuale alla conoscenza collettiva.

La gestione delle info in Wikipedia permette questo passaggio? 71

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credenza collettiva: somma delle credenze di tutti gli utenti considerati individualmente.

Verità: condivisione di una data credenza

Giustificabilità della credenza: giustificazione del perché i vari contributi sono stati mantenuti

vedi pagina “conoscenza” di wikipedia

è discussione: interventi fatti tra gli utenti contributori al testo

è modifica sorgente: visualizza e modifica il sorgente in versione semplificata di html

è cronologia: registro di attività utenti e timestamp

è voce: come presento l’elemento che sto costituendo

è

come avviene conoscenza collettiva con funzionalità di cui sopra in wikipedia:

la credenza collettiva è la somma dei singoli contributi di ogni singola pagina. Credenza che

cresce fino a raggiungere una stasi. S tutti i membri della comunità.

i

La discussione aiuta a interrelazionare i membri per discutere e verificare la credenza. Dopo

discussione, si arriva a dichiarazione/stasi dei contributi.

se credenza non è condivisa, ci sarà sempre qualcuno che si inserisce e dice di non

è essere concorde con quanto detto fino ad allora.

Se la credenza è condivisa e nessuno obietta allor a si è arrivati ad una stasi e quindi ad

è una credenza collettiva

Quindi ad una conoscenza collettiva

è 72

Silvani Stefano – UTIU. Il presente materiale è stato realizzato a scopi didattici e ne è vietata la vendita, la riproduzione e qualsiasi

manipolazione. LEZ.17 - CONOSCENZA COLLETTIVA

GESTIONE DELLA CONOSCENZA

Metodi e principi per gestire il bene chiamato “conoscenza”

Conoscenza è un bene di mercato che può essere acquistato, prodotto, registrato in

documenti, ma anche bene che può essere trasferito come conoscenza tacita, mediante uso di

prestazioni professionali/intellettuali. Quindi in rapporti con esperti, che hanno acquisitivo

conoscenza che non è ancora documentata.

il processo nasce dalla globalizzazione portata da internet. Non ha importanza dove la info è

localizzata. Motore di ricerca = usato per raccogliere informazione.

Quello che memorizziamo è il valore della info e la sua collocazione in rete.

Quindi non ci interessa la collocazione geografica/fisica. Ci interessa solo poter raggiungere la

info.

Grande circolazione di informazione e in seguito (con interpretazione/elaborazione delle

informazione) la informazione produce/induce a credenze, convinzioni.

Questo è il passo precedente alla produzione della conoscenza (ovvero credenza vera e

giustificata) 73

Silvani Stefano – UTIU. Il presente materiale è stato realizzato a scopi didattici e ne è vietata la vendita, la riproduzione e qualsiasi

manipolazione.

questa esplosione di produzione di conoscenza, che è diventata un bene di mercato, ha indotto

le società a ricostruirsi. Organizzazioni per beni/servizi devono riorganizzarsi per dare giusto

peso alla costruzione/uso di conoscenza diffusa, per fronteggiare flessibilmente le difficoltà.

Importanza attuale della conoscenza si accompagna alle caratteristiche della consocenza.

Questa è infatti alocalizzata e formata da elementi costituenti distribuiti.

Elementi sono:

- descrizioni della conoscenza (articoli libri ecc)

- conoscenza tacita (trapsortata dalle persone capaci di svolgere attività e hanno

esperienza trasferibile con discussione, affiancamento)

la gestione di processi che portano a sviluppo di nuova conoscenza intesa in questo senso

rende necessaria modifica di organizzazione con metodi specifici di gestione per imprese

nuove basate sulla conoscenza.

Attività della gestione della conoscenza

Memorizzare: memorizzare le info che ci permettono di produrre la credenza, quindi

• memorizzare i dati. Bisogna poi conservare la conoscenza quando questa viene

esplicitata. E dobbiamo memorizzare i processi logici a sostegno della nostra credenza.

Organizzare: organizzazione del bene descritto (archivi di contenuti) + organizzare il

• processo/strutture che ci servono per aumentare la ns conoscenza. Quindi organizzare

gruppi di lavoro e discussioni. Organizzare la gestione di stimolo della conoscenza.

Combinare: i contenuti che abbiamo archiviato devono essere acceduti facilmente.

• Capacità di selezionare il frammento di contenuto che ci interessa e combinarlo con

frammenti provenienti da altre fonti. Quindi applicativi di mashup per produrre nuovi

documenti a partire da fonti diverse. Ma anche integrare conoscenze e esperienze

diverse creando gruppi eterogenei.

Distribuire: circolazione di conoscenza. È un bene ancora custodito gelosamente. La

• conoscenza si produce attraverso lo scambio. Ci si riferisce quindi alla diffusione dei

contenuti prodotti quando la conoscenza si trasforma da tacita a esplicita ma anche in

termini di gestione distribuita del processo. Riconoscere competenze necessarie per

nuova conoscenza e organizzarle indipendentemente dalla loro localizzazione.

Oggetto

Risorse

• Dati e informazioni

• Documenti

• Esperienze

Esperienza è da un lato un oggetto del processo di conoscenza (produzione di nuova

conoscenza = aumento esperienza e conoscenza tacita) ma anche esperienza come risorsa

necessaria per attivare il meccanismo di produzione della conoscenza. 74

Silvani Stefano – UTIU. Il presente materiale è stato realizzato a scopi didattici e ne è vietata la vendita, la riproduzione e qualsiasi

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Risultati attesi

Creare nuovi oggetti: oggetti di conoscenza (nuovi contenuti che possono essere usati

• per continuare il processo evolutivo)

Acquisirne dall’esterno: dobbiamo essere in grado di raggiungerli, per questo è un

• fattore importante la condivisione della propria conoscenza.

Aumentare consapevolezza: consapevolezza sia dell’importanza della conoscenza sia

• consapevolezza che la buona gestione (non individualizzazione) porta ad una maggiore

dinamicità del processo produttivo della conoscenza.

Aumentare comprensione processi di apprendimento: la conoscenza è un

• bene/risorsa che è basata molto sulla creatività e sull’intuito/istinto ma sono anche

ben noti i processi conoscitivi e attività lavorative che possono portare a produzione di

nuova conoscenza.

Modalità di attivazione dei processi

Tramite ICT: itc come supporto ai processi

• In maniera esplicita: dobbiamo produrre i contenuti rappresentandoli in maniera

• diffondibile su molti canali attualmente utilizzati.

Comprensibile: a tutti i partecipanti

=> incremento

Capacità innovativa:

• Creatività individui:

Obiettivi della gestione della informazione

Solo informazioni utili: necessità di focalizzare su info utili

• Nel momento giusto

• Senza chiederle

• No overload informativo

Capitalizzazione informazioni

Conoscenza personale: la ns raccolta di contenuti e reti di conversazione che usiamo

• per sviluppare conoscenza tacita e esplicita

Conoscenza dell’impresa e di gruppi di lavoro

• Conoscenza pubblica

• 75

Silvani Stefano – UTIU. Il presente materiale è stato realizzato a scopi didattici e ne è vietata la vendita, la riproduzione e qualsiasi

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APPRENDIMENTO ORGANIZZATIVO

Mente individuale proiettata attraverso tecnologie come elemento costituente di coscienza

collettiva.

Quindi attività sociale che richiede partecipazione dialettica.

Tutti individui che partecipano devono essere attiviti. Non solo leggere e ricevere consocenza

altrui ma anche offrire il proprio contributo.

Distribuibilità: caratteristica cognitiva che si riferisce al fatto che i singoli contributi sono

raggiungibili indipendentemente dalla loro localizzazione geografica.

Distribuzione spazio/temporale di e tra tutti i partecipanti. I beni sono distribuiti sia come

beni umani sia come archivi di conosceza sia come altri generi di contributi al processo

collaborativo di produzione della conoscenza.

produzione conoscenza è processo basato su interazione e interattività tra

- persone

- documenti

- strumenti

- esperienze

uno interagisce con l’altro + interattività di più elementi insieme.

conoscenza esplicita: trasmissibile attraverso contenuti 76

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Conoscenza esplicita

da osservazione empirica

• descritta e documentata

• Conoscenza tacita

• attraverso capacità

• percepita con intuizione

Apprendimento in organizzazioni

Padronanza personale

• Modelli mentali

• Visione condivisa

• Apprendimento di gruppo: capacità non frequente di interagire col gruppo

• apprendendo e portando il proprio contributo.

Pensiero sistemico o olistico: visione unitaria dello scopo comune non dimenticando

• gli elementi individuali ma interagendo con essi.

conoscenza prodotta come risultata di Partecipazione in sistema sociale di

apprendimento

modello di riferimento per formalizzazione di processo conositivo:

SECI:

- socializzazione

- Esternalizzazione

- Combinazione

- Interiorizzazione

Il processo si riferisce al contesto lavorativo in senso generale a cui partecipano gli attori

(knowledge worker) supportati da strumenti di comunicazione, e che offrono la loro

partecipazione in processo di continua dinamizzazione e adattamento individuale e

organizzativo. Dove organizzazione vede nuova conoscenza come stimolo per cambiare se

stessa in termini di scopi e obbiettivi. 77

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SECI: descrive processo cognitivo come ciclo continuo che parte dall’attività di

interiorizzazione (passaggio di conoscenza da forma esplicita a tacita) ovvero

apprendimento.

Socializzazione è trasferimenti di conoscenza a tacita a tacita. Avviene con emulazione o con

discussione.

Esternalizzaizone è fase in cui conoscenza tacita viene esplicitata.

Combinazione esplicita a esplicita è la combinazione di presentazioni esplicite di consocenza

per produre nuove rappresentazioni di nuova conoscenza.

Principi

Negoziazione: informazione scambiata deve essere interpretata non solo accettata

• passivamente.

Aggiornamento: capacità di cogliere aggiornamenti che provengono dall’esterno.

• Tutti i contenuti devono essere aggiornati.

Esplicitabile, tacita: distinguere i casi e cercare sempre di esplicitare la conoscenza

• tacita.

Scambio comunicativo: dinamicità del processo cognitivo è legata all’interazione e

• comunicazione.

Interpretare contributi: principio basilare per continuo aggiornamento e creazioni di

• conoscenza condivisa.

Contributi individuali resi disponibili alla collettività 78

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nuova conoscenza porta a nuova identità dell’organizzazione

si richiede trasformazione di identità. Organizzazione ripensa alla propria struttura e

governance.

Attività comuni per raggiungere obbiettivi comuni.

Struttura, governance

riduzione gerarchia: a favore di relazioni aperte con i collaboratori

• decentramento: gestione di risorse tacite/esplicite decentrate

• cooperazione: capacità di gestire/lavorare in gruppi e sollecitare attività di gruppo.

Gestione risorse umane => Incentivazione gruppo:

si richiede incentivazione del gruppo stimolando l’alleggerimento dell’individualità affinché

non sia da ostacolo alla collaborazione. Coordinamento del processo collettivo.

Gestione competenze => Groupware:

tutti i metodi e strumenti che sostengono la attività interattiva. Attività multidisciplinare di

gruppo (collaborativa).

Profilo culturale => leader – progettista:

il leader visto come coordinatore di processi. Come persona capace di relazionarsi con altri

individui trasportatori di conoscenza tacita e agire nell’ambito di un gruppo esteso.

LEZ.18 - INTELLIGENZA COLLETTIVA

INTELLIGENZA

Intesa come facoltà umana. Non ci riferiamo qui all’intelligenza delle macchine.

- Facoltà umana

- Conoscere (acquisire informazioni interessanti e integrarli)

- Adattare informazione al proprio interesse e pareri altrui.

- Immaginare: intelligenza permette di intuire nuove cose e nuove informazioni.

Costruisce modelli mentali.

- Valutare: valutare rilevanza del ns e altrui contributo qualitativamente e

quantitativamente. Riconoscere il valore dei contributi perché ci vogliamo muovere in

ambienti di intelligenza collettiva 79

Silvani Stefano – UTIU. Il presente materiale è stato realizzato a scopi didattici e ne è vietata la vendita, la riproduzione e qualsiasi

manipolazione.

Intelligenza: facoltà individuale che permette produzione di conoscenza.

Come usare la intelligenza di più individui per accrescere la potenza produttiva di

conoscenza?

Intelligenza collettiva

- Distribuita: determinata da insieme di intelligenze del gruppo collaborativo. (gruppo

di stessa organizzazione per raggiungimento di stesso scopo)

- Valorizzata: continuamente valorizzata. Riconoscenza rilevanza di diversi contributi

nonostante la ns incapacità momentanea o ns non disponibilità ad

accettazione/assimilazione del contributo di un interlocutore.

- Coordinata: nella sua collettività la intelligenza deve essere coordinata perché il suo

valore supera la somma dei singoli contributi.

- Mobilitazione competenze: capacità di organizzazione di rispondere a domande che

organizzazione si è posta, coordinando gli individui che fanno parte

dell’organizzazione.

Intelligenza collettiva è superiore alla somma delle intelligenze individuali.

Il gruppo di individui ben coordinato può avere intelligenza più produttiva delle intelligenze

individuali.

esiste un delta positivo che è un surplus rispetto alla sommatoria delle singole intelligenze. 80

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IC = intelligenza collettiva

Come accrescere il delta positivo:

- gestione intelligenza

- gestione relazioni con clienti

- coope-tizione

Intelligenza ampliata + Strumenti:

IC suppportata da strumenti tecnologici per:

- Informazione

- Comunicazione

- Collaborazione

Il processo che produce IC non è un processo decisionale ma è un processo di supporto.

Funzionalità IC

Pensiero

• Cooperazione

• Innovazione

• Creatività

• Sostegno Decision making

ð

Richieste IC

Nuova gestione

• Nuovo governo

• Gestione intelligenza collettiva

ð 81

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Gestione IC

- richiede Integrare competenze e strumento

Stimolare adozione di strumenti, metodi, processi

Connessione intelligenze individuali

ð Cooperazione intelligenze individuali

ð Obiettivo comune

ð Missione comune

ð Compito comune

ð

Linee guida di un’organizzazione che punti alla creazione e gestione della conoscenza

(knowledge organizzation)

Gestione IC O

Cooperazione intellettuale

• Cooperazione interna

• Cooperazione esterna

Cooperazione esterna

Clienti

• Fornitori

• Concorrenti => coope-tizione

• Impresa estesa

ð

Cooperazione intellettuale = energia vitale impresa intelligente

Comunicazione, gestione, negoziazione ≠ cooperazione

Riunione 1-1 o gruppo

• Risposta a richiesta

• Gestione gruppo per compito

• Obiettivi personali

Cooperazione

Informazione non richiesta

• Efficacia, efficienza comuni

• Sostenere interessi altrui

• Sostenere obiettivi altrui

• 82

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VALORI INTELLIGENZA COLLETTIVA

Condivisione

Informazioni

• Forza

• Conoscenza individuale

• Esperienza individuale

• Capacità individuale

• Fiducia

Responsabilità

Decisioni

• Azioni

• Conoscenza interlocutori

Rispetto

Idee altrui

• Valori altrui

• Individui

Contratto di collaborazione

Riflette collettività

• Sviluppato in comune

• Principi non negoziabili

• 83

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Contenuti da negoziare

• Definisce comportamenti

Ostacoli

Cultura di potere

• Verticalità

• Inerzia

• Resistenza al cambiamento

• Inconsapevolezza

Capire i collaboratori

Comprendere interlocutore

• Relazioni umane

• Cooperazione

• Coinvolgimento

• LEZ.19 - GOVERNARE L'INTELLIGENZA COLLETTIVA

Attività di governo:

Insieme di attività operative per attuare scelta strategiche politiche e scopi fissati. Traduzione

in attività quotidiana della gestione.

AZIONE DI GOVERNO

attività intelligenza collettiva non deve prevalere su quella individuale e viceversa.

Unione di attività individuali è necessaria e contenuta nel risultato di attività collettiva.

Individualità viste come componente della collettività.

Due elemnte per indirizzare il contributo individuale e collettivo:

accordo di prestazione: contratto con singolo individuo per la sua funzione

• contratto di collaborazione: accordo collettivo che la comunità che partecipa al

• raggiungimento degli obbiettivi comuni dell’organizzazione, concorda e definisce per

defnirsi dele proprie regole/principi + comportamenti efficaci/accettati 84

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Obiettivo G(IC) doverno intelligenza collettiva:

Fiducia: fiducia nelle scelte e metodo, nel contributo positivo che si può portareal

• raggiungimento degli obbiettivi.

Coinvolgimento collettivo: organizzazione non funziona autonomamente. Vanno

• stimolate le partecipazioni individuali. Vanno alimentati i sentimenti di fiducia e

coordinato il funzionamento collettivo degli n individui.

Coinvolgimento decisioni: per sostenere fiducia e alimentare convolgimento

• collettivo, le decisioni devono essere accettate dalla collettività.

Esplicitazione ragioni: il processo di gestione dell’intelligenza collettiva è processo a

• sostegno del decision making. Questo significa che ci sarà un gruppo

parallelo/complementare a quello di sviluppo conoscenza che prende decisioni. Le

decisioni del gruppo decisionale devono essere assimilate e condivise da tutti, sulla

base dei consigli/informazioni prodotte dal gruppo di supporto, ovvero di conoscenza.

Le decisioni devono essere motivate, non calate dall’alto. Le decisioni devono essere

accettate da tutti.

Chiarezza regole: le regole devono essere chiare, devono essere condivise ed

• accettate. Chi le decide deve svolgere la sua attività sulla base della conoscenza dei vari

individui, delle necessità e assicurarsi che le regole vengano accettate ed interiorizzate.

Condivisione regole: regole condivise e rispettate da tutti.

Azione di governo

È svolta a livelli livelli:

Individuale: in base ai singoli individui

• Collegiale: attività su gruppo ristretto. Attivamento/coordinamento del gruppo.

• Richiesta di contributo dei componenti.

Collettiva: azione di governo collettivo su insieme di persone che collaborano.

Scelta di attivamento individuale, collegiale o collettivo si fa in base a:

Risorse

• Ambiente

• Scadenze (dell’organizzazione e del coordinamento delle scadenze individuali dovute

• ad impegni che nella loro autonomia hanno assunto i vari individui.

Varie Attività/Fasi di governo:

1. Decision making

Individuale: scelta fatta da un individuo

• Collegiale: scelta fatta da un gruppo ristretto dedicato a sintesi/raccolta di quanto

• prodotto dalla processo bottom-up e presentare le decisioni alla comunità per

l’assimilazione.

Collettivo: decisione prese a livello di tutti i componenti dell’organizzazione

2. Riflessione

attività a supporto che è necessaria per capire il metodo che si sta mettendo in pratica, il

metodo che si è adottato (partecipativo) si prende consapevolezza dei propri ruoli e si

assumono le proprie responsabilità in base ai propri ruoli

Comprensione azione

• Per arrivare al Coinvolgimento

• 85

Silvani Stefano – UTIU. Il presente materiale è stato realizzato a scopi didattici e ne è vietata la vendita, la riproduzione e qualsiasi

manipolazione.

Riflessione collettiva: conduce a produzione di Anteprima realistica:

ð nell’attività di riflessione si cerca di costruire mentalmente una visione del futuro. È la

costruzione dello scenario a cui si punta per immaginare le possibili situazione e fare

una simulazione dell’andamento che si prospetta per l’organizzazione.

Questo aiuta l’Efficienza di governo, per evitare scelte / situazioni inattese e facilitare il

ð cambiamento nelle proprie attività

Consultazione: dopo riflessione e proposta anteprima, bisofna fare consultazione:

ð portare anteprima immaginata al confronto con pareri esterni al gruppo che l’ha

sviluppata

3. Riflessione collettiva

Obiettivo specifico di riferimento della riflessione collettiva

• Richiede Trasparenza informativa

• Accesso R/W

• Agenda difficoltosa

• Interventi ponderati

4. Da interesse individuale a collettivo

Prospettive eterogenee

• Per avere una robusta Anteprima realistica

• Efficienza governo nella gestione dei cambiamenti.

5. Consultazione

deve tener conto di tutti gli stakeholder della organizzazione.

vs decision making: sono coinvolti tre gruppi di interlocutori differenti.

• vs riflessione

• Collettività

LE TECNOLOGIE ABILITANTI

Governo e-collaborazione

Mediante tecnologie (ICT) per:

Informazione

• Comunicazione

• Collaborazione -> nuova attività di tecnologie IC

Informazione

Ricerca informazioni

• Gestione documenti

• Condivisione info

• FAQ

• Lista persone

• News

• Schemi competenze

• Schemi mentali

• 86

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manipolazione.

Comunicazione

e-mail

• Mailing list

• Chat

• Wiki

• e-learning

• Agende condivise

• Gestione attività

• Workflow

Collaborazione

Discussione

• e-teaching

• comunità di pratica: costituita su uno specifico obbiettivo

• Scrittura collaborativa

LE CAPACITA’

Necessarie alla conduzione del governo

Gestione discussioni: le discussioni collettive non funzionano da sole. Non basa avere

• strumenti tecnologici. È richiesta capacità di mediatore della discussione

Aggiornare: i partecipanti devono esssere aggiornati con info necessarie e

• aggiornamento su status attività

Messaggi efficaci: messaggi scambiati devono esssere efficaci. Dobbiamo riconoscere

• il valore semantico del messaggio e il giusto momento per inviare il messaggio senza

che si scontri con diverse priorità del destinatario

Attivazione di Interazioni e interattività

• Riunioni virtuali

• Favorire cambiamenti

• Capire i collaboratori

Riunioni virtuali

Bisogna Considerare i vari contributi

• Contributi a base di decisioni: decisione prese considerando tuti i contributi

• Partecipazione obbligatoria delle discussioni

• Discussioni contenute: contributi sintetici e incisivi. Limitati nel tempo.

• Risposta a domande: ogni domanda deve trovare risposta

• Spunti iniziali

• Conduzione gruppo

• Protocollo comunicazione

Favorire cambiamenti

In collettività

• In individui

• Approcci complementari

• No imposizione

• 87

Silvani Stefano – UTIU. Il presente materiale è stato realizzato a scopi didattici e ne è vietata la vendita, la riproduzione e qualsiasi

manipolazione.

Aspetti coinvolti

Capacità

• Comportamento

• Cultura

Livello collettività Capacità

Accesso a conoscenza

• Consapevolezza

• Contratto collaborazione

Comportamento

Appropriazione

• Nuove pratiche

• Nuovi modelli

• Adattamento: assimilazione delle nuove procedure/valori collettivi.

Cultura

Nuova mentalità

• Nuovi paradigmi

• Nuova cultura

• Assimilazione

Tutto questo può portare ad un cambio culturare. Nuovi paradigmi.

Livello individui Comportamento

Comportamenti target

• Formazione

• Ambiente favorevole

Capacità

Prove spontanee

• Osservazione

• Valutazione

Cultura

Bilancio positivo => Cambiamento duraturo

Capire i collaboratori

Comprendere interlocutore

• Relazioni umane

• Cooperazione

• Coinvolgimento

• 88

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manipolazione. LEZIONE 20 – ONTOLOGIE

DEFINIZIONE

Sviluppare ontologia equivale a produrre una esplicita specifica di concettualizzazione

Esplicita: perché ontologia codificata e interpretabile da umani e macchine

Specifica: richiede rappresentazione astratta del mondo, mostra la realtà così com’è

In Informatica

Le ontologie (rappresetnazioni) servono per sviluppo intelligenze artificiali.

Rappresentazione parte reale del ns mondo e necessità di esprimere le regolre/ragionamenti

che possiamo costruire questa base per creare la intelligenza aertificiale intesa come processo

intellettivo, non come disciplina.

Sostegno per sviluppo di intelligenza artificiale

• Concettuale, pragmatico: scopo in settore specifico

• Formalizzazione condivisa di una parte di realtà: condivisione della conoscenza

• rende sicuro il suo utilizzo. (costruzione ontologia è processo complesso che richiede

energie intellettive e computazionali e quindi è costoso.)

Concetti inter-relati: individuazione concetti singoli e loro relazioni.

• Dominio specifico: dominio di provenienza e dominio target (di utilizzo)

• Formalizzazione realtà con linguaggio della logica: i linguaggi logici vengono usate

• per rappresentazione formale o per ausilio da chi formalizza realtà. E linguaggi di

logica devono essere implementati in linguaggi di programmazione per poter gestire

ontologie e fare ragionamenti automatici grazie ausilio calcolatori.

Conduzione ragionamento automatico

Rappresentazione grafica di ontologia in applicazione medica:

a fronte di un esame, il protocollo da seguire, il paziente a cui è riferito l’esame. La classe di

appartenenza dell’esame. All’esame possono essere legati dati di altro genere…

in questo caso abbiamo due relazioni diverse segnate da colori diversi.

Relazione: EUN -> indica che il concetto seguente appartiene a quello precedente e ne è una

specializzazione

Regole ragionamento automatico

se il paziente x ha la proprietà indice di massa corporea associata ad un valore y, e y è

compreso tra 25 e 29.9, allora x è sovrappeso 89

Silvani Stefano – UTIU. Il presente materiale è stato realizzato a scopi didattici e ne è vietata la vendita, la riproduzione e qualsiasi

manipolazione.

-> proposizione che deve essere verificata: “il paziente è sovrappeso?”

altro esempio:

se il paziente x ha la proprietà indice di massa magra associata ad un valore y, e y è minore di

18.9, e x ha la proprietà età associata ad un valore z, e z è compreso tra 18 e 35, e x ha la

proprietà sesso associata ad un valore w, e w è M, allora x è sarcopenico

-> ”allora x è sarcopenico” deduzione che possiamo trarre se la proposizione indicata in

linguaggio naturale istanziata con valor indicati in rosso (qui non si vedevedi slide) è

verificata

Caratteristiche ontologia

Rappresentazione semantica interpretabile da sistema di calcolo (linguaggio di

• programmazione)

Indipendente da applicazione specifica deve essere usabile in più casi possibili

• Riusabile da applicazioni differenti per scopi differenti

• Tramite tra applicazioni e realtà modellata le applicazioni risultano come

• simulazione di fenomeni che agiscono su realtà effettiva che abbiamo rappresentato

nello schema della ontologia.

Schemi realtà rappresentati con linguaggi dichiarativi delle caratteristich della

• realtà modellata(e.g. OWL, RDF )

Ontology Web Language (OWL)

Famiglia di linguaggi di mark-up: sono linguaggi dichiarativi per indicare

• formattazione di documenti (usato dai tipografi a bordo foglio)

Serve per Costruzione di basi di conoscenza, ontologie

• Estende modello dati RDF (resource description framework)

• Sostenuto da W3C (diventato standard per la rappresentazione eseguibile di

• conoscenza o ontologia in ambito internet/web)

Resource Description Framework (RDF)

Famiglia di specifiche per metadati

• Metadati usati per Descrizioni concettuali (formalizzazione eseguibile

• automaticamente di concetti)

Descrizioni semantiche

• Informazioni

• Framework Realizzato per web

• Offre Diverse sintassi e formati per specifica metadati

• Orientato a sviluppo Applicazioni di gestione conoscenza o a gestione di ontologie

• È una specifica/framework/oggetto Sostenuto da W3C

Condivisione in dominio => Utilità ontologia

Caratteristiche principali di ontologia digitale

Obiettivo

• Livello formalizzazione

• Livello astrazione

• 90

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Obiettivo

Condivisione conoscenza: se nella definizione primaria indichiamo la formalizzazione

• di una conoscenza, qui invece specifichiamo che questa formalizzazione deve essere

condivisa.

Può rappresentare anche la Formalizzazione di un flusso lavoro.

(Quindi condivisione conoscenza e condivisione di un processo)

Livello formalizzazione

Diversi livelli di formalizzazione:

• Ontologia informale (espressa in linguagguio naturale. E quindi uilizzo della

o stessa in informatica è limitato. È ontologia in fase non matura in ambito

automatico)

Ontolologia a livello formale alto

o Formalizzazione intermedia

o

Dipendenti da obiettivo e comunità d’uso

Obiettivo finale ontologia è sempre utilizzo in applicazioni automatiche. Quindi comunità

d’uso è comunità a diverse fasi di sviluppo di un’ontologia.

Livello astrazione

Ontologie di alto livello astrazione (ontologie composti di concetti generali e trans-

• dominio. Diversi domini nei quali si faranno specializzazioni a completamente della

ontologia ad alto livello di astrazione)

Ontologie specifiche (legate a dominio e.g. medicina, ingegneria)

PROTÉGÉ

http://protege.stanford.edu/

usato per costruzione di ontologia.

Possiamo rappresentare concetti e relazioni di base per ontologia a cui ci stiamo riferendo

Protege è Ontology editor

Free, open-source

• Sviluppato da Stanford, Manchester Uni.

• Mozilla Public License 1.1

• Sostenuto da utenti privati, universitari, governativi

• Supporta OWL versione2, RDF

• Architettura plug-in

STRUMENTI PER INFERENZA

strumenti per sviluppo di un ragionamento in ambito ontologico. Ragionamento automatico

sostenuto da ontologia formale.

Basato su Definizione di schema di ontologia

ð Specifica regole semantiche

ð Per Inferenza di nuova conoscenza

ð

La possibilità di trarre deduzioni da dati o concetti che abbiamo archiviato e rappresentato in

maniera interrelata sia la produzione di conoscenza nuova che potremo usare per estendere

ontologia in sua configurazione archiviata. 91

Silvani Stefano – UTIU. Il presente materiale è stato realizzato a scopi didattici e ne è vietata la vendita, la riproduzione e qualsiasi

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Per descrizione di ragionamenti automatici abbiamo uno strumento =>

Semantic Web Rule Language (SWRL)

È nato da unione di questi due limguaggi: OWL + Rule Markup Language (RML)

• Proposto nel 2OO4 da Stanford University

• National Research Council of Canada Joint US/EU ad hoc Agent Markup Language

• Committee

Sostenuto da W3C (considerato uno standard per sviluppo di ontologie e applicazioni

• legate ad ontologie in ambito web.)

Alta espressività (basata su formulazione di regole formali generative)

• Regole formali generative (regola formata da antecedente e conseguente. Se

• antecedente è vero possiamo applicare il conseguente)

antecedente => conseguente

se l’antecedente è vero, è vero anche il conseguente

ð

Gruppi partner del SWRL:

ente primario di organizzazione ricerca tecnologia. Dipende da governo del Canada /

ministero dell’industria. Coordinamento R&S in ambito scientifico e tencologico.

costituito da DARPA (ministero difesa USA per nuove tecnologie) e IST (definizione e

implementazione di politica di R&S in ambito tecnologie per informazione)

Rule Markup Language (RML)

Presentato da industria, università

• Permette Espressione regole XML (extansible markup language)

• Deduzione

• Riscrittura

• 92

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Regole formali generative

Antecedente, conseguente costituiti da “atomi” che possono essere:

C(x)

P(x,y)

IdenticoA(x,y)

DifferenteDa(x,y)

Predefinita(r,x,y,...)

C classe

P proprietà

r: relazione predefinita (built-in)

x,y variabili, istanze, valori

Relazioni predefinite

proprietà complesse

• non devono essere specificate (e.g. operazioni matematiche) sono già implementatre

• nel linguaggio

Classe: C(x) vera se x è istanza della classe C

• Proposizione: P(x,y) vera se x, y sono istanze di classe legate dalla proprietà P

• IdenticoA(x,y) vera se x, y sono stesso oggetto

• DifferenteDa(x,y) vera se x, y sono oggetti diversi

• Predefinita(r,x,y...) vera se relazione r è vera sui parametri x,y,... specificati

• LEZIONE 21 - SVILUPPO DI UN'ONTOLOGIA

TIPI DI ONTOLOGIE

Ontologie classificate orientativamente per ordine mentale ordine di riferimento nel settore

che si occupa della gestione della conoscenza.

Ci sono diversi tipi di ontologie.

1° tipo: ontologie per Rappresentazione di conoscenza

Rappresentazione concettuale di paradigmi: Lo scopo principale di questo tipo è la

• rappresentazione di strutture, ambienti di rappresentazione, che potranno essere usati

per la composizione/strutturazione di ragionamenti. 93

Silvani Stefano – UTIU. Il presente materiale è stato realizzato a scopi didattici e ne è vietata la vendita, la riproduzione e qualsiasi

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2° tipo: Meta-ontologie

Descrivono oggetti di alto livello: concetti generali che possono essere specializzati

• in domini specifici.

Trans-dominio: caratteristica è che sono costruite come ombrello. Come struttra

• mentale, rappresentazione della conoscenza a livello di astrazione molto alto, che

viene costruito con esperti di diverse discipline/domini.

Specializzabili: fa parte della loro natura essere in un secondo tempo specializzate. Le

• ontologie sono oggetti tecnologici costruibili con grande dispendio di risorse

intellettive umane e con esigenza di tanta potenza di calcolo. Le ontologie generali

trans-dominio esistono a livello di classificazione, ma sono molto più frequenti

ontologie più specifiche per un dato dominio. (in altre parolo vengono classificate ma

poi in realtà non ce ne sono molte in giro)

Riusabili: specializzarla significa che viene accresciuta la tassonomia di riferimento

• con sottoschemi tassonomici specifici per un dato dominio. Quindi la terminologia

legata alla ontologia deve essere utilizzabile a tutti i domini a cui si rivolge lo sviluppo

della meta-ontologia

3° tipo: Ontologie di dominio

classe di ontologia più diffusa.

Legate a specifico dominio applicativo

• Ma devono essere Riusabili nello stesso dominio

• Basate su tassonomie di concetti e attività

Usate sia per controllo/analisi dei processi di lavoro o estratte come rappresentazione di

conoscenza inclusa in queste pratiche lavorative.

4° tipo: Ontologie di attività di dominio

ontologia per processi o soluzione di specifici problemi o attività complesse (che devono

essere formalizzate per dare riferimento ai vari partecipanti)

Focalizzate su specifici problemi o attività

• Vocabolario termini legato alla modellazione attività: è il linguaggio acquisito dal

• processo di lavoro

Orientato al problem solving: anche controllo di processi lavorativi per prevenire

• eventuali rischi o risolvere eventuali problemi.

Specifiche o multi-domini: il dominio di conoscenza può essere originario per una

• ontologia di attività ma se si rivolgea un processo lavorativo o a specifica soluzione di

un problema, la soluzione o processo lavorativo possono essere usati anche in altre

realtà. Quindi c’è la possibilità di usare queste specifiche anche in settori differenti.

5° tipo: Ontologie applicative

Legate a specifico dominio: in cui l’obbiettivo specifico è legato ad una applicazione.

• Quindi l’evento che ha richiamato la necessità di progettare una ontologia è la

realizzazione di una applicazione specifica. Quindi abbiamo necessità di un applicativo

che sarà simulazione di un’esperienza reale e la realtà su cui questa realtà viene svolta

sarà l’ontologia applicativa. Non bastano dati organizzati in maniera semplice o

secondo modelli predefiniti standard, ma lo schema dell’ontologia verrà dedotto dalle

necessità di questa applicazione.

Obiettivo specifico applicazione

• Tramite tra specifica applicazione e realtà

• 94

Silvani Stefano – UTIU. Il presente materiale è stato realizzato a scopi didattici e ne è vietata la vendita, la riproduzione e qualsiasi

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6° tipo: Ontologie generiche

Costituita da Tassonomia di cose, eventi, concetti

• Obiettivo a-specificità, riusabilità

Queste ontologie non sono legate ad un settore disciplinare. Non hanno uno o più domini di

riferimento. Sono ontologie che vengono realizzate senza necessità di riferimento ad una

futura specializzazione. Più è generale l’ontologia e più è costosa la sua realizzabilità e la sua

effettiva riusabilità sarà difficilmente molto estesa

DESCRIZIONE PROCESSO DI SVILUPPO (DI UNA ONTOLOGIA)

Attività complessa, dispendiosa

• Attività multidisciplinare: anche se ontologia riguarda un dominio specifico, per la

• sua costruzione sono necessari comunque più esperti. Più professionisti di discipline

diverse. Es: esperti del dominio di riferimento ontologia + esperti informatici + esperti

che definiscono strumenti applicativi per uso e riuso nei vari settori disciplinari delle

ontologie.

Costo sviluppo ontologia in termini di Tempo e risorse economiche

• Se di dominio, serve collaborazione specialisti

Multidisciplinarità

Lo Specialista del dominio seleziona i concetti chiave

• Specialista e informatico organizzano struttura gerarchica di concetti (IS-A):

• rappresenta elementi/nodi in cui cambiando il livello si specializzano i nodi. Un nodo

di un livello è collegato ad uno di livello inferiore se è sua specializzazione.

Relazione gerarchica “è-un”

• Gerarchia classificatoria di ontologia è una tassonomia: (stiamo analizzando il

• processo di sviluppo di una ontologia.

Informatico formalizza la gerarchia

• Informatico Rappresenta gerarchia con applicativi opportuni (e.g. Protégé)

Es: schematizzazione tassonomia in dominio medico: è stato prodotto con protege.

I nodi rappresentano concetti legati al dominio. Sono concetti indicati dal medico e sono tutti

concetti, a questo livello di complessità, che sono in un legame di specializzazione.

Es: persona è una specializzazione più generale rispetto a persona-obesa ecc…

Concetto di secondo livello “esame” viene specializzato in vari tipi di esami e riscontro che si

ha dai vari esami.

La route/radice/origine di ontologia a volte è fittizia. In questo caso è “thing” 95

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Metodo di sviluppo di una ontologia

Sequenza di Attività per creazione ontologia: insieme attività che costituiscono

• gestione ciclo di vita di ontologia.

Attività per gestione ciclo di vita

• Metodi per creazione

• Strumenti e linguaggi a supporto della ontologia costruita

Obiettivi di metodo di sviluppo

Creare ontologia: creare ontologia ex novo

• Estendere, modificare ontologia esistente: abbiamo il punto di partenza e dobbiamo

• specializare l’ontologia.

Collegare ontologie esistenti: il dominio disciplinare è complesso. Possiamo

• affrontare analiticamente il processo di sciluppo dell’ontologia di settore costruendo

ontologie specifiche di sottodomini che poi vengono collegate.

Attività del metodo di sviluppo

Specifica ciclo di vita ontologia: specificato nel dettaglio. Quali sono attività

• operative da svolgere per la sua analisi. Quali tipi di collaborazione per

formalizzazione, per gestione processo per formalizzazione, per inserimento della

realtà d’uso di ontologia ecc…

Scelta strategia di sviluppo più opportuna per applicazione della ontologia

• Costruzione ontologia di avvio: una buona tecnica operativa per sviluppo ontologia è

• partire da ontologia semplice che poi verrà estesa. Obbiettivo di creazione ontologia +

sua estensione

Adozione strategia astrazione concetti

Esperto disciplinare non per forza è esperto di tecniche di astrazione

Specifica delle attività per la gestione del ciclo di vita: si intende il tipo di

• management che vuole essere attuato per controllo di intero processo. Ed

eventualmente valutazione/analisi/interventi dei rischi che possono incorrere in

questo processo di sviluppo complesso

Specifica delle attività di installazione, attivazione ontologia da realizzare

• Manutenzione, accettazione, condivisione: presentazione + motivazione ontologia,

• ricerca nell’ambito del settore disciplinare (del dominio). 96

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Schema di ontologia

Compoto da Classi = concetti del dominio:

• Istanza = oggetto descritto da concetto

• Proprietà = relazione tra classi

• Entità = classe, proprietà, istanza

• Espressione = formulazione nozioni complesse del dominio: può essere anche

• formulazione di proprietà complessa che lega diversi concetti. Può essere la

formulazione di una regola/pattern da ricercare e/o verificare in una configurazione di

una ontologia

Assioma = asserto valido su dominio ontologico: dogmi o punti di riferimento da

• usare nello sviluppo della ontologia.

Tassonomia è la struttura concetti identificati e

• relazioni semplici (classi e sotto-classi)

• Relazioni complesse definite da proprietà

Proprietà

Esprime fatti specifici o generici su istanze

• Proprietà di relazione esplicita che legano istanze di più classi (legano + concetti)

• datatype legano istanza a valore (attributi)

Caratterizzazione proprietà

1. Transitiva

2. Simmetrica

3. Funzionale

4. Funzionale inversa

5. Inversa

Transitiva

Se vale su due istanze allora lega anche i due elementi (usate in rapporti parentali tipo

convivenza e contatti avuti)

P(x,y) e P(y,z)

P(x,z)

ð

Simmetrica

Se è valida su X Y deve essere varia anche su Y X. Rapporti che devono essere valide nei due

sensi (mangiare assieme a qualcuno)

P(x,y) P(y,x)

ó

Funzionale

Se X e Y sono legati da proprietà e lo sono anche X e Z allora ci deve essere identità tra Y e Z.

Può essere indebolita ponendo non un uguaglianza tra Y e Z ma una relazione.

P(x,y) e P(x,z)

y=z

ð 97

Silvani Stefano – UTIU. Il presente materiale è stato realizzato a scopi didattici e ne è vietata la vendita, la riproduzione e qualsiasi

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Funzionale inversa

Si inverte l’ordine degli operatori rispetto alla funzionale. (X Y Z siano considerati utenti di

servizi)

P(y,x) e P(z,x)

y=z

ð

Inversa

Proprietà Q valida solo se è valida proprietà P applicata a operatori in ordine inverso

data una proprietà Q

P(x,y) sse Q(y,x)

ð

Quantificazione proprietà

3 modi:

1. Universale: una proprietà indica in una classe un sottoinsime di istanze

2. Esistenziale: se proprietà individua una sottoclasse e almeno uno di questi elementi

gode di questa proprietà

3. Cardinalità: minimo o massimo numero di elementi che devono/opssono soddisfare

la prorpietà LEZIONE 22 - DBMS Spaziali

DEFINIZIONE DI SDBMS

Ottimizzate per DB georeferenziati.

è

Georeferenziazione:

informazione a cui è assegnata una posizione geografica

posizione: espressa in sistema di coordinate

utilizzata da DBMS spaziali

ogni elemento informativo gestito da un tale sistema è georeferenziato, quindi associato a

posizione nello spazio.

Spacial DataBase Management System:

- Supporto dati spaziali

- Richiesti confronti geometrici e ugualianza e confronto logico

DBMS Vs SBDMS

- I primi manipolano dati semplici (dati tipo valuta, temporali ecc) che vengono trattati

con operazioni semplici

- Organizzazione dati descritta nello schema del DB (chema che comprende nomi

tabelle, tipi di attributi e relazioni tra varie tabelle)

- Efficienti su grande mole di dati

- DBMS non sono capaci di manipolare dati spaziali (o meglio, richiedono una grande

quantità di funzionalità supplementari per poter gestire dati spaziali. Non nascono e

non sono ottimizzati per gestione dati spaziali) 98

Silvani Stefano – UTIU. Il presente materiale è stato realizzato a scopi didattici e ne è vietata la vendita, la riproduzione e qualsiasi

manipolazione.

Esempio: trova studenti che vivono a 100km di distanza dal punto x. -> i risultati possono

essere selezionati senza operazioni complesse. Recuperate con matching diretto.

Classi di utenti

- Commerciali: in base a posizione geografica di un utente attivano suggerimenti di

prodotti per attirarlo al punto di vendita più vicini. O per mostrare distribuzione punti

vendita sul territorio.

- Scienziati: applicazione sismologica o geologica per vedere immagine telerilevate per

vedere la localizzazione di certe aree o morfologie sul terrento

- Utenti Web: es. utente che va in vacanza e cerca su internet il percorso per arrivare

alla propria meta ecc..

TIPI DI DATI SPAZIALI

ce ne sono diversi….

Sono diversi da dati relazionali o tabellari. Servono per esprimere entità geometriche o

topologiche. Entità che servono per costruire lo spazio geografico.

Bisono di loro descrizione morfologica e bisongo di poter memorizzare i parametri

dimensionali/descrittivi a seconda del valore simbolico associato alla figura.

Dati vettoriali

- Diversi dai dati relazionali, tabellari:

- Espressi come punti, linee, poligoni

- Ogni entità associata ad attributi

- Organizzati in tabelle

Dati vettoriali (punti)

- Trascurano la dimensione

- Points Of Interest (POI), elementi architettonici, stringhe di testo: punti mostrati

sulla carta non come figura geometrica ma per indicare delle coordinate in cui si trova

un elemento di interesse

Dati vettoriali (linee)

- Elementi monodimensionali: memorizzano forma e dimensioni. Sono usati per

rappresentare elementi geografici quali:

- Strade, corsi d’acqua, percorsi: rappresentati con linee tutte le entità geografiche

che possono ridursi ad elementi monodimensionale. Dipende anche da livello di

ingrandimento > se zoommo troppo sulla strada non la posso più rappresentare come

linea.

Dati vettoriali (poligoni)

- Elementi bidimensionali, aree: rappresentano il confine di un area. Rappresentano

aree quali:

- Confini urbani, laghi, parchi: tutte entità bidimensionali

Dati raster

- Noti come “dati a griglia”

- Rappresentano superfici: sono immagini che spesso vengono acquisite come:

- Fotografie aeree, carte tecniche: elementi costituiti di solito da pixel (picture element)

ogni numero rappresenta caratteristica fisica della scena ripresa. 99

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manipolazione.

Tipi di dati raster

- Tematici

- Spettrali

- Pittoriali

Dati raster (tematici)

Dati prodotti in accordo con due modelli:

- Digital Elevation Model (DEM)

- Digital Terrain Model (DTM)

Digital Elevation Model DEM

- Modello digitale 3D

- Che Rappresenta una superficie terreno

- È Prodotto usando dati di altezza

- E Mostra oggetti sul terreno (vegetazione, edifici ...)

-> Immagini geografiche vengono spesso costruite da una immagine telerilevata (fotografia o

ripresa aerea o satellite e poi vengono elaborate. O per attualizzare dei modelli o evidenzare

caratteristiche. Quindi trattano l’immagine per far emergere le info che rappresentano entità

che ci interessano (evidenziano le strade o la vegetazione ecc…)

Digital Terrain Model DTM

- Interpolazione curve livello: vengono mostrate linee costituite dai punti del terreno

posti alla stessa quota. Immagini che mostrano solo queste linee. Vengono poi

sovrapposte nelle mappe turistiche/orografiche ecc.. sovrapposte a mappe con

immagini del terreno che rendano conto di altre caratteristiche orografiche.

- Questo modello Riproduce andamento superficie geodetica: considerando la

variazione tra una curva e l’altra

Immagine telerilevata: immagine aerea (immagine può avere diversi livelli di ingrandimento a

seconda del tipo di analisi che si vuole rilevare) in questo caso immagine è lontana ma si

visualizzano alberi case e estrade e si potrà fare zoom anche mlto forte per analizzare

situazione di quartieri urbani o usati in agricoltura per individuare piantagioni che richiedono

intervento 100

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manipolazione.

curve di livello: DTM

ogni linea accompagnata da etichetta che indica la quota rappresentata. Vengono poi

utilizzate curve disegnate a maggiore o minore densità per rendere conto della inclinazione

(quanto velocemente avviene la variazione di pendenza). Danno idea del livello di altezza e

rendono conto del gradiente di salita o discesa del terreno.

Dati raster (spettrali)

- Da fotografie aeree: se non provengono da fotografie aeree/satellitari sono prodotti

con processi di digitalizzazione analoghi. Matrici di pixel bidimensionali che

rappresentano fenomeno fisico.

- Informazioni geologiche sono spesso continue (spettro): riprese immagini che

misurano il colore (immagini raster pittotriali o grandezze come temperatura, umidità

o altre grandezze fisiche che cambiano gradiente con continuità sul terreno)

Dati Raster Spettrali:

immagine a picel elaborata per mostrare con colori che evidenzino il contrasto nelle

variazioni nella grandezza fisica che è stata rilevata. 101

Silvani Stefano – UTIU. Il presente materiale è stato realizzato a scopi didattici e ne è vietata la vendita, la riproduzione e qualsiasi

manipolazione.

Dati Raster Pittoriali:

grandezza evidenziata è il colore. Zone verdi (vegetazione) e zone marroni (terreno) e zone

d’acqua (blu)

zone d’mbra che indicano salite o discesa o zone di ghiacciaio.

SORGENTI DI DATI SPAZIALI

- È necessario gestire una grandi quantità di dati georeferenziati

- Che sono di Tipo e provenienza differenti

Sorgenti di dati spaziali

- Spesso prodotti e condivisi gratuitamente

- Condivisi integralmente o come servizio

- Molti tipi e formati

Immagine sinteticha che da un’idea di come è costituita una mappa geografica che contiene

una varietà di info.

Progetti: costituiti da più livelli.

Ogni livello rappresenta una entità precisa.

Es: livello per le strade: per rappresentare strade con linee

la gestione integrata di questi piani permette la costruzione della mappa come insieme

integrato di dati spaziali 102

Silvani Stefano – UTIU. Il presente materiale è stato realizzato a scopi didattici e ne è vietata la vendita, la riproduzione e qualsiasi

manipolazione.

Sorgenti (fonti) di dati spaziali (dal punto di vista tecnico, non dal punto di vista dell’ente

gestore)

- Digitalizzati in modi diversi (satellite, GPS – global positioning system, manuali,

modelli): produzione di dati in forma numerica

- Provenienza diversa (Istituzioni, privati, mappe Google – servizi di rete)

Schema di sintesi di alcune provenienze di dati spaziali:

possono provenire da:

- satellite

- localizzazione gps di mezzi mobili

- internet con collegamenti con pc o altri device mobili

- tutti i dati hanno un tipo differente e un provider differente. Quindi sono sottoposti a

regole di gestione differenti.

sovrapposizione di 3 livelli:

- immagine satellite

- strade

- due punti per commento ad area boschiva 103

Silvani Stefano – UTIU. Il presente materiale è stato realizzato a scopi didattici e ne è vietata la vendita, la riproduzione e qualsiasi

manipolazione.


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AUTORE

jstew

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in ingegneria informatica
SSD:
Docente: Scala Paolo
A.A.: 2017-2018

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher jstew di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Sistemi per la gestione delle informazioni e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Uninettuno - Uninettuno o del prof Scala Paolo.

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