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Appunti di sistema politico e modello sociale europeo Appunti scolastici Premium

Materia del nuovo ordinamento, questi appunti sono buoni anche per chi deve sostenere l'esame da 6cfu (solo i primi due moduli) e sono basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni della prof.ssa Madama dell’università degli Studi di Milano - Unimi. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Sistema politico e modello sociale europeo docente Prof. I. Madama

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ESTRATTO DOCUMENTO

mercoledì 13 aprile 2016

Incompatibilità e doppio mandato:

Fino al 1979 i parlamentari potevano avere un doppio mandato tra parlamentare europeo e

nazionale. Era prevista l’incompatibilità con altre cariche all’interno dell’unione ma non per

quanto riguardava il parlamento europeo; l’assenza dei parlamentari comportava un enorme

problema per quanto riguardava i lavori del parlamento. Dal 2002 il consiglio dichiara

l’incompatibilità tra deputato parlamentare europeo e deputato parlamentare nazionale; l’Italia si

adegua nel 2004.

Alcune premesse…

Gli eurodeputati non sono eletti come rappresentanti di formazioni politiche europee ma

1. come rappresentanti di partiti nazionali che successivamente di aggravano a livello europeo.

I partiti nazionali restano le unità organizzative di base sia per le elezioni nazionali che per

2. quelle europee.

Le dinamiche politiche all’interno del PE si sviluppano tra gruppi politici transnazionali che si

3. aggregano in federazioni a livello europeo.

I gruppi politici nascono dall’aggregazione degli eurodeputati, alcune regole disciplinano la

creazione di gruppi politici all’interno del PE in particolare quella che riguarda l’affinità ideologia

ma anche grazie agli incentivi offerti dai regolamenti del PE (25 eurodeputati in almeno 7 stati

membri -> non è possibile fare un gruppo politico con eurodeputati di un solo paese), ogni

deputato può appartenere ad un solo gruppo politico oppure può non appartenere a nessuno di

essi. -> incentivo a creare gruppi ampi in quanto, in termini ammisnitrativo-finanziari, i gruppi

grandi hanno più risorse disponibili, inoltre le cariche più importanti vengono affidate ai gruppi

ampi. 160 partiti rappresentati -> problema della coesione interna; gruppi ampi con scarsa

coesione in quanto sono i partiti nazionali a controllar le elezioni.

IL SISTEMA PARTITICO DEL PE: i sistemi partitici possono essere comparati sulla base di:

le fratture politiche (cleaveges) o linee di divisione, su cui si strutturano, costituite delle

• discriminanti principali tra i partiti, che sono emerse nel corso dei processi di

modernizzazione socio-economica e di costruzione dello stato (ESEMPIO: destra-sinistra;

centro-periferia, stato-chiesa, città-campagna ecc..);

Il grado di polarizzazione o di distanza ideologica dei partiti su queste linee di divisione.

• la frammentazione del sistema partitico, cioè il numero di partiti rilevanti.

- LA PRESIDENZA: tensioni legate all’elezioni del presidente europeo, dal 2014 un socialista

quando in realtà le elezioni furono vinti dai popolari di destra (complotto, accordo tra socialisti

e conservatori).

- LA CONFERENZA DEI PRESIDENTI DEI GRUPPI POLITICI: insieme al presidente del PE

organizzano i lavori all’interno del parlamento, composizione delle commissioni e la

programmazione legislativa. -> livello di trasparenza molto alto.

- LE COMMISSIONI PARLAMENTARI.

Funzioni:

Funzione legislativa -> relative alle partecipazione del PE alla preparazione e alla formazione

della legislazione europea incluso il bilancio.

Funzione di controllo sull’esecutivo -> controllo politico sulle altre istituzioni comunitarie.

Funzione di nomina -> coinvolgimento del parlamento nell’inserimento delle altre istituzioni

europee.

Legislativa: il PE può svolgere indirettamente funzioni di iniziativa:

Approvazione di rapporti di iniziativa in cui chiede alla Commissione di intervenire tuttavia

1. la Commissione non è vincolata;

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Ha il potere di chiedere, a maggioranza assoluta, alla Commissione sulla base di una

2. relazione della commissione parlamentare competente di preparare un testo legislativo

su una determinata questione;

Può influenzare le iniziative di policy attraverso il processo di Bilancio;

3. Può influenzare il programma di lavoro legislativo annuale della commissione;

4. Ruolo nel policy making, co legislatore con il consiglio dei ministri dell’unione europea.

5.

Procedure legislative:

Consultazione: parere obbligatorio ma non vincolante del PE. Il consiglio può deliberare anche

• a fronte di n parere negativo del PE. -> può prendere tempo anche fino a 3 mesi.

Parere conforme (assenso) una sola lettura e non prevede la possibilità di emendare il testo

• della proposta. Il PE ha il diritto di veto ma talvolta è richiesta la maggioranza assoluta.

Codecisione: prevede la condivisione del potere legislativo tra il PE e Consiglio dei Ministri e si

• basa sul raggiungimento di un accordo tra le due istituzioni su un testo legislativo -> procedura

principale.

(Guarda Slide)

Sfide e criticità:

Trend di rafforzamento istituzionale e politico ma indebolimento della legittimità a fronte del trend

negativo di partecipazione al voto.

I partiti più grandi e moderati vengono puniti e quindi i voti vergono verso i partiti più estremisti.

Critical elections: sono definite critiche perché sono appuntamenti elettorali dove si

scombinano le scelte degli elettori negli anni precedenti attraverso appunto lo scontento degli

elettori che si manifesta con che nulle o non andare a votare; inoltre potrebbero determinare

l’emergere sulla scena europea di nuovi partiti tendenzialmente più piccoli.

GRUPPI DI INTERESSE:

Lobbying: insieme di attività che, grazie a un contatto diretto con gli attori formali di un processo

politico, sono volte a convincerli a tenere conto dei propri interessi.

Sistemi pluralisti e sistemi corporativo: la differenza principale si basa sull’apertura o meno del

sistema, i sistemi corporativi hanno un compito più decisivo nel policy making, nel primo invece

abbiamo tanti soggetti che competono nel sistema per far sentire la loro voce, facendo pressione

sui decisori politici.

CORTE DI GIUSTIZIA:

- Trattati -> diritto primario

- Regolamenti -> diritto secondario

- Direttive -> diritto secondario

- Decisioni -> diritto secondario

- Raccomandazioni, pareri, risoluzioni, comunicazioni, dichiarazioni -> diritto secondario

- Sentenze della corte di giustizia (ECJ)

- Accordi internazionali.

I TRATTATI (TUE):

Diritto primario dell’unione europea

• costituzione scritta? -> possono essere considerati costituzione? funzionalmente possono

• essere considerati costituzione ma politicamente non ci si è ancora messi d’accordo su questo

punto. Costituzione implicita, svolgono quel ruolo senza poterne richiamare il nome.

All’interno dei trattati vengono definiti i principi generali ma anche la struttura istituzionale e il

funzionamento istituzionale ovvero il decision making.

Simmenthal vs Commissione -> supremazia del diritto europeo su quello nazionale.

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28 giudici supportati da un pool di avvocati generali, durata di 6 anni, mandato rinnovabile e

tipicamente rinnovato; tipico passaggio da avvocato generale a giudice.

Devono applicare la legge -> politica fatta attraverso la giurisprudenza della corte.

Ricorso diretto: è il giudice nazionale che interviene chiedendo alla corte di esprimersi su un

caso in cui lui deve intervenire, domanda si pronuncia pregiudiziale perché prima che il giudice

si esprima nel suo giudizio aspetterà la pronuncia sul caso della corte di giustizia europea.

Ricordo indiretto: si arriva alla corte a cui si chiede di esprimersi su un caso vero e proprio:

ricorso per inadempienza -> si tratta di ricorsi in cui chi ricorre vuole un intervento della corte

• perché ha rilevato un’inadempienza di un soggetto. Può ricorrere la commissione contro gli

stati membri; ma può anche essere sollevato da uno stato membro contro un altro stato

membro. -> procedura d’infrazione, procedimento preliminare ed informare in cui si chiede

allo stato membro di riparare la inadempienza osservata, se lo s.m. non collabora allora la

commissione potrà chiedere l’intervento della corte di giustizia. -> SANZIONI PECUNIARIE.

Ricorso per annullamento -> quando un atto (regolamento o direttiva) sia contrario i principi

• dei trattati o comunque quando questo contrasta con atti di livello superiore. Possono

riguardare anche disposizioni nazionali che possono essere contrarie a principi o

legislazione europea. -> fondamentale in questo caso è il SERVIZIO LEGALE che vaglia

tutte le proposte di legge; ma può succedere che qualcosa sfugga. Possono fare ricorso gli

stati membri, le istituzioni europee e istituzioni di diritto privato qualora dimostrino di avere un

interesse nell’annullamento di questo atto.

Ricorso per carenza -> ricorsi più difficili perché si vuole dimostrare la mancata attivazione di

• una istituzione europea nel dare sostanza ad un principio e un diritto e quindi si sottolinea il

non fare che genera o deve generare un danno.

Ricorso per responsabilità: l’unione può essere chiamata a rispondere dei danni da

• responsabilità di responsabilità contrattuale ed extra-contrattuale. La prima perché l’unione

stringe dei contratti e se non li rispetti è chiamata a rispondere; la seconda riguarda attività

illecite e illegali che vengono tenute dai suoi funzionari.

ALCUNE SENTENZE STORICHE:

- 1963: Sentenza Vand Gend en Loos

- 1964: Costa contro Enel -> supremazia dl diritto comunitario

- 1979: Sentenza Cassis de Dijon (liquore francese) -> qualsiasi bene legalmente prodotto e

venduto in uno stato membro deve essere ammesso sul mercato di ogni altro stato membro.

- 1980: Sentenza Isoglucosio -> ruolo del P.E.

SECONDO MODULO:

Il policy making europeo -> L’Ue ha la governance: le funzioni di governo vengono svolte

attraverso un sistema di autorità multiple, che include assetti complessi e variabili di interazioni

multi-livello e multi-attore.

INCONTRO CON DOTT. MARASA’

This time is different.

L’europa una storia di successo, fino alla crisi finanziaria del 2008.

Ri-motivare l’importanza dell’europa e del parlamento europeo e di quanto i cittadini siano

importanti. (Ricorda l’importanza delle elezioni per quanto riguarda le nomine delle principali

istituzioni).

Campagna elettorale più politica, capilista, dibattiti un po’ all’americana; cinque rappresentanti di

cinque liste politiche si confrontassero in tv suscitò non un grande interesse ma un’innovazione.

I problemi in di cui si discute in europa sono problemi che hanno una dimensione europea e

possono solo essere affrontati a livello europeo. Si è introdotto con queste elezioni la

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dimensione europea anche se effettivamente non si è raggiunta questa dimensione europea

politicamente parlando.

Senza una politica comune l’europa ha scaricato il problema dei migrati ai singoli stati membri.

Ci sono le basi giuridiche per poter prendere decisioni comuni anche solo a maggioranza. Il

parlamento e la commissione si stanno impegnando per rendere questo problema, un problema

europea -> testi approvati a larghissima maggioranza.

Limitazione del patto di Dublino che obbliga i paesi in cui arrivano i migranti a tenerseli.

All’interno del consiglio però non si è ancora raggiunto un accordo.

Clausola di solidarietà -> se viene elusa, si può parlare di violazione della “costituzione

europea”.

IL POLICY MAKING EUROPEO:

Prevalenza di politiche regolative, queste hanno costi bassi rispetto alle politiche distributive o

redistributive. Il bilancio complessivo dell’unione è l’1% del PIL.

Promuovere l’economia attraverso un mercato unico, favorire la libera circolazione delle merci,

delle persone, dei capitali e dei servizi; si costruiscono quindi delle regole con quel obiettivo. La

creazione di un mercato interno non la redistribuzione delle risorse che resta nelle mani e nelle

competenze degli stati membri. -> il contesto istituzionale della UE funzionava con maggiore

efficacia per le politiche regolative, specie per quelle di “integrazione negativa”; per sottolineare

l’abolizione delle barriere tra gli stati membri.

La questione della legittimità democratica: eurobarometri fondamentali per valutare quello che i

cittadini europei sentono nei confronti dell’europa stessa.

Che cosa si intende per legittimità democratica? -> fiducia nel fatto che gli assetti istituzionali

possano assicurare che i processi di governo corrispondono alle preferenze manifestate dei

governati, preferenze manifestate attraverso lo scambio di voti e promesse su politiche. I

governati attraverso la partecipazione elettorale dando mandato ai partiti politici di governare.

Output: che le soluzioni intraprese siano effettivamente utili a proseguire le politiche che hanno

promesso.

Throughtput legitimacy: ciò che sta in mezzo all’input e all’output, efficacia trasparenza e

apertura pluralista del processo di policy-making.

Deficit di legittimità: le principali istituzioni europee non riflettono adeguatamente le preferenze

degli elettorati degli stati membri e non sono in grado di consentire ai cittadini europee di

esercitare sufficiente potere. -> Carenza che può essere in uno dei tre dimensioni (input-output-

throughtput). -> meccanismi di legittimazione democratica.

Aree(alcune policy sono ampie e lavorano meglio rispetto ad altre) e trasformazioni

(allargamenti) che hanno un impatto sulla sua legittimità democratica.

Il problema sta nei cittadini che sono ignoranti in materia europa, il problema non sta nelle

istituzioni ma alla base. -Pasquino.

La legittimità democratica, principalmente come output, basata su delega di responsabilità a

organi tecnocratici che producono politiche efficaci per il popolo (tesi dello stato regolare) -

Majone.

Manca una sfera politica europea sede di confronto e competizione tra idee diverse sostenute

da parti politiche differenti.

ci si lamenta del fatto che ci siano politiche senza politica, assenza di esercizio sostantivo a

livello sovranazionale, qualcosa è cambiato (per la presenza di candidati collegati alle politiche

dei loro gruppi politici) si fa riferimento alle elezioni del 2009.

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Perché studiare l’integrazione europea da un punto di vista teorico? Studiare l’europa come

variabile dipendente e quindi come oggetto da spiegare.

replicabilità dell’esperienza europea, in altri contesti (?).

Approccio proposto da Bartolini (2005): inserisce il processo di integrazione europea come

ultimo tassello di un ampia evoluzione degli stati nazione europei. -> Sei fase storiche.

Approccio federalista e intergovernativismo.

Funzionalismo e neo-funzionalismo.

MODULO 3:

Il modello sociale europeo oggi è qualcosa che va oltre alla soma dei singoli modelli sociali

nazionali. MA cosa si intende per dimensione sociale europea e modello sociale europeo?

La dimensione sociale dell’Ue: con una attenzione agli effetti sociali della costruzione del

• mercato interno.

Il modello sociale europeo: sistemi di welfare degli stati membri; elevati standard di

• protezione sociale, minore diseguaglianza nella distribuzione dei redditi ( e delle retribuzioni),

sistema di rappresentanza degli interessi che vede un ruolo di rilievo per le parti sociali.

Politiche pubbliche: corsi di azione pubblici volti a risolvere problemi rilevanza collettiva (di

questo il welfare state è una parte).

Politiche sociali: sotto insieme delle politiche pubbliche, possono essere viste come output del

policy making, caratterizzate dal fatto che i problemi e gli obiettivi hanno natura sociale vale a

dire che hanno a che fare con il benessere.

Il diamante del welfare: il welfare come BENESSERE degli individui supportato da una mamma

di opportunità e risorse per affrontare diversi bisogni, individuali e legati al ciclo di vita.

WELFARE: STATO, MERCATO, FAMIGLIA E ASSOCIAZIONI INTERMEDIE.

Nel contesto Europeo però… gli Stati non hanno così tanta libertà in quanto vengono imposti

loro dei vincoli MA anche una serie di opportunità.

Distintività del modello europeo rispetto a contesti extra europei.

Permangono importanti differenze fra gli stati Europei.

Art 3 dal Trattato di Lisbona.

Redistribuzione territoriale attraverso due fondi strutturali (fondo sociale europeo e fondo per lo

sviluppo regionale europeo).

Perché integrazione sociale europea e sistemi di protezione sociale nazionali sono in rotta di

collisione?

TRATTATO DI ROMA: il compromesso originario del 1957, si parla di Comunità

• ECONOMICA Europea. Assenza di disposizioni e attenzioni alla dimensione sociale

dell’integrazione (frigidità sociale della CE). E’ stata un scelta non avere disposizioni forti e

vincolanti sulla dimensione sociale ma non perché non fosse importante ma perché questa

veniva lasciata in mano agli stati membri. E questa divisione netta la si vede anche oggi in

quanto la dimensione sociale è ancora in capo agli stati nazionali anche se ci sono alcuni

interventi delle istituzioni sovranazionale che in modo diretto o indiretto “disturbano” le scelte

dei governi nazionali. -> Riforme ad ampliare la copertura (età dell’oro).

“UN’UNIONE SEMPRE PIU’ STRETTA”. Questa preferenza per due binari separati rimane

funzionate fino al 1970 quando ci si avvolge che non possono più viaggia separati. Dalla

metà degli anni ’70 questi binari incominciano ad intrecciarsi con: Libera circolazione e

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welfare, principio di supremazia del diritto comunitario. (problema dei diversi sistemi

pensionistici e dell’accesso al welfare per i cittadini comunitari).

Quattro principi di base del regolamento 1408/71

Eguale trattamento di tutti i lavoratori CE;

1. Cumulabilità dei periodi di assicurazione o di contribuzione;

2. Portabilità delle prestazioni ovvero se ho lavorato 40 anni in Germania poi posso tornare in

3. Italia e godere della pensione tedesca. Più recentemente “l’esodo dei pensionati Italiani in

Portogallo dove il costo della vita costa di meno”. -> Anche l’imposizione fiscale si impone

nel paese dove il pensionato risiede e poi ovviamene la pensione viene spesa in quel paese.

Applicazione di un’unica legislazione ovvero quella del paese in cui si lavora.

4.

Da questo regolamento venivano però escluse le prestazioni di assistenza sociale questo

perché le risorse vengono prese attraverso la fiscalità generale e non in base ai contributi versati

(“Ciascuno si tiene i propri poveri”). Evitare che una persona povera si trasferisse da un sistema

di welfare meno generoso a un sistema più generoso. -> Clausola di salvaguardia, garantendo

la piena sovranità sul fronte delle prestazioni assistenziali. In realtà la differenza tra assistenza e

previdenza non era molto chiara; Da qui molte sentenze della Corte sul fonte della solidarietà

Europea: Caso Frilli, Piscitello e Giletti.

La Corte di Giustizia:

Ha prima riconosciuto il principio di non discriminazione per l’accesso alle prestazioni sociali

• inclusi i minimi sociali di natura assistenziale sulla base dell’esistenza di un diritto previsto

anche la loro portabilità (Sentenza Frilli, 1972).

Ha successivamente previsto anche la loro portabilità (Sentenza Piscitello 1983, Sentenza

• Giletti 1987).

Queste disposizioni avrebbero potuto avere un impatto potenzialmente dirompente sui sitemi di

protezione sociale e sulla redistribuzione a livello intera-europeo -> sulla solidarietà all’interno

della CE. -> Equilibri finanziari delicati.

Nel 1992 il Consiglio ha adottato una lettura più restrittiva, specificano nel caso dell’assistenza

social alcuni parametri: Non discriminazione ma queste prestazioni devono essere garantite solo

sul territorio nazionale dove il beneficiario risiede (non portabilità); gli stati membri possono

quindi gestire le prestazioni di assistenza sociale intervenendo sui requisiti di residenza. -> tutela

degli equilibri finanziari e dei costi del sistema sociale di quel paese.

DUE MACRO-TENSIONI NELLA COSTRUZIONE DEL MERCATO INTERNO CON

RIFERIMENTO ALLA CIRCOLAZIONE DELLE PERSONE:

Lavoratori (libera circolazione):

1. - Dipendenti (1960s);

- Autonomi (1970s);

Non lavoratori:

2. - Accordi di Schengen 1985-1990, poi incorporati dal Trattato di Amsterdam

- questione della residenza.

Direttiva 2004/38/EC: tutti i cittadini di un paese europeo hanno il diritto a risiedere in un altro

paese europeo per un periodo di tempo di tre mesi, dopo i tre mesi possono essere imposte

delle condizioni per evitare che il cittadino diventi un irragionevole peso per lo Stato ospitante; o

è un lavoratore oppure dimostra di avere il denaro sufficiente per risiedere in quello Stato.

L’espulsione va motivata e la richiesta di prestazioni di assistenza sociale non è un requisito

sufficiente. Dopo un periodo di 5 anni di residenza senza espulsione quel cittadino ha garantito

un diritto incondizionato a risiedere in quello stato membro.

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Assimetria costituzionale:

Nelle costituzioni nazionali, economia concorrenziale di mercato e protezione sociale sono

pilastri tendenzialmente con lo stesso status.

Nell’ordinamento giuridico comunitario l’obiettivo economico risulta avere più peso e quindi

abbiamo la supremazia dell’economia sulla sfera sociale. -> perché questa anomalia potesse

produrre effetti avversi, l’ordinamento Ue doveva prima essere “costituzionalizzato”.

Il diritto comunitario ha supremazia anche sulle caratteristiche della dimensione sociali degli stati

membri nonostante l’economia abbia la supremazia. La sfera economia è più forte rispetto alla

sfera sociale e quindi in caso di conflitto una prevale sull’altra almeno che non ci siano dei

correttivi in ambito nazionale.

Sentenza Cassis de Djon, 1979 introduceva il principio di mutuo riconoscimento; integrazione

negativa anziché di armonizzazione -> superamento dell’incapacità regolativa.

Rischio di social dumping: competizione al ribasso che esercita a sua volta un impatto su

regolazione lavoro/sociale. -> NB: NON ANCORA ESPANSIONE AGLI STATI DEL’EST

EUROPA.

Rotta di collisione tra welfare state nazionali e processo di integrazione europea.

Due eredita più preziose del secondo novecento, l’unione europea e i sistemi di protezioni

sociale. Separatamente le due sfere hanno incominciato ad andare in crisi a partire dagli anni

’90 e quindi alla fine dei gloriosi trenta. Crisi determinata da fattori endogeni ed esogeni,

rallentamento espansone economica, problemi legati alla demografia (poche nascite e

allungamento della vita) -> futuri problemi per i sitemi pensionistici a ripartizione e maggiori

uscite anche per la sanità. Nascita di nuovi bisogni soprattutto per quanto riguarda la cura che

una volta era in mano alle donne.

Crisi del progetto di integrazione europea, crisi principalmente di legittimità che aveva assicurato

quel progetto diffuso di integrazione europea fino agli anni ’90; soprattutto per quanto riguarda

l’output legittimacy.

Impatto diretto sui confini della solidarietà ma anche impatto sempre più pronunciato a fronte

dell’intervento in ambito di governance macroeconomica del controllo del patto di stabilità sugli

S.M. -> Possibilità di esercitare un impatto forte anche sui sistemi di protezione sociale

nazionali. Questo stato di cose è sconfinato nell’arena politico-elettorale, quella politicizzazione

che mancava inizia a venire meno in quanto in realtà adesso sta crescendo anche se in modo

molto negativa anche nei confronti dell’integrazione europea; lo si è visto con la nascita di partiti

euroscettici e la creazione di un grande blocco del “malcontento”.

euvisions.eu

LA TENSIONE DESTRA-SINISTRA:

Agenda sociale europea: a partire degli anni ’80, Agenda di Lisbona negli anni duemila e

• metodo di coordinamento aperto. Europe 2020, governance sociale integrata nel Semestre

europeo ma più debole rispetto alla governance macroeconomia e alla sorveglianza rispetto al

patto di stabilità.

Obiettivi non vincolanti, raccomandazioni soft.

16 mercoledì 13 aprile 2016

I 5 obiettivi che l'UE è chiamata a raggiungere entro il 2020

1. Occupazione

innalzamento al 75% del tasso di occupazione (per la fascia di età compresa tra i 20 e i 64 anni)

2. R&S / innovazione

aumento degli investimenti in ricerca e sviluppo ed innovazione al 3% del PIL dell'UE (pubblico e

privato insieme)

3. Cambiamenti climatici /energia

riduzione delle emissioni di gas serra del 20% (o persino del 30%, se le condizioni lo

permettono) rispetto al 1990

20% del fabbisogno di energia ricavato da fonti rinnovabili

aumento del 20% dell'efficienza energetica

4. Istruzione

riduzione degli abbandoni scolastici al di sotto del 10%

aumento al 40% dei 30-34enni con un'istruzione universitaria

5. Povertà / emarginazione

almeno 20 milioni di persone a rischio o in situazione di povertà ed emarginazione in meno

IL CASO GRECO: Manos Matsaganis (Economista).

Fine 2009 inizio crisi Greca, caso particolare diverse dimensioni:

Stato VS Unione Europea (ma non solo, anche istituzioni internazionali).

1. Anti Europa VS Pro Europa.

2. Democrazia nazionale VS Adozione politiche sovranazionali

3. Politiche Keneysiane VS Politiche Liberiste.

4. Nord europa VS Sud europa.

5. Welfare state VS Mercato

6.

Interazione fra queste diverse polarizzazioni che sono emerse nel dibattito sul caso Greco.

Evento complesso, critico e drammatico per chi lo racconta.

Modo in cui la crisi veniva raccontata dai commentatori esteri, venivano dette cose assurde,

anche da economisti premi Nobel. -> Articoli scritti in base alle cose con cui loro avevano più

familiarità trascurando aspetti con cui LORO non avevano familiarità. Il racconto della crisi Greca

non è la realtà che è stata vissuta.

Primo paese ad entrare in un accordo di salvataggio (2010) a cui si aggiunsero Irlanda e

Portogallo (fino ad adesso ne hanno avuti tre). -> Questi salvataggi hanno permesso al paese di

rimanere all’interno dell’unione e dell’eurozona. Tutti i paesi sono usciti da questo accordo

tranne la Grecia. L’economia greca ha perso più di un quarto è caduta del 25.9%, comparabile

solo agli USA negli anni 1929. Gli altri paesi sono stati in grado a rialzare l’economia come per

esempio l’Irlanda che era ad un livello inferiore delle Grecia.

In termini di potere di acquisto, calcolando il reddito pro capite in proporzione alla media europea

vediamo che l’economia greca è sempre stata meno povera di quella Portoghese e c’è stata una

convergenza verso la media europea il crollo del 2011 ha fatto tornare la Grecia agli anni ’60.

In termini di occupazione, il tasso di occupazione è più passo dei primi anni ’90, molto più basso

della media europea; molte persone hanno perso il posto di lavoro e chi non ha perso il lavoro

ha perso buona parte dello stipendio (25% in meno). Le aziende non assumono, quindi

pressione al ribasso sugli stipendi e una politica di svalutazione interna, produrre con costi bassi

(ergo taglio dei costi e quindi taglio degli stipendi) -> taglio dello stipendio minimo 22% del 32%

per i giovani attraverso segreto legislativo. Il lavoro è stato deregolato in modo molto complesso.

I mercati del lavoro nel sud europa non sono rigidi ma molto segmentati.

Chi ha trovato lavoro durante la crisi si è trovato ad avere uno stipendio inferiore del 35%

rispetto alle persona che prima della crisi faceva lo stesso lavoro. Aumento della povertà relativa

dal 20 al 22%. Povertà ancorata ovvero fissare il livello di povertà in questo caso hanno fissato

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze politiche
SSD:
Università: Milano - Unimi
A.A.: 2016-2017

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Rainbow__Sa di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Sistema politico e modello sociale europeo e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Milano - Unimi o del prof Madama Ilaria.

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