RETI
Introduzione
Standard di rete
Le telecomunicazioni senza standard non hanno alcun senso di esistere: infatti se non ci si mette
d’accordo prima di avviare una qualsiasi tipo di comunicazione sui protocolli da seguire per
intraprenderla, sarà del tutto impossibile riuscire a comprendersi.
I principali standard per quanto riguarda il mondo delle reti informatiche sono definiti da:
ITU (International Telecomunication Union) => Ente di standardizzazione legalmente riconosciuto
(ONU) che regola il funzionamento delle reti di telecomunicazione. Gli standard ITU si chiamano
“recommendation”.
IETF (Internet Engineering Task Force) => Ente di standardizzazione di fatto (non legalmente
riconosciuto) che definisce i protocolli regolanti il funzionamento di internet. Gli standard IETF
sono chiamati RFC, “Request for comment”. Il motivo di tale nominativo è collegato a ragioni
storiche. Quando il lontano antenato dell’odierno Internet, ARPANET era in via di sviluppo, diversi
accademici americani stavano lavorando alla sua creazione. Nelle fasi iniziali del progetto si
inviavano tra loro delle proposte relative agli standard da utilizzare nelle comunicazioni chiedendo
agli altri di commentarle per sapere se potessero andare bene o meno. Ancora oggi gli ingegneri o
gli esperti informatici possono pubblicare dei memorandum, sotto forma di RFC, per esporre nuove
idee o semplicemente delle informazioni che una volta vagliati dall'IETF possono diventare degli
standard Internet.
NOTA: Un dispositivo, un protocollo o qualsiasi altro elemento fisico o di natura software che non
rispetta gli standard ITU non è a norma di legge ed il suo utilizzo rappresenta un reato, mentre gli
standard IETF possono essere violati da un punto di vista legale (anche se nella stragrande
maggioranza dei casi questo comporta che l’oggetto chiamato in causa non sia in grado di essere
parte attiva della rete).
Definizioni
Comunicazione → Trasferimento d’informazione secondo convenzioni prestabilite.
Telecomunicazione → Qualsiasi trasmissione e ricezione di segnali che rappresentano segni,
scrittura immagini e suono, informazioni di qualsiasi natura, attraverso cavi, radio o altri sistemi
ottici ed elettromagnetici (da questa def. sembra però che le telecomunicazioni finiscano a livello
fisico, così non è...).
ESEMPIO 1
Gli apparecchi telefonici sono terminali utente
collegati ad una rete (generalmente a commutazione di
circuito) che fornisce servizi di telecomunicazione. Il
servizio è la telefonia.
ESEMPIO 2
La rete internet opera invece a commutazione di pacchetto.
Commutazione di circuito VS commutazione di pacchetto
Fissato un determinato percorso fisico tra i due Ad ogni passo percorso dai singoli pacchetti di
end-point prima dell’inizio della comunicazione rete, il nodo della rete valuta dove inoltrare gli
esso viene mantenuto per tutta la durata della stessi al fine di raggiungere l’end point. Di
stessa. conseguenza il percorso virtuale da seguire
viene ricalcolato passo passo ed i pacchetti di
una stessa comunicazione fra due terminali
possono percorrere strade diverse per arrivare
alla stessa destinazione.
Per servizi e applicazioni intendiamo tutto ciò che vediamo della rete come utenti. La rete supporta
il servizio tramite opportune funzioni.
Servizio di telecomunicazione → ciò che viene offerto da un gestore pubblico o privato ai propri
clienti al fine di soddisfare una specifica esigenza di telecomunicazione.
Funzioni in una rete di telecomunicazione→ operazioni svolte nella rete al fine di offrire i servizi.
ESEMPI (funzioni di rete)
Sollevando il telefono (o schiacciando il tasto verde sul cellulare) si indica alla rete l’inizio
• di una procedura di chiamata;
Cliccando su un link in un browser si indica alle funzioni di rete del proprio host di scaricare
• un nuovo elemento (pagina web, video, immagine, documento,…);
Trasmissione → il trasferimento di segnali che supportano informazione da un punto a uno o più
altri punti.
Commutazione → il processo di interconnessione di unità funzionali, canali di trasmissione o
circuiti di telecomunicazione per il tempo necessario al trasferimento delle informazioni.
Segnalazione → lo scambio di informazioni che riguardano l’apertura, il controllo e la chiusura di
connessioni e la gestione di una rete di telecomunicazione.
I SERVIZI possono essere classificati in base a scelte “qualitative” (basata sulle caratteristiche
macroscopiche del servizio che vogliamo fornire):
orientati alla connessione o meno (se un servizio per sua natura in qualche modo ha bisogno
• prima dell’inizio della trasmissione di una connessione tra le parti che comunicheranno, la
telefonia è un es. di servizio orientato alla connessione perché prima di iniziare
effettivamente a fruire del servizio stabilisco una connessione con l’altro end-point; un
servizio NON orientato alla connessione invece prevede di inviare in rete dell’informazione
“non curante” del fatto che l’altro/gli altri terminali della comunicazione effettivamente lo
ricevano, la transazione in taluni casi ne è un esempio: se il DBMS risponde
all’interrogazione bene, altrimenti so che il servizio non è disponibile, ad ogni modo non ho
bisogno di stabilire una connessione prima);
diffusivi/interattivi (servizio diffusivo → servizio fornito a tutti e indipendente dal numero
• di utenti connessi al canale in uno specifico momento(TV), servizio interattivo → nel canale
di comunicazione c’è un’interazione fra le due parti, fra utente e servizio);
conversazionali o meno (servizio conversazionale ho bisogno di un canale di comunicazione
• almeno full duplex (altrimenti multicast) nella quale tutti gli utenti possono parlare tra di
loro contemporaneamente e l’informazione può scorrere in maniera multipla sui circuiti di
comunicazione con una latenza ridotta al minimo (nel caso della telefonia il messaggio
dovrebbe arrivare all’altro capo in 100-150ms) );
multimediali o monomediali (per definizione fortemente legato ai sensi utilizzati dalla
• persona per fruire del servizio offerto dalla rete, concetto andato un po’ perdendosi dal
momento che al giorno d’oggi le telecomunicazioni avvengono principalmente per mezzo di
dati binari trasferiti da un computer all’altro; in origine monomediale corrispondeva a solo
video o audio e multimediale la combinazione tra le due, la definizione si è evoluta al punto
tale che la telefonia su rete a pacchetti alcuni la chiamano multimediale e il banale
trasferimento di file monomediale → sunto classificazione mono/multimediale un po’
“fantasiosa” e non così significante);
servizi di base / aggiuntivi (es. servizio di base → telefonia, servizio aggiuntivo alla
• telefonia → segreteria, un servizio aggiuntivo quindi, per definizione, non avrebbe senso di
esistere senza il servizio di base); N.B.
Trasferimento di un file interattivo perché tradizionalmente viene prima selezionato il file e poi ne
viene richiesta la trasmissione.
N.B.(2) Radio e TV sono orientati alla connessione perché prima di fruire del servizio c’è bisogno
di stabilire una connessione fra le parti (per gli utenti corrisponde alla sintonizzazione al canale).
N.B.(3)TV On-Demand (contenuti accessibili “stile youtube”) non è più diffusiva ovviamente.
Allo stesso modo potremmo avere una caratterizzazione di carattere maggiormente “quantitativo”:
ritardo di consegna(per es. data una CPU che opera nell’ordine dei μs, inizia ad essere un
• problema se le periferiche ad essa collegati impiegano un tempo due o tre ordini superiori
per trasmettere i dati);
perdita d’informazione(maggiore è la compressione dell’informazione più si è sensibili alle
• perdite, all’opposto maggiore è la ridondanza, più flessibili si può essere riguardo ad esse);
quantità d’informazione da trasmettere;
• sincronizzazione tra sorgente e destinazione(ad es. comunicazioni telefoniche);
• dimensione delle unità dati;
• …
•
IN TEORIA DEI SEGNALI
Banda → ampiezza spettrale di un segnale o di un canale trasmissivo.
In teoria dei segnali, la trasformata di Fourièr si occupa di trasformare un segnale da funzione del
tempo a funzione della frequenza. In tal caso esso vive sempre tra una frequenza minima e una
massima ed è sempre simmetrico rispetto all’origine.
BANDA = Freq. Massima – Freq. Minima.
IN RETI DI TELECOMUNICAZIONE
Banda → con essa si intende la quantità di dati (bit) per unità di tempo (secondi).
Capacità di un canale → massima velocità trasmissiva (bit/s) del canale. Fortemente dipendente
dalla tecnologia con la quale sono stati realizzati trasmettitore, ricevitore e “mezzo” trasmissivo.
Traffico offerto → quantità di dati per unità di tempo che una sorgente cerca di inviare in rete.
Traffico smaltito(Throughput) → porzione di traffico offerto che riesce ad essere consegnata
correttamente alla destinazione.
NOTA Throughput <= capacità del canale
• Throughput <= traffico offerto
•
Canali, modalità di comunicazione e topologie
Rete → un insieme di nodi e canali che fornisce un collegamento tra due o più punti per permettere
la comunicazione tra di essi. → GRAFI
Si chiama nodo un punto in cui avviene la commutazione (un router in Internet).
Si chiama canale un mezzo di trasmissione oppure un collegamento logico, realizzato tramite
diversi mezzi di trasmissione (es. il collegamento a Internet da casa, una fibra ottica, il
collegamento tra smartphone e stazione radio base LTE).
Canale punto-punto Due soli nodi collegati agli estremi del canale. Un trasmettitore ed un
ricevitore messi in comunicazione tra loro, eventualmente in modalità
full-duplex.
Canale multi-punto
Più nodi collegati ad un unico canale: una modalità
tipica in questi casi si ha nel momento in cui si
presenta un nodo master (che ha il controllo del
canale e abilita i nodi a comunicare) e numerosi
nodi slave. Rispetto al canale punto-punto qui si
verificano problemi di indirizzamento per
identificare il destinatario del messaggio (nel caso esso sia uno specifico o un sottogruppo).
Canale broadcast
Un unico canale di comunicazione, condiviso da tutti i nodi.
L’informazione inviata da un nodo è ricevuta da tutti gli altri.
TOPOLOGIA DELLA RETE
Essa non è altro che la disposizione di nodi e canali della rete di telecomunicazione, rappresentabile
mediante un grafo G = (V,A), dove V è l’insieme dei vertici (ossia dei nodi, raffigurati mediante dei
cerchi) ed A è l’insieme degli archi (i canali, rappresentanti come dei segmenti).
Gli archi possono essere:
diretti (segmenti orientati – canali unidirezionali)
• non diretti (segmenti non orientati – canali bidirezionali)
•
Definiamo:
N = |V| (numero di nodi)
C = |A| (numero di archi)
Topologia a maglia completa
C = N(N-1)/2
Ogni nodo è collegato in maniera diretta a qualsiasi altro nodo della rete.
Vantaggi → tolleranza ai guasti (molti percorsi tra due nodi)
Svantaggi → elevato numero di canali
Note → Esistono molti percorsi alternativi, ma un solo percorso diretto (1 solo canale) che
rappresenta allo stesso tempo anche l’ovvio percorso a minima distanza.
Essa viene usata solo quando i nodi sono pochi oppure nelle reti logiche dove il “canale” non
implica l’uso di risorse fisiche (es. P2P). Per banalizzare le cose, a livello applicativo Internet può
considerarsi a maglia completa.
//NOTA STORICA: inizialmente per la rete telefonica era stata pensata una topologia a maglia
completa
Topologia ad albero
C = N-1
Ogni nodo ha unico padre e più figli, andando a comporre nel complesso quella che
è una struttura gerarchica.
Vantaggi → basso numero di canali
Svantaggi → vulnerabilità ai guasti (solo un unico percorso tra due nodi)
E’ usata per semplificare la stesura dei canali e ridurre i costi. Ovviamente da un punto di vista di
comunicazioni di rete, non è una tipologia particolarmente “felice”, ma nel contesto Ethernet (dove
non è ammesso più di un percorso valido di comunicazione) viene utilizzata perché mediante lo
switching viene costruita una struttura gerarchica.
Topologia a stella C = N (il centro della stella non è un nodo)
Vantaggi → basso numero di canali
Svantaggi → vulnerabilità ai guasti del centro stella
E’ usata per semplificare la stesura dei canali e ridurre i costi. Ogni nodo ha
un’unica scelta di percorso possibile. Tutta la complessità nella scelta dei percorsi è demandata al
centro della stella.
Essa viene usata nelle reti locali, nelle reti via satellite, nelle reti radio cellulari.
Topologia a maglia (mesh)
C = N-1 < C < N(N-1)/2
Vantaggi → tolleranza ai guasti e numero di canali selezionabile a piacere
Svantaggi → topologia non regolare e numero di canali variabile (quest’ultimo
causa difficoltà in termini d’instradamento)
E’ la più usata (Internet, telefonia).
Topologia ad anello
Può essere unidirezionale o bidirezionale:
C = N (anello unidirezionale)
C = N (anello bidirezionale)
E’ molto usata in reti locali e metropolitane
e per costruire topologie magliate realizzate come anelli giustapposti. Per ogni coppia di nodi esiste
un percorso possibile nell’anello unidirezionale, due in quello bidirezionale.
In caso di guasto l’anello bidirezionale
assicura la sopravvivenza della rete (a
capacità dimezzata): l’anello bidirezio-
nale è la più semplice topologia che
consente un instradamento alternativo
in caso di guasto.
Quando devo raccogliere il traffico da un insieme di punti locali (ad es. raccogliere il traffico
regionale), può venir utile la topologia ad anello.
Topologia a bus BUS PASSIVO
BUS ATTIVO
C = N-1 per il bus attivo (caso particolare di albero)
C = 1 per il bus passivo
Come si può notare esiste una sola scelta possibile di percorso tra ogni coppia di nodi. Una volta la
si poteva trovare ampiamente utilizzata nelle reti locali (ora sempre meno), ora continua ad esistere
a livello di bus di sistema.
Internet
Internet è la “rete delle reti”, l’interconnessione della stragrande maggioranza di reti pubbliche e
private diffuse nel mondo. Ai protocolli TCP/IP corrisponde un’architettura logica che va a definire
come diversi calcolatori possano comunicare tra di loro e vanno a comporre la rete internet. Ha una
struttura gerarchica che lo permette. Riescono a farlo grazie ad un insieme di protocolli che
definiscono il formato e l’ordine dei messaggi scambiati tra due o più entità in comunicazione.
Standard Internet → RFC definiti dall’IETF (vedi primo paragrafo).
Internet è un’immensa infrastruttura di comunicazione per applicazioni distribuite (Web, e-mail,
giochi, e-commerce, condivisione di file). Servizio affidabile dalla sorgente alla destinazione
(connection oriented)
Servizi forniti alle applicazioni Servizio ”best effort”, senza connessione
(non affidabile, connectionless)
Sistemi terminali → Dicasi anche host, sono situati alle estremità della rete Internet (sono le foglie
del nostro grafo). In essi girano i programmi applicativi che sfruttano i mezzi forniti dalla rete stessa
(Web, e-mail).
TIPI DI ARCHITETTURA
Client/server Peer to peer
L’host client richiede e riceve un servizio da un Uso limitato (o totalmente inesistente) di server
programma server in esecuzione su un altro dedicati. Ogni terminale si comporta sia da
terminale. client che da server.
Il server deve sempre essere collegato alla rete I sistemi peer to peer si possono definire più
e disponibile ad accettare e fornire una richiesta propriamente sistemi distribuiti da un punto di
di servizio. vista effettivo (vista l’achitettura fortemente
decentralizzata).
Il client accede alla rete e richiede i servizi
quando necessita. Es: Skype, Bit Torrent
Esempi: browser/server Web, client/server e-
Nella periferia della rete troviamo.. Applicazioni e sistemi terminali, Reti private, dispositivi fisici,
collegamenti cablati e wireless;
Al centro (core) della rete invece…router interconnessi, rete delle reti;
NOTA NELLA RETE INTERNET → Terminali intelligenti, rete stupida
NELLA RETE TELEFONICA → Terminali stupidi, rete “intelligente”
Protocolli
Partiamo dai “protocolli umani”…“Che ore sono?”; “Ho una domanda”, Presentazioni
Invio di specifici messaggi.. ...quando il messaggio è ricevuto, vengono intraprese specifiche azioni,
o si verificano altri eventi.
Protocolli di rete
Sono coinvolti dispositivi hardware e software, non esseri umani. Tutta l’attività di comunicazione
in Internet è governata dai protocolli. Un protocollo definisce il formato e
l’ordine dei messaggi scambiati tra
due o più entità in comunicazione,
così come le azioni intraprese in
fase di trasmissione e/o ricezione di
un messaggio o di un altro evento.
Un protocollo è quindi un modo di
comunicare tra due entità astratte,
tipicamente due processi su un
calcolatore. Un protocollo viene definito tra due entità “pari” (o peer in inglese) in quanto entità che
“parlano la stessa lingua” (presumibilmente occupano
lo stesso livello nella struttura protocollare di cui fanno
parte).
COMPONENTI DI UN PROTOCOLLO
SINTASSI: Insieme dei formati (intestazioni, tag,…) che consentono il
riconoscimento di un messaggio.
A livello f
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
-
Appunti Reti di calcolatori
-
Appunti reti di telecomunicazioni
-
Appunti Reti di telecomunicazioni
-
Appunti Reti di calcolatori