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Ragioneria pubblica applicata

Professori e modalità di insegnamento

Prof. Puddu -> Solo lezioni teoriche, non risolve problemi didattici.
Prof. Tradori -> Si occupa di problemi di natura didattica e fa lezioni esercitative ed in parte teoriche.
Dott. Peveraro (prof. a contratto) -> Partner di Deloitte che segue l’area pubblica.
Dott. Di Russo (prof. a contratto) -> Commercialista che segue le amministrazioni pubbliche, è vicepresidente nazionale dei commercialisti.

Temi affrontati

Studio e analisi del sistema di governance di un’azienda pubblica nelle componenti di programmazione, esecuzione e controllo. Particolare attenzione ai temi di bilancio ed agli indicatori di risultato.

  • Principi di management pubblico
  • Governance dell’azienda pubblica
  • Flussi di tesoreria e collegamento con tesoreria centrale della Banca d’Italia
  • Analisi finanziarie
  • Principi contabili pubblici e schema unico di piano dei conti
  • Copertura disavanzi di gestione
  • Aspetti di fiscalità attiva e passiva
  • Revisione e nuclei di valutazione
  • Etica nell’azienda pubblica

Il mito del potere nel settore privato è solo nordico, non abbiamo concezione del potere enorme che hanno i dirigenti pubblici poiché non vengono mai nominati dai media. Nel pubblico c’è la forza di cambiare le leggi (non da un punto di vista politico, ma tecnocratico). Quando si va a lavorare all’estero si ha il massimo del potere quando si è nel settore pubblico (ambasciate, rappresentanza, …) -> ma di questi aspetti non c’è informazione data dai mass media. Le aziende pubbliche non sono finalizzate al profitto -> la finalità è altruistica, ovvero vendere un servizio agli altri (collettività).

Durante il corso faremo un focus sul settore no-profit dove non ci sono obiettivi di accumulazione del capitale. Il software di gestione di tesoreria accentrata gestisce più di 50 mln/€ -> le aziende private se lo sognano!

Modalità di insegnamento

Lezioni teoriche dove si discutono casi e si svolgono esercizi. La metodologia didattica è tradizionale ed attiva -> si invita a portare strumenti informatici per collegamenti internet. I professori certe cose non le spiegheranno e diranno di cercarle su internet, poi ci aiuteranno a leggere le risposte -> abituarsi a capire che il docente non ha nulla da insegnare se non il metodo per risolvere i problemi (selezionare le risposte).

Per risolvere i problemi useremo un approccio ragionieristico e non giuridico, anche se tutta la ragioneria è disciplinata dal diritto -> perché la nostra azione non nasce dal fatto che dobbiamo rispettare la legge ma che dobbiamo risolvere problemi ragionieristici/aziendali. Prima il problema, poi la legge e se essa non è in sintonia con il problema la cambiamo. Noi non abbiamo questo potere ma se diventiamo la classe dirigente sì (lobby dei dirigenti pubblici sul parlamento).

Se non riusciamo a far cambiare le leggi i privati di medio-grandi dimensioni vanno via dove quella legge non c’è oppure è meno restrittiva (invece nel settore pubblico ovviamente non ci si può spostare). Esempio: Fiat è andata in Olanda perché così paga meno imposte -> l’Olanda ha meno spesa pubblica, è uno stato piccolo che necessita di meno entrate dell’Italia. Ma là la Fiat non è importante come lo era in Italia, è solo una dei tanti (ci vogliono anni per costruire una rete di relazioni).

Libri di testo

  • AA.VV. “Manuale di Ragioneria Pubblica”, Eutekne 2013 (Puddu, Di Russo)
  • AA.VV. “Appunti di Ragioneria Pubblica Applicata”, Celid
  • AA.VV. “Ragioneria Pubblica: il Sistema Unico di rilevazione contabile per le aziende pubbliche”, Celid

Esame

Prova scritta max 30/30

2 parti:

  • Esame in forma scritta -> domande aperte e/o a risposta multipla
  • Esame in forma scritta con esercizi da svolgere (scritture contabili, bilancio d’esercizio di aziende pubbliche) e domande a risposta multipla -> esercizio sul caso Unico in partita doppia

Il prof. Puddu assegnerà lavori e ricerche e ne terrà conto se sono fatte bene (punteggio aggiuntivo). Tutte le domande riferite al corso devono essere presentate in aula così tutti possono ascoltare la risposta. Non c’è distinzione tra frequentanti e non frequentanti, ma il frequentante che fa i compiti viene valorizzato.

Motto della ragioneria: “Conoscere per decidere” (Luigi Einaudi). La ragioneria è una scienza che ci consente di raccogliere le informazioni per poi decidere (conoscere per decidere). Le informazioni che troviamo in campo economico sono classificabili in base a 3 profili: economico, finanziario e patrimoniale.

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Al primo posto si mette la persona e dopo vengono le aziende che devono soddisfare i bisogni delle persone. I bisogni sono privati (tendenzialmente soddisfatti da aziende private) oppure pubblici (soddisfatti da imprese pubbliche), anche se talvolta ci sono degli incroci attraverso strumenti giuridici. Le imprese private sono orientate al profitto, mentre quelle no-profit sono generalmente fondazioni ed associazioni.

Le imprese pubbliche si suddividono in:

  • Istituzioni (Regioni, Stato, UE)
  • Enti no-profit (fondazioni musicali, teatrali, …)

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Come fanno le aziende a soddisfare i bisogni? -> Regola della sussidiarietà (tiene conto della gradualità dei bisogni che parte dalle persone). Con quale gradualità deve essere soddisfatto un bisogno? Si parte dal concetto antropologico di persona.

  1. Sussidiarietà orizzontale
    La persona ha un bisogno e lei stessa per prima deve soddisfarlo -> deve essere resa libera di soddisfare il bisogno da sola (indipendenza). Se la persona da sola non ce la fa si rivolge ai legami socio-economico-affettivi per chiedere aiuto nella soddisfazione del bisogno (forma di solidarietà sociale, economia del dono) -> ti aiuto gratuitamente ma poi quando avrò bisogno io mi aiuterai tu. Se anche l’economia di relazione non è sufficiente mi rivolgo all’economia civile -> soddisfa il bisogno senza lo scambio di mercato ma con un rapporto di volontariato (gratuitamente). Se anche l’economia del dono non è attivabile ci si rivolge all’economia di mercato (imprese) dove la persona ha potere di contrattazione (scelta). Se anche le imprese non sono in grado oppure il bisogno necessita dell’intervento pubblico, ci si rivolge all’economia delle aziende pubbliche -> scatta un principio di sussidiarietà verticale.
  2. Sussidiarietà verticale: Classifico le aziende pubbliche verticalmente in base alla vicinanza alla persona -> se ho un bisogno comincio rivolgendomi al Comune, poi si passa alla Regione, allo Stato o all’Unione Europea. [Su questo può esserci una domanda d’esame da non sbagliare sennò non si raggiunge la sufficienza]

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Ragioneria: bisogna decidere nel tempo e nello spazio. Dove c’è denaro c’è la ragioneria -> mi aiuta a ragionare nell’ambito del denaro -> tutti gli uomini e le aziende ragionano in base al denaro.

  • Nel tempo: Previsione, esecuzione, controllo -> fondamenti di un’amministrazione razionale nell’ambito dei soldi, sono 3 fasi caratterizzate dalla gestione del denaro.
  • Nello spazio: Finanziario, patrimoniale, economico.

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Aspetti della gestione:

  • Finanziario -> Fonti e impieghi (flussi) -> Variazione finanziaria (fonti - impieghi)
  • Patrimoniale -> Attivo e passivo -> Netto (attivo – passivo)
  • Economico -> Proventi e costi -> Utile (proventi – costi)

Principio di quadratura/rilevanza -> consente di verificare se i prospetti sono coerenti.

Fasi cronologiche della gestione (in ognuna di esse abbiamo diversi tipi di bilanci):

  • Programmazione -> Bilancio preventivo (preventivo finanziario, sp preventivo, c/e preventivo)
  • Esecuzione -> Rilevazioni contabili (partita doppia)
  • Controllo -> Bilancio consuntivo (rendiconto finanziario, sp consuntivo, c/e consuntivo)

Quindi ci sono 6 prospetti: 3 preventivi e 3 consuntivi. Questa è la legge della ragioneria, poi bisogna vedere se c’è corrispondenza con la legge italiana. Le aziende in questo periodo fanno il consuntivo al 30/09 ed il consuntivo a finire (previsione) che verrà confrontato con il preventivo, poi daranno anche informazioni riguardo l’anno passato.

Rilevanza: parola importante, per essere classe dirigente bisogna pensare in modo diverso rispetto al modo di pensare della classe subordinata che abbiamo adesso. Si deve adottare il principio della rilevanza soffermandosi sull’entità (valore monetario) di ogni aspetto. Avendo dei prospetti che contengono dei valori posso riordinarli in base alla loro entità. Esempio: leggo tutti gli impieghi e poi punto alla voce più consistente, idem per le fonti, l’attivo, il passivo, i costi ed i proventi. Questo è un principio di razionalità -> la voce più consistente è la stessa per tutti, non ci sono ragionamenti ideologici o politici.

Esempio: ci sono un cliente italiano ed uno giapponese, dal punto di vista dell’azienda quale prediligo? Quello a cui vendo di più! Il ragionamento della rilevanza è un nostro principio e dobbiamo saperlo bene -> nella ragioneria la legge non è uguale per tutti, è più uguale per quelli che hanno più rilevanza! Nella politica ognuno di noi vale 1 voto -> principio di uguaglianza. Nella ragioneria ognuno di noi vale in base alla propria rilevanza in termini monetari.

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Citazione di Charles De Gaulle: “La cosa più difficile per un dirigente è non dare alcuna importanza alle cose che non hanno importanza” -> bisogna dare importanza alle cose che hanno maggiore valore monetario, ma visto che ragionando così si diventa materialisti bisogna darsi delle regole morali (sennò con questo ragionamento farei un’economia malavitosa perché rende più dell’economia legale).

Aforisma di Longanesi: “Personalmente io mi arrabbio solo con le persone cui voglio bene e non perdo tempo con altri”.

Compito: cercare su internet le leggi della contabilità e del bilancio delle amministrazioni pubbliche (Stato e Comuni). Per le aziende private no-profit non c’è disciplina di bilancio. Per le aziende private commerciali non c’è disciplina per il bilancio preventivo. Per le aziende pubbliche invece c’è disciplina giuridica sia per il bilancio preventivo che consuntivo.

Lezione prof.ssa Tradori

Testimonianze:

  • Di Russo: 20 ottobre, 3 novembre, 24 novembre
  • Peveraro: 28 ottobre, 4 novembre, 10 novembre

La chiusura dei conti

Nel corso dell’esercizio si ha la rilevazione dei fatti amministrativi secondo il criterio della manifestazione numeraria -> scrittura solo quando c’è il documento a supporto, ovvero quando sorge la manifestazione finanziaria (entrata/uscita – credito/debito). Quando siamo in chiusura non sempre abbiamo questo criterio, ad esempio quando abbiamo delle fatture da emettere/ricevere -> in questi casi non c’è il documento e quindi la manifestazione numeraria, ma abbiamo il concetto della competenza economica. Molto spesso anche le aziende pubbliche hanno questo problema, perché le emissioni delle fatture ed i pagamenti sono di solito rallentati confronto le aziende private. L’obiettivo della contabilità durante l’esercizio è quello della corretta rilevazione dei fatti amministrativi. Per vedere se abbiamo rilevato correttamente i fatti amministrativi dobbiamo guardare il primo bilancio di verifica e quindi i mastrini (se facciamo le scritture a mano, le aziende lo deducono dai software che usano). L’obiettivo della chiusura è invece quello di chiudere per primi i conti economici per determinare il reddito in modo da poterlo richiudere poi nello sp e farlo quadrare. L’obiettivo ultimo della chiusura è quindi trovare il reddito.

Fasi della chiusura

  1. I bilancio di chiusura
  2. Scritture rettificative
  3. Determinare la variazione delle rimanenze
  4. II bilancio di verifica
  5. Epilogo al c/e

Cos’è la competenza economica? Esempio: a capodanno tutti fanno la spesa per comprare tantissime cose, e quando ci rendiamo conto che tutti gli invitati mangiano 1/3 delle cose e dobbiamo mettere tutto in frigo. Ciò che è stato messo in frigo non è di competenza di quell’anno perché non è stato consumato. La competenza economica è dove abbiamo consumato per appagare il nostro bisogno, tutto ciò che non è stato consumato è di competenza dell’anno successivo. È lo stesso concetto di inventario (se ci rechiamo al supermercato i primi giorni dell’anno è chiuso per inventario perché tutto ciò che non ha venduto è di competenza dell’anno successivo).

  • Alcuni costi e ricavi sono stati rilevati in base al criterio di manifestazione numeraria ma non sono totalmente o parzialmente di competenza dell’esercizio di chiusura.
  • Alcuni costi e ricavi non sono stati contabilizzati (avranno manifestazione numeraria in futuro) a non sono stati contabilizzati nell’esercizio in chiusura -> esempio fatture da ricevere.

Criterio della prudenza: i ragionieri e commercialisti devono essere prudenti, bisogna inserire nel bilancio tutto ciò che può essere negativo.

  • Imputazione all’esercizio delle “perdite presunte” e dei rischi prevedibili (es. fondi rischi e oneri)
  • Esclusione del reddito d’esercizio e dei “profitti” non ancora realizzati (utili sperati)

Quindi abbiamo 3 criteri:

  • Criterio manifestazione numeraria durante l’esercizio
  • Criterio della competenza economica chiusura
  • Criterio della prudenza in chiusura

Le scritture di assestamento

Fare sempre l’asse temporale (vedi slide). La manifestazione numeraria può essere anticipata oppure posticipata -> serve per riconoscere se c’è già stata o meno. Se la manifestazione numeraria è posticipata e la manifestazione economica è a cavallo della chiusura dell’esercizio avremo da riportare una parte del costo/ricavo all’esercizio in chiusura tramite delle rettifiche d’imputazione -> inserimento nel bilancio dell’esercizio di chiusura di costi/ricavi che non abbiamo perché hanno manifestazione numeraria successiva facendo una forzatura.

Se la manifestazione numeraria è anticipata e la manifestazione economica è a cavallo della chiusura dell’esercizio avremo da escludere una parte del costo/ricavo dall’esercizio in chiusura con delle rettifiche di storno -> esclusione dal bilancio dell’esercizio in chiusura di costi/ricavi che abbiamo contabilizzato poiché la manifestazione numeraria è già avvenuta -> i costi/ricavi sono di competenza dell’esercizio successivo.

Ci sono altre rettifiche fatte ragionando non sulla competenza ma sulla prudenza -> accantonamenti rischi e oneri, rettifiche di elementi patrimoniali attivi (ammortamenti immobilizzazioni e svalutazioni crediti). Queste sono le 4 tipologie di scritture di assestamento che dobbiamo assolutamente riconoscere perché torneranno utili anche nella contabilità pubblica.

Le rettifiche d’imputazione

Rilevano valori da addebitare o accreditare a conti di reddito da epilogare a conto economico -> ratei. Possono riguardare costi o ricavi futuri da inserire per quote o per intero all’esercizio che si chiude.

Quando rileviamo in contabilità una fattura il primo pensiero è rilevare l’entrata/uscita -> si parte dall’aspetto finanziario. In chiusura invece si ragiona al contrario e si analizza prima il costo per capire se è di competenza dell’esercizio o meno -> si ragiona sul conto economico perché il motivo di queste scritture è aggiustare i costi/ricavi per determinare il reddito, non ci importa dei debiti/crediti perché il prossimo anno li avremo ancora mentre i costi/ricavi no!

Durante la redazione delle scritture di chiusura manca il criterio della manifestazione numeraria, ma affinché si tratti di un’imputazione vera e propria è necessario che i costi/ricavi siano certi nella manifestazione numeraria (ad esempio contabilizzo i valori relativi ad un computer se e solo se ho ricevuto il pacco, se invece non l’ho ricevuto non lo contabilizzo perché non c’è competenza economica e non sono certo della manifestazione numeraria). I valori di rettifica devono essere collegabili a fatti amministrativi sicuramente accertabili in futuro.

I ratei attivi e passivi (rettifiche di imputazione)

I ratei sono quote di costo o ricavo di competenza dell’esercizio in chiusura, la cui collegata manifestazione numeraria avrà luogo nei successivi periodi amministrativi.

Esempio: affitti, possono essere anticipati o posticipati (pagati subito o alla fine dell’utilizzo). Se fossero posticipati dobbiamo inserire il costo in conto economico perché abbiamo appagato il nostro bisogno utilizzando la casa, anche se non c’è la manifestazione numeraria. Un altro esempio possono essere le rate di un mutuo.

  • Ratei attivi -> Quote di ricavo di competenza dell’esercizio in chiusura
  • Ratei passivi -> Quote di costo

Il rateo trova fondamento in un fatto amministrativo:

  • Di competenza in parte dell’esercizio in chiusura ed in parte degli esercizi successivi
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Scienze economiche e statistiche SECS-P/07 Economia aziendale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher noemi.orioli di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Ragioneria pubblica applicata e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Torino o del prof Puddu Luigi.
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