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Pedagogia generale – Modulo 1 – M. Caputo

Pedagogia ed educazione

La pedagogia è una riflessione sulla forma da dare all’umanità. È importante distinguere fra educazione e pedagogia. L’educazione è come un cesto attraverso cui un soggetto immaturo assume la forma adulta desiderata in una società. La pedagogia è la riflessione che si dà a partire dal fenomeno educativo, è un sapere attorno ad un oggetto, cioè il processo educativo ed il fenomeno educativo tocca ciascuno di noi.

Concetto di educazione

Educazione: instradamento alla crescita personale e alla scoperta dei propri valori. Il concetto di educazione è dato dalla pedagogia popolare, è un presupposto fondativo, si presuppone sia buona o cattiva ma non che esista. Differente è la pedagogia scientifico filosofica, un concetto stratificato e complesso, importanti in merito sono le riflessioni da De republica di Platone, il primo testo di pedagogia dell’Occidente, dove è importante la figura della costellazione intesa come elementi luminosi o illuminati ma con zone d’ombra.

Analisi semantica del termine educazione

  • Insieme di insegnamenti dato ad un soggetto che ne è privo.
  • Formazione, cioè si dà forma ad un soggetto che ne è privo.
  • Coincide con le azioni di allevamento e cura di un soggetto bisognoso di tali azioni, incapace di provvedere da solo ai suoi bisogni.

Istruzione e insegnamento

Si stabilisce un’identità tra educazione ed il contenuto proposto che può essere conoscitivo od etico normativo, per essere buoni basta che si conosca la regola per essere buoni. La concezione come istruzione sul piano della riflessione si rivolge all'intelletto del soggetto immaturo, il problema pedagogico è di trovare gli strumenti di carattere didattico o psicologico per comunicare dei contenuti; quindi il sapere pedagogico non è unitario ma plurale perché plurali sono i contenuti comunicabili sul piano conoscitivo od etico-normativo.

Formazione

Non viene meno la presenza dell’istruzione, ma si tratta di una educazione come formazione della persona, non è coinvolto solo l’intelletto ma anche la volontà; è un processo che per tanti pedagogisti corrisponde alla vita, ha una lunga durata, sono due termini equivalenti, educazione per tutta la vita, corrisponde alle esperienze vitali. La totale dipendenza è orientata dal processo educativo alla condizione di adulto, soggetto capace di stare in piedi da solo e dirigere la propria autoformazione.

Allevamento e cura

Tradizione del pensiero pedagogico della Montessori, nasce come pedagogista in un percorso di servizio ad un soggetto in quanto medico e necessitante di cure di un sapere. È implicata una forte componente di attenzione alla corporeità e si può applicare all’allevamento infantile ed assistenza agli anziani. Il soggetto da totale dipendenza acquisisce autonomia in età adulta con la capacità di agire, intendere e dovere, ma è presente un percorso speculare inverso con la fase della senescenza in cui perde il controllo del corpo e della mente e perde la propria autonomia.

Ci introduce ad un’altra considerazione, cura della vita e della famiglia, ci si fa carico della cura degli immaturi e degli anziani, ma con varianti antropologiche; è presente uno stretto legame fra educazione e famiglia, luogo primario dell’educazione in cui si innescano i primi meccanismi educativi.

Ciclo della vita ed educazione

Quindi l’educazione si può definire come un “processo di interazione che si sviluppa per tutto l’arco dell’età evolutiva fra un soggetto giovane ed un certo numero di adulti significativi per lui: questi ultimi si affiancano, si alternano, si succedono nella relazione, ma possono anche entrare in conflitto fra loro e con la persona che cresce” Moscato. Anche la divergenza ed il conflitto contribuiscono a rendere il soggetto consapevole di sé e delle proprie scelte.

Importante è l’ambiente educativo che si verifica quando ci sono degli adulti che sanno di doversi prendere cura di un nuovo nato e renderlo capace di utilizzare e profittare di ciò che la cultura di appartenenza produce, sul piano materiale e spirituale e le abilità per saperla utilizzare. Quindi i soggetti sono l’immaturo e gli adulti che si fanno carico dell’immaturo che viene orientato a prendere il controllo di sé e della realtà all’interno di un orizzonte educativo in cui la realtà è presentata al soggetto attraverso la mediazione degli adulti che se ne fanno carico, l’immaturo sarà adulto quando non avrà più bisogno della mediazione dell’adulto.

Si dà avvio al processo educativo con l’evento della nascita che avviene in una famiglia, ed è finalizzato al raggiungimento dell’autonomia del soggetto. Il neonato rappresenta per ciascun sistema socioculturale insieme una garanzia ed una minaccia, garantisce che la riproduzione della vita umana autentica avverrà, ma potrà anche modificare, tradire, negare la vita culturale del gruppo. Gli adulti possono accettare o rifiutare il nuovo nato.

Bisogni educativi

Il nuovo nato ha bisogni educativi che distinguiamo in Bisogni soggettivi (definiti anche materni: sicurezza affettiva, esperienza, identità personale, libertà morale, comprensione perdono) e Bisogni oggettivi, cioè in relazione con la comunità in cui sta crescendo (definiti anche paterni: sicurezza materiale, istruzione, identità sociale, significato etico, stima sociale). Sono bisogni che il soggetto adulto deve riconoscere e provvedere a soddisfare. Il processo educativo è garantito quando entrambe le funzioni sono espletate per tutta la durata dell’età evolutiva favorendo la strutturazione dell’io e dei suoi processi di formazione, l’io è immaturo e si deve rafforzare per controllare sé e la realtà. Si costituisce un luogo protetto in cui l’io può interagire con la realtà. In questa dinamica intervengono processi di identificazione ed il nuovo nato si identifica con gli adulti affettivamente significativi per lui e con il gruppo sociale in cui loro si riconoscono.

Distinzione fra infanzia ed adolescenza

Le condotte adulte nella famiglia vengono recepite ed interiorizzate con una naturalezza totalmente acritica, non richiede un’intenzionale riflessione né nell’adulto che nel bambino. Nell’adolescenza iniziano le contestazioni e le messe alla prova delle condotte adulte. I processi di identificazione si sviluppano anche nei rapporti fra gli adulti affettivamente significativi. Il conflitto coniugale rende il processo educativo problematico e capace di danneggiare la strutturazione dell’io immaturo, non sono solo relazioni dirette ma anche mediate da altre relazioni.

Le costanti fenomenologiche del processo educativo

  • Il soggetto immaturo è malleabile (educabile) e possiamo trasmettergli ciò che è stato prodotto dalla cultura umana.
  • Relazione educativa, il fatto che ci siano soggetti adulti che si sentono in diritto ed in dovere di educare l’immaturo con cui istaurano una relazione educativa.
  • Orizzonte culturale in cui si svolge questo processo.
  • Il fine ed esito del processo è l’autonomia di stare davanti alla realtà. Una relazione fra adulto ed immaturo è educativa se finalizzata a rendere il soggetto autonomo.

Lunga durata della fase infantile umana

L’immaturità è influenzata dai comportamenti istintuali che non permettono all’immaturo di prendersi cura di sé, quindi ha un ruolo fondamentale l’educazione. Serve supportare la vita sociale ed individuale attraverso la trasmissione culturale con organizzazioni sociali che proteggano e sostentano gli immaturi (famiglia, scuola). La cultura va intesa come insieme di strumenti e simboli inventati dall’uomo e che hanno bisogno di essere comunicati, non acquisiti attraverso eredità genetica, la natura umana è incomprensibile senza la mediazione dei suoi arnesi culturali.

Sognando Beckham

La protagonista indo britannica Jesse vive in periferia di Londra, i genitori sono legati alla cultura ed alla religione indiana ed in questa direzione hanno educato i figli. Jesse non è una ribelle ma ha grande passione per il calcio ed il suo idolo è Beckham. Giocando nel tempo libero è notata da una ragazza della sua età che la invita in una squadra femminile dove si sente a suo agio, non ha il favore dei genitori perché il calcio non è considerato adatto alle donne e quindi gioca di nascosto. Il giorno del matrimonio della sorella maggiore cade lo stesso della finale a cui saranno presenti anche dei talent scout, entrambi sono due eventi importanti per lei, decide di partecipare al matrimonio ma è infelice, il padre quindi la manda a giocare e squadra vince, viene notata con la sua amica e vincono una borsa di studio per una università americana dove studiare e giocare. Lei torna al matrimonio, racconta alla famiglia e loro l’assecondano.

La ragazza per continuare a giocare ha dovuto mentire e creare una situazione di inautenticità con andamento progressivo, il cugino si offre di continuare a coprirla, ma lei rifiuta e vuole comunicare autenticamente, anche perché dirlo al padre le ha permesso di andare alla finale, l’autenticità paga e la spinge a voler essere autentica con i suoi genitori. Protagonista inserisce nella famiglia il suo dono, quello di saper giocare, dice che è stata benedetta dalla loro divinità. Ricorrente nel piano delle narrazioni mitiche, la trasformazione culturale è sempre avvenuta, ne abbiamo numerose testimonianze e sono legittimate da un intervento divino. Si vede che la relazione educativa che l’adulto svolge nei confronti dell’immaturo prescinde dal ruolo di genere e l’identità di genere. La persona più attenta ai valori tradizionali è la madre e rimprovera il marito che l’abbia mandata a giocare e l’accusa di avere la piena colpa del desiderio della figlia di andare in America. La funzione paterna è svolta dalla madre e la funzione materna svolta dal padre ha come radice profonda una sua esperienza passata (rinuncia a giocare a cricket perché deriso dagli inglesi). Questo gli dà la forza di seguire il dono di lei e saltano tutte le rigidezze, il destino di felicità conta di più delle norme e delle regole e si scioglie anche la madre. L’appello ad una trascendenza che fonda una cultura e che può trascenderla, richiamo alla trascendenza sia nel linguaggio della figlia sia nell’abbandono della madre ad una volontà superiore.

Pinocchio

Geppetto figura materna perché si priva di tutto per lui, lo conforta, perdona. Fata madrina: paterna perché lo rimprovera ed educa per le sue trasgressioni, oltre a funzione divina, figura della provvidenza.

Freud

Il clima culturale dal Seicento esalta il razionalismo e la coscienza, è dal pensiero cosciente che si dà certezza di sé e della realtà. Dall’Ottocento la sociologia e la psicologia diventano scienze nel pensiero positivista, si staccano dal pensiero filosofico, usano metodologie importate dalle scienze naturali, osservano fenomeni su basi sperimentali o di modelli matematici. Si sviluppano quindi due scienze umane con caratteristiche diverse: la psicologia non solo aderisce al filone sperimentale ma presenta anche un carattere clinico legato al sapere medico, inaugurato da Freud, il cui contributo è molto importante; è il primo che mette in luce la forza di una dimensione psichica dell’inconscio.

Con Freud abbiamo una prospettiva che mette in evidenza l’esistenza di una dimensione psichica importante, buona parte del comportamento umano è interpretabile alla luce dell’inconscio che non è immediatamente presente alla coscienza. Gli studi psicanalitici sono importanti perché si sono occupati del processo di identificazione, che è una componente importante del processo educativo. Il sapere psicanalitico nasce come studio di casi di soggetti che hanno problemi di carattere psichico o riconducibili alla psiche. Freud indaga la psiche sperimentando la presenza di malattie isteriche senza base organica, viene a conoscenza di alcune guarigioni legate all’uso dell’ipnosi e comincia ad occuparsi di questo tipo di malattie. Giunge a definire una rappresentazione della psiche codificata in due distinte topiche, un luogo in cui si differenziano alcune parti. Le topiche freudiane sono le definizioni delle parti della psiche di cui mette in evidenzia alcuni meccanismi. La psiche è una forza che ha bisogno di trovare soddisfazione e per questo si rivolge alla realtà, che non sempre può soddisfarla e quindi si genera la percezione di sé e il distinguersi rispetto alla realtà.

Topiche freudiane

  • Inconscio e al suo interno troviamo subconscio che tocca parte dell’inconscio e la coscienza, un’area limitata.
  • Es che corrisponde all’insieme di spinte psichiche primarie del soggetto che si scontrano con il principio di realtà e danno origine all’io e al super io. L’io è concepito come scontro fra percezione del piacere e della realtà. Il super io è l’interiorizzazione delle regole sociali, condivise che devo rispettare per essere accettato in un contesto sociale, sono regole che il soggetto fa proprie quando sperimenta la non possibilità di realizzare il piacere che lo muove.

La coscienza è una facoltà mobile; nel processo educativo è presente un duplice movimento, da un lato il soggetto di sé ha una coscienza che muta nel tempo, dall’altro lato entra in gioco l’altra topica freudiana, quella che distingue nella psiche del soggetto l’es, il super-io e l’io; cioè una componente istintuale, l’es, una che tende al controllo delle spinte in rapporto alla realtà, il super-io, e poi l’io, cioè l’individualità individuata dagli avvenimenti che affronta, dai conflitti, dalle contraddizioni del principio istintuale che lo hanno concretizzato in un io individuale.

Accanto alle topiche bisogna mettere tutta la sua riflessione sulle fasi. L’età infantile è divisa in orale, anale e fallica; termina con un periodo di latenza che ha termine quando il soggetto sottoposto a forze interne deve rifare il conto con sé stesso, cioè il periodo della pubertà in cui c’è la maturazione sessuale. La fase dell’adolescenza è un periodo nuovo in cui ritrovare un nuovo equilibrio fra psiche e corpo; lo schema acquisito nelle fasi dell’infanzia va in crisi. Durante la fase fallica l’affettività del figlio si rivolge al genitore di sesso opposto innescando una competizione con il genitore dello stesso sesso fino ad una pacificazione del conflitto, a volte ricorrendo ad una soluzione drastica (nell’ottica freudiana è difficile che si risolva in maniera funzionale). Nel caso in cui non si risolva in maniera funzionale il soggetto può fissare il proprio interesse libidico su uno dei genitori e questo non favorisce una maturazione del sé funzionale ed armonico.

Il modello di Freud è una costruzione condotta sui ricordi e le manifestazioni dell’inconscio che il medico analista riesce ad interpretare. Eros raccoglie le spinte funzionali alla vita, le spinte positive; thanatos rappresenta, invece, una spinta di morte e distruzione. La prima dialettica per spiegare lo sviluppo psichico è quello fra principio di realtà e quello di piacere che lo spinge a rapportarsi alla realtà per estinguere i propri bisogni; ma la realtà non sempre soddisfa e dà via alla creazione delle norme morali che gli consente di rapportarsi in termini positivi con la realtà. I ricordi che abbiamo sono selettivi, sono quelli degli eventi psichici più importanti, la memoria non va indietro a periodi, alcuni sono indotti dai riferimenti e racconti genitoriali, non abbiamo memoria della psiche nelle prime fasi che erano quelle più importanti.

L’analisi dello sviluppo della psiche durante la fase dell’infanzia, poiché il soggetto non può raccontarci cosa primariamente è oggetto della sua attenzione o cosa vuole, avviene osservando il bambino, si ipotizzano i luoghi, gli aspetti della vita del soggetto, la corporeità del soggetto, perché la psiche è qualcosa dentro un corpo. Il primo oggetto di esercizio della psiche è la bocca perché è il luogo di contatto fra sé e il mondo perché dà soddisfazione al bisogno di mangiare, infatti l’alimentazione del bambino avviene attraverso la bocca che diventa luogo di esperienza e di nutrimento del corpo e della psiche e con lo sguardo sulla madre per il contatto con la tetta diventa un rapporto di guardo ciò che mi cura, mi spinge alla ricerca di qualcosa che sia segno della sua presenza e del suo ritorno. Wynnicott legge ciò come un oggetto transazionale, sostituisce sul piano tattile la madre, intesa come soggetto che dà il cibo e con lo sguardo rassicura il bambino, quindi il luogo dello sviluppo psichico per lungo tempo è la bocca.

Un altro bisogno fondamentale è quello fisiologico dell’evacuazione e della minzione, fra i 2 e 3 anni (durante la fase anale) il soggetto è teso ad acquisire il controllo dei propri sfinteri. Freud scopre che assunto questo controllo il soggetto sviluppa la sessualità infantile, l’interesse sessuale da parte dei bambini e l’attenzione rivolta verso le figure genitoriali, nella fase fallica abbiamo l’evento per eccellenza, nel frattempo il soggetto raggiunge anche l’esercizio della comunicazione, il soggetto comincia ad avere una possibilità di conoscere ciò che desidera, di esprimerlo, incomincia a realizzare la frustrazione.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PED/01 Pedagogia generale e sociale

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