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Appunti di ittitologia

Introduzione all'ittitologia

L’ittitologia è una disciplina votata più a uno studio di tipo epigrafico e filologico, concentrato sulla lingua, mentre invece gli studi storici possono essere di più ampio respiro. Quando si parla di Anatolia e del territorio in questione, che è quello dell’attuale Turchia, non possiamo prescindere dallo studio della storia del Vicino Oriente antico. L’arco cronologico va dall’inizio del II millennio a.C. (XX secolo a.C.) fino alla conquista e alla morte di Alessandro Magno nel IV secolo a.C., quando si passa alla storia greca, anche se c’è una linea di continuità nella fase più tarda del I millennio tra la storia greca e quella del Vicino Oriente.

La storia del Vicino Oriente antico inizia tradizionalmente con le prime fonti scritte nel IV millennio a.C., ma in realtà va ancora più indietro con tutte quelle che sono le premesse all’inizio della cosiddetta civiltà urbana e della forma scritta, che è un portato della civiltà urbana. Quando si studia la storia dell’Anatolia, sono talmente tanti i contatti con le altre culture e popolazioni del Vicino Oriente antico che non si può mai prescindere dal trattare questo ambito nella sua interezza e completezza.

La fine dell'impero ittita

La fine dell’impero ittita è un argomento che è stato studiato sempre di più negli ultimi anni, perché l’impero ittita è il principale impero che fiorisce nel territorio anatolico e nel XIII secolo a un certo punto scompare, vi è sicuramente una crisi economica e politica, finiscono le fonti scritte e non sappiamo dove sia finita la casa regnante. Ci sono state diverse ricerche che si concentrano soprattutto sia in ambito archeologico che storico-filologico per cercare di comprendere quali sono gli elementi di questa crisi.

Nell’ultimo periodo del XIII secolo l’impero ittita cambia dal punto di vista religioso, sociale e culturale, ricostruzione della società, vedere se nell’assetto sociale del XIII secolo si possano comprendere alcune delle ragioni per cui a un certo punto questa struttura politica crolla. Quando si studia un periodo storico non si può prescindere dalla lettura delle fonti, soprattutto per chi lavora a contatto con i testi antichi ha bisogno di imparare le scritture di queste popolazioni per poterle decifrare.

Lettura delle fonti antiche

Il lavoro dello storico è profondamente legato a quello dell’epigrafista e del filologo. È importante poter leggere di prima mano le fonti, per chi ricostruisce una popolazione e una civiltà. Come si legge un testo nel cuneiforme utilizzato dagli ittiti. Come si è arrivati a ricostruire questo mondo che era sopravvissuto soprattutto attraverso i racconti della bibbia e quindi era diventato un mondo estremamente mitico nell’immaginario europeo. Sarà proprio la ricerca delle conferme delle storie della bibbia a spingere i viaggiatori ad esplorare il Vicino Oriente.

I limiti geografici

La storia del Vicino Oriente antico inizia tradizionalmente nel momento in cui vengono prodotte le prime fonti scritte, nel 3600/3400 quindi nel IV millennio, e si scende poi cronologicamente verso il I millennio fino ad arrivare alla conquista di Alessandro Magno. Ancora nel I secolo d.C. in Mesopotamia si trovano testi in cuneiforme, che non avranno più la funzione dei testi reali ma sono diventate una particolarità, perché in quelle parti si parla soprattutto il greco, ma la scrittura continua ad essere utilizzata in modi vari per un periodo molto più lungo della fine tradizionale della storia del Vicino Oriente antico.

Lo scavo archeologico ci dà molte informazioni, ma la ricostruzione delle dinastie, delle popolazioni e delle loro abitudini sociali si gioca molto sulle fonti scritte, che accanto alla fonte archeologica ci permettono di ricostruire un panorama completo. Quello che chiamiamo il Vicino Oriente antico è ciò che oggi conosciamo come Medio Oriente. Le due grandi catene montuose che caratterizzano il Vicino Oriente sono la catena dello Zagros, che divide l’Iraq dall’Iran, e a nord la catena montuosa del Tauro che divide la Siria dalla Turchia. Sono dei confini naturali che sono sempre stati oltrepassati dalle popolazioni del Vicino Oriente e che giocano un forte ruolo nella ricostruzione di questa civiltà.

A occidente il confine è quello del mar Mediterraneo, a nord si ha il confine del mar Nero. L’Egitto viene studiato accanto alla storia del Vicino Oriente antico ma non insieme. I contatti tra Egitto e mondo vicino orientale sono costanti e continui durante tutto il periodo storico che analizziamo, ma per tradizione le due discipline vengono separate. È importante riuscire a trovare anche la connessione tra il mondo passato e quello attuale, gli stati attuali.

Questo è un territorio anche politicamente molto travagliato; studiare le civiltà che hanno caratterizzato questo mondo ci aiuta anche a capirlo meglio, questo si vede anche studiando la storia degli studi. Il cuore della bassa Mesopotamia è l’Iraq. Attraverso il golfo persico le popolazioni orientali si sono spinte poi nella penisola arabica, quindi è importante riuscire a visualizzare sempre la connessione tra mondo antico e mondo attuale quando si studiano queste popolazioni. È un territorio molto vasto, e la storia occupa molto più di 4 millenni.

Aree di studio del vicino oriente antico

Le aree su cui ci concentriamo quando parliamo di storia del Vicino Oriente antico sono la bassa Mesopotamia. Importantissimi in tutta la storia del Vicino Oriente antico sono i due fiumi che attraversano questo territorio da nord verso sud, e sono il Tigri e l’Eufrate. Entrambi sfociano poi nel golfo persico. Essi danno il nome al territorio perché Mesopotamia significa “terra in mezzo ai fiumi”, termine coniato dai greci per descrivere questo territorio che va dal golfo persico all’alto Eufrate e alto Tigri.

In questo territorio più meridionale nel IV millennio a.C. nascono le prime città, quegli aggregati sociali caratterizzati da una struttura politica gerarchizzata con delle forme di attività lavorative organizzate. Queste città sono caratterizzate da un centro di potere religioso e da un centro di potere politico, spesso nel IV millennio i due centri di potere si identificano tra loro. Nelle città comincia ad essere utilizzata, per motivi più vari e soprattutto di contabilità ed economici, la scrittura.

Evoluzione politica e sociale

Nel passaggio dal IV al III millennio si cominciano a formare delle entità politiche di grandi dimensioni. La storia del Vicino Oriente antico non è caratterizzata solo da un’ampia estensione geografica e cronologica, ma soprattutto non si parla mai di un'unica civiltà e popolazione, ma di un alternarsi e sincronizzarsi di popolazioni e civiltà diverse che vivono insieme, interagiscono tra di loro, collaborano, si coordinano e si scontrano. È la storia di tante popolazioni e di tante civiltà, e di un periodo in cui abbiamo l’alternarsi di tantissimi re.

Per questo gli storici del Vicino Oriente antico si devono per forza specializzare in un aspetto specifico, perché sarebbe impossibile studiare in modo approfondito tutte queste popolazioni e civiltà, le loro lingue, scritture e culture. Sono accomunate anche da un fortissimo sincretismo culturale, ma sono varie, si caratterizzano in vario modo, hanno storie politiche diverse e quindi necessariamente chi studia nel dettaglio queste popolazioni ne sceglie una piuttosto di un’altra.

Il III millennio si caratterizza per la nascita di primi regni. Mentre la fase precedente era caratterizzata da “città-stato”, ovvero regni abbastanza limitati nella loro estensione territoriale, nel III millennio invece assistiamo alla nascita dei primi grandi imperi, che sono prima l’impero accadico e poi quello di Ur, sempre nella bassa Mesopotamia. Si tratta di regni che estendono il loro territorio conquistando queste aree e cercando di impossessarsi del controllo delle vie commerciali, che passano soprattutto attraverso i fiumi, per riuscire ad arrivare anche più lontano.

Caratteristiche del territorio e delle popolazioni

Il Vicino Oriente, soprattutto nella bassa Mesopotamia e dal punto di vista naturale si caratterizza per essere, in questa fase antica, caratterizzato dalla possibilità di coltivare la terra. I due grandi fiumi, soprattutto nella bassa Mesopotamia dove sono più vicini, vengono canalizzati. Quello che caratterizza la nascita delle prime città-stato è una produzione agricola importante accompagnata dallo scavo di canali. I primi re sumeri di questo territorio ad esempio si vantano spesso nelle loro iscrizioni di aver costruito canali.

È un territorio quindi che possiede un’agricoltura ricchissima ma che si caratterizza per avere pochissime materie prime, mancano i legnami e i metalli. Quindi si utilizzano i grandi fiumi non solo per l’irrigazione dei campi ma anche per costruire vie commerciali che vanno verso nord, verso la Siria e la costa del Mediterraneo, e verso la Turchia perché qui si trovano le grandi foreste, i metalli e tutto ciò che serve per la costruzione e la tecnologia.

Nel corso del III millennio e poi del II millennio si costruiscono le entità territoriali che poi caratterizzeranno, con alterne vicende storiche, la storia della Mesopotamia, che sono soprattutto la Babilonia, che si affermerà poi nel II millennio costruendo un regno che con vicende varie arriverà fino al I millennio; l’Assira, nel corso del Tigri la città di Assur, e ad est dei monti Zagros nell’altopiano iranico il regno dell’Elam, che ha una storia che va di pari passo con quella della Babilonia e dell’Assiria.

Questi grandi regni del II millennio si ritrovano anche nel I millennio perché sopravviveranno e diventeranno anche imperi di grande estensione territoriale, arriveranno a conquistare tutto il Vicino Oriente, l’Assiria si spingerà alla Turchia, fino a quando non verranno a loro volta conquistati dai persiani. Questi sono i regni che caratterizzano maggiormente la storia della Mesopotamia, con vicende alterne. Dal punto di vista cronologico si parla ad esempio per l’Assiria di periodo antico assiro, medio assiro e neoassiro, caratterizzando tre fasi storiche diverse che in realtà sono un modo di rappresentare i momenti più importanti di questi regni. L’Assiria di per sé vive come entità territoriale nel corso di III millenni nel Vicino Oriente antico.

Regioni a nord e occidente

A nord occidente si ha il territorio della Siria Palestina, fino al sud della Turchia e alla costa del Mediterraneo. Anche questa area, dal punto di vista degli studi di anatolistica, ha una sua storia fin dal IV millennio e anche prima. È un territorio che si caratterizza per una grande attività urbana di costruzioni, ma ha un clima e topografia diversa da quella della bassa Mesopotamia, che si basava soprattutto sull’agricoltura resa possibile dalla canalizzazione dei fiumi e dalla fertilità della terra. Qui, invece, l’agricoltura è sempre possibile grazie alla vicinanza dei fiumi come la città di Ninive che fa parte del regno assiro, ma allo stesso tempo ci si trova in un altopiano che ben si presta all’allevamento del bestiame, soprattutto ovini.

Questo caratterizzerà fortemente l’assetto sociale di questa parte del mondo vicino orientale, perché di solito coloro che allevano il bestiame sono seminomadi e seguono lo spostamento stagionale delle greggi. Quindi in questo territorio nascono delle città che vivono di commercio grazie alla vicinanza con il Mediterraneo e alle grandi vie commerciali costituite dal Tigri e dall’Eufrate, e allo stesso tempo tribù nomadi che si occupano in primis dell’allevamento del bestiame.

Quindi l’assetto sociale di questi regni nasce da realtà diverse, nasce molto spesso dalla costituzione di regni da entità tribali, o dalla collaborazione o scontro tra cosiddetti nomadi e sedentari, in cui i nomadi sono sempre seminomadi, seguono le greggi e coltivano la terra nel periodo favorevole. Questo causa degli assetti anche politici molto diversi.

Le città e i regni che si sviluppano lungo le coste del Mediterraneo saranno invece caratterizzati da una fortissima vocazione commerciale. Questi territori ricevono merci attraverso il fiume Eufrate, ci sono delle vie commerciali che si spingono attraverso Palmira e Aleppo verso il Mediterraneo, arrivano alle coste dove ci sono dei porti che a loro volta commerciano con le popolazioni del Mediterraneo. I commerci diventeranno sempre più a lunga distanza, è un mondo che si caratterizza per una forte vocazione commerciale, e soprattutto per la produzione e commercializzazione di prodotti pregiati.

Hanno un clima che si presta ad esempio alla coltivazione dell’olivo e della vite, che diventeranno prodotti importanti per la storia del Vicino Oriente antico e verranno poi diffusi da queste aree in tutto il Vicino Oriente. A un certo punto l’Egitto sarà così interessato alle ricchezze della parte meridionale della costa mediterranea che si spingerà verso nord a conquistare queste zone della costa siro-palestinese.

Confini naturali e interessi commerciali

Il confine naturale tra la Mesopotamia e la Turchia è una catena montuosa, il Tauro, che costituisce un confine naturale ma che viene a più riprese attraversato, perché in Turchia si va soprattutto per il legname e per le miniere di argento e metalli preziosi. Quindi è soprattutto per interessi inizialmente commerciali che l’Anatolia entra a far parte della storia del Vicino Oriente. Le popolazioni di questo territorio avranno sempre tantissimi interessi a spingersi verso sud.

Quindi non sarà solo un movimento di popolazioni della Mesopotamia verso nord ma sarà reciproco, di popolazioni dell’Anatolia che si spingeranno verso sud. La caratteristica è che queste popolazioni non stanno mai ferme, spinte dai loro interessi politici, commerciali e la loro vocazione nomadica, e per la necessità di entrare in contatto tra di loro, le popolazioni del Vicino Oriente si spostano continuamente in questo territorio. Forse questi spostamenti continui permettono poi di costruire questa koinè culturale che ci permette di studiare la storia del Vicino Oriente antico come un’entità unica. Questo mischiarsi continuamente di queste popolazioni in modi vari, a volte pacifici e a volte bellicosi, di questo vastissimo territorio.

Regni dell'alta Siria e Anatolia

I regni che caratterizzeranno nel corso del tempo l’alta Siria e l’Anatolia. Diversi stati si alternano in periodi diversi. Si ha il regno ittita, e tutti quei regni che si affermano nel corso della storia del regno ittita e che compaiono e scompaiono con alterne vicende. Sopra l’Assiria si ha il regno di Mittani, e poi a est rispetto al territorio anatolico l’Urartu. Mentre tutte queste entità si affermano e caratterizzano la storia del II millennio a.C., il regno di Urartu sarà una realtà politica del I millennio. Lungo la costa mediterranea ci sono una serie di piccoli stati, conquistati in parte dai Mittani e in parte dagli ittiti e dall’Egitto, e successivamente dall’Assiria e Babilonia nel I millennio.

Lingue e popolazioni

Queste popolazioni si caratterizzano per avere lingue diverse, estrema varietà di lingua, sono regni caratterizzati da una grande varietà di popolazioni, in cui magari si ha una popolazione che domina sulle altre. Gli ittiti ad esempio sono caratterizzati dal parlare una lingua indoeuropea, ma sono formati da tante popolazioni diverse.

Le popolazioni che si muovono in questo vasto territorio della costa siro-palestinese e della Mesopotamia parlano una lingua che appartiene alla famiglia delle lingue semitiche, mentre in Anatolia si hanno popolazioni prevalentemente indoeuropee. Le lingue indoeuropee e quelle semitiche sono fra di loro diverse e si caratterizzano per una grande varietà di dialetti, sia nel passato che nei tempi attuali.

Oltre a queste ci sono popolazioni nel Vicino Oriente che parlano lingue che un tempo venivano definite asiane ma che in realtà non possono essere riportate a nessuna famiglia linguistica conosciuta. Tra queste ci sono i sumeri, che sono la popolazione che tradizionalmente hanno inventato la scrittura cuneiforme su cui si basa tutto il sistema di scrittura del Vicino Oriente antico; la popolazione elamica, e i Hurriti (pronuncia: Kurriti).

I sumeri vivono nella bassa Mesopotamia fino alla fine del III millennio, poi tendono a scomparire come popolazione vivente, anche se la lingua sumerica resterà sempre in uso. Gli elamici sono nell’Elam, regno che si afferma ad est dello Zagros sull’altopiano iranico, e la lingua elamica è un’altra delle lingue che non può essere ricondotta a nessuna delle lingue conosciute. I Hurriti sono nell’alta Assiria e alta Mesopotamia, si spingono anche nell’Anatolia, e anche loro sono una grandissima componente linguistica del Vicino Oriente antico per tutto il II millennio, la loro lingua non può essere ricondotta a nessuna delle famiglie linguistiche conosciute.

Questo crea anche delle difficoltà di comprensione e decifrazione di queste lingue. Il sumerico è ben conosciuto, studiato e compreso, perché continua ad essere parlato dalle popolazioni della Mesopotamia nel corso di tutta la storia del Vicino Oriente antico, anche successivamente quando i sumeri come popolazione reale non ci sono più, gli assiri e i babilonesi continuano a comporre testi in lingua sumerica. Questo ha fatto sì che ci fossero molti testi che hanno permesso una buona comprensione e decifrazione della lingua sumerica.

Per quanto riguarda l’elamico e il kùrrico, la situazione è più complicata perché abbiamo molti testi ma poco interesse da parte delle popolazioni che sono entrate a contatto con loro a tradurre questi testi. Siamo più fortunati per il caso dei kurriti perché gli ittiti hanno conservato molti testi nella loro lingua. Gli elamici invece, mentre loro hanno usato molto le lingue semitiche per comunicare con le popolazioni del Vicino Oriente, gli assiri e i babilonesi non hanno usato l’elamico, quindi ancora oggi è difficile tradurre questa lingua.

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-OR/01 Storia del vicino oriente antico

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher .Artemis. di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di ittitologia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Firenze o del prof Torri Giulia.
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