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Qualità, costi, tempi e flessibilità

Qualità

CostiPrezzo

Tempi

Flessibilità

Valore aggiunto: aumento di valore dell'oggetto in seguito ad una determinata operazione.

Trasporti: lo stretto necessario.

Fornitore: non danno valore aggiunto ma non possono essere eliminati. Si deve cercare di limitarli.

Cliente

Flusso di materiali/informazioni (corrette e assolute).

JIT (Just In Time): produzione senza scorte; il prodotto giusto al tempo giusto nel luogo giusto.

Supply Chain (catena di fornitura): la filiera complessiva risente della limitazione dell'anello più debole.

Produzione snella (lean production): produzione depurata di tutto ciò che non serve.

Impostazioni progettuali dello stabilimento

Introduzione

Studio del mercato e del prodotto.

Ubicazione di un impianto industriale: deve essere ben collegato e facilmente raggiungibile (es. vicino un'autostrada).

Impianti generali e servizi di stabilimento.

Studio del plant layout: prima si definisce il layout ottimale e poi si sviluppa il contenitore (fabbricato) si adatta ai vari scenari del mercato.

Fabbricati per stabilimenti industriali.

Studio del plant layout

Motivazioni per lo studio del plant layout

I principali tipi di plant layout

Metodi di studio

  • Analisi dei dati di partenza
  • Ricerca delle soluzioni possibili di layout
  • Criteri e metodi di studio del layout
  • Impiego dei programmi di calcolo per lo studio del plant layout
  • Scelta del plant layout ottimale

Qualità

CostiPrezzo

Tempi

Flessibilità

Valore aggiunto: aumento di valore dell’oggetto in seguito ad una determinata operazione.

Trasporti: lo stretto necessario.

Fornitore: non danno valore aggiunto ma non possono essere eliminati. Si deve cercare di limitarli.

Cliente

Flusso di materiali/informazioni (corrette e asciutte).

J.I.T (Just In Time): produzione senza scorte; il prodotto giusto al tempo giusto nel luogo giusto.

Supply Chain (catena di fornitura): la filiera complessiva risente della limitazione dell'anello più debole.

Produzione snella (lean production): produzione depurata di tutto ciò che non serve.

Impostazioni progettuali dello stabilimento

Introduzione

Studio del mercato e del prodotto.

Ubicazione di un impianto industriale: deve essere ben collocato e facilmente raggiungibile (es. vicino un’autostrada).

Impianti generali e servizi di stabilimento.

Studio del plant layout: prima si definisce il layout ottimale e poi si sviluppa il contenitore (fabbricato) si adatta ai vari scenari del mercato.

Fabbricati per stabilimenti industriali.

Studio del plant layout

Motivazioni per lo studio del plant layout

I principali tipi di plant layout

Metodi di studio

  • Analisi dei dati di partenza
  • Ricerca delle soluzioni possibili di layout
  • Criteri e metodi di studio del layout
  • Impiego dei programmi di calcolo per lo studio del plant layout
  • Scelta del plant layout ottimale

Larghezze di passaggi e corridoi

  • Accessi alle macchine: 60 ÷ 90 cm
  • Passaggi di 2 persone: 100 cm
  • Passaggi di 3 persone: 120 cm
  • Corridoi di reparto: 2 ÷ 4 m
  • Corridoi principali: 3 ÷ 5 m

In alcuni casi possono essere più larghi.

Tagliano i reparti e sono contenuti in aree più grandi delimitate da segnalazioni a terra.

Tagliano tutto lo stabilimento.

I valori indicati sono da intendersi come valori medi ma possono variare in base alle esigenze.

Forme più frequenti per i fabbricati industriali

L = 2L

Lavorando alla giapponese, cioè approvvigionando il prodotto molto spesso e quindi effettuando rifornimenti più frequenti, gli spazi necessari si mantengono ridotti.

In questa configurazione il flusso è di tipo lineare ma non si vanno a smantellare banchine di carico e scarico in seguito ad un ampliamento. Per contro, bisogna raddoppiare le funzioni (es. controllo di qualità sia in ingresso che in uscita).

Il box è in posizione baricentrica e rende più semplice la comunicazione. In questa configurazione si può ampliare anche la parte posteriore dello stabilimento.

Le materie prime arrivano sia da sinistra che da destra perché vengono prodotte 2 famiglie di prodotti diverse ma vanno a finire in un unico MPF. È difficile ampliare il MPF in questa configurazione e quindi bisogna lavorare sull'estremo.

Unità base

È l'insieme della singola unità operatrice, della posizione dell'operat

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I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher makart25 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Impianti industriali e sicurezza sul lavoro e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Politecnico di Torino o del prof Carlin Antonio.
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