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Igiene generale

Introduzione

L’igiene nella sanità pubblica è intesa come la scienza e l’arte volta a promuovere la salute della popolazione attraverso tecniche di prevenzione della malattia, di protezione dalla malattia e di promozione della salute. L’obiettivo della sanità pubblica è quello di aumentare la speranza di vita, migliorare la qualità di vita e prevenire le malattie.

La malattia, espressa come alterazioni di organi e/o apparati o alterazioni sociali, morali, si manifesta attraverso segni e sintomi. La salute non è intesa solo come assenza di malattia ma è uno stato di benessere completo fisico-psicologico-sociale. L’organizzazione mondiale della sanità (OMS) è suddivisa in 6 regioni (Americhe, Eurasia, Africa, Pacifico occidentale, Mediterraneo orientale), ogni regione ha piena autonomia di iniziativa e programmazione, in rapporto ai diversi problemi specifici dei paesi afferenti.

Nel 1978 la dichiarazione di Alma-Ata promuove il concetto di salute come un fondamentale diritto umano. Tutto si basa sul concetto di individuo-salute-ambiente ovvero, la salute è centrata sull’uomo inteso come unità psichica-fisica-sociale, e viene influenzata da componenti ambientali.

La catena epidemiologica

La catena epidemiologica descrive come ha origine e si diffonde un’infezione, è un processo lungo che inizia dall’origine del patogeno per arrivare al malato. In primo luogo troviamo l’habitat naturale del patogeno in cui esso risiede, ovvero il serbatoio che è dove si moltiplica il patogeno, e/o la sorgente che è dove si diffonde il patogeno (penetrazione-uscita).

Dall’habitat naturale l’agente patogeno ha l’opportunità di raggiungere altri individui tramite la liberazione dalla sorgente o dal serbatoio, tramite veicoli o vettori. I veicoli trasportano il patogeno e sono l’acqua, l’aria e gli alimenti, i vettori assorbono direttamente dal serbatoio il patogeno e lo trasmettono all’ospite, sono meccanici (pulci, pidocchi, mosche) o biologici, essenziali per la vita del parassita (zanzare, zecche).

Dentro l’organismo il patogeno si può diffondere agli altri organi precedentemente sani per via ematica o può restare fermo e limitarsi al punto di penetrazione. La diffusione da individuo portatore a individuo suscettibile (sano) avviene per modalità orizzontale (da persona a persona) o per modalità verticale (da madre a figlio).

La modalità orizzontale può avvenire per via diretta (dal malato, portatore sano o animale a un soggetto sano suscettibile) o per via indiretta (dal malato, portatore sano o animale tramite l’impiego di veicoli o vettori si diffonde a un soggetto sano suscettibile). Il contagio di un individuo sano può avvenire per diverse modalità: via respiratoria, via congiuntivale, via ematica, via cutanea, via fecale-orale, via genetica, via urinaria.

Si parla di malattie epidemiche quando una malattia con stessa origine si sviluppa contemporaneamente su un gruppo di individui in un breve lasso di tempo (si dice caso indice il primo caso che introduce il contagio). Si parla di malattie pandemiche quando si verifica un’epidemia a livello mondiale.

La prevenzione di malattie infettive

La prevenzione include tutte quelle attività messe in atto volte a evitare l’infezione, la malattia, i comportamenti dannosi e ad aumentare le capacità di difesa dell’organismo. Esiste una profilassi diretta volta a neutralizzare i fattori causali e/o i fattori di rischio di una malattia, esiste anche una profilassi indiretta volta a eliminare cause ambientali e sociali favorevoli a diffondere e sviluppare le malattie.

Gli interventi di prevenzione si attuano in modo diverso e in tempi diversi a seconda della necessità della persona:

  • Prevenzione a livello primario: sul soggetto sano prima dell’esposizione a fattori causali, per evitare la persistenza e la diffusione nell’ambiente dei microrganismi, attraverso chemioprofilassi, profilassi immunologica (vaccini), profilassi farmaceutica e la lotta ai vettori e ai patogeni (disinfestazione, disinfezione), in ambiente sanitario si attua attraverso l’uso dei DPI e l’educazione sanitaria.
  • Prevenzione a livello secondario: sul soggetto malato quando si è già entrati in contatto con la malattia ma non si è ancora manifestata, per evitare che l’infezione evolva verso la malattia ed evitare gravi conseguenze a distanza di tempo. Il problema è che i tempi di incubazione sono relativamente brevi quindi è necessario uno screening.
  • Prevenzione a livello terziario: sull’ex malato attraverso la medicina del recupero, attraverso manovre riabilitative per evitare deficit futuri e migliorare la qualità della vita. Una delle poche malattie infettive che richiedono prevenzione terziaria è la poliomielite.
  • Prevenzione a livello quaternario: quando si ha un eccesso di medicazioni.

L’obiettivo di tutte le prevenzioni delle malattie infettive è quello di interrompere la catena epidemiologica di trasmissione. Secondo l’OMS esistono varie procedure di profilassi attiva da rispettare in caso di malattia infettiva per interrompere tale catena.

Profilassi attiva

Si attua attraverso una serie di procedure:

  • Denuncia obbligatoria: per ricostruire la catena e mettere in atto gli interventi, prima le unità sanitarie locali indagano il problema, trasmettono alla regione la notifica che poi la trasmette al ministro, all’ISS, all’ISTAT. Le malattie infettive che richiedono per legge la denuncia obbligatoria sono 47 e si dividono in 5 classi, dalla classe 1 (la più pericolosa) alla classe 5.
  • Accertamento diagnostico: è importante per una terapia e una prevenzione rapida e tempestiva, ha come obiettivo la conferma della diagnosi e la verifica della guarigione, è anche l’unico modo per riconoscere i portatori convalescenti cronici.
  • Isolamento: è la separazione del soggetto infetto da tutte le persone eccetto il personale sanitario, serve per il contenimento della diffusione dei patogeni, può essere ospedaliero o domiciliare. L’isolamento è previsto anche per le persone che: entrano in contatto con il paziente (persona che a seguito di rapporti diretti con il soggetto infetto ha possibilità di acquisire l’infezione), entrano in contatto stretto con il paziente (soggetti che frequentano il domicilio del soggetto infetto), i conviventi del soggetto infetto (coloro che condividono l’abitazione con il soggetto infetto). L’isolamento richiede delle misure di controllo per i conviventi e i contatti, queste sono la contumacia (è l’obbligo per i portatori, i conviventi e i contatti di permanere in un determinato luogo per il periodo di tempo indicato dalle autorità sanitarie) e la sorveglianza sanitaria (obbligo di farsi controllare dalle autorità sanitarie periodicamente senza nessuna limitazione della libertà personale).
  • Inchiesta epidemiologica: è un’indagine dell’autorità sanitaria che viene avviata a seguito di uno o più casi di malattia infettiva, fornisce i dati necessari per le misure di profilassi da utilizzare (i veicoli e i vettori, l’agente causale, la fonte dell’infezione, la modalità di trasmissione), ha lo scopo di interrompere la catena di trasmissione e prevenire il patogeno.

La prevenzione del rischio biologico

Le precauzioni standard al rischio biologico sono un insieme di precauzioni che hanno lo scopo di ridurre il rischio di trasmissioni delle infezioni in ambito sanitario su tutti i pazienti. Le precauzioni comprendono: il lavaggio delle mani, la gestione delle attrezzature, l’utilizzo dei DPI, la gestione delle lesioni e il trattamento dei rifiuti.

Si utilizza una serie di tecniche di precauzione:

  • Sanificare: processo finalizzato a rendere sano, cioè non nocivo
  • Pulizia/Detersione: rimozione di materiale estraneo con l’utilizzo di detergenti allo scopo di ridurre i microrganismi
  • Detergenti: sostanza che modifica le forze di tensione superficiali, la pulizia accurata abbassa notevolmente la carica batterica
  • Decontaminazione: rimozione della carica batterica dagli strumenti per proteggere l’operatore
  • Disinfezione: abbattimento dei patogeni in fase vegetativa da oggetti e superfici per impedire il contagio e la diffusione nell’ambiente dei microrganismi ma non rimuove le spore
  • Sterilizzazione: abbattimento di qualunque microrganismo presente sullo strumento per non recare danno al paziente sottoposto a intervento invasivo chirurgico o non chirurgico, elimina anche le spore
  • Antisepsi: processo che utilizza agenti chimici per evitare la replicazione dei microrganismi su tessuti viventi (cute)
  • Asepsi: protezione di ambienti sterili e manovre invasive dai microrganismi attraverso l’utilizzo dei DPI sterili

In base alla procedura da eseguire con gli strumenti chirurgici si trovano tre livelli di criticità che stabiliscono quale sia la tecnica più accurata da seguire per prevenire il rischio biologico:

  • Livello critico: necessita dell’assenza assoluta di microrganismi sullo strumento, quindi si ricorre alla sterilizzazione.
  • Livello semicritico: necessità dell’assenza di microrganismi patogeni sullo strumento, quindi si ricorre alla sterilizzazione o a un’alta disinfezione.
  • Livello non critico: necessita di una ridotta carica microbica sullo strumento, quindi è sufficiente una buona detersione/pulizia.

Le superfici sono facilmente contaminate e spesso causa di infezioni da patogeni, è necessario procedere ad un’accurata decontaminazione (non aggressiva) per proteggere operatore e paziente, questa avviene con un prodotto antisettico (disinfettante ad uso esterno cutaneo) o batteriostatico (farmaco ad uso interno o parenterale) che evitano la replicazione batterica. Le tecniche di pulizia da utilizzare sulle superfici si definiscono in base al livello di criticità:

  • Superfici critiche: sono quelle coinvolte nelle apparecchiature medico-chirurgiche
  • Superfici non critiche: sono quelle di tipo domestico o ospedaliero

Un altro aspetto fondamentale della prevenzione del rischio biologico è il lavaggio delle mani, perché in esse si trova la carica microbica transitoria (dura per un breve periodo ed è rimovibile con il lavaggio) e permanente (dura per un lungo periodo ed è difficile da rimuovere ma non causa infezioni). La mano tocca, trasporta e trasmette, per prevenire ciò si utilizzano i guanti e l’antisepsi delle mani, esistono tre tipi di lavaggio:

  • Lavaggio sociale: lavaggio normale
  • Lavaggio antisettico: acqua e sostanze detergenti o frizione idroalcolica
  • Lavaggio chirurgico: fino all’avambraccio con l’uso degli spazzolini

Secondo l’OMS esistono cinque momenti in cui occorre il lavaggio delle mani:

  • Prima del contatto con il paziente
  • Prima di una manovra asettica
  • Dopo l’esposizione a liquidi biologici
  • Dopo il contatto con il paziente
  • Dopo il contatto con l’ambiente circostante al paziente

Esistono altri momenti in cui lavarsi le mani come prima e dopo l’utilizzo dei guanti o prima e dopo aver manipolato dei farmaci.

La disinfezione

La disinfezione va attuata su qualsiasi oggetto e strumento utilizzato o eliminato dal paziente e quindi contaminato, dopo l’utilizzo. Si disinfettano i materiali patologici, oggetti contaminati e i presidi chirurgici, anche su alcuni alimenti. In ambito sanitario si disinfetta in tre momenti: al letto del malato, in ambienti pubblici alla comparsa di una malattia infettiva, al termine della guarigione.

La disinfezione viene attuata attraverso agenti chimici: i disinfettanti. Un disinfettante deve rispettare alcuni requisiti: efficacia, innocuità, compatibilità, assenza di azione dannosa sui materiali, facilità di reperimento, basso costo, semplice da impiegare, stabilità, miscelabile. Sulla persona deve avere dei requisiti complementari: non ostacolare la cicatrizzazione, non irritare i tessuti, evidenziare il campo disinfettato. L’efficacia di un disinfettante dipende da tanti fattori: dalla temperatura ambientale, dalla concentrazione del principio attivo del disinfettante, dal tempo di applicazione.

I disinfettanti hanno vari livelli di...

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Scienze mediche MED/42 Igiene generale e applicata

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher mattiarocca98 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di igiene generale e promozione della salute e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Parma o del prof Tanzi Maria Luisa.
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