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con l’ovopositore,

mosca può pungere la drupa voltarsi e nutrirsi dal foro praticato (bacio della mosca).

Il volo è solo diurno, senza vento e con temperature sopra i 15°C. Le femmine individuano le drupe

tramite un complesso di composti chimici, comprese le sostanze emesse dalla microflora batterica

superficiale (soprattutto enterobatteri). La maturazione delle gonadi femminili è accelerata dalla

presenza di drupe in via di ingrossamento (non consuma risorse energetiche per sviluppare le gonadi se

non sono presenti le drupe su cui deporre) e viene inibita da alta temperatura, scarsa umidità e lungo

L’ovideposizione

fotoperiodo (diapausa riproduttiva estiva con riassorbimento degli ovarioli). si ha

5 giorni dopo l’accoppiamento, L’ovopositore

circa preferibilmente su drupe integre, grosse e verdi.

penetra obliquo per ½ mm nella drupa. Il periodo di ovideposizione dura una decina di giorni, con 500

uova per femmina (20-70 al giorno von valori massimi a 20-27°C, elevata umidità e con nocciolo

lignificato). In annate con forti infestazioni ogni drupa può contenere fino a 7 uova.

La larva scava una galleria solo nella polpa, prima filiforme e lineare, poi tortuosa, con lume

gradualmente crescente. Si sviluppa in 10 giorni nel periodo fra agosto e ottobre ma anche in 5 mesi in

Se l’oliva

inverno. è matura o quasi, la larva fuoriesce dalla drupa caduta a terra attraverso un foro

circolare, per impuparsi nel terreno e svernare. La larva, inoltre, ospita batteri nelle tasche

mesointestinali; questi provvedono alla rapida demolizione delle proteine e sono indispensabili per la

crescita larvale nelle olive verdi a basso contenuto di amminoacidi.

Ecologia: Gli adulti sopportano temperature minime notturne di 0°C per parecchio tempo, purché le

temperature medie giornaliere siano di circa 15°C; a 35°C restano immobili a contatto con superfici

umide; temperature letali sono sotto i 9°C e sopra i 42. Valori di UR molto bassi e temperature estive

superiori a 30°C provocano alta mortalità ovo-larvale, di pupe e adulti. In queste condizioni le femmine

si ritrovano in quiescenza riproduttiva con riassorbimento dei follicoli ovarici; tuttavia non si

raggiungono mai i 30-35°C sotto la chioma, in quanto si crea un microclima più fresco e umido.

Fattori naturali di limitazione: Fra i parassitoidi, vi sono imenotteri calcidoidei ectofagi come Pnigalia

agraules, Eurytoma martelli, Eupelmus urozonus e soprattutto Psyttalia concolor, parassitoide endofago

della larva di mosca, all’interno della quale depone le uova. non è in vendita ma l’allevamento

P. concolor

non è particolarmente complesso ma è difficilmente sostenibile da parte del singolo allevatore. Un predatore

importante è il dittero cecidomide oofago Prolasioptera barlesiana che però può anche essere

responsabile della trasmissione di un fungo (Macrophoma).

Monitoraggio e controllo: Si possono utilizzare tre tipi di trappole; a feromoni sessuali maschili;

1

chemiotropiche (attrattivi alimentari); cromotropiche (Rebell gialle con riflettanza di 500-550).

Le trappole a feromoni durano circa 4 mesi; da 2 a 4 per ha; catturano solo maschi sessualmente maturi.

Le trappole chemiotropiche possono essere bottiglie-trappola Mc-Phail, innescate con proteine idrolizzate

o sali di ammonio; se ne applicano 25-30 per ha e sono più efficaci in periodi secchi.

Le trappole cromotropiche attraggono sia maschi che femmine ma anche parassitoidi, pertanto vanno

utilizzate con cautela. Se ne possono installare 25-30/ha.

Le trappole si collocano a luglio in condizioni classiche, ad altezza medio-alta (2-3m), esternamente alla

chioma, esposte a sud o sud-ovest e catturano solo con temperature sopra i 15°C.

Il campionamento delle olive si effettua per verificare che ci sia infestazione attiva. Va fatto a cadenza

settimanale; si selezionano le olive più grosse e colorate in numero di 100-200/ha in modo casuale e da

piante diverse (1-2 per pianta); si sezionano le olive tangenzialmente per cercare uova e larve della

mosca e si calcola l’infestazione attiva in base alla % di olive con uova o larve vive di qualsiasi età.

Per un controllo agronomico si può raccogliere anticipatamente, evitare consociazioni di cv da olio e

da tavola (preferite dalla mosca per la prima generazione); favorire le cv tardive. 2

Per un controllo biologico larvicida, si può lanciare in campo milioni di individui per km di P. concolor.

Per un controllo biotecnico si possono effettuare catture massali adulticide con trappole

chemiotropiche. Le tecniche della confusione sessuale e del maschio sterile sono inefficaci.

è interessante l’uso di

Per il controllo chimico caolino e calce idrata, che sono repellenti e quindi

inducono a una minore deposizione; inoltre è un trattamento ecosostenibile e attuabile in biologico.

Anche il trattamento adulticida con trappole attract and kill (ecotrap) è autorizzato in biologico;

contengono daltometrina o lambda-cialotrina; se ne collocano 1-2 per albero e si rigenerano ogni 40 gg.

Altro trattamento adulticida si può attuare con esche avvelenate, con dimetoato o spinosad (Spintor fly) a

si po’ effettuare son

bassi dosaggi. Un tipo di trattamento larvicida curativo sostanze citotropiche

insetticide (dimetoato) a tutta chioma, in modo da devitalizzare larve neonate e uova al superamento

max un’applicazione annua)

delle soglie di intervento (DPI Puglia, pari al 4-20 % di infestazione attiva

per olive da olio e 1-2% di soglia estetica per olive da tavola. 10

1 La riflettanza varia a seconda della tonalità di giallo.

FITOFAGI DELLE DRUPACEE

MELOIDOGYNE SPP.

Si tratta di nematodi della Fam. Heteroderidae. È una specie polivoltina (4-5 generazioni annue) molto

polifaga (più di 2mila piante ospiti, fra cui anche molte erbacee). Sono endoparassiti sedentari (insediatisi

rimangono nello stesso posto), ipogei (si sviluppano sulle radici) e galligeni (sulle radici si sviluppano galle).

Caratteristiche morfologiche: Presentano accentuato dimorfismo sessuale; la femmina a maturità è

piriforme, bianca e lunga circa 1 mm; il maschio è filiforme ed è piuttosto raro.

Ciclo biologico: La larva di II età (J2) è quella infestante che penetra nella pianta nel parenchima

presso l’apice

corticale radicale e si sposta nel cilindro centrale insediandovisi. Sulle radici si

differenziano le caratteristiche galle di dimensioni variabili in base alla specie di pianta ospite e nematode.

all’interno della cuticola della J2

Le larve J3 e J4 si sviluppano e sono sedentarie.

Le femmine mature, restando nei tessuti vegetali (o sporgendo lievemente da essi), si accoppiano e

depongono 500-2mila uova avvolte in una matrice gelatinosa (ovisacco). Il maschio, invece, vive libero

delle femmine per l’accoppiamento.

nel terreno alla ricerca Il ciclo si compie in 3-4 settimane con 25-

30°C. Le uova nella matrice e le larve nel terreno o nelle radici sopravvivono a lungo. La riproduzione

spesso è partenogenetica. I terreni sabbiosi e poveri di so sono ideali per il loro sviluppo; anche

terreni a medio impasto in buone condizioni sono favorevoli. Restano negli strati più superficiali del

terreno (portinnesti con apparato radicale sviluppato in superficie, come il fico, sono facilmente aggredibili).

con l’induzione di

Sintomatologia e danni: Causano ipertrofie delle cellule parenchimatiche corticali

galle. Ogni nematode provoca la formazione di quattro cellule giganti (nutrici, che servono appunto da

nutrimento al nematode stesso e senza delle quali questo non può sopravvivere). Sulle radici si

formano le galle. Un danno indiretto è dovuto alla maggiore suscettibilità a insediamenti batterici e

fungini con eventuale soppressione della resistenza meccanica a tali patogeni. Frequenti sono

associazioni con agenti di tracheomicosi (Fusarium e Verticillium) o anche Pythium e Phytophtora.

l’albicocco

Monitoraggio e controllo: secondo il disciplinare Puglia è molto sensibile agli attacchi in

fase di allevamento vivaistico. Si consigliano quindi piante certificate, con controllo dello stato l’uso

fitosanitario delle radici e va evitato il ristoppio. In presenza di nematodi galligeni si raccomanda

di portinnesti compatibili di Pesco. In Puglia sono molto utilizzati il pesco GF677 e pesco franco che

sono molto suscettibili. Esistono portinnesti resistenti anche per melanzana, pomodoro e peperone.

Il controllo si può effettuare con solarizzazione, lotta biologica (formulato commerciale BioAct a base del

fungo Paecilomyces lilacinus che infetta le uova delle meloidogine e si può usare senza problemi anche

su colture in atto), fumiganti (dazomet che libera metilisotiocianati, utilizzabile solo su alcune colture

anch’essi solo su alcune colture ortive).

ortive), nematocidi non fumiganti (azadiratina, oxamyl, fenamifos,

TRIPIDI DELLE NETTARINE

I Tripidi delle nettarine sono tisanotteri appartenenti a sei specie: Thrips meridionalis, T. major, T.

fuscipennis, T. angusticeps e Frankiniella occidentalis. T. meridionalis e F. occidentalis sono polifagi

che infestano i fiori di arboree ed erbacee varie; la prima è maggiormente attiva alla maturazione, la

seconda alla fioritura-allegagione. Causano problemi per lo più su specie arboree a frutto glabro come

susini e nettarine, escluso il ciliegio. Gli altri Thrips infestano anche la vegetazione.

Caratteristiche morfologiche: la femmina è lunga circa 1-1,5 mm. Per il riconoscimento della specie, si

possono contare gli articoli antennali.

Sintomatologia e danni: Si può avere danno estetico con possibile alterazione della forma del frutto; i

all’allegagione Sull’epicarpo

momenti critici si hanno e alla scamiciatura dei frutticini. dei frutticini

appena allegati si notano lesioni necrotiche provocate da neanidi/adulti con punture di nutrizione e

dalle femmine con le punture di ovideposizione. Alla scamiciatura possono formarsi cellule suberificate

l’accrescimento l’accrescersi

che alterano del frutto e si può avere anche cascola precoce; con dei

all’invaiatura

frutti, si evidenziano aree rugginose suberificate e lesioni da cui può trasudare gomma.

Sui frutti prossimi alla maturazione (circa 20 gg prima della raccolta) si notano decolorazioni e

argentature soprattutto vicino al peduncolo. Si possono avere necrosi fogliari da T. major e T. tabaci.

Monitoraggio e controllo: il campionamento si esegue scuotendo circa 200 fiori scelti a caso da più

piante che vengono battuti su una superficie. Per le nettarine si esaminano 100-200 frutti scelti a caso

sul 5-10% delle piante.

Il controllo si effettua in generale a fine fioritura (80-90%) con una soglia del 3% di fiori infestati (o

frutti); si può effettuare in due momenti sulle nettarine: un trattamento alla caduta dei petali (avendo

all’invaiatura.

cura di allontanare eventuali alveari) e un intervento Potrebbero essere sufficienti

trattamenti aficidi pre-fiorali alla fase di bottoni rosa.

Nel disciplinare Puglia, sono presenti sostanze attive utilizzabili tutte appartenenti al gruppo dei piretroidi.

Nel DPI la soglia di intervento per le pesche è alla presenza; sulle nettarine si interviene alla 11

scamiciatura dopo aver verificato la presenza in fioritura; su pesche, i danni sono molto rari

(tomentose), per cui gli interventi si effettuano solo dopo aver riscontrato infezione. Per il susino la

soglia è alla presenza ai bottoni rosa e alla scamiciatura.

AFIDI all’Ordine

Gli Afidi appartengono Rhynchota, Fam. Aphididae.

Caratteristiche morfologiche: Per il riconoscimento della specie si possono contare gli articoli (da 3 a

6) e verificare la presenza e la posizione di rhinari (sensilli). Anche la conformazione di occhi e ocelli

può tornare utile (presenza o assenza di protuberanze; presenza o assenza di ocelli nelle forme alate o

Quest’ultima serve ad

attere). Importanti sono i sifoni (cornicoli) e la codicola (parte anale). allontanare

le goccioline di melata prodotte. I sifoni sono molto vari (assenti, molto lunghi, rigonfi); servono a

(le cere bloccano l’individuo avverso e il feromone

produrre cere molto fluide e un feromone di allarme

mette in fuga gli altri).

Ciclo biologico: Sono caratterizzati da cicli eterogonici (tante generazioni partenogenetiche e una sola

anfigonica). Sono eterometaboli (metamorfosi incompleta, le ali si formano gradualmente dopo la

schiusura che avviene in forma attera). Presentano polimorfismo stagionale. Quando si riproducono per

anfigonia sono solo ovipari; quando si riproducono per partenogenesi possono essere ovipari (filloseridi

e adelgidi) e vivipari. che nasce dall’uovo durevole, quasi

Le forme di afidi possono essere varie; importante è la fondatrice

sempre attera, partenogenetica, genera femmine partenogenetiche. È la principale responsabile della

formazione di galle nelle specie galligene. In alcune specie può mancare la fondatrice, perché non si

perché non hanno bisogno dell’uovo durevole per superare le condizioni

riproducono per anfigonia

ambientali avverse. Altre forme sono fondatrigenie, virginogenie (o esuli), sessupare e anfigonici.

Gli afidi possono compiere:

- olociclo eteroico. Quindi effettuano più generazioni partenogenetiche e una anfigonica per anno, su

nata dall’uovo durevole, in

due o più specie vegetali (ospite primario e ospiti secondari). La fondatrice

primavera genera sull’ospite primario la fondatrigenie, con forme attere e alate; le forme alate migrano

sull’ospite secondario e in estate producono la virginogenie alata o attera mediante partenogenesi; la

virginogenie reimmigrerà sull’ospite primario dove produrrà forme sessupare e anfigoniche;

(non c’è

- anolociclo monoico. Anolociclo significa che non esiste la generazione anfigonica

riproduzione sessuale); un caso può essere quello di Toxoptera aurantii, responsabile della trasmissione

del virus della Tristeza degli agrumi. Monoico vuol dire che si svolge sulla stessa pianta ospite.

● MYZUS PERSICAE

L’Afide verde del pesco (della patata e del tabacco) è un Rhyncota, molto polifago con una capacità

eccezionale di trasmissione di virus. È una specie ubiquitaria; ospiti primari sono Prunus persica e

altri Prunus spp; ospiti secondari si hanno in circa 40 famiglie e 400 specie arboree o erbacee fra cui

patata, pomodoro, crisantemo, agrumi, ecc. Entra senza problemi in serra.

Caratteristiche morfologiche: Presenta grande variabilità morfologica e cromatica (dal verde al

rossastro al nerastro), quindi forma e colore non servono al riconoscimento.

Ciclo biologico: Comunemente svolge un olociclo nelle regioni a inverni rigidi e un anolociclo nelle

dove non ha bisogno dell’uovo

regioni a clima mite (Puglia) durevole per superare le avversità. Fiori e

succhioni vengono colonizzati per primi da marzo; penetrano nei fiori; nutrendosi di linfa quando sono

presenti i succhioni li prediligono; coi fiori appassiti la colonia si sposta su altre parti che possono essere

germogli e talora frutti. La densità raggiunge un picco nella prima metà di maggio.

Sintomatologia e danni: il sintomo principale è la distorsione e arricciamento soprattutto di giovani

di germogli. L’arricciamento

foglie ma anche non avviene intorno alla nervatura mediana ma è proprio

questa che si piega. Per potersi nutrire, gli afidi iniettano saliva (lubrifica gli stiletti ed effettua

predigestione) tossica che provoca le alterazioni sulle parti in accrescimento di pesco e mandorlo.

Sui frutti delle nettarine sono evidenti aree depresse e depigmentate. Trasmette la Sharka (PPV) e oltre

un centinaio di virus, fra cui PYV, AMV, TAV, CMV al pomodoro. Su molti ospiti secondari si possono

osservare aree clorotiche sulla pagina superiore delle foglie.

Fattori naturali di limitazione: in caso di sovraffollamento si può avere calo di fecondità e individui più

piccoli; in fase di dispersione si ha alta mortalità delle forme alate migranti; le colonie sono di pochi

individui a causa della territorialità con scarso effetto di aggregazione. Fattori abiotici limitanti sono

piogge, forti venti e siccità.

Fra i nemici naturali annovera diversi antagonisti (predatori, parassitoidi e funghi entomoparassiti). Fra

questi vanno citati i Neurotteri crisopidi, che hanno larve sempre predatrici con mandibole modificate ad

uncino (campodeiformi); in alcune specie anche gli adulti sono predatori. Vanno citati i Ditteri sirfidi, che

presentano mimetismo batesiano nei confronti di api e vespe da cui differiscono per il numero di ali (2, non

4) e per il capo che è quello tipico dei ditteri (ricorda una mosca); le larve di molte specie sono zoofaghe e si

nutrono di afidi. L’Adalia bipunctata (Coccinellidae) può essere comprata e distribuita sia come larva che

come adulto; le uova non vanno confuse con quelle delle cimicette (queste sono staccate fra loro, quelle 12

della cimicetta sono appressate); migrano in collina dove svernano; anche la septepunctata è afidifaga. I

Ditteri cecidòmidi di alcune specie hanno larve predatrici di afidi. Gli Imenotteri apòcriti bracònidi

parassitizzano gli afidi che diventano mummie; la femmina ovidepone ripiegando tipicamente il gastro in

mature si tessono un bozzolo all’interno

avanti al di sotto di torace e capo; le larve sono endofaghe, quelle

della spoglia dell’ospite (al di sotto nei Praon); più uova possono essere deposte nell’ospite ma solo una

larva riesce a svilupparsi; sverna da larva negli afidi parassitizzati; la larva svuota dall’interno l’afide che si

rigonfia e tannizza (mummificazione); sono disponibili in commercio.

Monitoraggio e controllo: Il campionamento, dato che è una specie che va sui fiori, si effettua dalla fase

di rigonfiamento delle gemme per individuare precocemente le fondatrici sgusciate da uova durevoli; si

continua con cadenza settimanale fino alla migrazione delle alate. Si osservano e si raccolgono almeno

200 fiori o germogli per ha.

Le soglie di intervento ottimali sono a 3-5% di fiori o germogli infestati in fioritura (successivamente

10% di germogli infestati) per il pesco; per il mandorlo 30-40% di succhioni o 15-20% di germogli. Per

il pomodoro 10% di piante infestate senza rischi di trasmissione di virus (la soglia in primavera dopo

naturali molto meno attivi, la soglia può abbassarsi all’1%).

inverni miti, con nemici

Per un controllo agronomico si può effettuare una asportazione precoce di succhioni in modo da ridurre

la fonte di inoculo e la massa di afidi iniziale, con ritardo dell’infestazione verso i germogli. Vanno evitate le

eccessive concimazioni azotate. Possono usarsi cultivar meno suscettibili.

Il controllo biologico si attua potenziando i nemici naturali ed evitando trattamenti insetticidi, se non

con aficidi selettivi (anche se la selettività a volte è parziale come per il primicarb tossico anche per

coccinellidi e sirfidi). Per colture erbacee in serra si possono lanciare parassitoidi e/o predatori; in Italia

si ricorre a distribuzioni di Chrysoperla carnea o Aphidius matricaria con infestazioni di pochi afidi

dispersi; Aphidoletes aphidimyza con colonie dense. Funghi entomopatogeni sono Beauveria bassiana

e Verticillium lecanii.

Il controllo chimico si evita con almeno il 30-40% di parassitizzazione e/o predazione. Le specie di

drupacee soggette sono molte, quindi è impossibile dare delle indicazioni generali valide per tutte. Vari sono

Sull’albicocco

i prodotti utilizzabili per il DPI Puglia. è consentito il Primicarb, ma non sul pesco.

L’Imidacloprid è consentito su tutti ma bisogna essere attenti perché danneggia le api. In definitiva

bisogna essere attenti a quali prodotti sono consentiti e su quali piante in base al disciplinare.

Possono usarsi olii bianchi sulle drupacee al rigonfiamento delle gemme.

● ALTRI AFIDI

Importanti sono Hyalopterus amygdali e H. prunii (afide farinoso del pesco e del susino).

Svolgono olociclo eteroico (ospite secondario canne comuni). Sono più tardivi del Myzus persicae (fine

aprile-primi di maggio); spesso le infestazioni sono localizzate sulle foglie; si osservano foglie clorotiche,

non deformate, con filloptosi e abbondante produzione di melata.

TIGNOLE DELLE DRUPACEE

Le Tignole delle drupacee sono la Tignola orientale del Pesco (Cydia molesta, prevalente al nord) e

l’Anarsia dei fruttiferi (Anarsia lineatella, prevalente al sud, polifaga, va principalmente su pesco,

albicocco e mandorlo). Si tratta di lepidotteri gelechidi.

L’adulto ha

Caratteristiche morfologiche: ali anteriori grigie screziate di nero e posteriori più chiare e

apertura alare al max di 16mm. La larva matura (1,2-1,5 mm) è rossastra con membrane

intersegmentali chiare e capo nero.

Ciclo Biologico: Compie fino a 4-5 generazioni per anno. Questa larva tende a scavare materiale tenero

come germogli, rametti e frutti, preferendo questi ultimi quando ci sono. In inverno si insedia in

penetra all’altezza delle gemme

corrispondenza dei rametti, dove creando delle nicchie dette ibernacoli

in cui sverna come larva di II età. Appena la gemma parte (febbraio in località a clima mite), alla ripresa

larva penetra all’apice di teneri germogli

vegetativa, la scavando gallerie lunghe dai 2 ai 10 cm.

Successivamente fuoriescono dalle gallerie e si incrisalidano in un rado bozzolo con la pupa che dura

2-3 settimane. Gli adulti compaiono in genere un mese prima al sud (aprile). Producono 30-90 uova con

punte di 400 per femmina.

In Puglia il picco di volo dei nuovi adulti (II volo) si ha a fine giugno-inizio luglio, in altre regioni fra

luglio e agosto. Le larve prodotte da questa generazione infestano per lo più i frutti mentre i germogli

iniziano a lignificare. Il III volo si protrae da settembre a ottobre; le larve nate dalle uova deposte da

l’ibernacolo per svernare.

questi adulti costruiscono

Sintomatologia e danni: Si evidenziano erosioni esterne di gemme, germogli, frutti (raramente fiori); i

rami risultano defogliati, con apice annerito o piegato; nei germogli si trovano gallerie; possono

fuoriuscire essudati gommosi su germogli e rami. I frutti possono risultare con gommosi ed essere

cascolanti; si possono trovare gallerie sottoepidermiche anche approfondite fino al nocciolo (non sono

capaci di perforarlo); la presenza di larve nel frutto è difficilmente accertabile visivamente perché vanno a

localizzarsi intorno al nocciolo rodendo poco la polpa che può addirittura restare intatta. I danni maggiori si

hanno in vivaio, nei nuovi impianti e sulla frutta da esportazione. 13

Monitoraggio e controllo: Si può effettuare monitoraggio con trappole a feromone sessuale per i

maschi di lepidotteri, applicando 2-3 trappole/ha alla scamiciatura dei frutti.

Per il campionamento, al manifestarsi dei primi sintomi o dopo le prime catture di adulti, va valutata

l’infestazione su 100 germogli e/o frutti per ha, scelti a caso sul 5-10% delle piante.

Il controllo biotecnologico prevede due metodi: confusione sessuale e distrazione (disorientamento)

sessuale. Si possono attuare su impianti di almeno 1 ha, a geometria regolare, con infestazioni non

molto elevate. Si effettua un monitoraggio periodico (ogni settimana) con trap-test (trappole spia) su

prima dell’inizio del volo della generazione svernante.

germogli e frutti. I diffusori si dispongono

Confusione sessuale Distrazione sessuale

distratto dall’applicazione di una

Il maschio viene confuso e non è più in grado di Il maschio viene

trovare o riconoscere le femmine. Si applicano quantità di feromone di poco superiore a quella

da 300 a 1000 diffusori/ha (1-2 per pianta) che emessa da una femmina vergine. Si creano quindi

delle “superfemmine che distraggono il

creano una nebbia di feromone odorosa e artificiali”

inebriano i sensilli del maschio. Bisogna stare maschio impedendogli di riconoscere le femmine

attenti a non stringere troppo il nodo del vere. Si applicano 2-3mila diffusori/ha, sul terzo

diffusore, altrimenti il polimero di cui è fatto si superiore della pianta (circa 2,5 m), sul lato meno

rompe e fuoriesce il feromone velocemente esposto al sole, uniformemente, tenendo conto del

disperdendosi. vento dominante. Durano 40-60 giorni (di più in

periodi freddi) e vanno cambiati almeno una volta.

Il controllo agronomico si può attuare in piccole aziende con la raccolta tempestiva e la distruzione dei

germogli infestati; inoltre possono impiegarsi cv precoci.

prevede l’uso

Il controllo microbiologico di B. thuringiensis var. kurstaki, che ha come target la larva

neonata di I generazione. La soglia di applicazione è di 7 catture a trappola a settimana e 10% di

germogli infestati; il trattamento si ripete dopo 7-10 gg (7 se la temperatura è in rialzo, 10 se in ribasso).

Orientativamente le soglie sono dell’1-3%

Il controllo chimico si effettua su uova e larve neonate. di frutti

e 6-10% di germogli infestati, di solito corrispondenti a 7 maschi per trappola a settimana (variabili a

seconda di drupacea e insetticida impiegato). Esistono insetticidi sistemici o citotropici contro le larve

endofitiche o trattamenti di copertura al picco di ovideposizione. Nel DPI Puglia non si parla di

percentuali di infestazione visti nelle soglie ottimali.

CAPNODIS TENEBRIONIS

Il Capnode è un Coleottero buprestide che in Puglia si trova su tutte le drupacee (poco su mandorlo).

l’adulto è

Caratteristiche morfologiche: nero, opaco, con screziature biancastre che sono cere. La larva

disegno a V rovesciata sull’ampio pronoto

è apoda, biancastra, caratterizzata da peli laterali e da un e

a T rovesciata sul prosterno; a maturità è lunga fino a 7 cm.

Ciclo biologico: Non si sa bene dove svernino, ma si suppone in prossimità dei muretti a secco; ciò

perché si è osservato che le piante vicine ad essi sono le prime ad essere abbondantemente infestate. Nelle

l’animale, pur essendo dotato di ali

prime fasi, non è in grado di volare; per poter volare deve nutrirsi

molto. È tipico del bacino del Mediterraneo, altamente termofilo (opt. 30°C). Depone più di 500 uova

con picchi di 1700 nella zona superficiale del terreno, a volte al colletto e altre sulle radici delle piante.

La larva scava gallerie nelle radici, spostandosi verso le estremità fino a quando queste sono troppo

strette; a questo punto torna indietro e in prossimità del colletto crea una cella ovale. I nuovi adulti

emergono da fine luglio a tutto settembre. La maturità sessuale è normalmente raggiunta alla primavera

All’innalzarsi

successiva. Una generazione richiede due anni per completarsi. della temperatura

aumenta il numero di uova deposte.

Sintomatologia e danni: Gli adulti erodono il picciolo fogliare per alimentarsi e le foglie cadono.

Possono anche erodere corteccia dei rami e gemme. Danni gravi si hanno nei vivai e nei giovani

impianti. Le gallerie larvali hanno diametro fino a 2,5 cm e lunghezza fino a 1,5 m e portano ad

avvizzimenti di branche e piante intere con danni maggiori su floema e cambio. Le piante infestate si

di parte o dell’intera chioma.

riconoscono per ingiallimenti e avvizzimenti

Fattori naturali di limitazione: Si è provato a usare le formiche per mangiare le uova senza successo. In

recenti ricerche nelle regioni meridionali non sono stati trovati né parassitoidi né predatori.

Monitoraggio e controllo: Per il monitoraggio si effettua un esame visivo delle piante (piante sofferenti,

foglie con picciolo reciso sotto la chioma). Trappole utilizzabili sono le reti metalliche a cono messe alla

base delle piante. (idrici e nutrizionali); l’umidità

Per il controllo vanno evitati gli stress del terreno superiore al 70%

provoca la morte delle uova; è buona norma estirpare le piante sofferenti e quelle già infestate

allontanando il più possibile le radici e usando materiale sano nel nuovo impianto. Possono effettuarsi

interventi adulticidi in primavera o comunque prima dell’ovideposizione con Spinosad. Alcune

indicazioni suggeriscono che il Thiacloprid sia efficace; si stanno effettuando delle prove per poi

eventualmente andare a variare il disciplinare. 14

Si possono usare come agenti di controllo dei nematodi entomopatogeni (Steinernema carpocapsae e

Heterorhabditis bacteriophora) che hanno come target la larva neonata (da maggio a settembre quando

le uova schiudono); nel metapontino si sta usando tale sistema in campo.

RHAGOLETIS CERASI

La Mosca delle ciliegie è un Dittero tefritide con adulti glicifagi e larve fitofaghe. È oligofaga e predilige i

frutti di specie di ciliegio coltivate e spontanee.

Caratteristiche morfologiche: il torace è nero con tre strie longitudinali; mesoscutello e bilancieri sono

gialli. Le ali anteriori presentano quattro tipiche fasce trasversali nere e una macchia distale nera a V

rovesciata utile al riconoscimento. La larva è apoda, microcefala e biancastra. Il pupario è paglierino.

Ciclo biologico: Al contrario di B. oleae, è monovoltina e mostra un perfetto sincronismo con la

(l’adulto esattamente all’invaiatura);

fenologia della pianta ospite compare è ritenuta una specie

stanziale perché si muove poco, capita anche che ogni pianta abbia una propria coorte quasi come fosse

una famiglia che vi abita. Sverna come pupa nel terreno. In Puglia gli adulti sfarfallano dal terreno da fine

aprile ai primi di giugno (picco di volo a metà maggio); si accoppiano entro una decina di giorni.

L’ovideposizione nei frutti all’invaiatura

avviene (talora poco prima); la femmina depone un uovo per

drupa rilasciando un feromone deterrente per altre femmine, in modo che non vadano a deporre nella

stessa drupa. L’area in cui penetra l’ovopositore in pochi giorni diventa brunastra. Ogni femmina produce un

L’incubazione

centinaio di uova (meno di B. oelae). dura una decina di giorni. Le larve mature dopo 2-4

settimane perforano il frutto e si lasciano cadere al suolo dove si interrano fino a 4 cm e si impupano.

La pupa resta in diapausa per una decina di mesi e può resistervi fino a 3 anni.

la larva infesta i frutti fino all’endocarpo presso il peduncolo con conseguente

Sintomatologia e danni: forte

deprezzamento commerciale dei frutti; la polpa perde consistenza e spesso si verificano marciumi

dovuti alla penetrazione di microrganismi dal foro di ovideposizione.

Fattori naturali di limitazione: Coleotteri carabidi e stafilinidi, Imenotteri formicidi possono predare

diversi stadi della mosca. Temperature < 6-7°C nella settimana prima dello sfarfallamento causano alta

l’ovideposizione

mortalità; non avviene sotto i 16°C; terreni compatti, con ristagni, sono sfavorevoli.

Monitoraggio e controllo: Il monitoraggio si attua con trappole cromotropiche e, con soglie di 1 adulto

per trappola (soglia molto bassa) per ciliegie destinate al consumo fresco. Per il controllo possono catturarsi

prima dell’invaiatura;

gli adulti con 1-8 trappole cromotropiche gialle per pianta questo metodo è

e eventualmente si può prevedere l’innesco con

efficace in piccole aziende idrolizzati proteici o sali

ammoniacali in modo da ridurre il numero di trappole impiegate.

l’uso almeno parzialmente, all’infestazione;

Il controllo agronomico prevede di cv precoci che sfuggono;

oppure lavorazioni superficiali del terreno prima dello sfarfallamento; raccolta accurata di tutti i frutti

(che risulta comunque difficile da realizzare).

Il controllo chimico può essere una lotta adulticida con esche proteiche avvelenate con dimetoato,

distribuite a filari alterni e solo sul lato più soleggiato della chioma una volta comparsi gli adulti; occorre però

all’invaiatura

ripetere la distribuzione di esche dopo 15 giorni; può attuarsi anche una lotta larvicida

dopo aver accertato la presenza di adulti con trappole cromotropiche e di punture sui frutti; si usano diversi

prodotti (es. fosmet) secondo disciplinare Puglia.

CERATITIS CAPITATA

La Mosca della frutta è un Dittero tefritide diffuso nei paesi mediterranei e in tutte le zone a clima

temperato caldo (in California crea grossi problemi). È altamente polifaga, colpisce più di 250 specie da

frutto, fra cui agrumi, pomacee, kiwi, fico, fico d’india, kaki (cedro e limone non sono infestati); può attaccare

anche l’uva ma non completa il ciclo.

l’adulto

Caratteristiche morfologiche: ha torace nero variegato di macchie biancastre; le ali sono

maculate bruno e giallo con addome giallo-rossastro; il capo del maschi presenta due lunghe setole

capitate (da cui il nome). La larva è apoda, microcefala, biancastra con evidenti uncini cefalici scuri.

Ciclo biologico: è una specie omodinama che compie più generazioni in un anno (al Sud-Italia da 2 a 8

in funzione di clima e presenza scalare di frutti da infestare). Sverna in vari stadi a seconda del clima: pupa

nel terreno, adulti e larve con inverni miti. Raggiunge la maturità sessuale in 4-7 giorni a luglio-agosto

e in 10-12 giorni in autunno-inverno. I maschi emettono feromoni di richiamo sessuale.

L’ovideposizione avviene preferibilmente su frutti ricchi di zuccheri, con temperature sopra i 15°C.

Depongono 1000-1500 uova per femmina anche in un mese (fino a 15 uova per puntura). Il sito di

deposizione anche in questo caso è marcato con feromoni deterrenti ma questi sono poco attivi ed è

frequente che più femmine depongano nella stessa camera sottoepicarpica. Per questo possono trovarsi

anche 60-70 larve sullo stesso frutto, spesso di diverse età. Le larve scavano gallerie nel frutto

dilaniandone i tessuti con gli uncini boccali; la polpa diviene deliquescente e i frutti cascolano. Con la

caduta le larve mature fuoriescono e si portano nel terreno impupandosi. Una generazione si compie

in soli 20 giorni in estate; in 3 mesi in inverno.

Fattori naturali di limitazione: nei mesi invernali temperature sotto i 10°C sono sfavorevoli; sotto i -5 e 15

sopra i 40°C gli adulti muoiono; aumenta la mortalità con forti venti caldi e secchi e alta umidità del

come per la Mosca dell’olivo.

suolo. Un parassitoide importante è P. concolor,

Sintomatologia e danni: è più dannosa al centro-sud; le gallerie larvali nei frutti sono spesso visibili

dall’esterno

anche e si hanno disfacimento e marcescenza. Tipiche sono le punture di ovideposizione

che sui frutti verdi provocano aree giallastre rotondeggianti e sui frutti colorati in maturazione

presentano margine verdastro. all’invaiatura

Montoraggio e controllo: il monitoraggio è inutile coi frutti acerbi e verdi; va fatto e subito

dopo le prime catture con trappole, va verificata la presenza delle prime punture fertili. Si usano trappole

cromotropiche gialle, trappole a sfera di colore rosso bruno, ecc. Esistono trappole per monitoraggio e

catture massali con paraferomoni, che possono essere di diverso tipo, come le Decis-trap.

Per il controllo vanno ridotte le consociazioni favorevoli; vanno distrutti i frutti infestati, anche

cascolati ed è opportuna la raccolta totale dei frutti.

Si può effettuare una lotta in magazzino con frutti resistenti alle basse temperature, che vengono

conservati a 1°C per 12 giorni o a 5°C per 19 giorni; oppure frutti vengono trattati con vapore a 43°C per

4-6 h o acqua calda a 46°C per circa 90 minuti.

La lotta adulticida preventiva può attuarsi con trappole Attract & Kill con attrattivi e deltametrina o

lambda-cialotrina, con 100 trappole/ha circa 2 mesi prima della raccolta; si usa anche il caolino che

ostacola la deposizione delle uova, con buoni risultati sugli agrumi che vengono poi lavati e incerati.

Altra lotta adulticida autocida si può attuare con Lufenuron al 3%, con esche a base di trimedlure,

acetato amminico e pirrolidina. Il trimedlure repelle le femmine e si ha un effetto sterilizzante. Si

possono anche usare esche proteiche avvelenate a base di Spinosad (Spintor-fly).

Essendo una specie altamente polifaga, non si può generalizzare per quanto riguarda le indicazioni del DPI

che sono altamente variabili da specie a specie.

FITOFAGI DEGLI AGRUMI

ALEUROTHRIXUS FLOCCOSUS

L’Aleurode fioccoso degli agrumi è un rincota tendenzialmente polifago, che attacca piante del genere

Citrus, sia ornamentali che coltivate.

L’adulto

Caratteristiche morfologiche: è giallo-rosato, lungo circa 1mm; le uova hanno un corto

peduncolo e sono disposte in cerchi o in archi su una o più file; la neanide di IV età ha pupario cremeo.

Ciclo biologico: Compie da 4 a 6 generazioni annue. La riproduzione è anfigonica. Svernano in genere

come neanidi di III e IV età e talvolta come uova. I nuovi adulti compaiono in genere a inizio marzo, e

dell’ovideposizione,

hanno una prolificità di 50-60 uova per femmina. A causa della scalarità sono

presenti diversi stadi contemporaneamente sulla vegetazione. Le neanidi di I età sono mobili, mentre le

altre si fissano alle foglie.

Sintomatologia e danni: producono abbondante melata e il dorso delle neanidi viene ricoperto di una

cera fioccosa. Si ha ingiallimento fogliare.

Fattori naturali di limitazione: un predatore naturale è il coccinellide Cryptolaemus montrouzeri, che

preda uova e neanidi e si può applicare soprattutto contro planococco. Un parassitoide è, invece, Cales

noacki (calcidoideo afelinide), un endofago monofago che parassitizza le neanidi di II e IV età; compie 4-5

all’anno;

generazioni si può distribuire con il metodo del bouquet (introducendo in campo parti di pianta

con l’Aleurode parassitizzato); bisogna fare attenzione perché coi trattamenti insetticidi e per eliminare

la melata, può essere limitata la popolazione del parassitoide.

Monitoraggio e controllo: Si effettuano campionamenti per verificare la presenza e la percentuale di

parassitizzazione da C. noacki. Il controllo può attuarsi con lanci del parassitoide e irrorazioni di acqua

ad alta pressione, col getto anche verso la pagina inferiore delle foglie per eliminare insetti e melata.

Le soglie di intervento nel DPI Puglia prevedono la presenza di almeno 30 individui di I e II età per foglia

su arancio e 5-10 su clementine. Per procedere con gli interventi chimici, è bene effettuare prima un

accurato lavaggio della chioma. Si possono usare olii bianchi, imidacloprid, acetamiprid, bupofrezin.

AFIDI DEGLI AGRUMI

appartengono a diverse specie dell’Ordine

Gli Afidi degli agrumi Rhynchota, Sezione Sternorrhyncha.

Comprendono una decina di specie che colpisce gli agrumi e sono polifaghe. Infestano la pagina

inferiore di foglioline, apici vegetativi e boccioli. L’inizio

Ciclo biologico: Sono specie polivoltine, generalmente con anolociclo e eteroiche.

dell’infestazione coincide con la ripresa vegetativa degli agrumi e avviene con le forme alate migranti

provenienti dagli ospiti erbacei su cui hanno svernato le forme attere. La densità aumenta in primavera

fino all’inizio

con la crescita del germoglio del suo indurimento, quando le alate migrano sulle erbacee.

Fattori naturali di limitazione: Esistono parassitoidi e predatori che contengono gli afidi ma in maniera 16

blanda e tardiva. Si tratta di parassitoidi come imenotteri braconidi, quali Lysiphlebus testaceipes (già

visto nelle drupacee), efficace soprattutto contro Toxoptera aurantii; Aphidius colemani; Trioxys spp..

Inoltre sono predatori degli afidi, Adalia bipunctata, Synharmonia congoblata e Propylaea 14-punctata.

Sintomatologia e danni: accartocciamenti fogliari e deformazioni dei teneri germogli infestati, che

subiscono rallentamenti o arresti di sviluppo; può aversi colatura dei fiori. Le deformazioni più

appariscenti sono quelle da A. spiraecola, meno da T. aurantii e ancora meno in A. gossypii, ma le

specie sono altrettanto nocive. Producono melata e possono trasmettere numerosi virus, fra cui la

Tristeza (soprattutto A. gossypi e T. aurantii).

Monitoraggio e controllo: si effettuano campionamenti visivi da marzo su 200 germogli/ha scelti a caso

dalle quattro esposizioni della chioma. Si può effettuare controllo chimico se la presenza dei nemici

naturali è insufficiente e non vanno eseguiti i trattamenti in fioritura.

● APHIS SPIRAECOLA (A. CITRICOLA)

L’Afide verde degli agrumi ha come ospiti primari Spiraea spp (Spirea, pianta arbustiva ornamentale da

giardino).; mentre Citrus spp. e altre erbacee sono gli ospiti secondari.

Caratteristiche morfologiche: la forma virginopara alata (2 mm) è verde-giallastra, con capo, torace,

sifoni e codicola castano-nerastri; la forma virginopara attera (1,5 mm) è verde, con sifoni e codicola

bruni. l’olociclo,

Ciclo biologico: compie in genere anolociclo e in Puglia, occasionalmente con deposizione

delle uova durevoli su Spirea. In condizioni ottimali (22-28°C e 70-80% di UR), compie una generazione

in soli sette giorni.

● APHIS GOSSYPII

L’Afide del cotone, delle malvacee e delle cucurbitacee, è molto polifago e colpisce anche solanacee,

fragola e agrumi (raramente il limone).

Caratteristiche morfologiche: la forma virginopara alata (1,2-2 mm) ha capo, torace e sifoni neri e

addome di colore variabile; la forma virginopara attera (1-1,8 mm) varia da giallo-verdastra a bruna ed

è rivestita di uno strato sottile di pruina, con sifoni neri.

Ciclo biologico: compie anolocicli su piante ospiti arboree ed erbacee nella maggior parte delle aree

geografiche; raramente compie olociclo fra gli ospiti primari arbustivi (Rhamnus, Hibiscus e Catalpa) e i

numerosi ospiti secondari. È fra i primi afidi che compaiono in primavera (primi di marzo) in campo e in

dell’infestazione tende a formare

serra. Nelle fasi iniziali focolai isolati.

● TOXOPTERA AURANTII

L’Afide nerastro degli agrumi colpisce gli agrumi fra i quali preferisce il limone.

Caratteristiche morfologiche: la forma virginopara alata (3 mm) è quasi completamente nerastra; la

forma virginopara attera (2 mm) è castano-nerastra con aree stridulatorie vicino ai sifoni.

Ciclo biologico: la specie è anolociclica su erbacee e arboree (in particolare limone, cedro e pittosporo);

fino a trenta generazioni all’anno

può compiere ed emette un lieve stridio per confricazione delle tibie

posteriori contro l’addome, udibile dall’uomo se prodotto da molti individui della colonia.

ICERYA PURCHASI appartiene all’Ordine

La Cocciniglia cotonosa solcata degli agrumi Rhynchota, Sezione Sternorrhyncha,

Famiglia Margarodidae, Sottofamiglia Monophlebidae. È una specie polifaga e predilige agrumi, pittosporo,

ginestre e acacie. Originaria dell’Australia si è diffusa in tutti i paesi con colture agrumicole.

Caratteristiche morfologiche: la femmina adulta (5 mm) è rossastra; quella ovigera ha un ovisacco

ceroso bianco con 16 solchi longitudinali. La neanide di I età è arancio. Il maschio è giallo-rossastro,

con un solo paio di ali.

Ciclo biologico: può svernare in tutti gli stadi (prevalentemente adulto); è ermafrodita sufficiente; ogni

uova protette dall’ovisacco.

femmina depone 400-800 I maschi, aploidi, compaiono di rado e sfarfallano

dai follicoli allungati situati sul tronco. Sia neanidi che adulti sono mobili. Può compiere da 2 a 4

generazioni per anno.

Sintomatologia e danni: generalmente infesta pochi rami e poche piante, formando gruppi molto

numerosi. Sottrae linfa, provocando ferite sulla corteccia e deformazioni che conducono a deperimenti

e disseccamenti delle parti attaccate e talora anche alla morte delle piante. Inoltre producono

abbondante melata con conseguenti fumaggini.

Fattori naturali di limitazione: le neanidi nate in inverno sono soggette a elevata mortalità (fino al 95%)

introdotto dall’Australia è

a causa di fattori abiotici. Un coccinelide, principale predatore della cocciniglia,

la Rodolia cardinalis, che viene impiegata per il controllo.

AONIDIELLA AURANTII

La Cocciniglia rossa forte degli agrumi o rossa di California è un Rincota polifago, attacca più di 200

specie, per lo più agrumi (soprattutto limone), fico, kaki, melo, pero, susino, vite e diverse ornamentali.

Caratteristiche morfologiche: la femmina adulta (diametro 2 mm) è protetta da un follicolo circolare

color nocciola, con esuvie centrali rossastre; il follicolo maschile è dello stesso colore ma ovale e 17

lungo fino a 1,2 mm.

Ciclo biologico: sverna come femmina adulta ma in climi miti sopravvivono tutti gli stadi. Compie fino

e l’ultima

a 4 generazioni parzialmente sovrapposte per anno. La prima generazione inizia a maggio a

fine agosto-primi di settembre. Le femmine, ovovivipare, depongono 60-150 uova o partoriscono

sono l’unico si disperdono sull’ospite della

neanidi. Le neanidi neonate stadio femminile mobile e

stessa pianta fissandosi entro 24-48 h. Le femmine giovani emettono un feromone sessuale e perdono

24 h dall’accoppiamento.

questa capacità entro

Sintomatologia e danni: infesta germogli, foglie, frutti e corteccia di branche e tronco, causando

ingiallimento su tutte le parti verdi e filloptosi. Si insedia per lo più sui rami, con spesse incrostazioni.

Fattori naturali di limitazione: Un coccinellide predatore è Chilocorus bipustulatus; parassitoidi sono

imenotteri Afelinidi ectofagi come Aphytis melinus (importato dalla California) e altri Aphytis spp.

Monitoraggio e controllo: si ispezionano 100-200 rametti o frutti/ha per valutare la densità della

popolazione dell’insetto e la presenza di parassitoidi e predatori. Si applicano due trappole a feromoni

sessuali per ha. La soglia di intervento è a 4 femmine per frutto o 1 femmina per cm di ramo. I

trattamenti chimici possono essere inefficaci per la contemporanea presenza di diverse età e stadi

dell’insetto e per le incrostazioni. Gli stadi sensibili sono neanidi di I e II età, da trattare a fine estate

con olio bianco al 2%. Trattamenti invernali garantiscono una maggior sopravvivenza dei parassitoidi

protetti all’interno della vittima). Si può effettuare il

(che si trovano allo stato di larva matura o pupa ben

lancio di Aphytis melinus con 50mila-200mila individui ad ha in primavera.

Come interventi agronomici è bene ridurre le potature, ridurre la presenza di polvere sulla chioma e

lavorare il terreno per disturbare i nidi delle formiche.

PHYLLOCNISTIS CITRELLA

La Minatrice serpentina degli agrumi è un lepidottero rilevato in Italia per la prima volta nel 1994. Può

infestare tutti i Citrus e altre Rutacee ed è depone senza però svilupparsi su piante di altre famiglie.

l’adulto

Caratteristiche morfologiche: (apertura alare 4 mm) ha ali anteriori biancastre con bande

L’uovo

grigiastre e giallastre trasversali e longitudinali. è lenticolare e traslucido. La larva è giallastra,

(esistono larve con diversa morfologia e diverse dall’adulto); si distinguono

apoda, ipermetabola larve di I

tipo dalla I alla III età che si nutrono di tessuto epidermico senza attaccare le cellule del mesofillo; larve di

per parziale atrofizzazione dell’apparato boccale. La

II tipo, di IV età, dette prepupe, di circa 3 mm, afaghe

crisalide è color nocciola.

Ciclo biologico: svernano come larva o crisalide nelle foglie; in regione e annate miti anche come uova

e adulti. I primi adulti, sempre crepuscolari, compaiono in primavera con la nuova vegetazione. Le

femmine depongono circa 50 uova su giovani foglie e germogli teneri. Le larve di I età producono mine

lineari e dopo circa 3 giorni mutano; quelle di II e III età scavano mine serpentiniformi e mutano dopo

un giorno; quelle di IV età ripiegano una piccola porzione marginale del lembo fogliare, costruiscono

un bozzolo e mutano in un giorno. Il ciclo di sviluppo si compie in 15-50 giorni. Normalmente è più

attiva nei mesi estivi e in Italia sono state registrate dalle 5 alle 13 generazioni annue.

Fattori naturali di limitazione: imenotteri parassitoidi (Pnigalio sp., Sympiesis sandanis, Cirrospilus

pictus, tutti aspecifici); Imenotteri eulofidi esotici Citrostichus phyllocnistoides, Semielacher petiolata.

Sintomatologia e danni: producono mine lineari serpentiformi argentate per la penetrazione di aria sotto

lo strato cuticolare, su foglie e germogli. Nelle mine si trovano cordoncini di escrementi brunastri. Le

foglie infestate accartocciate, deformate e disseccate, cadono. Lo sviluppo e la produttività delle

piante possono essere compromessi solo in annate con altissima densità di popolazione del fitofago

turbe dell’agroecosistema.

per assenza di parassitoidi e

I danni più gravi si hanno in vivaio e nei giovani impianti per la minor vigoria delle piante e la quasi

costante presenza di foglie giovani, molto suscettibili al fitofago.

Monitoraggio e controllo: si esaminano 10 germogli con foglie giovani di 1-5 cm per pianta, sul 5%

dell’agrumeto. La soglia di intervento per giovani impianti e reinnesti è di 30% di germogli infestati.

Si può attuare controllo su giovani impianti e vivai con piante innestate e specie ornamentali, programmando

favorire l’emissione di vegetazione in

gli interventi irrigui e le concimazioni per primavera;

razionalizzare le pratiche agronomiche per ridurre la comparsa scalare di nuovi germogli. Le cv di limone

Lunario e Santa Teresa sono preferite dalle femmine ovideponenti rispetto a Zagara bianca.

Possono usarsi reti anti-insetto per proteggere le piante in vivaio e i germogli delle piante reinnestate.

Possono introdursi e diffondersi Citrostichus phyllocnistoides e soprattutto Semielacher petiolata.

Il controllo chimico si effettua col 30% di germogli attaccati, usando larvicidi citotropici o sistemici

(imidacloprid, metossifenozide, ecc.), alternando quelli a diversi meccanismi di azione per evitare

L’efficacia dell’insetticida aumenta con l’addizione

fenomeni di resistenza. di 500 g/hl di olio bianco.

PLANOCOCCUS CITRI

La Cocciniglia farinosa degli agrumi (cotonello degli agrumi) è un Rincota pseudococcide molto polifago.

Caratteristiche morfologiche: la femmina adulta (3 mm) è ovale con 18 paia di raggi cerosi, di cui 18

quello anale più lungo; il corpo è giallo-rosa mascherato da secrezioni cerose bianche; a maturità

produce un ovisacco fioccoso informe più lungo del corpo. Il maschio è castano-rossastro con un

sull’ottavo urite.

solo paio di ali mesotoraciche e due lunghi raggi cerosi

Ciclo biologico: sverna in diversi stadi, prevalentemente da neanide di II età, in ricoveri sulla pianta

ospite. Al Sud-Italia compie 4-5 generazioni annue. La densità di popolazione è piuttosto contenuta in

primavera, subisce una stasi in estate, raggiungendo il massimo in autunno. La riproduzione è

nell’ovisacco

anfigonica e occasionalmente partenogenetica. Ogni femmina depone 300-600 uova

fioccoso. Le neanidi (mobili) si insediano costituendo ammassi sempre più vistosi. Il cotonello è

assiduamente accudito dalle formiche.

Fattori naturali di limitazione: fra i predatori vi sono Neurotteri Sympherobius pygmaeus, Ditteri

camemidi (Leucopis spp.) oofagi, Coccinellidi (Scymnus includens e Cryptolaemus montrouzieri).

Parassitoidi sono i Calcidoidei encirtidi (Anagyrus pseudococci e Leptomastidea abnormis).

Sintomatologia e danni: infesta tutti gli organi (anche radici); si hanno ingiallimento e cascola dei frutti,

più gravi in annate siccitose e con venti caldi e secchi. Producono melata e conseguenti fumaggini.

200 frutti/ha dopo l’allegagione.

Monitoraggio e controllo: si ispezionano almeno Per il controllo va

l’eccesso di ombreggiamento

evitato e di N nella concimazione. Gli interventi chimici si possono

effettuare in estate col 5% di frutti infestati e in autunno col 10-15, con Olio Bianco, Buprofezin o

Spirotetramat; si attuano solo in caso di effettiva necessità e in maniera localizzata. Gli stadi sensibili

sono le neanidi di I e II età migranti sui frutticini di 2-3 cm. Con pullulazioni su frutti di piante a chioma

fitta, in presenza di abbondanti colonie, melata e fumaggine, si deve asportare i frutti, diradare la

chioma e controllare le formiche alla base delle piante.

FITOFAGI DELLA VITE

PLANOCOCCUS FICUS

La Cocciniglia farinosa della vite (o cotonello della vite) può essere sia della specie P. citri che P. ficus.

Sono specie polifaghe che infestano anche agrumi, diospiro e numerose piante ornamentali, soprattutto

Le condizioni favorevoli all’infestazione sono la fitta vegetazione (frequentemente

da appartamento.

per le piante ornamentali), poca circolazione d’aria e alta umidità relativa, con scarsa luminosità,

ricercata

tutte caratteristiche tipiche degli appartamenti e anche dei tendoni coltivati di vite.

Caratteristiche morfologiche: non ci sono differenze grosse fra le due specie, esclusa la distribuzione di

pori e dotti tubolari che producono cera. Le femmine sono lunghe 5 mm con 18 paia di raggi cerosi sul

due lunghi raggi cerosi sull’VIII urite.

margine; il maschio è rossastro con le sole ali mesotoraciche e

Ciclo biologico: Compiono più generazioni, generalmente 2-3 al nord, 4 al centro e anche 6 al sud. È

e stadi che dopo l’inverno si hanno

facile che le generazioni si sovrappongano. Svernano in varie età

gradualmente rendendo difficoltoso l’intervento. In P. ficus, le neanidi svernanti e quelle derivate da femmine

e ovisacchi svernanti si spostano alla base dei germogli e tralci al germogliamento, dove risiedono per circa

un mese. Le femmine, sia anfigoniche che partenogenetiche, si insediano sul ritidoma e depongono 100-

200 uova frammiste a cera bianco-candida. Le neanidi di II generazione nate dalle femmine svernanti e

quelle seguenti, invadono prima i tralci e le foglie e poi i grappoli.

Tendono ad aggregarsi in gran numero vicino a parti protette della pianta. Anche le formiche le

proteggono perché sono produttrici di melata.

Sintomatologia e danni: provoca alterazioni su tutti gli organi ma il danno maggiore si ha sui grappoli

che maturano con difficoltà e divengono inutilizzabili. Le foglie ingialliscono, seccano e cadono. Si

uniscono l’abbondante produzione di melata e lo sviluppo di fumaggini. Favorisce la trasmissione di

virus, fra cui accartocciamento fogliare, GVA del legno del riccio del Kober, GVB della suberosità

corticale.

Monitoraggio e controllo: si può agire in pre-raccolta individuando e controllando i ceppi più infestati per

poter programmare i trattamenti invernali. In primavera, partendo da quelle piante di riferimento, si

prendono circa 200 germogli per ha, possibilmente alla base della pianta, per rilevare le neanidi migranti

della I generazione. Si possono utilizzare trappole a feromoni sessuali rosse (migliori delle bianche).

Per il controllo agronomico possono eliminarsi i fattori predisponenti, con concimazioni equilibrate,

evitando eccessi di N; con potatura del verde per arieggiare la chioma.

prevede l’uso di dall’avversità.

Il disciplinare diversi prodotti con al max 1 trattamento indipendentemente

Si può attuare un controllo invernale con polisolfuri di Ca e olio bianco; in primavera con fosforganici.

Il periodo di massima efficacia è alla migrazione delle neanidi di I e II età. Il trattamento con saponi

molli ha effetti collaterali di danno estetico (rimozione della pruina) e fitotossicità con macchie

parte inferiore dell’acino.

necrotiche sulla È un problema attuare il controllo chimico in biologico.

XIPHINEMA SPP.

Ai nematodi del Genere Xiphinema appartengono le specie X. index e X. mediterraneum. Il maschio è 19

molto raro e prevale la partenogenesi

Caratteristiche morfologiche: sono lunghi da 1,5 a 4,5 mm, hanno uno stiletto molto lungo in grado di

perforare addirittura uno strato di dieci cellule nelle radici delle piante.

Ciclo biologico: il ciclo di sviluppo dura circa un anno, sono molto longevi (fino a 5 anni) e si

distribuiscono in verticale nel terreno, solitamente fra 0 e 120 cm, raggiungendo addirittura i 3 metri.

pungono l’apice radicale e sono in grado di

Sintomatologia e danni: perforare addirittura uno strato di

una decina di cellule nelle radici delle piante, sulle quali si formano galle (ipertrofia). Le radici assumono

aspetto coralloide.

Inoltre, molto grave è la possibilità di trasmissione del virus GFV sulla vite. Il nematode, per giunta, può

restare infettivo per un periodo estremamente lungo (3-10 mesi). Quando il nematode muta, il virus è

eliminato con la vecchia cuticola. Il nematode in sé, produce grossi danni solo se presente in grandi

quantità; poiché sono specie poco prolifiche e nel terreno se ne trovano solitamente pochi, il problema

maggiore è dovuto alla trasmissione del virus.

Monitoraggio e controllo: il controllo è difficoltoso considerata la profondità raggiungibile. È

consigliabile non reimpiantare il vigneto per 2-5 anni su terreni di impianti estirpati, coltivandoli per

questo periodo con cereali, che non possono ospitare gli Xiphinema e ricevono abbondanti

lavorazioni. È bene usare materiale di propagazione sano. Non esistono cv di vite resistente al GFV.

TETRANYCHIDAE

I Ragnetti tetranichidi sono acari esclusivamente fitofagi sulle foglie e se ne segnalano tre specie:

Eotetranychus carpini vitis, oligofaga; Tetranychus urticae e Panonychus ulmi, polifaghe. Tutte e tre le

specie si trovano sulla vite. μm.

Caratteristiche morfologiche: Sono lunghi circa 200-1000 Il maschio è più piccolo della femmina,

L’adulto

verdastro e piriforme. La femmina è rossastra e globosa. di P. ulmi presenta caratteristiche

con cui pungono le cellule dell’epidermide

setole che fuoriescono da tubercoli biancastri. Hanno stiletti e

un’altra via risucchiano i fluidi.

del mesofillo, introducono saliva e mediante Non sono in grado di

raggiungere le nervature, quindi non raggiungono linfa elaborata e grezza.

Ciclo biologico: si riproducono per anfigonia e partenogenesi prevalentemente arrenotoca; le specie più

attive producono 5-6 uova/gg (50-60, al massimo 100 uova per femmina). P. ulmi svernano come uovo

presso l’inserzione di cordoni e gemme;

deposto a fine agosto la schiusura delle uova è sincronizzata

con il germogliamento delle gemme ed è scalare; compiono la generazione in sole 2-3 settimane,

quindi il numero per anno può essere molto alto (da 4 a 12 a seconda delle condizioni climatiche).

Tetranychus spp. svernano come femmine inseminate. Si insediano tipicamente sulla pagina inferiore

L’E.

delle foglie e i Tetranychus producono seta (poca). carpini vitis è comune in vigneti soleggiati,

freschi e con alta umidità relativa (> 60%).

Sintomatologia e danni: sintomo tipico è la clorosi fogliare e superato un certo numero di foglie alterate si

ha una riduzione della fotosintesi.

si effettua un’ispezione con l’osservazione

Monitoraggio e controllo: dei sintomi e successivamente

viene fatto un campionamento delle piante che vengono osservate in laboratorio. Secondo disciplinare,

possono utilizzarsi Exitiazox, Etoxazole (entrambi con proprietà anche ovicide), Tebufenpirad,

Abamectina e Pyiridaben. Le soglie di intervento a inizio vegetazione sono del 60-70% di foglie con

forme mobili presenti; in piena estate 30-45%.

Con infestazione ingente, sarebbe opportuno usare due prodotti, uno ovicida e uno larvo-adulticida.

Se è possibile considerare i due prodotti come frazioni di un unico trattamento, la strategia è attuabile

un trattamento acaricida all’anno).

secondo disciplinare (al max

CALEPITRIMERUS VITIS agente dell’acariosi,

Calapitrimerus vitis è un acaro eriofide, specifico della vite, comunissimo.

Caratteristiche morfologiche: Lungo 0,2 mm, con 2 paia di zampe. Sono presenti 2 forme di femmine: le

femmine protogine (estive), prima bianco-giallastre, poi brunastre, soprattutto sulla parte anteriore del

corpo, presentano dei microtubercoli sulla faccia ventrale; le femmine deutogine (invernali) sono giallo-

brunastre senza microtubercoli. I maschi, pochi, sono simili alle femmine protogine ma più piccoli.

Ciclo biologico: La riproduzione è anfigonica o partenogenetica (arrenotoca). Le femmine deutogine

si trovano nelle gemme e sotto la corteccia da luglio ad aprile; in primavera si spostano sulle foglie. Le

protogine e i maschi si trovano su foglie, infiorescenze e tralci, da maggio a settembre (in primavera-

estate) e da luglio si hanno nuovamente le deutogine, prima su foglie e poi in gemme e corteccia.

Sintomatologia e danni: è difficile riconoscerne la presenza dai sintomi come, clorosi puntiforme fogliare,

deformazioni fogliari, necrosi superficiali di rachidi e tralci, disseccamento delle gemme,

accorciamento internodi con crescita irregolare a zig-zag, aborto fiorale e bronzature sulle foglie.

Spesso vengono segnalate alterazioni dovute a tali acari, ma in realtà è colpa dell’andamento climatico (per

improvvisi abbassamenti di T° si ha lo scarso accrescimento degli internodi).

Monitoraggio e controllo: non esistono delle soglie ben definite; è bene salvaguardare o alla necessità 20

reintrodurre gli acari fitoseidi che sono predatori di questa specie; questa tecnica si attua per lo più in

Veneto. I trattamenti chimici possono effettuarsi alla ripresa vegetativa (punta verde) con S. Il DPI

prevede l’intervento solo in caso di forte attacco con S o Olio minerale e al max due interventi annui.

FRANKLINIELLA OCCIDENTALIS

Il Tripide occidentale dei fiori appartiene alla famiglia Thripidae. In serra diventa un problema importante

perché raggiunge alti livelli di infestazione (es. su pomodoro). È altamente polifaga (244 ospiti di 62

famiglie) Su vite, per fortuna, se individuata è controllabile.

Caratteristiche morfologiche: La femmina è giallastra con una fascia mediana bruna; in inverno è

bruna (non nera come altri tripidi). È lunga al massimo 1,5 mm; il maschio è più corto e più chiaro. Ha

otto antennomeri; III e IV con un cono sensoriale biforcato. Sul pronoto hanno lunghe setole. Per il

riconoscimento vanno visti anche il tipo di setole e la conformazione degli ocelli.

Ciclo biologico: si riproducono per anfigonia e partenogenesi arrenotoca. Depongono uova isolate (40

per femmina), su tutte le parti del fiore e il danno maggiore si ha quando la deposizione avviene su

all’anno, ma

ovari o frutticini appena allegati. Compie 5-7 generazioni una sola infesta la vite (alla

fioritura con temperature ottimali fra 20 e 28°C).

Sintomatologia e danni: molto frequenti sui frutti di pomodoro e prugne, interessano anche foglie,

per l’alimentazione

germogli e fiori. Effettuano due tipi di punture, con immissione di saliva e per

ovideposizione, provocando aborti fiorali, depigmentazioni, argentature, necrosi, rugginosità,

suberificazione dei tessuti, deformazione, affastellamento e riduzione di sviluppo dei germogli. È

anche vettore di diversi virus, come TSWV e TSV su specie erbacee; il virus viene acquisito dalla ninfa

che resta infettiva per 3-10 giorni. Oltre ai sintomi tipici sugli acini di uva, come aloni biancastri con un

punto bruno centrale che è il sito di ovideposizione, vi sono sintomi secondari: spaccature degli acini

che favoriscono le infezioni fungine e di agenti di marciumi. Le cv Matilda e Italia sono molto sensibili.

Fattori naturali di limitazione: predatori naturali sono gli acari fitoseidi Amblyseius swirskii (è in

commercio, è oligofago e attacca per lo più le forme giovanili di tripidi, è ottimo in serra e su piante erbacee)

e gli antocoridi Orius spp. (piccoli emitteri con rostro; O. levigatus è certamente disponibile in commercio).

l’epoca

Monitoraggio e controllo: sensibile va da inizio fioritura a fine allegagione. Può essere utile

monitorare e campionare anche altre piante in fioritura prossime al vigneto o anche a fioritura poco

(meglio delle gialle per i tripidi) all’altezza

precedente (olivo). Vanno dislocate circa 20 trappole/ha azzurre

delle infiorescenze. Per campionare si scuotono le infiorescenze (50-100 grappoli/ha) e si ripete il rilievo

nell’immediata

ogni 2-3 giorni. Il controllo chimico va fatto, una volta accertata la presenza,

prefioritura, con prodotti come Methiocarb, Spinosad e Formetanate.

In vigneti sperimentali si è attuato un contenimento dei danni facendo fiorire delle piante-esca di Phacelia

tanacetifoglia, contemporaneamente alla vite. I fiori di questa pianta attraggono i tripidi distraendoli.

DREPANOTHRIPS REUTERI per tutto l’anno su parti diverse della

Il Tripide della vite appartiene alla famiglia Thripidae e si trova pianta.

È polifago, infesta vite e altre latifoglie forestali e di interesse paesaggistico (nocciolo, salice, acero, querce).

Caratteristiche morfologiche: è più piccolo della Frankliniella occidentalis e rispetto a questa ha 6

L’adulto

articoli antennali invece di 8; quelli distali sono brunastri. è giallo chiaro.

Ciclo biologico: sverna da adulto per lo più sotto il ritidoma (più raramente sotto le perule); depone

introducendo l’ovopositore nei tessuti più teneri dell’ospite

uova isolate, (foglie, germogli e anche

rachide). Il ciclo è semplice, con 2-3 generazioni annue. Gli adulti della I generazione compaiono in

genere a fine maggio-inizio giugno.

Sintomatologia e danni: le alterazioni prodotte sono simili a quelle indotte da acariosi (C. vitis) ed

escoriosi, come il rallentamento dello sviluppo dei germogli con accorciamento degli internodi,

oppure tacche necrotiche sulle nervature e sui germogli. Inoltre si ha una deformazione fogliare.

L’azione del tripide è svolta tramite le punture di nutrizione e ovideposizione che causano i sintomi visti.

Monitoraggio e controllo: Si usano trappole cromotropiche blu (almeno 10/ha) fin dal germogliamento.

Vanno raccolte settimanalmente e battute su una superficie almeno 200 foglie/ha in primavera, dopo di

che con l’ausilio del microscopio si conta il numero di tripidi per foglia. Il disciplinare non prevede

presenza dell’infestazione,

soglie, ma parla solo di comunque sia sono sufficienti 2-3 individui/foglia allo

stato di foglie distese per intervenire. Il periodo critico è alla crescita e maturazione dei frutti; si può

intervenire con Spinosad per le uve da vino e anche con Formetanate per le uve da tavola.

LOBESIA BOTRANA

La Tignoletta della vite è un lepidottero oligofago, che vive su molte piante mediterranee; si trova su fiori,

frutti e foglie di vite, corbezzolo, mirto, rosmarino, olivo, kiwi. In Puglia colpisce in di più le uve da tavola.

l’adulto

Caratteristiche morfologiche: è molto piccolo (apertura alare al max 12 mm); ha ali anteriori

più o meno scure. L’uovo

subtrapezoidali marmorizzate ocra, giallo e bluastro e ali posteriori grigie è

lenticolare di appena 0,7 mm max, giallo chiaro e ialino dopo la schiusura. La larva neonata è bianca, 21

(nell’uovo è

di circa 1,5 mm piegata in due); la larva matura è verdastra o brunastra con capo castano e

arriva a 11 mm. Vi sono larve fino alla V età. La crisalide può essere racchiusa in un bozzolo sericeo


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MarcoP87

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in Gestione e Sviluppo Sostenibile dei Sistemi Rurali Mediterranei
SSD:
Università: Bari - Uniba
A.A.: 2017-2018

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher MarcoP87 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Gestione Ecocompatibile della Protezione delle Piante dai Fitofagi e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Bari - Uniba o del prof De Lillo Enrico.

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