→
FISIOLOGIA VEGETALE la scienza che studia il funzionamento dei sistemi
biologici vegetali e ciò che si verifica al loro interno, rendendone possibile la vita.
La vita è un fenomeno dinamico che consuma energia, e tutti gli organismi, per vivere,
crescere e riprodursi, devono approvvigionarsi di sostanze che soddisfino questa esigenza.
Ma cos’è una PIANTA?
È un organismo pluricellulare (cellule eucariotiche e con parete) , immobile, con alternanza
immobile
di generazioni (sporofito e gametofito) e soprattutto a utotrofo.
utotrofo
Struttura e funzione della pianta sono in relazione con l’autotrofia: cioè sono perfettamente
integrate per permettere una sopravvivenza svincolata dalle risorse energetiche terrestri!
N.B. La pianta si procura energia tramite le FOGLIE e le RADICI…
LA CELLULA VEGETALE
Ha in comune con le cellule animali: →
• permette alla cellula di assorbire e trattenere
membrana plasmatica (plasmalemma)
alcune sostanze e nello stesso tempo di escluderne altre (permeabilità selettiva). Le
membrane delimitano anche i confini di organuli specializzati e regolano i flussi di
metabolici dentro e fuori tali compartimenti.
Tutte le membrane sono fatte di un doppio strato di fosfolipidi nel quale sono incluse le
proteine. La composizione dei fosfolipidi e le proprietà delle proteine variano da una
membrana all’altra conferendo a ognuna una tipica caratteristica funzionale.
→
Fosfolipidi hanno una testa idrofila e una coda idrofoba. Caratteristica importantissima!
Le membrane dei plastidi, al posto dei fosfolipidi hanno i glicosilgliceridi (privi di gruppo
fosfato). La coda idrofoba è costituita da 2 catene di acidi grassi, di cui solitamente uno è
saturo e l’altro no. Gli acidi insaturi hanno doppi legami che conferiscono fluidità. Le piante
devono mantenere questa fluidità molto più degli altri organismi i loro fosfolipidi sono
⇒
più ricchi di acidi insaturi!
Associate al doppio strato lipidico:
- proteine integrali (si estendono attraverso l’intero spessore della membrana);
- proteine periferiche (sono attaccate alla superficie della membrana con legami non
covalenti).
Funzioni delle membrane biologiche
Grazie alle loro proprietà, le membrane delimitano le cellule e garantiscono la loro
compartimentazione, condizione indispensabile per il mantenimento di ambienti stabili dal
punto di vista chimico-fisico in cui delicati processi biochimici possono svolgersi senza
interferenze. La natura idrofobica del doppio strato Iipidico delle membrane biologiche
rappresenta una barriera che limita il trasferimento indiscriminato di soluti sia verso
l’interno che verso l’esterno della cellula o dei sui comparti.
Tipi di membrane presenti nelle cellule vegetali
Membrana plasmatica (plasmalemma) Membrana dei perossisoma
Membrana nucleare Membrana dei gliossisomi
Reticolo endoplasmatico Involucro del cloroplasto (interno + esterno)
Cisterne del Golgi Membrane dei tilacoidi
Tonoplasto Membrane del mitocondrio (int + est).
• →
nucleo contiene il materiale genetico. La membrana nucleare è doppia e fra uno strato
I punti di fusione sono detti pori nucleari. Nel nucleo
e l’altro c’è lo spazio perinucleare.
c’è anche il nucleolo, la sede della sintesi dei ribosomi.
nucleolo
• →
mitocondri respirazione cellulare.
• →
reticolo endoplasmatico elaborato intreccio di membrane interne, in continuità con il
plasmalemma. Formato da elementi tubulari e da cisterne appiattite, serve da rete di
collegamento tra le varie membrane interne della cellula.
Rugoso = ha ribosomi attaccati alla superficie della membrana. Sintetizza le proteine di
membrana e quelle che devono essere trasportate fuori dalla cellula. Regola il trasporto
attraverso la membrana.
Liscio = modifica le proteine sintetizzare sul RER e le spedisce all’apparato del Golgi. Il suo
ruolo primario è cmq la sintesi dei lipidi.
• →
apparato del Golgi sistema di cisterne appiattite (o sacculi), raggruppate il dittiosomi. I
sacculi sono strettamente associati gli uni agli altri. È una struttura polarizzata: le cisterne
più vicine al plasmalemma sono la parte trans, quelle più vicine al centro della cell sono
trans
la parte cis, quelle nel mezzo la parte mediana.
cis
Nell’apparato del Golgi vengono immagazzinate le proteine prodotte nel RER, vengono
modificate nella loro composiz chimica e poi impacchettate in una forma condensata
→
all’interno di vescicole sono così isolate dal citosol e possono essere mandate all’esterno
della cellula. In generale cmq il Golgi è come una fabbrica di carboidrati, perché le proteine
carboidrati
vengono rielaborate in modo da produrre saccaridi sia semplici che complessi! Emicellulose,
Nelle cell vegetali il Golgi ha un ruolo nella formazione della parete cellulare.
pectine ed estensina vengono sintetizzati all’interno dell’apparato del Golgi.
• →
citoscheletro intreccio tridimensionale di proteine fibrose. Serve da sostegno alla
cellula, fornisce organizzazione spaziale agli organuli e permette il loro spostamento
attraverso il citosol. È costituito da 3 tipi di elementi: microtubuli, filamenti intermedi e
microfilamenti.
Microtubuli = costituiti da tubulina, che si dispone in 13 catene lasciando una cavità
centrale.
Microfilamenti = formati dalla proteina globulare actina, che forma 2 lunghe catene
intrecciate.
Filam. intermedi = formati da proteine fibrose della famiglia delle cheratine, che quando si
associano formano strutture simili a cordoncini, sottili ma resistenti.
Caratteristiche peculiari delle cellule vegetali:
→
parete cellulare formata da polisaccaridi ( pectine, emicellulosa, cellulosa) e da
proteine (estensina e altre).
→
plasmodesmi estensioni tubulari della membrana plasmatica che attraversano la
parete cellulare collegando i citoplasmi di cell adiacenti. Molte cellule
sono collegate fra loro in questo modo, rappresentando un continuum
simplasto
detto , e il trasporto di soluti attraverso le cellule, che utilizza
trasporto
tr
asporto simplastico .
i plasmodesmi, è detto 2
Ogni plasmodesma è formato da un tubulo di ER (ret. end.) in
continuità con l’ER della cellula adiacente il simplasto unisce, oltre al
⇒
citosol, anche il contenuto del lume dell’ER delle cellule!
→
vacuolo le cell vegetali mature contengono un unico grande vacuolo pieno d’acqua
→ 80 - 90% del volume cellulare. Ogni vacuolo è circondato da una
tonoplasto
membrana detta . Nell’acqua vacuolare sono disciolti vari soluti:
ioni, acidi inorganici, zucchero, enzimi e molti metabolici secondari.
Nei semi sono abbondanti vacuoli specializzati nell’accumulo di proteine (i
corpi proteici).
→
cloroplasti sono i plastidi che contengono la clorofilla e le proteine ad essa associate,
Sono delimitati da una membrana doppia
e sono la sede della fotosintesi.
e all’interno hanno un altro sistema di membrane, i tilacoidi,
Le proteine ed i pigmenti si
l’impilamento di tilacoidi forma un granum.
trovano sulla superficie della membrana tilacoidale. Lo scomparto fluido è
detto stroma.
Oltre ai cloroplasti ci sono: leucoplasti (bianchi, con funzione di riserva) e
(colorati, con pigmenti vari).
cromoplasti 3
TRASPORTO ATTRAVERSO LA MEMBRANA
DIFFUSIONE = processo tramite il quale molecole o ioni in soluzione, a causa della loro
collidono scambiandosi energia cinetica e quindi si muovono
agitazione termica
casualmente da una zona a più alta energia libera a una zona a più bassa en libera.
Le molecole quindi si spostano da zone ad alta concentrazione a zone a bassa
il gradiente energetico è diretta conseguenza del gradiente di
concentrazione ⇒
concentrazione!
La diffusione segue la legge di Fick:
Fick Il segno negativo
indica che il flusso
δ
c è SPONTANEO
la velocità di trasporto del soluto
= − ⋅ s
J D δ tramite diffusione è direttam prop al
s s x gradiente concentrazione del soluto
= densità di flusso s
= velocità di trasporto del soluto, cioè la quantità di sostanza che
J s mol · m · s
-2 -1 ).
attraversa un’unità di area nell’unità di tempo (
= coefficiente di diffusione = misura la facilità con cui la sostanza è in grado di
D s
muoversi in un particolare mezzo.
δ ∆
c c
=
s s
gradiente di concentrazione cioè la diff di concentraz di s
, approssimato come
δ ∆
x x ∆
( ) fra due punti separati dalla
c s ∆ .
distanza x
Una sostanza diffonde più velocemente quando aumenta il gradiente di concentrazione o
quando aumenta il coefficiente di diffusione. Il movimento di molecole per diffusione è un
Quando invece una sostanza deve muoversi CONTRO gradiente, si parla
trasporto passivo.
di:
TRASPORTO ATTIVO = non è spontaneo e può essere effettuato solo se al sistema viene
applicata energia (idrolisi dell’ATP).
L’input energetico necessario perché una sostanza sia spostata contro gradiente può essere
calcolato conoscendo il potenziale chimico di questa sostanza e la differenza di potenziale
µ
∆
che si genera ( ).
s
POTENZIALE CHIMICO di un soluto = tutte le fonti di energia potenziale che, oltre al
gradiente di concentraz, permettono il trasporto (gravità, pressione idrostatica, campi
elettrici). all’interno della cellula è:
Il potenziale chimico di una molecola NEUTRA
µ =
µ µ 0
= + + potenziale chimico in condiz standard
i 0 i
RT ln C VP s
s s s =
i concentraz soluto
C s
Componente della = componente della press idrostatica
VP
concentrazione 4
Il potenziale chimico della stessa molecola all’esterno è:
µ µ
= +
0
e e
RT ln C
s s s
µ µ µ →
∆ = −
i e questa diff di potenz chimico rappresenta il contributo di un soluto
s s s ∆
alla variazione di energia libera ( ) del sistema; inoltre il potenz
G
chimico è importante perché somma tutte le forze che possono agire su
una molecola e che portano al trasporto netto.
µ
∆
Se è negativo si ha diffusione spontanea (trasporto passivo).
s
µ
∆
Se è positivo il sistema deve essere rifornito dell’energia necessaria a vincere il
s
gradiente di concentrazione (trasporto attivo).
Se il soluto è uno ione, per determinare il potenz chimico, si deve mettere nell’equazione
ione
anche il valore della sua componente elettrica:
[ ]
µ µ
= + + + z = carica dello ione
0 RT ln s VP zFE
s s F = cost di Faraday
E = potenz elettrico i flussi
Quando la distribuzione di un soluto attraverso la membrana raggiunge l’equilibrio
equilibrio
→
del soluto interno esterno e viceversa si equivalgono:
= µ µ
= µ
e i
J J ∆ = 0
→ → ⇒
⇒
e i i e s s s
Per ogni ione (all’equilibrio) si ha che:
µ µ
+ + = + +
0 e e 0 i i
ln ln
RT C zFE RT C zFE
s s s s
E risolvendo si ottiene: i
C
RT
− = = ⋅
i e s
E E ln
∆E n e
zF C s
POTENZIALE DI NERNST
L’energia libera del sistema è dipendente sia dalla concentrazione che dalla carica perciò per
avere all’esterno della cell un’energia maggiore, è necessario che fuori ci siano anche molte
cariche positive, così il potenziale di Nernst è maggiore all’esterno; la concentraz è
maggiore all’esterno il gradiente è tutto in discesa e il trasporto verso l’interno della cell
⇒
è molto più facile! 5
i i i
C C C
RT 2
,
3 RT
∆ = ⋅ = ⋅ = ⋅
s s s
E ln log 59 log
n e e e
zF zF
C C C
s s s
→
EQUAZIONE DI NERNST fa capire che all’equilibrio, la distribuzione diseguale di ioni tra
interno ed esterno di una cell, è bilanciata da una diff di potenz elettrico (o potenz di
∆ ).
diffusione) trans-membrana (indicato anche come V
E m
Si genera un potenziale più negativo all’interno della cell, alla cui formazione contribuisce
solo in parte il potenziale di Donnan (=potenz di diffusione che si genera appunto per
diffusione passiva).
Però solo la concentraz di K misurata con l’eq. di Nernst corrisponde a quella osservata
+ subordinata ad un controllo selettivo
sperimentalmente la concentraz di molti ioni è
⇒
più rigido
!
Inoltre la situazione è ulteriormente complicata dalla presenza di compartimenti cellulari e
degli equilibri che si instaurano fra questi. Essa mette il relazione i
Più completa di quella di Nernst è l’equazione
equazione di Goldman.
Goldman
gradienti ionici transmembrana degli elementi presenti a maggior concentrazione nelle
cellule, con il potenziale di diffusione che si sviluppa.
Tuttavia anche questa equaz non riporta i dati osservati sperimentalm, perché tra i 2 lati
dovuta all’eccesso di cariche positive
della membrana c’è una IPERPOLARIZZAZIONE
all’esterno della cell. Infatti ogni volta che uno ione si sposta dentro o fuori della cell senza
essere controbilanciato dal movimento di uno ione di carica opposta, attraverso la
membrana di genera un voltaggio! La differenza di voltaggio viene mantenuta consumando
energia, spesso fornita dall’idrolisi dell’ATP.
Ogni meccanismo che sposta una carica elettrica senza che sia controbilanciata viene detto
pompa elettrogenica. Le pompe elettroneutre non coinvolgono spostamento di carica.
elettrogenica
Nelle cell vegetali il potenz di membrana viene mantenuto negativo grazie a pompe
protoniche conosciute come ATPasi, che mandano fuori dalla membrana ioni H .
+
ATPasi
È la traslocazione attiva di cariche positive all’esterno che genera l’iperpolarizzazione, che
rappresenta una delle cause del trasporto ionico (così le cariche positive diffondono
nell’interno e le negative all’esterno).
L’idrolisi di ATP genera il gradiente di en. libera che permette il trasporto.
scambio dell’energia nei sistemi biologici. Il principale ione
ATP = è come una forma di
pompato elettrogenicamente è lo ione H . Il gradiente di H è la FORZA MOTRICE
+ +
PROTONICA (PMF
PMF o ) e rappresenta la forma di en libera che permette il trasporto
∆p
attivo secondario di numerose altre sostanze contro i loro gradienti elettrochimici. È la
misura dell’energia libera accumulata in una differenza di potenziale elettrochimico
transmembrana di protoni. µ
∆ + −
H ( i e )
La PMF può essere espressa anche in unità di potenziale elettrico: F 6
Quindi: [ ]
i
+
H
µ
∆ = ∆ = + ⋅ ∆
[ ]
G RT ln F E
− + +
− −
( )
i e e
+
( . ) H ( i e )
H i e H
Energia Forza motrice
libera protonica
Misurato in potenziale elettrico:
µ
∆ ( )
RT
+ − + +
= ⋅ − + ∆
∆ = H i e
( ) i e
G H H E
2
,
3 log[ ] log[ ]
− + −
i e
( ) ( )
H i e
F F
( ) ( )
+ +
− − − = ∆
i e
Poiché: log[ H ] log[ H ] pH −
( i e )
µ
∆ RT
+ − = = ∆ − ⋅ ∆
( )
H i e
E poiché: 2
,
3 pH
PMF E −
+ − ( )
i e
( )
H i e
F F
= ∆ − ⋅ ∆
PMF E 59 pH −
+ − ( i e )
Allora ⇒ H ( i e ) 7
La capacità di una molecola di permeare la membrana plasmatica di cellule vegetali, grazie
agli esperimenti di Collander, fu correlata con il suo coefficiente di ripartizione in un sistema
bifasico olio-acqua.
C’è una relazione lineare positiva tra lipofilia di una molecola non carica e la sua
permeabilità. Questa proprietà, tuttavia, non è in grado di rendere conto della permeabilità
all’acqua e delle notevoli differenze nella distribuzione di ioni e molecole organiche che si
verificano tra l’ambiente esterno e l’interno delle cellule e tra i vari organuli cellulari.
La permeabilità delle membrane biologiche
iologiche è selettiva ed è definita da sistemi di trasporto
b
costituiti da proteine integrali di membrana.
Il trasporto transmembrana di molecole o ioni richiede l’uso di specifiche PROTEINE DI
MEMBRANA:
MEMBRANA
→
• CANALI pori selettivi. L’ampiezza del poro e la densità di cariche della superficie
allineate al suo interno determinano la specificità di trasporto. I canali non sono sempre
aperti; possiedono come dei “cancelli” che aprono e chiudono il poro in risposta a segnali
esterno (TRASPORTO PASSIVO).
• →
CARRIERS hanno un sito attivo a cui si lega la sostanza da trasportare. Il legame porta
a un cambiamento di orma della proteina, che quindi espone la sostanza dalla parte
opposta della membrana, che si stacca dalla proteina. (TRASPORTO PASSIVO detto
DIFFUSIONE FACILITATA).
→
• POMPE le proteine responsabili del TRASPORTO ATTIVO PRIMARIO. 8
Modello ipotetico di cotrasporto:
Il processo è permesso grazie all’energia accumulata dal gradiente protonico prodotto per
mezzo delle pompe ATPasi.
A. La proteina nella sua conformaz
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Fisiologia Vegetale (Prof.ssa Gonnelli)
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Appunti di Fisiologia vegetale
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