GRANDEZZE FISICHE
Permettono di descrivere un fenomeno fisico.
Devono essere quantificate, ovvero misurate.
Vengono utilizzate quattro grandezze fisiche fondamentali: Lunghezza L, Massa M, Temperatura Ѳ, Tempo τ.
Misura delle grandezze fisiche
Consiste nell'associare alla grandezza un numero, secondo operazioni fissate da regole ben definite. Questo numero
esprime il rapporto tra la grandezza in questione ed un’altra ad essa omogenea usata come unità di misura:
- MISURA DIRETTA: Si realizza confrontando direttamente la grandezza con il campione preso come unità di
misura; di solito si fa confronto + somma, ma con la temperatura si deve usare una scala.
- MISURA INDIRETTA: A volte non è possibile definire un campione di una grandezza. In questo caso la misura
viene dedotta dalla misura di altre grandezze fisiche di specie diversa, tramite una legge che può costituire la
definizione della grandezza considerata.
EQUAZIONI DIMENSIONALI
Queste leggi prendono il nome di :
Tra le grandezze fisiche intercorrono relazioni, costituite spesso dalla definizione della grandezza, che comprendono
operazioni di moltiplicazione, divisione ed elevamento a potenza razionale semplice.
La grandezza viene posta in relazione con le altre mediante un prodotto monomio.
Si conviene di indicare la dimensione di una grandezza fisica tra parentesi quadrate [A]:
[] [] [] [] []
= ⋅ ⋅ ⋅
Gli esponenti indicano la dimensione della grandezza rispetto alle grandezze fondamentali.
Grandezze omogenee hanno tutte le stesse dimensioni.
Una grandezza è adimensionale se: a = b = c = d = 0.
La scelta delle grandezze fondamentali è arbitraria. Però il campione dell'unità di misura deve soddisfare a due
condizioni: deve essere facilmente disponibile e usabile; deve essere stabile nel tempo.
Sistemi di unità di misura
I sistemi di unità di misura si differenziano tra loro in base alla scelta delle grandezze fisiche fondamentali e, quindi,
delle relative unità di misura (se il nome della misura deriva da un nome proprio si scrive con la lettera maiuscola e
non si fa il plurale). SI
Grandezze Fondamentali Nome Simbolo
Lunghezza Metro m
Massa Chilogrammo kg
Tempo Secondo s
Intensità di corrente Ampere A
Temperatura termodinamica Kelvin K
Intensità luminosa Candela cd
Quantità di materia Mole mol
Grandezze Supplementari Nome Simbolo
Angolo piano Radiante rad
Angolo solido Steradiante sr
Relazione con
Grandezze derivate Nome Simbolo altre unità SI
-1
Frequenza Hertz Hz Hz = s -2
Forza Newton N N = kg m s
-2
Pressione, Tensione Pascal Pa Pa = N m
Lavoro, Energia, Calore Joule J J = N m
-1
Potenza, Flusso termico Watt W W = J s
Esempi
Degli esempi di equazioni dimensionali sono:
[]
- 1 −1 0 0
→ [] []
= = = [] ∙ ∙ [] ∙ []
Velocità: []
[] []
- 1 −2
→ []
= = = = [] ∙ []
Accelerazione: []∙[]
[]
- −2
→ [] [] []
= ∙ = ∙ ∙ []
Forza:
- 2 −2
[ℒ] [] [] []
= ∙ = ∙ [] ∙ []
Lavoro:
Alcune grandezze sono spesso misurate ancora con unità di misura non appartenenti al Sistema Internazionale:
Grandezze Fondamentali Nome Simbolo Relazione
Chilogrammo-peso kg
p
Forza 1kg = 9,8 N
p
o chilogrammo-forza kg
f
Calore Caloria cal 1 cal = 4,186 J
Potenza Kilocaloria/ora kcal/h 1 kcal/h = 1,163 W
5
Atmosfera atm 1 atm = 1,01325·10 Pa
Pressione 5
Bar bar 1 bar = 1·10 Pa
TERMODINAMICA
Si occupa dello studio delle proprietà dei corpi e dei fenomeni che implicano uno scambio di Lavoro, Calore o, più in
generale, di Energia. →
0. PRINCIPIO ZERO Equilibrio Termico. Definisce la scala della temperatura.
→
1. PRIMO PRINCIPIO Conservazione dell’energia.
→
2. SECONDO PRINCIPIO Differenza tra le varie forme di energia, studio dei fenomeni reali. Studia la quantità di
energia che stiamo utilizzando (graduatoria delle forme di energia).
3. TERZO PRINCIPIO→ Proprietà della materia nelle vicinanze dello zero assoluto.
Prenderemo in esame le questioni riguardanti l’energia meccanica e termica; saranno discussi il Primo e Secondo
principio con particolare riguardo agli aspetti applicativi concernenti: macchine termiche, frigoriferi, impianti di
climatizzazione.
Forme di Energia
➢ Macroscopica: Energia posseduta dal sistema nel suo insieme.
➢ Microscopica: Energia legata alla struttura molecolare. Può essere vista come somma dell’Energia cinetica e
dell’Energia potenziale della molecola. Varia con la forma del sistema.
Può essere: - Energia di traslazione della molecola
- Energia di rotazione della molecola
- Energia di vibrazione della molecola
Energia Sensibile
L’energia sarà tanto più elevata quanto più elevata sarà la temperatura.
Energia Intermolecolare
Energia Latente
Energia che dobbiamo fornire per rompere il legame tra le molecole e realizzare un
passaggio di stato. È microscopica (energia legata alle forze intermolecolari, ovvero
alle forze che legano tra loro le molecole).
Un sistema allo stato liquido è ad un livello di energia più elevato di quello allo stato solido, mentre un sistema allo
stato gassoso è ad un livello di energia maggiore di quello liquido.
Le trasformazioni possono verificarsi senza il cambiamento della composizione chimica
Energia Interna U (joule, J)
È la somma delle energie microscopiche. U = f(T,V)
Energia Sensibile + Energia Latente = Energia Interna U
Sistema Termodinamico
Un sistema può essere:
❖ Aperto: scambia energia e massa con l’esterno (sistema con AMBIENTE
deflusso).
❖ Chiuso: scambia energia ma non massa con l’esterno (sistema
senza deflusso). SISTEMA
❖ Adiabatico: non scambia calore con l’esterno.
❖ Isolato: non scambia né calore, né lavoro, né massa con l’esterno.
Grandezze di Stato
Un sistema termodinamico in equilibrio è definito da un certo numero di grandezze fisiche che ne individuano lo
stato. Queste grandezze vengono dette di stato in quanto determinano univocamente lo stato fisico del sistema e la
loro variazione, da uno stato ad un altro, non dipendono dalla trasformazione. Possono essere di due tipi:
→
1. Grandezze INTENSIVE Il valore non dipende dalla massa considerata perché è sempre riferito a 1 kg. Vengono
indicate con la lettera minuscola.
→
2. Grandezze ESTENSIVE Il valore si riferisce a tutta la massa: il valore per l’intero sistema è uguale alla somma
dei valori che competono alle singole parti del sistema stesso.
3 3
Volume: V (m ) – v (m /kg);
Esempi: Energia Interna: U (J) – u (J/kg);
Calore: Q (J) - q(J/kg);
Lavoro: L(J) - l (J/kg).
Temperatura e Pressione non dipendono dalla massa.
Grandezze Fisiche : Molto spesso alcune grandezze fisiche vengono riferite all’unità di massa. In questo caso si
conviene di scriverle con lettere minuscole.
Relazioni tra le Grandezze di Stato
Se un sistema è costituito da un numero C di componenti chimicamente distinti e da un certo numero F di fasi
chimicamente distinte,
Allora lo stato fisico del sistema, in equilibrio termodinamico, è completamente individuato quando si conoscono n
= −+2
grandezze intensive (grandezze fisiche indipendenti):
Questo significa che se si assumono m (m>n) grandezze caratteristiche del sistema, allora esistono m-n equazioni del
tipo: F (X , X , …, X ) = 0
1 1 2 n
.
.
F (X , X , …, X ) = 0
m-n 1 2 n
Se si scelgono m= 3 grandezze fisiche che non dipendono dalla massa si possono usare P, T, V, che sono legate
(, , ) = 0
dall’Equazione di Stato:
Equilibrio di un Sistema Termodinamico
A volume costante si ha un equilibrio:
MECCANICO: Se la pressione è uguale in tutti i punti del sistema (P=cost).
TERMICO: Se la temperatura T è costante (non c’è scambio termico).
CHIMICO: Non ci sono reazioni chimiche o fenomeni di diffusione di specie chimiche. Questo equilibrio è
caratterizzato da un potenziale chimico costante.
Un sistema è in equilibrio termodinamico quando è contemporaneamente in equilibrio meccanico, chimico e
termico. P
Nel grafico: Aumentando pressione e volume si P 2
2
sposta un sistema da un punto 1 in equilibrio
termodinamico a un punto 2 sempre in equilibrio
termodinamico. P 1 1
Trasformazione
Questo processo si chiama 3
V (m )
Termodinamica . 3
v (m /kg)
V V
1 2
Principio Zero
Se due sistemi sono in equilibrio termico con un terzo sistema,
allora sono un equilibrio termico tra loro.
Ciò non vuol dire che abbiano lo stesso stato termodinamico, ma solo che tra esse non c’è scambio termico.
Prendiamo un sistema 1 in equilibrio termodinamico con due grandezze X e Y .
1 1
Prendiamo un sistema 2 in equilibrio termodinamico con altre due grandezze X e Y .
2 2
T ≠ T Adiabatico
1 2
Non scambiano calore perché sono
isolati. Conduttore X , Y X , Y
Mettiamo i sistemi 1 e 2 a contatto con
1 1 2 2
X ,
un sistema 3 in equilibrio termico:
T ≠ T ≠ T
1 2 3 X , Y
Dopo un certo periodo di tempo: 3 3
T = T = T
1 2 3
Cioè, hanno raggiunto lo stesso
equilibrio termico.
Misura della temperatura: Per poter stabilire una scala di misura di una grandezza fisica si deve poter stabilire un
criterio di confronto e uno di somma. Pertanto, fissata l’unità di misura della grandezza in esame resta determinata
l’intera scala. È ciò che accade per la Lunghezza, Massa, Volume ed altre grandezze ma non per la Temperatura in
quanto per questa si può stabilire un criterio di confronto (Principio Zero) ma non di somma.
Per la temperatura risulta necessario fissare l’intera scala.
Costruire una scala della temperatura significa mettere in corrispondenza biunivoca una serie di numeri con i livelli
termici individuabili per mezzo del Principio Zero.
Un dispositivo di misura che permette di associare ad ogni livello termico un numero è chiamato TERMOMETRO, un
T = a ∙ X
sistema in equilibrio termico che varia secondo una funzione (dove: T= temperatura; a= coefficiente, è
l’equazione di una retta); X= spostamento).
Scala di temperatura:
Si mette a contatto il termometro con una bacinella di acqua e ghiaccio: per il
→ .
Principio Zero raggiungeranno la stessa temperatura Si misura T(X ) = a X per il
g g Punto di
punto di fusione del ghiaccio. fusione del
ghiaccio a
Punto di Si mette a contatto il termometro con una pressione
ebollizione bacinella di acqua in ebollizione (T costante): per il atmosferica
dell’acqua a Principio Zero raggiungeranno la stessa 0°C
→
pressione .
temperatura Si misura T(X ) = a X per il punto di
v v
atmosferica ebollizione dell’acqua.
100°C T = a ∙ X
g g
T = a ∙ X
v v
Sottraendo e esplicitando a si ha:
)−T(X )−T(X
T(X ) T(X )
v g v g
→ →
a= T(X) = ∙ X ( − ) ( − )
è un termine noto, non è noto.
X −X X −X
v g v g 100
− = 100, T(X) = ∙X
Per convenzione si prende quindi:
X −X
v g
Con questa scala si misurano per definizione 100 gradi di differenza tra due punti di riferimento (scala centigrada),
ma non è detto che le loro indicazioni coincidano per ogni altra situazione.
100
→ T(L) = ∙L
Termometro a liquido (Alcool, Hg) L −L
v g
100
→ T(R) = ∙ R
Termometro a resistenza elettrica R −R
v g
100
→ T(E) = ∙E
Termometro a termocoppia E −E
v g 100
→ T(P) = ∙ P
Termometro a gas a volume costante P −P
v g
100
→ T(V) = ∙ V
Termometro a pressione costante V −V
v g
Adoperando il termometro a gas a volume costante, le indicazioni che si ottengono con differenti gas sono tanto più
vicine quanto più P tende a zero.
g
Il comportamento a cui tendono tutti i gas al tendere a zero della pressione si dice comportamento del gas ideale.
L’espressione scritta sotto definisce quindi la temperatura del termometro a gas ideale (Volume costante). L’unità di
misura nel SI è il kelvin (K).
100
T = lim ∙P T(K)
P − P
P →0
g v g O
La temperatura di fusione del ghiaccio è 2
definita come: 100
T =
g P
v
lim ( ) − 1
P 717.75 Aria
P →0 g
g
T = 273,15 K
Dove: g N
2
Accanto alla scala di temperatura in kelvin è H
2
usata la scala in gradi celsius (°C), definita )
P(kPa
come:
(°C)
t = T(K) − 273,15
Successivamente anziché la temperatura di fusione del ghiaccio è stata presa a riferimento la temperatura del punto
T = 273,16 K.
triplo dell’acqua T posta per definizione pari a:
T T
X P
→ →
273,16 = a ∙ X T(X) = 273,16 ∙ T(P) = 273,16 ∙
T X P
T T
Scegliendo 273.16 permette di mantenere Tg = 273,15.
Infatti, per l’acqua al passare della pressione dal valore di saturazione (0.006 atm) al valore del punto di fusione
normale (1 atm) corrisponde una diminuzione della temperatura di fusione di un centesimo di grado.
La temperatura del punto triplo dell’acqua è quindi di 0.01 °C.
Processi Termodinamici P ∙ 2
Consistono in trasformazioni che da uno stato iniziale di equilibrio termodinamico
portano ad uno stato finale, sempre di equilibrio termodinamico. Nella tecnica non 1 ∙
quasi statiche
riusciamo ad avere trasformazioni reversibili, ma si chiamano V
→ 0):
(à P ∙ 2
Nelle trasformazioni irreversibili, invece, si conosce il punto iniziale e il punto finale,
ma non quelli nel mezzo. Viene rappresentata con una linea tratteggiata (ipotesi di 1 ∙
percorso): V
I processi termodinamici possono essere: ∙ 2
P
Sistema chiuso o senza deflusso
➢ → La massa resta confinata all’interno del
sistema. Si possono avere scambi di calore e lavoro con l’esterno. 1 ∙
Sistema aperto o con deflusso
➢ → Viene scambiata della massa con l’esterno. V
Processo aperto
➢ → Lo stato iniziale e finale non coincidono.
Processo chiuso o ciclo
➢ → Lo stato finale e iniziale coincidono.
dx = 0
Matematicamente, si rappresenta: (punto iniziale e punto finale coincidono, indipendentemente dal
∮
percorso).
Funzione di Stato: Funzione il cui valore dipende dal punto iniziale e finale e non dal percorso. Degli esempi
dP = 0) dV = 0).
sono la pressione ( e il volume ( Anche se il ciclo è irreversibile, la funzione di stato si
∮ ∮
comporta uguale. →
La temperatura dipende da P e V È una funzione di stato.
dx = 0,
Se si usa d minuscolo: significa che x è una funzione di stato.
∮
Lavoro: ∂ℒ = F ∙ dS = P ∙ A ∙ dS = P ∙ V,
Per definizione si ha dove A= Area.
P ℒ= Area sottesa tra lo spostamento e l’asse del valore differenziale (V).
1 2 →
Cambiando percorso, cambia anche il lavoro Lavoro non è una
P ∙ ∙ .
funzione di stato, quindi si rappresenta con
ℒ Grandezze di Scambio
ℒ
e sono (esistono solo se c’è una
trasformazione).
V
V V
1 2
Gas Ideali
Dalla definizione di temperatura assoluta abbiamo visto che, per un qualsiasi gas, in un termometro a volume
p
T = 273,16 lim
costante si ha: p
P →0 T
T
Questo è dovuto al fatto che per un gas ideale il prodotto pressione volume molare dipende solo dalla temperatura.
massa (kg)
̅ ̅ = n = numero di moli =
Detto il volume molare, definito come: , dove kg
massa molecolare ( )
moli
→
lim (pv̅) = f(T) lim (pv̅) = A
Per un gas ideale si ha: , con A funzione della sola temperatura.
p→0 p→0
Quindi nei gas ideali la variazione di temperatura dipende solo dalla pressione.
̅∙T
P ∙ v =n∙R ̅
di Stato
L’Equazione è: (R
= costante universale del gas)
Questa equazione, però, non va bene in tecnica, quindi: ̅
n R
̅∙T ̅∙T
→ → →
V = n ∙ v̅ P ∙ v ∙ m = n ∙ R P∙v= ∙R P∙v= ∙T
Prendiamo m
m n
̅
m R
̅ →
M = P ∙ v = ∙ T
Definiamo è la massa molare, che dipende dal gas ̅
n M
̅
R
= R
Noto l’elemento, si conosce anche (unità di misura: ),
̅
M ∙
P ∙ v = R ∙ T
DI STATO DEI GAS IDEALI
quindi l’EQUAZIONE è:
(tratteremo sempre i fluidi come se fossero dei gas ideali).
L’equazione sopra scritta costituisce la prima proprietà del gas ideale.
Il gas ideale non esiste in natura, ma la legge è tanto più verificata quanto più piccola è la massa molecolare, quanto
più bassa è la pressione e quanto più alta è la temperatura rispetto alla temperatura critica.
L’aria, ad esempio, può considerarsi un gas ideale con un errore dell'1% alla temperatura ambiente e per pressioni
fino a 25 bar.
Trasformazioni reversibili o quasi statiche in sistemi senza deflusso
La trasformazione passa in infiniti punti di equilibrio termodinamico.
→
R = 0 ∂ℒ = P ∙ dV
Caso ideale: Espansione senza attrito:
Nella tecnica non esistono trasformazioni senza
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
-
Appunti di fisica tecnica
-
Appunti Fisica tecnica
-
Appunti di Fisica tecnica
-
Appunti di Fisica tecnica