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Capitolo 1: Lo stato, le forme di stato e le forme di governo

Definizione di stato

Stato: ordinamento giuridico, sovrano e indipendente che esercita il potere su un dato territorio e su un determinato popolo.

Ordinamento: lo Stato è una struttura complessa e ordinata.

  • Giuridico: studiato dal punto di vista giuridico (si studiano le leggi, le regole).

Il sovrano, il territorio e il popolo sono 3 elementi costitutivi dello Stato.

Elementi costitutivi dello stato

1. Sovrano

Lo Stato ha un potere di comando supremo (sopra le parti), rispetto ad ogni altro soggetto, all'interno del territorio (è infatti un ente monopolizzatore della forza che utilizza organi statali come la polizia, i carabinieri, i giudici). Lo Stato non ha poteri illimitati ma il suo potere rimane limitato dalla costituzione e dal principio di legalità: lo Stato può usare il suo potere solo nei limiti imposti dalla legge.

  • Soggetti pubblici agiscono nella sfera del legittimo (cioè quelle cose che sono stabilite dalla legge) mentre i soggetti privati (noi, o le imprese) agiscono nella sfera del lecito (ovvero tutto quello non è vietato dalla legge).

Esistono poi altri enti che sono derivati in quanto i loro poteri derivano dallo Stato (come le regioni), ma sono autonomi. Lo Stato è anche indipendente rispetto agli altri stati.

2. Territorio

Lo Stato per poter esercitare il proprio potere deve avere un territorio, altrimenti il proprio potere non può essere esercitato. Più aumenta il territorio dello Stato più aumenta la sua sovranità. Durante le guerre c'è un popolo, ma non c'è uno Stato sovrano, poiché vengono occupate certe zone e non c'è quindi un territorio definito. L'unica zona non sottoposta a sovranità è l'Antartide, utilizzata da tutti per scopi scientifici.

  • Confini sulla terraferma esistono accordi bilaterali tra gli Stati.
  • Confini nel sottosuolo sono estesi fino a che lo Stato riesce a sfruttare le risorse nel sottosuolo.
  • Confini aerei si estendono fino all'atmosfera, non oltre. Lo spazio non è soggetto a sovranità.
  • Confini in mare fino a 12 miglia marine dalla costa è lo Stato è sovrano (1852 metri).
  • Navi e aerei civili/militari: per le navi/aerei civili si applica la legge dello Stato in cui transitano, mentre per quelli militari si applica la legge dello Stato di appartenenza.

3. Popolo

È l'insieme dei cittadini di un certo Stato. Si distinguono 3 soggetti distinti:

  • Popolo: è l'insieme dei cittadini di un certo Stato, è cittadino chi ha la cittadinanza.
  • Popolazione: è l'insieme dei residenti nel territorio di uno Stato, quindi anche gli stranieri.
  • Nazione: è l'insieme degli italiani che sono tali per lingua, tradizioni, religioni, usi, cultura ecc.

Gli apolidi non hanno nessuna cittadinanza (sono nomadi).

L'acquisizione della cittadinanza può avvenire per:

  • Diritto di sangue (ius sanguinis): acquisisce la cittadinanza italiana chi nasce da almeno un genitore italiano.
  • Diritto di territorio (ius soli): si acquisisce la cittadinanza italiana se si è nati nel territorio italiano, in particolare se si nasce da genitori apolidi, ignoti o quando si nasce da genitori stranieri ma in Italia.

Differenza fra stato comunità e stato apparato

Stato apparato: è rappresentato dagli organi, dai dipendenti pubblici, le strutture, gli uffici. Ad esempio, ci si fa riferimento quando si dice che lo Stato ci impone le tasse.

Stato comunità: si riferisce al popolo (lo Stato ha combattuto la guerra).

Esistono norme giuridiche relative a:

  • Organizzazione e funzionamento dello Stato apparato (ad esempio, organizzazione del Parlamento) e questo è studiato dal diritto pubblico.
  • Rapporti fra Stato apparato e Stato comunità (regolati da diritto penale, diritto tributario ecc., e quindi dal diritto pubblico).
  • Rapporti fra i privati (rapporti tra cittadini, impresa. Al contrario dei due casi precedenti, in questo caso i soggetti sono alla pari e sono regolati dal diritto privato).

Il diritto pubblico (sfera del legittimo)

Il diritto studia quali sono i rapporti tra Stato ed esterni; come sono organizzati i poteri pubblici (cioè come sono allocati i vari poteri fra i vari organi che lo compongono). In più determina come lo Stato fissa gli obiettivi che vuole perseguire (determina l'interesse pubblico).

Inoltre, il diritto pubblico regola le attività dei poteri pubblici in modo molto minuzioso, perché si deve raggiungere l'interesse pubblico. Ogni settore si trova delle regole molto stringenti.

Nel diritto privato (sfera del lecito)

C'è un maggiore spazio di manovra. Agisce nella sfera del lecito, ovvero può compiere tutte le azioni non vietate. Questo perché ognuno rischia a nome proprio, mentre nel diritto pubblico si opera nel bene di tutti. Nel diritto privato si sono inventati, ad esempio, molti tipi di contratti come il leasing.

Differenza tra diritto pubblico e privato

La differenza principale sta nell'approccio! Il diritto pubblico è più stringente (chi opera esercitando poteri pubblici è limitato dal fatto che può operare solo nel LEGITTIMO, quindi deve seguire le regole). Il diritto privato ha limiti meno stringenti (se vedo qualcuno che ruba una bici non sono costretto a denunciare).

Le forme di stato

Definizione: È l'insieme delle finalità che uno Stato persegue e dei valori a cui ispira la propria azione, i quali determinano le caratteristiche principali del rapporto tra Stato - Apparato e Stato - Comunità.

Stato assoluto (1500 - 1700)

In questo caso si passa da un'economia aperta, senza scambi commerciali, ad un'economia con un aumento degli scambi commerciali con l'esterno. Al vertice c'è il Re che concentra in sé tutti i poteri e nasce uno Stato tipicamente interventista. Il Re pretende tutto per motivi trascendenti (pensa di essere Dio sulla Terra). La successione avviene per discendenza di sangue.

Crisi dello Stato assoluto. Avviene per 2 motivi:

  • Con lo sviluppo del commercio nasce e si sviluppa la borghesia, una classe molto forte che non volle più subire il potere assoluto del Re.
  • Inoltre nasce l'illuminismo, con cui non si tollera più che ci sia un Re che discende da Dio e c'è più fiducia nel ragionamento.

Stato liberale (fine 1700 - inizi 1900)

Con la Rivoluzione Borghese, la borghesia vuole pagar meno tasse e pretende uno Stato non interventista con solo 5 ministri. Nasce l'idea del potere dal basso e nascono i parlamenti (anche se votava solamente l'1,9% della popolazione). Nascono inoltre una serie di importanti istituti come:

  • Il principio di legalità, secondo cui tutti i soggetti sono sottoposti alla legge e a un giudice che decide. È quindi il primo Stato di diritto.
  • Il principio della divisione dei poteri, secondo cui i tre poteri classici (legislativo, esecutivo e giudiziario) si dividono e nessuno ha il potere assoluto.

Crisi dello Stato liberale. La Rivoluzione industriale fa nascere nuove classi sociali, tra cui gli operai, che lavorano in città e si fondano i primi sindacati (organizzati per ottenere qualcosa dallo Stato). Inoltre essi vogliono essere riconosciuti uguali, cosa che era prevista dalla legge ma solo formalmente, dato che lo Stato non forniva servizi di base come la sanità e l'istruzione. Dallo Stato liberale nascono 3 nuove forme di Stato all'inizio del XX secolo: lo Stato totalitario, socialista e sociale. Queste forme sono tutte interventiste, dato che la crisi del sistema liberale nasce proprio dal non interventismo.

Stato totalitario

(Identifica la forma di Stato tedesca e italiana con Hitler e Mussolini). I conflitti sociali erano risolti con la soppressione, l'accentramento del potere era nelle mani del "Capo" del partito unico (non c'era quindi democrazia) ed era uno stato interventista (era previsto addirittura un ministro della propaganda che organizza il tempo libero dei cittadini). In questa forma di Stato viene negata l'uguaglianza, anche formale.

Stato socialista

Nasce con la Rivoluzione d'Ottobre del 1917 in Russia. Deriva dalla critica di Marx, secondo cui le industrie sono di proprietà di pochi e nasce una guerra per questo motivo. C'era una sopraffazione di una classe su un'altra e questo si supera, secondo lui, collettivizzando i mezzi di produzione e abolendo la proprietà privata, in questo modo spariscono le classi sociali. La dottrina marxista prevedeva inoltre l'estinzione dello Stato, anche se questo non accadrà mai. Lo Stato Socialista termina con la caduta del muro di Berlino nel 1989.

Stato sociale

C'è un compromesso tra i lavoratori e gli imprenditori, non c'è più una sola classe sociale che ambisce al potere, ma ce ne sono molte. Il manifesto di questa forma è l'uguaglianza sostanziale, anziché quella formale (qui lo stato interviene per ridurre le disuguaglianze). Esistono dei diritti sociali come l'università, la previdenza e la sanità. Le risorse per garantire questi servizi si trovano aumentando la tassazione o agendo in deficit. Questa forma di Stato prevede una costituzione rigida, il pluripartitismo (sparisce il partito unico) e il voto a suffragio universale. Infine, vengono introdotti vari principi, tra cui:

  • Principio di legalità, secondo cui tutti, anche lo Stato, devono rispettare le leggi.
  • Principio di legittimità costituzionale, secondo cui anche le leggi approvate del parlamento devono rispettare le leggi superiori.
  • Principio di sussidiarietà orizzontale, secondo cui la Repubblica favorisce le imprese private per le attività di utilità sociale.

Distinzione tra stato unitario, federale e regionale

Gli Stati si possono dividere anche a seconda dell'importanza data all'autonomia territoriale.

  • Stato unitario: Tipico della Francia napoleonica. Nessuna decisione veniva presa dagli enti territoriali.
  • Stato federale: Tipico degli USA e della Germania. Esiste la massima autonomia. In questo Stato, gli stati membri hanno competenza generale, cioè hanno competenza in alcuni ambiti stabiliti dalla legge. Hanno una propria giurisdizione (propri giudici e proprie regole) e proprie forze armate. Inoltre, nel Parlamento una delle due camere rappresenta gli Stati membri, non i cittadini. Infine, la Costituzione è modificabile solo dal Parlamento e dagli Stati membri.
  • Stato regionale: È una forma tipica dell'Italia e della Spagna, è una via intermedia tra lo Stato unitario e lo Stato federale.

Le forme di governo

Definizione: sono gli elementi essenziali della struttura e delle funzioni dello stato apparato al suo vertice.

Monarchia assoluta

Il Re ha tutti i poteri e non c'è una vera e propria forma di governo (è una forma monista, c'è solo un centro di potere).

Monarchia costituzionale

Viene introdotta con la nascita dello Stato liberale. Nasce il Parlamento, ma il Re ha sempre molti poteri, infatti ha il potere giudiziario, esecutivo e di nominare e revocare il governo.

Monarchia parlamentare

In questo caso i cittadini eleggono il Parlamento che dà e toglie la fiducia al governo, che non è più influenzato dal Re come nel caso precedente. Il Parlamento detiene il potere legislativo e in buona parte anche quello esecutivo. Il Parlamento è l'unico centro di potere (forma monista).

Tutte e tre diventano poi Repubbliche dato che con il passare del tempo non esisterà più il Re ma bensì il Presidente della Repubblica (eletto dal Parlamento che a sua volta è eletto dal popolo).

Repubblica parlamentare

Si basa sul rapporto di fiducia che lega il Governo al Parlamento, e in mancanza di essa il Governo ha l'obbligo di dimettersi. C'è una collaborazione tra poteri, in cui:

  • Il Parlamento viene eletto dal popolo, controlla l'attività del Governo ed elegge il Capo dello Stato.
  • Il Governo viene nominato dal Capo dello Stato e deve mantenere la fiducia del Parlamento.
  • Il Capo dello Stato nomina il Governo e può sciogliere le camere del Parlamento.

Repubblica presidenziale

Nasce negli USA. In questa forma non esiste il governo, e il Presidente è contemporaneamente PdR e Capo del potere esecutivo. Svolge le funzioni che nelle altre forme di governo spettano a 2 soggetti diversi. I ministri si chiamano segretari e sono dei collaboratori scelti liberamente dal Presidente. Quest'ultima ha comunque poteri limitati dall'assemblea legislativa che detiene il potere legislativo. Ci sono quindi due forti centri di potere (forma dualista).

Repubblica semi-presidenziale

È una via di mezzo tra la forma parlamentare e la forma presidenziale. È tipica della Francia. Qui i cittadini eleggono il Presidente (che può nominare e revocare il governo) e il Parlamento (dà e toglie la fiducia al Governo). Il Governo è legato da un doppio rapporto di fiducia con il Presidente e con il Parlamento. Nel caso in cui l'opinione del Presidente contrasti con quella del Parlamento, viene data la precedenza a quest'ultimo in quanto è rappresentativo di tutti i cittadini.

Capitolo 2: Le fonti dell'ordinamento giuridico italiano

Definizione di fonti del diritto

Atti o fatti abilitati a porre norme giuridiche. Le fonti si dividono in fonti di produzione, che producono norme giuridiche, come la Costituzione, e in fonti di cognizione che sono i documenti che raccolgono i testi delle norme giuridiche (come il Codice Civile).

Fonti atto e fonti fatto

Sono manifestazioni di volontà consapevoli che vengono poste in essere dalle istituzioni. Sono dirette a produrre norme come leggi, regolamenti o decreti.

Al fatto viene ricollegata la produzione della norma.

La norma giuridica

Definizione: è una regola di comportamento prescrittiva, generale, astratta e coercibile. Normalmente ci dice come comportarci.

Esistono altri tipi di norme giuridiche (es: regole di organizzazione) ma le regole di comportamento sono la parte strumentale di tutto il diritto, e le altre sono ad esse strumentali.

  • Prescrittiva: le norme giuridiche sono prescrittive perché “prescrivono” e non “descrivono”, ovvero sono norme rivolte al futuro e raramente sono retroattive. Le leggi scientifiche, ad esempio, sono rivolte al passato e si basano sulle esperienze.
  • Generale: Si rivolge ad un numero indeterminato di persone e comportamenti. (La sentenza non è generale, ma INDIVIDUALE, verso pochi).
  • Astratta: si rivolge ad un numero indefinito di casi.
  • Coercibile: significa che lo Stato la può imporre con la forza (polizia, giudici), anche se qualsiasi ordinamento giuridico presuppone che le norme non abbiano bisogno di forza.

L'interpretazione giuridica

Definizione: è l'attività intellettuale dell'interprete (ovvero un giudice, un avvocato o uno studente) che applica a una fattispecie concreta una norma giuridica. Al contrario di quanto si pensi, la legge è composta da parole che non hanno la stessa interpretazione per tutti.

Esempio Art.59 della Cost: “Il Presidente della Repubblica può nominare senatori a vita 5 cittadini”. Si possono trarre due interpretazioni: 1) Al max 5 cittadini in totale (se ce ne sono già 4 ne può nominare soltanto un altro). 2) Ciascun Presidente della Repubblica ne può nominare 5.

Il Codice civile elenca 3 diversi metodi di interpretazione:

  • Letterale: Capire il significato di ogni parola.
  • Storico: Si guarda l’intenzione di chi ha scritto la norma (legislatore).
  • Analogica: Quando un caso non ha norme, si vedono i casi simili.

Il diritto in senso oggettivo

Se prendo l’insieme di tutte le norme, ho la nozione di diritto oggettivo.

Definizione: è l'insieme sistematico delle norme che compongono l'ordinamento giuridico di un certo Stato. È sistematico perché c'è un ordine, ma soprattutto per il fatto che è prestabilito chi è e in che modo può produrre norme, e per il fatto che esistono criteri per risolvere le antinomie giuridiche (per decidere sulle leggi in contrasto).

Nei casi di antinomie giuridiche, ci sono 3 criteri per risolverle:

  • Criterio cronologico: Una legge del 2005 è in contrasto con una legge del 2014. Si applica la legge più recente, la vecchia viene abrogata. La vecchia norma non era illegittima ma è semplicemente ritenuta non più opportuna.

Abrogazione: è l'effetto giuridico per cui una norma giuridica valida elimina una precedente norma giuridica valida. La Corte Costituzionale non abroga le leggi incostituzionali, ma le annulla poiché le ritiene illegittime. L'Abrogazione può essere ESPRESSA (nella nuova legge c'è scritto quale legge abroga), TACITA (la nuova norma è in contrasto con la precedente, che senza dirlo viene abrogata. Ad esempio, se prima era possibile calpestare i prati e oggi una norma dice “non calpestare i prati”, la nuova annulla quella vecchia tacitamente) e PER RINNOVAZIONE DI MATERIA (quando entra in vigore un nuovo codice, sostituisce interamente il vecchio codice).

  • Criterio gerarchico: Si guarda la fonte più forte, anche se precedente. Il criterio gerarchico prevale sul cronologico.
  • Criterio della competenza: È importante oggi poiché abbiamo più enti rispetto allo Stato Liberale dell'800. Si deve capire qual è l'ente competente e applicare la fonte competente. Esempio: una legge statale è
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Scienze giuridiche IUS/09 Istituzioni di diritto pubblico

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher alby.cento di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto pubblico e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia o del prof Aloisio Salvatore.
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