Lezione 1 del 07/10
La parabola della sovranità: stato, costituzione, unione europea
Nell'ordinamento giuridico è possibile tracciare una distinzione tra norme di diritto pubblico e norme di diritto privato.
Diritto pubblico e privato
Diritto pubblico: disciplina degli interessi pubblici, costituzionale, amministrativo, tributario, penale della collettività, il cui perseguimento richiede una particolare soggezione alle regole, ed è quindi caratterizzato da doverosità ed inderogabilità. Nonostante ciò, queste sono anche costrette a seguire determinate procedure nelle loro attività che un privato farebbe liberamente. Con il tempo, il diritto pubblico è diventato più paritario e "amichevole" grazie all'introduzione di strumenti di consensualità: la possibilità di più enti di accordarsi così da velocizzare le procedure.
Diritto privato: è il diritto proprio degli interessi privati, caratterizzato, perciò, da autonomia e disponibilità. Si basa sulle norme del codice civile che sono derogabili in quanto spettano all'autonomia privata se farle valere o meno (ad esempio, con il tempo sono nati contratti che non si basano sul codice civile, come il contratto di leasing nato da altri due tipi già esistenti). Le norme proprie del diritto privato riguardano il diritto civile, commerciale e del lavoro.
Si distinguono quindi per le diverse materie che trattano e per i principi su cui si basano.
- Conoscere il diritto e il diritto pubblico è indispensabile nella formazione dell'economista, perché consente di apprendere il quadro generale entro il quale si svolgono i rapporti economici.
- Per cogliere il complesso rapporto che si instaura tra l'economia e la regolamentazione dei fatti e degli atti economici.
Lo stato e le forme di stato
Per forma di stato si intende il rapporto tra il potere pubblico e i cittadini, tra l'autorità e le libertà. Non è sempre stato uguale, ma lo Stato si è evoluto con il passare del tempo:
- Nel Medioevo vi era una pluralità di poteri legata ai comuni in quanto il potere risiedeva nella proprietà dei feudi in modo da negare autonomia ai poteri interni e alla nascita di imperi sovranazionali = "Stato patrimoniale". Lo Stato lottava contro i poteri infra-statuali e sovra-statuali (l'impero o quel che ne era rimasto);
- Poi nasce lo Stato assoluto con il monarca il cui potere non risiede più nella proprietà ma si basa su un imperium (nuovo potere, ad esempio Dio) + sciolto da tutto: legibus solutus. Nascono e si riconoscono Enti indipendenti e autonomi;
- Successivamente si stabilisce sempre di più lo Stato di polizia basato sulla creazione di politiche a favore del territorio. UK → le libertà e i cambiamenti si affermano gradualmente ≠ FR → rivoluzione che porta alla "Dichiarazione dei diritti fondamentali dell'uomo";
- Nasce lo Stato Liberale di diritto che introduce dei limiti al potere del sovrano che quindi diventa assoggettato al diritto. Vi è una nuova gerarchia e c'è giustiziabilità. SEPARAZIONE DEI POTERI: esecutivo, giudiziario e legislativo. Il diritto pubblico comincia a tutelare dal potere. FR: la rivoluzione nasce da ragioni economiche (con rivoluzione industriale nasce nuova classe sociale: borghesia che vuole essere rappresentata anche politicamente). Nasce conflitto tra Parlamento (rappresentazione inizialmente limitata perché in base al censo poi partiti di massa come il socialismo) e Corona.
La costituzione
Si tratta della fonte giuridica più importante, l'atto in cui sono racchiuse le norme più importanti, circa la forma di Stato (principi, libertà, distribuzione dei poteri nei vari livelli territoriali) e la forma di governo (rapporti tra organi di vertice).
Le Costituzioni del Novecento riconoscono per la prima volta i diritti sociali come il primato della persona umana (dopo gli avvenimenti della II guerra mondiale). Ne è garantita la superiorità rispetto a qualsiasi altra fonte del diritto grazie ai contenuti (ancorati ad un insieme di principi che le leggi devono rispettare) + al procedimento aggravato di revisione costituzionale e il controllo di costituzionalità delle leggi (tramite la Corte costituzionale).
Procedimento aggravato di revisione costituzionale
La prima fase corrisponde con il procedimento di approvazione delle leggi ordinarie: proposta inviata alla commissione di una delle due camere che opera in quanto referente e poi l'intera aula parlamentare vota; così la proposta può essere respinta o approvata, in questo caso viene inviata alla commissione dell'altra camera che la analizza nuovamente fino ad una nuova votazione. Vi può essere una approvazione con emendamenti quindi si comincia il meccanismo della navetta fino a che si giunge ad una prima approvazione della legge costituzionale con lo stesso testo.
Vi è un intervallo di 3 mesi. Poi si passa ad una seconda votazione (senza emendamenti): o se maggiore qualificata [come minimo 2/3 a favore] → legge approvata; se maggioranza assoluta [a favore il 50%+1 dei componenti] → intervallo di tre mesi nel quale vi è la possibilità di indire un Referendum, altrimenti alla fine di questo periodo la legge viene approvata.
Tipologie
- Formale: basata su atti scritti; ≠ Materiale: costituzione non scritta in quanto consuetudinaria (modificate tutte le volte in cui cessi un comportamento fino a quel momento ripetuto in quanto ritenuto doveroso);
- Rigida: quella italiana (per tre motivi: procedimento aggravato nell’art.138 + parti immodificabili + organo di controllo) ≠ Flessibile: quando può essere modificata tramite un procedimento legislativo ordinario (come quella inglese).
È importante fare una distinzione tra:
- Potere costituente: potere di porre le regole fondamentali, contenute nella Costituzione, che deve esercitarsi in un unico atto; esaurito il compito di definire i poteri costituiti e di dettare i limiti entro cui questi si esercitano, cessa di esistere;
- Poteri costituiti: poteri che, previsti dalla Costituzione, vengono esercitati nel rispetto di essa.
Storia costituzionale italiana:
- Statuto Albertino (1848): concesso dal sovrano che racchiude per la prima volta dei nuovi diritti riconosciuti e differenzia il Parlamento dalla Monarchia;
- Modificazioni durante epoca fascista e abolizione delle libertà e delle garanzie di Democrazia;
- Referendum 02/06/1946 per Repubblica e creazione Assemblea costituente;
- 22/12/1947 fine lavori assemblea e il 01/01/1948 Costituzione in vigore.
All'interno della nostra Costituzione ci sono delle PARTI IRREFORMABILI che quindi non possono essere oggetto di revisione, neppure mediante il procedimento aggravato. Così è per la forma repubblicana + i principi fondamentali + diritti costituzionali.
Nonostante ciò, la rigidità della Costituzione non impedisce l’evolversi delle norme: infatti, le disposizioni costituzionali acquistano significato coerente con l’evoluzione della nostra società (evidente per quanto riguarda il buon costume). Inoltre le norme costituzionali subiscono la rilevante influenza dell’ordinamento dell’Unione Europea, le cui norme prevalgono su quelle interne, comprese quelle costituzionali, tranne per i suoi principi supremi.
Lezione 2 del 15/10
Lo Stato è esso stesso vincolato da una serie di obblighi giuridici impostigli dall'esterno; Sotto tale profilo è particolarmente rilevante il rapporto tra l'Unione Europea e gli Stati membri (forma di limitazione alla sovranità italiana).
Unione europea
Tappe di formazione
- Introdotta un’idea di graduale unificazione il 9/05/1950 (odierna giornata dell’Europa + liberazione dal nazifascismo) con il discorso del primo ministro degli esteri francese, Schuman;
- CECA tra i primi 6 Paesi fondatori (Francia, Italia, Belgio, Olanda, Germania e Lussemburgo) → Comunità europea del carbone e dell’acciaio (1951);
- CEE (1957) → Comunità economica europea + EURATOM;
- Anni Settanta e Ottanta rallentamento coincidente con gravi crisi economiche di scala mondiale (crisi del dollaro e petrolifera);
- Trattato di Maastricht → istituito l'Unione europea + acquisisce personalità giuridica:
- Unione economica e monetaria;
- Non più solo comunità economica ma anche cooperazione in materia di politica estera, di sicurezza comune, di polizia giudiziaria in materia penale;
- Ne consegue una cittadinanza europea, implicante la titolarità di diritti sia civili che politici;
- Avvio ad un processo di convergenza dei paesi membri relativamente ai parametri economici (contenimento del tasso d’inflazione, del debito nel rapporto del 60% sul PIL e del deficit nel rapporto del 3% sul PIL), quale precondizione per l’adozione della moneta unica.
- Passaggio dai 6 a 27 membri (successivamente la caduta del muro di Berlino) porta ad una maggiore difficoltà di gestione e quindi al riconoscimento dei valori fondanti (così da regolamentare le richieste di entrata) + non più decisioni ad unanimità ma a maggioranza;
- 2001 Trattato di Nizza → adozione Carta dei diritti fondamentali;
- 2004 Trattato di adozione di una Costituzione per l’Europa che però non viene approvato perché la Francia, in particolare, decide di non aderire (paura di andare verso uno Stato unitario federale, caratterizzato dall’impossibilità di uscirne ≠ confederazione);
- Trattato di Lisbona → diritto di recesso di ogni Stato membro + per modificare questo Trattato serve l’unanimità. I trattati vigenti che tutt’oggi disciplinano:
- TUE (Trattato sull’Unione Europea): composto da 50 articoli riguarda le cose fondamentali;
- TFUE (Trattato sul funzionamento dell’UE): circa 400 articoli comprendenti molte disposizioni del Trattato di Roma.
Le politiche
Per porre un limite all’espansione delle competenze della Comunità europea, il Trattato di Maastricht aveva introdotto i:
- Principi di sussidiarietà = nei settori che non sono di competenza esclusiva l’Unione interviene soltanto se e in quanto gli obiettivi dell’azione prevista non possono essere conseguiti in misura sufficiente dagli Stati membri;
- Principi di proporzionalità = il contenuto e la forma dell’azione dell’Unione si limitano a quanto necessario per il conseguimento degli obiettivi dei trattati;
per consentire alla Comunità di andare oltre le materie di sua esclusiva competenza nel rispetto però di limiti diretti a garantire le prerogative degli Stati membri + imposta anche la previa trasmissione dei progetti di atti legislativi ai Parlamenti degli Stati membri.
Il TUE stabilisce che “la delimitazione delle competenze dell’Unione si fonda sul principio di attribuzione”; in virtù di ciò il TFUE attribuisce competenze esclusiva dell’UE nei seguenti settori: unione doganale; definizione regole di concorrenza necessarie al funzionamento del mercato interno; politica monetaria per gli Stati con l’euro, conservazione risorse biologiche del mare; politica commerciale comune; conclusione degli accordi internazionali di maggiore rilevanza solo l’UE può legiferare e adottare atti giuridicamente vincolanti.
Il TFUE stabilisce poi i settori nei quali l’UE ha competenza concorrente, tra i quali il mercato interno, la coesione economica, sociale e territoriale, l’agricoltura e la pesca, l’ambiente, la protezione dei consumatori, i trasporti e l’energia significa, perciò, che gli Stati membri e l’Unione possono legiferare, tuttavia gli Stati membri esercitano la loro competenza nella misura in cui l’Unione non ha esercitato la propria. [oltre il 60% del nostro ordinamento deriva dall’Unione Europea]
Le competenze originariamente attribuite alla Comunità erano dirette a consentire la costituzione di un mercato unico, aperto, senza frontiere; ha quindi operato principalmente per consentire l’esercizio delle quattro libertà funzionali alla costituzione del mercato unico:
- La libertà di circolazione delle merci (mediante l’eliminazione dei dazi e l’adozione di una tariffa doganale comune);
- La libertà di circolazione delle persone;
- La libertà di circolazione dei servizi;
- La libertà di circolazione dei capitali;
- Assicurare la concorrenza.
Tuttavia, queste originarie competenze sono notevolmente accresciute:
- Politica economica:
- Coordinamento delle politiche economiche degli Stati membri (l’Italia ogni anno si dà una politica monetaria attuata dalle leggi di bilancio), se questi indirizzi di massima non sono rispettati si attuano degli ammonimenti/richiami (senza arrivare a sanzioni in quanto l’UE non ha potere impositivo, si tratta di un bilancio abbastanza scarso, a differenza dei singoli Paesi).
- Controllo per evitare disavanzi pubblici eccessivi (controllo più stretto che può portare anche a sanzioni)
- Politica monetaria: Mantenimento stabilità dei prezzi (BCE);
- Politica commerciale comune;
- Politiche sociali;
- Politica estera e di sicurezza comune (si decide a maggioranza + fondata sulla cooperazione tra le istituzioni).
L’ordinamento dell’Unione risulta esteso ad una molteplicità di ambiti eterogenei.
Crisi economica del 2008 (vedi pag. 74-75), che ha aggredito qualche stato europeo più di altri (incentrata su una forte incentivazione al consumo = bolla speculativa), ha fatto emergere la crisi dei debiti sovrani (Italia debito pubblico allucinante con economia in difficoltà, in questo modo i cittadini, come anche i soggetti provenienti dal mercato internazionale, non avendo la certezza che il loro prestito sarà coperto chiedono tassi d’interesse più alti → SPREAD: differenziale tra i tassi d’interesse pagati sui titoli più virtuosi, quelli tedeschi, rispetto a quelli italiani, o di un altro Paese.
UE ha risposto con il fiscal compact (2012):
- Il bilancio preventivo deve sempre chiudersi in pareggio senza ricorso all’indebitamento (ciò ha portato alla modifica dell’art 81 della Costituzione), se non per far fronte a situazioni di emergenza o cicli economici negativi;
- I Paesi con debito complessivo superiore al 60% del PIL occorre rientrare al ritmo di un ventesimo all’anno.
Cattivo approccio durante una crisi nonostante si giustificassero con la costituzione di un FONDO SALVASTATI: fondi che possono essere prestati a Paesi in difficoltà ad alcune condizioni, ovvero attuazione di politiche virtuose (Grecia).
A fronte di questo la BCE è intervenuta con interventi monetari espansivi = oggi abbiamo il problema della deflazione (rischio recessione economia), quindi la BCE si impegna affinché l’inflazione si orienti verso il 2% (minima per evitare deflazione):
- Prima attraverso i piani di rifinanziamento a lungo termine = prestiti alle banche, della durata di 3 anni, con un tasso di interesse bassissimo pari all’1%;
- Poi attraverso il QUANTITATIVE EASING = una banca centrale acquista, per una predeterminata e annunciata quantità di denaro, attività finanziarie dalle banche, titoli del debito pubblico deteriorati; (60 miliardi di euro dalla BCE) ciò significa che la BCE comprerà sul mercato secondario titoli emessi dai governi allocando il 92% del relativo rischio; l’obiettivo era di fare ciò riducendo lo spread, la tensione dei mercati.
Le istituzioni
- Parlamento europeo [Bruxelles, Strasburgo, Lussemburgo] eletto a suffragio universale diretto ogni 5 anni + al massimo 750 membri e il numero di rappresentanti per ogni Stato è fissato in relazione alla popolazione + membri divisi non per Paese ma per gruppo politico + funzioni di controllo e legislativa e di bilancio (insieme al Consiglio);
- Consiglio europeo, composto dai capi di stato e di governo e prende le decisioni più importanti riguardo l’UE;
- Consiglio, formato dai ministri di ogni Stato membro + formazioni diverse a seconda della materia da trattare;
- Commissione europea, organo politicamente indipendente che rappresenta il braccio esecutivo e gestisce l’aspetto finanziario (un membro per ogni Stato);
- Corte di giustizia, composta da un giudice per ogni Stato così da garantirne l’indipendenza e deve assicurare il rispetto del diritto dell’interpretazione e applicazione dei trattati;
- BCE, consiglio direttivo composto dai governatori delle banche centrali nazionali + si occupa del mantenimento della stabilità dei prezzi, politica monetaria;
- Corte dei conti, composto da un membro per ogni stato + esamina i conti in modo da accertare la legittimità e la regolarità delle entrate e delle spese.
- Altri organi con funzioni soprattutto ausiliarie di tipo consultivo come il Comitato delle Regioni, Banca europea degli investimenti...
Le fonti del diritto dell’Unione europea
La specificità dell’UE è quella di un’organizzazione istituita per effetto della stipula di trattati internazionali, il cui complesso organizzativo è abilitato a produrre, a sua volta, atti normativi, con effetti nell’ordinamento degli Stati membri. Diritto derivato ≠ diritto primario, consistente nelle disposizioni dei trattati degli atti ad essi equiparati.
Diritto primario:
- Trattati = TUE e TFUE le modifiche più importanti prevedono la procedura ordinaria che prevede la convocazione di una convenzione/assemblea nella quale di riunisco...
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