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Diritto pubblico

Libri consigliati

Barile, Grassi e Cheli istituzioni di diritto pubblico Cedam, edizione più nuova, ha un’impostazione che spinge a mettere insieme più aspetti e tematiche facendo le connessioni. Oppure Caretti istituzioni di diritto pubblico, la prof preferisce il primo.

Introduzione

  • Obiettivi del corso:
    • Consentire una lettura ragionata dei quotidiani: dobbiamo capire cosa si dice quando si parla di referendum della legge sull’elettorale e che la corte costituzionale ne ha dichiarato l’inammissibilità. Molti giuristi avevano già predetto che sarebbe accaduto: ci sono regole che vanno rispettate. Già nel '95 c’era stata una dichiarazione di inammissibilità di un referendum. Uno dei limiti all’ammissibilità del referendum è che gli organi costituzionali devono esistere; la loro eliminazione, la loro non rieleggibilità o non ricreazione non è ammissibile. Se lo stesso fatto viene letto su La Repubblica rispetto al Corriere o a La Stampa ecc ci sono visioni diverse. Noi dobbiamo capire quali sono gli elementi da considerare. Il governo tecnico è rappresentativo o no? Legittimo o no? Il presidente della repubblica lo poteva nominare o no?

    • Conoscere gli organi che compongono lo Stato: fa riferimento agli organi costituzionali che rappresentano la base dell’organizzazione dello Stato, quelli che sono essenziali, non possono mancare perché uno Stato possa funzionare. Lo studio di questi organi (presidente della repubblica, Parlamento, Governo, base elettorale, corte costituzionale) serve per capire quali sono le caratteristiche e qual è il procedimento per l’adozione delle fonti del diritto e capire la differenza tra le varie fonti.

    • Conoscere le fonti del diritto che regolano l’ordinamento giuridico: Bisogna sapere il rapporto che sussiste tra norme comunitarie e norme interne. Il concetto della prevalenza delle norme comunitarie su quelle interne fa riferimento alla gerarchia, noi vedremo che il principio di gerarchia è uno tra i tanti principi ma il principio prevalente ormai è la competenza. Ci sono dei settori in cui possono intervenire solo alcuni organi. Il settore del commercio ecc è per lo più di competenza comunitaria o regionale, da un lato ci sarà una certa direttiva comunitaria e dall’altro una certa legge e una legge regionale, magari delle norme contrastano tra di loro, noi dobbiamo sapere come interpretare le leggi e quale far prevalere. Magari una norma è legittima costituzionalmente solo in parte.

Per raggiungere tali obiettivi occorre:

  • Sapere da dove veniamo: come nascono le norme della costituzione, conoscere la storia istituzionale. Perché la costituzione del '48 è ancora in vigore? Quali sono le caratteristiche della nostra forma di governo che nascono da una storia istituzionale? Capire anche l’attuale nomina del governo tecnico ha la sua base in una prassi costituzionale che negli anni ’70 era molto frequente, il presidente della repubblica era libero di scegliere rappresentanti senza una base parlamentare ma che avevano comunque un’approvazione da parte del parlamento.

  • Sapere chi siamo

  • Scoprire dove stiamo andando: dobbiamo capire le caratteristiche dell’Unione Europea, ci sono tante cose che riguardano l’economia ma è anche la normativa che cambia, l’approvazione del trattato di Lisbona nel '99 ha creato cambiamenti. Si parla da tanti anni di riforme costituzionali: quali sono le norme che creano più problemi ecc.

Che cos’è il diritto pubblico?

  • Il diritto pubblico è uno dei rami nei quali si manifesta e si concretizza l’ordinamento giuridico di uno Stato. Questo significa che la base per la sussistenza di uno Stato è l’ordinamento giuridico e il diritto pubblico è uno degli elementi dell’ordinamento. Una società organizzata quale uno Stato ha un diritto che si propone di regolare il comportamento degli individui laddove c’è una società.

  • Il diritto si propone di regolare i comportamenti degli individui al fine di assicurare l’ordinato svolgimento della società, tanto nelle attività dei singoli che in quelle comunitarie. Ci sono delle regole che valgono sia per i singoli (settore privatistico) sia nei rapporti comunitari tra i vari soggetti. Il diritto si può qualificare come soggettivo o oggettivo. Il diritto oggettivo è qualunque norma alla quale deve conformarsi il comportamento di ogni soggetto. Le decisioni nascono perché sono indirizzate a determinate categorie di aziende o società specifiche o a determinati Stati, non sono applicabili per tutti ma anche in questo caso si tratta di diritto oggettivo. Dal punto di vista dell’individuo e non della società, il diritto si presenta non come oggettivo ma come soggettivo in quanto definisce misura delle potestà che spettano al titolare nella posizione di vantaggio. Un diritto soggettivo è circolare per le strade, escludere dalla mia casa estranei. Possiamo concepire il diritto soggettivo anche nell’ambito del diritto pubblico (oltre del diritto privato).

Differenza tra diritto privato e pubblico

  • Diritto pubblico: tutela l’interesse della collettività generale. Al centro dell’indagine c’è la collettività e non il singolo soggetto il quale viene tutelato solo in via indiretta. Il diritto pubblico ha presente la collettività perché l’obiettivo pubblicistico è garantire tutti i soggetti. Se c’è un concorso pubblico io devo tutelare l’interesse che alla pubblica amministrazione vadano le persone più adatte, più capaci ecc. Se si intende costruire una scuola l’interesse generale è che venga costruita nel luogo più adatto come un luogo centrale, l’interesse del singolo che non vuole l’espropriazione del terreno è un interesse indiretto non pubblico.

  • Diritto privato: l’interesse che viene prevalentemente in considerazione è quello dei soggetti privati. Se noi vendiamo un bene abbiamo diritto alla prestazione, se affittiamo un immobile abbiamo diritto al canone di locazione, il locatore ha diritto alle caratteristiche per l’abitabilità ecc.. tutti questi sono interessi dei singoli. Queste regole non hanno ricadute di carattere generale, se il mio cancello non funziona agli altri non interessa.

Rami del diritto

  • Pluralità di comportamenti disciplinati dal diritto = pluralità di complessi normativi che concorrono a costituire un ordinamento giuridico. Esiste una diversa competenza.

  • Pluralità dei rami del diritto: diritto interno diverso dal diritto internazionale e diverso dal diritto sovranazionale. All’interno della pluralità dei rami viene fatta una grande differenza:

    • Diritto interno: lo Stato, il suo ordinamento giuridico ecc. È il diritto che il singolo stato adotta all’interno delle proprie competenze. Può capitare però che un certo settore non possa essere disciplinato. Se c’è un regolamento comunitario che disciplina la tratta degli esseri umani, questa materia è diventata di competenza europea e la normativa interna non può essere diversa da quella comunitaria sennò viene disapplicata, salvo che la norma comunitaria vada contro i principi fondamentali dell’ordinamento costituzionale di uno Stato, i principi senza i quali lo stato non può vivere. Il diritto interno è emanato direttamente dal singolo stato.

    • Diritto sovranazionale: quello emanato dalla comunità Europea. Sovranazionale significa che sta sopra le singole nazioni ma entra direttamente a far parte dell’ordinamento giuridico dello Stato.

    • Diritto internazionale: si applica nei confronti di tutti gli Stati sempre che questi vogliano. Es i trattati di estradizione è uno dei primi che è stato fatto tra gli Stati. Quando vi è la commissione per reati di notevole gravità è stata possibile l’estradizione di soggetti che hanno commesso omicidi, stragi ecc. per piccoli reati il trattato di estradizione non sempre consente l’estradizione ma è sempre possibile che più stati disciplinino le regole applicate dai singoli stati. Il procedimento legislativo per l’approvazione di una legge ha caratteristiche diverse rispetto all’approvazione di un trattato internazionale, in questo caso c’è un contratto diretto. Se io faccio un accordo con la Cina questo lo fanno i due governi, i Parlamenti possono accettarla o meno ma non possono modificare il contenuto della norma che è frutto di un accordo.

Il diritto pubblico si suddivide in tanti rami: ci sono le norme che disciplinano i vari organi dello Stato e riguardano il diritto costituzionale, ci sono poi le norme che disciplinano il comportamento delle Pubblica Amministrazione: diritto amministrativo, tutte le norme che riguardano il rapporto tra regioni e Stato è il diritto regionale, il diritto tributario è un altro ramo: riguarda la collettività: l’insieme di tasse che lo Stato può erogare per la realizzazione di obiettivi comuni, la sicurezza di tutti i cittadini legittimata dal diritto penale è ramo del diritto pubblico.

Lo stato come ordinamento giuridico

Dobbiamo capire cos’è lo Stato e perché ha pervase l’ordinamento giuridico.

  • Un ordinamento giuridico si ha quando l’organizzazione è stabile, dotata di un centro di potere e di un insieme di norme che i partecipanti si auto impongono.
  • Lo Stato non è il solo ordinamento giuridico ma il più complesso: ha un’universalità di fini ma non è il nucleo degli ordinamenti giuridici, l’ordinamento giuridico si ha quando c’è un’organizzazione stabile.
  • Ordinamenti giuridici fuori e dentro lo stato, a fini particolari o generali, territoriali, non territoriali. Un ordinamento giuridico è ad es quello che disciplina il regolamento del Calcio. Se io e le mie amiche ci mettiamo d’accordo per fare una squadra di pallavolo e gioca tutti i mercoledì contro un’altra squadra, se un giorno non ci vado sono libera, non sono sottoposta all’ordinamento giuridico. Se invece noi siamo iscritte a una società di pallavolo la cosa cambia, l’associazione è all’interno di un ordinamento giuridico, seppur particolare, che può prevedere sanzioni se uno non si presenta alla partita. Questi ordinamenti sono particolari, l’ordinamento dello stato è generale.

Stato come ordinamento

Elementi che caratterizzano lo Stato come ordinamento: La complessità è data da:

  • Universalità di fini: tutti i fini possono essere perseguiti da parte dello Stato.

  • Territorialità: lo Stato può operare all’interno dei propri confini. Es se succede qualcosa in acque internazionali ecc sorgono problematiche. L’India ha la possibilità di sanzionare ciò fatto fuori dal proprio territorio?

  • Completezza: l’ordinamento giuridico dello Stato copre ogni settore e se un settore non è espressamente coperto ci sono norme che prevedono criteri di carattere generale per coprire ogni possibile vuoto normativo. Es libertà di espressione, la costituzione disciplina solo la stampa, la tv non c’era. C’è la possibilità di applicare determinati principi che consentono una generalizzazione.

Rapporto tra stato e società

  • Stato: soggetto regolatore
  • Società: insieme regolato
  • Ordinamento giuridico: insieme di regole attraverso le quali lo Stato regola la società.

Le forme di governo

Il diritto pubblico si occupa di tutto quello che attiene al rapporto tra Stato e società. Bisogna innanzitutto individuare le caratteristiche di uno Stato e come vari stati si differenziano tra loro. Lo stato è composto da tre elementi fondamentali.

  • Popolo: l’insieme di soggetti destinatari delle norme che compongono l’ordinamento giuridico. Il concetto di popolo è diverso da quello di nazione. Ci può essere una nazionalità che appartiene a più stati.

  • Territorio: (es problematiche della Palestina). Il territorio è quella porzione di spazio nella quale determinate norme sono efficaci. Noi facciamo riferimento agli aspetti giuridici. La definizione geografica o sociologica di territorio è diversa. Il territorio consento di individuare l’ambito di efficacia spaziale del diritto. Il territorio comprende acque territoriali, l’efficacia delle norme non si estende fuori dalle acque territoriali. (es India, secondo i principi di diritto internazionale non si può estendere l’efficacia normativa fuori dalle proprie acque territoriali, salvo alcuno eccezioni come il territorio dello Stato, l’Ambasciata.) ci sono problemi per il sottosuolo, per lo spazio elio sovrastante ecc per i quali ci sono sia regole comunitarie sia regole di normativa internazionale.

  • Governo: la sovranità è la condizione per la quale uno Stato ha un potere superiore a ogni altro su quel popolo e su quel territorio e non riconosce alcun altro potere al di sopra del suo. Il potere di sovranità è riconosciuto al governo di uno Stato. Ci possono poi essere limitazioni (ordinamento sovranazionale) che però possono essere fatte in virtù dell’accettazione dei singoli stati che recepiscono i trattati e accettano una limitazione della propria sovranità.

Come si distinguono gli stati

Dal punto di vista giuridico ci sono:

  • Le forme di Stato: hanno più o meno tutte riferimento ai tre elementi: popolo, territorio e governo.
  • Le forme di governo: tengono solo conto dell’elemento governo, di come i poteri vengono distribuiti tra i vari organi.

La forma di Stato

Il Popolo si fa riferimento al rapporto tra governanti e governati all’interno di un determinato territorio. La forma di stato assoluta è caratterizzata dal fatto che il rapporto tra governanti e governati è data dall’accentramento di tutti i poteri di tutte le decisioni in capo ad un unico soggetto: il re. Il re è titolare e tutore dell’interesse generale. Il re interviene nei rapporti tra governanti e governati, è uno stato interventista. Prima, nello Stato patrimoniale, l’oggetto di tutela era il patrimonio non c’era la ricchezza privata. Nella forma di stato assoluta c’è un interesse di stato alle problematiche pubbliche che non sono solo di carattere economico. Lo sviluppo dello stato assoluto è alla fine del XVIII secolo.

Stato di polizia: non è l’intervento a tutela della sicurezza pubblica. È l’intervento da parte dello stato con un’attività normativa che si autolimita, si comprende che il re assoluto non può essere accettato dai cittadini (moti rivoluzionari). Lo stato di polizia fa sì che lo stato si auto imponga dei limiti e nascono le prime forme di diritto amministrativo. Nello stato assoluto c’è un inizio di burocrazia ma il re non aveva limitazioni, poteva fare quello che voleva.

Lo stato di diritto è uno degli aspetti connessi alla nascita dello stato liberale (fino 1700 e inizio 1800). Lo stato liberale parte da una concezione limitativa delle finalità dello Stato. C’è un minore intervento dello Stato sulla popolazione e ciò nonostante c’è un incremento, un forte incremento di poteri dell’attività normativa che limita i poteri dello Stato da un lato e che invece riconosce i diritti dei cittadini nei confronti di tutti. C’è anche una limitazione dei poteri dei cittadini nei confronti degli altri cittadini. Lo stato non interventista è tutore di un libero, pacifico e ordinato svolgimento della vita economica e sociale. Ma perché ciò avvenga è necessario che ci siano delle regole sia per i cittadini sia per lo stato stesso, per l’ordinamento giuridico. Lo stato di diritto è quello stato in cui tutti i soggetti, compreso colui che detiene la sovranità, sono sottoposti alla legge. Se questa legge viene violata si risponde davanti ai giudici o agli ordini giudicanti predisposti allo stesso ordinamento.

Lo stato totalitario è diverso dallo stato assoluto (periodo fascista). Nello stato totalitario ci sono elementi che non consentono di affermare che c’è la partecipazione dello Stato nell’economia. Dopo la seconda guerra mondiale, tutti gli Stati europei possono essere definiti come democratici, con impostazioni diverse (liberale ecc). Democratico: uno stato in cui è riconosciuto ai cittadini di poter intervenire nelle decisioni di governo, vi è una pluralità di partito e la possibilità di quelli di minoranza di diventare di maggioranza. Uno stato dove c’è una costituzione che si applica nell’ordinamento giuridico.

Il territorio

Se si guarda al rapporto tra governanti e governati con attenzione al territorio lo stato si divide in:

  • Stato unitario: sono quegli stati che pur rispettando le comunità locali e le comunità intermedie conservano una centralizzazione delle funzioni con un unico governo, un unico presidente e organi rappresentativi sono centrati. Uno stato unitario può riconoscere la comunità locale. L’Italia prima della prima guerra mondiale era uno stato unitario dove c’era un forte riconoscimento della comunità locale: la prefettura era l’organo centrale, poteva influire sulla comunità locale, però non era autonomo, non era eletto dai cittadini e non rispondeva a questi ma all’organo centrale che poteva sostituirlo sia fisicamente sia nell’attività che svolgeva.

  • Stato federale: (USA e molti paesi dell’America latina). Lo stato federale nasce dall’unione di più stati autonomi che conservano parte delle loro sovranità e autonomia legislativa.

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Scienze giuridiche IUS/09 Istituzioni di diritto pubblico

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher mariagiovannamureddu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Istituzioni di Diritto Pubblico e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Pisa o del prof Catalani Elisabetta.
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