BIOLOGIA ANIMALE
Proprietà della vita: ordine (sistemi viventi con organizzazione gerarchica da
atomi a biosfera) + capacità di prelevare energia dall’ambiente e trasformarla +
adattamenti evolutivi + regolazione + crescita/sviluppo + interazioni con
ambiente + riproduzione
1665, Hooke invenzione microscopio permette scoperta cellule
1839, Schwann tutti gli organismi sono costituiti da unità strutturali, le cellule
1855, Virchow tutte le cellule originano da cellule preesistenti
1951 1° coltura batterica su una capsula di Petri di cellule del cancro alla
cervice uterina
BIOINFORMATICA: GenBank = insieme di sequenze di nucleotidi e amminoacidi
conosciute + OMIM = info su malattie genetiche e mutazioni di geni conosciute
Scienza aumenta conoscenza del mondo usando osservazione + ragionamento
autocorrettiva:
DEDUZIONE: dal generale al particolare (se l’uomo è un animale e se gli
o animali sono mortali, allora l’uomo è mortale)
INDUZIONE: dal particolare al generale (se vedo 3 palline blu nel sacco,
o allora tutte le palline nel sacco sono blu)
Caratteristiche universali delle cellule:
Ereditarietà: ogni cellula origina cellule con = codice genetico
o Utilizzo di energia: conservata sotto forma di ATP, utilizzata x
o metabolismo
Hanno DNA + membrana plasmatica e alcuni anche parete cellulare
o simile
Meccanismi metabolici, di sintesi delle proteine e di fotosintesi
o (cianobatteri e piante) simili
Ipotesi: 3,8 miliardi di anni fa CELLULA PRIMORDIALE:
SINTESI ABIOTICA di amminoacidi/basi azotate in atmosfera, poi
o
precipitate in oceani e in un brodo primordiale 1953, Miller ricrea
ambiente primordiale (scariche elettriche + H + metano + NH + H O) e
2 3 2
verifica possibilità di sintesi spontanea di molecole organiche
Polimerizzazione abiotica in macromolecole (proteine/acidi nucleici)
o Comparsa di una macromolecola con capacità di immagazzinare
o
informazioni e di autoreplicazione probabilmente RNA perché alcuni
hanno capacità enzimatica (RIBOZIMI)
Incapsulamento della macromolecola in membrana fosfolipidica
o
Evoluzione RNA diventa DNA, + stabile, x deposito di informazioni:
Divisione in procarioti, poi in eucariote ancestrale anaerobico
o Mitocondri e cloroplasti procarioti perché contengono DNA (1 molecola
o
circolare possono duplicarsi autonomamente), doppia membrana,
ribosomi e dimensioni simili a batteri
Batterio poi batterio fotosintetico inglobati in cellula diventano parte
o
della cellula: mitocondrio e cloroplasto ENDOSIMBIOSI da cui eucariote
ricava ossigeno
PROCARIOTI EUCARIOTI
DIFFEREN NO nucleo DNA in zona di SI’ nucleo
NUCLEOIDE 10-100 m
ZE
1-5 m SI’ organelli citoplasmatici
+ geni (cromosomi di DNA +
NO organelli citoplasmatici
1 - geni (1 molecola circolare) proteine)
PROCARIOTI (uni o pluricellulari, con forma sferica/bastoncino/elicoidale) si dividono
in:
ARCHEABATTERI estremofili = vivono in condizioni estreme: metanogeni +
alofili in alte concentrazioni saline + acidofili in pH acido + termofili ad alte
temperature
EUBATTERI presenti in ogni habitat cianobatteri, i + complessi, fanno
fotosintesi CHIMICA DELLA CELLULA
LE MACROMOLECOLE
Polimeri costituiti da tanti monomeri = o
I polimeri crescono x reazioni di CONDENSAZIONE:
Monomeri attivati mediante l’accoppiamento con una molecola di
o trasporto con consumo di ATP dell’ambiente
2 monomeri attivati vengono condensati e una delle 2 molecole di
o trasporto viene rilasciata
Ripetizione del punto 2 n volte a formare un polimero di n monomeri
o
Legami: principalmente covalenti singoli che rendono la catena flessibile, altri
non covalenti deboli che vincolano la struttura
CARBOIDRATI
ZUCCHERI SEMPLICI (monosaccaridi) (CH O)
2 n
Forma: lineare o ad anello (+ stabile)
Classificati in base a num. di carboni o a gruppo aldeidico/chetonico:
Triosi gliceraldeide + diidrossiacetonfosfato
o Pentosi ribosio + desossiribosio
o Esosi glucosio, che ha galattosio e maltosio come isomeri
o
Legami o beta se gruppo legato sopra al piano, alfa sotto
Funzioni: fonti di energia (glucosio tramite glicolisi) + riserva (se non servono,
vengono polimerizzati per poi essere immagazzinati x quando servono)
OLIGOSACCARIDI
Catene di 3-10 monomeri
Catene di 2 monomeri = DISACCARIDI saccarosio = glucosio + fruttosio
Si legano a proteine x dare glicoproteine e a lipidi x dare glicolipidi funzioni:
Strutturale componenti delle membrane
o Proteggono superficie cellulare
o Aiutano adesione tra cellule
o
POLISACCARIDI
Formati da 10+ monosaccaridi:
Legati da legame glicosidico tra 2 gruppi alcolici
o Idrolisi = processo x rompere legami glicosidici consuma H O
o 2
Legame glicosidico se legame è sopra molecola, se è sotto
o
Funzioni:
Sulla membrana permettono adesione tra cellule
o Strutture di supporto meccanico (cellulosa, polisaccaride del glucosio )
o Vengono accumulati x fare da riserva
o
Glicogeno e amido = polimeri del glucosio
:
2 Glicogeno: nelle cellule animali catene lineari legami 1,4 +
o ramificazioni legami 1,6
Amido = amilosio (catena lineare) + amilopectina (ramificazioni)
o
LIPIDI
Molecole insolubili in H O ma solubili in grassi e solventi organici
2
Funzioni:
Accumulo energetico
o Costituenti delle membrane
o Segnalazioni cellulari comunicazione a grandi distanze: ormoni sessuali
o
ACIDI GRASSI
Molecole anfipatiche: lunghe catene di carbonio (idrofobe e poco reattive, coda)
alla cui estremità c’è un acido carbossilico (idrofilo e reattivo, testa)
SATURI con soli legami semplici struttura lineare
INSATURI con 1+ doppio legame C=C crea distorsioni della catena:
Doppio legame trans coda leggermente curva
o Doppio legame cis coda piegata di 60°
o 2 doppi legami cis coda piegata di 90°
o
Funzioni:
Costituenti delle membrane cellulari
o Sostanze di riserva dalla cui demolizione si ricava molta energia
o
TRIGLICERIDI
3 acidi grassi legati covalentemente a molecola di glicerolo prevalentemente
idrofobi
Funzione: sostanze di riserva nel tessuto adiposo dalla cui demolizione si ricava
energia
FOSFOLIPIDI
Funzione: costituiscono il doppio strato fosfolipidico delle membrane cellulari +
fonte di energia
FOSFOGLICERIDI glicerolo legato a 2 acidi grassi e a 1 gruppo fosfato idrofilo,
legato a un R idrofilo polare molecole anfipatiche (coda idrofoba + testa
idrofila)
SFINGOLIPIDI sfingosina legata a un gruppo fosfato, legato a un R idrofilo
polare (
Altri tipi di fosfolipidi: ormoni steroidei androgeni, estrogeni) + vitamine
ACIDI NUCLEICI
Molecole informazionali costituite da monomeri, i NUCLEOTIDI:
BASI AZOTATE purine (adenina + guanina, costituite da 2 anelli) e
o pirimidine (citosina + timina x DNA + uracile x RNA, costituite da 1
anello)
Zucchero pentoso ribosio x RNA, 2-desossiribosio x DNA
o Zucchero + base = NUCLEOSIDE legame covalente con C in posizione
o 1
Nucleoside + gruppo fosfato = nucleotide legame covalente con C in
o posizione 5
Polimerizzazione dei nucleotidi:
Legame fosfodiesterico tra fosfato in posizione 5 di 1 nucleotide e
o idrossile in posizione 3 del nucleotide successivo
1° nucleotide ha gruppo fosfato libero estremità 5’
o Ultimo nucleotide ha gruppo idrossile libero estremità 3’
o
Funzioni dei nucleotidi:
3 Costituiscono gli acidi nucleici
o Trasportano energia o gruppi reattivi
o Molecole segnale
o Combinati con altri gruppi formano coenzimi
o
PROTEINE (o polipeptidi)
Polimeri di AMMINOACIDI (esistono 20 amminoacidi
):
Carbonio legato a 1 H + 1 gruppo amminico + 1 gruppo carbossilico +
o 1 gruppo R, che dà la specificità strutturale e funzionale
5 amminoacidi hanno R che formano ioni in soluzione hanno carica
o elettrica
Apolari idrofobi, non interagiscono con H O, privi di carica
o 2
Polari idrofili, interagiscono con H O, privi di carica
o 2
+
Acidi in H O rilasciano H (hanno un acido carbossilico nel R) carica -
o 2 -
Basici in H O rilasciano OH carica +
o 2
Amminoacidi uniti da:
Legami peptidici x formare catene polipeptidiche 1 gruppo carbossilico
o terminale e 1 gruppo amminico terminale: polarità strutturale
Ponti disolfuro x fissare/consolidare disposizione spaziale non
o modificano conformazione
Funzioni:
Legano altre molecole
o Catalizzano reazioni enzimi
o Formano la struttura del citoscheletro
o Segnali intracellulari sono canali/recettori che veicolano info
o
STRUTTURA DELLE PROTEINE
DOMINIO PROTEICO = qualunque parte di catena polipeptidica (40-350
amminoacidi) che può ripiegarsi in una struttura compatta e stabile
Proteine arrivano a struttura finale spontaneamente CHAPERONES = proteine
che aiutano nel ripiegamento legandosi a brevi segmenti x evitare che le
proteine interagiscano con altre proteine
PRIMARIA sequenza di amminoacidi
SECONDARIA = ripiegamenti della catena, con conformazione regolare e
ripetitiva:
-elica proteina che si avvolge su se stessa, con legami H tra
o amminoacidi sopra-sotto
Foglietto -pieghettato struttura planare, 2 fogli con legami H tra
o amminoacidi uno accanto all’altro paralleli o antiparalleli (polarità
opposta) dà resistenza alla trazione
TERZIARIA conformazione tridimensionale di tutta la catena polipeptidica:
Fibrosa forma 3D allungata, stabile e semplice (collagene, elastina)
o Globulare catena polipeptidica si ripiega formando aggregato sferico
o con all’esterno superficie irregolare forma compatta (enzimi)
QUATERNARIA interazioni tra catene polipeptidiche in proteine
multimeriche
L’ENERGIA (capacità di compiere lavoro)
In un sistema chiuso con tempertura > 273°C ci sono:
Energia cinetica rotazione e vibrazione di molecole
o Energia potenziale energia dei legami chimici
o Sono interscambiabili: rottura legami = aumento movimento cinetico
o
4
TERMODINAMICA
I° principio di conservazione dell’energia:
Quantità totale di energia in un sistema e nel suo ambiente rimane
o costante
Energia non si crea né distrugge MA può essere trasformata
o ΔE = Q-W energia interna = energia termica – lavoro
o H = E + P*V ENTALPIA (contenuto di calore) = energia interna +
o pressione*volume
II° principio:
Disordine totale del sistema e del suo ambiente (universo) aumenta
o sempre
ENTROPIA (S) = grado di disordine le reazioni tendono al disordine
o
Reazioni sono favorite e spontanee:
Se sistema va verso condizione di energia interna minima o entropia
o massima
Reazioni ESOERGONICHE energia reagenti > energia prodotti
o avviene liberazione di ENERGIA LIBERA DI GIBBS ΔG:
ΔG = ΔH – T* ΔS con T = temperatura
Se è <0, allora la reazione è spontanea
0
ΔG = variazione di energia libera standard guadagno/perdita di energia
libera per mole di reagente che si trasforma in prodotto in condizioni standard
(non dipende dalle concentrazioni ma solo dalle caratteristiche intrinseche dei
0
reagenti): ΔG = ΔG + R*T* ln(K ) (kcal/mol) R*T = 0,616
eq
Reazioni non spontanee (ΔG>0) sono ENDOERGONICHE avvengono solo se
associate a reazioni spontanee, con un ΔG<0 tanto grande da far risultare <0 la
ΔG dell’intero processo
Quando la reazione raggiunge l’equilibrio, ΔG=0 non produce lavoro =
impossibile x la vita reazioni biologiche non raggiungono mai l’equilibrio
GLI ENZIMI
Alcuni reazioni sono spontanee ma non avvengono perché non raggiungono
ENERGIA DI ATTIVAZIONE (necessaria x consentire passaggio da reagenti a
prodotti)
ENZIMI = catalizzatori biologici (proteine):
Aumentano la velocità della reazione abbassano energia di attivazione
o Sono selettivi ogni enzima accelera una reazione specifica
o Non si modificano permanentemente MA alla velocità max di reazione
o catalizzata, l’enzima è combinato al substrato
Non alterano equilibrio della reazione, determinato da stato di energia
o substrato e prodotto
SITO ATTIVO = cavità che accoglie il substrato, a cui si lega con legami NON
covalenti deboli, isolandolo dall’ambiente determinato dalla struttura III° della
proteina enzimatica
Dipendono da temperatura velocità di reazione è max alla temperatura
ottimale (37°C x uomo, 75°C x batteri) al di sopra gli enzimi sono inattivati x
denaturazione
Dipendono da pH velocità di reazione è max al pH ottimale (2 x stomaco, 8 x
intestino)
5 GRUPPI PROSTETICI: piccole molecole formate da ioni metallici legate a proteine
che aiutano enzimi es: gruppo EME che lega O
2
COENZIMI: molecole organiche a basso PM che aiutano enzimi:
-
Riducono energia di attivazione + trasportano e e piccole molecole
o Si trasformano durante le reazioni ma vengono rigenerati
o Partecipano a reazioni enzimatiche multiple
o + +
Nicotinamide-adenin-dinucleotide: SH + NAD --> S + NADH + H
o 2
Flavina-adenin-dinucleotide: SH + FAD --> S + FADH
o 2 2
COME AGISCONO GLI ENZIMI
OrIentano il substrato modificano la reattività del substrato (che acquisisce
carica elettrica) inducono tensione nel substrato (che viene distorto x formare
i prodotti, che vengono poi rilasciati)
Modello CHIAVE-SERRATURA enzima = struttura rigida con un sito attivo che
si adatta al substrato
Modello ad ADATTAMENTO INDOTTO legame tra substrato e sito attivo induce
cambiamento conformazionale nella molecola di enzima, che lega +
strettamente il substrato
Interazione enzima-substrato segue cinetica enzimatica dipende da affinità
del substrato x enzima e da affinità del prodotto x enzima:
Equazione di MICHAELIS-MENTEN: v = (V * [S])/(K + [S]):
o max m
V = velocità max raggiunta quando tutti i siti attivi sono
max
occupati da substrato
K = concentrazione di substrato a cui enzima lavora a metà della
m
sua V max
Equazione di LINEWEAVER-BURK: 1/v = (K /V ) * (1/[S]) + 1/V
o m max max
REGOLAZIONE ATTIVITA’ ENZIMATICA
A volte interazione enzima-substrato può essere impedita inibizione può
essere:
Competitiva inibitore si lega nel sito attivo efficacia dipende da
o affinità x enzima
ALLOSTERICA (feedback negativo):
o Inibitore si lega all’enzima ma nel sito allosterico, non nel sito
attivo
Efficacia dipende da concentrazione dell’inibitore
Se il regolatore allosterico permette comunque interazione enzima-
substrato non c’è inibizione ma attivazione allosterica (feedback
positivo)
Reversibile o irreversibile, se inibitore si lega covalentemente all’enzima
o formano complessi tossici (insetticidi, veleni) o usati come agenti
terapeutici (aspirina)
Fosforilazione/defosforilazione: gruppo fosfato dell’ATP aggiunto (con enzima
chinasi)/tolto (con proteina fosfatasi) a proteine induce variazione
conformazionale della struttura terziaria:
Fosforilazione attivante <--> defosforilazione inattivante
o Fosforilazione inattivante <--> defosforilazione attivante
o
Regolazione enzimi associati a GTP (guanosin trifosfato):
Idrolisi: proteina attiva associata a GTP --> gruppo fosfato + proteina
o inattiva associata a GDP
Scissione lenta: proteina inattiva associata a GDP --> GDP + proteina
o inattiva
6 Reazione veloce: proteina inattiva + GTP --> proteina attiva associata a
o GTP
Alcuni enzimi diventano attivi solo mediante TAGLIO PROTEOLITICO
I MITOCONDRI E LA RESPIRAZIONE CELLULARE
Organelli citoplasmatici dinamici capaci di fusione e scissione
Funzione: ossidazione di lipidi e carboidrati
STRUTTURA
Membrana esterna 50% lipidi + enzimi + porine (strutture dinamiche):
Deriva da parete esterna di alcuni batteri
o Quando porine sono aperte membrana permeabile a
o ATP/NAD/coenzima A
Spazio intermembrana fluido
Membrana interna 3:1=proteine:lipidi + cardiolipina (tipo di fosfolipide):
Molto impermeabile a tutte le molecole
o NON contiene colesterolo
o È articolata in pieghe (CRESTE) che aumentano superficie
o
Matrice enzimi + ribosomi + DNA a doppio filamento circolare + proteine
DNA codifica 13 proteine idrofobiche integrate nella membrana interna + 2
rRNA + 22 tRNA
RESPIRAZIONE CELLULARE
Processo con cui composti organici vengono ossidati x estrarre energia da
legami chimici
Stadio 1: DIGESTIONE (fuori dalle cellule, nell’intestino): riduzione di grandi
molecole in subunità monomeriche + semplici polisaccaridi, ridotti attraverso
scissione fosfolitica, sotto forma di:
AMIDO nelle piante
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