Politica e comunicazione
Prof. Luca Castellin – A.S. 2017/18, I Sem.
Martedì 3 Ottobre 2017
(1) Introduzione
Primo parziale a Febbraio, secondo a Maggio. Entrambi scritti, quattro domande ciascuno. Bisogna attenersi al programma
ufficiale, non solo agli appunti.
Possibilità di rifare uno dei due parziali durante gli appelli ufficiali.
Nel mondo attuale la politica e la comunicazione sono in correlazione, tanto che nella società contemporanea si fa conti-‐
nuamente riferimento al termine comunicazione politica.
La comunicazione politica è quel campo in cui si incontrano le azioni di tre attori diversi:
1. il sistema politico, all’interno del quale ci sono i partiti, le istituzioni, i movimenti e i gruppi di pressione che hanno
loro logiche comunicative
2. il sistema dei media che comprende al suo interno la televisione, la radio, la stampa e ultimamente anche i social me-‐
dia
3. il cittadino elettore
C’è comunicazione politica quando i tre attori interagiscono tra di loro. Altre interazioni che non comprendono il sistema
politico non rientrano nella definizione.
Una distinzione importante è quella tra comunicazione pubblica, comunicazione politica e comunicazione sociale.
La comunicazione pubblica è un tipo di comunicazione istituzionale; è la comunicazione dell’istituzione politica che
• intende rendere note alcune funzioni istituzionali e normative; intende dare notizia ai cittadini dell’entrata in vigore di
alcune norme e delle decisioni che vengono prese. All’interno di questo tipo di comunicazione possiamo trovare an-‐
che elementi propri della comunicazione politica: ciò avviene soprattutto quando si avvicinano le scadenze elettorali
(es: questione del referendum sull’autonomia della Lombardia e del Veneto).
La comunicazione politica è la comunicazione dei soggetti politici e ha come obiettivo quello di modificare i rapporti
• di forza tra/nei partiti, coalizioni e leader politici.
La comunicazione in questo caso è quindi uno strumento di competizione politica che viene utilizzato per acquisire,
mantenere e ampliare potere – quindi non uno strumento di comunicazione dell’istituzione.
La comunicazione sociale proviene sempre da istituzioni pubbliche o private, ma ha lo scopo di riuscire a sensibiliz-‐
• zare i cittadini su alcune tematiche specifiche che non sempre hanno carattere politico. Per esempio, la pubblicità pro-‐
gresso. Anche in questo caso è difficile distinguerla dalla comunicazione politica perché la comunicazione sociale può
portare avanti argomentazioni politiche.
Il nostro oggetto di studio sarà la COMUNICAZIONE POLITICA, intesa come strumento per conquistare cariche politiche, per
conservarle o per influire sulle decisioni delle istituzioni politiche.
Il concetto di comunicazione politica nel tempo ha subito dei cambiamenti dovuti a cambiamenti sociali e tecnologici in
corso. Gli studiosi sono abbastanza concordi nell’individuare
tre fasi storiche della comunicazione politica – in Italia que-‐
ste fasi sono più tarde, qui il paese di riferimento sono gli USA:
1. La prima fase ( anni ’40 e ’50)
La comunicazione è dominata dai partiti (democratici e repubblicano). Nel ‘900 i partiti rappresentano infatti la cin-‐
ghia di trasmissione tra lo stato e la società; questo perché sono forti le fedi, le appartenenze politiche e quindi le po-‐
larizzazioni: ci sono pochi elettori indipendenti. La comunicazione politica dei partiti era quindi rivolta agli elettori-‐
seguaci e propri tesserati, non rientrava tra gli interessi quello di conquistare nuovi voti. Questo tipo di comunicazione
in Italia dura fino agli anni ’90 ovvero fino alla fine della prima repubblica.
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2. La seconda fase ( anni ’60-‐’80): dal dibattito tra Kennedy e Nixon fino a Regan.
La televisione generalista assume un ruolo fondamentale e spiazza la comunicazione politica precedente: è uno stru-‐
mento nuovo che attua una comunicazione di tipo uno-‐molti, che trasmette per la prima volta uno scontro elettorale
tra due candidati e l’arrivo di un attore alla Casa Bianca. A cambiare è anche il linguaggio della comunicazione politica.
La fase si conclude negli anni ’80 raggiungendo l’apice con l’avvento dell’attore Regan alla Casa Bianca. Più il mondo
cambia, e con esso le questioni politiche, più cominciano ad allentarsi le appartenenze politiche e ad aumentare gli
elettori indipendenti. Non sono più i partiti al centro, ma il candidato: più il candidato è attraente, simpatico più la
campagna elettorale avrà maggiore possibilità di successo. In Italia queste logiche entrano in gioco con l’avvento di
Berlusconi alla fine degli anni ’80.
3. La terza fase ( anni ’90-‐oggi): dalla presidenza di Bill Clinton in poi
Siamo in presenza di un acutizzarsi di alcuni caratteri della prima fase e lo sviluppo di alcuni caratteri del tutto inediti:
-‐ L’offerta televisiva si moltiplica, si frammenta e raggiunge altri media;
-‐ La comunicazione politica si professionalizza: le campagne sono fondate sui candidati ma soprattutto sui cosid-‐
detti consulenti politici di questi – nasce la figura dello spin doctor. Il candidato si comincia a circondare di pro-‐
fessionisti della comunicazione.
-‐ Aumenta l’offerta complessiva di comunicazione, che diventa infotainment: al candidato, per bucare lo schermo,
seve avere sempre la battuta pronta ed evitare le spiegazioni specifiche. Ideale è uno slogan semplice in cui il
messaggio è chiaro e legato alle logiche dell’intrattenimento
-‐ Comunicazione centrifuga: messaggi diretti ad ognuno di noi singolarmente attraverso determinati cliché comu-‐
nicativi costruiti appositamente per target differenti
-‐ Si diffonde un consumo occasionale di comunicazione politica e cominciano a diffondersi a linguaggi populisti,
ovvero linguaggi semplificati rispetto alla realtà.
Questa terza fase si comincia a caratterizzare anche dall’utilizzo di social media o di canali online per poi diffondersi
sempre più nel tempo fino ad arrivare all’apoteosi, ovvero alla campagna elettorale di Obama. In Italia questa terza
fase nasce con l’avvento del movimento Cinque Stelle e Renzi.
Oggi non ci troviamo forse nella quarta fase della comunicazione politica che nasce con Obama?
Minor peso della televisione: è comunque importante ma viene affiancata da altri strumenti che spesso risultano più
• decisivi.
Ubiquità della comunicazione (social media)
• Ridefinizione dell’idea di cittadinanza
•
Grandi cambiamenti stanno modificando ancora linguaggio, strumenti e attori della comunicazione politica. Tuttavia, è
forse ancora troppo presto per poter parlare dell’inizio di una nuova fase.
Giovedì 5 Ottobre 2017
(2) Il termine politica
Di che cosa parliamo quando parliamo di politica?
Per definire il termine politica dobbiamo compiere una distinzione tra la politica come cosa e la politica come ter-‐
mine.
La politica come cosa è una dimensione della vita umana che nasce laddove c’è una forma di organizzazione del
• potere.
La politica come termine è un’invenzione occidentale. Il termine politica prende infatti forma nel mondo greco: i
• concetti politici sono sempre influenzati dal contesto culturale in cui si formano e si sviluppano, ma soprattutto,
cambiando il contesto, cambiano anche significato nel corso del tempo. Mentre il termine è rimasto più o meno
invariato nel corso nel tempo, al termine politica fanno riferimento significati diversi.
Il termine politica deriva dal greco ‘’polis’’ o città.
I greci si riferivano alla politica con due termini distinti:
-‐ Ta politika o ‘’la politica’’ è il titolo dell’opera più importante di Aristotele, considerato il primo trattato sulla
natura, le partizioni e le varie forme di governo che una comunità può presentare. Politica è tutto quel com-‐
plesso di cose che riguardano il rapporto tra i cittadini e le città al plurale.
Da questo significato possiamo dedurre ciò che componeva la politica nel mondo greco e da dove nascono i suoi
elementi fondamentali:
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a. la città o sfera pubblica, luogo di rapporti orizzontali artificiali in cui ciascuno poteva conquistare le virtù
proprie dell’essere umano come l’utilizzo della ragione e del linguaggio,
b. e la sfera privata, luogo di rapporti gerarchici naturali dove esiste una subordinazione al capo famigli
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Appunti Completi Politica e Comunicazione I semestre prof. Luca Gino Castellin
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Appunti Economia politica - primo modulo
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Appunti diritto della comunicazione, modulo Mannoni