Digital Communications
Management
Prof. Andrea Cioffi – II Sem. A.S. 2018/2019
Capitolo 5
DIGITAL CUSTUMER JOURNEY = il percorso decisionale e operativo che
l’utente compie nelle varie fasi del processo d’acquisto.
È composto da (3) fasi:
AWARENESS - il potenziale cliente sta vivendo ed esprimendo i sintomi di
un problema o un'opportunità. Sta facendo ricerche per cercare di capire,
inquadrare e dare un nome più chiaro al problema.
CONSIDERATION - il potenziale cliente ha ora chiaramente definito e dato
un nome al suo problema / opportunità. In questa fase esso si impegna a
ricercare e comprendere tutti gli approcci e/o metodi disponibili per
risolvere il problema o l'opportunità ormai definito.
DECISION – fase in cui un potenziale cliente ha ormai deciso la propria
strategia, metodo o approccio alla soluzione. Il cliente sta compilando una
lunga lista di tutti i fornitori e prodotti disponibili; potrebbe fare ricerche per
ridurre a una lista breve la lunga lista e infine prendere una decisione finale
di acquisto.
I visitatori o i lead del sito web potrebbero interagire per la prima volta in una
delle diverse fasi di viaggio dell'acquirente, ma è necessario che i contenuti
siano preparati per ogni fase.
Rispetto ad altri modelli di Custome Journey, quello di HubSpot si sofferma solo
sulla prima parte del processo d’acquisto del cliente non tenendo in
considerazione le fasi successive al primo acquisto in cui i clienti manifestano
livelli più o meno alti di soddisfazione e fedeltà.
I nuovi modelli di consumo
Gli ultimi anni sono stati caratterizzati da una radicale modifica dei processi
d’acquisto.
Il modello tradizionale di consumo di P&G
Nel 2005 il processo d’acquisto individuato da Procter & Gamble era
caratterizzato da (3) passaggi fondamentali: il primo
1. STIMOLO COMUNICATIVO = tradizionalmente considerato
momento del percorso, il consumatore viene
coincide con l’attimo in cui
raggiunto da un messaggio pubblicitario; momento in cui il consumatore si
2. PRIMO MOMENTO della VERITA’ = il
trova di fronte allo scaffale (fisico o virtuale) e deve decidere quale
brand acquistare;
1
3. SECONDO MOMENTO della VERITA’ = il momento in cui il consumatore
prova il prodotto decide se ripetere l’acquisto
e oppure no.
Prima dell’esplosione dei social media, questo modello era considerato valido e
autorevole ed è stato per diversi anni un buon punto di partenza sui cui basare
gli approcci al marketing.
Nel 2009 tuttavia, alcuni studi esprimevano la necessità di rinnovare il modello
sulla base dell’incremento della percentuale di persone con l’abitudine a
informarsi prima di recarsi a comprare un prodotto.
Goolge e il ‘’Momento 0 della verità’’
Grazie a un’indagine condotta nel 2011, integrò nel processo a tre fasi diffuso
da P&G nel 2005 un ulteriore momento, il MOMENTO ZERO DELLA VERITÀ
fase in cui il consumatore si informa attraverso strumenti
che corrisponde alla
digitali (social media, blog, recensioni…) sulla qualità di un prodotto e servizio e
decide se procedere o meno all’acquisto.
Il nuovo modello inoltre, è caratterizzato da una struttura circolare e non più
lineare. Dopo aver testato il prodotto (Secondo Momento della Verità), il
consumatore può scegliere di condividere con altri la propria opinione
sull’esperienza di utilizzo, diventando a propria volta fonte d’informazione per
altre persone che in futuro dovranno decidere se acquistare o meno un
determinato prodotto o servizio. Se prima del digitale il passaparola era si
efficace, ma destinato a rimanere circoscritto alla propria cerchia di amici o
conoscenti, oggi grazie al passaparola online è possibile che un singolo
consumatore influenzi positivamente o negativamente una grande quantità di
persone.
Il Momento Zero della Verità ha le seguenti (4) caratteristiche:
- comincia tipicamente con una ricerca online;
- grazie alle possibilità offerte dal mobile, accade sempre e ovunque;
- conferisce un nuovo ruolo al potenziale cliente, che passa dall’essere
colpito passivamente da un messaggio al cercare proattivamente
informazioni;
- si basa sulla conversazione tra consumatori e quindi segna la fine di
un’epoca in cui prevaleva la comunicazione monodirezionale dell’azienda al
proprio target.
Inoltre, non esistono categorie merceologiche estranee al Momento Zero della
Verità, ma esso si rivela particolarmente importante nel caso di decisioni che
richiedono un maggiore impegno economico o emotivo da parte del
consumatore (es: viaggi, automotive, assicurazioni, elettronica di consumo,
durata
banche). Anche la del Momento Zero dalle Verità dipende dal livello di
impegno richiesto dall’acquisto: in certi casi il consumatore ha bisogno di
tempo e di più fonti per confermare la validità della propria decisione.
Il Momento Zero della Verità non offre opportunità soltanto al consumatore, ma
rappresenta anche una risorsa di grande valore per le aziende.
Nonostante il mondo delle recensioni spaventi ancora molte imprese, queste
rappresentano un’enorme fonte di informazioni per l’azienda che è psta per la
prima volta nelle condizioni di ascoltare su larga scala i propri clienti, migliorare
2
i prodotti o servizi e andare sempre più incontro alle esigenze del proprio
target.
Il Momento Zero della Verità rappresenta una risorsa da utilizzare per
perseguire diversi obiettivi. In fase di pre-acquisto, permette di incrementare il
tasso di conversione grazie a un passaparola positivo; in fase di post-
acquisto, permette di favorire la brand advocacy e, infine, a livello di processi
aziendali, permette il continuo rinnovamento dei propri prodotti grazie alla
possibilità di intercettare in tempo reale i bisogni del mercato.
La teoria dei micro-momenti di bisogno
Nel 2015 Google conia il termine di MICRO-MOMENTI per indicare quei
momenti in cui le persone consultano istintivamente un device – spesso uno
smartphone – per rispondere al bisogno di imparare, di fare, di scoprire, di
guardare o di comprare qualunque cosa. Un micro-momento avviene quando il
consumatore cerca un aiuto immediato per prendere delle decisioni.
Si tratta di momenti ricchi di intenzioni in cui vengono prese delle decisioni e
in cui nascono delle preferenze.
Non tutte le sessioni di utilizzo dello smartphone però costituiscono occasioni in
cui il consumatore è disposto a prestare attenzione ai brand. È quindi
necessario comprendere le caratteristiche dei micro-momenti in cui l’utente si
trova in una condizione di ascolto e di apertura rispetto agli stimoli forniti dalle
aziende.
La nascita di un micro-momento è determinata da (3) fattori:
l’intenzione di trovare informazioni, di imparare a fare qualcosa di nuovo,
di visitare una nuova località, di comprare un prodotto…;
il contesto fisico in cui l’utente è calato, in grado di influenzare il suo
comportamento;
l’immediatezza con cui il consumatore pretende di soddisfare il proprio
bisogno di informazioni.
(4) diversi tipi di micro-momenti, che riguardano diversi momenti del processo
d’acquisto:
‘’I-want-to-KNOW moments’’ – momenti di esplorazione in cui l’utente non
è intenzionato ad acquistare, ma è in cerca di informazioni e di ispirazione.
Questo comportamento deriva spesso da uno stimolo esterno.
‘’I-want-to-GO moments’’
– momenti in cui il consumatore cerca un
prodotto oppure un servizio vicino alla propria posizione.
‘’I-want-to-BUY moments’’
– momenti in cui il consumatore è già pronto per
effettuare l’acquisto e ha bisogno di un aiuto per decidere cosa comprare e
attraverso quale canale.
‘’I-want-to-DO moments’’
– momenti in cui l’utente cerca istruzioni su come
fare qualunque cosa e possono avvenire sia prima dell’acquisto sia ad
acquisto già completato.
Il marketing predittivo
3
Ogni persona, in modo più o meno consapevole, lascia dietro di se tracce
(digital footprints).
digitali Si tratta di piccoli indizi che possono essere
collezionati, aggregati, analizzati e utilizzati per ottenere enormi vantaggi
competitivi e costruire strategie di marketing efficaci.
MARKETING PREDITTIVO = una disciplina che si occupa di estrapolare
informazioni a partire da un insieme di dati già esistenti permettendo alle
imprese di individuare degli schemi comportamentali ricorrenti. È possibile
inoltre individuare con un buon livello di affidabilità quali clienti porteranno
maggior valore all’azienda nel corso del tempo.
Per essere in grado di comprendere al meglio i comportamenti di consumo dei
clienti, le imprese devono dotarsi di un buon software di CRS. È inoltre
opportuno che l’impresa strutturi un sistema di Marketing Automation, per
usufruire della possibilità di rispondere al comportamento di navigazione
dell’utente tramite strumenti digitali automatizzati.
È proprio grazie alle possibilità offerte dal marketing predittivo che le imprese
sono in grado di passare DA un tipo di targetizzazione basata sulle
caratteristiche demografiche A una targetizzazione basata sul
comportamento che consente una maggior precisione nel proporre contenuti
rilevanti per ciascun utente.
Capitolo 6
Defining a strategic brand communication positioning on digital channels
implies ALIGNING marketing and communication TO corporate critical
success factors.
Le (3) FASI di una STRATEGIA DI POSIZIONAMENTO sui canali digitali:
- Allineamento delle FONTI DI VALORE
- Allineamento strategico dei PROCESSI COMUNICATIVI
digital strategy
- Attuazione di una
Da una strategia di business discendono quelle di marketing e delle altre
funzioni aziendali, per arrivare poi alla strategia di comunicazione sia sui canali
offline sia su quelli digital. Quindi, ogni azione di comunicazione che esuli dalla
strategia aziendale è un’attività casuale ed estemporanea che non offre
all’impresa garanzia di risultato.
1 – Allineamento delle fonti di valore l’attività finalizzata
Per ALLINEAMENTO DELLE FONTI DI VALORE si intende
ad indagare il nucleo strategico dell’impresa e a farne emergere i fattori
critici di successo comunicativi aziendali.
4
Più nello specifico, questa attività consiste in:
- mettere a fuoco il nucleo strategico dell’impresa, ossia FORMALIZZARE la
missione, la visione e i valori d’impresa;
- DEFINIRE il Business Model Canvas comunicativo funzionale agli
obiettivi da perseguire con l’attività di comunicazione dell’impresa;
- STRUTTURARE le Buyer Personas, mettendo a fuoco il target a cui
l’impresa intende comunicare;
- DEFINIRE il Value Proposition Canvas per allineare la proposta di valore
aziendale con i bisogni delle Buyer Personas.
Messa a fuoco del nucleo strategico d’impresa
Il processo di messa a fuoco del nucleo strategico d’impresa, di definizione e di
formalizzazione della strategia aziendale inizia necessariamente dalla
definizione / formalizzazione della missione, della visione e dei valori d’impresa.
why we exist?
La MISSIONE =
Racchiude in sé l’essenza della strategia competitiva aziendale e gli
obiettivi di lungo periodo che l’azienda intende raggiungere nell’ambiente
esterno.
L’errore che spesso si compie è di mettere il focus sui prodotti e servizi che si è
in grado di offrire. Questo approccio NON contribuisce a costruire un successo
duraturo e distintivo nel tempo: i prodotti e i servizi d’impresa infatti, mutano
ed evolvono nel tempo. Il perché un’impresa esiste invece, risponde a una
convinzione profonda che difficilmente cambia negli anni.
what we want to become?
La VISIONE =
Rappresenta lo scenario futuro che l’imprenditore ambisce a veder realizzata e
incarna l’idea di ciò che l’azienda intende diventare.
what’s relevant for us?
I VALORI =
Rappresentano i criteri istituzionali da rispettare nel realizzare la mission,
la vision e nell’esecuzione della strategia.
mission, vision values
How to define and for communication?
Tips to reflect about the why of a business:
Mission, vision and values must become MORE THAN A STATEMENT.
You must convert them into STORYTELLING.
5 1. They must express a social commitment (impegno sociale) at a
macro-level micro-level
2. They must express a social commitment at a
3. They normally look for ‘’better’’
4. They can also be focus on entertainment
5. They must support business overtime
= Define NEVER ENDING MISSION
In 2017 Zuckerberg announced to have reached its mission to connect people
“Bring the world
(2 billions). So Mark has had to change Facebook’s mission in
closer together”.
Because today people do not buy a product, they buy your why – and so, your
5 TIPS TO CLEARLY DEFINE A MISSION
mission, your vision and values.
TO STORYTELL
(5) tips to clearly define a mission to storytell:
01 02 03 04 05
ALWAYS START WITH FOCUS ON A LIMITED FIX PROSUMER AT BE SIMPLE AND
GIVE ANSWER TO
YOUR WHY NUMBER OF THE (REAL) CENTRE CONTEXTUAL
PROSUMER NEEDS
DISTINCTIVE (GIVE THEM
ELEMENTS EXPERIENCE TO
SHARE ON IG)
Definizione del Business Model Canvas Comunicativo
Oggi il marketing è andato ben oltre alla semplice idea di vendita di prodotti e
servizi. Lo scopo ultimo dovrebbe essere quello di generare valore. Un
prodotto e un servizio hanno senso di esistere nel medio e nel lungo termine
Products
solo se sono in grado di offrire valore per un target di clienti definito.
and services will be relevant in the future only if they can add value to a
specific target. This is why this phase implies to investigate which elements are
distinctive. 25
Il Business Model Canvas Comunicativo nasce da una declinazione del
Business Model Canvas, uno strumento che consente sia di descrivere
modelli di business sia di rendere visibili le potenziali interconnessioni dei
diversi elementi che lo costituiscono. uno strumento
Il Business Model Canvas Comunicativo è da considerarsi come
per formalizzare i fattori critici di successo da utilizzare per definire i meta-temi
narrativi da andare a comunicare a supporto del posizionamento comunicativo
sui canali digitali dell’impresa.
Un FATTORE CRITICO DI SUCCESSO è un fattore da cui dipende il successo di
quello che si sta facendo, che se non governato bene porta al fallimento -
variabile che fa di me il leader di mercato. Devo trovare il meta tema
comunicativo per comunicare al mercato i miei fattori critici di successo.
6 A L I G N I N G C R I T I C A L S U C C E S S F A C T O R S
COMMUNICATION
BUSINESS MODEL CANVAS
P r o d u c t s a n d s e r vi c e s w i l l b e r e l e va n t i n t h e f u t u r e o n l y i f t h e y c a n a d d va l u e t o a s p e c i fi c t a r g
Th i s i s w h y t h i s p h a se i m p l i e s t o i n ve s t i g a t e w h i c h e l e m e n t s a r e d i s t i n c t i ve
KEY
PARTNERS OFFERING TARGET
RELANTIONSHIP
PROCESSES
• COMPETING VALUE MAP • SERVICE LEVEL TARGET PROFILE
• OPERATIONAL AGREEMENT
• NON COMPETING • CUSTOMER-BASED • RELATIONSHIP
• J OINT VENTURES • FOR INNOVATION DYNAMICS
• FOR CSR Comm
• PRICING MODELS Model
critical
KEY order t
CHANNELS
RESOURCES messa
• KEY • SALES CHANNELS
COMPETENCIES • COMMUNICATION
• KEY ASSETS CHANNELS
Dei 9 blocchi originali, ne sono stati selezionati 7:
- PARTNER chiave
- ATTIVITA’ chiave
- RISORSE chiave
- Proposta di valore
- Relazioni con i clienti
- Canali
- Segmenti di clientela
Sono stati esclusi la Struttura dei Costi e i Flussi di Ricavi ritenuti aree non
rilevanti per orientare l’attività di comunicazione.
Solitamente, la compilazione del Business Model Canva Comunicativo avviene
in ripetute sedute con brand e marketing manager, responsabili risorse umane
7
o figure affini. La sua durata dipende dalla complessità strutturale dell’impresa
e dalla ricchezza dei valori del brand.
1 - KEY PARTENERSHIP
Partnerships can influence the level of brand AWARENESS for both internal
and external stakeholder.
Communication Business Model Canvas focuses only on those partnership’s
elements which represent a critical success factor to communicate. A
key partnership must boost customer satisfaction and then loyalty.
(3) logiche differenti di partnership:
Partnership could be established both within (1) COMPETING companies and
within (2) NON COMPETING companies. A partnership could also be in the
form of (3) JOINT VENTURE: accordi di collaborazione tra due o più imprese
che definiscono un nuovo soggetto giuridicamente indipendente dalle imprese
che lo costituiscono.
(1) Es - Key partnership within NON COMPETITING COMPANIES: Vodafone
e Ericson. Vodafone has outsourced the management of part of its
network to player like Ericsson.
Wallmart e Google Home per poter fare la spesa da casa.
Endress + Hauser: Rockwell Automation, Fieldcom, PNI International.
(2) Es - Key partnership within COMPETING COMPANIES: Blu-ray is an
example of cooperation among the most relevant and competing player
in the electronic industry. They cooperate to define a new standard but
they compete to sell their own products.
(3) Es - JOINT VENTURE: Boing tv is an Italian television channel for
children made by a Joint Venture between Mediaset and Time Warner.
Alexa e Just Eat: esempio di partnership tra non compet
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