PROGETTO DI EDIFICI COMPLESSI
A.A. 2019/2020 1
Sommario
INTRODUZIONE AL CORSO .................................................................................................................................................. 3
EDIFICI DI GRANDI DIMENSIONI: IL NUOVO POLO ESPOSTIVO DI FIERA MILANO ......................................................... 3
ASPETTI DI SICUREZZA AL FUOCO ....................................................................................................................................... 4
STRUTTURA – INVOLUCRO ............................................................................................................................................... 10
LE COPERTURE DI GRANDI DIMENSIONI ........................................................................................................................... 14
IL PROGETTO DELL’INVOLUCRO DI EDIFICI COMPLESSI .................................................................................................... 23
ESEMPI DI PARTICOLARI ESECUTIVI: ................................................................................................................................. 41
INTEGRAZIONE IMPIANTISTICA ........................................................................................................................................ 48
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INTRODUZIONE AL CORSO
Il corso tratta gli aspetti principali del processo progettuale di un edificio complesso, al fine di poter
implementare la conoscenza delle architetture complesse di elevata altezza, grande estensione in
superficie e volume e complessità impiantistica.
Piu nel dettaglio, quando si parla di edifici complessi ci si focalizza su:
complessità e specializzazione deli organismi edilizi
modalità di gestione
sicurezza al fuoco e riflessi sulla progettazione
progetto dell’involucro: obiettivi, problemi critici, soluzioni tipiche
ingegneria delle facciate e sistemi di manutenzione
progetto per le coperture di grandi dimensioni
influenza della tipologia strutturale e comportamento in opera degli elementi di chiusura
orizzontale e verticale, partizione e finitura interna
integrazione dei sistemi impiantistici
integrazioni di centrali
PROGETTAZIONE -> LIVELLO PRELIMINARE -> LIVELLO DEFINITIVO -> LIVELLO ESECUTIVO
Livello esecutivo: ingegnerizzazione delle lavorazioni. Definisce in ogni particolare (architettonico,
strutturale e impiantistico) l’intervento da realizzare. Viene redatto nel pieno
rispetto del progetto definitivo.
Low Energy Building – Climate Sensitive Building: dal componente come elemento di mediazione della
forzante climatica al componente di trasformazione dell’energia.
Da cosa dipende la complessità?
Dimensioni in pianta ed altezza
forma (articolata, fluida, curva)
destinazioni d’uso e funzioni
prestazioni
attrezzature
regolazioni
impianti
comportamento in caso di incendio
EDIFICI DI GRANDI DIMENSIONI: IL NUOVO POLO ESPOSTIVO DI FIERA MILANO
Polo espositivo realizzato a Rho-Pero, composto ad 8 padiglioni: 4 monoplanari, 2 monoplanari atipici. 2
biplanari, un centro servizi, reception, uffici, bar e ristoranti.
Padiglione monoplanare tipo
Struttura: Pianta 230x165 m
Pilastri in acciaio, maglia 40x40
Orditure di travi reticolari primaria e secondaria, arcarecci in profili d’acciaio
Copertura a bassissima pendenza 3
Impianti: HVAC
Illuminazione forzata e motrice
Sistemi antincendio
Idrosanitario
Centrale fotovoltaica
distribuzione impiantistica a pavimento e soprelevata
utilizzo di acqua di falda
teleriscaldamento che utilizza rifiuti solidi
vernici fotocatalitiche per neutralizzare l’inquinamento
riduttori di onde elettromagnetiche
Copertura: canali di gronda perimetrali e scala di accesso in copertura
corpi emergenti e zona di raccordo tra manto di copertura e lucernario troncoconico
integrazione del canale di gronda disposto perimetralmente a monte del lucernario
corpi emergenti dal manto: evacuatori fumo e calore e canne di ventilazione
-> intervento di manutenzione: sostituzione del sistema metallico aggraffato con un sistema a scatto
ASPETTI DI SICUREZZA AL FUOCO
Il caso più grave di incendio in un edificio complesso è quello della Greenfeel Tower di Londra del 2017. Si
tratta del più grande incendio del Regno Unito. L’incendio è stato innescato dal corto circuito provocato da
un frigorifero difettoso in un appartamento al quarto di 24 piani. Inizialmente il fuoco è stato spendo, ma le
fiamme hanno contemporaneamente fatto in tempo a raggiungere il rivestimento esterno propagandosi
velocemente verso i piani superiori. L’effetto camino, la mancata compartimentazione e l’assenza di
appositi impianti antincendio hanno avuto un ruolo fondamentale durante la dinamica dell’incendio,
muovendo le fiamme verso i piani superiori. Le fiamme erano divampate tra il cappotto esterno e il
rivestimento isolante, in uno spazio largo 50 centimetri. L’isolante, di plastica infiammabile, alimentò
l’incendio. Il fuoco iniziò ad entrare nelle case dei piani superiori dalle finestre, i cui vetri erano esplosi a
causa dell’alta temperatura.
L’obiettivo della sicurezza antincendio è quello di tutelare la vita umana, l’incolumità delle persone e l
tutela dei beni e dell’ambiente. Viene quindi effettuata una valutazione del rischio incendio e applicare
delle strategie.
Flessibilità progettuale: scelta del livello di prestazione
elaborazione soluzione alternativa
Compartimento antincendio: parte di edificio delimitata da elementi costruttivi di resistenza al fuoco
predeterminata e organizzato per rispondere alle esigenze della prevenzione incendi
Verticale: muro tagliafuoco + porte antincendio
Orizzontale: solaio antincendio 4
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È preferibile che non ci siano attraversamenti nei muri tagliafuoco, nel caso in cui fosse necessario,
l’attraversamento deve avere un grado di sicurezza equivalente.
Cosa considerare nella compartimentazione
completa protezione delle zone adibite all’esodo
separazione dei rischi e delle diverse attività
separazione degli spazi che mettono in comunicazione i vari compartimenti
creazione di zone di rifugio temporaneo (per consentire l‘esodo progressivo orizzontale)
altezza antincendio
presenza di piani interrati
presenza di zone di accesso all’interno dell’edificio per l’intervento contro l’incendio da parte dei
vigili del fuoco
installazione di un impianto sprinkler o water mist
REI
Resistenza, R: capacità portante di un elemento di costruzione di resistere all’esposizione al fuoco sotto
azioni meccaniche specificate
Integrità, E: capacità di un elemento di costruzione con funzione di separazione di resistere
all’esposizione al fuoco su un solo lato. Viene valutata l’integrità sulla base di tre aspetti:
fessure e aperture, accensione di un’imbottitura di cotone, infiammabilità persistente sul
lato non esposto
Isolamento I: capacità di un elemento da costruzione di resistere all’esposizione al fuoco su un solo lato,
termico senza trasmettere il fuoco dal lato esposto al lato non esposto in conseguenza a una
trasmissione di calore significativa
Protezione
- attiva: immediato riconoscimento dell’incendio e presenza di sistemi per il suo spegnimento
- passiva: compartimentazione antincendio dell’edificio con impiego di elementi costruttivi con resistenza al
fuoco predeterminata
“Requisiti di Sicurezza antincendio nelle facciate degli edifici civili”
(Circolare n. 5043 ‐ 15/04/2013 del Ministero degli Interni)
Documento che ha lo scopo di limitare la probabilità di propagazione di un incendio originato all’interno di
un edificio, limitare la probabilità di incendio di una facciata, limitare in caso di incendio la caduta di
porzioni di rivestimento.
Tipici scenari di innesco di facciate combustibili:
- diffusione dell’incendio sulla facciata per irraggiamento da edifici vicini
- diffusione tramite lapilli o incendio di oggetti posti all’esterno (su balconi, logge)
- diffusione attraverso aperture 6
Soluzioni adottate:
- barriere tagliafuoco di materiali non combustibili che interrompono pannelli di materiale combustibile e
bloccano la propagazione delle fiamme
- fasce tagliafuoco di materiali termoisolanti incombustibili
- intercapedine antincendio: vano di distacco con funzione di aerazione e di scarico dei prodotti della
combustione o di persone 7
- luogo sicuro: spazio scoperto o compartimento antincendio
- spazio calmo per l’esodo di persone con ridotte capacità motorie
- corridoio cieco: cercare di ridurre il più possibile la lunghezza oppure evitarlo
Evacuatori fumo e calore
metodo attivo di controllo ai fini della sicurezza, contro il pericolo dei fumi. Consente di scaricare fumo e
gas caldi accumulati nel locale. Consente di scaricare fumo e gas caldi accumulati nel locale. Un impianto di
EFC per essere efficace deve intervenire nei primi minuti.
Lunghezza vie d’esodo
15-30 metri per aree a rischio di incendio elevato
30-45 metri per aree a rischio di incendio medio
45-60 metri per aree a rischio di incendio basso 8
Scale
Ascensori
Ordinario: non utilizzabile in caso d’incendio
Antincendio: utilizzabile in caso di incendio dai vigili del fuoco e dagli addetti al servizio antincendio
Di soccorso: utilizzabile in caso di incendio dai vigili del fuoco
Vano ascensore
- aperto: non costituisce compartimento antincendio, le pareti del vano corsa e le porte devono essere
realizzate con materiali non combustibili 9
- protetto: vano in cui le pareti rispettano le seguenti caratteristiche: le pareti del vano e le porte devono
avere le stesse caratteristiche di resistenza al fuoco del compartimento
- a prova di fumo: soddisfa i seguenti requisiti: le pareti del vano sono separate dal resto dell’edificio
mediante filtro a prova di fumo, le pareti devono avere le stesse caratteristiche di resistenza al fuoco, le
porte di piano, aree di piano con almeno un lato verso uno spazio scoperto, ovvero verso i filtri a prova di
fumo
Ascensore antincendio
Il vano di corsa deve rispondere alle caratteristiche di vano a prova di fumo. Tutti i piani devono essere
serviti dall’ascensore, l’uscita deve immettere in luogo sicuro direttamente o tramite percorso orizzontale
protetto, le pareti devono essere distinte da quelle degli eventuali altri ascensori, REI 60, linea di
alimentazione dedicata, limitare il flusso d’acqua nel vano corsa, non viene computato nella valutazione
delle vie d’esodo. La normativa prevede la presenza di un filtro a prova di fumo.
Ascensore di soccorso
Inteso come presidio antincendio ad uso esclusivo delle squadre di soccorso. Si consiglia il posizionamento
in prossimità del perimetro in posizione facilmente accessibile dall’esterno. Il numero degli ascensori deve
essere definito in modo da servire l’intera superficie orizzontale di ciascun piano dell’edificio, non ha
azionamento di tipo idraulico, porte ad azionamento manuale, interruttore a chiave.
STRUTTURA – INVOLUCRO
Tipologie strutturali: elementi prefabbricati in calcestruzzo armato
struttura in acciaio
struttura in legno (CLT: cross laminated timber)
struttura in calcestruzzo armato
strutture miste (legno lamellare-calcestruzzo armato-acciaio)
Problemi frequenti: pannelli in EPS non fissati al supporto di base e non ancorate al perimetro
Strappamento e sollevamento del pacchetto di copertura per infiltrazione del vento
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Giunti strutturali e dilatazioni
Sono interruzioni della continuità dell’edificio, sono realizzati per
evitare che le variazioni di temperatura provochino stati di
coazione e permettono la libera dilatazione, evitano i
danneggiamenti dovuti ad azioni sismiche. 12
Facciate continue
Facciate caratterizzate dalla massima trasparenza, appese ai piani superiori e non appoggiate ai piani
inferiori. Appoggiare i montanti ai piani inferiori non è conveniente in quanto i profili verticali, molto snelli,
sono soggetti al carico del peso proprio della vetrata, questo comporta sezioni maggiori. Nel caso in cui la
facciata è appesa, l’azione dei pesi propri sui montanti si traduce in azione di trazione e i profili possono
essere di sezione più ridotta. I vincoli dei montanti devono consentire le dilatazioni termiche verticali 13
LE COPERTURE DI GRANDI DIMENSIONI
Le coperture di grandi dimensioni sono caratterizzate dall’alta incidenza del costo della sezione corrente e
dalla bassa incidenza del costo dei particolari di dettaglio. Questo implica maggiore incidenza del costo dei
materiali e minore incidenza del costo della mano d’opera. È quindi necessario ottimizzare il costo della
sezione corrente e il peso proprio. Occorre quindi uno studio della raccolta delle acque meteoriche, della
resistenza al vento, degli strati di impermeabilizzazione, della durabilità della copertura.
Illuminazione e sicurezza antincendio: EFC, elementi traslucidi e condotto di luce naturale
Coperture con manto di tenuta con doghe metalliche a lunghezza di falda
Grazie alla loro particolare conformazione e l’ancoraggio nascosto, consentono la mobilità del manto e
garantiscono la tenuta anche con pendenze dell’1%.
Elevata ecocompatibilità garantita dallo smontaggio meccanico delle doghe e dall’elevata possibilità di
recupero e riciclo di tutti i componenti del sistema.
Sistema caratterizzato da:
- posa in opera a scatto o con aggraffatura
- presenza di camere di decompressione e di canali di drenaggio
- sistema di fissaggio scorrevole che consente le dilatazioni
termiche
Staffe: vincoli a pattino con basso attrito, realizzate in nylon,
agevolano i movimenti termici longitudinali del manto. Sono
dotati di basetta perforata in cui inserire le viti e i tasselli
necessari per il fissaggio. 14
Giunto di accoppiamento laterale: continuo lungo tutta la falda in posizione rialzata rispetto al piano di
scorrimento dell’acqua
Giunto ad aggraffatura meccanica: realizzato
posizionando i risvolti delle doghe e ripiegando la
doga che sormonta su quella che è sormontata.
Sistema ad aggraffatura meccanica: risolve il
problema della tenuta opponendo all’acqua di risalita,
due microcamere di decompressione e drenaggio e
una guarnizione di tenuta in gomma a monte della
seconda camera.
Giunto a scatto: consente una sequenza di posa semplice
che non richiede la preventiva messa in opera delle staffe.
Sistema a scatto: si basa su una camera di decompressione
ed un canale di drenaggio che conduce al canale di gronda
l’acqua nel caso in cui trafili dall’esterno.
Stratigrafia su struttura in acciaio:
- lamiera grecata autoportante
- barriera al vapore
- distanziatori
- strato di coibentazione termica
- staffe
- doghe
Stratigrafia su struttura in cls:
- barriera al vapore
- distanziatori
- strato di coibentazione termica
- staffe
- doghe
Impermeabilità: dipende dall’efficienza della giunzione tra doga e doga, dal tipo di aggraffatura continua e
dallo scorrimento di ciascuna coppia di elementi sulle rispettive basette di ancoraggio e dalla creazione di
una camera di decompressione tra i due profili, al di sopra dei quali è inserita una guarnizione longitudinale
di sicurezza.
È possibile integrare il solare fotovoltaico sia per sistemi a scatto che per sistemi ad aggraffatura ma anche
dei sistemi anticaduta per proteggere in caso di manutenzione. 15
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Scarico di troppopieno
Evacuatori fumo e calore
La presenza di evacuatori di fumo ha influenza sulla tenuta all’acqua del manto in quanto interrompe la
continuità delle doghe, introduce aree fisse che interferiscono con le dilatazioni termiche del manto,
implica la necessità di raccordare a tenuta il manto di falda al contorno degli elementi e impedisce di
risolvere il problema del controllo delle dilatazioni. Nei punti di raccordo di evacuatori o dei lucernari
vengono solitamente posti dei cavi scaldanti che impediscono l’accumulo di neve o la formazione di blocchi
di ghiaccio.
Le dilatazioni differenziali ai lati degli evacuatori possono dare luogo ad effetti negativi per la posizione
trasversale degli evacuatori, ciascuno dei quali interrompe una tratta di manto di larghezza molto più
ampia. La presenza in falda degli evacuatori di fumo, a valle e a monte dell'allineamento fisso, introduce
significative dilatazioni differenziali che danno luogo a forze di attrito tra le doghe lunghe quanto la falda e
quelle di lunghezza molto minore, poste a valle ed a monte dei lucernari. Tali forze tendono a svergolare il
manto e a deformare le aggraffature tra doghe nell'intorno delle linee di falda tangenti agli evacuatori.
La disposizione in falda degli evacuatori di fumo in direzione trasversale alla pendenza fa sì che quando la
pioggia si fa intensa, sui due lati di ciascun elemento confluisca un grande volume d'acqua che viene fatto
poi defluire all'interno di un'unica doga, che viene in tal modo inutilmente e sfavorevolmente
sovraccaricata sino al termine della precipitazione.
Impermeabilizzazione con manti sintetici
I manti sintetici sono a base di polimeri e possono essere in PVC,
CPE, Polietilene ad alta densità, poliolefine flessibili. I manti con
prestazioni migliori sono quelli in PVC che ricoprono armature con
caratteristiche adeguate di resistenza e con resistenza alle
deformazioni sotto carico e a rottura. 18
Tecniche di posa
Membrane in PVC
Buone caratteristiche di allungamento a rottura, piegatura a bassa temperatura, deformazione dopo ciclo
termico, resistenza a pressione continua, resistenza alle radici e alla grandine. Non devono assolutamente
essere accostati a pannelli termoisolanti in polistirene.
Uno dei vantaggi di questo tipo di membrana è la flessibilità, necessaria per garantire la corretta
conformazione dei dettagli costruttivi e delle saldature.
Posa dei manti
- zavorrati con fissaggio meccanico perimetrale
- incollaggio
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Appunti di Progetto degli impianti tecnici degli edifici
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Appunti Sistemi Impiantistici a Scala Urbana e degli Edifici
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Appunti Genetica molecolare umana
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Appunti Climatizzazione