Biologia lunedì 4 novembre 2019
Introduzione alla biologia
Biologia
Studio della materia vivente e dei rapporti tra l’ambiente e l’individuo. Per ambiente
si intende sia quello fisico che quello biologico, ovvero l’insieme dei viventi che
coesistono in un’area geografica.
Questa scienza viene studiata su varie scale:
Scala molecolare: biochimica, genetica…
• Scala cellulare: citologia…
• Scala multi-cellulare: fisiologia, anatomia, istologia…
• Scala di popolazione: etologia…
• Scala di multi-specie: sistematica…
• Scala ambientale: ecologia…
•
Organismo vivente
Un essere vivente è un sistema cellulare aperto, in grado di autoriprodursi,
attraversato da flussi di materia, energia, di informazioni per la crescita, lo sviluppo
e la conservazione. Esso è in grado di evolversi, adattandosi alle condizioni
ambientali. La complessità della materia vivente si ripete sistematicamente in tutti
gli individui di una specie. Essa è dettata dalle molecole di DNA che contiene
l’informazione genetica.
Le principali proprietà caratteristiche sono:
Nutrizione: capacità di modificare sostanze per ricavarne energia.
• Riproduzione: capacità di generare progenie.
• Sviluppo: inteso come aumento di massa.
• Continuo rinnovamento della propria struttura.
• Capacità di compiere reazioni chimiche: catabolismo e anabolismo.
• Reazione agli stimoli.
•
Acidi nucleici
A. DNA: doppio filamento
1
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I I
3 5
B. RNA: singolo filamento tRNA
mRNA rRNA
tRNA
Il DNA si trova in tutte le cellule e l’informazione genetica è codificata nello stesso
modo in tutti gli organismi (unitarietà nella diversità).
Nucleotide
Base azotata: adenina, guanina, citosina, tinia, uracile.
•
A+T C+G (DNA) A+U C+G (RNA) teoria della complementarietà
Zucchero: desossiribosio (DNA)/ribosio (RNA)
• Fosfato
•
Teoria evoluzionistica
Viene enunciata da Darwin nel 1859 ne “sull’origine delle specie per selezione
naturale”. Ne ricaviamo 2 affermazioni principali:
1. Tutti gli organismi presenti sul pianeta derivano da organismi primordiali vissuti 4
miliardi di anni fa.
2. La diversificazione e la specializzazione dei viventi derivano da 2 fattori:
mutazioni e selezione naturale.
NEODARWINISMO: RIPRENDE LE IDEE DI DARWIN, MA AGGIORNATE ALLE CONOSCENZE
SCIENTIFICHE ATTUALI.
MUTAZIONE: MODIFICAZIONE DEL GENOTIPO CHE SI MANIFESTA FENOTIPICAMENTE.
Unitarietà nella diversità
Sapendo che tutti gli esseri viventi derivano da un progenitore comune, è logico che
si somiglino, sia strutturalmente che funzionalmente. La diversità è data dalla
pressione selettiva che ha esercitato l’ambiente sui viventi. Analizzando un
fenomeno biologico, esso deve sempre essere interpretato come qualcosa di
vantaggioso.
Teoria cellulare
Essa fa perte dei fondamenti della biologia moderna e viene riassunta cosi:
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Ogni essere vivente è costituito da 1 o più cellule (unicellulare/pluricellulare).
• Le reazioni chimiche avvengono all’interno della cellula.
• L’informazione ereditaria è contenuta nelle cellule e viene sempre trasmessa alle
• cellule figlie.
Le cellule si originano da altre cellule.
•
GENE: TRATTO DI DNA CHE CODIFICA PER UNA SOLA PROTEINA.
INTRONI: SEQUENZE DI DNA NON CODIFICATE.
ESONI: SEQUENZE DI DNA CODIFICANTE (TRASCRITTE NELLA SINTESI PROTEICA).
ISTONI: PROTEINE BASICHE CHE IMPEDISCONO AL DNA DI AGGROVIGLIARSI.
NUCLEOLO: CORPUSCOLO CONTENENTE PROTEINE LEGATE AD ACIDO RIBONUCLEICO,
PRESENTE NEL NUCLEO DI TUTTE LE CELLULE; È IL SITO NEL QUALE AVVIENE LA
TRASCRIZIONE DELL'RNA RIBOSOMIALE E VENGONO PRODOTTE LE SUBUNITÀ DEI RIBOSOMI.
La cellula
Essa è la struttura più semplice che compie attività per la vita. Ne esistono di 2 tipi:
Procariotica: batteri e affini (2 domini: eubacteria e archeabacteria)
• Eucariotica: animale e vegetale (dominio eukarya)
•
Procariotica, letteralmente, significa prima del nucleo; in effetti i procarioti non sono
dotati di un vero e proprio nucleo e quindi il dDNA non si trova all’interno di una
membrana che lo delimita, ma è disciolto nel citoplasma a formare il nucleoide
(surrogato del nucleo).
PROCARIOTICA EUCARIOTICA
Presenta una parete Non presenta una parete
Dimensioni: 1-10 n Dimensioni: 10-100 n
No introni nei geni Si introni in quasi tutti i geni
DNA non associato a proteine isteriche Estoni legati al DNA
Assenza di nucleolo Presenza di nucleolo
Assenza di membrana nucleare Presenza di membrana nucleare
1 solo cromosoma (circolare) 2 o più cromosomi
No microtubuli, microfilamenti, filamenti Si microtubuli, microfilamenti, filamenti intermedi
intermedi e organuli citoplasmatici e organuli citoplasmatici
Scissione binaria/gemmazione mitosi/meiosi
Assenza di steroli nella membrana Presenza di steroli nella membrana
citoplasmatica (no colesterolo, si cardiolepina) citoplasmatica (colesterolo)
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PROCARIOTICA EUCARIOTICA
Trasferimento diretto di geni da donatore ad Unione dei gameti tramite meiosi
accettare
Il cromosoma dei procarioti è spesso circolare perché occupa un minor spazio.
Il termine “cellula” è stato coniato nel 1665 da Hooke che osservò un trancio di
sughero al microscopio e vedendo queste piccole celle, scelse il nome. Tutti gli
organismi sono costituiti da cellule (schleiden e schwann). I requisiti minimi della
cellula sono la membrana plasmatica (plasmalemma) e il materiale genetico (DNA).
Le dimensioni cellulari si esprimono in micrometri (um) e gli organuli in nanometri
(nm) −3 −6 −9
10 10 10
1nm= um= mm= m
CITOPLASMA: CITOSOL (PORZIONE FLUIDA)+ORGANELLI. IL CITOSOL È FLUIDO PER LA
PRESENZA DI PROTEINE DISSOCIATE IN FORMA IONICA.
Classificazione delle cellule
A. Procariotica: semplice, meno evoluta, assenza del nucleo, tipica dei batteri
(unicellulari), diametro 0,1-1 um, DNA circolare nel citoplasma all’interno del
nucleoide, il citoplasma non presenta ne nucleo ne organelli.
B. Eucariotica: complessa, evoluta, presenza di nucleo, tipica di animali e vegetali,
diametro 1-10 um, DNA racchiuso nel nucleo, presenta compartimenti cellulari,
le cellule vegetali presentano una parete, come quella dei procarioti, a differenza
della cellula animale.
Compartimentazione
Essa si ottiene tramite la presenza di diverse membrane interne alla cellula che
creao degli spazi circoscritti cosi che la cellula possa svolgere più compiti nello
stesso momento. Queste membrane presentano la medesima struttura della
membrana citoplasmatica, ovvero il modello a mosaico fluido (2 strati di fosfolipidi e
proteine associate). Questi compartimenti hanno anche la funzione di aumentare la
superficie di lavoro della cellula stessa e confinano al loro interno delle funzioni che
potrebbero essere nocive per la cellula (lisosomi).
Principali compartimenti
RE (RER, REL)
• Mitocondri (centrali elettriche della cellula)
•
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Apparato di Golgi
• Nucleo (DNA)
• Lisosomi (eliminano le sostanze di scarto e scindono molecole complesse in più
• semplici)
Perossisomi
•
Intorno al nucleo troviamo sempre il RER costituito da cisterne dove vi sono i
ribosomi. Di seguito al RER c’è il REL e accanto ad esso l’apparato di Golgi formato
da pile. Quest’ultimo presenta 3 porzione: cis (vicino al RER), trans (vicino la
membrana plasmatica), mediale. Tutto quello che si forma nel RER va nella porzione
cis del Golgi, poi nella mediale ed infine nella trans. I mitocondri sono formati da 2
membrane, una esterna e una interna nella quale si trovano le creste e le annesse
proteine, ossia, gli enzimi).
Nella cellula animale, troviamo nel nucleo, dei pori permettono il passaggio di
sostanze. I nucleoli sono visibili solo in alcune fasi della vita cellulare. La membrana
plasmatica è la barriera selettiva che permette gli scambi tra esteso e interno
cellulare. Essa contribuisce all’omeostasi interna, quindi regola la concentrazione di
soluti e sostanze in essa contenuti.
Le cellule e le loro forme
Le cellule hanno forme diverse in relazione alle funzioni che svolgono. La posizione
del nucleo nella cellula è dettata dalla sua forma.
- Globuli rossi: presentano la forma a disco biconcavo dato che, per fluire anche in
spazi stretti come i capillari, possono impilarsi.
- Cellule epiteliali: sono cubiche/cilindriche. Queste cellule hanno due poli, quello
apicale che in base alla sua posizione presenta una specializzazione; quello
basale che è in contatto con uno strato di tessuto connettivo.
- Neurone: è nota la sua forma stellata dove vi è un corpo cellulare con nucleo, dei
dendriti (corti) e un assone (ramo lungo).
APOPTOSI: È LA MORTE PROGRAMMATA DELLA CELLULA, QUANDO ESAURISCE IL SUO CICLO
VITALE.
NECROSI: È LA MORTE ACCIDENTALE DELLA CELLULA.
Il rapporto superficie/volume ci spiega che all’aumentare della grandezza della
cellula, la sua superficie aumenta molto meno rispetto al volume.
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Microscopia
Microscopio ottico (MO): utilizza la luce e permette una definizione grossolana
• della cellula; il suo potere d’ingrandimento è 1000x (ingrandisce l’immagine 1.000
volte).
Microscopio elettronico a trasmissione (MET): utilizza un sistema a fascio di
• elettroni e permette di studiare l’ultrastruttura cellulare con un potere
d’ingrandimento di 250.000x.
Microscopio elettronico a scansione (MES): permette di studiare la superficie
• cellulare.
Centrifugazione
Consente la separazione delle particelle in un composto in base al loro peso. Quelli
che sedimentano di più (pensano di più) si depositano sul fondo, quelli che
sedimentano meno si trovano in superficie.
SVEDBERG: UNITÀ DI MISURA DI CENTRIFUGAZIONE
La cellula
Cellula procariotica
Tipica dei batteri; il DNA è immerso nel citosol in un area definita nucleoide. Il
citoplasma è privo di nucleo e di organuli circondati da membrana. Nel citosol ci
sono particelle immerse, tra cui: ribosomi, granuli lipidici o di glicogeno. Essa è
meno evoluta dell’eucariotica.
Parete cellulare: involucro che da forma e protegge la cellula
Membrana: mantiene l’ambiente interno al sicuro
Citoplasma: soluzione acquosa fluida, dove sono immersi i costituenti cellulari. Vi
hanno luogo le reazioni metaboliche per il mantenimento e la riproduzione della
cellula.
Il mesosoma è un’introflessione della membrana citoplasmatica; presenta tutte le
proteine enzimatiche che realizzano le reazioni di ossido-riduzione.
Non vi è una parete nucleare ma è presente il materiale genetico.
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Cellula eucariotica
Tipica degli organismi animali e vegetali; il materiale genetico è rappresentato da
DNA racchiuso all’interno del nucleo. Il citoplasma contiene organuli circondati da
membrana (mitocondri, perossisomi, lisosomi, cloroplasti). Hanno un nucleo ben
definito; una struttura definita tramite la presenza di membrane biologiche.
I compartimenti aumentano la superficie di lavoro, permettono lo svolgimento di
funzioni diverse nello stesso momento e dividono dalla cellula le reazioni che
potrebbero essere dannose per la cellula (lisosomi).
Componenti cellulari
Membrana plasmatica
Delimita tutte le cellule, costituendo una barriera selettiva per gli scambi fra
ambiente interno ed esterno.
Essa presenta funzioni metaboliche:
Mantiene l’integrità dell’ambiente interno cellulare (OMEOSTASI)
• consente uno scambio di sostanze con l’ambiente esterno (ingresso di sostanze
• nutritizie, uscita scorie)
Regola il volume cellulare e la composizione interna
•
Funzioni non metaboliche:
Trasmette impulsi (eccitabilità) nei muscoli e nei nervi
• Comunica tra cellula a cellula
•
Dal punto di vista chimico, è costituita da un doppio strato di fosfolipidi a cui sono
associate proteine specializzate e carboidrati.
I fosfolipidi
Il fosfolipide è una molecola complessa, che costituisce le membrane cellulari ed è
costituito da: una porzione superiore, la testa (formata da colina+fosfato+glicerolo) e
da una porzione inferiore, una coda di acidi grassi. La loro testa è idrofilica (polare) e
la coda idrofobica (apolare); vengono denominate molecole anfipatiche. In acqua, le
code si porgono verso l’interno e le teste verso l’esterno.
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Proteine di membrana
Le proteine di membrana sono di diverso tipo:
1. Attraversano la membrana da una parte all’altra una testa è interna alla cellula,
l’altra è esterna. Le parti funzionali della proteina che escono sono i domini, che
sono idrofilici. Uno stimolo citoplasmatico o extracellulare può essere trasmesso
attraverso la trasformazione di queste proteine. (proteine transmembranarie
stanno da tutte e due i lati, le proteine periferiche si affacciano solo da una
parte)
2. Alcune sono legate alle membrane fosfolipidiche con legami covalenti
3. Altre sono addossate sul versante interno ed esterno della membrana
citoplasmatica
Sulla superficie esterna della membrana sono presenti polisaccaridi: glicolipidi
( partecipano ai processi di comunicazione intracellulare), glicoproteine sono
associate al sistema HLA (sistema glicoproteico che ha un ruolo immunologico che
ci caratterizza) e hanno la funzione di riconoscere le cellule.
Un altro composto associato alla membrana plasmatica degli eucarioti è il
colesterolo (presente solo nelle cellule eucariotiche) che ha la funzione di regolare la
fluidità della membrana in rapporto con la temperatura e gli steroli. A temperature
troppo basse, la permeabilità della membrana si riduce e gli scambi tra interno ed
esterno non possono più avvenire producendo la morte per assideramento.
Queste strutture che abbiamo descritto rispondono ad un principio, il modello a
mosaico fluido della membrana formulato da Singer e Nicholson, che descrivono la
membrana come una struttura dinamica. A mosaico perché è composta da proteine
quindi sembrano tanti tasselli di un mosaico viste dall’alto; fluido perché i fosfolipidi
e le proteine sono liberi di muoversi sul piano. Tutte le membrane cellulari sono
uguali per permettere la fusione delle vescicole ad essi associati. Questo fenomeno
è controllato dalle proteine fusogene, in grado di attivare il processo di fusione (la
fecondazione è possibile).
La membrana citoplasmatica ha funzioni di filtro selettivo, di superficie di
comunicazione permettendo lo scambio di informazioni, di superficie catalitica per
l’abbondante presenza di enzimi legati ad essa.
Esistono 2 classi di proteine di membrana:
Proteine estrinseche: si trovano nel versante interno e esterno della membrana e
• sono idrofile, interagiscono con la porzione sporgente delle proteine integrali
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Proteine intrinseche: si trovano sul doppio starato fosfolipidico e possono stare
• sia all’interno che all’esterno della membrana
Le funzioni delle proteine di membrana sono:
Enzimatica (mitocondri, cloroplasti)
• Adesione (giunzioni tra cellule)
• Recettoriale: trasferimento dell’informazione del segnale
• Riconoscimento cellulare: proteine MCH delle cellule umane, sistema HLA,
• proteine recettoriali dei batteri…
trasporto: traffico di sostanze attraverso la membrana
•
Permeabilità della membrana
La membrana plasmatica presiede all’omeostasi cellulare, grazie alla membrana
semipermeabile selettivamente. Sono consentite il passaggio di: acqua e molecole
−
Na
non polari; è una barriera per la maggior parte delle molecole polari (K, Cl, ).
Diffusione: quando una sostanza passa da una soluzione a concentrazione (tono)
maggiore ad una soluzione a concentrazione minore quando le membrane sono
vicine.
Soluzione: è una miscela costituita da 2 o più sostanze, di cui una è il solvente e
una è il soluto.
2 soluzioni con stesso tono = isotoniche
Le due soluzioni con tono differente, con una membrana permeabile si scambiano
solvente e soluto fino ad arrivare all’equilibrio.
I meccanismi di trasporto passivo sono:
Diffusione semplice: movimento di molecole attraverso una membrana
• permeabile (non selettiva) secondo gradiente di concentrazione, le molecole
passano da una zona ipertonica alla zona ipotonica.
Diffusione facilitata: trasporto di una sostanza secondo il gradiente di
• concentrazione, mediante una proteina di trasporto (carrier) che si combina con la
sostanza accelerandone il movimento attraverso la membrana. Le proteine di
trasporto sono le porine, che si pongono sullo strato fosfolipidico a formare canali
dove passano ioni e molecole di piccole dimensioni.
Osmosi: passaggio attraverso una membrana semipermeabile (selettiva) dove le
• molecole passano da una zona a bassa concentrazione a una ad alta
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concentrazione, non passa il soluto ma passa il solvente (acqua), quindi contro
gradiente di concentrazione (dalla zona ipotonica a ipertonica). Se metto il globulo
rosso in una soluzione ipotonica l’acqua entra e il globulo rosso scoppia; nella
soluzione ipertonica si raggrinzisce.
Il plasmalemma quindi funziona da: filtro, da superficie di comunicazione e da
superficie catalitica per la presenza di proteine.
Proteine di trasporto
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