Lezione 1 - Microeconomia 2° semestre (2017/2018)
Tratto dalle slide del docente Mario Gilli
Che cos’è la microeconomia?
- L’economia è lo studio del modo in cui gli uomini e la società scelgono, con o senza l’uso del denaro, di impiegare le risorse produttive scarse, che potrebbero avere usi alternativi, per produrre vari beni nel tempo e distribuirli per il consumo, nel presente e nel futuro, tra le varie persone e gruppi della società (Samuelson).
- All’interno di questa definizione generale, la microeconomia si occupa del comportamento dei singoli consumatori e delle singole imprese, che agiscono e interagiscono in mercati e in gruppi di settore.
- La macroeconomia, invece, studia il funzionamento dei sistemi economici nazionali e internazionali.
- La definizione di Samuelson rimane ancora valida, ma ora gli economisti sottolineano sempre di più i contesti non di mercato e le decisioni che i singoli compiono per ragioni diverse dal consumo. In altre parole, il dominio dell’economia si sta espandendo.
Scarsità e microeconomia
- Le risorse economiche sono scarse.
- I vincoli di scarsità impongono di compiere tre scelte fondamentali:
- Quanto produrre di ciascun bene e servizio
- Come produrre i beni e i servizi scelti
- Come distribuire il prodotto tra i consumatori
- La microeconomia è la branca dell'economia che studia problemi di allocazione di risorse scarse.
Le istituzioni per l’allocazione delle risorse
- Le istituzioni (leggi e norme sociali) definiscono le procedure attraverso cui la società alloca le proprie risorse.
- In un’economia capitalista:
- I mezzi di produzione sono controllati dai privati (ne determinano l'uso e ne godono i benefici).
- Le risorse sono allocate in base a scambi volontari (all'interno dell'istituzione mercato).
- In un’economia comunista (di tipo sovietico):
- Lo Stato (o altra entità collettiva) controlla i mezzi di produzione e i benefici da essi prodotti.
- Le scelte economiche sono fortemente centralizzate, compresa la distribuzione del prodotto.
- Nessuna economia è unicamente capitalista o unicamente comunista: elementi di comunismo ed elementi di capitalismo convivono in ogni economia oggi esistente.
I mercati
- I mercati rappresentano la più comune forma di decentralizzazione dell’attività economica.
- I mercati sono istituzioni economiche che consentono di vendere ed acquistare beni e servizi, precisando le modalità per lo scambio.
- I mercati possono essere gestiti dallo Stato attraverso la fissazione di regole esplicite o possono essere gestiti dagli agenti economici (partecipanti al mercato o meno).
Cos’è un mercato?
- Un mercato è l'insieme delle attività e delle regole di scambio relative ad un gruppo di prodotti entro certi confini spaziali.
- I prodotti appartengono ad uno stesso mercato quando risultano altamente intercambiabili.
- Alcuni mercati possono anche raggiungere una dimensione mondiale.
Caratteristiche dei mercati
- Presenza di venditori ed acquirenti.
- Spesso (ma non sempre) i venditori sono le imprese e gli acquirenti sono gli individui.
- L’attività di scambio è guidata dai prezzi che specificano la quantità di moneta necessaria per ottenere una unità di ciascun del bene.
- I mercati possono funzionare solo se esiste un sistema dei diritti di proprietà che ne preveda la trasferibilità.
Analisi economica di tipo positivo
L’analisi positiva è volta a rispondere a domande fattuali che di norma riguardano le scelte o gli esiti del mercato:
- Cosa è successo? Cosa succederà? Cosa potrebbe succedere?
- Ricostruzione temporale dei fatti economici
- Previsione economica
- Analisi causa-effetto dei comportamenti economici
L’analisi positiva fa riferimento esclusivamente ai fatti, senza alcun giudizio di merito.
Analisi economica di tipo normativo
L’analisi normativa si focalizza su domande che implicano anche dei giudizi di valore: “Quali fatti economici sono desiderabili e quali no?” Un approccio che consente in alcuni casi di convertire le questioni normative in questioni positive è l'adozione del principio della supremazia dell’individuo (ciascuno è in grado di stabilire cosa sia meglio per sé stesso).
Strumenti della microeconomia
Gli economisti adottano il metodo scientifico:
- Osservazione iniziale dei fatti
- Teorizzazione
- Identificazione delle implicazioni aggiuntive
- Ulteriori osservazioni e verifiche
- Raffinamento della teoria (si torna al punto 3) o sostituzione della teoria (si torna al punto 2)
Una teoria utile deve essere applicabile su larga scala e, allo stesso tempo, specifica nelle sue implicazioni.
Che cos’è la microeconomia? (parte 2)
Considerate una definizione diversa, che pone maggior enfasi sui mezzi rispetto al contesto:
- L’economia si occupa della creazione di modelli del comportamento degli individui e delle organizzazioni (imprese, organizzazioni non profit ecc.) in contesti di mercato e non di mercato.
- Tali modelli ipotizzano quasi sempre che il comportamento sia diretto verso un chiaro obiettivo e il modo in cui comportamenti diversi con obiettivi contrastanti vengono portati a una situazione di equilibrio da istituzioni di mercato e non di mercato.
- L’economia è sia descrittiva (descrive ciò che accade) sia valutativa (misura ciò che accade in riferimento a un dato risultato ideale).
Modelli e analisi
- Nei dizionari il modello è definito come “una rappresentazione ipotetica o stilizzata di qualcosa”.
- In economia, i modelli possono rappresentare il comportamento delle persone o delle istituzioni:
- le imprese massimizzano i profitti partendo da un dato insieme di possibili piani di produzione;
- i consumatori massimizzano la loro utilità soggetti a un vincolo di bilancio.
- I modelli inoltre rappresentano i mercati e i loro meccanismi di funzionamento.
- In tutti i casi, i modelli in economia sono rappresentazioni analitiche e semplificate della realtà.
Il modello di domanda e offerta (parte 1)
- L’offerta è pari alla domanda è l’espressione più famosa in economia, e lo è anche il grafico che la rappresenta.
- Sia l’espressione sia il grafico racchiudono concetti importanti ed empiricamente rilevanti.
- Dedichiamo parte di questa lezione alla loro analisi perché: rivestono un’importanza cardinale, e ci consentiranno di continuare la discussione relativa ai modelli.
Modello di domanda e offerta (parte 2)
Equilibrio di mercato: O(p) = D(p)
p*, x**
Perché il modello di domanda e offerta è così importante in economia?
Caso di studio (parte 1)
- Tra il 1973 e il 1987 GM vendette negli USA dei camion con serbatoi per la benzina esterni al telaio del veicolo.
- Nel 1992, due gruppi fondati da Ralph Nader presentarono una petizione al Dipartimento statunitense per la sicurezza nei trasporti stradali (NHTSA), sostenendo che questi serbatoi erano soggetti a rottura se la fiancata del camion subiva un colpo, con la possibile conseguenza di incendi o esplosioni.
- La petizione richiedeva che GM fosse costretta a ritirare i veicoli e a rimediare al problema.
- La NHTSA avviò le indagini e nel 1993 richiese alla GM un ritiro volontario dei veicoli.
- L’azienda si rifiutò. Alla fine la GM evitò il richiamo obbligatorio.
- Nel 1993 l’azienda e gli avvocati degli automobilisti chiesero al tribunale competente di approvare l’accordo negoziato.
Caso di studio (parte 2)
- Nell’accordo proposto, la GM (senza ammissione né di colpa né di responsabilità) concordava:
- di offrire a ciascun proprietario di uno dei camion in questione un buono di € 1.000 per l’acquisto di un qualsiasi autocarro leggero GM nuovo.
- Il buono poteva essere utilizzato, a valore pieno, dal proprietario registrato del vecchio veicolo o da un suo familiare stretto.
- Il buono poteva anche essere trasferito una volta a una terza parte, per la quale avrebbe assunto il valore di uno sconto di € 500 sul prezzo di acquisto di un autocarro leggero.
Caso di studio (parte 3)
- Il Wall Street Journal sembrò colpito dall’accordo offerto. Circa 4,7 milioni di quei camion erano ancora sulla strada, quindi la GM avrebbe emesso 4,7 milioni di buoni: l’impegno potenziale per 4,7 milioni di buoni a € 1.000 l’uno ammontava a 4,7 miliardi di euro.
- Nonostante la considerevole entità della cifra, l’azienda non sembrava troppo preoccupata.
- Il giudice cui venne sottoposto l’accordo non lo approvò, sostenendo che il valore del buono offerto ai membri della categoria danneggiata era troppo scarso.
Caso di studio (parte 4)
- Nel 1999 concordarono i termini di un accordo rivisto, che venne provvisoriamente approvato dal giudice:
- 5,8 milioni di buoni avrebbero dovuto essere inviati ai proprietari dei vecchi camion registrati.
- I buoni avrebbero fornito uno sconto di € 1.000 al possessore originale o ai membri della sua famiglia, ovvero uno sconto di € 500 a ogni altra terza parte cui fosse stato trasferito, per un periodo di 15 mesi a partire dall’invio dei buoni.
- In seguito i buoni avrebbero fornito uno sconto di € 500 per il possessore originale e uno sconto di € 250 se trasferiti, per ulteriori 18 mesi.
- I buoni fornivano sconti su ogni veicolo GM (non solamente sugli autocarri leggeri), eccetto i prodotti della Saturn Division; per i possessori originali, lo sconto di € 1.000 era cumulabile con ogni altro sconto eventualmente offerto dalla GM.
Caso di studio (parte 5)
- Considerate le seguenti affermazioni:
- Il giudice che rifiutò di approvare l’accordo del 1993 si comportò saggiamente perché avrebbe generato un valore irrisorio per la maggior parte della categoria danneggiata.
- L’accordo del 1999 sarebbe stato molto più costoso per la GM, nell’ordine di un miliardo e mezzo di euro e molto più generoso nei confronti dei membri della categoria danneggiata. PERCHE’?
Caso di studio (parte 6)
- Il punto fondamentale da risolvere è: QUANTO “VALE” UN BUONO?
- Quanto costerebbe a una terza parte, ossia a un soggetto che non ottiene il buono e che però ne volesse uno per acquistare un veicolo GM, acquistare un buono da un possessore originale?
- QUESTA È LA MISURA CORRETTA DEL “VALORE” DELL’INDENNIZZO
Il modello di domanda e offerta applicato al caso GM (parte 1)
- Ipotesi semplificatrici:
- La GM vende un unico tipo di autocarro leggero, il cui costo di produzione ammonta a €15.000 l’uno.
- La GM assegna a tale veicolo un prezzo di listino, che indicheremo con P.
- La GM ha emesso 4,7 milioni di buoni che possono essere utilizzati per acquistare questo autocarro leggero. I buoni sono stati distribuiti ai proprietari dei vecchi pick-up e forniscono, per 15 mesi, uno sconto pari a X per il possessore originale del buono e pari a x se trasferiti a qualche altro acquirente. In realtà, X = € 1.000 e x = € 500.
Il modello di domanda e offerta applicato al caso GM (parte 2)
- Viene creato un mercato per questi buoni, ove i possessori originali possono venderli a terzi che vogliono acquistare un autocarro leggero GM. In questo mercato dei buoni trasferiti il venditore di un buono ottiene in cambio Q, mentre per ottenere un buono un acquirente deve pagare Q + k, k riflette i costi di ricerca e la provvigione del mediatore.
- Domanda di BUONI: Derivata dalla domanda di autocarri leggeri:
- Tre segmenti di acquirenti di autocarri leggeri:
- I possessori originali dei buoni,
- I terzi acquirenti che trovano un buono e
- I terzi acquirenti che non ne trovano uno perché i buoni sono stati tutti utilizzati.
- Tre segmenti di acquirenti di autocarri leggeri:
Il modello di domanda e offerta applicato al caso GM (parte 3)
- Quando i membri di ciascun segmento di acquirenti prendono in considerazione l’idea di acquistare un autocarro leggero GM, si trovano dinnanzi a prezzi effettivi diversi per lo stesso prodotto GM.
- I possessori originali devono pagare il prezzo assegnato P ma ricevono X consegnando il buono. Inoltre, i possessori originali dei buoni, utilizzandoli in tal modo, rinunciano all’opportunità di venderli al prezzo Q. Pertanto il costo effettivo di un autocarro leggero GM ammonta a P - X + Q.
- I terzi acquirenti che riescono a entrare in possesso di un buono sono soggetti a un prezzo effettivo pari a P - x + Q + k.
- I terzi acquirenti che non riescono a trovare un buono devono pagare un prezzo effettivo pari al prezzo assegnato P.
Il modello di domanda e offerta applicato al caso GM (parte 4)
- Avendo ipotizzato che si creerà un mercato dei buoni e che emergerà un prezzo Q per cui l’offerta di buoni sarà prossima alla domanda, possiamo invocare il modello di domanda e offerta per prevedere quale sarà il valore di Q.
- Sia l’offerta sia la domanda dipendono da Q e da altri due parametri: il prezzo P fissato dalla GM per i suoi autocarri leggeri e il costo di transazione k.
- Consideriamo P e k come parametri fissi del modello.
Il modello di domanda e offerta applicato al caso GM (parte 5)
- Determiniamo la domanda di buoni: € 500 + Q + k per un terzo acquirente in possesso di un buono paga P - x + Q + k per un autocarro se effettua l’acquisto senza il buono, paga P.
- Pertanto vorrà un buono se Q < € 500 k.
- Quindi la domanda di buoni è pari a zero se Q > € 500 k ed è pari al numero delle vendite di autocarri leggeri GM ai terzi acquirenti se Q < € 500 k.
- Se Q < € 500 k, il numero di vendite di camion a terzi acquirenti dipende da P, Q e k.
- Quanto più è elevato uno di questi parametri, tanto minore è il numero dei camion acquistati.
- È impossibile che la GM fissi un prezzo P inferiore a € 15.500: subirebbe una perdita.
- Pertanto il limite superiore alla domanda di buoni è rappresentato dal numero delle vendite di autocarri leggeri GM ai terzi acquirenti se P = € 15.500, Q = 0 e k = 0 che ipotizziamo pari a 2,8 milioni.
Determinazione della domanda di buoni
Q : Q = $500 - k 2,8 mil y
Il modello di domanda e offerta applicato al caso GM (parte 6)
- Determiniamo l’offerta di buoni:
- Per qualsiasi Q > 0, il possessore di un buono lo venderà o lo userà per acquistare un autocarro leggero GM.
- Con 4,7 milioni di buoni in circolazione, il numero di buoni offerti, con P dato e in funzione di Q, è pari alla differenza tra 4,7 milioni e la domanda di autocarri leggeri GM da parte dei proprietari dei vecchi camion.
- La domanda di autocarri leggeri GM diminuisce all’aumentare di Q o di P, ed è massima quindi l’offerta di buoni è minima quando Q = 0 e P ammonta al minor valore ragionevolmente possibile ossia P = € 15.500:
- ipotizziamo che per questi valori la domanda di autocarri leggeri GM da parte dei possessori originali dei camion ammonta a 1,26 milioni.
- L’offerta per tali valori di Q e P è pertanto pari a 4,7 - 1,26 = 3,44 milioni: si tratta soltanto del limite inferiore dell’offerta.
Determinazione dell’offerta di buoni
Q : Q = $500 - k 3,44 mil y
Equilibrio con l’accordo del 1998
- Dato che viene messo in circolazione un numero maggiore di buoni, l’offerta di buoni può aumentare.
- L’offerta di buoni però potrebbe anche diminuire perché vi è una maggiore probabilità che i proprietari dei vecchi camion vogliano utilizzare i buoni;
- Tuttavia, poiché i buoni possono essere utilizzati per un periodo di tempo maggiore e per ogni prodotto GM eccetto le Saturn, la domanda di buoni certamente aumenta. La figura della funzione di domanda è complessa, perché il valore del buono varia dopo 15 mesi.
- Comunque la domanda di buoni aumenta e l’offerta di buoni diminuisce.
Lezione 2 - Domanda, offerta e equilibrio
Descrizione semplificata dei desideri di scelta degli agenti
Consideriamo un compratore tipico; desideri comprare una unità del bene.
- Il tuo prezzo di riserva è x euro; cioè sei disposto a pagare qualsiasi cifra fino a non più di x euro per comprare una unità del bene.
Consideriamo un tipico venditore: desideri vendere una unità del bene.
- Il tuo prezzo di riserva è y euro; cioè sei disposto a vendere la tua unità del bene a qualsiasi prezzo maggiore o eguale a y euro.
Modello di meccanismo di allocazione tramite prezzi
Modello dei compratori
Consideriamo un compratore tipico: desideri comprare una unità del bene.
- Il tuo prezzo di riserva è 40 euro; cioè sei disposto a pagare qualsiasi prezzo fino a non più di 40 euro per comprare una unità del bene.
- Quale curva di domanda implica questa descrizione?
- La domanda è 1 se i...
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