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Letteratura inglese

In passato, le tre calamità che hanno sempre afflitto l’umanità sono sempre state la guerra, le carestie e le epidemie, spesso rappresentate come cavalieri dell’apocalisse nella cultura figurativa. Nell’epoca di cui parliamo, 1700/1800, dobbiamo ricordare dei numerosi anni di guerra tra Francia e Inghilterra. Coleridge e la sua generazione vivono in un periodo che va dai primi anni della guerra (1790) fino alla fine (più di 20 anni di guerra) -> vive quindi dai 20 fino ai 40 anni circondato da questo periodo di guerra accompagnata da crisi economiche (in quanto i costi della guerra erano alti).

Sfondo: guerra

La comunicazione contemporanea sta diventando sempre più multimediale: c’è un’immagine che a volte viene accompagnata da una piccola frase che serve a completarne il senso oppure un suono.

Cosa insegna la poesia?

Un modo di usare il linguaggio in modo più significativo -> capacità del linguaggio di creare senso in maniera precisa, curata, piena di significato, sfruttando anche il suono. -> sfruttare tutte le caratteristiche strutturali della lingua per dare un senso. Nella poesia c’è anche un elemento di complessità proprio perché si sfruttano al massimo queste capacità di linguaggio -> cogliere tutte le sfumature è abbastanza complesso poiché appunto la poesia è complicata. Anche le poesie più semplici, se vengono rilette tante volte, sembrano sempre più complicate.

Nella comunicazione multimediale, la nostra mente estrapola da uno sfondo fatto di suoni e immagini ciò che più l’ha colpita. La poesia, proprio perché vuole usare il linguaggio nella maniera più significativa possibile, richiede un ascolto attento delle parole su uno sfondo di silenzio (le poesie scritte su pagine bianche) -> abitudine di ascolto della parola diverso da quello della comunicazione multimediale.

In questi anni la poesia ha perso un po’ di prestigio, è il genere letterario meno venduto.


Sonnet: on Quitting Christ's Hospital

Si parla di lasciare il Christ’s Hospital che è un collegio nel quale Coleridge è stato 10 anni (dai 9 ai 19 anni); da notare questo uso attento delle parole -> al verso 1 parla di “parental scenes”, scene genitoriali (che vengono poi tradotte con termini meno letterali) per indicare come il collegio fosse stato ormai la sua famiglia, un padre e una madre. “Questo posto è come se fosse mamma e papà” (morto quando C. aveva 9 anni).

“A sad farewell” -> gli dispiace andare via -> ripreso dal fatto che “il suo cuore grato si aggrappa ancora ad esso”. Termini come “Fancy” e “joy”, tipici del linguaggio giovanile dell’epoca, riflettono lo stile che le poesie avevano nella seconda metà del 1700, in cui si trovano queste personificazioni di qualità mentali, virtù ecc con la maiuscola. Alla fine della prima quartina abbiamo un’inversione -> Hope loves to tell her tales of future Joy -> lascio questo posto e la speranza mi racconti sulle ali della fantasia qualcosa di gioia futura (spero che il mio futuro sarà gioioso/sarà bello).

Addio anche a questi chiostri grigi (pale=pallido) presenti nel suo collegio; vorrebbe che ritornassero questi giorni felici -> quando era “libero da ogni macchia” = quando era piccolo e innocente. Il verso successivo si riferisce al fatto che ha imparato dalla Bibbia cos’è il peccato originale. “Ho imparato della colpa e mi sono stupito del racconto della storia” -> colpa (guilty)= peccato originale -> storia (tale) = Bibbia (Adamo ed Eva).

Contemporaneamente c’è il riferimento al passaggio dall’infanzia all’adolescenza -> scoperta del sesso, dell’Eros (“colpa” in questo senso).

“Haunts” -> non ha un traducente in italiano; vuol dire “un luogo che qualcuno frequenta abitualmente”

“Lay” -> canzone, versi

“Feet” -> doppio senso -> i piedi di qualcuno che sta camminando / i piedi dei versi (nella lirica inglese i versi vengono scomposti in piedi) -> gioco di parole -> scrivendo questi versi sentivo interiormente il ritmo, l’eco di quello che cercavo di scrivere “Lingering” -> esitare, attardarsi -> faccio quasi fatica ad andare via / non voglio quasi andarmene – con grande dolore.

La mia lacrimosa (=piena di lacrime, triste) infanzia “strappata da un dolore precoce” -> si riferisce alla morte del padre -> l’infanzia è stata strappata dal luogo nativo e le mie lacrime si mischiano (verbo principale) con quelle di lei – mia madre (“il mio genitore rimasta vedova) “Lorn” = da sola.

Alla fine della poesia vediamo che ritorna la parola “parent”, con il quale si apre (penultima parola della seconda terzina/ seconda parola della prima quartina).

È una poesia dal linguaggio semplice che ha una sua drammaticità per il fatto che si sta parlando di una persona rimasta orfana che è stata mandata in questo College che gli ha fatto da famiglia. Non ha nessun rancore, come può succedere quando si viene abbandonati dalla famiglia, perché l’han dovuto fare per forze di causa maggiore.

Da notare la rima verso 9 e 11 -> esempio di come il suono può produrre significato -> si fanno rimare delle parole per mettere in connessione i due termini. “Sang” e “pang” -> il suo essere poeta (“sang”) è stato in gran parte stimolato dal dolore interiore che ha provato (“pang”). -> Una rima in cui il suono è anche senso. (Emozione = dal lat. emovere = quello che abbiamo dentro diviene parola)


Come è fatto un sonetto

-> “Sonnet forms”


To a Young Ass, its Mother Being Tethered near It

A un piccolo asinello, sua madre legata vicino a lui -> l’immagine dell’asino è un’allegoria dei poveri che vengono sfruttati dai ricchi essendo l’asino un animale destinato a fare lavori faticosi.

Povero piccolo puledro di una razza oppressa! Io amo la tua languida pazienza e spesso, con mano gentile, ti do da mangiare, ti do qualche colpetto sulla schiena, ti pulisco il manto (ragged Coat = coperta rovinata). Ma che cosa ha battuto il tuo spirito spento, che non giochi mai nella radura/sul prato? E, contro la natura dei giovani, che dovrebbero giocare, la tua testa viene verso la terra (è bassa) e non si muove -> sei lì un po’ triste e guardi per terra perché queste paure profetiche anticipano il tuo stato futuro: quello di essere debole, uno schiavo povero. (Paure profetiche = vedi il tuo futuro)

Anticipano il pasto scarso, misero e le migliaia di dolori che gli indegni infliggono al merito paziente (cioè ai miti) – verso citato dall’Amleto di Shakespeare -> un verso alto inserito in un contesto basso in cui si parla di un asino.

Oppure il tuo cuore triste freme di dolore filiale – di un figlio – che vede la catena corta che lega tua madre (tema: rapporto madre-figlio), e il suo destino è proprio miserabile: la madre è legata a un ceppo senza neanche tanto più erba da mangiare e tutto intorno a lei un grande prato verde che la tenta.

Elemento morale allegorico: povero asino, il tuo padrone avrebbe dovuto saper mostrare la pietà (a capo per dare più enfasi) che viene meglio insegnata dalla fratellanza del dolore -> chi prova dolore è più facile che capisca il dolore degli altri -> il dolore genera fratellanza, solidarietà.

Perché io ho paura che lui viva come te mezzo affamato in una terra di abbondanza, come le sue orme girano da questa parte (vengono verso di qua) sembrano chiedere qualcosa, sembrano dire ho anch’io un amico, un puledro innocente, povero abbandonato disprezzato, ti saluto come se fossi un fratello, malgrado il disprezzo degli sciocchi. -> tema della fratellanza, povertà, dolore -> vedo l’asino, lo saluto, mi impietosisco e anche se lo dico ad alta voce non mi interessa se gli sciocchi mi prendono in giro visto che sembra patetica questa cosa.

E vorrei proprio portarti con me nella valle della pace e della dolce, mite eguaglianza ad abitare -> ci sto già andando anch’io, sono tuo fratello perché sono povero anch’io (povertà e padroni ricchi che sfruttano i poveri, eguaglianza, pace -> sono tutti temi post Rivoluzione francese, la poesia è stata scritta in quegli anni -> evidente significato politico).

Da giovane Coleridge era un simpatizzante per la Rivoluzione francese -> è quello il posto dove parla di uguaglianza. Fraternizzo con un asino = non penso solo agli uomini ma estendo senso di eguaglianza anche agli animali. Asino -> simbolo dei poveri che faticano per i ricchi.

La poesia sembra quasi ridicola, perché scritta con un linguaggio tra il serio e lo scherzoso, con tutti questi punti esclamativi e anche il tema dell’asino e trattarlo come se fosse una persona. Ma le cose di cui sta parlando non sono proprie comiche.

Voglio portarti in questa terra in cui si sta meglio, in cui la fatica definirà come sua sposa la maga salute -> si faticherà senza ammalarsi. In questa terra il riso solleticherà il fianco (plenty = abbondanza impersonificata come se fosse una donna) senza costole (fianco senza costole = non si vedono le costole, è grassa -> questa abbondanza è grassa) -> si mangerà in abbondanza, si starà bene, si riderà -> riso come segno di benessere.

E tu qui saltellerai di qua e di là divertendoti come un agnello o un gattino. Sì, e per me sarà più dolcemente musicale il tuo raglio di gioia dissonante e aspro -> sentendoti felice sarò più contento sarà più musicale come i cinguettii melodiosi che calmano fino a far riposare i dolori del petto vuoto della moda pallida -> pone la felicità di questo asinello in questa terra felice di benessere alle melodie che calmano i petti vuoti della moda pallida (ovvero il mondo benestante) -> mondo alla moda che ascolta melodie più dolci e piacevoli.

- Ha un andamento più lungo rispetto alla poesia precedente. - Scritto distici a rime baciate -> tipo di rima più usata nel 700 -> forma che in Italia non è mai stata tanto usata per le poesie lunghe, è rimasta più che altro per le filastrocche.


È tratta da una pubblicazione su un periodico che si chiamava “The Anti-Jacobin”, (giacobini = rivoluzionari francesi più radicali). Il governo inglese, che combatteva i francesi, e che era conservatore in quel periodo, ha messo insieme un gruppo di scrittori che pubblicavano questo periodico per controbattere i periodici già esistenti di tipo filo-rivoluzionari (ai quali collaborava anche Coleridge). Questa vignetta è stata fatta da James Gillray, uno dei più grandi caricaturisti e illustratori dell’epoca. Illustra la moralità rivoluzionaria, ogni dettaglio è una presa in giro.

L’essere mostruoso che esce dal mare, che è il canale della Manica, con tutti i rivoluzionari dietro, provenienti appunto dalla Francia -> invasione di un mostro biblico (il Leviatano) incarna il male, arriva sulla terra, distrugge tutto, cavalcato da 3 rivoluzionari francesi (berretto dei rivoluzionari). Sotto c’è una messa, sull’altare viene rappresentata la filantropia, la sensibilità -> sono nuovi santi. C’è un corno dell’abbondanza dal quale escono numerosi scritti. Sono tutti scritti di autori del periodo. Le figure con le orecchie d’asino rappresentano proprio l’asinello descritto nella poesia di Coleridge. I due asinelli sarebbero Coleridge e Southney, già conosciuti al tempo, e vengono presi in giro.

L’asinello con un foglio in tasca dove c’è scritto “Joan of Arc” rappresenta Southney, in quanto, insieme a Coleridge avrebbe scritto un poema intitolato “Giovanna d’Arco”. Coleridge, essendosi nella sua poesia raffigurato come un asino, è stato preso in giro per anni dalla stampa conservatrice che lo ha raffigurato come l’animale. Sul corno si può leggere “abbondanza dell’ignoranza” dal quale escono opere filo-rivoluzionarie.


The Rime of the Ancient Mariner

Il componimento risponde alla forma metrica della ballata, tipologia poetica d'origine popolare spesso utilizzata per narrare una storia generalmente lunga, e caratterizzata da un ritmo che la rende anche cantabile.

In Italia le ballate sono state raccolte dopo; la prima in assoluto ad averne fatto una raccolta invece è stata la Scozia. “Rime” = altro termine per definire ballata, usato per indicare il fatto che nella ballata fossero presenti le rime. “Ancient Mariner” = antico marinaio -> antico nel senso che appartiene a un’epoca lontana e inoltre è molto vecchio.

È la storia di un viaggio per mare che non va a finire tanto bene. È una ballata molto lunga, sono più di 600 versi, ed è divisa in sette parti, con un argomento diverso per ognuna. All’inizio del testo c’è un’introduzione in latino di un autore che non viene più tanto letto che lascia un effetto spiazzante nel lettore in quanto viene detto che nelle poesie si parlerà di esseri soprannaturali che l’uomo ha sempre cercato di vedere ma che non ha mai visto. Si crea questa atmosfera antica, quasi finta.

Coleridge e Wordsworth hanno iniziato a scriverla insieme quasi per gioco, giusto per tirare su qualche soldo. Ma Wordsworth se n’è distaccato subito in quanto il fantastico e il soprannaturale non erano il suo ambito. Coleridge l’ha finita e in seguito l’ha riletta e riscritta più volte cambiando qualcosa.

Il viaggio per mare raccontato nella ballata non è un viaggio inventato: le rotte descritte erano frequentate dalle navi inglesi per motivi di scambio tra l’Inghilterra e l’America. Coleridge abitava a Bristol che era il porto più importante per il commercio con l’America. Arrivavano molti schiavi, ma anche materie prime e prodotti dall’Africa. In quel periodo, metà anni 70, tra le altre cose che Coleridge leggeva, c’erano anche molti libri di viaggio e le storie di viaggio erano molto popolari all’ora (la gente era curiosa perché venivano raccontati paesi scoperti).

La poesia raccoglie quindi da una parte la tradizione della ballata e dall’altra la tradizione delle storie di viaggio. Nonostante il suo carattere soprannaturale, la poesia è piena di elementi realistici: tutto ciò che viene citato sono cose viste dai marinai, sono effetti atmosferici che accadono in mare. Abbiamo quindi due piani: uno realistico e uno ultraterreno/metafisico, dove compaiono angeli, demoni, spiriti, esseri soprannaturali.

C’è anche un piano di lettura riguardante il rapporto tra l’individuo e la società oppure l’individuo e il mondo -> rapporto fra l’io (ego narrante del marinaio) e il resto del mondo (società e tutto ciò che lo circonda). -> È un piano dove prevale un elemento di separazione e di isolamento (il marinaio è alienato dalla società di cui dovrebbe fare parte) vedremo infatti che il marinaio è in contrasto con tutte le persone che gli stanno intorno.

  • Realistico -> ci sono elementi che sembrano inventati, presi da film di fantascienza ma che invece sono elementi esistenti presi da libri di viaggio e si trattano di fenomeni naturali che possono avvenire in mare in determinate condizioni atmosferiche
  • Ultraterreno/metafisico -> a cui appartengono spiriti, demoni che vengono citati -> piano parallelo al piano realistico
  • Rapporto fra l’io narrante e tutto il resto -> rapporto di isolamento/separazione da parte del marinaio

First part

La poesia si apre con questo antico marinaio che ferma uno dei 3 invitati a un matrimonio. Dalle prime strofe abbiamo una descrizione del marinaio: è antico, ha una lunga barba grigia brizzolante, la mano ossuta, definito come vecchio vagabondo, matto, e ha la particolarità di questo suo occhio scintillante, ipnotico, che cattura l’attenzione della gente. -> Ha un aspetto spettrale, inquietante, sinistro.

Nel testo vengono usate parole arcaiche per dare un senso di antichità alla ballata. Dava l’impressione, a chi lo leggeva all’epoca, di essere stato scritto anni prima e non alla fine del 700. L’ospite, che stava andando a una festa di matrimonio, viene attratto dal marinaio, dal suo occhio ipnotizzante, non riesce più a muoversi come un bambino di 3 anni -> effetto di ipnosi.

Inizia poi a raccontargli la storia (è una storia ritmica, di suoni che si ripetono, andamento cantato e veloce, grazie anche agli accenti e alle rime -> ABCB + rime interne allo stesso verso -> tendono a sovraccaricare la poesia dal punto di vista sonoro).

Sesta e settima quartina particolari: struttura semplice, elementare, andamento che sembra quasi una cantilena a causa di ripetizioni della stessa parola e all’uso di concetti semplici (il sole che si alza da sinistra e scende verso destra). La storia del marinaio viene interrotta e riprende il narratore: l’ospite si batte il petto perché sente risuonare il fagotto (strumento musicale, usato solo per fare una rima, perché si usa nell’orchestra e non alle feste). Dice che la sposa è arrivata, ci sono i musicisti, l’ospite si tocca di...

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I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Claudia1204 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura inglese e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Libera Università di Lingue e Comunicazione (IULM) o del prof Zuccato Edoardo.
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