Introduzione
Trascrizione: Il DNA è il depositario dell’informazione genetica. Le informazioni contenute nel DNA vengono copiate sull’RNA che si dispone complementarmente ad esso attraverso la corrispondenza delle basi.
Abbiamo 3 tipi di RNA che svolgono ruoli diversi nella sintesi proteica:
- RNA messaggero (mRNA) è lo stampo per la sintesi proteica o traduzione.
- RNA transfer (tRNA) trasportano gli amminoacidi in forma attivata sui ribosomi per la formazione di legami peptidici in una sequenza determinata dall’mRNA.
- RNA ribosomiale (rRNA) è il principale componente dei ribosomi. Svolge ruolo strutturale e catalitico nella sintesi proteica. In ogni ribosoma è presente una sola molecola di ciascun tipo di rRNA.
Sintesi proteica
L’mRNA veicola le istruzioni copiate dal DNA, che specificano l’ordine corretto con cui devono essere uniti gli amminoacidi durante la sintesi proteica. L’assemblaggio degli amminoacidi in proteine viene attuato mediante la traduzione dell’mRNA che è solo il depositario dell’informazione copiata dal DNA. Le informazioni contenute nell’mRNA vengono interpretate dal RNA di trasporto (tRNA) con l’aiuto dell’rRNA, che è uno dei componenti dei ribosomi. L’rRNA si muove lungo una molecola di mRNA catalizzando l’assemblaggio degli amminoacidi in catene peptidiche.
Membrana cellulare
La membrana cellulare, anche detta membrana plasmatica, è un sottile rivestimento che delimita la cellula in tutti gli organismi viventi, la separa dall'ambiente esterno e ne regola gli scambi con questo.
Formata in prevalenza da lipidi, e più precisamente fosfolipidi, viene chiamata anche "doppio strato fosfolipidico".
Proteine
Hanno una struttura tridimensionale.
Un enzima è una sostanza a base di proteina che funge da catalizzatore regolando la velocità delle reazioni chimiche spontaneamente. Le reazioni catalizzate enzimaticamente sono spesso molto più veloci rispetto a quelle catalizzate con agenti chimici. La velocità di una reazione è dipendente dalla concentrazione delle sostanze.
Carboidrati
I carboidrati sono dei composti chimici organici formati da atomi di carbonio, idrogeno e ossigeno. Hanno numerose funzioni di riserva energetica e trasporto dell'energia.
Le singole unità monomeriche sono dette "monosaccaridi".
Lipidi
I lipidi, detti anche grassi, sono composti organici. I lipidi sono insolubili in acqua, mentre sono solubili in solventi organici. I lipidi sono costituiti prevalentemente da atomi di carbonio e di idrogeno uniti tra loro con legami covalenti scarsamente polari.
Canali e pompe di membrana
La comunicazione e il trasporto di elementi tra le cellule è garantita dalle proprietà della membrana citoplasmatica, dai canali e dalle pompe di membrana.
Un trasportatore di membrana è un polipeptide (singola catena di aminoacidi) transmembrana in grado di mediare il trasporto di ioni o molecole polari di medie dimensioni all'interno della cellula.
Meccanismo epigenetico
È lo studio dei cambiamenti mitotici e meiotici ereditabili che non possono essere spiegati tramite modifiche della sequenza di DNA. Queste mutazioni, dette epimutazioni, durano per il resto della vita della cellula e possono trasmettersi a generazioni successive delle cellule attraverso le divisioni cellulari. Su fenomeni epigenetici si basa la maggior parte dei processi di differenziamento cellulare.
Genoma
Insieme di tutte le informazioni genetiche depositate nella sequenza del DNA contenuto nel nucleo delle cellule sotto forma di cromosomi.
Acidi nucleici (DNA e RNA)
Sono polimeri lunghi e lineari costituiti da unità (nucleotidi) legati l’una all’altra. Ogni nucleotide è costituito da uno zucchero, un gruppo fosforico e una base. L’informazione genetica è contenuta nella sequenza delle basi.
Nel DNA lo zucchero è il desossiribosio.
Nel RNA lo zucchero è il ribosio (gruppo OH in posizione 2 → ciò rende possibile 2 legami).
Gli zuccheri sono legati tra loro da ponti fosfodiesteri.
Basi nucleotide
La struttura portante è la stessa nel DNA e nell’RNA, la parte variabile è rappresentata dalle basi. L’RNA si differenzia dal DNA perché presenta come zucchero il ribosio.
Un nucleoside è costituito da una base purinica o pirimidinica legata ad uno zucchero.
Il legame zucchero-base è un legame N-glicosidico.
Un nucleotide è un estere fosforico di un nucleoside.
Le catene del DNA
- Le 2 catene polinucleotidiche hanno direzionalità opposte.
- Lo scheletro si trova all’esterno, mentre le basi sono all’interno della struttura ad elica.
- L’impilarsi delle basi l’una sull’altra conferisce stabilità alla doppia elica per 2 motivi →
- 1: Le coppie di basi si attraggono con forze di Van Der Waals.
- 2: Esistono interazioni idrofobiche tra le basi.
RNA
In un acido deossiribonucleico (DNA) lo zucchero è il deossiribosio.
Il prefisso deossi indica che all’atomo di carbonio 2’ di questo zucchero manca un atomo di ossigeno che è invece presente sull’atomo di carbonio 2’ del ribosio (zucchero presente nell’RNA). La presenza di questo gruppo funzionale nel ribosio rende possibile, oltre al legame standard 3’→5’, anche il legame 2’→5’.
Il DNA ha una maggiore resistenza all’idrolisi e quindi una maggiore stabilità rispetto all’RNA.
Negli acidi nucleici gli zuccheri sono uniti da ponti fosfodiestere.
Un’altra differenza tra RNA e DNA è data dalla presenza della base Uracile (U) invece della Timina (T).
Proteine
Sono i principali operatori delle cellule che partecipano a tutti i processi. Alcune proteine sono componenti strutturali fondamentali mentre altre hanno funzioni di catalizzatori specifici (enzimi).
Le proteine sono polimeri lineari e sono combinazione di 20 differenti unità strutturali dette amminoacidi.
Una proteina può ripiegarsi spontaneamente in una struttura tridimensionale ben definita, dettata interamente dalla sua sequenza amminoacidica.
Evoluzione biochimica
Catalizzatori biologici
Un catalizzatore è una molecola che accelera una particolare reazione chimica senza che esso venga alterato chimicamente nel processo.
Si è capito che alcune molecole di RNA potevano essere considerate potenti catalizzatori. Questi catalizzatori di RNA sono conosciuti come ribozomi. Il potere catalitico delle molecole di RNA è correlato alla loro capacità di assumere strutture specifiche e complesse.
I polipeptidi sono più versatili chimicamente, possono assumere varie strutture tridimensionali ma non sono autoreplicanti.
ATP
L’ATP (adenosintrifosfato) è formato da legami che uniscono i gruppi fosforici.
Sintesi di ATP:
- Per fosforilazione da ADP (adenosindifosfato).
- Da amminoacidi come la Glicina.
- Glicolisi: sistema complesso che estrae energia dal glucosio.
Parete cellulare
- Mantiene/determina la forma della cellula.
- Supporto e resistenza meccanica.
- Previene lo scoppio di cellule in soluzione ipotonica.
- Controlla la velocità, la direzione di accrescimento e il volume cellulare.
- Responsabile dell’architettura della pianta.
- Ruolo metabolico (numerosi enzimi).
- Barriera fisica contro i patogeni o per ridurre la perdita di H2O.
- Ruolo nella segnalazione e riconoscimento di altri organismi.
Le macromolecole crescono per polimerizzazione dei nutrienti.
I catalizzatori macromolecolari si autoriproducono durante la crescita.
Chimica organica
Energia di ionizzazione
L'energia che è necessario fornire ad una mole di atomi allo stato gassoso per trasformarla in una mole di cationi monovalenti.
Energia di affinità elettrica
Tendenza di un elemento ad acquistare elettroni.
Elettronegatività
È la forza con cui un atomo attira a sé gli elettroni condivisi.
Legame ionico
Completo trasferimento di elettroni da un atomo a bassa energia di ionizzazione a un atomo ad alta affinità elettronica.
Legame covalente
Consiste nella messa in compartecipazione di una coppia di elettroni tra due atomi A e B. A seconda della natura di A e B.
Legame covalente puro: (in genere tra atomi della stessa natura), in cui la coppia elettronica è condivisa allo stesso modo dai due atomi.
Legame covalente polare: (tra atomi di natura diversa), in cui gli elettroni coinvolti nel legame sono maggiormente attratti dall'atomo più elettronegativo. Il legame risulterà quindi polarizzato elettricamente.
Tipi di rottura
Rottura omolitica: A ·|· B da cui si generano specie radicaliche.
Rottura eterolitica: A|· · B da cui si generano specie ioniche.
Se la rottura eterolitica interessa un atomo di carbonio il quale cede entrambi gli elettroni di legame si forma un carbocatione. Si definisce carbocatione uno ione positivo la cui carica risiede su un atomo di carbonio.
Se la rottura eterolitica interessa un atomo di carbonio il quale acquista entrambi gli elettroni di legame si forma un carbanione. Si definisce carbanione uno ione negativo la cui carica risiede su un atomo di carbonio.
Legami intermolecolari
Le molecole polari sono soggette ad ulteriori legami deboli intermolecolari, di reciproca attrazione elettrostatica, tra i poli opposti delle molecole stesse, detti legami dipolo-dipolo (o interazioni dipolo-dipolo).
Il legame idrogeno o ponte idrogeno è un caso particolare di legame dipolo-dipolo. Si presenta quando l’Idrogeno si lega con un legame covalente polare ad uno dei tre elementi più elettronegativi della tabella periodica: il Fluoro, l’Ossigeno o l’Azoto.
Alcani CnH2n+2 (-ile, legame singolo)
Metile CH3
Etile CH3CH2
n-Propile CH3CH2CH2
Iso-propile CH3CHCH3
n-Butile CH3CH2CH2CH2
sec-Butile CH3CH2CHCH3
Principali reazioni degli alcani:
Combustione: CnH2n+2 + (3n+1)/2 O2 → nCO2 + (n+1)H2O
Alogenazione: RH + X2 → RX + HX
Alcheni CnH2n (-ene, doppio legame)
Etilene CH2CH2
1-Propene CH3CHCH2
1-Butene CH3CH2CHCH2
1,3-Pentadiene CH2CHCHCHCH3
Etene CH2=CH2 (vecchia nomenclatura: etilene)
Propene CH3-CH=CH2
1-Butene CH2=CH-CH2-CH3
2-Butene CH3-CH=CH-CH3
1-Pentene CH3-CH2-CH2-CH=CH2
I residui che si formano togliendo un idrogeno agli alcheni, conservano la stessa radice, ma cambiano la desinenza da –ene in –enile e saranno pertanto, etenile, propenile, butenile, pentenile etc.
Etenile CH2=CH-
1-Propenile CH3-CH=CH-
2-Propenile CH2=CH-CH2-
1-Butenile CH3-CH2-CH=CH-
2-Butenile CH3-CH=CH-CH2-
3-Butenile CH2=CH-CH2-CH2-
Se sono presenti due o più doppi legami la desinenza diventa –andiene, -antriene, -antetraene etc. Gli alcheni con due doppi legami sono noti come dieni. I dieni con i doppi legami cumulati (-C=C=C-) sono noti come alleni.
Propandiene CH2=C=CH2
1,2-Butandiene CH2=C=CH-CH3
1,3-Butandiene CH2=CH-CH=CH2
Butantriene CH2=C=C=CH2
Pentantetraene CH2=C=C=C=CH2
Alchini CnH2n-2 (-ino, triplo legame)
Etino CH≡CH
Propino CH3-C≡CH
1-Butino CH≡C-CH2-CH3
2-Butino CH3-C≡C-CH3
1-Pentino CH3-CH2-CH2-C≡CH
I residui che si formano togliendo un idrogeno agli alchini, conservano la stessa radice, ma cambiano la desinenza da –ino in –inile e saranno pertanto, etinile, propinile, butinile, pentinile etc.
Etinile CH≡C-
1-Propinile CH3-C≡C-
2-Propinile CH≡C-CH2-
1-Butinile CH3-CH2-C≡C-
2-Butinile CH3-C≡C-CH2-
3-Butinile CH≡C-CH2-CH2-
Composti alifatici ciclici
Ciclopentene
Etilcicloeptano
1,4-dimetilcicloesano
Idrocarburi aromatici
Benzene
Isomeria
Denominazione struttura
Alogenoderivato R-X
Alcol R-OH
Fenolo Ar-OH
Etere R-O-R’
Aldeide RCHO
Chetone R’COR
Acido carbossilico RCOOH
Estere RCOOR’
Ammina R-NH2
Ammide RCONH2
Nitrile R-CN
Alcoli e fenoli (-olo, gruppo -OH)
I dioli sono alcoli in cui sono presenti due gruppi idrossido.
Eteri ed epossidi
Il gruppo C-O-C formula generale ROR’.
Etere dietilico CH3CH2-O-CH2CH3
Etere etilmetilico CH3CH2-O-CH3
1-Cloro-3-etossipropano CH3CH2-O-CH2CH2CH2Cl
Etere 3-Cloropropiletilico
Aldeidi e chetoni
Metanale (Formaldeide) HCHO
Etanale (Acetaldeide) CH3CHO
Propanone (Acetone) CH3COCH3
Butanone CH3CH2COCH3
2-Pentanone CH3CH2CH2COCH3
2-metilbutanale
Acidi carbossilici (-oico, -COOH)
Esteri
Ammidi
Ammine: le proteine
Le proteine sono le macromolecole più versatili dei sistemi viventi e regolano tutti i processi biologici.
Possono:
- Agire da catalizzatori (enzimi).
- Trasportare o conservare altre molecole come l’ossigeno (proteine di trasporto: emoglobina ecc).
- Fornire una protezione immunitaria (anticorpi).
- Fornire un supporto meccanico (proteine strutturali: collagene, cheratina, etc.).
- Generare un movimento (proteine contrattili: miosina, actina etc).
- Trasmettere impulsi nervosi.
- Controllare la crescita e il differenziamento (fattori di crescita).
- Le proteine sono polimeri lineari costituiti da unità monomeriche dette amminoacidi. La funzione della proteina dipende dalla sua struttura tridimensionale che a sua volta è legata alla sequenza di amminoacidi.
- Le proteine contengono diversi gruppi funzionali. I gruppi funzionali comprendono alcoli, tioli, tioesteri, acidi carbossilici, carbossamidi e diversi gruppi basici. Questi gruppi determinano la funzione della proteina.
- Le proteine possono interagire tra loro e con le altre molecole biologiche per formare strutture complesse. Le proteine all’interno di questi complessi reagiscono sinergicamente per generare proprietà non riscontrabili individualmente.
- Alcune proteine sono rigide, mentre altre sono relativamente flessibili. Le unità rigide possono essere gli elementi strutturali del citoscheletro o del tessuto connettivo. Le proteine flessibili possono agire da molle o cardini per l’associazione delle proteine tra loro o con altre molecole e per la trasmissione dell’informazione all’interno della cellula e tra cellula e cellula.
Unità monomerica: α-amminoacidi
Le proteine sono delle poliammidi dove le unità monomere sono costituite da alfa-amminoacidi. Gli alfa-amminoacidi sono molecole chirali, soltanto gli L-amminoacidi fanno parte delle proteine.
Lo stato di ionizzazione varia con il pH.
Stereoisomeri
Per ogni amminoacido sono possibili due stereoisomeri: essendo immagini speculari l’una dell’altra non sovrapponibili, i due stereoisomeri sono detti enantiomeri. Esiste un sistema di nomenclatura per specificarne la configurazione assoluta dei 4 sostituenti: il sistema D/L basato sulla configurazione assoluta dello zucchero a 3 atomi di C gliceraldeide (convenzione di Fisher 1891) e non sulle proprietà ottiche della molecola.
Stereoisomeria
Carbonio chirale: identificazione della configurazione degli stereoisomeri (arrangiamento spaziale dei quattro sostituenti attorno al centro chirale).
Criterio D/L (applicabile solo a stereoisomeri il cui atomo di carbonio asimmetrico risulti legato a un atomo di idrogeno): la molecola va disegnata applicando la proiezione di Fischer; i quattro gruppi legati al centro chirale non vanno disposti a caso, ma sistemando il gruppo più ossidato Rox in alto e quello più ridotto Rrid in basso.
Di conseguenza ai lati del centro chirale si vengono a trovare un atomo di H da una parte ed un atomo o gruppo atomico X dall’altra. Se il gruppo X si trova a destra la molecola si dice avere configurazione D, in caso contrario la sua configurazione è L.
Ad eccezione della glicina, tutti gli amminoacidi sono otticamente attivi, ovvero ruotano il piano della luce polarizzata.
La direzione e l’angolo di rotazione possono essere misurati con un polarimetro.
Amminoacidi
Gli amminoacidi utilizzati dall’uomo sono classificati in:
Amminoacidi essenziali: sono quelli che l’organismo non è in grado di sintetizzare e quindi bisogna introdurli con la dieta.
Sono 8 nell’adulto: leucina, isoleucina, fenilalanina, lisina, metionina, treonina, triptofano e valina.
Mentre sono essenziali durante l’infanzia: arginina, cisteina, istidina e tirosina.
Amminoacidi non essenziali: sono quelli che l’organismo è in grado di sintetizzare in quantità adeguate.
Amminoacidi semi-essenziali: sono tirosina e cisteina che possono venire sintetizzati dall’organismo a partire da fenilalanina e metionina.
La forma cationica è presente a bassi valori di pH, quella anionica ad alti valori di pH.
Proprietà acido-base
Lo stato di ionizzazione degli amminoacidi viene alterato da un cambiamento di pH.
Gli zwitteroni, che sono una specie chimica possedente cariche elettriche di segno opposto e situate su due atomi non adiacenti, sono la forma predominante a pH fisiologico.
Il valore del pH al quale un amminoacido si trova nella forma con carica netta zero è detta punto isoelettrico (pI).
Per un α-amminoacido con catena laterale non ionizzabile, il punto isoelettrico (pI)
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Appunti Bioingegneria chimica 2
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Appunti Bioingegneria chimica Parte 2
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Appunti Bioingegneria chimica Parte 1 su 2
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Bioingegneria chimica: appunti