AERODINAMICA SUPERSONICA
ussi comprimibili e non viscosi
25 gennaio 2018
Indice
1 Aspetti preliminari 1
1.1 ripasso termodinamico . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 1
1.1.1 legge dei gas perfetti . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 1
1.1.2 Energia interna ed Entalpia . . . . . . . . . . . . . . . . . 1
1.1.3 Primo principio della termodinamica . . . . . . . . . . . . 2
1.1.4 Secondo principio della termodinamica . . . . . . . . . . . 3
1.1.5 relazioni isoentropiche . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 3
1.2 Denizione di comprimibilità . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 4
1.3 Equazioni fondamentali del moto del uido . . . . . . . . . . . . 4
1.3.1 Equazione di continuità . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 4
1.3.2 equazione di bilancio della quantità di moto . . . . . . . . 4
1.3.3 Equazione dell'energia . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 5
1.4 Equazioni per ussi comprimibili e non viscosi . . . . . . . . . . . 5
1.5 Denizione delle condizioni di ristagno (o totali) . . . . . . . . . 6
1.6 onde d'urto . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 7
2 Onde d'urto normali 9
2.1 Equazioni per onde d'urto normali . . . . . . . . . . . . . . . . . 9
2.2 velocità del suono . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 11
2.3 forma speciale dell'equazione dell'energia . . . . . . . . . . . . . . 13
2.4 quando un usso è comprimibile? . . . . . . . . . . . . . . . . . . 15
2.5 calcolo delle proprietà per onde d'urto normali . . . . . . . . . . 16
3 Onde d'urto oblique ed onde di espansione 20
3.1 relazioni per onde d'urto oblique . . . . . . . . . . . . . . . . . . 22
− −
θ β M ach
3.2 Equazione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 24
3.3 usso supersonico su cunei e coni . . . . . . . . . . . . . . . . . 26
3.4 rifrazione e riessione di onda d'urto . . . . . . . . . . . . . . . . 27
3.5 Espansione nita di Prandtl-Meyer . . . . . . . . . . . . . . . . . 30
shock-expansion theory
3.6 : applicazione ai proli supersonici . . . . 32
3.7 coecienti di portanza e resistenza . . . . . . . . . . . . . . . . . 34
1
4 Flussi comprimibili e subsonici: Teoria linearizzata 34
4.1 Equazione del potenziale della velocità . . . . . . . . . . . . . . . 34
4.2 Linearizzazione del potenziale della velocità . . . . . . . . . . . . 35
4.3 Correzioni per ussi comprimibili . . . . . . . . . . . . . . . . . . 36
4.3.1 Correzione di Prandtl-Glauert . . . . . . . . . . . . . . . . 36
4.3.2 Correzione di Karman-Tsien e di Laitone . . . . . . . . . 37
4.4 Numero di Mach critico . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 37
Drag divergence Mach Numer
4.5 : il muro del suono . . . . . . . . . 40
4.6 La regola delle Aree . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 41
4.7 Proli alari supercritici . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 42
5 Teoria linearizzata per ussi supersonici 44
5.1 coeciente di pressione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 44
5.2 Applicazione ai proli alari supersonici . . . . . . . . . . . . . . 45
2
1 Aspetti preliminari
1.1 ripasso termodinamico
1.1.1 legge dei gas perfetti
Un gas è un complesso di particelle (molecole, atomi, ioni, elettroni, ecc) che si
muovono di un moto randomico. A causa della strutturica elettronica di queste
particelle, un campo di forze pervade lo spazio circostante. Il campo di forza
dovuto a una particella si estende e interagisce con la particella vicino, e vice-
forze intermolecolari
versa; queste forze che vengono a crearsi sono chiamate .
Tuttavia, se le particelle del gas sono abbastanza distanti, l'inuenza della forza
intermolecolare è piccola e può essere trascurata. Un gas in cui le forze inter-
gas perfetto
molecolari sono trascurabili, prende il nome di .
p, ro, T
Per un gas perfetto, dipendono dall'equazione:
p = ρRT
costante specica del gas
dove R è la , che assume valori dierenti valori in
base a dierenti gas. costante
In condizioni standard, per l'aria, R=287 J/(kg*K). Mentre, Ro è la
universale del gas , che vale: Ro = 8.314 J/(mol*K). Si può anche scrivere come:
pν = RT
dove nu è il volume specico: ν = 1/ρ
1.1.2 Energia interna ed Entalpia
Consideriamo una singola molecola di un gas, questa si muove nello spazio in
modo casuale, scontrandosi occasionalmente con una molecola vicina. A causa
della sua velocità, la molecola genera energia cinetica.
Inoltre, ogni molecola ha un movimento di traslazione (atomi collegati lungo
vari assi) e un movimento rotatorio nello spazio. L'energia cinetica di questa
rotazione contribuisce all'energia complessiva della molecola. L'energia totale è
data dalla somma delle energie traslazionali, rotazionali, vibrazionali ed elettro-
niche.
Consideriamo un volume nito di gas contenente un gran numero di moleco-
energia
le. La somma delle energie di tutte le molecole del gas è denita come
interna e
del gas, denominata come :
h = e + pnu
entalpia specica
h
dove è l' .
e h
Per un gas perfetto, e sono solo funzione della temperatura:
e=e(T), h = h(T).
In forma dierenziale, le equazioni diventano:
de = c dT
v
dh = c dT
p
c c
Per un gas specico, e , sono legati dall'equazione:
p v −
c c = R
p v
c
dividendo l'equazione per , otteniamo:
p −
1 (c /c ) = (R/c )
v p p
denendo: γ = c /c
p v
, −
1 1/γ = R/c
p
⇒ −
c = γR/(γ 1)
p
⇒ −
c = R/(γ 1)
v
1.1.3 Primo principio della termodinamica
primo principio della termodinamica
Il è un risultato empirico, confermato
anche dall'esperienza: δq + δw = de
e
In questa equazione, solo è una variabile di stato, ovvero dipende solo dalle
condizioni iniziali e nali del sistema.
de
Per una data ci sono una innità di modi dierenti per andare a lavorare sul
sistema. Noi ci concentriamo principalmente su tre di questi:
1. Processo adiabatico: non ci sono scambi di calore tra il sistema e l'esterno
−pdν
δw =
−
δq pdν = de
2. Processo reversibile: non ci sono processi dissipativi (eetti viscosi, conduci-
bilità termica, diusione di massa)
3. Processo isoentropico: processi sia reversibili sia adiabatici
In forma entalpica, il primo principio della termodinamica diventa:
−
de = δq δw = δq + pdν
ma: h = e + pν
→ dh = de + d(pν) = de + νdp + pdν
−
de = dh νdp + pdν
− − −
δq pdν = dh νdp pdν
⇒ dh = δq + νdp calore specico
Con un processo a volume costante, deniamo c, , come
C = δq/dt
→ δq = de + pdν
⇒
de = δq = c dT de = c dT
v v
Invece, con un processo a pressione costante:
−
δq = dh νdp = dh
dh = c dT
p
2
1.1.4 Secondo principio della termodinamica
Deniamo l'entropia s, come:
ds = δq /T [J/K]
rev
Inseriamo l'entropia nel I principio della termodinamica:
−
δq pdν = de
−
T ds pdν = de
T ds = de + pdν
−
T ds = dh νdp
Per i gas perfetti otteniamo: dT + p(dν/T )
ds = c
v T −
ds = c (dT /T ) (νdp/T )
p
Richiamando l'equazione dei gas perfetti, otteniamo l'equazione:
T p
Z Z
dT dp
2 2
− −
c
s s = R
p
2 1 T p
T p
1 1
T p
2 2
⇒ − −
s s = c ln( ) Rln( )
2 1 p T p
1 1
ν
T 2
2
⇒ − ) + Rln( )
s s = c ln(
2 1 v T ν
1 1
1.1.5 relazioni isoentropiche
ds = 0 T p
2 2
− −
s s = c ln( ) Rln( )
2 1 p T p
1 1
p T p
c p T T
cp γ
2
2 p 2 2 2 2 )
(
)
(
→ →
→
ln( ln(
) = ) = ( ) = ( ) γ−1
R
p R T p T p T
1 1 1 1 1 1
T ν
2 2
−
s s = c ln( ) + Rln( )
2 1 v T ν
1 1
ν c ν T ρ T
cv 1
2 v 2 2 2
2
−( )
→ −( → →
ln( ) = )lnT T = ( ) = ( ) γ−1
R
2 1
ν R ν T ρ T
1 1 1 1 1
T ρ p
γ
2 2 2
γ
⇒ ( ) = ( ) =
γ−1
T ρ p
1 1 1
3
1.2 Denizione di comprimibilità
Deniamo:
• Fattore di comprimibilità (denizione generica):
1 dν
−
= ν dp
• Fattore di comprimibilità isotermo (T = cost):
1 dν
−
=
T ν dp T =cost ν
• ∂q =0 = 0
Fattore di comprimibilità isoentropico ( , ):
ρ
dν
1
−
=
s ν dp s
1.3 Equazioni fondamentali del moto del uido
1.3.1 Equazione di continuità Z
d d
m = ρ dν = 0
dt dt ν(t)
In forma integrale ottengo: Z Z
d ∂
m = ρ dν + ρ~v d~s = 0
dt ∂t ν S
Mentre, in forma dierenziale: ∂ρ ∇ρ~v
+ = 0
∂t
Dρ + ρ∇~v = 0
Dt
1.3.2 equazione di bilancio della quantità di moto
dQ d
= m~v = R [N ]
~
F
dt dt ext
In forma integrale:
Z Z Z Z
∂ ~
−
ρ~v dν + ρ(~v d~s
)~v = p d~s + ρ f dν + F viscose
∂t ν S S ν
In forma dierenziale: 4
• derivate parziali
∂ρu ∂p
∇(ρu~v −
+ ) = + ρf + (F )
x x viscose
∂t ∂x
∂p
∂ρv ∇(ρv~v −
+ ) = + ρf + (F )
y y viscose
∂t ∂y
∂ρw ∂p
∇(ρw~v −
+ ) = + ρf + (F )
z z viscose
∂t ∂z
• derivate sostanziali Du ∂p
−
ρ = + ρf + (F )
x x viscose
Dt ∂x
Dv ∂p
−
ρ = + ρf + (F )
y y viscose
Dt ∂y
∂p
Dw −
= + ρf + (F )
ρ z z viscose
Dt ∂z
1.3.3 Equazione dell'energia −
de = ∂q ∂w J
dE = Q + W [ ] = [W ]
dt S
Dove:
Q̇
- := rateo di calore dall'esterno/interno sul volume di controllo
Ẇ
- := rateo di lavoro dall'esterno/interno sul volume di controllo
dE
- := rateo di variazione dell'energia totale
dt
- Forma integrale:
2 2
Z Z Z Z Z
∂ v v ~
−
(e+ )dν+ (ρ~v d~s
)(e+ ) = q̇ρdν+ Q̇ (pd~s
)~v + ρ f dν~v +
Ẇ
viscoso viscose
∂t 2 2
ν S ν S ν
- Forma dierenziale (derivate parziali)
2 2
∂ v v ~
∇[ρ(e − ∇(p~v
[ρ(e + )] + + )]~v = ρq̇ ) + ρ( f~
v ) + Q̇ + Ẇ
viscoso viscoso
∂t 2 2
- Forma dierenziale (derivate sostanziali)
2
v
D(e + ) ~
2 − ∇(p~v
ρ = ρq̇ ) + ρ(
f~
v ) + Q̇ + Ẇ
viscoso viscoso
Dt
1.4 Equazioni per ussi comprimibili e non viscosi
si basano sull'ipotesi di uidi non viscosi > spariscono tutti i termini viscosi
dalle equazioni
1. dp + ρ∇~v = 0
dt 5
2. ∂u ∂p
−ρ −
= + ρf
x
∂t ∂x
∂v ∂p
−ρ −
= + ρf y
∂t ∂y
∂p
∂w −
−ρ = + ρf
z
∂t ∂z
3. 2
v
d(e + )
2 − ∇(p~v
ρ = ρq̇ )
dt
4. p = ρRT
5. e = c T
v
1.5 Denizione delle condizioni di ristagno (o totali)
Per usso incomprimibile, abbiamo:
→
ρ
- = cost T,e = cost
- Flusso stazionario
- Non viscoso
- Trascuriamo le forze di volume
Equazione di Eulero: dp + ρV dV = 0
dove V è il modulo medio della velocità.
p v
Z Z
2 2
dp + ρ v dv = 0
p v
1 1 2
2 v
v 1
2 −
− )=0
p p + ρ(
2 1 2 2
2 2
v v
1 2
p + ρ = p + ρ
1 2
2 2
2
v
p + ρ = cost = p
o
2
Per usso comprimibile:
→
ρ
- = var T,e = var
- Non viscoso
- Trascuriamo forze di volume
- Flusso adiabatico −
∂q = 0 = ∂h νdp
6
−
dh νdp = 0
dh + νρV dV = 0
h v
Z Z
2 2
dh + vdv = 0
h v
1 1
2 2
v v
2 1
− −
h h + =0
2 1 2 2
2 2 2
v v v
2 1 →
h + = h + h + = cost = h
2 1 0
2 2 2
h
dove è l'ENTALPIA TOTALE (o di ristagno)
0 2
v = cost = c T
c T + p 0
p 2 2
v = cost
e + νp + 2
1.6 onde d'urto
Flussi supersonici:
ρ
- = var
- Equazione energia
- Onda d'urto
- Flusso a monte non risente del usso a valle ( nchè non incontra l'onda d'ur-
to) Ritornando a regimi dierenti, si può notare come il usso subsonico com-
primibile sia qualitativamente (ma non quantitativamente) lo stesso che nel caso
incomprimibile. Un usso subsonico con un modello lineare semplicato, dove
il usso è lontano dal corpo, è avvertito dalla presenza del corpo e inizia a re-
golarsi di conseguenza. Mentre, per un usso supersonico è diverso: il usso è
dominato dalle onde d'urto, e il usso sopra il corpo non risente la presenza di
quest'ultimo nchè non incontra il leading-edge dell'onda d'urto. Infatti, qual-
siasi usso con una regione supersonica è soggetto a delle onde d'urto.
Un'onda d'urto è una regione estremamente sottile, tipicamente dell'ordine di
−5
10 cm
, attraverso la quale le proprietà del uido possono cambiare drastica-
mente: ci sarà un incremento di pressione, densità, temperatura ed entropia,
ed un abbassamento del valore di numero di Mach, velocità e pressione totale,
mentre l'entalpia rimane sempre la stessa.
Solitamente, l'onda d'urto, ha un angolo di attacco obliquo, ma comunque ci
sono molti casi in cui l'onda d'urto è normale al usso.
7
1.jpg
Figura 1: Paragone tra usso (a) non adiabatico, (b) adiabatico, (c) non
isoentropico, (d) isoentropico 8
2.jpg Figura 2: Esempi di applicazione delle onde d'urto normali
2 Onde d'urto normali
Un'onda d'urto che è normale al usso a monte risulta essere un caso particola-
re. Nella gura possiamo notare due esempi di onde d'urto normali presenti in
natura: nell'immagine a sinistra è mostrato un usso supersonico su un corpo
smussato, mentre a destra è rappresentato un un usso supersonico all'interno
di un ugello.
Figura a sinistra: è presente una forte onda d'urto ad arco davanti al corpo.
Sebbene l'onda sia curvata, la regione di shock più vicina al naso è normale al
usso. Inoltre, la linea di corrente che passa attraverso questa porzione norma-
le all'arco di shock, in seguito colpisce il naso del corpo e controlla i valori di
pressione e temperatura di ristagno al naso.
Figura a destra: è presente un usso supersonico all'interno di un ugello, dove
la pressione iniziale è abbastanza alta a causa dell'onda d'urto normale che
sta nell'ugello. Le condizioni sotto le quali questa onda si vericherà e la
determinazione delle proprietà del usso, sono due cose importanti da scoprire.
2.1 Equazioni per onde d'urto normali
Considerando lo schema in gura, notiamo che la regione 1 ha un usso uniforme
a monte dell'onda d'urto e la regione 2 ha un usso uniforme a valle dell'onda
d'urto, ma diverso.
Nella regione 1 troviamo:
p
- La pressione 1
ρ
- La densità 1 T
- La temparatura 1 M
- Il numero di Mach 1
u
- La velocità 1 p
- La pressione totale 0,1
h
- L'entalpia totale 0,1 T
- La temperatura totale 0,1
s
- L'entropia 1 9
3.jpg Figura 3: Schema di un'onda d'urto normale
p ρ T M u
Mentre nella regione 2, le stesse variabili sono denominate: , , , , ,
2 2 2 1 2
p h T s
, , , .
0,1 0,1 0,1 2 abcd
Consideriamo il controllo di volume rettangolare dato dalle linee tratteg-
giate in gura, come si può vedere l'onda d'urto è all'interno del volume di
ab
controllo. Il lato è il punto di vista della facciata sinistra del controllo di
cd
volume, questa facciata è perpendicolare al usso. Il lato è il punto di vista
della facciata destra del controllo di volume, anche questa facciata è perpendi-
colare al usso.
Applichiamo le equazioni di conservazione a questo controllo di volume, e nel
processo osserveremo quattro importanti aspetti sici dati dal usso:
∂
1. Il usso è stazionario, ovvero ∂t
q̇
2. Il usso è adiabadito: = 0
3. Non ci sono eetti viscosi sul volume di controllo. L'onda d'urto stessa è una
regione sottile di elevati gradienti di velocità e temperatura.
f
4. Non si sono forze di massa = 0.
• Equazione continuità: Z Z
∂ ρdν + ρ~v d~s = 0
∂t ν S
∂
→ =0
poichè il usso è stazionario: ∂t
⇒ −ρ u A + ρ u A = 0
1 1 2 2
ρ u = ρ u
1 1 2 2
• Equazione di bilancio quantità di moto:
Z Z
−
(ρ~v d~s
)~v = pd~s
S S
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