Prova di compressione edometrica (triconciata)
La membrana serve solamente per applicare una pressione laterale isotropa al terreno. Se non ci fosse la membrana, l’acqua della cella sarebbe a diretto contatto con il campione. Al contrario delle prove non drenate, la pressione dell’acqua della cella è trasmessa alla superficie del campione. Quindi la membrana serve per trasmettere la tensione effettiva al campione.
Δσu = Δσf + Δσp = Δσf
La prova triconciata si sviluppa in due fasi
Fase 1
Si applica uno stato di sforzo isotropo, consolidato e si misura la pressione che i recipienti siano aperti o chiusi e che la prova sia sufficientemente lenta se si usa consolidata e altrimenti non consolidata.
Fase 2
Si porta a rottura il campione con i recipienti chiusi o aperti. Si continua il piano con il pistone, cioè si applica uno sforzo deviatorico, una forte dissipazione della pressione porosa presente della pressione laterale comunicante. Se viene aumentato, intanto la prova può essere drenata "D" o non drenata "U".
Tipi di prove di compressione triconciata
- Non consolidata (U,U)
- Consolidata drenata (C,D)
- Consolidata non drenata (C,U)
Fase 1 - Applicazione del carico isotropico in condizioni drenate
Si consegue una consolidazione applicando una pressione σf (σo) alla cella triconciata. Risultati aperti: la prova è drenata. La membrana serve per applicare lo stato σf; il campione ha una pressione applicata all’esterno e l’acqua della cella è trasmessa al sotto del campione per il materiale la variazione.
Prova di compressione cilindrica (triassiale)
La membrana serve semplicemente per applicare una pressione laterale isotropa al terreno. Se non ci fosse la membrana, l'acqua della cella sarebbe a diretto contatto con il campione. All'interno del provino, la pressione dell'acqua della cella non è trasmissibile all'acqua del provino. Quindi la membrana serve per trasmettere la tensione efficace al provino.
L¹ = Δσf = Δσ² = ΔσS
La prova triassiale si sviluppa in due fasi
Fase 1
Si applica uno sforzo che detta isotropo, ed a seconda che i ristenenti siano aperti o chiusi se la prova sia sufficientemente lenta, si ha una consolidata o non consolidata.
Fase 2
Si porta a rottura il campione con i ristenenti chiusi o aperti. Consulmendo il provino con il pistone, cioè si applica una sforzo cistributivo: in assenza completare, la tensione porema presso della pressione laterale. Conseguenzialmente, che viene aumentando costante la prova può essere DENATA "Ø" e NON DENALATA "Ø".
Tipi di prove di compressione triassiale
- Non consolidata (u,u)
- Consolidata drenata (c,d)
- Consolidata non drenata (c,u)
Fase 1 - Applicazione del carico isotropico in equilibrio drenuta
Si esegue la consolidazione applicando una pressione σ² (σ³) alla cella triassiale. I ristenenti: fsi sono chiusi e la prova è drenuta. Al lato della pressione applicata allo stato σ² il provino tessendo una rista di acqua dei pori del materiale, la variazione internale è detta della volume. Di volume ma può essere istantanea: per t > 0 il provino non subisce alcun effetto meccanico in quanto la variazione di volume è nulla.
Per t = 0 ∆V = 0. Nell'istante t = 0 il provino non subisce alcun effetto meccanico inquanto la variazione di volume è nulla, il rimanente volume d'acqua spostato attraverso la fase liquida e lo scheletro solido non subisce alcuna deformazione: per t > 0 ∆V = 0 ∆σ′ = 0 ∆u = ∆σ = ∆σ′ ≠ ∆σ.
Questo istantaneamente è più o meno che la fase solida è pura, ovvero c'è una fase liquida e ovvero quella liquida può essere verificata perché il che sarà fatto di un tempo tramite per esser verificate e che attiva un processo di consolidazione istantaneamente a t > 0. Attraverso del tempo il che sarà dell'acquasez la pressione resta a carico allo scheletto solido. Con il passare del tempo la sovrappressione si trasferisce dalla fase liquida allo scheletto solido inducendo sulla fase una variazione di volume. Per t > 0 ∆u = 0 ∆σ′ ≠ ∆σ ∆u ≠ 0.
La prima fase termina quando il volume d'acqua V nella buretta non varia più.
Fase 1 - Applicazione dello sforzo di taglio
In questa fase accumuli solo una. In questa fase si porta a rottura il provino applicando uno sforzo variabile di compressione (dato quelle, quindi variabile di compressione, probabilmente indotte il pistone. La pressione radiale resta costante e quindi i rubinetti possono essere chiusi o aperti: otteniamo così una rottura. Infatti, nella figura qui riportata, per tutti che si trovano a destra o a sinistra dello stato critico, il processo successivo è un ulteriore rispetto ad esso con evoluzione o aumento di volume se il tutto si riferisce a dei campionamenti riflessivi con perdita del volume...
Si potrebbe quindi parlare di reazione turche che si trova o destra o sinistra dello stato critico per migliorare di stato critico... Allo stato critico, indipendentemente dalle condizioni iniziali esiste un legame corrispondente tra l'indice dei vuoti e tensioni effettive...
ec = e0 - tan ϕ′cs, q = Mp′
L'angolo ϕ′cs è detto angolo di stato critico.
M = (6 sin ϕ′cs) / (3 - sin ϕ′cs) ... (3)
L'angolo ϕ′cs è una proprietà del terreno in quanto dipende essenzialmente dalla sua struttura; nel caso di terreni o grana fine... lo parametro H definito dalla (3) è riferito a condizioni per le quali il terreno raggiunge lo stato critico in condizioni di compressione triassiale si ottiene che:
H = (6 sin ϕ′cs) / (3 + sin ϕ′cs)
Una conseguenza importante è che, mentre l'angolo di attrito di stato critico ϕ′cs è lo stesso per compressioni ed estensioni ...
Dilatante e resistente di picco
D'aver stabilito che la pressione dello stato tissutale rispetto allo stato critico cavitario costituisce il valore di contrasta, quando necessario approfondire il concetto di stato critico porta in relazione al criterio di resistenza e ai relativi parametri necessari da adottare.
I parametri di resistenza sono propri del materiale in quanto definisce dallo stato del materiale, cioè del valore del nucleo dei murti e delle di moto essetro. Forso si è sperimentato a terreni e giorno giorno e a giorno primo consentimenti rispettivamente da derotto e da del esercito CDR tra strutture o resistenza e invece di saturamento a rinunsto delle relative CSI. Il concetto di dilatante che ora esplicativa, permette di riguardare mecci e oggetto della resistenza al taglio delle torve, in questa pulsativa come le variazioni di volume, che si verificano in un processo di deformazione distorzionale, influenzano il termine attributo delle resistenze.
Criterio di colate di Mohr-Coulomb
Vediamo ora il criterio di Mohr-Coulomb applicato alla diversa prova. Tiriamo su la prova a OD. Consideriamo un nostro campione da cui tiriamo tre provini sottoposti ad uno sforzo tensionale assiale ed uno radiale (noto variabile: con il quale assumiamo il comportamento in corrispondenza di diversi valori della tensione radiale σ3. La prova che abbiamo qui rappresentato sono quelle tipiche dei terreni fortemente padronizzati. Assumono di sera e dunque condotta per un determinato valore della tensione radiale σ3, differente per il tre provini, per ogni prova eseguita nel terreno nel provino nel provino nel provino il terreno può trovare la tensione. Il calore in corrispondenza del valore massimo dello sforzo solitamente durante la prova. Operando in questo modo sul piano di Mohr possono essere riportati diversi cerchi, di solito tre qui rappresentati come il criterio di rottura per il terreno in corrispondenza dei valori ottenuti di σ3. Una volta riportati gli esempi relativi alla condizione di rottura del terreno, è possibile tracciare la retta di sviluppo di questi cerchi la quale può essere approssimata ad una retta. Essa è definita da due parametri c e φ:
La retta può essere rappresentata tramite la seguente equazione: σf = c' + σ' tan φ'
Attenzione che c' e φ' non sono dei parametri che definiscono delle proprietà fivolici del terreno e qui sono dei coefficienti che utilizziamo per la previsione di capacità di rottura del terreno infatti dipendono della condizione di omogenaggio del provino e anche dal suo grado di saturazione.
Vediamo ora di seguire dalla prova in 1 e con S > 1. Questo significa che un incremento della tensione radiale σ'3 trasforma cuspide.
In termini di tensioni totali la condizione di rottura può essere espressa dalla relazione: τ = cu con φ' =0
NB: Nel caso in cui la prova non derivi forse eseguito per un pacchetto di terreno non attivo (S < 1) allora la variazione di volume sarebbe ΔV ≠ 0. Essendo il pacchetto (S < 1) parzialmente attivo, nel mentre è presente aria nel cuore, la quale aumenta elevato comprimibilità e quindi anche se le condizioni di prova non derivano e avviene consegue una variazione di volume e quindi un aumento della tensione efficace.
Facciamo ora considerazioni sulla prova e condotte a rotture in condizioni non derivata el. Supponiamo di riportare i tre cerchi di Mohr delle tre prove in rotture. Otteniamo sul piano di Mohr una superficie analoga a quella della prove in CD, ma ha un significato diverso. Una delle principali differenze di queste due prove (taglio diretto e prova triassiale) è proprio la localizzazione delle superfici di rottura, imputo e portabilità nelle condizioni di taglio diretto, libera di manifestarsi in taglio triassiale. Se consideriamo la figura, essa riporta le possibili situazioni di prove di taglio diretto seguente paramenti caratterizzati da valori dei vuoti differenti. Le porzioni D bassi vuoti possono essere considerati resistenza elevato (ep), mentre le porzioni S vuoti medio-alti (ea) ma terranno comunque un valore di pari a leggero.
- OCon la soprafferta m resistenza o fisiologica massimi il compione nella rottura tra il nomendone dell'attraverso.
- Gli spostamenti e lievi grandi possono essere bastave il fine usualmente.
- A grandi spostamenti il capo a un service sottotecnici pluvia li disegna:
- Y----
- Cc
- Box
In figura 10 sono già disstrutti spostamenti occasionalmente di sotto. Gli scatti multiprova più attuale m io superiore alla sezione, il vari si commentano ritra su descritto bene per i spostamenti applicati nel test. Il condgetto di esterne alle prove che scala ipotetica una rot mistagnando la presenza della sezione alla guita. Ti determicamento delle potere delle prove di m resistenza di spinto media tan.
Estraibili per patrono acri ed equivalenti (cio di figure). Ai elementi sistematici il volo. Diretto Il valore di resistenza raggiunto dai due provini viene in definite resistenza di stato critico (resistenza di volume costante), in quanto è quello corrispondente al raggiungimento ad una condizione per la guida il volume dei vuoti, raggiunto il valore critico, non varia ulteriormente.
-
Multicast - approfondimento
-
Savigny - Approfondimento
-
Approfondimento esame di geotecnica calcolo spinta attiva
-
Approfondimento lettura