Apparato muscolare
Funzioni della muscolatura scheletrica
Determinano i movimenti dello scheletro e mantenimento postura;
Offrono supporto ai tessuti molli;
Regolano entrata ed uscita di materiali (es. sfinteri regolati volontariamente);
Mantengono la temperatura corporea, parte dell’energia è dissipata sotto forma di calore e sistemi disaccoppianti necessari per avere più calore prodotto.
Organizzazione del muscolo scheletrico
L’unità motoria è l’insieme di motoneurone e delle fibre da esso innervate. La maggior parte dei motoneuroni stimola molte fibre. Le dimensioni dell’unità motoria danno indicazione su quanto fine possa essere la regolazione del movimento: meno fibre innerva il motoneurone e più è preciso il movimento. Se le fibre innervate sono molte è possibile far svolgere micro movimenti al muscolo regolando l’attivazione delle fibre.
Es. nella muscolatura dell’occhio, in cui è fondamentale un controllo preciso, un motoneurone può stimolare 2-3 fibre muscolari. Al contrario, nei muscoli che hanno il compito di generare potenza, come quelli della gamba, il controllo è molto meno preciso quindi un motoneurone può innervare fino a 2000 fibre. Tante unità motorie del muscolo permettono anche la sua attivazione a un livello inferiore, ma per un tempo più lungo.
All’interno del fascicolo le fibre sono sempre parallele tra di loro, ma i fascicoli non è detto che si dispongano parallelamente. L’organizzazione di fascicoli e tendini in un muscolo può variare, quindi si distinguono 4 tipi di muscoli:
- Paralleli: permettono una contrazione che avviene nella stessa direzione, generano una forza maggiore, ma non direzionabile (es. il bicipite);
- Convergenti: diversi fascicoli convergono verso un tendine, come i pettorali, la forza è generata in direzioni diverse;
- Pennati: hanno un tendine più esteso e uno all’interno, per questo è possibile una contrazione anche verso l’interno;
- Circolari o orbitali: costituiscono gli sfinteri a controllo volontario o quello orbitale della bocca.
Origini e inserzioni
I muscoli possono avere un’origine e un termine (inserzione) e si contrae per produrre una specifica azione.
- La sede in cui l’estremità fissa di un muscolo si attacca ad un osso, cartilagine e tessuto connettivo si chiama origine.
- La sede in cui l’estremità mobile di un muscolo si attacca ad un’altra struttura si chiama inserzione.
L’origine è prossimale rispetto all’inserzione. Sulla base della direzione delle fibre muscolari si distinguono: